Rapporto Federcostruzioni: “Un 2021 da record. Ma il futuro preoccupa”

Per la federazione che raggruppa le più importanti associazioni del settore delle costruzioni, quello trascorso è stato un anno di forte crescita. Ma inflazione, aumento dei costi delle materie prime e caro energia mettono a rischio la ripresa degli ultimi due anni. Superbonus e Pnrr fondamentali per sostenere il comparto

a cura di Pietro Mezzi

Rapporto Federcostruzioni: “Un 2021 da record. Ma il futuro preoccupa”
  • Il settore delle costruzioni sostiene l’economia italiana. Ad affermarlo sono i dati del Rapporto 2021 di Federcostruzioni, presentati nella giornata inaugurale del Saie di Bologna 2022.

Il convegno di Federcostruzioni di apertura del Saie di Bologna del 2022

Il convegno di Federcostruzioni di apertura del Saie di Bologna del 2022

L’anno scorso infatti il valore della produzione dell’intera filiera ha raggiunto quota 475 miliardi di euro: un aumento di 78 miliardi rispetto al 2020 (+19,7%) e di 51,6 miliardi rispetto al 2019 (+11,4%). Un dato che da solo equivale a un terzo del Pil nazionale, la cui crescita del +6,6% dell’ultimo anno è da attribuire in buona parte proprio all’edilizia, anche grazie allo stimolo dei bonus fiscali e degli investimenti del PNRR.

Rapporto Federcostruzioni: Filiera delle costruzioni. Valore della produzione totale

Filiera delle costruzioni. Valore della produzione totale (fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

L’aumento ha interessato sia la produzione che l’occupazione: alla fine del 2021 gli addetti del comparto erano 2,8milioni, cresciuti di 200mila unità – +7,7%, rispetto all’anno precedente, vale a dire il 12% della forza lavoro nazionale.

Bene anche gli investimenti: dopo il calo del 2020, secondo l’analisi di Ance, nel 2021, il settore ha fatto registrare un +16,4%. A questo risultato ha contribuito l’attività di riqualificazione, grazie agli incentivi del Superbonus 110% e il bonus facciate, con una crescita degli investimenti di oltre il 20%.

Trecentomila cantieri con il Superbonus 110%

Sul Superbonus 110%, Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ha presentato i dati elaborati alla fine del settembre scorso.

Secondo il monitoraggio di Enea, ministero dello Sviluppo economico e ministero della Transizione ecologica, gli interventi legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% sono stati 307.191, per un ammontare di 51 miliardi di euro, di cui 38,8 (il 76%), riferiti a lavori già realizzati.

In un solo mese (31 agosto – 30 settembre 2022), si è registrato un ulteriore e consistente aumento del 25,9% in numero e del 19% nell’importo, ovvero più di 63.000 interventi aggiuntivi, per un valore di circa 8,2 miliardi.

Tra le regioni con più iniziative avviate, al primo posto figura la Lombardia, con 47.288 interventi per un valore di 8,6 miliardi, seguita da Veneto (37.675; 5 miliardi) e Lazio (26.938; 4,8 miliardi); a ruota Emilia-Romagna (24.439; 4,2 miliardi), Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.

Le novità sulla cessione del credito

A smorzare gli entusiasmi degli operatori del settore ci sono però alcuni fattori particolarmente critici, come l’aumento dei prezzi delle materie prime, la crisi energetica con il forte rialzo dei costi dell’energia, gli effetti della guerra in Ucraina, che hanno determinato un brusco rallentamento della crescita, già avvertito nel secondo semestre di quest’anno, con la risalita dell’inflazione. Fattori che hanno determinato un clima di incertezza che riguarda tutti i settori della filiera.

Sul fronte dei bonus, infatti, lo stop della cessione del credito ha rappresentato l’elemento di maggiore instabilità del mercato, così come anche il problema dei crediti frazionati. Una situazione che ha messo in grossa difficoltà professionisti e imprese, che rischiano di chiudere.

“Una situazione – si legge nel rapporto – che con la circolare 33/E dell’Agenzia delle Entrate del 6 ottobre scorso pare aver risolto il nodo della responsabilità solidale delle banche, introdotta con precedenti interventi normativi…e aver quindi prodotto una risposta positiva del mercato attraverso la riattivazione della cessione dei crediti incagliati da mesi e la riapertura di nuove prime cessioni a un ritmo consistente e adeguato anche di Poste italiane”.

Le previsioni per il 2022

Dopo un 2021 da record, sull’anno in corso è calato però il gelo. Colpa delle criticità note.

Nonostante ciò, secondo Ance, le prospettive per il 2022 del comparto delle opere pubbliche restano positive. L’associazione nazionale dei costruttori stima infatti un aumento dei livelli produttivi dell’8,5%, sostenuto principalmente dagli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

A questo proposito, il Rapporto offre alcuni numeri circa i primi effetti del Piano.

A un anno dall’approvazione – si legge – la quasi totalità dei fondi è stata ripartita e programmata a livello territoriale. Dei 108 miliardi di euro destinati a interventi di interesse del settore delle costruzioni, 93 miliardi, pari all’86%, risultano “territorializzati”, ovvero per tali finanziamenti è possibile individuare i territori nei quali le risorse europee produrranno effetti in termini di investimenti realizzati. Ora diventa centrale accelerare la fase autorizzativa e i tempi di cantierizzazione”.

Il rapporto non dimentica un altro dei problemi che attraversa il settore: la scarsità di manodopera e di figure professionali necessarie a realizzare le opere del PNRR.

Nel marzo scorso, infine, Ance, con l’obiettivo di capire lo stato della progettazione degli investimenti finanziati con il Piano nazionale, ha condotto un’indagine nei confronti delle amministrazioni locali.- Dal lavoro dell’associazione è emerso che il 66% degli interventi candidati e/o finanziati è giunto a un livello preliminare di elaborazione progettuale, mentre il 72% degli stessi progetti non è stato aggiornato rispetto agli incrementi dei prezzi da costruzione registrati nell’ultimo anno.

I commenti di Federcostruzioni e Ance

“L’Italia, per attenuare i rincari dell’energia e i loro effetti su famiglie e imprese, deve mettere in atto, oltre alle azioni compensative, costose e sostenibili per poco tempo, anche interventi regolatori di natura strutturale come il tetto al prezzo del gas, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas e destinare parte della produzione nazionale di gas e l’energia delle fonti rinnovabili alle imprese energivore a un prezzo calmierato – ha affermato Paola Marone, presidente di Federcostruzioni -. Per consentire una riqualificazione del patrimonio immobiliare, chiediamo al nuovo governo di mettere tra le priorità della sua agenda la strutturazione dei bonus, su un lungo periodo e con regole, e dei meccanismi finanziari a sostegno, che possa anche risolvere le questioni in sospeso sulla cessione del credito. Per garantire l’attuazione del PNRR, chiediamo di adeguare i bandi ai rincari dei materiali e dell’energia, commisurare l’importo delle gare alla dimensione delle nostre imprese, oltre naturalmente a monitorare l’emanazione del Codice dei contratti previsto per il marzo del 2023. Una filiera delle costruzioni più dinamica contribuirà a non portare il Paese in recessione, salvaguardando l’occupazione e tanti settori trainanti della nostra economia”.

Federica Brancaccio, presidente di Ance si è invece soffermata sulla nuova circolare delle Entrate. “Che sgombra finalmente il campo dai dubbi che in questi mesi hanno paralizzato la cessione dei crediti da bonus edilizi. Ora però è necessario che la nuova maggioranza di governo lanci un segnale di fiducia, invitando anche Poste e Cassa depositi e prestiti a ripartire per ridare slancio al mercato. Al tempo stesso dobbiamo guardare al futuro e pensare a soluzioni strutturali per una politica industriale di settore orientata alla sostenibilità”.

A sinistra, l’export dei settori collegati alle costruzioni nel 2021; a destra, l’analogo dato nel 2008

A sinistra, l’export dei settori collegati alle costruzioni nel 2021; a destra, l’analogo dato nel 2008 (distribuzione percentuale e valori assoluti in miliardi di euro; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (valori assoluti in miliardi e peso percentuale

Filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (valori assoluti in miliardi e peso percentuale; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Settori della filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021

Settori della filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (distribuzione percentuale; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni: produzione complessiva. Andamento 2009-2021

Filiera delle costruzioni: produzione complessiva. Andamento 2009-2021 (variazioni percentuali annue in termini reali; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni. Andamento della produzione nel 2021

Filiera delle costruzioni. Andamento della produzione nel 2021 (Variazioni assolute 2021 su 2020; in milioni di euro; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Dinamiche dei settori della filiera delle costruzioni

Dinamiche dei settori della filiera delle costruzioni (variazioni percentuali in termini reali della produzione; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)


Federcostruzioni

Costituita nel 2009, è la federazione, che riunisce le categorie produttive più importanti del mercato delle costruzioni italiani. Aderisce a Confindustria. Cinque sono le sue filiere produttive: costruzioni edili e infrastrutturali; tecnologie, impianti e macchinari dell’edilizia; materiali per le costruzioni; progettazione; servizi innovativi e tecnologici. Il valore economico delle associazioni aderenti è di 475 miliardi di euro e dà lavoro a 3 milioni di persone, il 12% dell’occupazione nazionale. Aderiscono a Federcostruzioni Ance, Anie, Anima, Assovetro, Confindustria Metalli, Confindustria Ceramica, Federbeton, Federchimica, Federlegno Arredo, Oice. Soci aggregati sono Assobim e Federcomated.

https://www.infobuild.it/2022/10/costruzioni-federcostruzioni-record-futuro-preoccupa/