“Il terremoto ha cambiato la vita di moltissime persone e distrutto case, ritenute sicure fino a pochi secondi prima della scossa”. Così il presidente Alessandro Amaro

“Il terremoto ha cambiato la vita di moltissime persone e distrutto case, ritenute sicure fino a pochi secondi prima della scossa. L’Ordine degli Architetti non ha dimenticato il sisma dello scorso 26 dicembre, momento di grande tensione che ci ha visto a lavoro a sostegno della popolazione colpita. Vogliamo partire da incontri come questi per passare dalle riflessioni, dal confronto tra professionisti, ad azioni concrete che possano realmente incidere sulla sicurezza del nostro territorio”.

Così Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania ha introdotto il convegno “Il sisma ti cambia la vita”, organizzato insieme alla Fondazione durante l’evento fieristico “CamBiovita Expo”, “dove abbiamo realizzato un’istallazione all’interno del nostro stand che rievoca l’evento sismico, con l’obiettivo di non dimenticare e non abbassare l’attenzione su questo tema“, come spiegato dall’architetto Martina Arena, delegata del presidente in Fondazione.

Un’occasione di dibattito e approfondimento che ha avuto come focus centrale i sempre attuali fenomeni sismici, con testimonianze di chi è sceso sul campo nei momenti di emergenza: “Il terremoto di Santo Stefano ha colpito maggiormente i comuni di Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Santa Venerina, Viagrande, Zafferana Etnea, oltre ad alcune frazioni tra cui Fleri – ha detto l’architetto Paolo Licandri, consigliere tesoriere dell’Ordine – in questi casi noi della protezione civile ci siamo occupati di dare un soccorso immediato alle persone interessate, dalla conta degli sfollati alla loro allocazione“.

“A seguito delle scosse dello scorso dicembre, noi professionisti ci siamo messi a disposizione per effettuare i sopralluoghi: io, per esempio, mi sono occupato personalmente di Aci Sant’Antonio, un comune molto vasto di cui si è parlato poco, dove varie strutture abitative sono state dichiarate inagibili e molti residenti ancora vivono negli alberghi o nelle case di parenti”, ha sottolineato il consigliere architetto Igor Nastasi. Una terra che continua a tremare e che sembra essere abituata all’emergenza, ma che necessita di una preparazione adeguata per la gestione di criticità rimaste irrisolte: “Di fronte a un sisma non siamo mai pronti ad affrontare le conseguenze, né da un punto di vista culturale e neanche sotto il profilo operativo – hanno affermato Paolo Nicolosi consigliere nazionale dei Geometri e Agatino Spoto, presidente del Collegio etneo – ci preme pensare alla formazione di tecnici preparati, soprattutto a vantaggio delle generazioni future“.

“Sull’argomento terremoti occorre puntare sulla prevenzione, oltre a dare un’informazione adeguata circa l’entità del fenomeno sismico, calcolata solo sulla base del grado di magnitudo, mentre di primaria importanza è anche il livello di profondità del movimento tellurico“, ha spiegato l’ex presidente degli Ingegneri di CataniaLuigi Bosco. A parlare di “necessità di riqualificare gli edifici pubblici e privati” è stato Giuseppe Piana, presidente Ance, che da mesi riunisce tutta la filiera attorno al tavolo “Catania Sicura” per pianificare azioni di prevenzione, “un lavoro che va fa fatto attraverso una sinergia tra i vari attori operanti nel settore“, ha aggiunto Biagio Bisignani, direttore Urbanistica del comune di Catania.

“Occorre mirare a innalzare il senso civico, per preservare il nostro patrimonio culturale“, ha continuato Barbara Mirabella, direttrice “CamBiovita Expo” e assessore comunale alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali. Su questo tema, l’intervento di Giuseppe Marano, consigliere dell’Ordine: “Porto l’esperienza di ricognizione degli episodi sismici del 2002, dell’ottobre 2018 a Biancavilla e a Santa Maria di Licodia e dello scorso 26 dicembre; si tratta in quest’ultimo caso di zone colpite più volte nella storia da calamità naturali come queste e, in caso di danni, ci occupiamo anche della salvaguardia dei monumenti colpiti come le chiese delle frazioni di Pennisi, Fleri e Pisano“.

“Vogliamo fare capire alla popolazione l’importanza della solidità ed efficienza delle loro case, attraverso un’opera di sensibilizzazione sull’uso di incentivi per la messa in sicurezza degli edifici: si tratta dei bonus ristrutturazione, bonus mobili, eco-bonus, bonus giardini, sisma-bonus ed eco/sisma-bonus“, ha concluso il Presidente Amaro. Non a caso, l’architetto Cecilia Tosto, delegata del presidente dell’Ordine per l’Architettura Sostenibile, ha definito “il patrimonio edilizio una risorsa da cui si può innescare un processo economico virtuoso, perché la qualità della nostra vita dipende da quella delle nostre abitazioni“.

Durante il convegno anche il ricordo del decennale del terremoto dell’Aquila con gli interventi del consigliere Pietro Milone e l’architetto Giuseppe Licciardello.