Abitazioni in classe A e B, bonus 50% anche sull’acquisto della seconda casa

Agenzia delle Entrate: la normativa non pone come condizione l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale

lightfieldstudios©123RF.com
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31/01/2023 – L’agevolazione per l’acquisto di case efficienti, in classe energetica A o B, vale anche per le seconde case.

È la conclusione che l’Agenzia delle Entrate ha tratto rispondendo ad un quesito inviato alla posta di Fisco Oggi.

Case in classe A e B, il dubbio

Un contribuente ha chiesto se la nuova agevolazione dell’Iva pagata per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica spetta solo se l’immobile viene acquistato come abitazione principale o vale anche per le seconde case.

Case in classe A e B, agevolazione anche per le seconde case

L’Agenzia ha risposto che la norma non prevede, come condizione per usufruire dell’agevolazione, che l’immobile acquistato debba essere utilizzato come abitazione principale.

L’Agenzia ritiene quindi che il beneficio possa spettare anche per comprare una seconda casa.

Case in classe A e B, come funziona l’agevolazione

Ricordiamo che la Legge di Bilancio per il 2023 ha reintrodotto, dopo alcuni anni di stop, le agevolazioni per l’acquisto di case efficienti dal punto di vista energetico, in vigore nel 2016 e nel 2017.

Il bonus consiste in una detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva pagata da chi acquista case in classe energetica A o B dall’impresa di costruzione o ristrutturazione. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

L’agevolazione è valida per gli acquisti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023.

https://www.edilportale.com/news/2023/01/risparmio-energetico/abitazioni-in-classe-a-e-b-bonus-50-anche-sull-acquisto-della-seconda-casa_92413_27.html

Bonus casa, fermi 15 miliardi. A rischio 25.000 imprese

Le stime dell’Ance rilanciano il pressing per un nuovo intervento sulle cessioni bloccate. Riparte il dialogo tra associazioni e Mef

Servizio

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

Lavori a rilento per i crediti incagliati
Lavori a rilento per i crediti incagliati

I PUNTI CHIAVE

Ascolta la versione audio dell’articolo

Un miliardo di crediti incagliati produce il blocco di circa 6mila cantieri, tra unifamiliari e condomini, con il rischio di fallimento di almeno 1.700 imprese di costruzioni e la perdita di circa 9mila occupati. Così, seguendo questa drammatica aritmetica della crisi, ipotizzando (prudenzialmente) 15 miliardi di crediti fiscali attualmente bloccati, gli effetti macroeconomici potrebbero essere devastanti: 25mila imprese a rischio fallimento, 130mila disoccupati in più nel settore delle costruzioni…

in Superbonus casasegui

2 febbraio 2023

https://24plus.ilsole24ore.com/art/bonus-casa-fermi-15-miliardi-rischio-25000-imprese-AE8YMUfC

Il Bonus 50% Iva per l’acquisto di case green della Legge di Bilancio 2023 vale anche per le seconde case

Non essendo previsto, nel comma 76 dell’art.1 della legge 197/2022, come condizione per usufruire dell’agevolazione, l’utilizzo ad abitazione principale dell’immobile acquistato, il beneficio spetta anche per comprare una seconda casa

L’Agenzia delle Entrate interviene sul nuovo, o sarebbe merglio dire “ripristinato”, Bonus 50% sull’Iva per l’acquisto di case ‘green’, re-introdotto nel nostro ordinamento dall’art.1 comma 76 della Legge di Bilancio 2023, precisando che tale agevolazione vale anche per le seconde case, non solo per le prime.

Lo fa con una risposta pubblicata nella “Posta di FiscoOggi”, e relativa alla richiesta, da parte di cun contribuente, sulla possibilità di usufruire della nuova agevolazione sull’IVA, disposta dalla Manovra, nel caso di acquisto di un’abitazione ad alta efficienza energetica che sarà però la sua seconda casa.

Bonus Iva 50% case green: cos’è

La disposizione introdotta dall’art.1 comma 176 della legge 197/2022 consente, alle persone fisiche, una detrazione del 50% dell’IVA per l’acquisto di immobili di classe energetica A o B.

Questa agevolazione fiscale – prevista per tutto l’anno 2023 – si può ripartire in 10 quote annuali ed è riservata esclusivamente alle case, cioè agli immobili ad uso-abitazione, compresi quelli di lusso.

Ok anche per le seconde case

Non essendo previsto, nel comma 76 dell’art.1 della Manovra finanziaria, come condizione per usufruire dell’agevolazione, l’utilizzo ad abitazione principale dell’immobile acquistato, il beneficio spetta anche per comprare una seconda casa

Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/il-bonus-50-iva-per-l-acquisto-di-case-green-della-legge-di-bilancio-2023-vale-anche-per-le-seconde-case/

Inflazione edilizia: materiali e manodopera gonfiano i costi di costruzione del 25%

Studio del Construction Cost Report di Gad: l’aumento determina ritardi sulle tabelle di marcia degli interventi e, spesso, uno sforamento dei preventivi

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Un cantiere edilizio (Businesspress)

Ristrutturare e costruire costa il 25% in più. A riportare le cifre dell’inflazione edilizia è il Construction Cost Report 2022, l’approfondimento relativo alla variazione dei prezzi nel mercato italiano delle costruzioni redatto da Gad Studio. “Rispetto al periodo pre-Covid” ha spiegato a il Sole 24 Ore Gianpiero Aresi, amministratore delegato di Gad, “il trend conferma un incremento medio del 25% sui costi netti, misurato in virtù dell’andamento dei costi delle materie prime, senza includere rivalutazioni delle spese generali e utili d’impresa che sono peraltro un fattore non trascurabile”. Si tratta, di un “dato medio che non riscontra scostamenti significativi tra le nuove costruzioni e il recupero dell’esistente”. Il numero è il risultato di un algoritmo studiato apposta per determinare i costi di costruzione e consente di quantificare uno dei problemi che rischia di frenare anche la messa a terra del Pnrr: i rincari di materiali.

In Italia si contano più di un migliaio di progetti in essere, tutti sopra i dieci milioni (45% ristrutturazione, 25% sostituzione edilizia, 30% nuova costruzione). Almeno il 50% di questi, stima Aresi, è fermo ai blocchi di partenza per lo stress legato ai prezzi. Nello studio, l’attenzione si concentra sulla riduzione delle spese generali e si evidenzia come l’unica strada per azzerare i rischi legati alla sicurezza, ottenere tempi certi, edifici gestibili, manutenibili sia l’industrializzazione del settore, anche attraverso la digitalizzazione. A incidere sui tempi di realizzazione delle opere sono i rallentamenti della fase di progettazione, la cui durata, in media, raddoppia. Ma spesso anche la fase della gara vera e propria si prolunga, con i costi dell’intervento che lievitano e che determinano uno sforamento dei budget originariamente previsti. Secondo lo studio di Gad, sul prezzo finale incidono le materie prime e, più nel dettaglio, la manodopera, i noli, i materiali, i costi indiretti e le spese generali. Anche se, va detto, che l’aumento di un componente non determina automaticamente un incremento del prezzo finale, che dipende anche da quanto il suo costo incide sul totale.

Nello specifico, Gad stima un aumento del 15% per ferro e acciaio dovuto alla guerra russo-ucraina e ai rincari energetici. Rialzi che, a cascata, incidono su tutta una serie di altri materiali, a cominciare dal cemento e dal calcestruzzo, cresciuti del 59% (anche per il costo dei diritti di emissione che le imprese devono comprare per produrre). L’effetto riguarda anche i coibenti in lana di roccia (+15%) e quelli a base di polistirene (+20%), entrambi i prodotti gravati pure dall’aumento del prezzo del petrolio. Il legno si attesta invece a +11%. Per il vetro, invece, i rincari sono del 38%, mentre per i laterizi del 20%, sempre a causa dei prezzi dell’energia.

Sul fronte della manodopera, si registra una crescita media del costo orario di circa il 5% negli ultimi due anni, un incremento del 60% maggiore rispetto a quanto rilevato nel biennio precedente.

Dalle recenti rilevazioni della Camera di Commercio di Milano si evince che la componente del prezzo relativa a noli e trasporti è invece schizzata a +20% per le attività che richiedono movimenti terra, del 10% per quelle di palificazione e del 15% per la realizzazione di opere strutturali. “Analizzando un’area di facciata di cento mq per sei mesi di noleggio” si legge nel report “il costo complessivo di ponteggio, incluso montaggio e smontaggio da prezziario della Regione Lombardia vede un incremento percentuale del +54 per cento”. A tutto questo si aggiunge il rischio inflazione, a cui, spiegano da Gad, “gli investitori rispondono con la proposta di contratti blindati e trasferendo il rischio sull’impresa che a sua volta si tutela con un incremento anticipato in fase di offerta”.

https://www.quotidiano.net/economia/inflazione-materiali-edili-1.8489834

Le case italiane: perché sono un bene molto dispendioso e inquinante

COMMENTI. La destra grida contro la «patrimoniale sulla casa» respingendo le nuove normative dell’Europa, perché non crede ad una politica che contrasti il cambiamento climatico

Gaetano Lamanna

Dichiarando che la «casa è sacra», tutta la destra di governo si è schierata contro la proposta di direttiva europea che prevede regole più stringenti sul risparmio energetico delle abitazioni. Siamo di fronte ad una questione molto seria.

Gli immobili residenziali in Europa dipendono ancora in gran parte da fonti fossili, sono responsabili del 30% per cento del consumo energetico e dell’emissione di gas nocivi. In Italia poi il 75% degli edifici sono vetusti, dispendiosi e inefficienti e le bollette – a prescindere dagli aumenti attuali – incidono parecchio sul reddito delle famiglie. Ebbene, mentre l’Ue spinge perché le nostre case siano più efficienti e confortevoli, meno care e meno inquinanti, mentre invita tutti i paesi a collegare la questione dell’abitare ai processi di innovazione tecnologica e di riconversione energetica, il governo italiano risponde chiudendosi a riccio in difesa dello status quo, con le sue distorsioni e le sue palesi ingiustizie.

La destra grida contro la «patrimoniale sulla casa» dell’Europa perché non crede ad una politica che contrasti efficacemente il cambiamento climatico. Va bene il Superbonus come misura di sostegno al settore dell’edilizia e alla crescita del Pil nel 2021 e 2022, non va più bene quando si tratta di renderlo una misura strutturale dentro una visione di cambiamento profondo dei modelli di produzione e di consumo. Il 110 per cento rimane (sia pure ridotto al 90 per cento a partire da quest’anno) unicamente come misura anticiclica. Nessuna illuminazione sulla via di Damasco da parte di una destra che punta le sue carte a fare dell’Italia l’hub europeo del gas, come dimostrano gli accordi con l’Algeria, l’Egitto e altri paesi del Nord Africa e del Medio-Oriente. Continuità, dunque, nell’uso delle fonti fossili e mantenimento (temporaneo) del Superbonus senza correggerne però vuoti normativi e modalità di gestione. A questi limiti e alla mancanza di controlli si deve la sensibile impennata dei prezzi dei materiali per l’edilizia, causa non ultima del maggiore tasso d’inflazione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei.

L’ufficio parlamentare di bilancio, inoltre, ha quantificato che, fino ad oggi, ben 40 miliardi sono stati utilizzati per la ristrutturazione di meno del 2 per cento degli immobili residenziali, riconducibili in massima parte a famiglie di reddito medio-alto. Lo Stato sta finanziando con i soldi di tutti i contribuenti l’efficientamento energetico di case e ville di cittadini che avrebbero potuto provvedere di tasca propria.

Una minoranza privilegiata di italiani vede così incrementare il valore di mercato di prime e seconde case a dispetto di milioni di famiglie che vivono in case popolari e in periferie lasciate in condizioni di degrado e di abbandono. Altro che aiuto ai poveri, di cui si vanta Giorgia Meloni! E l’alzata di scudi contro l’Europa, in questo contesto, appare demagogica e strumentale.

Questa vicenda racconta bene sia l’iniquità fiscale del nostro paese sia la difficoltà della sinistra di contrastare scelte che di fatto accollano sui più deboli perfino i costi della «transizione ecologica» delle abitazioni dei più ricchi. L’Europa, con la direttiva sul risparmio energetico degli edifici, residenziali e non, indica con chiarezza la necessità del passaggio alle fonti rinnovabili. Si tratta ora di correggere le cose che non vanno, a partire dal ruolo delle amministrazioni comunali, finora tenute ai margini. Gli enti locali devono diventare protagonisti della svolta, definire tempi e priorità degli interventi, favorire i condomini di periferia e le case popolari rispetto a ville e case unifamiliari, sostituire la programmazione alla logica degli interventi a pioggia.

Le risorse ci sono. Basta cercarle nel sistema abnorme e costoso di regalie fiscali – sussidi, sconti, agevolazioni – rivolto a particolari categorie e segmenti sociali. Un sistema iniquo e insostenibile che, invece di risolvere i problemi, monetizza tutto. Bonus al posto di diritti. Le biblioteche sono chiuse e a corto di personale, diamo un bonus a insegnanti e a diciottenni; il trasporto pubblico è al collasso e le piste ciclabili sono insufficienti, provvediamo con un bonus auto e monopattino; i centri di salute mentale sono sottodimensionati, portiamo il bonus psicologo da 500 a 1500 euro; abbiamo perfino il bonus acqua potabile e non si fa nulla per investire in una rete idrica “colabrodo”, e via continuando. Avevamo il bonus affitti per le famiglie a basso reddito, ma ora che gli affitti subiscono aumenti del 25 per cento, è sparito dai radar. Infine, il primo dei diritti, quello al lavoro, è negato e ai disoccupati e lavoratori poveri viene tolto il reddito di cittadinanza. Nessuna spending review è riuscita finora a scalfire un sistema che, per rincorrere interessi particolari, distrugge la progressività fiscale, smantella lo stato sociale e danneggia l’ambiente.

https://ilmanifesto.it/le-case-italiane-perche-sono-un-bene-molto-dispendioso-e-inquinante

Agevolazioni prorogate per i mutui prima casa under 36

Agevolazioni prorogate per i mutui prima casa under 36

di Adnkronos

(Adnkronos Salute) – Il sogno di molti giovani è acquistare una casa per potersi rendere indipendente e magari costruire una famiglia. Per agevolare l’acquisto della prima casa la recente Legge di Bilancio 2023 approvata dal Governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2023 il cosidetto bonus prima casa per under 36. Il bonus prevede per i giovani di età inferiore a 36 anni e con ISEE fino a 40 mila euro, di poter accedere a condizioni agevolate al mutuo per l’acquisto della prima casa.

In concreto, il bonus prima casa per under 36 permette ai giovani di acquistare la prima casa con un deciso risparmio sulle spese previste, in particolare vengono azzerate:

– L’imposta ipotecaria, attualmente fissa nella misura di 50 euro.

– L’imposta catastale, attualmente al 2% del valore dell’immobile.

– L’imposta sostitutiva di registro, prevista nella misura del 9% del prezzo dell’immobile.

A ciò va aggiunto lo sconto sull’Iva dal 10% al 4% trattandosi di acquisto sulla prima casa.

Oltre all’età inferiore a 36 anni e l’ISEE fino a 40 mila euro, per poter usufruire dell’agevolazione sono richieste ulteriori specifiche relative alla persona e all’immobile:

– Avere la residenza nel comune ove si intende acquistare casa o comunque trasferirla entro i 18 messi successivi all’acquisto.

– Non essere titolari di diritti di proprietà, usufrutto, uso di un’altra abitazione nello stesso territorio.

– Non possedere un altro immobile acquistato con agevolazione prima casa.

– Acquistare un immobile di tipologia differente da A1, A8, A9 che corrispondono a case signorili, ville e palazzi di pregio storico e artistico.

– Sottoscrivere un mutuo per l’acquisto dell’immobile di importo inferiore a 250 mila euro.

Può essere incluso nell’agevolazione l’acquisto di magazzini, rimesse e tettoie, ma solo come pertinenza e l’acquisto deve avvenire contestualmente a quello dell’abitazione principale o con atto separato, purché stipulato entro il termine di validità dell’agevolazione.

https://notizie.tiscali.it/regioni/lazio/articoli/agevolazioni-prorogate-mutui-prima-casa-under-36/

La casa 4.0: nuove frontiere dell’abitare

Il libro “La casa 4.0. Nuove frontiere dell’abitare” di Chiara Tonelli, che sarà presentato il prossimo 13 febbraio a Reggio Emilia, ci ricorda l’importanza di vivere in ambienti salubri, efficienti e confortevoli, e fornisce spunti per progettare o ri-progettare la propria casa.

La pandemia da Covid-19, la recente crisi geopolitica e la conseguente questione energetica, che aggrava il già critico quadro determinato dal cambiamento climatico, hanno reso evidente a tutti l’importanza di vivere in ambienti salubri, efficienti e confortevoli.

Questo è in estrema sintesi quello che anche il libro dell’Arch. Chiara Tonelli, La casa 4.0. Nuove frontiere dell’abitare, di recente pubblicazione, ribadisce e ci ricorda.

Fino alla metà del ‘900 si costruivano case fatte bene… Poi si è lasciato agli impianti il compito di supplire alle avversità climatiche e ai nostri bisogni. Il risultato? Isole di calorebollette economicamente insostenibilicase buie, riverbero del rumore tra vicini e tra stanze attigue, inquinamento degli ambienti interni.

Quali tecnologiesoluzioni distributive interne, dotazioni impiantistiche e infrastrutturali sono divenute irrinunciabili? Come risolvere le tante problematiche che la permanenza forzata tra le mura domestiche ha messo in evidenza?

Sono alcuni degli interrogativi che tutti ci poniamo e a cui il libro cerca di offrire risposte, insieme a spunti e a possibili soluzioni per progettare o ri-progettare la propria abitazione in merito a diversi aspetti irrinunciabili in una casa moderna: dalla connessione per poter svolgere da remoto il lavoro o lo studio, alla flessibilità per la riorganizzazione funzionale; dal comfort termico, visivo e acustico per garantire benessere agli abitanti, alla sicurezza di vivere in ambienti protetti e salubri; dall’autoproduzione di energia, a quella di cibi, di compost per fertilizzare giardini e terrazzi e, perché no, in un futuro prossimo, anche di acqua.

Cosa si può costruire su terreno non edificabile secondo leggi 2023 aggiornate

Quando e quali costruzioni si possono realizzare comunque su un terreno non edificabile: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il 25/01/2023 alle ore 16:20

Cosa si può costruire su terreno non edi

Cosa si può costruire su un terreno non edificabile?

Stando alle leggi in vigore 2022-2023 aggiornate, su un terreno non edificabile e agricolo si può costruire una casa a uso residenziale ma anche depositi o magazzini destinati all’uso agricolo, per esempio un deposito dei macchinari agricoli, ma si tratta di una possibilità valida solo per specifiche categorie di persone. 

Cosa si può costruire su un terreno non edificabile? I terreni non edificabili sono spesso usati per la coltivazione agricola, l’allevamento o altre simili funzioni e, nonostante per legge non si possano su di essi costruire edifici, case e capannoni, esistono comunque delle eccezioni. Vediamo di seguito quali sono le condizioni per costruire su terreni non edificabili e se si può modificare la loro destinazione d’uso.

  • Cosa si può costruire su un terreno non edificabile secondo leggi in vigore
  • Prefabbricati su terreno non edificabile si possono costruire?
  • Impianti fotovoltaici su terreni non edificabili si possono fare o no 
  • Terreno non edificabile quando può diventare edificabile

Cosa si può costruire su un terreno non edificabile secondo leggi in vigore

Secondo quanto stabilito dalle leggi 2023 aggiornate, su un terreno non edificabile si possono realizzare comunque diverse costruzioni, anche a uso residenziale, e depositi, capannoni, ecc, previa richiesta e ottenimento di specifici permessi.

Chiariamo, innanzitutto, che un terreno non è edificabile quando è situato in una zona agricola o simile e si trova in un territorio con tutele e vincoli sia dal punto di vista biologico che dal punto di vista economico e biologico. Tuttavia, in un terreno non edificabile si possono attuare attività e funzioni abitativa e agricola.

Stando alle leggi in vigore, infatti, imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti possono costruire su un terreno non edificabile agricolo una casa a uso residenziale ma anche depositi o magazzini destinati all’uso agricolo, per esempio un deposito dei macchinari agricoli. 

E’ bene, però, precisare che possono costruire le opere appena citate su un terreno agricolo o boschivo solo imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, perché la casa costruita deve essere usata come residenza del proprietario del terreno o per ospitare operai che lavorano nel terreno.

In ogni caso, cioè se sul terreno non edificabile si costruiscono case, magazzini o depositi, ecc, deve sempre essere richiesto il permesso di costruire al Comune e bisogna sempre avere anche:

  • nulla osta degli enti competenti; 
  • calcolo dell’indice di fabbricabilità del terreno, che indica il rapporto tra estensione del terreno agricolo e dimensione dell’immobile da costruire, perché, per legge, per realizzare una costruzione legale su un terreno agricolo non edificabile (ma anche edificabile) il rapporto deve essere di 0,03 metri cubi a metro quadro. 

Prefabbricati su terreno non edificabile si possono costruire?

Su un terreno non edificabile possono essere realizzate anche case o altre costruzioni prefabbricate in legno o in qualsiasi altro materiale e sempre a condizione di avere gli stessi permessi necessari per costruire una normale casa in cemento o in muratura e rispettando sempre specifici criteri riguardanti la loro mobilità, perché per prefabbricati su terreni non edificabili non possono essere effettuati tutti gli allacciamenti che renderebbero la stessa casa o altro immobile fissa.  

Impianti fotovoltaici su terreni non edificabili si possono fare o no 

Su terreni non edificabili possono essere realizzati anche impianti fotovoltaici. Secondo le leggi aggiornate 2022-2023, l’installazione di impianti fotovoltaici su terreni non edificabili ma agricoli di proprietà altrui può avvenire tramite stipula di contratti di locazione ultranovennali dell’area in cui si decide di mettere l’impianto.

Inoltre, l’installazione di impianti fotovoltaici, rientrando tra egli interventi che non richiedono alcun permesso o autorizzazione dal Comune per essere realizzati, si può fare senza obbligo di avere alcun titolo o permesso edilizio, tranne che in pochissimi casi eccezionali.


Terreno non edificabile quando può diventare edificabile

Le leggi in vigore aggiornate 2022-2023 prevedono la possibilità per un terreno non edificabile di diventare edificabile ma non sempre. E per far diventare un terreno edificabile, bisogna presentare al Comune di competenza apposita istanza di variazione della destinazione urbanistica dei terreni.

Si tratta di una procedura lunga, per cui è necessaria la presenza di un tecnico, come un perito, o ingegnere, o architetto, o un geometra, ma che non sempre si può fare. 

https://www.businessonline.it/articoli/cosa-si-puo-costruire-su-terreno-non-edificabile-secondo-leggi-2023-aggiornate.html

Edilizia, emissioni dimezzate in Europa con la circolarità dei materiali al 50 per cento

Lo rileva Bain&Company: In Italia, le ristrutturazioni edilizie cresceranno del 6% all’anno

L’edilizia contribuisce in modo significativo (40%) alle emissioni globali di gas serra e all’impronta di carbonio. La maggior parte dell’inquinamento associato agli edifici deriva dal loro funzionamento, principalmente dal riscaldamento e dal raffreddamento; tuttavia, le emissioni legate ai materiali da costruzione rappresentano ancora il 28% dell’edilizia.

“Per ridurre le emissioni dell’industria – spiega Paolo Cerini, partner di Bain & Company – sarà necessario migliorare la circolarità dei materiali utilizzati nella costruzione: si tratta di una sfida a livello globale, particolarmente critica nelle aree in cui si registra una rapida crescita demografica e una migrazione urbana. L’Europa, rispetto ad altri continenti, è leader grazie a politiche e normative che hanno contribuito a spingere il settore verso il riciclo e il recupero dei materiali a fine vita”.

Oggi, il settore edile europeo – che comprende gli edifici industriali, commerciali e residenziali (escluse le infrastrutture) – è infatti circolare per circa il 30%, con un potenziale di raggiungimento del 50% entro il 2040: il cemento e il gesso costituiscono la maggior parte dei materiali utilizzati nel settore. “In questo contesto, alla luce della crescita stimata del mondo delle costruzioni, vediamo una ripresa anche per il mercato del cemento italiano. Il mercato locale è oggi composto da 5 operatori principali, con un’elevata presenza di impianti capillari e un utilizzo della capacità produttiva pari solo al 37%. Questo contesto suggerisce la necessità di investire nella razionalizzazione e ammodernamento degli impianti – prosegue Cerini – e il ricorso a una maggiore circolarità insieme all’utilizzo di fonti energetiche alternative saranno passaggi obbligati per il settore. La maggior parte degli operatori storici – spinti non solo dalle autorità di regolamentazione e dalle richieste dei clienti, ma anche dalla competizione di prodotti alternativi – sta fissando obiettivi ambiziosi e mettendo in atto iniziative per lo sviluppo di soluzioni innovative e circolari”.

Secondo la nuova analisi di Bain, se la circolarità del settore in Europa passasse dal 30% al 50% entro il 2040, le emissioni di gas serra legate alla produzione si dimezzerebbero. Un’industria circolare al 50% entro il 2040 potrebbe soddisfare la crescente domanda di edifici commerciali e residenziali utilizzando un numero molto inferiore di materiali, che si contrarrebbero dell’8%, passando dagli attuali 642 milioni a 590 milioni di tonnellate all’anno. In Europa, la quantità di spazi residenziali e commerciali ristrutturati potrebbe raddoppiare entro il 2030, favorita dai cambiamenti nelle modalità di lavoro. Le innovazioni nella progettazione e nei materiali potrebbero ridurre il peso degli edifici del 20% e il carbonio incorporato fino al 15% al 2040. Il mercato dei materiali da costruzione ottenuti da fonti rinnovabili è piccolo ma in rapida accelerazione: l’uso del legno lamellare a strati incrociati (Clt), ad esempio, sta crescendo di circa il 13% all’anno.

“Alla luce delle ipotesi di revisione della normativa europea sulla prestazione energetica nell’edilizia – che imporrà nel prossimo decennio un’accelerazione al rinnovamento degli edifici esistenti – in Italia, dove il 75% degli edifici è inefficiente dal punto di vista energetico, questo fenomeno potrà avere un impatto dirompente. Se al 2021, nel nostro Paese, le ristrutturazioni rappresentavano il 54% del mercato dell’edilizia e le proiezioni erano di una crescita annua di circa il 2,6%, è plausibile che si possa toccare quota 6% e questo porterebbe il segmento del rinnovamento degli edifici esistenti al 62% del mercato al 2030”, continua Cerini.

Oltre al riammodernamento degli edifici, un altro tema cruciale per il settore è quello del riciclo: una raccolta più capillare, combinata con processi di riciclaggio studiati end-to-end, potrebbe contribuire a quasi raddoppiare la quota di materiali riciclati (al 28%) entro il 2040. Di questo materiale riciclato, oggi solo un quarto proviene dall’industria delle costruzioni; il resto proviene da altri settori. Una migliore gestione dei rifiuti durante la costruzione e la demolizione, comprese tecniche più avanzate di separazione dei materiali, può contribuire ad aumentare la quantità di materiali da riutilizzare o riciclare. Entro il 2040, il 100% dei rifiuti da costruzione e demolizione potrebbe essere riciclato e il 49% (rispetto al 18% che si registrava nel 2020) potrebbe essere riutilizzato nelle costruzioni. Ciò potrebbe incrementare la circolarità complessiva del 3,6% e far crescere il mercato di questi materiali 1,5 volte più velocemente rispetto alle nuove costruzioni.

“Gli attori dell’industria edile, e in particolare le aziende produttrici di materiali, dovrebbero adottare un approccio proattivo per sfruttare al meglio il passaggio a un’economia sostenibile. Per avere successo, gli operatori dovranno anticipare le sfide Esg che rivoluzioneranno il settore, utilizzare la circolarità come punto di forza commerciale e lavorare per avere accesso competitivo a materiali circolari, attingendo anche agli stock di altri comparti”, conclude Cerini.

https://www.repubblica.it/economia/rapporti/energitalia/trasformazione/2023/01/24/news/edilizia_emissioni_circolarita_materiali-384916324/

PVC: infissi e pavimenti, perchè si usa questo materiale

Il PVC è un materiale molto utilizzato per la sua economicità e per le sue caratteristiche, che lo rendono particolarmente versatile.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

PVC: infissi e pavimenti, perchè si usa questo materiale

Indice degli argomenti

Per cosa viene utilizzato il PVC e quali sono le sue caratteristiche

La sigla PVC sta per polivinilcloruro, ossia un polimero plastico tra i più utilizzati in tutto il mondo. Si tratta di una materiale molto versatile, in quanto può essere miscelato con altre sostanze, al fine di ottenere la flessibilità e la modellabilità necessarie.

L’elevato utilizzo che se ne fa in diversi settori dipende dalle sue caratteristiche, che assicurano una grande versatilità di utilizzo. Innanzitutto, come già detto, può essere molto flessibile, ma allo stesso tempo garantisce anche rigidità. Se correttamente lavorato, assicura ottime proprietà meccaniche, di resistenza all’abrasione e all’usura.

Inoltre, resiste agli attacchi di agenti chimici e organici, inclusi fughi, muffe e batteri. Proprio per questi motivi, poi, vanta un’elevata durabilità, resistendo in moto ottimale all’invecchiamento. Ma non è tutto qua, in quanto è anche un materiale impermeabile, molto leggero e in grado di essere lavorato in modo molto preciso in superficie.

A questo punto è semplice comprendere perché sia tanto utilizzato, anche se in campo edile le sue applicazioni principali riguardano la realizzazione di infissi, profili, pavimenti e tubi. 

Perché scegliere infissi in PVC?

Gli infissi in PVC, disponibili in modelli, forme e colori differenti, sono sempre più diffusi e utilizzati sia nel caso di nuove realizzazioni, che di ristrutturazioni. I motivi sono principalmente riconducibili a tutte le caratteristiche e proprietà prima descritte, che rendono gli infissi in PVC performanti e in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze. Inoltre, rispetto ad altri materiali, presentano costi inferiori, pur senza rinunciare ad ottime performance.

I vantaggi degli infissi in PVC

I serramenti in PVC garantiscono isolamento termico e acustico, che li rende una buona scelta quando si sta effettuando una riqualificazione energetica. Inoltre, resistono perfettamente anche alle intemperie e non sono soggetti a corrosione, così da essere adeguati a qualsiasi zona climatica.

Altri aspetti da considerare riguardano la facile pulizia e la scarsa manutenzione richiesta, in quanto non devono nemmeno essere riverniciati periodicamente.

Vekamotion 82 è il nuovo alzante scorrevole in pvc proposto da Veka
Vekamotion 82 è il nuovo alzante scorrevole in pvc proposto da Veka che assicura ottime prestazioni termiche e acustiche, massima affidabilità e garantisce un minor impatto visivo del profilo. Permette di realizzare grandi dimensioni nelle più svariate tonalità cromatiche e finiture. E’ disponibile anche nella versione MAX caratterizzata da un impatto visivo interno di soli 28 mm che lascia spazio a una più ampia porzione di vetro e massima luminosità. Graziano Meneghetti, Direttore Commerciale Veka Italia, ci ha raccontato i vantaggi dei profili in PVC e le caratteristiche di Vekamotion 82

Cosa sono i pavimenti in PVC e perché si realizzano

Il pavimento in PVC è una tipologia di rivestimento resistente, disponibile in colori e texture molto differenti, anche con la possibilità di emulare altri materiali, come il legno.

Cosa sono i pavimenti in PVC e perché si realizzano

I pavimenti in PVC, poi, si possono presentare in differenti formati, generalmente in piastrello o doghe, piuttosto che in rotoli. La scelta del prodotto giusto dipende anche dalla destinazione d’uso dell’ambiente in cui lo si vuole installare, in quanto i prodotti si distinguono per prestazioni tecniche e robustezza.

Infatti, ci sono alcuni pavimenti in PVC appositamente pensati anche per ambienti industriali e carrellabili, molto diversi da quelli studiati per fini decorativi ad effetto legno. Nel primo caso, si opta generalmente per piastrelle a incastro autobloccanti, in grado di reggere pesi anche molto elevati, nel secondo caso si installeranno delle doghe, che richiamano i veri pavimenti in legno.

Posa del pavimento in PVC

L’impermeabilità del PVC, poi, rende questo materiale adeguato al rivestimento del pavimento di ogni ambiente, anche dove c’è presenza di acqua, come in bagno o in cucina. La facilità di pulizia, infine, fa sì che spesso lo si scelga per quei luoghi in cui è essenziale l’igiene, come le scuole o gli asili. In questi casi, la maggior parte delle volte si ricorre a PVC adesivo in rotoli.

Quanto dura il PVC

Il PVC, come detto, è molto resistente all’usura e ad agenti atmosferici quali acqua e aria. Di conseguenza infissi e pavimenti in PVC possono durare molto e, senza richiedere particolare manutenzione, rimanere in condizioni adeguate anche fino a 30 anni. In realtà, quelli in PVC non sono tra i serramenti a maggior durata, ma sicuramente tra quelli che richiedono meno interventi per la conservazione.

Inoltre, una volta che un componente in PVC raggiunge il suo fine vita, può essere facilmente riciclato. Il PVC, infatti, viene trattato in appositi impianti di riciclaggio per ottenere nuovo materiale da riutilizzare. La tecnica più economica e semplice è il riciclaggio fisico, che avviene mediante frantumazione e lavorazione meccanica. In alternativa, ci sono anche tecnologie di riciclaggio chimico.

Case green: ecco come funziona il bonus per l’acquisto

Con il nuovo anno nasce l’incentivo per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica. In particolare, chi acquista unità immobiliari a destinazione residenziale, in classe energetica A o B, può detrarre dall’Irpef  il 50% dell’Iva versata per acquistare tali case.

C’è anche un’altra condizione da rispettare: le abitazioni devono essere acquistate dalle imprese. La detrazione è pari al 50% dell’imposta sul valore aggiunto dovuta sul corrispettivo di acquisto ed è ripartita in dieci quote di pari importo nel periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi successivi. Detto in altre parole, ogni anni si detrae il 5% dell’Iva versata. 

Lo sgravio è stato previsto per il 2023 dalla legge di Bilancio e ricalca l’agevolazione che era stata introdotta per la prima volta dalla legge di Stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015) per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2016, e successivamente prorogata fino al 2017.

La detrazione può essere utilizzata fino a concorrenza dell’Irpef dai privati (persone fisiche). Significa che vale il concetto di incapienza fiscale, ossia se le imposte da pagare in un anno sono inferiori alla detrazione annuale spettante per l’acquisto della casa green, allora non si riuscirà a detrarre interamente quel 5% dell’Iva versata, ma lo si farà appunto fino alla concorrenza dell’ammontare dell’Irpef.

La detrazione non può essere ceduta e per essa vale il principio di cassa, ossia l’agevolazione ha valore solo per gli acconti e i saldi versati per l’acquisto di case in classe A o B nel 2023. La classificazione è quella risultante dall’Attestato di prestazione energetica (Ape) da allegare obbligatoriamente all’atto di acquisito.

La detrazione vale per l’abitazione principale, per le seconde case e anche per le residenze di lusso.

Stando ai chiarimenti diffusi dall’Agenzia delle Entrate in riferimento allo sgravio del 2016-17, la cui disposizione normativa era uguale a quella inserita nella legge di Bilancio 2023, ai fini dell’agevolazione, l’impresa può essere identificata con quella che ha realizzato l’immobile ma anche con l’impresa di “ripristino” o cosiddetta “ristrutturatrice” che abbia eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica (interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo unico dell’edilizia, Dpr 380 del 2001).

Sempre guardando alle precedenti circolari delle Entrate, si evince che il beneficio fiscale spettante all’unità abitativa valga anche alla pertinenza, «a condizione che l’acquisto della pertinenza avvenga contestualmente all’acquisto dell’unità abitativa e l’atto di acquisto dia evidenza del vincolo pertinenziale» (circolare 20/E del 2016).

https://www.professionearchitetto.it/news/notizie/30373/Case-green-ecco-come-funziona-il-bonus-per-l-acquisto

Cosa si può costruire e di quanti metri quadrati su terreni agricoli, edificabili e boschivi nel 2023

Quali sono le regole da seguire per costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili per metri quadri e costruzioni possibili da realizzare

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 18/01/2023 alle ore 11:01

Cosa si può costruire e di quanti metri

Quanti metri quadri si possono costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili?

Per realizzare costruzioni su un terreno, che sia agricolo, boschivo, o edificabile bisogna rispettare le leggi in merito previste nonché avere i relativi permessi e titoli edilizi necessari e i metri quadri su cui si può costruire in un terreno agricolo, boschivo, edificabile cambiano a seconda di tipologia di terreno ma anche zona in cui essi sono ubicati. 
 Quanti metri quadri e cosa si può costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili secondo leggi aggiornate in vigore nel 2023? Avere un terreno e decidere di costruirvi qualcosa è una operazione che potrebbe sembrare semplice ma non lo è poi fino in fondo. Ci sono una serie di regole e leggi da rispettare, nonchè permessi da richiedere per realizzare costruzioni su un terreno, diversi a seconda del tipo di costruzione che si vuole realizzare e del tipo di terreno su cui costruire.

  • Quanti metri quadri si possono usare per costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili
  • Cosa si può costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili

Quanti metri quadri si possono usare per costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili ne 2023

Per realizzare costruzioni su un terreno, che sia agricolo, boschivo, o edificabile bisogna rispettare le leggi in merito previste nonché avere i relativi permessi e titoli edilizi necessari. 

Per quanto riguarda le costruzioni da realizzare su terreni agricoli e boschivi, si possono costruire nei limiti previsti dallo strumento urbanistico vigente, per un massimo 0,03 metri cubi a metro quadro. Se si ha, dunque, un terreno agricolo con superficie pari a un ettaro è possibile costruire 300 mq di fabbricato, che corrisponde ad un’abitazione di 100 mq di superficie considerando un interpiano di 3 metri. 
 
Esistono però delle differenze tra regioni. Le norme vietano la costruzione di terreni agricoli che sono inferiori a 10.000 metri quadrati. Dunque, per riassumere, possiamo dire che l’indice di edificabilità in terreni agricoli è intorno agli 0,03 metri cubi per metro quadrato. Stesso discorso vale per terreni boschivi edificabili. 

Per quanto riguarda i terreni edificabili, essendo un terreno edificabile una qualsiasi area adibita alla costruzione di fabbricati civili, commerciali o industriali, costruire su questi tipi di terreni è possibile per tutti e l’indice di edificabilità può essere superiore a 1,5. 

Un terreno per essere edificabile deve avere una metratura minima per la legge di 600 mq e le distanze dai confini devono essere minimo 5 m.

Cosa si può costruire su terreni agricoli, boschivi, edificabili nel 2023

Stando a quanto previsto dalle leggi aggiornate 2023 in vigore, previo rispetto delle norme stabilite e permessi necessario, su un terreno agricolo, boschivo ed edificabile si possono realizzare diverse costruzioni, come:

  • case ed edifici;
  • case prefabbricate
  • depositi;
  • magazzini;
  • parcheggi;
  • case e depositi o magazzini su un terreno agricolo possono essere costruiti solo di imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, perché la casa deve essere utilizzata come residenza del proprietario del terreno o per ospitare operai che lavorano nel terreno;
  • una fattoria didattica su un terreno agricolo o boschivo;
  • allevamenti; 
  • area camper;
  • impianti fotovoltaici, di piccole dimensioni.

https://www.businessonline.it/articoli/cosa-si-puo-costruire-e-di-quanti-metri-quadrati-su-terreni-agricoli-edificabili-e-boschivi-nel-2023.html

I prezzi delle case scendono nel 2023: il dubbio. Da quando, secondo le previsioni

È possibile vedere che i prezzi delle case scendono nel 2023? Il trend del mercato immobiliare mostra un inequivocabile aumento dei prezzi. Previsioni

grafico

È possibile vedere che i prezzi delle case scendono nel 2023? L’attuale trend del mercato immobiliare, per quanto riguarda la compravendita di case, mostra un inequivocabile aumento dei prezzi di vendita degli immobili.

Infatti, abbiamo già avuto modo di approfondire la tematica, in questo articolo dedicato a dove conviene comprare casa nel 2023.

Le grandi città sono sempre più proibitive, da questo punto di vista, per quanto in Italia non manchino soluzioni alternative, per chi vuole acquistare, come per l’appunto illustriamo nell’articolo che consigliamo di leggere.

Il punto però è che fuori dal nostro Paese, i prezzi delle case scendono nel 2023.

E in Italia, da quando questo sarà possibile?

Quali sono le previsioni del mercato immobiliare per il 2023?

Quando scenderanno i prezzi delle case: previsioni

Purtroppo, per quanto riguarda l’anno 2023 le prospettive per chi ha necessità di acquistare casa non sono rosee e i prezzi non scenderanno.

Il trend è controcorrente rispetto a quanto invece avviene altrove, dal momento che nel resto del mondo si registra invece un calo generalizzato dei prezzi di vendita degli immobili.

Ad esempio, stando agli analisti di Citi, multinazionale americana di banche di investimento e società di servizi finanziari con sede a New York, i prezzi delle case scenderanno a un ritmo più veloce nel 2023. Ma ovviamente si tratta di previsioni che riguardano appunto l’altro capo del mondo.

Il trend si riferisce al mercato USA, invece quello italiano segue delle dinamiche diverse.

Come al solito, la tendenza potrebbe arrivare anche da noi tra qualche tempo, ma non nel 2023.

La riduzione delle compravendite delle case consegue all’aumento dei tassi di interesse. Infatti, tra guerra, disoccupazione e inflazione galoppante, la FED aumenterà i tassi proprio per arrivare a un’inversione di tale tendenza.

A quel punto, con i tassi troppo alti che precludono l’accesso al credito, ecco che le vendite ristagneranno e i prezzi inizieranno a diminuire.

Quanto costeranno le case nel 2023

In linea di massima, i macro scenari che si prospettano all’orizzonte, nel mercato immobiliare italiano per il 2023, sono due. Da una parte, riduzione delle vendite ma prezzi stabili, dall’altra riduzione delle vendite e prezzi in calo.

Il punto è che la domanda di acquisto è in aumento ma si scontra da una parte contro la penuria di offerte e dall’altra contro le difficoltà di accesso al credito.

I proprietari di casa infatti sono titubanti nel vendere i loro immobili, dal momento che temono di “svendere” e di veder andare in fumo una parte del guadagno, a causa dell’inflazione ancora in aumento.

Tra l’altro l’aumento dei prezzi di vendita è generalizzato, quindi sia su case più datate che su quelle di nuova costruzione. Invece, in un primo momento, si pensava che il rincaro dei prezzi degli immobili fosse legato all’aumento dei costi dei materiali da costruzione, di questi ultimi tempi.

Secondo Tecnocasa, le case costeranno di più. In sostanza, se ne venderanno di meno rispetto all’anno scorso ma chi riesce lo farà su una base di prezzo più alta che in passato.

Il trend che va per la maggiore, e che quindi spingerà gli acquirenti a concludere l’affare, è quello di acquistare casa non per sfruttarla a uso abitativo, bensì per affittarla come casa vacanze o addirittura realizzare B&B, vista la riapertura dei confini ai turisti stranieri e i sempre crescenti flussi turistici verso il nostro Paese.

Quando comprare casa nel 2023

Stando alle previsioni di Standard and Poor’s Corporation (S&P), società che realizza ricerche e analisi finanziarie, si conferma dunque che i prezzi delle case non scenderanno quest’anno. La flessione ci sarà ma il mercato italiano non è uno di quelli in cui si può assistere a un crollo dei prezzi, da un giorno all’altro.

In generale, nei vari Paesi Europei si assiste a una certa tendenza al ristagno dei prezzi e non al loro crollo piuttosto. Infatti, è pur vero che l’aumento dei tassi d’interesse condizionerà i proprietari che vogliono vendere e che dovranno abbassare un po’ le pretese, per trovare acquirenti.

Ma la diminuzione sarà molto lenta e addirittura potrebbero volerci anni prima che il fenomeno si manifesti.

Questo anche perché tale tendenza ribassista è però compensata da altri fattori che quindi tendono a “giustificare” il mantenimento dello status quo e quindi la stabilità dei prezzi.

Basti pensare ad esempio che i permessi per costruire sono diminuiti del 40%. I materiali da costruzione hanno prezzi troppo elevati, motivo per cui l’offerta è limitata e non riesce a soddisfare l’entità della domanda.

Senza contare che anche lo status abitativo si è modificato: le persone cercano soluzioni indipendenti, più piccole in metratura ma più funzionali, con ufficio in casa per il lavoro da remoto o maggiormente in periferia, immobili più efficienti dal punto di vista energetico, visto i rincari delle bollette.

E dunque il cerchio delle possibilità si restringe ulteriormente, mantenendo i prezzi in offerta invariati.

Ecco le condizioni e i requisiti per sfruttare il bonus prima casa sull’acquisto di un nuovo immobile.

https://www.trend-online.com/economia/prezzi-case-scendono-2023-da-quando/

Mutui green: in aumento le proposte delle banche per finanziare case ecosostenibili

Mutui green per l’acquisto o ristrutturazione di case ecosostenibili. Riduzione dei tassi e condizioni agevolate per chi vuole investire su progetti che riducono l’impatto sull’ambiente.

Mutui green: in aumento le proposte delle banche per finanziare case ecosostenibili

mutui green sono dei finanziamenti bancari destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di case ecosostenibili. Questi mutui prevedono condizioni favorevoli per chi vuole investire in soluzioni abitative a basso impatto ambientale, come ad esempio l’utilizzo di fonti rinnovabili per il riscaldamento o l’utilizzo di materiali ecocompatibili per la costruzione.

I mutui green sono stati lanciati a livello europeo con il progetto Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme nel 2018, per promuovere l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni ecosostenibili nel nostro continente. Lo scopo del progetto pilota sui mutui verdi è quello di individuare un modello funzionante per i diversi Paesi dell’Ue, mettendo le banche in condizione di poter agevolare tutti i proprietari di immobili, oppure quelli che vogliono acquistarne uno, ottenendo un mutuo a prezzi vantaggiosi, scontati, oppure con agevolazioni fiscali.

Ad oggi, sulla scia dell’annuncio previsto per il prossimo 24 gennaio da parte della Commissione energia dell’Ue che dovrebbe approvare la nuova normativa sull’efficientamento energetico che impone la ristrutturazione del patrimonio immobiliare dei Paesi membri, i mutui verdi possono diventare una valida alternativa di prestito a chi si appresta a ristrutturare o acquistare nuove abitazioni.

Per tale ragione aumentano le proposte da parte degli istituti di credito che hanno messo a punto diversi prodotti finanziari ad hoc che prevedono tassi di interesse più bassicondizioni agevolate e tagli sulle spese di istruttoria per chi vuole realizzare progetti in grado di ridurre l’impatto ambientale.

Mutui Green: come funziona il prestito per una casa ecosostenibile

Mutui Green, una tipologia di prestito considerato a basso rischio

I mutui green sono considerati una tipologia di prestito a basso rischio per le banche, poiché gli immobili ecosostenibili hanno un valore immobiliare più alto rispetto agli immobili tradizionali e il rischio di default è inferiore rispetto ai mutui tradizionali.

Le abitazioni ecosostenibili sono solitamente più efficienti dal punto di vista energetico e quindi i costi di gestione sono inferiori, il che rende più facile per i proprietari sostenere le rate del mutuo. Inoltre, le agevolazioni fiscali e gli incentivi per le abitazioni ecosostenibili possono contribuire a ridurre il rischio per le banche, poiché possono aiutare i proprietari a sostenere il debito.

In generale, le banche tendono a essere più disposte a concedere mutui green, perché ritengono che gli investimenti nell’efficienza energetica e nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili siano stabili e a lungo termine.Quadro europeo di riferimento per i mutui verdiEnergy Efficient Mortgages Pilot Scheme Event 2021

Quali sono i vantaggi di una casa ecosostenibile?

Rendere la propria casa più ecologica può comportare molti vantaggi, tra cui:

  • risparmio sui costi energetici: utilizzando fonti di energia rinnovabile come il solare o il geotermico, è possibile ridurre o eliminare del tutto le bollette per il riscaldamento e l’illuminazione;
  • maggiore comfort abitativo: le case ecosostenibili sono progettate per garantire un’ottimale ventilazione e illuminazione naturale, migliorando la qualità dell’aria interna e il benessere degli abitanti;
  • minore impatto sull’ambiente: una casa ecosostenibile produce meno emissioni inquinanti e utilizza risorse naturali in modo più efficiente, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale a livello globale;
  • valore immobiliare: una casa ecosostenibile è più attraente per i potenziali acquirenti, il che può aumentare il valore dell’immobile nel lungo termine;
  • agevolazioni fiscali: ricordiamo che in Italia sono diverse le misure e i bonus governativi legati all’acquisto di case in classe energetica A e B e per la riqualificazione energetica degli immobili.

Quali documenti occorrono per richiedere un mutuo green?

Per richiedere un mutuo green, è necessario presentare alcuni documenti specifici alla banca o all’istituto finanziario presso cui si desidera richiedere il finanziamento. Innanzitutto, il richiedente deve presentare tutte le informazioni relative ai dati anagrafici e alla situazione reddituale, sulla quale la banca analizzerà la fattibilità dell’operazione e infine si occuperà di verificare l’assenza di qualsiasi tipo di Crif sulla persona.

Oltre ai comuni documenti da presentare per un mutuo tradizionale verranno richiesti:

  • il certificato di qualità energetica, per dimostrare che l’immobile è ecosostenibile;
  • il progetto dell’abitazione, che mostri la progettazione e la costruzione con criteri di sostenibilità;
  • il contratto di compravendita o di locazione che vada ad attestare la proprietà o la disponibilità dell’immobile.

Ci sono poi eventuali altri documenti richiesti dalla banca o dall’istituto finanziario, come ad esempio una dichiarazione di stabilimento della residenza.

Se il mutuo green è ambito per l’acquisto di un immobile, si dovrà presentare alla banca una certificazione asseverata, dove vengono analizzati e studiati con precisione i motivi per cui l’immobile rientra a pieno titolo all’interno della classe di efficienza energetica A o B.

Nel caso di ristrutturazione con mutuo green, sarà necessario presentare preventivi di spesa, fatture o una copia del capitolato lavori che attestino che gli interventi siano volti al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile di almeno il 30%. In questo caso è meglio presentare anche il titolo autorizzativo per l’inizio dei lavori.

Nel caso della casa in bioedilizia, invece, le richieste variano da caso a caso.

Agevolazioni da parte delle banche per i mutui green

Le agevolazioni per i mutui green offerti dalle banche possono variare a seconda del Paese Ue e dell’istituto finanziario, ma alcune delle più comuni sono:

  • tassi di interesse più bassi per i mutui green rispetto a quelli tradizionali, il che può portare ad un risparmio significativo sull’importo totale del mutuo;
  • Loan To Value (Ltv) più favorevole;
  • tempi di rimborso più lunghi che possono aiutare a ridurre le rate mensili;
  • risparmio nel corso degli anni sulle utenze di luce e gas;
  • rivalutazione nel tempo dell’immobile, da cui si potrà ottenere un maggiore profitto qualora si decidesse di rivenderlo o darlo in locazione.

A questi benefici si aggiunge la tendenza degli istituti bancari a offrire sconti sulle polizze assicurative richieste per l’erogazione dei finanziamenti, l’azzeramento delle spese di istruttoria, e la concessione del servizio di certificazione energetica.

https://www.money.it/mutui-green-aumento-proposte-banche-finanziare-case-ecosostenibili

Accelerazione green sulla casa: entro il 2030 riconversione in classe E

Il testo del provvedimento sarà approvato il 24 gennaio con il “calendario” degli adeguamenti degli immobili in chiave di efficientamento. Ma le sanzioni saranno rimesse ai singoli Stati

11 gennaio 2023

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I punti chiave

Primo giro di tavolo il 24 gennaio per la proposta di direttiva Ue Epbd con la stretta green sugli immobili per poi approdare al voto finale forse addirittura il 13 marzo. Arriverebbe quindi al rush finale la norma quadro europea sull’efficientamento degli edifici. Il pacchetto fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della Co2₂ del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990.
Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati devono iniziare a “mettersi in regola” con gli obiettivi ambientali nell’ambito del New Green Deal: che in pratica significa abbattere le emissioni nocive di cui sono responsabili per il 40%. Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», ha spiegato Bruxelles illustrando la proposta di direttiva.

I nuovi standard minimi

Le proposte comunitarie introducono nuovi standard minimi. L’obiettivo è di migliorare l’efficienza energetica, classificata secondo una scala, dalla A (più efficiente) alla G (meno efficiente). A questo proposito il testo della direttiva che nel frattempo è stata assaltata da una miriade di emendamenti, sembrerebbe ora orientata per gli edifici privati a puntare sulla classe E entro il 2030 e non più come originariamente previsto entro il 2033 con un passaggio in F entro i tre anni precedenti. L’obiettivo è arrivare a zero emissioni nel 2050, con un salto ulteriore alla classe D entro il 2033.

Nessuna sanzione

La Commissione non ha ritenuto necessario introdurre sanzioni (come limitazioni all’affitto) nel caso di mancato rinnovamento. Secondo gli articoli 9 e 31 della proposta di direttiva, l’eventuale scelta verrà demandata ai governi. In Francia, per esempio, una legge approvata in agosto prevede che per le abitazioni più energivore i proprietari non potranno aumentare gli affitti dal 2022 e affittarle dal 2025.

https://www.ilsole24ore.com/art/accelerazione-green-casa-entro-2030-riconversione-classe-e-AExR2uVC?refresh_ce=1

Superbonus, come cambia nel 2023: ultime notizie, proroga e novità

Superbonus 110

Pixabay

Autore

 Annastella Palasciano

5 January 2023, 13:33

Il superbonus ci farà compagnia anche nel corso del 2023. Con le novità introdotte dal governo Meloni, con il decreto aiuti Quater prima e la legge di bilancio dopo, ci sarà la proroga per le unifamiliari, anche se con una detrazione più modesta al 90% . Ma per le villette a schiera e i condomini che abbiamo rispettato determinate scadenze ci sarà anche la possibilità di usufruire ancora dell’ecobonus al 110%. Vediamo quali sono le ultime notizie e come cambia il superbonus nel 2023, anche per quanto riguarda lo spinoso capitolo della cessione del credito.

  1. Il superbonus 2023 per i condomini
  2. Il superbonus nel 2023 per le unifamiliari
  3. Quali sono le ultime novità sul superbonus 110?
  4. Come cambierà il superbonus nel 2023?
  5. Da quando esiste il superbonus?
  6. Quando finirà il superbonus?

Il superbonus 2023 per i condomini

Il decreto aiuti quater e la rispettiva legge di conversione prevedono che dal 2023 per i condomini e gli edifici da due a quattro unità immobiliari il superbonus scenda al 90%. Ci sono però delle eccezioni previste dalla legge di bilancio 2023, che ha cambiato in parte le scadenze previste dal decreto aiuti quater.

I condomini potranno usufruire del superbonus con la detrazione al 110% anche nel 2023 se

  • l’assemblea condominale abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre 2022 e la Cilas sia stata presentata entro il 31 dicembre 2022;
  •  l’assemblea condominale abbia deliberato i lavori tra il 19 e il 24 novembre 2022 e la Cilas (o la richiesta del titolo abilitativo) sia stata presentata entro il 25 novembre 2022.
  •  la richiesta del titolo abilitativo per gli interventi di demolizione e ricostruzione sia stata presentata entro il 31 dicembre 2022.

Gli edifici da 2 a 4 unità immobiliari, siano essi di proprietà di un unico proprietario o di più proprietari, potranno continuare a usufruire della detrazione del 110% nel 2023 nel caso in cui: 

  • la CILAS sia stata presentata entro il 25 novembre 2022;
  •  il titolo abilitativo, relativo ad un intervento di demolizione e ricostruzione, sia stato richiesto entro il 31 dicembre 2022.

Attenzione però. È prevista una sanzione cospicua per tutti quei condomini che abbiano falsificato il giorno in cui si è tenuta l’assemblea condominiale. La data dell’assemblea, infatti, deve essere certificata con un apposito documento da parte dell’amministratore di condominio e in sua mancanza dal condomino che abbia svolto il ruolo di presidente durante l’assemblea.

Il superbonus nel 2023 per le unifamiliari

Per le unifamiliari arriva la tanto richiesta proroga al 2023. Ma attenzione la detrazione del superbonus anche in questo caso scenderà al 90% e sarà possibile solo in caso di interventi effettuati su abitazioni principali e quando il reddito non superi i 15mila euro. Inoltre la soglia del reddito non viene calcolata più con l’ISEE, ma con il nuovo quoziente familiare. Il contribuente inoltre deve essere titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi)

Quali sono le ultime novità sul superbonus 110?

Le ultime novità sul superbonus 110 sono quelle introdotte dal decreto quater e dalla legge di bilancio 2023. In particolare oltre alla proroga, sono state approvate importanti novità sulla cessione del credito.
Il numero massimo di cessioni da parte di soggetti  qualificati passerà da quattro a cinque. La prima sarà libera, poi saranno possibili tre cessioni verso le banche e poi avverrà la cessione da banca a correntista titolare di partita IVA. Inoltre è stata introdotta la possibilità di diluire la cessione del credito in 10 anni.

Ma non è finita qui. La SACE potrà concedere garanzie in favore della banche, delle istituzioni finanziarie e degli altri soggetti all’esecizio del credito per sopperire alla mancanza di liquidità. Inoltre, i crediti maturati dalle imprese alla data del 25 novembre 2022 possono essere considerati dalle banche o dagli altri istituti finanziari come parametro per la valutazione del merito del credito e della disposizione delle relative condizioni contrattuali.

Come cambierà il superbonus nel 2023?

Nel 2023 il superbonus 110 scenderà a una detrazione del 90% per condomini e case unifamiliari. A parte quindi le eccezioni riportate sopra per gli altri immobili il superbonus non avrà più la detrazione massima del 110%, ma una più ridotta al 90%. Un’aliquota uguale quindi a quella del bonus facciate, a cui abbiamo dovuto dire addio nel 2022.

Da quando esiste il superbonus?

Il superbonus è stato introdotto dall’articolo 110 del decreto legeg n 34/2020 il cosiddetto “Decreto Rilancio” approvato dal governo Conte. Nella sua formulazione iniziale consisteva in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1º luglio 2020 er la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Tra gli interventi agevolati rientra anche l’installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Quando finirà il superbonus?

Non ci sarà una scadenza unica per il superbonus. Se per i condomini si dirà addio al superbonus nel 2025, con detrazioni decrescenti al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025, per le familiari la detrazione al 90% finirà il 31 dicembre 2023.

Diverse le scadenze per gli istituti autonomi case popolari (IACP) le case popolari per cui la scadenza è stata prorogata al 21 dicembre 2023 sempre e quando si sia raggiunto il 60% dei lavori al 30 giugno 2023. Stessa scadenza per gli immobili posseduti e assegnati in godimento ai soci delle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Scadenza al 31 dicembre 2025 per gli interventi realizzati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici che si sono verificati a partire dal 1º aprile 2009.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLE CASE PREFABBRICATE IN ACCIAIO?

29 Dicembre 2022 RESIDENZIALE

prefabbricato in acciaio

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La casa prefabbricata in acciaio, fondendo alla perfezione estetica, funzionalità e versatilità, è una soluzione abitativa sempre più apprezzata che sta riscuotendo un notevole successo anche in Italia. Si adatta facilmente a svariati contesti e può essere personalizzata in ogni dettaglio, sia all’interno che all’esterno. Oltre a ciò, offre numerosi vantaggi tra i quali, ad esempio, la resistenza antisismica e l’ecosostenibilità. Andiamo a vedere nel dettaglio tutti i plus.

Quali sono i vantaggi delle case prefabbricate in acciaio?

Le case prefabbricate in acciaio apportano diversi vantaggi. Ecco nel dettaglio quali sono.

  1. Questi immobili sono particolarmente longevi nel corso del tempoL’acciaio, infatti,mantiene inalterate le sue proprietà anche dopo diverso tempo, senza deteriorarsi né deformarsi.
  2. Presentano un’elevata resistenza agli eventi sismici.
  3. Permettono di mantenere le temperature interne ottimali e di ridurre le dispersioni di calore con un conseguente risparmio energetico.
  4. Garantiscono un elevato isolamento acustico.
  5. Sono richiesti dei tempi di realizzazione più rapidi rispetto alla muratura tradizionale. Le varie componenti precedentemente fabbricate vengono, infatti, solamente assemblate in loco, apportando anche un abbattimento dei costi legati al trasporto del materiale e una bassa possibilità di imprevisti durante il cantiere.
  6. Hanno costi più bassi rispetto all’edilizia tradizionale.
  7. L’immobile può essere inserito senza problemi in ogni tipo di contesto, sia cittadino che rurale.

Quanto costa costruire una casa prefabbricata in acciaio?

In linea generale, i prezzi di realizzazione di una casa prefabbricata chiavi in mano partono da circa 1200 euro al metro quadro. È tuttavia difficile fornire delle informazioni precise e accurate relativamente al costo, in quanto ci sono svariate voci che concorrono a determinare la quotazione finale.

Tra queste, ad esempio, la tipologia di materiale selezionato, i metri quadrati, il grado di efficienza energetica, le spese di allacciamento agli impianti o quelle relative alla realizzazione delle fondamenta.

CARO ENERGIA, SVOLTA SOSTENIBILE PER GLI IMPRENDITORI ITALIANI

Caro bollette

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I continui rincari del prezzo dell’energia elettrica che hanno caratterizzato gli ultimi mesi hanno spinto il costo delle bollette a dei livelli mai visti prima nella storia recente del nostro Paese.

Milioni di aziende in tutta Italia hanno visto aumentare a dismisura la spesa per la luce dei propri stabilimenti: moltissimi imprenditori da Nord a Sud sono stati costretti ad operare scelte drastiche (come il ricorso alla cassa integrazione) per limitare la mole di uscite da destinare al saldo delle fatture.

Efficientamento energetico, cresce il numero di aziende che vuole abbassare i costi per la luce

In particolare, quasi la metà (il 48%) degli industriali che detengono e gestiscono immobili commerciali sul territorio nazionale hanno visto una crescita dei costi energetici all’interno del proprio portafoglio in misura pari o superiore al 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

E così, sono sempre più numerosi gli asset manager in Italia che decidono di intraprendere un percorso di efficientamento energetico per i propri immobili. Nello specifico – secondo una rilevazione effettuata da Deepki, società di data intelligence – gli impresari che hanno dichiarato di voler dare una svolta in questo senso sarebbero il 76% del totale.


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Caro bollette, aumenta il valore degli immobili che intraprendono un percorso ecosostenibile

A supporto di un trend in costante crescita ci sono i numeri che mostrano una netta rivalutazione media degli edifici sottoposti a lavori e interventi di miglioramento energetico. Sempre secondo il report diffuso da Deepki, gli edifici più sostenibili vedrebbero accrescere il proprio valore sul mercato immobiliare in maniera esponenziale.

Una buona componente (quasi il 30%) avrebbe riscontrato un aumento del pregio del proprio stabilimento tra l’11% e il 15%, mentre uno su dieci afferma di notare una crescita superiore al 20%.

Infine, tra coloro che affermano di non aver percorso la strada dell’efficientamento energetico negli ultimi anni, ben l’80% degli intervistati dichiara di voler dismettere in tempi brevi il proprio stabilimento obsoleto con scarso rendimento.

LA CONSEGNA DIFFERITA DELL’IMMOBILE: COS’È E COME FUNZIONA

In fase di compravendita, può essere utilizzata la consegna differita dell’immobile. Andiamo a vedere di seguito di cosa si tratta, come funziona e le informazioni da conoscere in merito.

Cos’è la consegna differita di un immobile?

Con la consegna differita, l’immobile viene consegnato in seguito al rogito entro una data prestabilita, a patto che all’interno del contratto vengano riportate tutte le informazioni e i dettagli in merito.

In linea generale, si tratta di una formula a vantaggio del venditore che, per i più svariati motivi (di solito pratici o economici), non riesce ad avere l’immobile disponibile contestualmente alla firma del rogito.

Per procedere con la consegna differita di un immobile, l’acquirente deve essere sempre informato. All’interno del contratto preliminare in prima battuta e successivamente in quello definitivo, vanno specificati nel dettaglio i termini della consegna.

Come tutelarsi con la consegna delle chiavi dopo il rogito?

Per fornire all’acquirente delle garanzie ulteriori e per evitare problemi in itinere, è bene far depositare al venditore presso il notaio un assegno, che potrà essere riscosso esclusivamente alla consegna delle chiavi. Oltre a ciò, il venditore si farà carico anche delle spese notarili relative alla consegna differita.


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Quali informazioni vanno incluse nel preliminare?

All’interno del contratto va specificata la data entro la quale l’acquirente ha l’effettivo godimento del bene. Nel lasso di tempo che intercorre tra la firma del contratto definitivo e la consegna, il venditore si obbliga a consegnare l’immobile entro la data pattuita.

In particolare, entro tale termine, il venditore non deve corrispondere alcuna somma all’acquirente, in quanto la formula è stata già considerata nel prezzo di vendita.

L’acquirente non può chiedere che l’immobile venga consegnato prima, salvo l’ipotesi di decadenza dal beneficio del termine. Al momento del passaggio effettivo, l’immobile deve essere libero da persone o cose.

Chi sostiene le spese?

Fino al momento della consegna delle chiavi, le spese sono a carico del venditore; quelle che riguardano la manutenzione straordinaria vanno sostenute dall’acquirente. Nel preliminare deve essere riportata una specifica clausola relativa alla penale per ogni giorno di consegna in ritardo.

Il progetto Torre Milano

La realizzazione della facciata ventilata del nuovo edificio Torre Milano ha rappresentato senza dubbio una delle componenti più importanti dell’intero progetto, nel quale Florim è stato partner strategico sin dalle prime fasi.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO

Ispirazione razionalista


Torre Milano è ispirata alla tradizione architettonica milanese novecentesca: quella di Portaluppi, Ponti, Aulenti, Caccia Dominioni.

Il palazzo si staglia sul distretto della Maggiolina, vicino a Porta Nuova e alla Stazione Centrale. È una torre di 86 metri che punta verso il cielo con le sue forme razionaliste, i volumi lineari, il dialogo continuo tra vuoti e pieni.

23 piani ospitano, appartamenti, zone wellness & relax, spazi di coworking ed aree ricreative.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO
FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | COLLEZIONE STONTECH/4.0 DETAIL

La Facciata Ventilata


Nei 7500 mq di facciata ventilata sono state installate le grandi lastre della collezione Stontech/4.0 (120x280cm, 6mm di spessore) che reinterpretano la naturalità della pietra conferendo all’edificio un rigore estetico che ne esalta le forme.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | COLLEZIONE STONTECH/4.0 DETAIL
FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | COLLEZIONE STONTECH/4.0 DETAIL

La soluzione tecnica di facciata ventilata consente di massimizzare l’efficienza energetica degli edifici, rendendoli estremamente sostenibili dal punto di vista ambientale e rappresenta il futuro delle facciate di edilizia sostenibile capaci di dialogare con la natura e il paesaggio circostante.

Stontech/4.0 su Archiproducts

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | FLORIM S1 DETAIL

Il Sistema S1 di Florim


La scelta della soluzione tecnica da adottare è ricaduta sul sistema di ancoraggio per facciate ventilate S1 Florim. Dall’aspetto pulito ed elegante dato dall’assenza di ganci a vista, dall’estrema versatilità data dalla possibilità di lavorare le lastre in opera, dall’accertata sicurezza data dal conseguimento della certificazione ETA e dal doppio ancoraggio (chimico e meccanico), S1 rappresenta oggi il sistema di punta di Florim.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | FLORIM S1 DETAIL

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | FLORIM S1 DETAIL

L’intercapedine tra la struttura dedicata e il gres porcellanato garantisce una ventilazione continua che porta notevoli benefici in termini di traspirabilità e riduzione della dissipazione termica degli edifici. La resistenza agli agenti atmosferici di questo materiale e la facilità di pulizia ne assicurano inoltre la durata nel tempo.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | FLORIM S1 DETAIL

Seguendo le volontà estetiche dello studio milanese di architettura Beretta Associati, che ha firmato il progetto strizzando l’occhio al razionalismo milanese degli anni Cinquanta e Sessanta, lo schema di posa delle grandi lastre è stato ideato per enfatizzare linee pulite ed essenziali, evidenziando le fasce marcapiano da cui si aprono terrazze e grandi finestre.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | INTERNI DETAIL

Gli interni


Dentro l’edificio, la collezione Stontech/4.0 riveste anche hall e corridoi, disegnando un raffinato continuum tra facciate e interni.

Per la piscina e le aree contigue sono state utilizzate le lastre Walks White e Airtech Stockholm.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | PISCINA DETAIL
FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | PISCINA DETAIL

Gli appartamenti sono vestiti a pavimento nella zona giorno dalle superfici della collezione Exalt e valorizzati dall’effetto marmo delle grandi lastre I Classici Calacatta Gold nel formato 120x240cm. La vena dorata che le contraddistingue è ripresa nel top del tavolo da pranzo con le superfici Florim Stone.

Le pavimentazioni dei bagni si differenziano per l’effetto cemento delle lastre Maps Light Gray, in perfetta continuità con i materiali dell’edificio.

FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | APPARTAMENTI DETAIL
FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | APPARTAMENTI DETAIL
FLORIM | PROGETTO TORRE MILANO | APPARTAMENTI DETAIL

https://www.archiproducts.com/it/newsletter/dossier/torre-milano-e-facciate-ventilate-by-florim-rigore-estetico-razionalista-ed-efficienza-sostenibile_723645?utm_source=apx&utm_medium=email&utm_campaign=apx_dem&uid=97666e3f-16ac-47d4-acb6-2872352208c9

Una minicasa prefabbricata versatile e di design con tutte le comodità

minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

Se fino a poco tempo fa le ‘tiny house’ e le case prefabbricate erano viste con un certo sospetto, la tendenza sta cambiando. Le case prefabbricate sono oggi un’alternativa valida come qualsiasi altra, senza la necessità di rinunciare a nessun tipo di comfort o lusso. Eccone un esempio.

In ogni caso, è dimostrato che la funzionalità non è in contrasto con i piccoli spazi. Lo studio di architettura TRIAS, con sede a Sydney, ad esempio mira a portare mini-case di design a tutti i tipi di pubblico. “Come designer, sosteniamo meno ma meglio in tutto ciò che facciamo. Per noi, questo significa creare edifici progressivi e senza tempo”, affermano sul loro sito web.

minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

In questo senso, una delle opere più interessanti è Minima, un modulo in legno di 20 mq. Realizzato in collaborazione con FABPREFAB, specialista in costruzioni modulari e prefabbricate, riunisce soluzioni intelligenti di spazio e stoccaggio. Anche se in origine era utilizzato solo per minicase, i professionisti hanno lavorato con diversi design per poter dare loro usi diversi, dalla casa all’ufficio. “Il design di Minima è semplice, elegante e funzionale, rendendolo un’aggiunta bella e senza tempo a qualsiasi giardino, cortile o proprietà di campagna.”

Nella configurazione Minima tutto è stato studiato nei minimi dettagli affinché non manchi nulla. Il progetto comprende una cucina, un bagno e spazi living e notte flessibili. L’interno è accessibile da due punti, con ampie porte da un lato e una porta di accesso più piccola dall’altro. La serie principale di porte è impilata fino in fondo, facendo sentire la stanza centrale generosamente collegata all’esterno.

minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

Il modulo standard può essere configurato come mini-appartamento, contenente divano integrato, letto a scomparsa e tavolo, cucina e bagno, o semplificato come home office. Disposto come una casa compatta a forma di T, il doppio modulo si espande per includere un soggiorno separato, una sala da pranzo e una cucina, una camera da letto e un bagno.

minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

Il legno prefabbricato a strati incrociati (CLT) è stato scelto come materiale da costruzione per i suoi vantaggi economici, strutturali e ambientali. CLT consente di accorciare i tempi di costruzione e ridurre gli sprechi; il processo di “laminazione incrociata” dei pannelli conferisce ad ogni elemento maggiore robustezza e integrità strutturale; e i produttori possono fare affidamento su boschi a crescita rapida.

“La sostenibilità è fondamentale per il nostro modo di lavorare. Non è uno slogan, ma una motivazione per essere più intelligenti, più ponderati e più intenzionali con ciò che costruiamo”, confermano da TRIAS. I pannelli CLT costruiscono le pareti, il pavimento e il soffitto di ogni struttura. All’interno, la finitura in legno naturale avvolge gli occupanti in un’atmosfera calda e invitante e tutte le vernici e i rivestimenti utilizzano composti organici a bassa volatilità (COV). In sostanza, Minima propone uno stile di vita a basso impatto senza compromettere la qualità.minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

minicasa

https://www.idealista.it/news/immobiliare/costruzioni/2022/11/28/170619-una-minicasa-prefabbricata-versatile-e-di-design-con-tutte-le-comodita

Superbonus condomini, 24 ore ancora per il 110%: CILA-S entro il 25 novembre. I dettagli

Per il Superbonus nei condomini, venerdì 25 novembre 2022 è l’ultimo giorno utile per presentare al comune le pratiche inerenti la CILA-S e ‘prendere’ ancora l’agevolazione al 110%. Da sabato 26 novembre, si passa al 90% retroattivo

Matteo Peppucci

Ci sono ancora poco più di 24 ore per il Superbonus al 110% nei condomini, poi si scenderà al 90%.

O meglio: la scadenza (venerdì 25 novembre, prevista dal DL Aiuti-Quater) si riferisce alla presentazione della CILA Superbonus (CILA-S) per gli interventi effettuati nei condomini e negli edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità immobiliari.

Superbonus 110% condomini: chi si ‘salverà’?

L’articolo 9 comma 3 del DL 176/2022 precisa che le disposizioni di cui al comma 1, lettera a), numero 1), ovverosia quelle che ‘declassano’ al 90% il Superbonus per i condomini, non si applicano:

  • a) agli interventi per i quali, alla data del 25 novembre 2022, risulti effettuata, ai sensi dell’articolo 119, comma 13-ter, del DL 34/2020, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) e, in caso di interventi su edifici condominiali, all’ulteriore condizione che la delibera assembleare che abbia approvato l’esecuzione dei lavori risulti adottata in data antecedente al 25 novembre 2022;
  • b) agli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, per i quali alla medesima data del 25 novembre 2022, risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

E’ evidente e naturale – o almeno dovrebbe esserlo – che per gli interventi nei condomini ‘già avviati’ sia stata completata la pratica amministrativa di riferimento, cioè una CILA-S consegnata in comune, così come esisterà una delibera assembleare che, in precedenza, deve avere approvato l’esecuzione dei lavori.

Superbonus condomini: cosa succede dopo il 25 novembre?

Per i lavori avviati dopo tale data oppure per quelli avviati ma per i quali non sia stata presentata la CILA-S in tempo utile, il Superbonus scenderà al 90% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 e poi, come peraltro era stato già previsto dalla Legge di Bilancio 2022, subirà un decalage per le spese sostenute nel 2024 (70%) e nel 2025 (65%).

CILA Superbonus: cos’è?

Rimandando all’articolo di Margherita Dell’Atti per tutte le specifiche e per le differenze che intercorrono tra la CILA classica e quella in versione Superbonus, qui ricordiamo che, in virtù di quanto disposto dall’art.33 del DL 77/2021, che ha modificato l’art.119 comma 13-ter del DL Rilancio, la CILA-S deve attestare gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la “costruzione” dell’immobile oggetto dell’intervento o che ne ha consentito la legittimazione, cioè l’eventuale provvedimento di sanatoria; mentre per le costruzioni ultimate in data antecedente il 1 settembre 1967, è sufficiente l’attestazione di tale circostanza cronologica.

La CILA-S pertanto non deve ricostruire la situazione edilizia dell’unità immobiliare, non essendo necessario che contenga l’attestazione dello stato legittimo del medesimo immobile.

Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/superbonus-condomini-24-ore-ancora-per-il-110-cila-s-entro-il-25-novembre-i-dettagli/

SI PUÒ RICHIEDERE IL MUTUO PER UNA CASA PREFABBRICATA?

Fino a poco tempo fa le case prefabbricate erano considerate edilizia alternativa, mentre oggi il loro “status” è pienamente equiparato a quello degli immobili di edilizia tradizionale.

Di conseguenza, è possibile anche richiedere il mutuo per una casa prefabbricata e, anzi, per le loro caratteristiche di efficienza energetica e sostenibilità, sono spesso oggetto di agevolazioni e sconti fiscali. Vediamo allora quante e quali tipologie di mutuo e prestito esistono.

Il mutuo green per le case prefabbricate: di cosa si tratta?

Le biocase prefabbricate, immobili con elevate prestazioni energetiche, possono beneficiare del mutuo green: si tratta di una tipologia di prestito pensato per incoraggiare l’acquisto di abitazioni ad altissima efficienza energetica e basso impatto sull’ambiente. Affinchè la casa prefabbricata possa accedere a questo mutuo i requisiti sono:

  • classe energetica A o B;
  • in caso di ristrutturazione, l’intervento deve migliorare l’efficienza energetica di almeno il 30%, ottenendo in questo modo uno scatto di almeno due classi energetiche.

Chi sceglie questo tipo di mutuo per una casa ecologica può ottenere un finanziamento che copre fino al 100% del costo degli interventi e fino all’80% del costo dell’immobile.

Richiedere il mutuo SAL per una casa prefabbricata

Le case prefabbricate possono inoltre beneficiare del mutuo SAL (Stato Avanzamento Lavori), la cui particolarità è il vincolo tra mutuo SAL l’erogazione del prestito e l’avanzamento dei lavori.

Se, infatti, nel mutuo tradizionale l’importo totale viene erogato in un’unica soluzione in questo caso il mutuatario riceve somme dilazionate che consentono alla banca di correre meno rischi.

Si può usufruire di questa soluzione per l’acquisto di una casa prefabbricata con mutuo per la sua ristrutturazione. In caso di acquisto, solitamente la prima parte del finanziamento viene erogato per comprare il terreno, mentre per le altre tranche serve il via libera del perito della banca il cui compito è visitare l’immobile e accertare lo stato di avanzamento dei lavori.

La flessibilità d’impiego delle strutture miste acciaio-calcestruzzo per una struttura agroindustriale dalle grandi luci e altezze

Il progetto della Cantina Le Contesse, realizzato per lo più in trincea, prevedeva una certa complessità legata a molti fattori come il profilo curvilineo su più livelli, grandi luci e altezze insieme a grandi carichi. La soluzione scelta è stata il sistema misto calcestruzzo-acciaio di Tecnostrutture denominato NPS® Core. Scopri i dettagli

Angelo Buonocchio

Il progetto sostenibile della nuova Cantina Le Contesse

La nuova Cantina Le Contesse è una struttura aziendale sita a Vittorio Veneto (Treviso), in un territorio divenuto da poco patrimonio dell’UNESCO.
L’edificio è stato realizzato quasi interamente in trincea, ricavando lo spazio da una collina preesistente parzialmente scavata in fase di cantiere e ripristinata a conclusione lavori, limitando così l’impatto sul rinomato paesaggio.

La struttura sorge dall’acquisto di terreni con impianti a vigneto biologico e suolo agricolo con porzione di area aziendale e fabbricati in disuso. Il progetto della Cantina Le Contesse ha richiesto l’impiego di grandi luci e altezza interpiano fino a 10 metri, contraddistinguendosi per le elevate portate.

Travi NPS® CLS, Pilastri PDTI® NPS® e Solaio Alveolare e Predalles autoportante
Travi NPS® CLS, Pilastri PDTI® NPS® e Solaio Alveolare e Predalles autoportante

Le esigenze per la realizzazione dell’opera

La Cantina Le Contesse si articola in differenti livelli con diverse destinazioni d’uso: turistico/ricettivo dedicato alle degustazioni, un magazzino destinato alle spedizioni e alla logistica, un’area di imbottigliamento e infine un piano riservato alla vinificazione.

grandi carichi, le portate elevate della struttura pari a 50 [kN/m2] di sovraccarico accidentale e la complessa geometria del fabbricato data dal profilo perimetrale curvilineo, hanno reso indispensabile lo studio di una soluzione completa, che rispondesse in modo mirato alle esigenze sia costruttive che strutturali dell’opera.

Gli interventi di realizzazione della Cantina Le Contesse sono quindi stati suddivisi in due fasi, successive a un’analisi preliminare collegata alle implicazioni paesaggistiche.

– Fase 1: studio di fattibilità, edificabilità di un nuovo impianto agroindustriale quasi interamente interrato.
– Fase 2: piano di recupero di edifici esistenti di una struttura ricettiva.

Sistema NPS® Core Tecnostrutture presso la nuova Cantina Le Contesse, Vittorio Veneto (Treviso)
Sistema NPS® Core Tecnostrutture presso la nuova Cantina Le Contesse, Vittorio Veneto (Treviso)

La risposta strutturale: il sistema misto acciaio-calcestruzzo NPS®

Il lavoro di realizzazione della Cantina Le Contesse è stato effettuato con il sistema misto acciaio-calcestruzzo NPS® di Tecnostrutture, che ha permesso di rispondere alle necessità intrinseche dell’edificio. Nello specifico è stata individuata la soluzione NPS® Core che meglio risponde alle necessità degli edifici industriali.

La soluzione NPS® Core
NPS® Core comprende travi autoportanti NPS® CLS e il solaio alveolare abbinati a pilastri misti PDTI® con superficie in acciaio, riempiti di calcestruzzo o a pilastri PTC® in calcestruzzo centrifugato, materiale che garantisce alte capacità di carico pur con sezioni estremamente snelle, garantendo maggiore spazio a disposizione.

La soluzione studiata da Tecnostrutture ha visto utilizzati 523 metri di pilastri, 1036 metri di travi e 540 metri di solaio, rispondendo alle peculiarità dell’edificio.

Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/la-flessibilita-d-impiego-delle-strutture-miste-acciaio-calcestruzzo-per-una-struttura-agroindustriale-e-ricettiva/

Casa passiva: cos’è e quanto si risparmia

Esiste un modello di abitazione conosciuto come casa passiva che permette di ottenere il maggior risparmio energetico possibile. Vediamo insieme come è possibile e quanto si risparmia.

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Con l’espressione “casa passiva” (dal tedesco Passivhaus) si fa riferimento a un modello di abitazione che consente di raggiungere il maggior risparmio energetico possibile. In che modo? Si tratta di un tipo di edificio in grado di coprire buona parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno tramite dispositivi passivi.

Ma vediamo insieme nel dettaglio.

Casa passiva: di cosa si tratta

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La casa passiva è un tipo di edificio a basso consumo energetico molto diffuso in Europa. Questo modello di abitazione fu ideato nel 1988 dalla collaborazione di due università nordeuropee, nata con l’obiettivo di concepire una nuova generazione di abitazione.

Da questo progetto, si scoprì che la combinazione coordinata di vari dispositivi e una serie di accorgimenti per l’isolamento termico e l’efficienza energetica, era possibile creare edifici che non avrebbero avuto bisogno di essere riscaldati.

Dal punto di vista tecnico, la casa passiva deve la sua efficienza alla combinazione di una serie di accorgimenti essenziali: isolamento termico, calore interno, finestre termiche, forma ed esposizione e ventilazione. Vediamoli da vicino.

Come funziona la casa passiva

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La casa passiva è innanzitutto caratterizzata da isolamento termico, il quale si ottiene grazie all’aumento dello spesso del materiale isolante, che raggiunge quasi i 30 centimetri, e alla sua collocazione nello strato più esterno della parete. Questo permette all’edificio di riscaldarsi grazie a fonti di calore che si trovano in tutte le case, come gli elettrodomestici attivi, l’illuminazione, il solo che entra dalle finestre, gli stessi esseri umani che vi abitano e così via.

In una casa passiva le finestre sono costruite con triplo vetro, anziché doppio. Inoltre, l’isolamento termico è ottenuto anche grazie allo studio della forma dell’edificio, che deve essere il più possibile compatta, la sua esposizione rispetto al sole.

Infine, è molto importante la ventilazione controllata, possibile grazie a un sistema che, attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un apposito dispositivo per lo scambio di calore, permette all’aria in entrata di assorbire fino all’80-90% del calore dell’aria in uscita, prima di circolare all’interno.

Quanto si risparmia?

risparmio energetico

È stato calcolato che una casa passiva necessita in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento. Ciò significa che si raggiunge un risparmio del 90%!

La prima casa passiva in legno in Italia è stata costruita in Lombardia e il conteggio della spesa per i consumi effettivi, durante il primo anno, è stata pari a soli 100 euro, comprese le spese di riscaldamento e di raffreddamento. Si tratta di una villetta disposta su tre piani con una superficie complessiva di 600 metri quadri.

https://www.informazioneambiente.it/casa-passiva-cose-e-quanto-si-risparmia/

Cambiamento climatico, gli anni più caldi

cambiamento climatico

Mentre i leader mondiali si sono riuniti a Sharm El-Sheikh, in Egitto, per discutere le misure politiche che affrontano la sfida globale del cambiamento climatico alla COP27, un ottobre insolitamente caldo in gran parte dell’emisfero settentrionale è servito da tempestivo promemoria del problema in questione . All’inizio di questa settimana, il Copernicus Climate Change Service, un istituto finanziato dall’UE che monitora il clima per conto della Commissione europea, ha riferito che l’Europa ha vissuto il suo ottobre più caldo mai registrato, con temperature di quasi 2 gradi sopra la media degli ultimi 30 anni.

Considerando che il 2022 era già sulla buona strada per diventare il sesto record più caldo mai registrato prima di ottobre, ora si può tranquillamente presumere che l’indesiderabile serie di temperature calde del pianeta non finirà quest’anno. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, ovvero dal 1880, con temperature medie globali della superficie (terra e mare) divergenti da 0,82 a 0,99 gradi Celsius dalla media del 20° secolo. Come mostra il grafico, c’è una chiara tendenza al riscaldamento con temperature in ciascuno degli ultimi 45 anni che superano la media del 20° secolo. Al contrario, i primi 59 anni del periodo di osservanza (cioè 1880-1938) hanno visto temperature della superficie globale inferiori alla media del 20° secolo di 13,9 gradi Celsius.

https://www.idealista.it/news/finanza/economia/2022/11/14/170119-cambiamento-climatico-gli-anni-piu-caldi

Per le bollette di luce e gas cosa ha fatto il governo Meloni.

Quali sono le misure del decreto Aiuti quater pensate specificamente contro il caro energia.

La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Ansa

Bollette luce e gas: cosa ha fatto il governo Meloni

Che cosa prevede il decreto Aiuti quater per affrontare il caro bollette? Del provvedimento approvato ieri in consiglio dei ministri si è parlato finora più per le modifiche al meccanismo del superbonus o per il tetto ai pagamenti in contanti che per le misure specificamente pensate per contenere l’impatto dei costi dell’energia su cittadini e imprese.

Qualcuno si è chiesto ad esempio se fossero stati prorogati gli “sconti” sulle bollette di luce e gas. Ebbene, l’azzeramento degli oneri di sistema  per le utenze di famiglie e imprese, e il taglio al 5 per cento dell’Iva per i consumi sul gas, sono misure che erano state già prorogate dal governo Draghi fino a fine anno. Il ministro Giorgetti, parlando in audizione davanti alle Commissioni speciali congiunte di Camera e Senato, ha detto che l’obiettivo è rinnovare questi provvedimenti anche per il primo trimestre del 2023. 

Il credito di imposta per le imprese energivore e non

Tornando al decreto, una delle misure più importanti è la proroga per il mese di dicembre del credito di imposta per le imprese energivore e non. Il credito di imposta è destinato alle aziende, ma anche ad attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Il costo del provvedimento è piuttosto elevato: 3,4 miliardi, su un totale di 9,1 miliardi stanziati per finanziare tutti gli interventi contro il caro energia. 

Come specifica il ministero dell’Economia, le aliquote potenziate del credito di imposta sono pari a:

  • 40% per le imprese energivore e gasivore
  • 30% per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW

La rateizzazione delle bollette per le imprese

Un altro provvedimento importante è la rateizzazione delle bollette per le imprese. “Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia – si legge nel comunicato pubblicato dal ministero dell’Economia – le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1 ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023”.

Il tetto dei bonus aziendali sale a 3mila euro, Meloni: “Sarà un’ulteriore tredicesima”

Altra misura su cui il governo punta molto è quella che innalza da 600 a 3mila euro la soglia esentasse dei così detti fringe benefit, ovvero dei premi che le aziende possono concedere ai dipendenti direttamente in busta paga. “Si tratta – spiega il Mef – di una misura di welfare aziendale che punta a rendere più pesanti gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas)”. Secondo Giorgia Meloni, l’estensione del fringe benefit “sarà una sorta di ulteriore tredicesima per bollette”.

Dallo sconto sulla benzina all’Imu

Tra i provvedimenti presi dal governo citiamo anche la proroga dello sconto fiscale di 30 centesimi sulle accise della benzina e del diesel e di 10 centesimi sul Gpl, e l’esenzione Imu per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti): la seconda rata dell’imposta non sarà dovuta a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività. Infine, tra le misure previste dal decreto Aiuti quater, segnaliamo la proroga al 2024 della scadenza per il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato a quello libero. Ma quest’ultima non è una misura che porta risparmi reali ai consumatori. 

Cosa ha detto Meloni

Il decreto approvato dal consiglio dei ministri è tutto sommato in continuità con i vari decreti Aiuti varati dal governo Draghi. Chi si aspettava risorse più importanti sarà rimasto deluso, ma la premier aveva fatto capire già da tempo che non intendeva mettere a rischio i conti dello Stato. 

Con il decreto energia, ha detto Meloni, “stanziamo 9,1 miliardi di euro destinati prevalentemente a dare immediata risposta a famiglie e imprese per costo bollette, in parte fino a fine anno, con la proroga fino al 31 dicembre e inserendo nuove norme”. Meloni ha sottolineato che nel decreto ci sono “aiuti alle imprese che riguardano la proroga del credito d’imposta, tra il 40 e il 30% per le non energivore, poi – ha aggiunto – consentiamo una rateizzazione sulla parte dell’aumento rispetto all’anno precedente fino a 36 rate mensile. L’estensione poi del fringe benefit – ha detto ancora -, sarà una sorta di ulteriore tredicesima per bollette”.

Con questa norma, ha sottolineato la premier, vengono “prorogati gli aiuti per il caro carburante” e inoltre viene “prorogato al 10 gennaio il regime di tutela del prezzo del gas per le utenze domestiche”.

https://www.today.it/economia/bollette-luce-gas-governo-meloni.html

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Superbonus 110, cosa cambierà con il governo Meloni?

Il governo Meloni

Il superbonus 110 cambia ancora con il governo Meloni. Secondo le ultime notizie nel 2023 ci sarà una riduzione dell‘aliquota di detrazione per tutti gli immobili, condomini compresi, ma allo stesso tempo una proroga per le unifamiliari

Cambiano le regole per il superbonus 110. Con l’approvazione del decreto Aiuti quater scende la percentuale di detrazione per tutti gli immobili al 90% per il 2023, con eccezioni che riguardano sia i condomini che le villette (per cui arriva la tanto attesa proroga)

Qui tutte le informazioni sulle novità del decreto aiuti quater

Superbonus nel 2023 cosa succederà?

La logica alla base delle novità contenute nel decreto aiuti quater è stata spiegata dalla premier Meloni durante la conferenza stampa: La copertura al 110% ha deresponsabilizzato chi la usava: se uno non era chiamato a contribuire non si chiedeva se prezzo era congruo. Questo ha portato distorsione sul mercato a beneficio prevalentemente dei redditi medio alti”. Ecco perché “abbiamo scelto di intervenire e si passa al 90%, salvo per chi ha già deliberato a oggi l’intervento e presentato entro il 25 novembre la nota di inizio lavori. Ma con i risparmi abbiamo deciso di riaprire alle unifamiliari, a patto che si tratti di prima casa e redditi medio bassi”.

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giorgetti: La decisione di concentrare in modo selettivo a favore dei redditi medio bassi è una scelta politica: non si è mai visto nella storia una misura che costasse così tanto a beneficio di così pochi,lo ribadisco. Questa decisione è a favore di chi non si può permettere di ristrutturare. Le cose cambiano da oggi” 

Sulla necessità di abbassare l’aliquota della detrazione si è espressa anche Bankitalia che nello studio “Costs and benefits of the green transition envisaged in the Italian NRRP: An evaluation using the Social Cost of Carbon” ha sottolineato il costo elevato per le casse statali del superbonus 110 e ha addirittura proposto un’aliquota al 40%

Una questione spinosa riguarda il meccanismo della cessione dei crediti, soprattutto per quanto riguarda la responsabilità. Le ultime sentenze infatti hanno ricordato infatti che il sequestro dei crediti falsi è leggittimo anche se i concessionari non hanno partecipato alla frode.

Cosa entra nel superbonus 110?

Il superbonus è una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1º luglio 2022 per la realizzazione di interventi finalizzati all’efficientamento energetico e alla riduzione del rischio sismico degli edifici (il cosiddetto supersismabonus).

Il superbonus spetta per gli interventi cosiddetti principali o trainanti quali:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici.

Ma anche per tutta una serie di interventi trainati:

  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche (16-bis, lettera e del Tuir).

Quando finisce il superbonus 110?

La data di scadenza per il superbonus 110 è il 31 dicembre 2022 per le unità immobiliare delle persone fisiche, al di fuori dell’attività di impresa sempre e quando alla data del 31 settembre 2022 sia stato raggiunto il 30% dei lavori.

Per i condomini, le persone fisiche proprietarie di edifici composti da due a quattro unità immobiliari accatastate di forma diversa e per le organizzazione non lucrative di utilità sociale o le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale sono previste le seguenti scadenze:

  • 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023
  • 70% per quelle sostenute nel 2024
  • 65% per quelle sostenute nel 2025.

Ma tutto questo potrebbe cambiare con le nuove norme introdotte dal governo Meloni che introducono una riduzione dell’aliquota già dal prossimo anno e una proroga per le unifamilari.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2022/10/31/168765-superbonus-110-cosa-cambiera-con-il-governo-meloni

Superbonus, approvato dal Consiglio dei ministri il Decreto Aiuti-quater

Rimodulazione al 90% per le spese sostenute nel 2023 per i condomini. Possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano la soglia di reddito di 15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare.

In tema di Superbonus 110% “si anticipa la rimodulazione al 90 per cento per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e si introduce la possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare).

Il superbonus si applica invece al 110 per cento fino al 31 marzo 2023 per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022”.

Lo prevede il decreto-legge Aiuti quater (o Decreto Energia) approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

“Sulla base dell’autorizzazione parlamentare già ricevuta”, riporta il comunicato di Palazzo Chigi, “il decreto prevede uno stanziamento pari a circa 9,1 miliardi di euro, provenienti dall’extragettito fiscale, per finanziare interventi contro il caro energia”.

Benefit aziendali esentasse

Si innalza per il 2022 il tetto dell’esenzione fiscale dei cosiddetti “fringe benefit” aziendali, fino a 3mila euro.

Si tratta di una misura di welfare aziendale che punta a incrementare gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas).

Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, per il mese di dicembre 2022

Con uno stanziamento di 3,4 miliardi di euro, si proroga fino al 31 dicembre 2022 il contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese e delle attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale.

Confermate le aliquote potenziate del credito di imposta pari a:

– 40 per cento per le imprese energivore e gasivore;

– 30 per cento per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW.

Disposizioni in materia di accise e d’imposta sul valore aggiunto su alcuni carburanti

Si stanziano 1,3 miliardi di euro per la proroga dal 19 novembre al 31 dicembre 2022 dello sconto fiscale sulle accise della benzina e del diesel, che conferma il taglio di 30,5 centesimi al litro (considerato anche l’effetto sull’Iva). Per il GPL lo sconto vale 8 centesimi di euro ogni kg, che sale a circa 10 centesimi considerando l’impatto sull’Iva.

Misure di sostegno per fronteggiare il caro bollette

Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia, le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.

Al fine di assicurare la più ampia applicazione della misura, SACE S.p.a. è autorizzata a concedere una garanzia pari al 90 per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale residenti in Italia. La garanzia è rilasciata a condizione che l’impresa non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni negli anni per i quali si richiede la rateizzazione, sia per sé stessa che per quelle del medesimo gruppo.

Misure per l’incremento della produzione di gas naturale

Al fine di contribuire al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale è previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici).

Si proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023 il termine entro il quale il GSE potrà cedere a prezzi calmierati il gas naturale.

Sono previste inoltre, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia.

Misure urgenti in materia di mezzi di pagamento

Si stanziano 80 milioni di euro per la concessione di un credito d’imposta agli esercenti per la trasmissione della fattura telematica all’Agenzia delle entrate. Il contributo è pari al 100 per cento della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico acquistato.

Tetto al contante

Dal 1° gennaio 2023 la soglia massima per il pagamento in contanti passa da 1.000 a 5.000 euro.

Esenzioni in materia di imposte

Per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) non è dovuta la seconda rata IMU per gli immobili, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

Rinnovo del contratto degli insegnanti

Si stanziano ulteriori 100 milioni per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca.

Esenzione imposta di bollo emergenze

Si introduce una disposizione che prevede, a regime, l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande presentate per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni, comunque denominati, a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi.

https://www.casaeclima.com/italia/ultime-notizie/ar_49939__superbonus-approvato-consiglio-ministri-decreto-aiuti-quater.html

Terremoto, scossa di magnitudo 5.7 nel centro Italia: epicentro nelle Marche

Al momento non si registrano danni significativi: oltre 1000 chiamate al 112. E’ la più grande da 90 anni. Il sisma è stato avvertito anche a Roma, Firenze, Bologna, Friuli Venezia Giulia. Dalle 12 riprende il traffico ferroviario sulla linea adriatica. Scuole chiuse in diverse città marchigiane.

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita nel centro Italia subito dopo le 7 del mattino, alle 7:07: la magnitudo, secondo l’Ingv, è di 5,7 e l’epicentro sulla costa pesarese a una profondità di 8 chilometri e a 30 chilometri da Fano e 35 chilometri da Pesaro.

La scossa è la più forte dal 1930, data del terremoto di Senigallia di magnitudo 5.8. Lo rileva l’Ingv. Dalla mappa della sismicità dal 1985 ad oggi si nota che in questa area è presente un’attività sismica con eventi e piccole sequenze di magnitudo moderata, come quella del giugno del 2000 con terremoti di magnitudo fino a 3.5.

Terremoto, sciame sismico da almeno 40 scosse

C’è stato poi uno sciame sismico con altre 40 scosse in tre ore: le principali di 3,1, 3,4 e 4,0. Nella zona di Ancona per ora segnalate crepe nelle pareti, la clinica Villa Igea era stata evacuata ma ora è tornata alla regolare attività. Arrivate anche segnalazioni di ascensori bloccati e caduta di calcinacci come nel consiglio regionale delle Marche dove i dipendenti sono rimasti a casa. Intanto molti sono scesi in strada, tanta la paura tra la popolazione.

Stazione di Ancona
Stazione di Ancona (ansa)

Tutte le squadre dei vigili del fuoco, in particolare nel Pesarese, ma anche ad Ancona, sono fuori per verifiche. Si sentono le sirene dei mezzi che circolano in lontananza per i sopralluoghi e per far fronte al gran numero di chiamate di cittadini preoccupati. Sono arrivate finora 10 richieste di verifiche di staticità su edifici in provincia di Pesaro-Urbino e 40 nell’Anconetano.

Ferrovia adriatica bloccata e scuole chiuse

Il traffico ferroviario è stato sospeso in via precauzionale vicino ad Ancona, sulla linea adriatica, per sospetti danni ai binari ma dalle 12 riprenderà. Scuole chiuse in molte città delle Marche, a partire da Pesaro e Ancona.

Stazione di Ancona
Stazione di Ancona (ansa)

Il terremoto è stato sentito anche a RomaFirenzeBologna e nel nord Italia, fino al Trentino e in Friuli Venezia Giulia.

Scuole chiuse anche a Pesaro, Fabriano e Macerata, dove le scosse di terremoto sono state avvertite nettamente, e lungo la costa a San Benedetto del Tronto e a Grottammare (Ascoli Piceno). In molti Comuni sono stati aperti i Coc.

La premier Meloni fa sapere di essere in contatto con la Protezione civile e con il presidente della Regione Marche.

“Il Santo Padre ha chiesto notizie e garantito la Sua vicinanza alla popolazione colpita prima dall’alluvione ed ora dal terremoto”. Così monsignor Nazzareno Marconi, presidente della Conferenza episcopale delle Marche. I vescovi marchigiani si sono sentiti telefonicamente per un primo report sui danni. Al momento si lamentano distacchi di stucchi e lesioni in alcune chiese nella zona di Senigallia e Pesaro.

Curcio: “Non si teme evento tsumani”

Al largo delle coste delle marche “non si attende un evento tsunami” perché con “il valore dell’evento a mare” del livello di quello che si è verificato poco dopo le 7 di oggi “in genere non produce onde tsunami” ma comunque “è partito il sistema allertamento internazionale” con i paesi limitrofi. Così Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile.

https://www.repubblica.it/cronaca/2022/11/09/news/terremoto_centro_italia_scossa_57_61-373674470/

A Singapore un grattacielo che sembra un bosco firmato Carlo Ratti

CapitaSpring

Finbarr Fallon

7 Novembre 2022, 10:27

Si chiama CapitaSpring ed è una delle ultime creature dello studio Carlo Ratti Associati. Dopo una lavorazione di quattro anni, il grattacielo “biofilo” da 51 piani è completato. Scopriamolo insieme.

Situato nel cuore del distretto finanziario di Singapore, sul sito di un ex parcheggio pubblico e di un centro di venditori ambulanti, CapitaSpring ospita per oltre il 99% dello spazio uffici e aree commercial. I suoi 93.000 metri quadrati sono ad uso misto, definiti da un’interazione dinamica di linee ortogonali, vegetazione lussureggiante e trame contrastanti che ricordano tendine aperte. Oltre ai giardini pensili e al parco sul tetto, CapitaSpring comprende spazi per uffici premium di Grado A, una residenza con servizi Citadines, ristoranti e spazi pubblici.

CapitaSpring

Finbarr Fallon

A più elevazioni, gli elementi verticali che compongono l’esterno dell’edificio sono separati per consentire scorci nelle oasi verdi che fioriscono dalla base, dal nucleo e dallo “sky garden” sul tetto. La torre rafforza la reputazione di Singapore come città giardino, che ospita oltre 80.000 piante, con un Green Plot Ratio di oltre 1:1,4, che si traduce in un’area paesaggistica totale di oltre 8.300 metri quadrati, equivalente al 140% di la sua area del sito.

CapitaSpring

Finbarr Fallon

Al livello della strada, CapitaSpring restituisce al pubblico una porzione della Market Street, storicamente significativa, rendendo pedonale il tratto e creando un’area paesaggistica ampliata che crea nuovo spazio verde per respirare nel CBD ad alta densità per gli inquilini e i passanti.

Serpeggianti viali nel giardino creano ingressi naturali nella City Room, un ampio spazio aperto di 18 metri ai piedi della torre che crea riparo dalla luce solare tropicale e dalle docce e accoglie gli inquilini in atri separati per gli uffici e le residenze, nonché acquirenti e commensali nel centro gastronomico all’interno del podio della torre. L’iconico Market Street Hawker Center viene ricreato al secondo e al terzo piano dell’edificio con 56 bancarelle di cibo, consolidando la posizione come il cuore pulsante dell’esperienza culinaria della città e il ruolo che svolge nel mantenimento della cultura e della comunità locale.

CapitaSpring

Finbarr Fallon

Il giardino pensile di CapitaSpring, con vista sulla città, ospita la fattoria urbana più alta di Singapore gestita da 1-Group. Attualmente, oltre 150 specie di frutta, verdura, erbe e fiori vengono coltivate in cinque appezzamenti tematici per fornire verdure fresche ai ristoranti sul tetto.

CapitaSpring

https://www.idealista.it/news/immobiliare/costruzioni/2022/11/07/169606-a-singapore-un-grattacielo-che-sembra-un-bosco-firmato-carlo-ratti

Florim premiata al concorso la “Fabbrica nel paesaggio”

Florim – che da oltre 60 anni produce superfici ceramiche l’edilizia, l’architettura e dell’interior design – si è aggiudicata il primo posto al concorso “Fabbrica nel paesaggio”, promosso dalla Federazione italiana dei Club per l’UNESCO  

Si è conclusa la tredicesima edizione della “Fabbrica nel paesaggio”, il concorso internazionale di progettazione urbanistica e riqualificazione paesaggistica promosso dalla Federazione Italiana dei Club UNESCO. Ogni Club per l’UNESCO può candidare solo un’iniziativa nell’area territoriale di pertinenza e quest’anno il Club di Modena ha selezionato Florim. Tra le diverse candidature ammesse, Florim ha ricevuto la più alta affermazione per il settore privato grazie alla “fabbrica di ultima generazione che ha raccolto e vinto, in una difficile contingenza, la sfida della transizione ecologica, limitando fortemente l’impatto con il paesaggio, nel rispetto delle matrici ambientali, secondo i canoni dello sviluppo sostenibile”, si legge nella motivazione del premio. Per l’assegnazione dell’importante riconoscimento, sono stati esaminati: le qualità dell’intervento rapportata al suo inserimento nel paesaggio naturalestorico e culturale, la qualità estetica dell’intervento, la valutazione delle tecnologie, la provenienza e la qualità dei materiali e l’impatto ambientale. “Crediamo che l’attenzione alle persone si esprima anche attraverso la cura dei luoghi di lavoro e l’impatto sul territorio”, afferma Claudio Lucchese, Presidente Florim. “Dall’Italia agli USA, passando per i flagship store aperti nelle più importanti capitali mondiali, Florim pone sempre grande cura nella progettazione dei propri spazi, per renderli belli da vedere, da vivere e tenendo in grande considerazione l’impatto ambientale.”

Nato nel 2010 su iniziativa del Club Unesco di Foligno, il premio negli anni ha selezionato e valorizzato recuperi, interventi, restauri affini agli ideali di sostenibilità e tutela Unesco: dal recupero del borgo di Solomeo, ad opera dello stilista Brunello Cucinelli, a Vigna San Martino a Napoli. Il Concorso si rivolge infatti a imprenditori, amministrazioni e istituzioni che abbiano attivato iniziative e progetti dimostrando una particolare sensibilità nei confronti del Paesaggio. Alla cerimonia di premiazione a Palazzo Trinci di Foligno hanno partecipato i rappresentanti dei Club per l’Unesco di ogni parte d’Italia che hanno ascoltato gli interventi di Stefano Zuccarini (sindaco di Foligno), di Bruna Cascelli Federici (Presidente del Club di Foligno), Teresa Gualtieri (Presidente di FICLU) e altri numerosi ospiti illustri.

Sismicad: dall’input grafico al dimensionamento strutture, passando per sofisticate analisi FEM

Alcuni consigli su quale software di calcolo orientarsi e un interessante caso studio da Concrete sulla realizzazione di un fabbricato ad uso residenziale derivante dalla demolizione di una struttura esistente e soggetto a Sismabonus

La progettazione strutturale richiede l’uso di strumenti che supportano il progettista nella quotidianità lavorativa. Il software di calcolo è il principale alleato del professionista.

Ecco alcuni consigli da Concrete su quale software orientarsi e quali sono le caratteristiche fondamentali, delle quali deve essere dotato questo indispensabile strumento, per eseguire analisi ad elementi finiti con input 3D e verifiche normative per strutture in cemento armato, murature, acciaio e legno e produrre così gli elaborati grafici esecutivi, necessari alla professione.

Con il software Sismicad attraverso il semplice disegno delle piante del manufatto si perviene automaticamente alla formulazione completa del modello tridimensionale in termini di geometria e carichi e poi, a soluzione avvenuta, al progetto esecutivo degli elementi strutturali di edifici di nuova costruzione o alla valutazione della vulnerabilità ed al progetto di recupero di edifici esistenti.

Vediamo nel dettaglio come avviene l’input, quali sono le funzionalità BIM disponibili e un caso studio riferito alla progettazione di un fabbricato ad uso residenziale derivante dalla demolizione di una struttura esistente e soggetto a Sismabonus.

Input: dal disegno 2D al modello 3D

L’input in Sismicad consiste nel semplice disegno 2D delle piante del manufatto che il programma trasforma automaticamente in disegno 3D attraverso un proprio CAD interno o interfacciandosi direttamente con AutoCAD®, AutoCAD LT®, IntelliCAD, etc .

La definizione geometrica di elementi e carichi può partire appoggiandosi ad una tavola qualsiasi: si può utilizzare, ad esempio, lo stesso disegno architettonico proveniente anche da ambienti grafici diversi da quello utilizzato, per mezzo di un file dxf o dwg.

Le modalità di input sono influenzate dalle prestazioni del CAD interno e dall’impiego di un modellatore solido. Nel disegnare gli elementi strutturali l’utilizzatore deve preoccuparsi solamente del loro corretto posizionamento nel disegno senza doversi occupare di qualsiasi problematica di modellazione; le connessioni tra gli elementi sono infatti gestite dal modellatore solido che provvede a collegare tra loro nel modello matematico gli elementi che presentano interferenza geometrica nella rappresentazione grafica di input.

Tutte le proprietà degli elementi strutturali possono essere visualizzate e modificate tramite semplice selezione nel disegno di elementi singoli o di gruppi di elementi. A questo si aggiunge l’efficienza di comandi CAD di editing quali undo/redo, copia/incolla (nella stessa commessa ma anche tra commesse diverse), inserimento/esportazione di parti di struttura, estensione, serie, copia, sposta, specchio, le funzioni di generazione automatica tra piani e falde.

Sono presenti potenti generatori di mesh per elementi bidimensionali che consentono di inserire piastre e pareti senza spezzarle in corrispondenza di connessioni con altre entità. Il risultato è un input di eccezionale semplicità e rapidità di esecuzione non solo nell’inserimento degli elementi ma anche nella loro manipolazione. Sono disponibili fondazioni di qualsiasi tipo (superficiali, profonde, continue o isolate, a platea anche su pali) poste su più livelli e su terreni di stratigrafie variabili in pianta.

L’input in origine progettato specificatamente per edifici è in grado di gestire attualmente con la medesima semplicità e rapidità qualsiasi tipo di struttura (reticolari, vasche, cupole, etc.). In presenza di situazioni particolarmente complesse la modellazione può essere gestita in maniera puntuale dal progettista attraverso un input analogo a quello di un solutore general purpose, escludendo localmente l’intervento del modellatore solido.

Funzionalità BIM

In Sismicad sono disponibili funzionalità legate al Building Information Modelling che prevedono importazione ed esportazione di informazioni necessarie alla gestione di un progetto coordinato. Dall’importazione di informazioni attraverso lo standard IFC (Industry Foundation Classes), per agevolare la definizione geometrica della struttura, è stata sviluppata una procedura di riconoscimento degli elementi strutturali.

Oltre a questo è disponibile un plugin per Autodesk Revit®, chiamato Sismicad BIM Integration, in grado di: esportare la geometria della struttura e anche del “modello analitico” editato in un lavoro di Sismicad; importare l’intera geometria strutturale, armature per c.a. comprese, definendo elementi con famiglie native di Revit®. Il software consente, in alcune condizioni, di aggiornare gli elementi strutturali che subiscono modifiche nel processo di progettazione.

https://www.ediltecnico.it/107585/software-sismicad-dallinput-grafico-al-dimensionamento-strutture-passando-per-sofisticate-analisi-fem/

Terremoti, Tansi: «Calabria molto a rischio. Per evitare danni passare dagli scongiuri alla prevenzione»

Il geologo ed ex capo della Prociv regionale parla della scossa del 31 ottobre: «Sisma avvenuto troppo in profondità per causare danni, ma nella nostra regione il rischio resta elevato»

«Tutti i terremoti sono originati da faglie. Le faglie sono delle fratture profonde della crosta terrestre, ogni volta che una di queste si muove o rompe si genera un sisma. Quello di questa notte è stato generato da una faglia molto profonda, l’ipocentro era a 286 km. Quindi, anche con una magnitudo alta ha dissipato tutta l’energia delle onde sismiche nel percorso che ha compiuto da quelle profondità fino al livello del mare».

Questa la spiegazione tecnica, diffusa attraverso un video dal geologo Carlo Tansi, nonché ex capo della Protezione civile regionale, a seguito della forte scossa verificatasi nella serata di ieri, 31 ottobre, intorno alle 22:42 davanti alla Costa tirrenica, nella zona nord della Calabria.

«Questi sono i terremoti cosiddetti buoni. Sono buoni perché dissipano l’energia in maniera abbastanza elevata. E questi sismi sono legati a faglie profonde, queste rotture profonde sono legati al fatto che la Calabria è una zona di scontro tra due continenti l’Africa e l’Europa. E quando l’Africa scende sotto l’Europa si frattura, si deforma e ogni volta che si rompe dà origine a questi eventi».

«Non dobbiamo avere paura di questi terremoti, ma dobbiamo avere invece paura di quelli legati alle faglie superficiali che sono generalmente originate fino a profondità di 10, 20, 30 km al massimo. Questi sono i cosiddetti terremoti crostali dove le onde arrivano subito in superficie e non dissipano l’energia e quindi possono avere effetti molto distruttivi», ha continuato Tansi.

«Di questi possiamo fare alcuni esempi – prosegue il geologo -. Quello del 1908 di Reggio-Messina, che generò un consequenziale maremoto che causò circa 120.000 morti; il terremoto del 1783 che coinvolse la Calabria centro-meridionale e fece complessivamente 35mila morti e così via. Quello di ieri sera si può definire “innocuo”. Però attenzione, le faglie superficiali non è che dormono, continuano a muoversi e continuano a rompersi. Noi nel 2022 abbiamo una grande arma che in paesi più industrializzati dei nostri utilizzano bene che è la prevenzione sismica. Oggi come oggi non dobbiamo più avere paura del terremoto perché possiamo costruire case ad elevata capacità di resistenza sismica».

«La Calabria purtroppo per una cultura dell’abusivismo, ha 144mila case abusive dove vivono quasi un quarto di calabresi. Quelle case chiaramente saranno le prime a crollare nel caso di terremoti un po’ più importanti, più superficiali. Quindi, se noi vogliamo, questi eventi sismici potrebbero diventare un lontano ricordo cambiando la nostra cultura, passando dalla cultura degli scongiuri alla cultura della prevenzione e del rispetto delle regole e delle leggi», ha concluso Carlo Tansi.

https://www.lacnews24.it/attualita/terremoti-tansi-calabria-molto-a-rischio-per-evitare-danni-passare-degli-scongiuri-alla-prevenzione_161967/

Al via a Genova il 66° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri

“Confini – Linguaggi, progetti e idee per un futuro sostenibile” è il tema di quest’anno. Il Congresso si terrà su una nave da crociera che salperà dal Porto di Genova il 26 ottobre per rientrare alla fine del congresso, il 29 ottobre.

(di G. Masanotti) L’Italia, così come il resto d’Europa, sta vivendo anni difficili a causa di un susseguirsi di crisi ed emergenze di portata epocale e, in alcuni casi, senza precedenti.

Il momento attuale, in particolare, è segnato dalla guerra in Ucraina e dalla grave crisi energetica, con conseguenze su tutti i settori e tutte le categorie sociali, inclusi, ovviamente, i professionisti.

Non esiste una situazione di emergenza di questa portata che si possa risolvere senza che tutti facciano uno sforzo straordinario per identificare e adottare le migliori soluzioni possibili.

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Gli ingegneri, in generale, per caratteristiche intrinseche alla loro natura, sono figure storicamente chiamate a risolvere i problemi. Ciò è ancora più vero quando l’emergenza investe in maniera evidente campi collegati alla tecnologia, al risparmio energetico, alla riqualificazione degli edifici, alla riprogettazione delle nostre città, dei trasporti, all’applicazione delle possibilità offerte dalla digitalizzazione in tutti i settori: tutto questo e molto altro, per rendere davvero sostenibile la società ipertecnologica in cui viviamo.

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Confini. Linguaggi, progetti e idee per un futuro sostenibile

È questa la prospettiva da cui parte il prossimo 66° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia che avrà per titolo “Confini – Linguaggi, progetti e idee per un futuro sostenibile”.

Il Congresso, organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri e dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria, sarà caratterizzato da una location insolita: una nave da crociera che salperà dal Porto di Genova il 26 ottobre per rientrare alla fine del congresso, il 29 ottobre.

“Quest’anno il Congresso, giunto all’edizione numero 66, sarà l’occasione per fare un’attenta valutazione dell’attività svolta negli ultimi anni – dice Armando Zambrano – e, al tempo stesso, una verifica di quelle che saranno le basi per l’attività che caratterizzerà la prossima Consiliatura. Il mio augurio è che questa possa agire in continuità col lavoro che abbiamo fatto e che agisca per l’affermazione e il rafforzamento del ruolo che svolgono gli ingegneri nel nostro Paese”.

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66° Congresso CNI: i moduli tematici

I lavori del congresso saranno moderati dal giornalista RAI, Gianluca Semprini, e verranno divisi in 6 moduli focalizzati su argomenti specifici ma tutti col comune denominatore del legame con l’attualità.

  • Il primo modulo affronterà la questione della crisi energetica e delle possibili soluzioni.
  • Il secondo tratterà gli attuali scenari geopolitici e l’impatto che questi stanno avendo sull’andamento dell’economia e sulla sicurezza.
  • Si proseguirà poi con il terzo modulo che, partendo dalla prospettiva di un futuro sostenibile, si concentrerà sull’impegno dell’ingegneria per la rigenerazione urbana e il green building.
  • Il quarto modulo, invece, sarà invece dedicato alla sfida per la realizzazione degli interventi PNRR e al contributo degli ingegneri allo sviluppo delle infrastrutture, delle reti e del territorio.
  • Gli ultimi due moduli dei lavori si riferiranno ad aspetti più specifici dell’attività degli ingegneri e dei professionisti in generale. Il primo sarà dedicato al professionista del futuro, analizzando i temi delle competenze, dell’organizzazione e della comunicazione. Il secondo proporrà un focus specifico sulla semplificazione e sul nuovo contesto normativo in materia di Appalti.

Tutti i moduli citati si svolgeranno con la presenza e la collaborazione di numerosi esperti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa e dell’università e porteranno, alla fine dei lavori, alla redazione di un importante documento programmatico che, si auspica, possa ricevere la giusta attenzione da parte della politica e del Governo appena insediato.

La categoria degli ingegneri è abituata a risolvere e a progettare, guardando sempre al futuro: questa è la ragione per cui gli ingegneri sono, come nessun altro, in grado di rispondere alla necessità di elaborare idee e di proporre progetti per un futuro sostenibile per il nostro Paese: forse vale la pena di ascoltarli.

Per maggiori informazioni, visita il sito web dedicato al 66° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri d’Italia.

Rapporto Federcostruzioni: “Un 2021 da record. Ma il futuro preoccupa”

Per la federazione che raggruppa le più importanti associazioni del settore delle costruzioni, quello trascorso è stato un anno di forte crescita. Ma inflazione, aumento dei costi delle materie prime e caro energia mettono a rischio la ripresa degli ultimi due anni. Superbonus e Pnrr fondamentali per sostenere il comparto

a cura di Pietro Mezzi

Rapporto Federcostruzioni: “Un 2021 da record. Ma il futuro preoccupa”
  • Il settore delle costruzioni sostiene l’economia italiana. Ad affermarlo sono i dati del Rapporto 2021 di Federcostruzioni, presentati nella giornata inaugurale del Saie di Bologna 2022.

Il convegno di Federcostruzioni di apertura del Saie di Bologna del 2022

Il convegno di Federcostruzioni di apertura del Saie di Bologna del 2022

L’anno scorso infatti il valore della produzione dell’intera filiera ha raggiunto quota 475 miliardi di euro: un aumento di 78 miliardi rispetto al 2020 (+19,7%) e di 51,6 miliardi rispetto al 2019 (+11,4%). Un dato che da solo equivale a un terzo del Pil nazionale, la cui crescita del +6,6% dell’ultimo anno è da attribuire in buona parte proprio all’edilizia, anche grazie allo stimolo dei bonus fiscali e degli investimenti del PNRR.

Rapporto Federcostruzioni: Filiera delle costruzioni. Valore della produzione totale

Filiera delle costruzioni. Valore della produzione totale (fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

L’aumento ha interessato sia la produzione che l’occupazione: alla fine del 2021 gli addetti del comparto erano 2,8milioni, cresciuti di 200mila unità – +7,7%, rispetto all’anno precedente, vale a dire il 12% della forza lavoro nazionale.

Bene anche gli investimenti: dopo il calo del 2020, secondo l’analisi di Ance, nel 2021, il settore ha fatto registrare un +16,4%. A questo risultato ha contribuito l’attività di riqualificazione, grazie agli incentivi del Superbonus 110% e il bonus facciate, con una crescita degli investimenti di oltre il 20%.

Trecentomila cantieri con il Superbonus 110%

Sul Superbonus 110%, Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ha presentato i dati elaborati alla fine del settembre scorso.

Secondo il monitoraggio di Enea, ministero dello Sviluppo economico e ministero della Transizione ecologica, gli interventi legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% sono stati 307.191, per un ammontare di 51 miliardi di euro, di cui 38,8 (il 76%), riferiti a lavori già realizzati.

In un solo mese (31 agosto – 30 settembre 2022), si è registrato un ulteriore e consistente aumento del 25,9% in numero e del 19% nell’importo, ovvero più di 63.000 interventi aggiuntivi, per un valore di circa 8,2 miliardi.

Tra le regioni con più iniziative avviate, al primo posto figura la Lombardia, con 47.288 interventi per un valore di 8,6 miliardi, seguita da Veneto (37.675; 5 miliardi) e Lazio (26.938; 4,8 miliardi); a ruota Emilia-Romagna (24.439; 4,2 miliardi), Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.

Le novità sulla cessione del credito

A smorzare gli entusiasmi degli operatori del settore ci sono però alcuni fattori particolarmente critici, come l’aumento dei prezzi delle materie prime, la crisi energetica con il forte rialzo dei costi dell’energia, gli effetti della guerra in Ucraina, che hanno determinato un brusco rallentamento della crescita, già avvertito nel secondo semestre di quest’anno, con la risalita dell’inflazione. Fattori che hanno determinato un clima di incertezza che riguarda tutti i settori della filiera.

Sul fronte dei bonus, infatti, lo stop della cessione del credito ha rappresentato l’elemento di maggiore instabilità del mercato, così come anche il problema dei crediti frazionati. Una situazione che ha messo in grossa difficoltà professionisti e imprese, che rischiano di chiudere.

“Una situazione – si legge nel rapporto – che con la circolare 33/E dell’Agenzia delle Entrate del 6 ottobre scorso pare aver risolto il nodo della responsabilità solidale delle banche, introdotta con precedenti interventi normativi…e aver quindi prodotto una risposta positiva del mercato attraverso la riattivazione della cessione dei crediti incagliati da mesi e la riapertura di nuove prime cessioni a un ritmo consistente e adeguato anche di Poste italiane”.

Le previsioni per il 2022

Dopo un 2021 da record, sull’anno in corso è calato però il gelo. Colpa delle criticità note.

Nonostante ciò, secondo Ance, le prospettive per il 2022 del comparto delle opere pubbliche restano positive. L’associazione nazionale dei costruttori stima infatti un aumento dei livelli produttivi dell’8,5%, sostenuto principalmente dagli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

A questo proposito, il Rapporto offre alcuni numeri circa i primi effetti del Piano.

A un anno dall’approvazione – si legge – la quasi totalità dei fondi è stata ripartita e programmata a livello territoriale. Dei 108 miliardi di euro destinati a interventi di interesse del settore delle costruzioni, 93 miliardi, pari all’86%, risultano “territorializzati”, ovvero per tali finanziamenti è possibile individuare i territori nei quali le risorse europee produrranno effetti in termini di investimenti realizzati. Ora diventa centrale accelerare la fase autorizzativa e i tempi di cantierizzazione”.

Il rapporto non dimentica un altro dei problemi che attraversa il settore: la scarsità di manodopera e di figure professionali necessarie a realizzare le opere del PNRR.

Nel marzo scorso, infine, Ance, con l’obiettivo di capire lo stato della progettazione degli investimenti finanziati con il Piano nazionale, ha condotto un’indagine nei confronti delle amministrazioni locali.- Dal lavoro dell’associazione è emerso che il 66% degli interventi candidati e/o finanziati è giunto a un livello preliminare di elaborazione progettuale, mentre il 72% degli stessi progetti non è stato aggiornato rispetto agli incrementi dei prezzi da costruzione registrati nell’ultimo anno.

I commenti di Federcostruzioni e Ance

“L’Italia, per attenuare i rincari dell’energia e i loro effetti su famiglie e imprese, deve mettere in atto, oltre alle azioni compensative, costose e sostenibili per poco tempo, anche interventi regolatori di natura strutturale come il tetto al prezzo del gas, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas e destinare parte della produzione nazionale di gas e l’energia delle fonti rinnovabili alle imprese energivore a un prezzo calmierato – ha affermato Paola Marone, presidente di Federcostruzioni -. Per consentire una riqualificazione del patrimonio immobiliare, chiediamo al nuovo governo di mettere tra le priorità della sua agenda la strutturazione dei bonus, su un lungo periodo e con regole, e dei meccanismi finanziari a sostegno, che possa anche risolvere le questioni in sospeso sulla cessione del credito. Per garantire l’attuazione del PNRR, chiediamo di adeguare i bandi ai rincari dei materiali e dell’energia, commisurare l’importo delle gare alla dimensione delle nostre imprese, oltre naturalmente a monitorare l’emanazione del Codice dei contratti previsto per il marzo del 2023. Una filiera delle costruzioni più dinamica contribuirà a non portare il Paese in recessione, salvaguardando l’occupazione e tanti settori trainanti della nostra economia”.

Federica Brancaccio, presidente di Ance si è invece soffermata sulla nuova circolare delle Entrate. “Che sgombra finalmente il campo dai dubbi che in questi mesi hanno paralizzato la cessione dei crediti da bonus edilizi. Ora però è necessario che la nuova maggioranza di governo lanci un segnale di fiducia, invitando anche Poste e Cassa depositi e prestiti a ripartire per ridare slancio al mercato. Al tempo stesso dobbiamo guardare al futuro e pensare a soluzioni strutturali per una politica industriale di settore orientata alla sostenibilità”.

A sinistra, l’export dei settori collegati alle costruzioni nel 2021; a destra, l’analogo dato nel 2008

A sinistra, l’export dei settori collegati alle costruzioni nel 2021; a destra, l’analogo dato nel 2008 (distribuzione percentuale e valori assoluti in miliardi di euro; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (valori assoluti in miliardi e peso percentuale

Filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (valori assoluti in miliardi e peso percentuale; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Settori della filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021

Settori della filiera delle costruzioni. Produzione totale 2021 (distribuzione percentuale; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni: produzione complessiva. Andamento 2009-2021

Filiera delle costruzioni: produzione complessiva. Andamento 2009-2021 (variazioni percentuali annue in termini reali; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Filiera delle costruzioni. Andamento della produzione nel 2021

Filiera delle costruzioni. Andamento della produzione nel 2021 (Variazioni assolute 2021 su 2020; in milioni di euro; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)

Dinamiche dei settori della filiera delle costruzioni

Dinamiche dei settori della filiera delle costruzioni (variazioni percentuali in termini reali della produzione; fonte, Federcostruzioni; Rapporto 2021)


Federcostruzioni

Costituita nel 2009, è la federazione, che riunisce le categorie produttive più importanti del mercato delle costruzioni italiani. Aderisce a Confindustria. Cinque sono le sue filiere produttive: costruzioni edili e infrastrutturali; tecnologie, impianti e macchinari dell’edilizia; materiali per le costruzioni; progettazione; servizi innovativi e tecnologici. Il valore economico delle associazioni aderenti è di 475 miliardi di euro e dà lavoro a 3 milioni di persone, il 12% dell’occupazione nazionale. Aderiscono a Federcostruzioni Ance, Anie, Anima, Assovetro, Confindustria Metalli, Confindustria Ceramica, Federbeton, Federchimica, Federlegno Arredo, Oice. Soci aggregati sono Assobim e Federcomated.

https://www.infobuild.it/2022/10/costruzioni-federcostruzioni-record-futuro-preoccupa/

Sistema costruttivo Light Steel Frame: cos’è e come funziona

Ecco le caratteristiche di un particolare sistema di costruzione a secco, privo di leganti idraulici e collanti e legato alla Bioedilizia: il Light Steel Frame

Cosa vuol dire costruzione a secco

Costruire a secco è una tecnologia nata molti secoli fa.
Cosa vuol dire nello specifico?
Questo tipo di costruzione, attualmente sempre più connessa alla bioedilizia, include tutti i sistemi che consentono la realizzazione di un edificio senza l’utilizzo di leganti idraulici o di collanti.

Costruzioni a secco in acciaio
Le parti adoperate in fase di costruzione sono assemblate mediante giunzioni meccaniche, a incastro o con viti.
In fase di progettazione dell’elemento è necessario predisporre l’integrazione e la connessione tra gli elementi costruttivi, così da renderli semplici da collegare agevolando sia la posa in opera che lo smontaggio futuro.
Edifici costruiti a secco presentano telai in acciaio legno.
In questo articolo ci soffermeremo sui sistemi costruttivi a secco con struttura in acciaio, andandone a delineare le caratteristiche.

Costruire leggero con light steel frame

L’acciaio è un materiale adoperato in edilizia grazie alla lunga durata nel tempo e all’alto tasso di riciclabilità, infatti può essere utilizzato più e più volte a fine vita utile.
Si suddivide in due tipologie: acciaio pesante e leggero.
Quest’ultimo in particolare è il preferito dalle costruzioni dell’architettura moderna, tra cui spicca il Light Steel Frame.
Tale tipologia costruttiva è formata da una struttura leggera in acciaio zincato che permette una realizzazione veloce e una garanzia di elevata efficienza.

Edificio Light Steel Frame
Gli edifici in LSF sono case prefabbricate in acciaio leggero i cui profili sono rivestiti in modo tale da donare massima rigidità e poter supportare i materiali impermeabilizzanti e isolanti.
Questo sistema, particolarmente utilizzato in zone del Nord Europa e della Gran Bretagna, sta trovando terreno fertile anche nel territorio nostrano.
Il punto di forza del Light Steel Frame è l’elevata elasticità qualora ci si trovi in presenza di una scossa sismica.

Cos’è l’acciaio leggero

L’acciaio leggero, chiamato anche dolce, ha cominciato a svilupparsi in Germania negli anni ’50. Inizialmente utilizzato nel settore aeronautico e automobilistico, oggi è tra le scelte più quotate per gli edifici prefabbricati, grazie alla capacità di prendere forma a freddo.
La struttura portante in acciaio leggero è caratterizzata da pannelli di pavimento e pareti. Il suo spessore varia tra 0,5 mm e 5 mm in base alla superficie utilizzata.

Light Steel Frame caratteristiche

Le strutture in acciaio hanno una storia che risale al ‘700, basti pensare al primo ponte in ghisa costruito in Inghilterra con una luce di 30 metri, oppure alla Tour Eiffel realizzata per l’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1889.

Tipologia di costruzione a secco in acciaio
L’acciaio si produce in ambito industriale, mediante processi attenti all’impatto ambientale.
Uno dei vantaggi del materiale è la possibilità di avere luci molto grandi così da creare ambienti con forme diverse in maniera del tutto flessibile.
L’involucro esterno è realizzato mediante una tecnologia a secco stratificata con lamiere grecate a cui si accostano pannelli isolanti rigidi.
I tramezzi interni sono costituiti da orditure in acciaio portanti che fanno da telaio per montare le pareti in cartongesso.
La copertura è realizzata con pannelli in lastre di fibrocemento o sandwich, tenendo in considerazione l’esigenza di conseguire un buon isolamento termico.

Struttura casa light steel frame vantaggi

Il Light Steel Frame comporta numerosi vantaggi, grazie all’utilizzo dell’acciaio.
Andiamoli a vedere.
L’edificio risulta molto leggero;
L’acciaio è resistente e di lunga durata;
La struttura è facile da installare e veloce nella costruzione;
L’acciaio è totalmente riciclabile;
Il materiale è resistente al fuoco;
L’edificio è sicuro, grazie alla notevole flessibilità del materiale;
Le case in LSF sono isolate sia termicamente che acusticamente in maniera perfetta;
L’edificio è molto economico.

D’altro canto uno svantaggio da non sottovalutare è che l’edificio da costruire non può essere molto alto, pena l’instabilità.

Differenze tra edificio in muratura e Light Steel Frame

Visto il grande utilizzo nel territorio italiano degli edifici in muratura, è bene mostrare quali sono le differenze sostanziali che ci sono tra le due tipologie costruttive.

Gli edifici in muratura possono essere molto alti senza per questo compromettere la stabilità. D’altro lato i materiali utilizzati possono creare danni all’ambiente e la costruzione si protrae per molto tempo.

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Assemblaggio Light Steel Frame
Costruire a secco
Light Steel Frame
Costruzione in acciaio

Le costruzioni Light Steel Frame invece sono utili per costruzioni a un solo piano, ma hanno materiali completamente riciclabili e la costruzione si realizza in poco.
Proprio per questo motivo il sistema sta cominciando a diffondersi ampiamente anche in Italia.

Light Steel Frame quali costi?

Il costo di una struttura in Light Steel Frame non si discosta di molto dalle case prefabbricate in legno e cemento.
Si oscilla tra i 1300 e i 1800 euro al metro quadro, variabile in base alle finiture, ai particolari e alle dimensioni.

Light steel frame Italia

Un’azienda che si occupa di fornire delle strutture prefabbricate è Manni Group S.p.a..
Essa offre un sistema costruttivo per la realizzazione di edifici scalabili e modulari mediante strutture in acciaio leggero.
Gli edifici prefabbricati Manni Green Tech possiedono un impatto ambientale ridotto, un’elevata efficienza energetica e un comfort acustico da non sottovalutare.
Inoltre, sono antisismici.

Edifici in acciaio Manni Green Tech
Le caratteristiche da annoverare sono la capacità di adattamento a diverse forme architettoniche e l’industrializzazione del sistema che assicura una qualità impeccabile.
Inoltre, la leggerezza è combinata alla durabilità per rendere l’edificio altamente performante. L’azienda ha sviluppato un sistema costruttivo basato sull’utilizzo di un solo profilo a C di sezione ottimizzata i cui collegamenti sono modellati accuratamente cosicché tutto il processo di costruzione abbia la massima precisione.

Tipologia di Sistema Light Steel Frame

Le costruzioni a secco Light Steel Frame di Costruire Leggero sono totalmente ecosostenibili e non inquinanti.
L’azienda si propone di utilizzare dei materiali di alta qualità che garantiscono sicurezza strutturale, raggiungendo un livello di dissipazione di energia molto alto qualora si presentassero azioni sismiche.

Light Steel Frame di Costruire Leggero
Light Steel Frame assicura una diminuzione dei costi di esercizio e allo stesso tempo offre un livello di comfort ambientale molto elevato.
Avendo un rapporto peso-resistenza elevato è possibile trasportare il materiale in maniera semplice riducendo al minimo gli effetti dovuti all’aumento del carico sulle strutture da realizzare.
La costruzione a secco consente di velocizzare l’esecuzione con conseguente diminuzione dei costi di cantiere. Infatti, i tempi di costruzione sono abbattuti di circa il 60% rispetto ai tradizionali.

https://www.lavorincasa.it/costruire-in-light-steel-frame/

Cos’è una patrimoniale e perché se ne parla tanto

Salvini considera la riforma del catasto come una patrimoniale nascosta

Cos'è l'imposta patrimoniale

Cos’è una patrimoniale e perché se ne parla tanto nel 2022, in vista delle elezioni politiche el 25 settembre?

Prima di tutto bisogna dire che la patrimoniale non è una tassa, ma un’imposta perché non è corrisposta a fronte di un servizio ricevuto, ma per i servizi che lo Stato fornisce nel corso del tempo ai cittadini.

Significato della patrimoniale

L’imposta patrimoniale può essere fissa, ovvero colpire in maniera indistinta tutti i contribuenti, o variabile ovvero essere progressiva in funzione del patrimonio dei contribuenti. Ma quali beni può colpire la patrimoniale? Sia i beni mobili, ovvero denaro, azioni, conti correnti, obbligazioni, sia quelli immobili, ovvero la casa.

Inoltre la patrimoniale può essere straordinaria quando viene introdotta una sola volta, magari per una necessità imminente dello Stato di denaro, o periodica quando viene applicata in maniera regolare.

Riforma del catasto è una patrimoniale?

Ogni annuncio di una revisione degli estimi catastali viene puntalmente additato come una patrimoniale nascosta sulla casa, un tentativo di fare cassa con uno dei beni più apprezzati dai cittadini, ovvero la casa.

A detta di Salvini, la decisione della Lega di disertare il Consiglio dei Ministri nel quale è stata approvata la legge delegata della riforma fiscale è nata proprio dall’opposizone a una riforma del catasto che nascondesse una patrimoniale. Ma il presidente del Consiglio dei Ministri Draghi è stato chiaro : “La riforma del catasto non è una patrimoniale. Perché nascondersi dietro l’opacità e calcolare le tasse in base a numeri che non hanno senso? Non è meglio essere trasparenti?”.

Non è la prima volta che si parla di patrimoniale nel 2021. Già in occasione della manovra di bilancio, si era ventilata la proposta di una patrimoniale sui grandi patrimoni con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% e massima del 2%.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2021/10/07/155971-cose-una-patrimoniale-e-perche-se-ne-parla-tanto

Mercato dei mutui e transazioni immobiliari, andamento e previsioni 2022/2023

I dati del Credit Report di 24MAX, ufficio studi di RE/Max Italia

andamento mercato dei mutui

Il rallentamento della crescita economica e le numerose incognite che influenzeranno il prossimo futuro non stanno condizionando la ripresa del mattone, soprattutto nelle grandi città italiane. Ciò, nonostante uno scenario in cui l’accesso al mercato dei mutui sta diventando più complesso. Il Credit Report 24 Max (RE/Max Italia) fa il punto della situazione con le previsioni per il 2022/2023.

Previsioni per il mercato mutui e immobiliare 2022/2023

In uno scenario generale fortemente condizionato dall’aumento dell’inflazione e dal conseguente rialzo dei mutui, 24Max ipotizza una riduzione della platea di persone che potranno accedere ai finanziamenti e quindi un rallentamento della crescita nel real estate. Da qui la previsione di un consuntivo 2022 che vedrà le compravendite attestarsi sotto quota 700 mila unità rispetto alle 748 mila transate nel 2021.

Seppur l’anno in corso, dunque, dovrebbe chiudersi con una contrazione delle compravendite inferiore al 10%, con prezzi in leggera crescita a livello nazionale, le previsioni nel medio termine del Centro Studi di RE/MAX Italia sono di uno scenario roseo alla luce dei cambiamenti strutturali che stanno interessando l’economia e la società dopo l’emergenza pandemica.

Tra le tendenze che condizioneranno il mercato del real estate nei prossimi mesi, l’adozione dello smart working sempre più diffusa tra le aziende, da cui la necessità di soluzioni abitative con spazi per il lavoro da casa. E ancora, gli incentivi per le ristrutturazioni e il caro energia che spinge verso la ricerca di immobili di nuova costruzione contraddistinti da maggiore efficienza energetica. Complessivamente, in un contesto di incertezza economico-finanziaria, il mattone è destinato a confermarsi un evergreen.

Andamento del mercato dei mutui

Per quanto riguarda il mercato dei mutui, è cauto ottimismo a parte di 24 Max; da un lato, il fatto che le nuove esigenze abitative emerse durante la crisi sanitaria siano ormai consolidate e quindi rappresentino un desiderata degli italiani, soprattutto tenendo conto che nei primi otto mesi del 2022 oltre il 97% dei mutui transati da 24MAX riguardano l’acquisto della prima casa ed esulano dunque dalle logiche di investimento che rappresentano l’1,9%.

Dall’altro, il fatto che i tassi, seppur aumentati, rimangano comunque vantaggiosi rispetto agli anni di boom del mattone, durante i quali i richiedenti erano abituati a percentuali del 6/7%. Va quindi tenuto conto che negli ultimi anni il costo del denaro ha toccato minimi storici senza precedenti; chi in questo periodo ha sottoscritto un mutuo a tasso fisso ha colto una grande occasione, che ragionevolmente non poteva durare per sempre.

I mutui sul mercato oggi

Oggi il mercato dei mutui offre ancora condizioni interessanti, considerando inoltre che si è ampliato il ventaglio di proposte con un rinnovato interesse verso soluzioni come i tassi variabili a rata fissa che incontrano la necessità di chi deve sapere quanto dovrà corrispondere mensilmente.

E ancora, i mutui variabili con CAP che offrono la possibilità di cristallizzare un tetto massimo ancora molto interessante, sfruttando comunque i vantaggi di un tasso variabile basso con la certezza che anche in futuro non possa aumentare oltre un certo importo.

A questi si aggiungono i cosiddetti mutui green, proposti da un numero sempre maggiore di Istituti di credito, che offrono un tasso favorevole e condizioni contrattuali agevolate a chi sceglie di comprare un immobile nuovo o ristrutturato in classi energetiche A e B o superiori.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2022/10/07/162775-mercato-dei-mutui-e-transazioni-immobiliari-andamento-e-previsioni-2022-2023

È morto Armando Cimolai, fondò impero dell’acciaio

Aveva 94 anni. Aveva creato il gruppo a Pordenone nel 1949. Ha creato gruppo da 500 milioni di euro.

Addio ad Armando Cimolai. È morto a Pordenone a 94 anni il fondatore dell’omonimo gruppo specializzato nella progettazione, fornitura e montaggio di strutture complesse in acciaio. Aveva creato il gruppo a Pordenone nel 1949 insieme alla moglie Albina come laboratorio per la produzione di cancelli e infissi metallici. Ha vinto commesse in tutto il mondo arrivando a un fatturato di 500 milioni di euro.
Cimolai inizia come fabbro ma ben presto intuisce che le prospettive per il futuro sono interessanti e nel 1954 avvia lo sviluppo della sua azienda con la costruzione di strutture di acciaio per edifici industriali e militari e costruisce 3.000 mq di officina. Poi la sua intraprendenza lo porta ad assumere impegni a livello nazionale.

Nel 2005 gli era stato conferito dall’Università di Trieste il titolo d’ingegnere a Honoris Causa. Fino ai suoi ultimi giorni era rimasto in attività con la società Armando Cimolai Centro Servizi.
“Con Armando Cimolai scompare un autentico pioniere dell’industria nazionale”, ha commentato la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani. “Partito dalla ricchezza del suo lavoro, dalla passione per progredire e dall’ingegno ha raggiunto i massimi traguardi, portando la sua impresa tra le poche a poter affermare a livello mondiale primati tecnologicamente significativi nel campo delle grandi costruzioni”, ha agoiunto. “E’ a esempi come il suo e alla continuità di conduzione dell’azienda assicurata dalla sua famiglia cui vanno le condoglianze, che dobbiamo rifarci se vogliamo ripartire su solide basi”, ha concluso.

https://www.repubblica.it/cronaca/2022/10/03/news/armando_cimolai_morto-368328065/

Caro materiali e compensazione prezzi: le imprese aspettano 5 miliardi

L’allarme di ANCE: Stato troppo lento nell’erogazione delle risorse, a rischio 23.000 cantieri per oltre 160 miliardi di euro. Preoccupazione anche per l’imminente scadenza dei nuovi prezzari.

Caro materiali e compensazione prezzi: le imprese aspettano 5 miliardi

Il caro materiali è un problema che affligge imprese e committenti ormai da quasi 2 anni e il problema rischia di prendere una piega sempre peggiore, considerato l’aggravarsi della situazione internazionale. Ma le colpe non dipendono soltanto da circostanze imprevedibili e legate a un quadro economico di ampio respiro: come si legge in una nota ANCE, a mettere ancora più in difficoltà il settore delle costruzioni sono burocrazia e la lentezza nell’attuazione dei provvedimenti.

Caro materiali, l’allarme ANCE sull’erogazione dei fondi per la compensazione dei prezzi

Una situazione che, come si legge nel documento dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, sta facendo saltare il banco e mette fortemente a rischio i cantieri italiani, messi a dura prova da un aumento eccezionale dei prezzi dei principali materiali da costruzione. Perché se da una parte il Governo si è impegnato ad affrontare questa situazione, con l’adozione di alcune misure nel corso dell’ultimo anno, spesso esse sono rimaste sulla carta e hanno tempi di attuazione troppo lunghi rispetto all’emergenza. Il risultato? Le imprese di costruzioni sono state costrette ad anticipare di tasca propria le risorse per assicurare la regolare prosecuzione dei cantieri pubblici, e solo in casi rari hanno ricevuto il pagamento delle somme richieste.

Da qui il grido di allarme di ANCE: la situazione sta diventando ormai insostenibile finanziariamente ed economicamente per gli operatori che, ad oggi, non hanno nessuna certezza di vedere effettivamente ristorate un giorno le spese già sostenute anche più di un anno e mezzo fa.

I provvedimenti del Governo e l’attesa delle imprese

La cifra è davvero impressionante: secondo le stime dell’Associazione, le imprese di costruzioni aspettano almeno 5 miliardi per lavori realizzati negli ultimi mesi. Senza un rapido sblocco di queste somme sono a rischio tutti i circa 23.000 cantieri in atto in Italia per 162 miliardi di euro.

E, all’indomani dalle elezioni e dal momentaneo stallo delle attività del Governo e del Parlamento, il quadro delle risorse erogate finora dallo Stato è desolante. Questo il prospetto elaborato da ANCE al riguardo:

  • lavori realizzati nel 1° semestre 2021: il Governo è intervenuto a luglio 2021 con il D.L. n. 73/2021. Il decreto di rilevazione dell’aumento dei materiali è stato pubblicato il 23 novembre 2021 ma il Decreto di assegnazione dei fondi statali alle P.A. è stato pubblicato solo il 15 settembre 2022. Dopo più di 18 mesi, le imprese aspettano ancora il pagamento finale. Inoltre il meccanismo non ha funzionato: su 36mila stazioni appaltanti operative in Italia, hanno presentato domanda solo 450, l’1,2% del totale.
  • lavori realizzati nel 2° semestre 2021: il Governo è intervenuto a dicembre 2021 con la legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022). Il decreto di rilevazione dell’aumento dei materiali è stato pubblicato il 12 maggio 2022, ma il Decreto di assegnazione dei fondi statali alle P.A. non è stato ancora pubblicato. Dopo un anno le imprese aspettano ancora il pagamento finale. Anche in questo caso adesioni bassissime: su 36mila stazioni appaltanti operative in Italia, hanno presentato domanda solo 630 circa, l’1,8% del totale.
  • lavori realizzati nel 2022: le imprese aspettano ancora i pagamenti. Per i lavori realizzati tra gennaio e luglio, le stazioni appaltanti dovrebbero avere presentato domanda al MIMS entro fine agosto per accedere ai 1,9 miliardi stanziati. Secondo la tempistica prevista, i pagamenti alle imprese non arriveranno comunque prima di dicembre.

Il problema dei prezzari 

Ma non è finita qui, perché un’ulteriore preoccupazione viene dall’aggiornamento temporaneo dei prezzi: come ricorda ANCE, l’attuale prezzario sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022, ragion per cui a partire dal 1° gennaio si rischia quello che l’Associazione definisce come “un vero e proprio blackout dei cantieri”.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-compensazione-prezzi-imprese-aspettano-5-miliardi-29402

Costruire una casa o edificio sopra un terreno agricolo, boschivo o edificabile grazie al diritto di superficie

Come si può costruire su un terreno per diritto di superficie: cosa prevedono leggi in vigore, chi può esercitarlo e chiarimenti.

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Come costruire una casa o edificio sopra un terreno agricolo, boschivo o edificabile grazie al diritto di superfice?

Il diritto di superficie è tra i diritti previsti dalla nostra legge che permette ad un soggetto proprietario di un terreno di concedere a un altro soggetto la possibilità di costruire o realizzare un’opera, come una casa o un edificio, su quel suolo e chi costruisce una casa o un edificio su terreno agricolo, boschivo o edificabile diventa proprietario della costruzione ma non del terreno che resta, invece, di proprietà del proprietario originario. Dunque, chi costruisce diventa proprietario di casa o edificio ma non del terreno.
 

Come costruire una casa o edificio sopra un terreno agricolo, boschivo o edificabile grazie al diritto di superficie? Costruire una casa o un edificio su un terreno agricolo, boschivo o edificabile prevede regole e norme specifiche da rispettare, a partire dalla possibilità o meno di costruire su un terreno agricolo, considerando che non sempre un terreno agricolo è anche edificabile.

E i costi per costruire su un terreno possono arrivare ad essere anche molto elevati. C’è poi un’altra possibilità di costruire su un terreno agricolo, boschivo o edificabile ed è quella del diritto di superficie. Vediamo in cosa consiste e come funziona.

  • Diritto di superficie per costruire su terreno agricolo, boschivo edificabile come funziona
  • Diritto di superficie per costruire su terreni durata secondo leggi in vigore
  • Imu e diritto di superficie chi paga su costruzioni su terreni

Diritto di superficie per costruire su terreno agricolo, boschivo edificabile come funziona

Il diritto di superficie è tra i diritti previsti dalla nostra legge che permette ad un soggetto proprietario di un terreno di concedere a un altro soggetto la possibilità di costruire o realizzare un’opera, come una casa o un edificio, su quel suolo e chi costruisce una casa o un edificio su terreno agricolo, boschivo o edificabile diventa proprietario della costruzione ma non del terreno che resta, invece, di proprietà del proprietario originario.

Ciò significa che diventa di proprietà di costruisce la casa ma mai il terreno. Il diritto di superficie si costituisce mediante contratto di vendita o permuta, o con contratto di donazione a titolo gratuito, o tramite testamento o per sentenza. Precisiamo che se il diritto di superficie è a tempo determinato, alla scadenza il proprietario del terreno diviene automaticamente proprietario anche della casa o dell’edificio che vi è stato costruito.

Generalmente è possibile costruire su un terreno, agricolo, boschivo, edificabile grazie al diritto di superficie quando il rapporto di proprietà e costruzione sul terreno stesso riguarda Comune e privati. E’ di solito, infatti, sui terreni di proprietà del Comune che viene concesso l’esercizio del diritto di superficie e il Comune li concede a persone che abbiano un determinato limite reddituale, risultando poco abbienti.

Imu e diritto di superficie chi paga su costruzioni su terreni

Nei casi di case o edifici costruiti su terreni agricoli, boschivi o edificabili grazie al diritto di superficie, stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, spetta sempre al superficiario proprietario o assegnatario di unità immobiliari pagare l’Imu. Dunque, paga l’Imu sulla casa costruita il proprietario della casa stessa e non il proprietario del terreno.

Diritto di superficie per costruire su terreni durata secondo leggi in vigore

Secondo le leggi in vigore, il diritto di superficie ha una durata di 99 anni: viene, dunque, concessa da Comune o altri soggetti la possibilità di vivere nella casa costruita su terreno altrui per 99 anni, senza dover pagare nulla.

Dopo 99 anni, o il proprietario della casa compra anche il terreno e lo paga al Comune o lo stesso Comune ne chiede la restituzione. Precisiamo, infine, che il diritto di costruire su terreno agricolo, boschivo o edificabile altrui si estingue per prescrizione per effetto del non uso protratto per venti anni.

https://www.businessonline.it/articoli/costruire-una-casa-o-edificio-sopra-un-terreno-agricolo-boschivo-o-edificabile-grazie-al-diritto-di-superficie.html

SUPERBONUS

Il Superbonus è l’agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1 luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Tra gli interventi agevolati rientra anche l’installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

L’agevolazione si affianca alle detrazioni, già in vigore da molti anni, spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus) e per quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (sismabonus), attualmente disciplinate, rispettivamente, dagli articoli 14 e 16 del decreto legge n. 63/2013.

La legge di bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse.

In particolare, il Superbonus spetta:

  1. fino al 31 dicembre 2025, nelle seguenti misure
  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

per i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

Sono compresi gli interventi effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio, nonché quelli effettuati su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione.

La detrazione va ripartita in quattro quote annuali di pari importo.

Stessa data di scadenza anche per gli interventi effettuati dalle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri.

  1. fino al 31 dicembre 2022 (con detrazione al 110%), per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo
  2. fino al 31 dicembre 2023 (con detrazione al 110%), per gli interventi effettuati dagli Iacp (ed enti con le stesse finalità sociali) su immobili, di proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica, a condizione che al 30 giugno 2023 siano stati eseguiti lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Stessa scadenza anche per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi su immobili assegnati in godimento ai propri soci.

In alternativa alla detrazione, si può beneficiare del Superbonus mediante una delle modalità previste dall’articolo 121 del decreto legge n. 34/2020. In pratica, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Tale scelta dovrà essere comunicata all’Agenzia delle entrate, utilizzando il modello allegato al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 febbraio 2022.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/superbonus-110%25

Cantieri, nuovi rincari del 35%. Dall’energia altro colpo al Pnrr

La seconda ondata rende superato l’aggiornamento dei prezzari già fatta nel 2022. Bollette decuplicate ma l’effetto più grave è sulla produzione di acciaio, calcestruzzo, Pvc e bitume.

Arriva un nuovo durissimo colpo per il Pnrr e più in generale per i cantieri di opere pubbliche. Una nuova onda di rincari che stavolta rischia davvero di far tracollare il Recovery Plan. Ance ha quantificato il «maggior costo stimabile» dei rincari energetici in corso «in circa il 35% rispetto a quanto previsto, solo pochi mesi fa, sulla base dei prezzari più aggiornati».

Dopo l’ondata di aumenti dei materiali per l’edilizia che aveva provocato la tempestiva risposta del governo – con lo stanziamento di 10 miliardi per far fronte alle compensazioni – e delle stazioni appaltanti – con l’aggiornamento dei prezzari e dei quadri delle opere – ora arriva sui cantieri in corso e sui progetti pronti per le gare il nuovo tsunami dalla crisi energetica.

Una seconda crisi più insidiosa della precedente

L’Associazione nazionale dei costruttori è la prima a quantificare la stima di questo impatto. La crisi di governo, la necessità di riaggiornare nuovamente i prezzari e i quadri economici delle opere, la difficoltà a definire un punto di arrivo degli aumenti energetici rendono questa seconda crisi dei costi ben più insidiosa di quella precedente. Anche perché si innesta su un quadro che ha visto avviate le soluzioni ma non ancora risolti i problemi della prima crisi.

Le compensazioni si trasferiscono con difficoltà alle imprese

Le compensazioni decise stanno incontrando non poche difficoltà a tradursi in trasferimenti alle imprese: per i cantieri degli enti locali in corso le richieste di compensazioni andavano mandate entro il 31 agosto, ma non si ha nessuna notizia sul fatto che sia stato fatto massicciamente. Il Dpcm che definisce la procedura per compensare i costi delle nuove opere non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale: la presentazione delle istanze, che nelle prime bozze doveva essere fatta entro il 31 agosto, ora slitta al 5-6 ottobre (se la pubblicazione sarà fra venerdì 2 settembre e sabato 3).

Stato di incertezza

Il tutto contribuisce a creare uno stato di difficoltà e incertezza che si sta pesantemente riflettendo sulle imprese che già cumulano – nella gestione dei cantieri – i vecchi aumenti con i rincari energetici. A differenza della prima ondata, per altro, oggi l’impatto non è tanto sui cantieri da avviare ma sui cantieri in corso (con un fronte gestionale complesso, dalle possibile sospensione lavori alla decisioni dei Rup alle possibili penalità).

La stima dei costruttori

Ma vediamo come il servizio studi dell’Ance arriva alla stima del 35% di maggiorazione dei costi per effetto dei rincari energetici. La stima tiene conto di due impatti: quello diretto dei maggiori costi energetici sui cantieri e quello dei maggiori costi energetici sulla produzione dei materiali con conseguente maggior costo dei materiali impiegati.

Sul primo versante – l’incidenza diretta del costo dell’energia sulle lavorazioni edili – l’Ance rileva che «negli ultimi mesi la componente energetica della bolletta risulta aumentata, rispetto alla media 2020, di oltre dieci volte (+1.230%)». L’associazione osserva anche che l’incidenza del costo energetico oscilla molto da lavorazione a lavorazione, con minimi dell’1% e massimi del 10% e una media stimata intorno al 3%.

Ma l’impatto più forte arriva dalle conseguenze che gli incrementi energetici stanno avendo sul prezzo dei prodotti impiegati. Le rilevazioni Ance-Prometeia evidenziano che «negli ultimi sette mesi, l’acciaio impiegato nel calcestruzzo è aumentato del 55%, il PVC del 43% e il bitume del 49 per cento». Ma il quadro che l’associazione paventa – ricordando quanto successo con il rincaro dei materiali – è un nuovo «shock dal lato dell’offerta» determinato «dall’interruzione delle filiere produttive», come già accaduto al termine del 2020. In questo caso il problema non sarebbe più solo di rincari ma diventerebbe di difficile reperibilità dei materiali sul mercato.

«L’insieme dei due effetti, quello della componente energetica diretta e quello dei prodotti utilizzati, determina – conclude il rapporto Ance – un maggior costo stimabile in circa il 35% rispetto a previsto, solo pochi mesi fa, sulla base dei prezzari più aggiornati. Rispetto a tali ulteriori aumenti, gli appaltatori si trovano in gravi difficoltà finanziarie».

https://www.ilsole24ore.com/art/cantieri-nuovi-rincari-35percento-dall-energia-altro-colpo-pnrr-AEq0X0wB

Bonus acquisto casa under 36: guida alla agevolazione

Bonus acquisto prima casa under 36: tutte le regole sulla agevolazione prorogata al 31.12.2022. Un depliant delle entrate con il riepilogo delle regole.

L’agenzia delle Entrate ha pubblicato in data 25 luglio un depliant sul bonus acquisto casa under 36 con il riepilogo di tutte le regole della agevolazione per sostenere l’autonomia abitativa giovanile.

Nel pdf scaricabile qui viene specificato:

  • chi ha diritto al bonus acquisto casa under 36
  • in cosa consiste l’agevolazione 
  • per quali immobili spetta

Prima di approfondire ricordiamo che in data 4 febbraio 2022 le Entrate con la Circolare n 3 avevano fornito chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 trattando anche la proroga dal 30 giugno al 31 dicembre 2022 prevista per il bonus casa under 36.

Attenzione al fatto che la normativa non ha modificato né i requisiti soggettivi per accedere al beneficio, né il regime di esenzione da applicare. 

Resta fermo che per l’applicazione del beneficio di cui trattasi devono sussistere anche le condizioni previste per l’acquisto della “prima casa”, indicate dalla Nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata al TUR, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.  Inoltre tutti i requisiti del bonus e relativi chiarimenti specificati dalle Entrate sono stati forniti nella Circolare la n 12/E 

Bonus acquisto prima casa under 36: i beneficiari

Possono beneficiare del bonus prima casa:

  • i giovani con meno di 36 anni 
  • con un Isee non superiore 40mila euro 
  • che acquistano un’abitazione dal 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022. 

Attenzione va prestata al fatto che il documento di prassi chiarisce che il nuovo bonus si applica anche 

  • alle pertinenze dell’immobile agevolato, come il box ad esempio, 
  • e che le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono azzerate anche per gli atti soggetti a Iva.

Bonus acquisto prima casa under 36: i vantaggi per gli acquirenti

L’agevolazione prevede diversi vantaggi, che si estendono anche all’acquisto delle pertinenze dell’abitazione principale. 

Ecco l’elenco delle agevolazioni:

  • per gli acquisti non soggetti a IVA è prevista l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale 
  • in caso di acquisto soggetto a Iva, è riconosciuto anche un credito d’imposta pari all’imposta pagata per l’acquisto, che potrà essere utilizzato a sottrazione delle imposte dovute su atti, denunce e dichiarazioni dei redditi successivi alla data di acquisto o usato in compensazione tramite F24. 

Agevolazioni anche per i finanziamenti collegati all’acquisto, alla costruzione e alla ristrutturazione dell’immobile: 

  • con il bonus prima casa under 36, infatti, non è dovuta l’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative. 

Per godere dell’esenzione il beneficiario dovrà dichiarare la sussistenza dei requisiti nel contratto o in un documento allegato.

Il bonus “Prima casa under 36”, che vale per gli atti stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022, prevede inoltre l’esenzione dall’imposta sostitutiva per i mutui erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili a uso abitativo.

Bonus acquisto prima casa under 36: quando si perde l’agevolazione

Chi richiede le agevolazioni “under 36” senza avere i requisiti specifici (per esempio, valore ISEE superiore a quello richiesto), ma ha comunque diritto alle agevolazioni “prima casa”:

  • per gli atti soggetti a imposta di registro, subisce il recupero di tale imposta (nella misura del 2%) e delle imposte ipotecaria e catastale (nella misura fissa di 50 euro ciascuna)
  • per gli acquisti soggetti a Iva, oltre a dover pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale, deve restituire il credito d’imposta usufruito, se lo ha già utilizzato (con applicazione di sanzioni e interessi). Rimane dovuta l’Iva con aliquota del 4%.

In caso, invece, di decadenza dalle agevolazioni “prima casa” per: 

  • dichiarazione mendace sulla sussistenza dei requisiti, resa nell’atto di acquisto
  • mancato trasferimento della residenza nei termini previsti 
  • vendita entro cinque anni, non seguita dal riacquisto entro l’anno 
  • mancata alienazione della precedente “prima casa” entro l’anno dall’acquisto della nuova

l’imposta di registro viene recuperata nella misura del 9% e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna. Sono applicate, inoltre, sanzioni e interessi. Anche il credito d’imposta, infine, viene meno (con il recupero dello stesso e l’applicazione di sanzioni e interessi).

Bonus acquisto prima casa under 36: l’immobile all’asta

Possono accedere al bonus gli immobili acquistati tramite asta giudiziaria

La circolare chiarisce però che i contratti preliminari di compravendita non possono godere delle nuove agevolazioni in quanto la norma fa riferimento ai soli atti traslativi o costitutivi a titolo oneroso. 

Resta fermo che, in presenza delle condizioni di legge, successivamente alla stipula del contratto definitivo di compravendita, è possibile presentare formale istanza di rimborso per il recupero dell’imposta proporzionale versata per acconti e caparra in forza dell’articolo 77 del TUR. 

https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/31328-bonus-acquisto-casa-under-36-guida-alla-agevolazione.html

Bonus Prima Casa: ecco la nuova Guida del Fisco

Il flyer chiarisce a chi spetta il Bonus Prima Casa introdotto dal decreto “Sostegni-bis”, quali acquisti copre, quando l’agevolazione decade e molto altro.

Parliamo spesso del Bonus Prima Casa, in particolare delle nuove opportunità riservate agli under 36. Oggi vi presentiamo un documento che chiarisce ogni dubbio.

Si tratta della brochure “Prima casa under 36”. Riassumiamo qui i punti salienti

L’identikit degli under 36

Il flyer chiarisce subito a chi spettano le agevolazioni introdotte dal decreto “Sostegni-bis” (decreto legge n. 73/2021) e prorogate fino a fine anno dalla legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 151). Ne hanno diritto coloro che acquistano la prima casa tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022, non hanno ancora compiuto i 36 anni di età, per tutto il 2022, e hanno un indicatore Isee (Indicatore della situazione Economica Equivalente) non superiore a 40mila euro annui.

Per ottenere le agevolazioni “under 36”, bisogna rispettare i requisiti “prima casa” ossia:
    • avere o stabilire la propria residenza, entro 18 mesi dall’acquisto, nel Comune in cui si trova l’immobile
    • non essere titolari, nemmeno in comunione con il coniuge, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare
    • non essere titolari, neppure per quote o in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle stesse agevolazioni “prima casa”. In caso contrario, vendere l’immobile posseduto entro un anno dalla data del nuovo acquisto.

Agevolazioni per tutti gli acquisti

Nel caso di compravendite non soggette a Iva (per esempio, tra privati), le agevolazioni consentono di ottenere l’esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Se, invece, si tratta di acquisti soggetti a Iva (per esempio, da un’impresa costruttrice), oltre all’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, viene riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari all’Iva corrisposta al venditore. Il flyer precisa che il credito può essere speso per:
    • pagare le imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito
    • pagare le imposte sui redditi delle persone fisiche (Irpef) dovute in base alla dichiarazione da presentare dopo la data dell’acquisto
    • compensare somme dovute tramite modello F24, nel quale va indicato il codice tributo “6928”.

Inoltre viene cancellata l’imposta sostitutiva per i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili a uso abitativo. Infine, l’acquisto della prima casa “under 36” è esente dall’imposta di bollo, come per gli altri atti di acquisto assoggettati all’imposta proporzionale.

Benefit anche per le pertinenze

La legge concede le agevolazioni per l’acquisto di abitazioni in categoria civile (A/2), economico (A/3), popolare (A/4), ultra popolare (A/5), rurale (A/6), in villini (A/7) e per abitazioni e alloggi tipici dei luoghi (A/11). Non sono ammesse agevolazioni, invece, per l’acquisto di abitazioni di tipo signorile (A1), in ville (A/8) castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico (A/9).

I benefici si estendono anche per l’acquisto dei locali destinati a servizio dell’abitazione principale come magazzini (C/2), rimesse e autorimesse (C/6), tettoie (C/7), limitatamente a un locale per ciascuna categoria catastale e destinato a servizio della casa di abitazione.

Quando decadono le agevolazioni “under 36”

Se sussistono le condizioni per l’applicazione delle agevolazioni “prima casa”, ma non quelle per gli “under 36” (per esempio, il valore Isee o il periodo temporale di validità delle agevolazioni):
    • per gli atti soggetti a imposta di registro viene recuperata questa imposta (nella misura del 2%) e le imposte ipotecaria e catastale sono applicate nella misura fissa di 50 euro ciascuna
    • per gli acquisti soggetti a Iva, oltre a dover pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale, viene meno il credito d’imposta con il conseguente recupero dello stesso, oltre all’applicazione di sanzioni e interessi, se già utilizzato. E’ dovuta l’Iva con l’aliquota del 4 per cento.

Se, invece, decadono i benefici “prima casa” per:
    • una dichiarazione falsa, resa nell’atto di acquisto, circa la sussistenza dei requisiti
    • il mancato trasferimento della residenza nei termini previsti
    • la vendita entro 5 anni, senza il riacquisto di una prima casa entro l’anno
    • la mancata vendita della precedente “prima casa” entro l’anno dall’acquisto della nuova
l’imposta di registro è recuperata nella misura del 9%, le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna, oltre all’applicazione di interessi e sanzioni. Inoltre viene meno il credito d’imposta, con il recupero dello stesso e l’applicazione di sanzioni e interessi.

https://www.lignius.it/notizie-e-mercato/articolo/bonus-prima-casa-ecco-la-nuova-guida-del-fisco-2503/

Come cambiare il mutuo casa con cinque semplici consigli

Sostituire, rinegoziare o surrogare il mutuo permette di ridefinire alcune condizioni del finanziamento per la casa, come il tasso di interesse, gli intestatari, l’ammontare della rata. Se stai pensando di farlo, ecco cinque semplici consigli per ottenere il meglio dal tuo nuovo mutuo.

Considerare i costi del cambio mutuo

La sostituzione, la rinegoziazione e la surroga del mutuo in Italia sono operazioni completamente gratuite. Occorre però calcolare quali possono essere le eventuali spese aggiuntive collegate al cambiamento di mutuo, che possono manifestarsi sotto forma di polizze o di altri oneri collegati.

Estinguere il mutuo: meglio all’inizio

Se si ha la possibilità di estinguere il mutuo anticipatamente, meglio farlo all’inizio del periodo di ammortamento (ad esempio prima della metà del tempo totale che dobbiamo pagare il mutuo). In questo modo otterremo maggiore redditività perché, con il sistema francese, a parità di rata si pagano più interessi all’inizio del periodo. Di conseguenza, se si estingue il mutuo all’inizio, si risparmia più denaro che se lo si fa alla fine.

Approfittare dei tassi di interesse ancora bassi

Sicuramente i tassi di interesse sui mutui sono in risalita, ma sono ancora molto convenienti. Se devi sostituire un mutuo, meglio non aspettare. Cambiare mutuo significa anche poter cambiare tipologia di tassi, passando ad esempio da un variabike a un fisso, che ti consente di non avere problemi se in futuro i tassi di interesse dovessero alzarsi ulteriormente, o da un fisso ad un variabile, se vuoi risparmiare sulla rata nel medio termine, essendo i tassi di interesse variabili al momento pià convenienti dei fissi sulle brevi durate.

Estendere il periodo di ammortamento

Se stai pensando di cambiare mutuo perché non riesci a pagare le rate, potrebbe valere la pena richiedere una diminuzione della rata in cambio di un aumento del periodo di ammortamento. Potrebbe essere una scelta migliore rispetto a dover estinguere il mutuo per accendere un finanziamento ex-novo, cosa che non tutti hanno la possibilità di fare, e che potrebbe implicare un aumento dei tassi di interesse.

Valuta la scelta tra sostituzione, surroga e rinegoziazione

Per scegliere se rinegoziare, sostituire o surrogare il mutuo, occorre conoscere le differenze tra le tre procedure:

Rinegoziare il mutuo

Rinegoziare il mutuo significa cambiare le condizioni del proprio mutuo senza cambiare banca. E’ la procedura più semplice se si vuole cambiare, ad esempio, la tipologia di tasso da variabile a fisso, l’ammontare delle rate o la loro ripartizione. Per farlo basta contattare la banca con cui abbiamo contratto il nostro mutuo e proporre l’operazione.

Surrogare il mutuo

La surroga del mutuo è  il secondo modo per cambiare un mutuo da variabile a fisso, insieme ad altre condizioni, compresa la banca con cui stipuliamo il contratto. Per surrogare il mutuo, il nostro mutuo viene portato in un altro istituto di credito, con la possibilità di riscriverne completamente le condizioni. E’ così possibile ottenere le condizioni, magari più concorrenziali, di un’altra banca pur mantenendo l’importo del mutuo, e il suo sottostante, costante. In questo caso la nuova banca estingue il mutuo presso la vecchia banca e prende in carico il contratto, senza oneri per il cliente.

Sostituire il mutuo

Per sostituire il mutuo, aprendone un altro a tassi diversi e condizioni modificate, occorre prima estinguere quello vecchio e poi chiedere l’erogazione di un finanziamento totalmente nuovo. Con questa opzione riscriviamo completamente i contratto e possiamo chiedere nuovi tassi, nuova durata, nuovi importi.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2022/08/23/160441-come-cambiare-il-mutuo-casa-con-cinque-semplici-consigli

Mercato delle case in Italia, Milano in testa al settore

I dati di Coldwell Banker sul residenziale italiano

Il mercato immobiliare residenziale italiano conferma il proprio stato di buona salute, soprattutto a Milano. Secondo i dati che emergono da un report interno di Coldwell Banker, da gennaio a giugno 2022 le transazioni sul mercato di Milano sono cresciute del 31%. 

Il mercato immobiliare residenziale a Milano

Il prezzo medio di compravendita immobiliare a Milano, secondo Coldwell Banker, si attesta a 467.869 euro, superiore del 39% rispetto alla media dei prezzi del residenziale. In merito alla tipologia di immobili, la richiesta riguarda per il 45% bilocali, mentre per il 33% trilocali.

I numeri non smentiscono il trend che riconferma il capoluogo meneghino come la piazza più vivace d’Italia, con un 24,2% di compravendite in più rispetto al 2020 (Rapporto Nomisma 2022), e un rimbalzo post pandemia che nel 2021 ha segnato un nuovo record di transazioni residenziali a 26.500 (+20,4%) a Milano e di 35.400 (+3,8%) nella Città metropolitana (dati Scenari Immobiliari).

Il mercato immobiliare residenziale a in Italia

Per quanto riguarda il mercato delle case nel resto d’Italia, a Roma, la capitale si conferma stabile rispetto al 2021, mentre Torino traina il nord con una crescita delle transazioni di oltre il 44% e un prezzo medio di 192.995 (+41% rispetto alla media del residenziale della città sabauda). La tipologia di immobile ricercati va dal trilocale (30%) al bilocale (26%), al quadrilocale (22%).

Il mercato delle case vacanza

Rispetto ai luoghi di vacanza, riviera romagnola, con Rimini e Riccione in testa, e Salento, con Lecce, Ostuni e Brindisi, sono le località che hanno visto maggior incremento nelle transazioni, rispettivamente di un +41,7% e di un +10,2% nei primi 6 mesi del 2022. Forte dei Marmi dal canto suo si conferma la più cara, con un prezzo di vendita medio che supera il milione e cento.

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2022/08/22/160434-mercato-delle-case-in-italia-milano-in-testa-al-settore

Superbonus 110 cessione del credito: come funziona e le ultime novità

La cessione del credito del superbonus 110 nel 2022 sperimenta un cambiamento importante con la conversione in legge del decreto semplificazioni (già pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Ma vediamo come funziona la cessione del credito (o lo sconto in fattura a privati, banche o poste).

Come funziona la cessione del credito del 110%?

La normativa del superbonus 110 prevede la possibilità di optare oltre che per la detrazione del 110% delle spese sostenute per il supebonus nella dichiarazione dei redditi, anche per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Lo sconto in fattura i fornitori fanno uno sconto in fattura sul correspettivo da pagare recuperando poi la somma in un secondo momento. Con la cessione del credito si trasferisce la detrazione fiscale a un altro sottetto. In pratica si tratta di un accordo grazie al quale il creditore trasferisce il proprio diritto di credito a un terzo soggetto, che a sua volta lo riscuoterà dal debitore. Per quanto riguarda i lavori di riqualificazione energetica o ristrutturazione nei confronti delle case ad essere ceduto è il credito d’imposta. Si tratta di un credito verso lo Stato con cui si possono compensare i debiti e ridurre le imposte dovute.

Chi accetta la cessione del credito 110?

Con la differente normativa del superbonus 110 si è passati da una cessione presocché illimitata al decreto Sostegni ter che ha vietato le cessioni multiple, fino al decreto Aiuti che ha introdotto la possibilità di una cessione libera ma solo per le banche verso i propri correntisti dotati di partita IVA. 

Le ultime novità riguardano prima il decreto aiuti che introduce per le banche la possibilità di cedere il credito a qualsiasi correntista che non rientri nella categoria di “utente o consumatore”. Con l’entrata in vigore del decreto semplificazioni, già convertito in legge, questa novità vale anche per i crediti ceduti la cui comunicazione è stata fatta prima del 1º maggio 2022.

Come funziona in pratica la cessione del credito?

Per effettuare la cessione del credito in primis bisogna contattare un professionista che si dovrà occupare di redigere la documentazione e preparare le asseverazioni tecniche. Inoltre bisognerà richiedere un visto di conformità ad un intermediario. 

Per gli interventi di valore inferiore a 10.000 euro, effettuati su singoli immobili o condomini, ad esclusione del bonus facciate, non viene richiesto né il visto di conformità sulla documentazione né l’asseverazione del tecnico. Allo stesso modo non è necessario per le opere classificate come “edilizia libera” dalla normativa edilizia di riferimento.

Il secondo passo è quello di scegliere il soggetto a cui cedere il credito d’imposta, che a partire dalla seconda sessione in poi deve riguardare solo banche o intermediari qualificati.

Il terzo passo riguarda l’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione deve essere invita entro il 16 marzo dell’anno successivo in cui sono state introdotte le spese di ristrutturazione.  Per quanto riguarda l’anno 2022 le scadenze sono le seguenti:

  • Per i privati: comunicazioni da inviare entro il 29 aprile
  • Per i titolari di partita iva e soggetti Ires comunicazioni da inviare fino al 15 ottobre 2022

A partire dal 1° maggio l’Agenzia delle Entrate attribuisce un codice univoco al credito d’imposta ceduto in sede di prima comunicazione della cessione e non sono ammessi cessioni parziali.

Perché non conviene il bonus 110?

Nonostante l’apertura del decreto semplificazioni e del decreto Aiuti bis, il bonus 110 non appare così conveniente per questioni legate alla responsabilità solidale del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e del cessionario.

L’art. 121, comma 6 del Decreto Rilancio, in presenza di concorso nella violazione resta ferma anche la responsabilità in solido:

  • del fornitore che ha applicato lo sconto;
  • dei cessionari per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante e dei relativi interessi.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2022/08/22/160436-superbonus-110-cessione-del-credito-come-funziona-e-le-ultime-novita

Superbonus 110%, le novità del dl Aiuti: proroga e cessione del credito

Dl Aiuti, dopo l’approvazione con fiducia in Senato della legge di conversione, diventano definitive la proroga del superbonus e la cessione del credito

Dopo l’approvazione con fiducia in Senato della legge di conversione del decreto Aiuti, diventano definitive le novità per l’edilizia, contenute entrambe nell’articolo 14, che riguardano in particolare la cessione del credito dei bonus edilizi e la proroga del superbonus per le villette, ma non solo. Le nuove misure entreranno in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (entro sabato)

Superbonus 110%, le novità del dl Aiuti: proroga e cessione del credito

Superbonus, proroga di tre mesi per le villette

È stato prorogato di tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre 2022, il termine previsto per realizzare il 30 per cento dei lavori effettuati sulle unità immobiliari dalle persone fisiche, soglia necessaria per avvalersi nel 2022 dell’applicazione del superbonus 110%.

La norma precisa che il conteggio del 30 per cento va riferito all’intervento nel suo complesso, comprensivo anche dei lavori non agevolati al 110%.  Quindi, i lavori necessari per la realizzazione dell’intervento complessivo non devono essere separatamente computati nel conteggio del 30 per cento, ma deve essere valutata la generalità dei lavori in corso, comprendendo anche gli interventi diversi da quelli rientranti nel superbonus.

Superbonus, su quali edifici viene ammessa la proroga

I lavori devono essere realizzati sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari dentro edifici plurifamiliari a condizione che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno (villette o case unifamiliari).

Superbonus, novità per la cessione del credito

La norma interviene anche sulla disciplina della cessione del credito, stabilendo che alle banche, ovvero alle società appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all’albo tenuto dalla Banca d’Italia, è sempre consentita la cessione a favore dei clienti professionali privati.

Per le banche è possibile cedere il credito a tutti i soggetti loro clienti quindi a società, professionisti e partite Iva (con la sola eccezione dei consumatori).

Il limite delle cessioni rimane fissato a 4, con la novità che la quarta potrà essere effettuata dalle banche a qualsiasi partita Iva diversa dal consumatore finale, quindi a chiunque eserciti attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. La norma ha effetto retroattivo, con l’obiettivo di sbloccare i vecchi crediti rimasti incagliati e liberare capienza fiscale presso le banche.

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Superbonus 110 ultime notizie cessione del credito: la risoluzione che potrebbe sbloccare il settore

Superbonus 110, ultime notizie cessione credito

22 giugno 2022, 10:32

Le ultime notizie sulla cessione del credito del superbonus 110 rassicurano i contribuenti. La Commissione Industria Commercio Turismo del Senato ha approvato un’importante risoluzione che potrebbe sbloccare il bonus 110 impantanato nei fanghi della burocrazia, tra i soldi finiti e gli annunci delle banche di voler bloccare l’acquisto dei crediti.

Superbonus 110, ultime notizie sulle banche

La recente normativa che ha posto un limite alla cessione del credito delle banche ha impantanato un meccanismo, destinato a dare nuova vita al settore delle costruzione. Secondo un’indagine della CNA (Centro Studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, ad oggi esiste una mole di cessioni in attesa di accettazione da parte dei cessionari superiore a 5 miliardi di euro.

Questo perché molti soggetti ai quali le imprese si rivolgevano per la cessione de credito, banche o poste italiane SPA, hanno bloccato l’accettazione di nuove domande.

Le ultime notizie di oggi

Un aiuto al comparto potrebbe quindi arrivare dalla risoluzione approvata il 21 giugno 2022 in Senato. La risoluzione impegna il governo a:

  • ad adottare, in tempi estremamente celeri, ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, volta a garantire le più ampie possibilità per le imprese del settore di operare nell’ambito degli interventi previsti dal Superbonus 110 per cento, in particolare rendendo funzionale e pienamente utilizzabile il meccanismo della cessione del credito, consentendo così lo sblocco dei crediti d’imposta presenti nei cassetti fiscali delle medesime imprese
  • ad ampliare la platea dei cessionari, prevedendo, tra l’altro, la possibilità per le banche e le società appartenenti a un gruppo bancario di cedere i crediti d’imposta derivanti ai propri correntisti corporate rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese, di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico del 18 aprile 2005, e anche valutando l’opportunità di coinvolgere Poste Italiane S.p.A. e Cassa depositi e prestiti.

La partita, quindi, è o sembrerebbe di nuovo aperta.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2022/06/22/159619-superbonus-110-ultime-notizie-cessione-del-credito

Superbonus 110, proroga nel DEF della scadenza del 30 giugno 2022

Per il superbonus 110 arriva la tanto attesa proroga della scadenza del 30 giugno 2022 per case unifamiliari e villette. Nella risoluzione al DEF, approvata dal Parlamento, il governo si impegna a prorogare i termini per il raggiungimento del 30% dei lavori per il bonus 110.

Con 221 voti favorevoli, 40 contrari e 1 astenuto anche il Senato ha approvato la risoluzione che approva la relazione del governo al Parlamento sul DEF. La risoluzione aggiorna gli obiettivi di finanza pubblica e il relativo piano di rientro del saldo strutturale. 

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamiliari?

Tra le novità della risoluzione al DEF c’è la proroga della scadenza del 30 giugno 2022 per il 30% dei lavori per case unifamiliari e villette. Nella risoluzione il governo si impegna infatti a “prorogare il termine attualmente previsto” che obbliga i proprietari di case singole, unifamiliari e villette, a concludere il 30% dei lavori entro il 30 giugno di quest’anno. Ma non solo, nel testo si specifica che “la percentuale del 30% si riferisce all’intervento complessivo e non ai singoli lavori oggetto dell’intervento”.

La risoluzione al DEF, inoltre, introduce anche la richiesta di una maggiore flessibilità per la cessione dei crediti edilizi, consentendola a istituti diversi da banche e assicurazioni.

Quando scade il 110 per cento?

La legge di bilancio 2022 ha introdotto numerose scadenze diverse a seconda della tipologia di immobile oggetto di lavori di riqualificazione energetica. Nello specifico:

  • condomini ed edifici composti da due a quattro unità immobiliari: proroga al 31 dicembre 2022 del superbonus 110. La percentuale decrece a partire dal 2024 (70%), ee 65% nel 2025
  • immobili di proprietà delle cooperative ed ex IACP: 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% dei lavori

Come sarà il bonus 110 nel 2022?

Nel 2022 il bonus 110 ha subito non poche modifiche. Le principali riguardano la cessione del credito, prima illimitata, poi limitata a una sola volta, poi a tre volte e adesso aperta anche a una quarta cessione del credito. Ma le novità sono molte, come puoi vedere in questa guida di idealista/news.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2022/04/21/158702-superbonus-110-proroga-nel-def-della-scadenza-del-30-giugno-2022#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20220422%5D-20220422-%5Bm-01-titular-node_158702%5D-3809719502@3-%5B20220422140236%5D

Come funziona la cessione del credito del superbonus 110 nel 2022

Le ultime normative sul superbonus 110, in primis il decreto sostegni ter, hanno cambiato le regole del gioco per la cessione del credito per il 2022 e lo sconto in fattura. Non solo per il bonus 110, ma anche per il resto dei bonus edilizi. Vediamo come funziona adesso la cessione del credito, sia alle banche che alla posta, grazie alle tante novità.

Cessione del credito nel Decreto Sostegni ter

Il Decreto Sostegni ter è stato approvato in maniera definitiva dal Parlamento ed è diventato legge dello Stato. Una delle più importanti novità del testo riguarda proprio la cessione del credito che viene completamente modificata. 

Come funziona

In particolare vengono introdotte le seguenti novità per la cessione del credito del superbonus 110 nel 2022

Stop della cessione del credito indefinita: Il superbonus 110 e gli altri bonus edilizi possono essere ceduti un massimo di tre volte, essendo la prima volta aperta a tutti i soggetti e le due successive solo a banche, intermediari finanziari e società appartententi a un gruppo bancario vigilati, o a imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

Viene introdotta però una fase transitoria che riguarda i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati oggetto in precedenza di una cessione del credito o di uno sconto in fattura, per i quali è ammessa un’ulteriore cessione ad altri soggetti.

Stop alla cessione del credito parziale: i crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura o la cessione del credito non possono formare oggetto di cessioni parziali dopo la prima la prima comunzione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate (questo vale per le comunicazioni a partire dal 1º maggio 2022)

Nullità dei contratti di cessione: il decreto Sostegni ter prevede che in violazione delle precedenti disposizioni sia prevista la nullità dei contratti di cessione.

Sanzioni: vengono inasprite le sanzioni in caso di frode, sia per chi ne usufruisce sia per i tenici asseveratori. In particolare viene stabilita una reclusione da due a cinque anni e la multa da 50.000 euro a 100.000 euro per il tecnico abilitato che dichiara informazioni false o omette informazioni rilevanti. Se il fatto è compiuto per ottenere profitti per sé o per gli altri la pena è aumentata.

Assicurazione professionale: confermate le modifiche al decreto rilancio per le quali il tecnico asseveratore deve dotarsi di un’assicurazione professionale, che può essere di tre tipi:

  1. una single projet per il singolo intervento
  2. la normale RC professionale purché abbia determinate caratteristiche
  3. una polizza specifica per le attività di attestazione e asseverazione.

Bollino blu anti truffa

Il decreto Anti frodi ha inoltre reso operativo, siempre per le cessioni comunicate all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1º maggio 2022, il cosidetto “bollino blu” , un codice identificativo attribuito ai crediti d’imposta che dovrà essere indicato per le ulteriori cessioni del credito

Superbonus 110, Cessione del credito o sconto in fattura

Le disposizioni per la cessione del credito del superbonus 110 sono valide anche per lo sconto in fattura. Ricordiamo che lo sconto in fattura si traduce in un vero e proprio sconto Lo sconto in fattura consiste in un vero e proprio sconto ad opera della ditta che effettua i lavori fino a un importo non superiore al costo stesso dei lavori. 

Poste Italiane

Dopo le novità del Sostegni ter è stata riaperta la piattaforma per la cessione del credito di Poste Italiane, ma con ulteri maggiori condizioni richieste.

Banche

Le banche, insieme alle assicurazioni e ai istituti intermediari sono gli unici soggetti a cui sarà possibile continuare a cedere il credito. Ma c’è chi denuncia un possibile collasso del meccanismo, dato che il plafond a disposizione delle banche non è illimitato.

https://www.idealista.it/news/finanza/economia/2022/03/29/158367-superbonus-110-cessione-del-credito-2022#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20220401%5D-20220401-%5Bm-01-titular-node_158367%5D-3809719502@3-%5B20220401122405%5D

A Milano le case nuove sfiorano, in media, i 6mila euro al metro quadro

Aumenti del +13,2% in due anni, più “contenuti” nell’ultimo semestre (+1,1% in sei mesi) Ma gli operatori si dicono preoccupati: rallentamento delle trattative, cresce l’incertezza per la finanziabilità delle operazioni, influsso della situazione internazionale, lievitazione dei costi di materie prime ed energia.

In media valgono 5.898 euro al mq gli immobili nuovi a Milano nel II semestre 2021, pari a una crescita dell’1,1% rispetto a 5.836 euro al mq del primo. Era di 5.210 il dato pre-Covid a fine 2019, con una crescita del 13,2% del prezzo medio del nuovo in soli due anni. È stata una crescita impetuosa quella degli immobili di nuova costruzione a Milano, anche nel periodo di maggiori restrizioni. In città, l’offerta di immobili resta ancora molto al di sotto della domanda. Ora resta da capire se la città reggerà anche l’incertezza delle tensioni internazionali che già hanno prodotto un’impennata dei prezzi delle materie prime e dell’energia e le difficoltà di approvvigionamento (dal ferro al legno all’argilla, che partiva, quest’ultima, soprattutto, dal porto di Mariupol).

Sono questi i dati di sintesi che emergono dalla “Rilevazione dei prezzi degli Immobili della Città Metropolitana di Milano” sul II semestre 2021, realizzata dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, attraverso una Commissione di rilevazione composta dalle principali Associazioni di Categoria ed Ordini Professionali del settore: Fimaa Milano Lodi Monza e Brianza (Confcommercio Milano), Assimpredil Ance, Fiaip Milano, Anama Milano (Confesercenti) ed Isivi (Valutatori Immobiliari).

Guerra, dall’acciaio alla farina di soia, tutte le materie prime investite dalla crisi

La Russia è in prima linea nella fabbricazione e nella estrazione di molti beni che sono necessari alle imprese. Ecco la mappa

Acciaio: viene usato nell’edilizia, nelle infrastrutture, nell’industria ferroviaria, nelle auto, nella costruzione delle piattaforme e trivelle, nella realizzazione degli impianti di estrazione, nelle tubazioni per l’industria chimica e petrolifera, nella costruzione delle centrali elettriche. I principali Paesi produttori nel mondo sono: Cina, Giappone, India, USA, Russia e Corea del Sud.

Alluminio: viene utilizzato sia allo stato puro sia nelle leghe con basse percentuali di rame, manganese, magnesio. Ciascuna lega presenta specifiche proprietà che la rendono adatta per le testate dei motori, le biciclette, gli aerei, le imbarcazioni, le linee elettriche, gli imballaggi, le costruzioni, i radiatori, gli isolanti termici, gli elettrodomestici, i computer. I principali produttori mondiali sono: Cina, Russia, India, Canada, Emirati Arabi e Australia.

Farina di soia: è particolarmente indicata per la preparazione di impasti – lievitati e non, dolci e salati – come pane, pizza, cornetti e brioches. Viene utilizzata come integratore proteico nell’alimentazione del bestiame (bovini, suini e avicoli). I maggiori produttori al mondo di soia sono: Usa, Brasile, Argentina, Cina, India e Paraguay.

https://www.repubblica.it/economia/2022/03/12/news/guerra_dallacciaio_alla_farina_di_soia_tutte_le_materie_prime_investite_dalla_crisi-341106403/

La guerra in Ucraina minaccia l’economia del Fvg, le imprese temono un tracollo dell’export

In apprensione i colossi come Danieli e Cimolai insieme al sistema delle pmi. Costruzioni, siderurgia e agroalimentare tra i comparti più in pericolo. Anche lo stop alle importazioni avrebbe effetti pesanti. A mancare sarebbe soprattutto ghisa e grano.

Grandi società con appalti in Russia da centinaia di milioni e piccole imprese che temono il crollo dell’export. Il sistema economico del Friuli Venezia Giulia ha interessi importanti nell’ex Repubblica sovietica e la guerra potrebbe far saltare accordi e programmi a causa delle sanzioni che in arrivo.

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2022/03/01/news/la-guerra-in-ucraina-minaccia-l-economia-del-fvg-le-imprese-temono-un-tracollo-dell-export-1.41267870

Ponteggi in edilizia: uno dei nodi da sciogliere per evitare di bloccare il Superbonus

La carenza dei ponteggi in edilizia causata da intoppi burocratici irrisolti da anni, non può essere risolta dalla richiesta all’estero. È solo uno dei problemi che rischiano stop ai cantieri

Ponteggi in edilizia: uno dei nodi da sciogliere per evitare di bloccare il Superbonus

 La questione ponteggi in edilizia rischia di creare ulteriori intoppi alla già delicata situazione. Alla carenza di personale e del rincaro delle materie prime, si è aggiunto il problema della scarsità di strutture fondamentali per svolgere ristrutturazioni edili.

Il problema legato ai ponteggi è più complicato da risolvere rispetto agli altri due bisogni, per quanto anche loro presentino complessità. Lo hanno fatto notare associazioni di settore e imprese che sono alle prese con un problema “storico”: per essere utilizzato in Italia, un ponteggio deve disporre del libretto ministeriale, rilasciato dal Ministero del Lavoro ai sensi dell’art. 131 del DLgs 81/2008.

Cecilia Hugony, amministratore delegato di Teicos Group e coordinatrice di Renovate Italy

«Questo libretto ministeriale viene rilasciato per ogni tipologia di ponteggio al fabbricante che lo produce; l’autorizzazione al fabbricante è soggetta al rinnovo ogni dieci anni per verificare l’adeguatezza del ponteggio all’evoluzione del “progresso tecnico”. L’ultima lista ufficiale di produttori autorizzati è del 2014. Alcuni di questi non producono più. In questo momento, le linee guida per richiedere nuova autorizzazione non sono pubblicate», evidenzia Cecilia Hugony, amministratore delegato di Teicos Group e coordinatrice di Renovate Italy, think-tank sulle ristrutturazioni profonde degli edifici.

Questo problema consegue anche l’impossibilità di approvvigionarsi all’estero di ponteggi, dove c’è invece disponibilità. Non si parla di prodotti fuorilegge, tutt’altro: si sta ragionando su ponteggi con certificazione europea EN 12810-1. Quelli, per fare solo un esempio, impiegati in Germania, Francia o Spagna.

Perché in Italia no? A questo contesto è opportuno segnalare un’analisi sui ponteggi di facciata, condotta dall’Inail, in particolare sui requisiti previsti nella legislazione italiana e nelle norme tecniche europee. Il documento ha messo a confronto e valutato le differenze tra i requisiti previsti per i ponteggi di facciata nella legislazione italiana rispetto a quelli indicati nelle norme tecniche europee UNI EN.

Nelle conclusioni si scrive che:

Le norme UNI EN 12810 e UNI EN 12811 rappresentano ad oggi la massima espressione dell’innovazione tecnologica in materia di ponteggi in ambito europeo
– Rispetto ad esse, il sistema legislativo italiano vigente, nel settore dei ponteggi, risulta “datato”.

Proprio le norme UNI potrebbero essere utili a “verificare l’adeguatezza del ponteggio all’evoluzione del progresso tecnico”, ai sensi del comma 5, articolo 131, del d.lgs. 81/08.

Ponteggi in edilizia: la burocrazia blocca aggiornamento e approvvigionamento

Sulla questione dei ponteggi in edilizia e sulla necessità di rinnovare lo stato dell’arte è stata fatta un’interrogazione parlamentare da parte delle associazioni di settore. «Da quanto è trapelato, il Governo non considera opportuna una deroga sul DLgs 81/2008 per la sicurezza sul lavoro, a fronte dei tanti incidenti registrati (nel solo 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, 695 dei quali sui luoghi di lavoro – nda). La stessa legge, come si sa, sovrintende sulla sicurezza dei ponteggi.

Ponteggi in edilizia: la burocrazia blocca aggiornamento e approvvigionamento

«Ma non si comprende perché, come accaduto per esempio per far fronte all’emergenza Covid- 19 e alla necessità di un rapido approvvigionamento di mascherine, si è provveduto a richiederne all’estero, certificate sì, ma in modo differente, non si possa attuare una misura analoga nel caso dei ponteggi, che hanno registrato picchi di richiesta enormi motivati dalle tante richieste innescate dai lavori per Superbonus», rileva Hugony.

Carenza materie prime e personale

A destare problemi alle imprese non c’è solo il nodo ponteggi in edilizia. Perché, seppure ci si possa richiedere all’estero materiali edili oppure di trovare personale da altri settori e Paesi, anche qui le cose sono complicate, come mette in luce la stessa ad Teicos Group, realtà specializzata in interventi di riqualificazione energetica sul costruito: «l’approvvigionamento all’estero presenta complessità e costi più elevati, causati dalla mancanza di materie prime che si lamenta a livello globale. Abbiamo assistito a un rialzo dei prezzi incredibile, se pensiamo che negli ultimi anni, pre pandemia, erano rimasti sostanzialmente invariati. Acquistare all’estero implica un processo che può essere gestito da una struttura aziendale in grado di affrontare la trafila amministrativa e logistica necessaria».

In Italia il numero di micro imprese è molto più alto rispetto al resto d’Europa. Nel confronto con le aziende edili UE, in Italia si contavano 2,6 addetti per impresa contro i 3,6 addetti nella media europea. Per fare un confronto in Germania se ne contano 6,3. Inoltre spesso sono imprese poco o per niente abituate a gestire relazioni commerciali all’estero.

Per quanto riguarda la carenza di personale, la necessità di colmare le lacune attuali trova risposta in personale che è da formare- in quanto fino a ieri non operava nel settore edile. «Per farlo occorre inserirli in gruppi di lavoro competenti e poi servirebbe un controllo di qualità rigoroso. Anche in questo caso servono imprese strutturate a farlo, gestendo la formazione teorica e pratica in modo che la forza lavoro sia preparata adeguatamente», sottolinea Hugony.

Decreto anti frodi e nuovo decreto MiTe: rischio fermo settore

Con la legge di Bilancio è stato confermato il decreto anti frodi. Questo ha e avrà ricadute sul settore, innanzitutto per i tempi e modi in cui è avvenuta. «Partiamo dai tempi: approvare una legge in tempi così rapidi, com’è avvenuto, in un settore complesso quanto quello edile era logico avrebbe provocato seri contraccolpi a ogni livello, finanziario, burocratico e operativo – risponde Hugony –. Avrebbe dovuto essere posto fin dall’inizio che se si stabilisce un incentivo occorre anche destinare da subito risorse adeguate a svolgere controlli e verifiche. Invece questo non è accaduto: si è avviata una misura come il Superbonus senza porre massimali e senza verifica dei costi, anziché creare condizioni chiare dall’inizio che avrebbero permesso a chi opera in modo corretto di lavorare senza interruzioni».

Invece ora tutto si complica e rischia di esserlo ancor di più con l’indicazione di un nuovo decreto con ulteriori massimali e che dovrebbe essere pubblicato a febbraio.

Come si legge in un documento alla Camera, in base al comma 28 della legge di bilancio 2022 per la congruità dei prezzi, occorre fare riferimento, oltre ai prezzari individuati dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico 6 agosto 2020, anche ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione ecologica, da adottare entro il 9 febbraio 2022.

Esso potrebbe assumere pesanti contraccolpi alla categoria, mettendo persino il problema del reperimento ponteggi in edilizia in secondo piano. «Una misura di questo tipo avrebbe richiesto una pianificazione e un coinvolgimento delle associazioni di categoria, in un processo di verifica e analisi della definizione di costi e massimali. Ciò non è avvenuto. Inoltre, se questi costi vengono qualificati, cosa accade con i contratti già stipulati, per esempio, con i condomini dove la delibera condominiale prevede un determinato esborso e questo esborso deve cambiare a metà cantiere?», osserva ancora l’imprenditrice e coordinatrice di Renovate Italy. Che pone un’ulteriore considerazione: come è possibile definire, con la ricchezza e varietà del patrimonio immobiliare italiano, dei costi massimi soprattutto su interventi di riqualificazione? Pensiamo solo al sistema cappotto i cui costi cambiano sensibilmente se viene posto su una parete liscia o con presenza di balconi, per non parlare del tipo di materiale, il calcolo dei ponti termici, per cui ogni regione prevede diverse misure…

«Il rischio, anche in questo caso, è di nuove indagini, riconsiderazioni di progetti e rischi di blocchi dei cantieri. Il rischio è complicare il processo per cui è stato avviato Superbonus ed ecobonus, ovvero riqualificare e fare efficienza energetica in edilizia sul patrimonio esistente».

Cosa si prevede per l’edilizia nel 2022 da poco cominciato? «Per ora c’è grande dinamismo, in termini di domanda, di ordini e le imprese si stanno attrezzando per rispondere con maggiore rapidità ed efficacia rispetto all’anno scorso, quando si è stati presi un po’ alla sprovvista dall’improvvisa impennata dei prezzi e di richieste lavori – conclude Hugony –. Molto ora dipenderà dagli esiti dei provvedimenti normativi, specie dal decreto del 9 febbraio, che potrebbero creare ulteriori rallentamenti. In più si spera si potranno risolvere le questioni legate alle misure di isolamento termico e agli spessori degli isolanti, in grado di sollevare problemi di violazione degli indici urbanistici, relativi alla zona omogenea in cui l’immobile ricade».

https://www.infobuild.it/approfondimenti/ponteggi-edilizia-evitare-bloccare-superbonus/

Nel 2021 calano i prezzi delle case del 3%, ma è boom della domanda. Quanto costano le case nella tua città

Il prezzo medio delle abitazioni in Italia scende a 1.692 euro/m2

Quanto costano i prezzi delle case secondo il report di idealista / Gtres

 CommentiAutore:Redazione04 gennaio 2022, 9:21

Il prezzo richiesto per le case usate in vendita in Italia è calato del 3% rispetto a 12 mesi fa, secondo un rapporto pubblicato da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico. A fine dicembre 2020 l’acquisto di una casa nel nostro Paese aveva un costo di 1.744 euro al metro quadro, contro i 1.692 euro attuali. Nell’ultimo trimestre l’indice dei prezzi si è attestato a -0,3 punti.

La curva dei prezzi ha segnato cali nella maggior parte dei mercati analizzati nonostante la crescita della domanda di immobili sul portale sia più che raddoppiata (+122%) rispetto al periodo pre-Covid, arrivando a toccare livelli mai visti prima.

Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “L’andamento dei prezzi è condizionato dalla pandemia, dall’instabilità economica e dal cambiamento degli stili di vita che hanno portato molti acquirenti a riparametrare i criteri di ricerca della propria casa, all’insegna della convenienza e di spazi più ampi. Da un lato il boom della domanda è una risposta emotiva alla pandemia, dall’altro lato, il perdurare della stessa pone un’ombra di incertezza sulla stabilizzazione della situazione economica delle famiglie e continua a comprimere i valori immobiliari.

Dopo 12 mesi di grande fermento, prevediamo un consolidamento della ripresa nel 2022 con riflesso anche sui prezzi di richiesta che dovrebbero tornare in terreno positivo. Dall’altro lato, altri fattori come i tassi d’interesse che iniziano a salire, la crescita dell’inflazione e una significativa riduzione dello stock abitativo disponibile, sono elementi che potrebbero avere un effetto di raffreddamento sul mercato”.

Regioni
Il trend negativo delle quotazioni immobiliari ha investito 14 regioni italiane su 20: Marche (-9,9%) davanti ad Abruzzo (-6,7%), Lazio e Umbria (entrambe -5,9%) sono le regioni dove i proprietari hanno ridimensionato maggiormente le loro aspettative negli ultimi 12 mesi.

Ribassi superiori alla media del periodo anche per Calabria (-5,2%), Puglia (-5,1%), Campania (-4,5%), Piemonte (-3,9%), Lombardia (-3,8%) e Campania (3,2%).

Dal lato opposto gli incrementi più significativi riguardano il Trentino Alto Adige (5,9%) e la Valle d’Aosta (3,9%).

Sempre il Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta fanno registrare i prezzi d’offerta più elevati a livello regionale, rispettivamente con 2.580 e 2.428 euro al metro quadro. Segue su terzo gradino del podio la Liguria (2.383 euro/m²), quindi Toscana (2.244 euro/m²) e Lazio (2.000 euro/m²).

I prezzi delle case in Lombardia (1.761 euro/m²) si collocano sopra il valore medio nazionale di 1.692 euro, al di sotto del quale troviamo 14 regioni, dall’Emilia Romagna (1.655 euro/m²) a scendere fino agli 853 euro della Calabria, la regione più economica davanti al Molise (872 euro/m²).

Province
I cali dei prezzi interessano 82 macroaree, vale a dire quasi l’80% dei mercati provinciali analizzati: Macerata (-14%), Lecco (-11,9%), Pescara (-11,8%), Pesaro Urbino (-11,7%) e Varese (-11,1%) guidano la tendenza ribassista con svalutazioni annuali a doppia cifra.

Dall’altro lato del ranking, gli incrementi maggiori spettano a Lucca e Trieste (14,5% per entrambe). Incrementi superiori al 5 per cento anche per i mercati di Vibo Valentia (10%), Bolzano (9,5%) Gorizia (6,5% per entrambe), Verona (6,1%) e Padova (5,5%).

Bolzano (3.975 euro/m2) consolida ulteriormente il proprio primato dei prezzi del mattone provinciale aumentando il divario rispetto a Lucca (2.982 euro/m2), Savona (2.961 euro/m2), Firenze (2.758 euro/m2), Milano (2.642 euro/m2) e Imperia (2.572 euro/m2). All’opposto, Biella è di gran lunga la provincia più economica d’Italia con 592 euro di media davanti a Caltanissetta (679 euro/m2) e Isernia (751 euro/m2).

Capoluoghi
In un anno che ha visto prevalere il segno meno, non fanno eccezione i mercati cittadini, con cali in 2/3 dei capoluoghi italiani (107) che hanno trascinato anche alcuni grandi mercati.

I ribassi maggiori del periodo spettano a Lecco (-14,1%) seguita da Agrigento (-13,9%), Rieti (-13,7%), Cosenza (-13,5%) e Teramo (-12,3%). A Napoli i prezzi sono scesi del 7,4% annuo, mentre Torino (-2,2%) e Roma (-1,3%) attenuano la caduta.

Al contrario, tra i mercati che hanno visto crescere le aspettative dei proprietari segnaliamo Trieste (16,9%), secondo aumento più alto per Como (15,4%), mentre a Verona e Mantova l’aumento è stato del 10,8%. Anche Milano chiude l’anno con valori in leggero recupero dello 0,6%

 È sempre Venezia a svettare nella graduatoria dei prezzi delle case con una 4.387 euro al metro quadro, davanti a Milano (4.084 euro/m²). Terzo posto per Bolzano (3.944 euro/m²) che precede Firenze (3.870 euro/m²) e Bologna (3.000 euro/m²). Nella parte bassa del ranking troviamo Ragusa (760 euro/m²), Caltanissetta (756 euro/m²) e a chiudere Biella con 660 euro al metro quadro.

L’indice dei valori immobiliari di idealista

A partire dal rapporto relativo al primo trimestre del 2019, abbiamo aggiornato la metodologia per l’elaborazione del nostro indice dei prezzi. Dopo l’integrazione di idealista/data, un’apposita divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, è stata introdotta una nuova metodologia di calcolo che rende la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 sono stati ricalcolati con la nuova metodologia.

Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, aggiorniamo la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, calcoliamo il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più fedele alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia con quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari.

Ora includiamo nel report la tipologia di case unifamiliari (vilette o chalet) e scartiamo qualsiasi tipologia di immobili che sono stati nel nostro database per molto tempo senza ottenere interazioni utente. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.

Il report completo è consultabile qui: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/

Edilizia, rincari folli dei materiali (fino al 144%), Ance: cantieri a rischio

Gli addetti sono aumentati in meno di un anno del 19% ma la manodopera specializzata resta un serio problema.

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Sulla rinascita del settore edile (che a livello nazionale ha registrato un +27% da gennaio a settembre) si allunga l’ombra dell’aumento del costo delle materie prime: nel Bresciano l’aumento di materiali fondamentali come il tondo per cemento armato ha avuto un rialzo dell’80%, quello della rete elettrosaldata sfiora l’88% e i laminati mercantili l’83%. Tra gli aumenti più significativi quello del trefolo, quasi introvabile: +144,5%. E nell’elenco degli aumenti si aggiunge anche quello dell’energia. Con il risultato che i cantieri rischiano di doversi fermare.

L’allarme è lanciato da Ance Brescia per voce del presidente Massimo Deldossi: «Da mesi stiamo assistendo alle dinamiche impazzite dei costi delle materie prime, una tendenza che minaccia gravemente la ripresa e rallenta la realizzazione di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del Paese». Per questo motivo «le imprese di costruzioni per i contratti in corso si trovano a sopportare un importante aggravio economico nella realizzazione delle opere. I rialzi dei prezzi delle materie prime, infatti — aggiunge Deldossi — andranno a ridurre ulteriormente i margini delle imprese, già fortemente compressi nel 202o».PUBBLICITÀ

All’orizzonte, aggiunge il presidente di Ance, si profila anche «il rischio concreto di un blocco generalizzato dei cantieri, nonostante gli sforzi profusi dalle imprese per far fronte agli impegni assunti». Inoltre, se fino a settembre il settore edile ha registrato un aumento del numero di addetti pari al 18,7% rispetto al 2020, quello della manodopera specializzata rimane un problema aperto: l’apertura dei cantieri anche per effetto del superbonus risente della carenza di personale, che, insieme all’aumento dei prezzi, getta un’ombra sul futuro dell’edilizia bresciana, rischiando di attenuare gli effetti positivi del bonus edilizio.

Stando ai dati Enea infatti sono meno di un migliaio le pratiche avviate in provincia, numero destinato però a salire grazie alla proroga dei finanziamenti al 2022, dopo che le forze politiche hanno trovato un’intesa sulle modifiche da adottare nella legge di Bilancio.

Edilizia, rincari folli dei materiali (fino al 144%), Ance: cantieri a rischio- Corriere.ithttps://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/21_dicembre_11/brescia-edilizia-rincari-folli-materiali-fino-144percento-ance-cantieri-rischio-a989675e-59e7-11ec-a7f8-dae72bf3ca0c.shtml

TUTTO SU SISMABONUS

SuperSismabonus ed Sismabonus: una pagina per sapere tutto quello che serve su questi incentivi fiscali per le costruzioni con molti collegamenti utili per approfondire isingoli aspetti.

Contenuti aggiornati alle disposizioni del DL 77/2021 Semplificazioni Bis, convertito in legge 108/2021 ed entrato in vigore il 31 luglio 2021.

Il Sismabonus è l’incentivo pensato per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Esistono differenti tipologie di sismabonus: ordinario (aliquota del 50%), con singolo o doppio salto di classe di rischio sismico (con aliquote dal 70% all’85%) ed ecosismbonus, con aliquote di detrazione sino all’85%. Ultimo arrivato, il super sismabonus, con aliquote che arrivano sino al 110%. Quest’ultimo incentivo è pensato solo per gli edifici condominiali a prevalenza residenziale e per gli edifici unifamiliari, mentre le altre aliquote sono per interventi su unità abitative o produttive, fruibili tanto da soggetti IRES quanto da soggetti IRPEF. Il Sismabonus e il Super Sismabonus possono essere convertiti in credito di imposta cedibile, o possono essere fruiti tramite lo sconto in fattura.

Con questa pagina INGENIO vuole dare una guida al lettore aggiornata con tutti i riferimenti e i collegamenti ai nostri approfondimenti sui singoli punti.

NB – I CONTENUTI SONO AGGIORNATI ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 77/2021 (SEMPLIFICAZIONI BIS) DEFINITIVAMENTE CONVERTITO IN LEGGE 108/2021 ED ENTRATO IN VIGORE IL 31 LUGLIO 2021 e ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 157/2021 (ANTIFRODI), ENTRATO IN VIGORE IL 12 NOVEMBRE 2021 E IN CORSO DI CONVERSIONE IN LEGGE.


Che cosa è il Sisma Bonus

La legislazione vigente prevede una serie di incentivi per la riqualificazione strutturale degli edifici esistenti e del patrimonio immobiliare, molto spesso accumunati dalla denominazione “Sismabonus”. In realtà, il panorama è ben più complesso.

L’incentivo più “semplice” è la detrazione prevista da art. 16bis del TUIR, che prevede la possibilità di detrarre il 50% delle spese sostenute da soggetti IRPEF per la riqualificazione di immobili. Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

Esiste poi un ulteriore incentivo, sempre al 50% per interventi su immobili abitativi o produttivi, applicabile in zona sismica 1, 2 o 3. Questo incentivo, che prevede una detrazione “spalmata” su 5 anni e non su 10, è potenziato qualora si garantisca un singolo o duplice salto di classe di rischio sismico, e qualora venga realizzato su immobili con più unità immobiliari (non necessariamente condominiali). In questi casi la detrazione viene fatta salire dal 70% sino all’85%.


Il Superbonus non è solo un credito ceduto alla banca: è molto di più, è capacità progettuale e visione futura

il Superbonus è un incentivo fiscale volto a migliorare il patrimonio immobiliare attraverso la riqualificazione energetica, strutturale ed architettonica. Si tratta di uno strumento tramite cui arrivare al fine ultimo che non è “la casa gratis”, ma edifici e città più efficienti, più sicure, più belle.

Luca Rollino


Per effetto dell’applicazione dell’art. 119 del DL 34/2020, la detrazione è stata elevata al 110% per edifici unifamiliari, per condomini e, in ultima istanza, per edifici sino a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Le aliquote “ordinarie” restano per i soggetti IRES, che godono del 110% soltanto per le spese sostenute sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Ulteriore possibilità è rappresentata dal cosiddetto “sismabonus acquisti”, di cui possono fruire gli acquirenti sia soggetti IRES (con aliquota fino all’85%) sia soggetti IRPEF (con aliquota del 110% per immobili residenziali) in caso di acquisto di unità immobiliari direttamente da società di costruzione, in seguito a interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, anche con incremento volumetrico.

Tutte le detrazioni in ambito strutturale sono convertibili in credito di imposta e cedibili, ovvero sono fruibili mediante il meccanismo dello sconto in fattura. 


sismabonus e superbonus: approfondimento tecnico e fiscale

Aggiornamenti su SISMABONUS

Ecco di seguito gli aggiornamenti recenti su SISMABONUS e SUPERBONUS ordinati per data. Questa Sezione sarà aggiornata man mano che ci sono novità importanti.

Superbonus e altri bonus edilizi, ecco i nuovi modelli per cessione del credito e sconto in fattura anti frodi

15 novembre 2021 – In linea con le ultime disposizioni impartite dal Decreto Antifrodi (DL 157/2021) e in vigore dallo scorso 12 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha modificato format, istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Scopri tutto e scarica i modelli aggiornati!

Manovra 2022, testo aggiornato al 10/11: cessione credito e sconto in fattura per tutti i bonus edilizi fino al 2024

10 novembre 2021 – Nella seconda versione del DDL Bilancio 2022, che approderà in Parlamento, arriva la proroga per tre anni della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i bonus edilizi e non solo per il Superbonus (opzioni fino al 2025). Confermato, invece, il tetto ISEE a 25 mila euro per il Superbonus villette. Scopri tutto e scarica il testo aggiornato!

Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate al 60%, Bonus Mobili: proroghe e novità del DDL Bilancio 2022. La bozza e l’analisi

30 ottobre 2021 – La prima bozza della Finanziaria 2022 (che ora dovrà essere esaminata in Parlamento, con potenziali modifiche e aggiustamenti, e che entrerà in vigore solo dal 1° gennaio 2022) proroga fino al 2024 Ecobonus, Bonus ristrutturazioni, Bonus mobili e Bonus verde e prevede una riduzione del Bonus Facciate dal 90 al 60%. Scopri tutto!


Tutti i provvedimenti su SUPERBONUS, ECOBONUS, SISMABONUS, …

Per leggere tutti gli aggiornamenti normativi, nonchè quelli legati alle circolari dell’Agenzia delle Entrate, alle diverse Linee Guide e istruzioni di ENEA, CONSUP, e altri …. abbiamo creato una pagina di sintesi: “Superbonus e altri bonus edilizi: gli aggiornamenti normativi“.


sismabonus e superbonus: sintesi sugli incentivi


SINTESI

Il Super Sismabonus consiste in una detrazione pari al 110% delle spese sostenute per il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici esistenti. Si può applicare agli interventi effettuati sugli edifici condominiali, sugli edifici unifamiliari e sugli edifici con 2-4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Pensato essenzialmente per condomìni e soggetti IRPEF, può essere fruito anche da soggetti IRES nel caso di interventi su parti condominiali. Sono inoltre potenziali fruitori del super Sismabonus gli edifici di proprietà o in gestione degli ex IACP, o di enti aventi analoga funzione. La spesa agevolata è sempre pari a 96.000 €, “all inclusive”, calcolata per ogni unità immobiliare facente parte dell’immobile interessato dall’intervento.

Per approfondire ecco la nostra tabella che riprende la lista dei singoli interventi di EcoBonus e SismaBonus all’interno Superbonus ammessi.


sismabonus e superbonus: le diverse possibilità


Il Sismabonus oggi: varie possibilità

Gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico

In linea generale gli interventi di “adeguamento sismico”, “miglioramento sismico” o “locali” vengono realizzati rispettivamente secondo queste modalità:

  1. demolizione e ricostruzione totale;
  2. interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati dalla norma;
  3. interventi di riparazione o locali: interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti, come, ad esempio, migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati.

Intonaco armato CRM: cos’è, normativa e controlli

Con la sigla CRM (Composite Reinforced Mortar) si intende la tecnica della malta rinforzata con materiale composito, tecnica riconducibile a quella del tradizionale intonaco armato su murature esistenti, che prevede l’utilizzo di un’armatura di rinforzo costituita da reti ed angolari preformati in fibre di vetro (GFRP) o carbonio (CFRP) annegati in una malta strutturale a base di calce o cementizia.

La tecnica CRM consente di ottenere un rinforzo omogeneo e diffuso di murature esistenti di diversa tipologia e caratteristiche, fornendo miglioramenti consistenti in termini di performance meccaniche sul piano e fuori piano, garantendo duttilità della struttura, durabilità e compatibilità anche con murature storiche.

Per saperne di più


Il Sismabonus standard

  • Sismabonus: le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003). Per le spese di miglioramento della sicurezza antisismica degli edifici spetta una detrazione del 50%. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. NB – si ha diritto al Sismabonus anche in caso di abbattimento e successiva ricostruzione di un immobile purché ricostruito con la medesima volumetria mdell’edificio precedente. La ricostruzione (dopo demolizione) senza aumento di volumetria deve risultare nel titolo amministrativo (permesso di costruire e SCIA) che autorizza i lavori, che deve indicare che si tratta di lavori di ‘conservazione del patrimonio edilizio’ e non di nuova costruzione: di fatto, quindi, le asseverazioni dei professionisti tecnici a corredo devono essere allegate, “conformemente alle disposizioni regionali”, alla Scia o alla richiesta del permesso di costruire. Si ha diritto al bonus anche in caso di ricostruzione con sagoma diversa e anche se è avvenuta con tenue dislocamento in confronto al sedime originario;
  • sconto in fattura/cessione del credito: a partire dal 1 luglio 2020 sia per l’Ecobonus che per il Sismabonus è prevista la possibilità di optare, invece che per la detrazione, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi (sconto in fattura), ovvero per la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione.

Demolizione e ricostruzione nel Sismabonus classico

In tema di “demolizione e ricostruzione”, è bene sottolineare che ci sono le premialità sulla cubatura differenziate da zona a zona: per esempio, il Piano Casa dà un premio di cubatura fino al 30%, che in Calabria diventa fino al 35%, per l’abbattimento e la ricostruzione a norma antisismica e di risparmio energetico degli edifici. Premio non applicabile in alcune zone del Paese come la zona rossa dell’area Vesuviana.

Altro aspetto molto critico che frena certi interventi è l’obbligo nella ricostruzione di mantenere la sagoma di quello abbattuto, il che può impedire un efficiente utilizzo del volume a disposizione e, come capita spesso, un miglioramento funzionale.

Le classi di rischio sismico

Per la valutazione della classe di rischio sismico, anche se non più legato all’importo del beneficio, valgono Le “Linee guida per l’attribuzione della classe di rischio sismico delle costruzioni” (decreto n.58 del 28/02/2017 del M.I.T. e s.m.i.- che introduce la classificazione del rischio sismico per le costruzioni basata su 8 Classi di Rischio. Per valutare la classe, che vale per l’intero edificio e si applica a tutte le sue Unità Iimmobiliari (U.I.), sono stati introdotti due metodi di calcolo che si basano sulla determinazioni di grandezza (PAM- Perdita Annuale Media attesa) e IS-V (Indice di Sicurezza).


sismabonus e superbonus: la normativa

Il Superbonus 110% del Decreto Rilancio (con le date)

Scadenze Superbonus 110: la tabella aggiornata

Il cd. “Superbonus” 110% è una detrazione istituita dall’art.119 del decreto-legge 34/2020 (cd. Decreto Rilancioche può essere utilizzato per lavori svolti a partire dal 1° luglio 2020:

  • in edifici unifamiliari e funzionalmente indipendenti fino al 30 giugno 2022;
  • in edifici plurifamiliari/condomini fino al 30 dicembre 2022;
  • in edifici dalle 2 alle 4 unità immobiliari di proprietà di un unico soggetto e nei condomìni fino al 30 giugno 2022 (31 dicembre per i condomini che alla data del 30 giugno 2022 abbiano effettuato lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo).

Se gli interventi con tale percentuale di ultimazione sono stati eseguiti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp), il Superbonus vale per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 se al 30 giugno 2023 si è raggiunto almeno il 60% dei lavori, altrimenti 30 giugno 2023.

Il Superbonus “sismico” o Sismabonus 110% vale indistintamente per tutti gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico indicati nell’art.16 da comma 1-bis a comma 1-septies del DL 63/2013NON importa se questo miglioramento comporti il passaggio a una classe, due o tre di rischio inferiore. La ‘cosa’ è davvero importante, visto che il Sismabonus classico differenzia non poco le percentuali di detrazione a seconda, appunto, degli ‘step’ di miglioramento sismico.

La detrazione, come dettagliato anche nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, si applica per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per:

  • adozione di misure antisismiche su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona sismica 1 e 2) con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari (attualmente agevolati al 50%);
  • interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una (attualmente agevolati al 70% su case singole e al 75% nei condomìni) o due classi (attualmente agevolati al 80% su case singole e al 85% nei condomìni) di rischio inferiori e nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 anche mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento. NB – Il SuperSismabonus 110%, nell’arco temporale ex lege, è fruibile anche per interventi di riduzione del rischio sismico che non determinano alcun passaggio di classe.

Sono coperti dall’incentivo tutti i lavori già previsti per il sismabonus, con l’aggiunta di due tipologie importanti: il fotovoltaico e l’acquisto di accumulatori e colonnine ricarica per auto elettriche.

NB – le agevolazioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4.

 

Chi può utilizzare il Superbonus

Isuperbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica si applica agli interventi effettuati:

  • dai condomìni, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022;
  • dalle persone fisiche, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 (ma con realizzazione di almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022) per gli interventi sulle parti comuni degli edifici effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche, al di fuori di un’attività di impresa, con riferimento agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà.
  • per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023 dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonche’ dagli enti aventi le stesse finalita’ sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di societa’ che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • dalle cooperative di abitazione a proprieta’ indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

NB – Le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, per gli interventi realizzati su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

 

I prezzi di riferimento

Benché il legislatore abbia richiesto di attestare la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati per la riqualificazione strutturale dell’edificio (art. 119 comma 13 DL 34/2020), per i lavori volti al miglioramento della sicurezza strutturale non sono stati forniti dei riferimenti da cui attingere i prezzi congrui. E questo avviene differentemente dall’Ecobonus, dove sono indicati come prezziari di riferimento i prezziari regionali territorialmente competenti ed il prezziario DEI. Proprio partendo da tale indicazione, per analogia iuris, ed in assenza di indicazioni più precise, si potrebbe pensare di usare questi stessi riferimenti come strumento per la definizione dei valori congrui di spesa.

Le asseverazioni (Decreto Asseverazioni)

Il DM Asseverazioni stabilisce che è obbligatorio asseverare gli interventi di riduzione del rischio sismico, ovverosia uno degli adempimenti necessari ai fini della fruizione delle detrazioni fiscali – compreso il Superbonus 110% – previste per gli interventi di riduzione del rischio sismico.

Si tratta dell’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati. E’ stata ‘istituita’ dall’art.16 comma 1-quater del DL 63/2013 e definita nelle sue specifiche, dapprima, dal DM 58 del 28 febbraio 2017, cd. linee guida per la classificazione del rischio sismico in ottica Sismabonus. Dentro questo provvedimento del MIT c’erano due allegati:

  • l’allegato A con le Linee guida classificazione rischio sismico costruzioni;
  • l’allegato B contenente il modello di asseverazione del progettista.

Per saperne di più leggi gli articoli:


sismabonus e superbonus: applicabilità per la demolizione sostituzione

Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione

Il Decreto Rilancio ha esteso il Superbonus alle ricostruzioni che il DL Semplificazioni sta rendendo più libere: è possibile la fruizione del superbonus 110%, e di tutti i bonus casa, anche alle ricostruzioni con aumento di volumetria.

Grazie alle modifiche – già ampiamente approfondite – introdotte dal DL Semplificazioni al dpr 380/2001, si allarga la nozione di demolizione e ricostruzione ricompresa nella categoria della ‘ristrutturazione’, comprendendo anche edifici ricostruiti “con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche” e con “incrementi di volumetria”.

Semplificando: mentre prima la ricostruzione con aumento di volumetria era considerata ‘nuova costruzione’ e quindi non agevolata dai bonus fiscali sul recupero edilizio, con le modifiche introdotte dovrebbe essere possibile fruire delle agevolazioni fiscali anche per gli ampliamenti.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione: le novità del DL Rilancio

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, nella risposta 455/2020 del 7 ottobre ha precisato che è possibile fruire del Superbonus per interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio a prescindere dalla condizione che lo stesso venga adibito ad abitazione principale.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110%: ok anche per demolizione e ricostruzione di una seconda abitazione non principale


 Conformità dei titoli abitativi

Il superBonus del Decreto Rilancio esigono una conformità urbanistica. Per questo motivo oltre a dimostrare i risultati energetici e strutturali che si intendono raggiungere, è necessario una verifica di conformità edilizia ed urbanistica per le parti comuni degli immobili oggetti degli interventi che godono del 110%.

Per la fruizione del Superbonus 110%, quindi, l’abuso edilizio non è mai tollerato, la discordanza a volte sì: lo ha precisato il MEF, in una delle sue FAQ, che è ammessa una limitata tolleranza del 2% superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.

NOVITA’ DAL DL SEMPLIFICAZIONI BIS (legge 108/2021 di conversione del DL 77/2021): le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata. Nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli da parte delle autorità competenti siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, la decadenza dal beneficio si applica limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì

Il Superbonus con la CILA (DL Semplificazioni 2021)

In virtù delle modifiche effettuate dalla legge 108/2021, di conversione del DL Semplificazioni Bis (77/2021):

  1. il cappotto termico e il cordolo antisismico non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza, in deroga alle norme sulle distanze minime;
  2. le «violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle funzioni di controllo» non comportano «la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata»;
  3. qualora l’immobile sia stato venduto e sia sottoposto agli interventi del 110%, viene allungato da 18 a 30 mesi il termine per fissare la residenza nel nuovo immobile acquistato senza perdere i benefici fiscali legati all’acquisto;
  4. vanno considerati manutenzione straordinaria ed eseguiti mediante Cila (modello Superbonus) anche gli interventi che riguardino «le parti strutturali degli edifici o i prospetti»;
  5. per gli interventi di edilizia libera del dpr 380/2001, non sarà necessario presentare la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) modello Superbonus (quindi con indicato il numero del titolo edilizio originario dell’immobile) ma basterà una Cila con la semplice descrizione dell’intervento. Su quest’ultimo punto la norma approvata precisa inoltre che «in caso di varianti in corso d’opera queste sono comunicate a fine lavori e costituiscono integrazione della Cila presentata» e che «non è richiesta la Scia (segnalazione certificata di inizio attività)».

Per saperne di più leggi gli approfondimenti:

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì 


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Applicazione SUPERSISMABONUS

Riepilogando:

  • condomìni e gli edifici unifamiliari hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili composti da 2 a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto  hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili non residenziali (cd. beni merce o magazzini), a patto che si abbia un titolo amministrativo da cui risulti chiaramente che i lavori porteranno anche un cambio di destinazione d’uso in abitativo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: ok anche per immobili non residenziali ma con cambio di destinazione d’uso. Ecco come fare
  • la detrazione non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici). 

Attenzione – In una recente risposta pubblicata nella sezione “La Posta di Fisco Oggi”, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che esiste un preciso limite al numero degli immobili per i quali è possibile richiedere il Superbonus 110% da parte dello stesso proprietario, ma la regola ha delle eccezioni. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: su quante unità immobiliari si può ottenere? Differenze per Ecobonus, Sismabonus e condomini

Attenzione – Nella risposta 542/2020 del 4 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento sulla questione dell’individuazione dell’accesso autonomo dall’esterno per le unità immobiliari nell’ambito di edifici plurifamiliari, precisando che per la fruizione del Superbonus, l’accesso si considera autonomo anche se avviene tramite strada privata e/o in multiproprietà o attraverso un terreno di utilizzo comune ma non esclusivo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110% in condominio: ok anche con l’accesso in comune! Le ultime novità

Queste le possibilità per usufruire del bonus:

  • utilizzo per sé del credito d’imposta e quindi, per esempio, se ha fatto lavori per 20mila euro disporrà di un credito di 22mila euro e potrà pagare per 5 anni 4.400 euro di tasse in meno.
  • trasferimento del credito (cessione) alla ditta che ha eseguito i lavori, che lo userà a sua volta per incassarlo subito trasferendolo a un’impresa più grande o a una banca, oppure lo terrà per sé per pagare meno tasse. Se, invece, l’impresa non volesse accettare il credito corrispondente, il privato potrà girarlo ad una banca.

I professionisti sono chiamati a rilasciare le attestazioni e obbligati a stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civilecon massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni: il fine ultimo è quello di garantire ai propri clienti (e al bilancio dello Stato) il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. 


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Acquisto case antisismiche

Con il cosiddetto “Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche” o Sismabonus Acquisti (art.16 comma 1-septies del DL 63/2013) è stat prevista l’estensione dell’agevolazione SuperSismabonus per gli acquisti di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, 2, e 3 (quest’ultime due zone a seguito della disposizione introdotta dal DL n.34/2019, convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58) cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica, ove consentita dalle norme urbanistiche.

L’articolo 16, comma 1-septies del DL 632013 sopracitato, inserito nel contesto delle disposizioni normative che disciplinano il c.d. “Sismabonus” (commi da 1-bis a 1-sexies del medesimo articolo 16), si riferisce espressamente agli interventi di cui al comma 1-quater che, a sua volta, richiama gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’ articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del TUIR, eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi fabbricati – anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti consentiti dalle disposizioni normative urbanistiche – e che determinino il passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico.

Per beneficiare dell’agevolazione in commento, gli immobili ricostruiti devono essere alienati dalle stesse imprese di costruzione entro il termine di 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, come previsto dalla citata norma agevolativa.

Quindi gli acquirenti delle unità immobiliari, risultanti dagli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio realizzati con aumento volumetrico conformemente alla normativa urbanistica vigente, sono ammessi al beneficio.

NB – Anche alle spese sostenute, dopo il 1° luglio 2020, dagli acquirenti persone fisiche delle cd. case antisismiche, vale a dire delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita (comma 1-septies), si applica l’aliquota maggiorata del cd. Superbonus.

Segnaliamo, inoltre, che:

  1. la disposizione normativa di cui all’art.16, comma 1-septies del DL 63 del 2013, prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati dall’impresa di costruzione “mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente“. La disposizione, pertanto, si applica anche nell’ipotesi in cui la demolizione e ricostruzione dell’edificio abbia determinato un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione (cfr. circolare n. 19/E dell’8 luglio 2020);
  2. nel caso di acquisto, unitamente all’immobile abitativo, anche delle pertinenze, l’articolo 16-bis del TUIR costituisce il quadro normativo di riferimento delle disposizioni contenute nel citato articolo 16 del DL 63 del 2013, non essendo gli interventi di riduzione del rischio sismico ivi indicati, una nuova categoria di opere agevolabili. Pertanto, i chiarimenti di prassi resi in materia di interventi di recupero del patrimonio edilizio devono ritenersi validi anche con riguardo agli interventi ammessi al cd. Sismabonus. Ne deriva che anche la detrazione di cui al citato comma 1-septies dell’articolo 16 del DL 63 del 2013, deve essere calcolata, nel limite massimo di spesa di euro 96.000, sul prezzo risultante dall’atto di compravendita, unitariamente considerato, riferito all’immobile principale e alla pertinenza, anche se accatastati separatamente;

Attenzione – nella risposta 191/2021, oltre a fornire svariate precisazioni in merito, si evidenzia che l’agevolazione per il singolo acquirente non è condizionata necessariamente alla ultimazione dei lavori riguardanti tutti i fabbricati quanto al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa antisismica come risultanti delle previste attestazioni professionali. Al riguardo, si rammenta che affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare del Sismabonus Acquisti, è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile oggetto dei lavori sia stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione. Per saperne di più leggi l’articolo: Demo-ricostruzione, ristrutturazione, Sismabonus e Supersismabonus Acquisti: requisiti, tetti di spesa, cumulo


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La cessione del credito

L’art.121 del DL Rilancio non prevede nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del “bonus facciate”. Possibilità anche modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo.

Rimandando all’approfondimento dedicato per tutti i dettagli, elenchiamo le novità in pillole della cessione del credito per il Superbonus 110%, anche in funzione dei chiarimenti – costanti – dell’Agenzia delle Entrate in merito:

  • il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all’atto della cessione ad altri soggetti;
  • introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori;
  • precisati gli interventi per cui spetta l’agevolazione nel caso di restauro delle facciate;
  • nel caso di trasformazione in crediti di imposta, non si applica il divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro;
  • per l’esercizio dell’opzione è possibile avvalersi dei soggetti che possono presentare le dichiarazioni in via telematica;
  • è possibile cedere del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese, sostenute nel 2020, relative agli interventi di riqualificazione energetica (cioè Ecobonus, anche maggiorato dal Superbonus, ma vale anche per Sismabonus e Bonus Facciate) da parte del professionista forfetario al proprio genitore, che ha finanziato i lavori di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi. Per saperne di più, leggi l’articolo: Ecobonus: ok alla cessione del credito tra professionista forfettario e genitore
  • un cittadino frontaliero che paga le tasse esclusivamente in Svizzera, dove svolge la sua attività lavorativa a 20 chilometri dal confine e che in Italia è comproprietario al 50% con la moglie della casa in cui vive, potrà accedere al Superbonus 110% tramite lo sconto in fattura o la cessione del credito essendo titolare di reddito fondiario. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura ok per il frontaliero con reddito fondiario
  • è possibile, per un cittadino iscritto all’Aire, fiscalmente residente all’estero, accedere al Superbonus 110% per i lavori condominiali effettuati sull’immobile che detiene in Italia, ma solamente tramite l’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: non conta la residenza, chi vive all’estero può cedere il credito o farsi scontare la fattura
  • il libero professionista a regime forfetario, incapiente e, quindi, senza possibilità di applicare detrazioni fiscali, può cedere alla banca il credito d’imposta corrispondente al Superbonus 110% spettante per la ristrutturazione di un immobile situato in una zona sismica interessata dall’agevolazione. Per saperne di più, leggi l’articolo: Cessione credito Superbonus 110%: le regole per il professionista forfetario incapiente


NEWS 12/11/2021 – L’Agenzia delle Entrate, in virtù delle disposizioni contenute nell’articolo 1, comma 1, lettera b), del DL 157/2021 (Antifrodi), che, introducendo il comma 1-ter all’articolo 121 del DL 34/2020 (Rilancio), estende a tutti i bonus edilizi, non più soltanto alla detrazione del 110%, l’obbligo di richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, in caso di opzione per la cessione o per lo sconto, ha reso disponibile in data 12/11/2021 il nuovo modello per la comunicazione delle opzioni (cessione e sconto in fattura), relative alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.

Contestualmente, l’AdE ha anche aggiornato le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

La comunicazione avviene, entro il 16 marzo di ogni anno successivo al periodo di riferimento, utilizzando la procedura telematica disponibile nell’area riservata Entratel/Fisconline. Dopo l’autenticazione, è possibile accedere alla procedura seguendo il percorso: “La mia scrivania / Servizi per / Comunicare e poi selezionando “Comunicazione opzione cessione/sconto – ecobonus e sismabonus (singole unità immobiliari)“.


Ecobonus, Sismabonus: la cessione del credito legato alle detrazioni fiscali (ingenio-web.it)

 il meccanismo delle detrazioni prevede che si recuperi sotto forma di riduzione dell’imposta da pagare negli anni a venire una quota parte di spesa sostenuta per effettuare interventi di riqualificazione di edifici esistenti.

Questo presuppone almeno 3 fatti:

  1. che il soggetto abbia i soldi per sostenere la spesa, o che sia meritorio di credito da parte di un soggetto finanziatore (leggasi banca);
  2. che il soggetto abbia una capienza fiscale (ovvero, imposte da pagare) sufficienti ad assorbire la detrazione generata dalla spesa sostenuta.  Questo aspetto deve essere vero per l’intera durata della detrazione, implicando quindi un reddito annuo certo, abbastanza costante e “importante”: se infatti la detrazione supera l’ammontare delle imposte da pagare, non si genera un credito ma, semplicemente, si perde parte del beneficio fiscale maturato;
  3. che il soggetto abbia una aspettativa di vita sufficiente per godere sino in fondo delle detrazioni (ovvero, sia sufficientemente giovane per fruire di un beneficio fiscale che dura dai 5 ai 10 anni).

Rincari dei materiali da costruzione, come richiedere le compensazioni

Dal MIMS le modalità operative per calcolare gli importi degli aumenti da richiedere entro il 9 dicembre

26/11/2021 – Per i materiali da costruzione per i quali il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) ha rilevato aumenti superiori all’8%, le imprese riceveranno una compensazione calcolata sul prezzo medio indicato nel DM 11 novembre 2021 pubblicato qualche giorni fa.

Le istruzioni operative sono state rese note con la Circolare del 25 novembre 2021 del MIMS.

Gli appaltatori devono presentare alla stazione appaltante l’istanza di compensazione entro il 9 dicembre 2021 (15 giorni dal 23 novembre 2021, data di pubblicazione del DM 11 novembre 2021). L’istanza dovrà indicare i materiali da costruzione per i quali il DM ha rilevato variazioni dei prezzi, utilizzati nell’esecuzione dell’appalto.

Spetta al direttore dei lavori il compito di accertare le quantità di ciascun materiale da costruzione, cui applicare la variazione di prezzo, e di determinare l’ammontare della compensazione.

In particolare, in relazione alle lavorazioni effettuate nel primo semestre del 2021 e presenti in contabilità, il direttore dei lavori, sulla base delle previsioni progettuali:
– per le opere contabilizzate a misura, individua la quantità delle lavorazioni contabilizzate che contengono il singolo materiale da costruzione;
– per le opere contabilizzate a corpo, individua le percentuali di avanzamento delle lavorazioni che contengono il singolo materiale da costruzione.

Qualora un singolo materiale sia ricompreso in una lavorazione più ampia, il direttore dei lavori provvede a ricostruirne l’incidenza quantitativa sulla base dell’analisi della documentazione progettuale e degli elaborati grafici allegati alla contabilità, oppure, in mancanza, sulla base di analisi desunte dai prezziari. La compensazione non è soggetta al ribasso d’asta ed è al netto delle eventuali compensazioni precedentemente accordate.

Il direttore dei lavori calcola la maggiore onerosità subita dall’appaltatore, effettua i conteggi relativi alle compensazioni e li presenta alla stazione appaltante.

Il responsabile del procedimento o il dirigente preposto convaliderà tali conteggi, verificherà la disponibilità di somme nel quadro economico del singolo intervento, nonché, ove occorra, richiederà alla stazione appaltante l’utilizzo di ulteriori somme disponibili o che diverranno tali, ed effettuerà il pagamento.

La Circolare contiene, infine, alcuni esempi applicativi di calcolo della compensazione.


Gli aumenti dei costi dei materiali e le compensazioni del Governo

La rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre del 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi, è stata decisa con il Decreto Sostegni bis, a seguito dell’eccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione e delle conseguenze negative per gli operatori economici e per le stazioni appaltanti.

Per far fronte alla situazione, il Governo ha istituito un Fondo da 100 milioni di euro, così ripartito: 34 milioni di euro alle piccole imprese, 33 milioni di euro alle medie imprese e 33 milioni di euro alle grandi imprese.

Le variazioni percentuali rilevate dal MIMS sono state messe nero su bianco con il Decreto 11 novembre 2021.

La Circolare di ieri spiega che la compensazione è determinata applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021 le variazioni in aumento o in diminuzione dei relativi prezzi rilevate dal DM 11 novembre 2021 con riferimento alla data dell’offertaeccedenti l’8% se riferite esclusivamente all’anno 2021 ed eccedenti il 10% complessivo se riferite a più anni.

Per i contratti sottoposti al regime del Codice dei contratti (Dlgs 50/2016), le compensazioni sono determinate al netto delle compensazioni eventualmente già riconosciute o liquidate in relazione al primo semestre dell’anno 2021, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera a), del Codice.

DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Prime risposte del 22/11/2021.

L’Agenzia delle Entrate, in data 22/11/2021, ha aggiornato le FAQ in materia di “Bonus Edilizia” presenti sul proprio sito istituzionale integrandole con alcune risposte che interessano le novità introdotte dal c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021.

Si tratta di risposte importanti in quanto affrontano alcune questioni legate all’entrata in vigore delle nuove regole che hanno introdotto stringenti obblighi per coloro che intendono fruire di tutti i “Bonus Edilizia”, allorquando optano per la “cessione del credito” o lo “sconto in fattura”, e di cui Vi abbiamo dato ampia comunicazione sia per quanto attiene all’entrata in vigore della norma con l’articolo denominato  DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Contrasto alle frodi in relazione alla “Detrazione 110%”, “Cessione del credito” e “Sconto in fattura” sia per quanto atteneva ai dubbi sorti in fase d’interpretazione con l’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! .

Di seguito analizziamo le prime risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito in data 22/11/2021.

Decorrenza delle nuove norme.

Come accennato, nell’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! uno dei maggiori dubbi sollevati all’indomani della pubblicazione del decreto ha riguardato la sua decorrenza.

Su questo importante aspetto interviene una delle nuove FAQ dell’Agenzia delle Entrate secondo la quale, l’obbligo di apporre:

  • il visto di conformità
  • l’asseverazione di congruità delle spese;

non ricorre nel caso in cui, trattandosi dei Bonus Edilizia di seguito elencati:

  1. recupero patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), TUIR;
  2. efficienza energetica di cui all’art. 14, DL n. 63/2013;
  3. adozione misure antisismiche di cui all’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, DL n. 63/2013;
  4. recupero / restauro facciate di cui all’art. 1, comma 219 e 220, Legge n. 160/2019;
  5. installazione impianti fotovoltaici di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h), TUIR;
  6. installazione colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’art. 16-ter, DL n. 63/2013.

diversi dal SuperBonus 110%, per i quali si è scelto lo “sconto in fattura”, il contribuente, alla data del 11/11/2021, e quindi prima dell’entrata in vigore del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021 abbia già ricevuto la fattura e l’abbia saldata per la parte non scontata rimasta a suo carico. Dunque l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il mancato invio della comunicazione  per l’esercizio dell’opzione entro la data del 11/11/2021 non comporta l’applicazione della nuova norma, in presenza di opzione per lo “sconto in fattura”.

Alla stessa conclusione si giunge nel caso in cui, in data antecedente il 12/11/2021 è stata esercitata l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di accordi tra cedente e cessionario.

A tale proposito, si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha già:

  • pubblicato la nuova modulistica;
  • le relative specifiche tecniche;
  • aggiornato il canale telematico;
  • e si é impegnata a rivedere, in brevissimo termine, il software di trasmissione, per adattarlo ai casi sopra descritti.

Inoltre, nelle FAQ si precisa anche che le comunicazioni delle opzioni inviate entro il 11/11/2021, relative alle detrazioni diverse dal Superbonus 110%, per le quali l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento, non sono soggette alla nuova disciplina e, dunque, non sono richiesti l’apposizione del visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese.

I relativi crediti possono essere accettati, ed eventualmente ulteriormente ceduti, senza richiedere il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese, anche dopo la data del 11/11/2021, fatta salva la possibilità, da parte dell’Agenzia delle Entratedi attuare la procedura di controllo preventivo e sospensione come previsto dalle nuove regole del decreto Controlli.

Contenuto delle asseverazioni e del visto di conformità.

In sintesi, il dubbio su questo aspetto riguarda il contenuto dell’asseverazione prevista per gli interventi oggetto dei bonus diversi dal Superbonus 110%, e cioè se tale asseverazione debba attestare i requisiti tecnici dell’intervento e l’effettiva realizzazione, come previsto per il Superbonus110%, o solo la congruità delle spese.

Per l’Agenzia delle Entrate non ci sono dubbi: la norma prevede espressamente che i tecnici abilitati “asseverano la congruità delle spese sostenute” (art. 121, comma 1-ter, lett. b) D.L. n. 34/2020), per cui la nuova attestazione richiesta, al netto di eventuali altri adempimenti previsti dalle norme che regolano ogni agevolazione (ad esempio, quelli per le spese sul risparmio energetico), si riferisce alla congruità delle spese e non anche ai requisiti tecnici e l’effettiva realizzazione.

Inoltre in tema di asseverazioni, in una FAQ si legge che, in attesa della pubblicazione del nuovo decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica, la congruità delle spese richiesta dalla nuova normativa è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi. In questo modo si è superato il vincolo temporale di attesa del decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica che era vincolato alla conversione in Legge del del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021

Infine, per quanto riguarda il visto di conformità, nelle FAQ si precisa che il visto va richiesto solo per i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. A meno che la dichiarazione non necessiti di un visto “generale”, come ad esempio, nel caso di compensazione di crediti superiori a 5.000 euro, ed in tal caso, il visto interessa l’intera dichiarazione dei redditi e non solo la documentazione relativa al Bonus Edilizia.

Decreto caro materiali, fuori dal fondo compensazione il legno strutturale

FederlegnoArredo e Assolegno chiedono un incontro urgente al MIMS

pprendiamo con grande disappunto che il ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturale, i cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla. Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”. Lo dichiarano Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, e Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno.

“Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio il materiale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità. Ignorate anche – sottolinea FederlegnoArredo – tante altre voci che si sono sollevate in questi giorni nella medesima direzione, a partire da UNCEM e dall’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha rimarcato l’esigenza di modifiche sostanziali a quanto proposto, dati scientifici alla mano”.

Leggi anche: “Decreto caro materiali, duro il commento di Assistal: lista carente e percentuali che non corrispondono alla realtà

Caro materiali, pubblicati gli aumenti dei costi dei materiali da costruzione

Sulla base delle variazioni rilevate dal MIMS, le imprese potranno chiedere entro il 9 dicembre 2021 la compensazione per i maggiori costi sostenuti. FederlegnoArredo e Assistal contro il decreto

24/11/2021 – È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il DM 11 novembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) con gli aumenti dei prezzi dei principali materiali da costruzione registrato nel primo semestre del 2021.

Le variazioni, calcolate rispetto alla media dei prezzi del 2020 e riportate nella tabella allegata al DM, sono state approvate a maggioranza dalla ‘Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione’ composta da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

Sulla base del decreto, gli operatori economici titolari di contratti pubblici potranno chiedere alle stazioni appaltanti la compensazione per i maggiori costi sostenuti a seguito degli aumenti, indicando la quantità dei materiali impiegati.

Domande di compensazione entro il 9 dicembre 2021

Le stazioni appaltanti dovranno provvedere al pagamento dei relativi oneri e, qualora dovessero dichiarare di non disporre delle risorse sufficienti, potranno usufruire dell’apposito Fondo da 100 milioni di euro costituito presso il MIMS.

​Le imprese hanno tempo fino al 9 dicembre 2021 (15 giorni a partire dalla data di pubblicazione del DM) per richiedere le compensazioni, come previsto dal decreto Sostegni-bis che ha istituito il Fondo.

La maggiore variazione di prezzo – sottolinea il MIMS – riguarda l’acciaio, con un aumento che supera il 40%. Per alcuni materiali, come le lamiere in acciaio di qualsiasi spessore lisce, piane e striate e per i nastri in acciaio per manufatti o barriere stradali, l’aumento arriva rispettivamente al 59,37% e al 76,43%. In forte aumento anche il costo del legno e del rame.

 
FederlegnoArredo: ‘
a rischio aziende e bioedilizia’

“Apprendiamo con grande disappunto che il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturalei cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla.

Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura, e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”.

Lo dichiarano il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin e il presidente di Assolegno, Angelo Luigi Marchetti.

Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio ilmateriale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità”.

Assistal: ‘imprese lasciate sole dal Governo’

“Il Ministero non ha saputo o, peggio, voluto ascoltare le imprese e il risultato è stato una misura completamente inutile per la salvaguardia del settore delle costruzioni”. Lo ha affermato Angelo Carlini, Presidente di Assistal.

“In primo luogo, contestiamo il documento prodotto dalla Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione nella sostanza, perché le irricevibili affermazioni del Ministro Giovannini laddove dichiara di aver riconosciuto variazioni fino al 76%, sono perfettamente contraddette dal contenuto oggettivo del Decreto, che da un lato definisce una lista carente di moltissimi dei materiali di uso comune nel mercato della costruzione degli impianti e dei servizi energetici, e dall’altro, quei pochi individuati riportano percentuali non riscontrabili nella realtà.

Facciamo riferimento alle tubazioni in acciaio nero senza saldatura che per il MIMS hanno avuto un incremento del23%, mentre le nostre imprese ne hanno registrato il 73%. Stesso discorso per la tubazione in polietilene ad alta densità, 20% contro 47%, tubazione in PVC rigido 21% contro 65%, tubo in polipropilene corrugato per impianti elettrici, 21% contro 98%, fili di rame conduttori, 32% contro 55% e tubi di rame per impianti idrosanitari, 16% contro 55%”.

“Da questi dati, risulta evidente che se l’intento era quello di aiutare le imprese, si è scelta la strada sbagliata: il Governo non può ritenere di aver fatto tutto il possibile e nel frattempo, chiedere alle nostre imprese di essere la forza motrice per la realizzazione del PNRR. Ad oggi, le imprese non riescono a sostenere i contratti già conclusi e non partecipano alle nuove gare, di conseguenza non potrà esserci nessuna ripresa e nessuna attuazione del Piano; si profilano danni irreparabili per le imprese, per l’occupazione, per lo Stato italiano che non raggiunge gli obiettivi di ripartenza economica tanto decantati”.

“Vista la gravità della situazione – conclude Carlini -, se non riceveremo da parte del Governo e del Parlamento risposte concrete, tempestive e risolutive, siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa volta a tutelare le imprese ed i lavoratori; alzeremo i toni del confronto, daremo la massima pubblicità a questa insostenibile situazione, proprio perché è a rischio lo sviluppo di un settore strategico, della occupazione che genera e degli obiettivi di benessere sociale che dovrebbero ispirare in primis il Legislatore e il Governo”.

https://www.edilportale.com/news/2021/11/mercati/caro-materiali-pubblicati-gli-aumenti-dei-costi-dei-materiali-da-costruzione_85984_13.html

Superbonus 110 tra proroga, novità e scadenze: cos’è cambiato e le possibili sorprese

La legge di bilancio 2022 ha cambiato le carte in tavola.

Superbonus 110

Proroga superbonus 110

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

Decreto antifrode superbonus

Come funziona il superbonus 110

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Superbonus 110, novità in arrivo?

Superbonus 110: qualcosa è cambiato, ma altre possibili novità sono in arrivo. Non ci si annoia mai con il bonus 110, destinato a dare una spinta importante all’edilizia, ma finito nel fuoco incrociato di interessi diversi. Nato con il decreto rilancio e modificato dal decreto semplificazioni, il superbonus 110%, potrebbe ulteriormente cambiare in termini di scadenza e proroga, soprattutto per le unifamiliari ora vincolate a un tetto Isee, con le modifiche parlamentari alla legge di bilancio 2022. Senza contare le ultime novità per l’ecobonus 110 (e per gli altri bonus casa) introdotte dal decreto anti frode. 

Proroga superbonus 110

La novità più importante che riguarda il superbonus 110 è la proroga nella legge di bilancio 2022. Ma attenzione perché si tratta di una proroga differenziata:

  • Proroga al 2023 del superbonus 110 per i condomini e sugli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate anche se di proprietà di persone fisiche.
  • Proroga fino al 2025 per condomini ed edifci composti da due a quattro unità immobiliari ma con un’aliquota decrescente: pari al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
  • Per quanto riguarda gli immobili di proprietà delle cooperative, la scadenza del superbonus 110 viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% delle spese.

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Un discorso a parte per la proroga del superbonus 110 per le unifamiliari e le villette

  • La scadenza del superbonus 110 viene prorogata al 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 settembre 2021 sia stata effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)
  • Proroga del superbonus 110 al 31 dicembre 2022 per gli edifici unifamiliari oggetto di lavoro di demolizione e ricostruzione, sempre e quando alla data del 30 settembre siano state avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo amministrativo
  • In mancanza delle suddette condizioni, il superbonus 110 viene prorogato al 31 dicembre 2022 solo per gli edifici unifamiliari adibiti ad abitazione principale di nuclei familiari con un Isee inferiore a 25mila euro.

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Per quanto riguarda la scadenza delle detrazioni del superbonus 110 per l’installazione di un sistema solare fotovoltaico, questa viene fissata al 30 giugno 2022

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Per chi sceglie la detrazione del superbonus 110 nella dichiarazione dei redditi, la suddivisione della detrazione cambia a seconda dell’anno in cui vengono sostenute le spese.

  • Detrazione in cinque rate di pari importo: per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021.
  • Detrazione in quattro rate di pari importo: per le spese effettuate nel 2022.

Per le spese sostenute fa fede il principio di cassa, vuol dire che le spese si considerano sostenute nell’anno in cui sono state effettivamente pagate e non dipendono dalla data del bonifico. Diversa la situazione per i condomini, per cui l’importanza è la data del bonifico del condomino e non quella di versamento delle rate dei singoli condomini.

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

La legge di bilancio 2022 ha prorogato anche lo sconto in fattura e la cessione del credito per il superbonus 110 fino al 31 dicembre 2025. Per gli altri bonus casa la prororoga è fino al 31 dicembre 2024.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto un nuovo modello con relative istruzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura

Decreto antifrode superbonus

Una novità importante che riguarda il superbonus 110, ma anche gli altri bonus casa, è l’approvazione del decreto anti-frode, in vigore dal 12 novembre 2021. Scopo del decreto è frenare le frodi nell’ambito del superbonus 110 e degli altri bonus edilizi a cui è stata estesa la possibilità di usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Una delle norme più importanti prevede che l’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione dell’avvenuta cessione del credito, può sospendere per un periodo non superiore a trenta giorni l’efficacia della comunicazioni delle cessioni.

Come funziona il superbonus 110

Il superbonus 110 è una detrazione del 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Per ottenere la detrazione del 110%, i lavori devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche. Se questo salto di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta. 

Ad attestare il passaggio di classe è l’attestato di prestazione energetica (APE)  rilasciato da un tecnico abilitato che ha una validità temporale di 10 anni. 

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Il superbonus 110 comprende i cosiddetti lavori trainati e trainanti. Con la risposta n 523 l’Agenzia dell’Entrate ha fornito chiarimenti sugli interventi che rientrano nelle due fattispecie.

Superbonus 110, novità in arrivo?

Il passaggio parlamentare della legge di bilancio 2022 è un momento cruciale per il superbonus 110. L’introduzione di una proroga limitata per le villette unifamiliari ha infatti riscontrato numerose critiche, all’interno dello stessa maggioranza, e potrebbe essere oggetto di revisione durante l’iter di approvazione della manovra finanziaria al Senato e alla Camera.

Come convertire la propria impresa edile in azienda sostenibile: le soluzioni

Esistono diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile. Ecco quali è possibile attuare fin da subito.

Negli ultimi anni sta assumendo sempre più importanza il tema della sostenibilità negli ambienti produttivi e lavorativi. Per troppo tempo le industrie hanno seguito standard di produzione che, ad oggi, non risultano più compatibili con ciò che richiede l’ambiente. L’inquinamento e il cambio climatico è la grande sfida che il mondo si sta trovando ad affrontare, e ogni impresa dovrà attrezzarsi per farsi trovare pronta alla transizione ecologica.

L’eco-compatibilità deve essere al centro dell’agenda di ogni imprenditore, specialmente nell’ambito edilizio, dove sarà sempre più importante favorire lo sviluppo di quella che potremmo chiamare “eco-edilizia”. Per fortuna, esistono già diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile: qui di seguito andremo ad analizzare alcune, tra cui il noleggio come soluzione sostenibile.

L’importanza dell’eco-sostenibilità nell’ambito produttivo dell’edilizia

Il settore edilizio e delle costruzioni rientrano nell’ambito delle attività produttive che prevedono la movimentazione non soltanto di grandi macchinari, i quali richiedono carburante per il funzionamento, ma anche di notevoli quantità di materiali, sia per costruire da zero nuovi edifici sia come “effetto collaterale” delle demolizioni. Per tale motivo, gli interventi di trasformazione della propria azienda nella direzione dell’eco-sostenibilità dovranno riguardare per forza di cose entrambi gli aspetti.

La scelta dei materiali: privilegiare quelli ecologici

Un buon punto di partenza è senz’altro la scelta di materiali ecologici, da impiegare nei propri cantieri, in grado di portare notevoli benefici non soltanto all’ambiente ma anche ai propri lavoratori. L’obiettivo è la creazione di un ambiente di lavoro sostenibile e che sia il più possibile rispettoso per l’ambiente.

A tal fine, suggeriamo la scelta di alcuni precisi materiali, come il metallo riciclato, il legno o il bambù, da impiegare nelle strutture che vengono dispiegate e utilizzate nel cantiere o nell’impresa. Questi materiali, oltre ad essere economici e ad avere un impatto ambientale minore, sono anche facili da riciclare e molto più sicuri per la salute dei lavoratori.

Presta attenzione ai materiali che prevedono sostanze chimiche

In un ambiente di lavoro nell’ambito dell’edilizia non vengono utilizzati soltanto materiali da costruzione diretta, come il cemento o l’acciaio, ma anche materiali che contengono sostanze chimiche. Basti pensare ad esempio ai solventi, oppure alle vernici, che andrebbero scelti con composizione eco-compatibile, risultando più sicuri per la salute degli operai e molto meno inquinanti per l’ambiente.

La costruzione di un nuovo edificio richiede quasi sempre l’implementazione di un sistema di isolamento. Anche in tal senso, al posto dei classici materiali che contengono sostanze chimiche è possibile scegliere materie eco-compatibili: il cotone riciclato o ricavato da indumenti scartati, la fibra di legno estratta da trucioli e la lana di pecora sono soltanto alcune delle soluzioni atossiche e non inquinanti, oltreché non dannose per chi dovrà abitare o risiedere per periodi prolungati in quell’edificio.

Il noleggio dei macchinari: una soluzione sostenibile e vantaggiosa

Una soluzione sostenibile e vantaggiosa, sia in termini ambientali sia economici è il noleggio, che vi consentirà non soltanto di risparmiare tempo e denaro per l’acquisto delle macchine da utilizzare, ma rappresenta anche una soluzione sostenibile sotto diversi punti di vista: non è necessario dedicare uno spazio allo stoccaggio del macchinario, vengono risparmiati i materiali di creazione di una nuova attrezzatura, ad esempio.

A tal proposito consigliamo easyNoleggio, soluzione ideale per qualsiasi impresa edile che voglia trasformare la propria attività nella direzione della sostenibilità ambientale. Tramite easyNoleggio avrete la possibilità di scegliere da un catalogo estremamente ricco di attrezzature di svariato tipo, che faranno senz’altro al caso vostro qualora foste impegnati nella costruzione di un nuovo edificio, o in un cantiere in generale, con la vostra azienda. 

easyNoleggio vi consentirà di gestire l’intera procedura di noleggio online, anche dal punto di vista del preventivo, e il team di supporto è sempre a disposizione del cliente per qualsiasi problema.

Prediligi i più recenti macchinari elettrici

 Su easy Noleggio inoltre potrete trovare macchinari elettrici di ultima generazione, pronti per essere noleggiati e impiegati nel vostro cantiere. Come alcuni di voi sapranno, le attrezzature elettriche propongono un notevole beneficio rispetto a quelle a diesel o benzina, specialmente sotto il punto di vista dei consumi, dell’inquinamento e del rumore emesso. La scelta di questo tipo di macchinari non può mancare nella procedura di transizione ecologica di qualsiasi attività che voglia intraprendere questa strada.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Nel ribadire la gravità della situazione, ASSISTAL parla di inevitabili rescissioni contrattuali legate alla tenuta finanziaria delle imprese.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Caro materiali e tenuta finanziaria delle imprese di settore: un connubio infelice che rischia di mettere a rischio tutto il sistema produttivo, senza adeguate soluzioni al problema.

Caro materiali: per ASSISTAL tenuta finanziaria delle imprese è a rischio

Lo conferma Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL, l’Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management, aderente a Confindustria: “Tutto il sistema produttivo è in grave difficoltà ed ogni giorno in più senza misure adeguate, è un repentino avvicinamento verso una condizione di insostenibilità”.

In attesa del decreto di rilevazione dei prezzi dei materiali da costruzione relativo al 1° semestre 2021, riportiamo la tabella elaborata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) sui dati Meps, Prometeia e Siteb, in cui vengono evidenziati i rincari dei prezzi dei principali materiali da costruzione.

Materiale da costruzionePeriodoVariazione %
Ferro – acciaio tondo per cemento armato (prezzo base)Novembre 2020 – Luglio 2021+243,3%
Polietilene (HDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+100,9%
Polietilene (LDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+128,0%
PolipropileneNovembre 2020 – Giugno 2021+100,5%
PVCNovembre 2020 – Giugno 2021+73,8%
PolistireneNovembre 2020 – Giugno 2021+96,7%
RameNovembre 2020 – Giugno 2021+38,6%
PetrolioNovembre 2020 – Giugno 2021+67,5%
BitumeNovembre 2020 – Giugno 2021+25,2%
CementoNovembre 2020 – Gennaio 2021+10,0%
Legnami di conifere (or. Svezia)Novembre 2020 – Giugno 2021+76,1%
Gas naturaleNovembre 2020 – Giugno 2021+113,7%
Energia elettricaNovembre 2020 – Giugno 2021+73,9

Caro materiali: necessario rivedere i prezzi e fornire sostegni

I dati effettivamente sono preoccupanti. Il rischio, sempre più concreto, secondo Carlini, è che si assista ad un blocco dei cantieri, all’apertura di contenziosi e alla rescissione dei contratti per eccessiva onerosità, a causa di una situazione incontrollata che vede rincari fino al 60-70% ed è priva, quindi, di quell’equilibrio di mercato che è alla base dei negoziati. Il risultato? Condizioni difficili per lavorare, perché gli operatori si ritrovano a fronteggiare fattori esterni di grande portata e assolutamente indipendenti dalla propria volontà.

Sarebbe quindi necessario un intervento immediato, fornendo alle imprese sostegni finanziari adeguati per poter proseguire o avviare i lavori: il fondo da 100 milioni per la compensazione degli aumenti registrati nei primi sei mesi dell’anno su tutti i lavori pubblici è infatti al mercato dei lavori pubblici e non contempla nemmeno le opere del settore privato, anch’esso affanno.

Per questo motivo, ASSISTAL ha avanzato alcune proposte al Ministro Giovannini, a partire dall’art. 106 del Codice degli appalti per la revisione dei prezzi dei materiali, compresi i vettori energetici.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-imprese-contratti-rischio-27000

Sconto in fattura e cessione del credito fino al 2024 per i bonus edilizi e al 2025 per il Superbonus

Approvata in CdM la stretta per evitare truffe: visto di conformità sempre obbligatorio e controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate

Sarà prorogata fino al 2024 la possibilità di scegliere lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli interventi agevolati con il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus, il sismabonus e il bonus facciate, nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

La novità è contenuta nella bozza di disegno di legge di Bilancio per il 2022 datata 10 novembre, che sta per iniziare in Senato l’iter per la conversione in legge.

Per bilanciare gli effetti della proroga, la disciplina dello sconto in fattura e della cessione del credito potrebbe essere rivista, con l’introduzione di controlli preventivi per evitare truffe. La modifica è contenuta in un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri.

Sconto in fattura e cessione del credito, proroga per tutti i bonus

Rispetto alla prima versione circolata, con il testo del ddl del 10 novembre, lo sconto in fattura e la cessione del credito vengono prorogate insieme alla scadenza dei bonus edilizi cui si riferiscono. Per il Superbonus le due opzioni saranno in vigore fino al 2025, per le altre detrazioni fiscali fino al 31 dicembre 2024.

Superbonus, non cambiano limiti Isee e regole sulle unità unifamiliari

Nonostante le pressioni degli ultimi giorni, il testo del ddl del 10 novembre conferma l’intenzione di prorogare il Superbonus sulle unità immobiliari unifamiliari dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022, ma con una serie di limiti:
– chi ha presentato la CILAS o ha richiesto il titolo abilitativo per la demolizione e ricostruzione entro il 30 settembre 2021, potrà usufruire del Superbonus 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022;
– tra coloro i quali presentano le pratiche dopo il 30 settembre 2021, chi ha ISEE superiore a 25mila euro potrà fruire del superbonus 110% (anche su seconda casa) solo fino al 30 giugno 2022;
– chi invece ha Isee fino a 25mila euro, potrà fruire del superbonus 110% solo sull’abitazione principale ma fino al 31 dicembre 2022.

Sconto in fattura e cessione del credito, stretta e controlli

Per mantenere lo sconto in fattura e la cessione del credito, saranno introdotti una sere di controlli per evitare truffe. Secondo il decreto legge approvato, il visto di conformità sarà obbligatorio anche per chi usufruisce direttamente del Superbonus e per chi ha diritto a tutti i bonus edilizi

L’Agenzia delle Entrate potrà sospendere, fino a 30 giorni, l’efficacia delle comunicazioni delle cessioni per il controllo preventivo della correttezza delle operazioni. Lo stop scatterà nel caso in cui emergano dei profili di rischio, individuati utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti ceduti. 

La stretta su sconto in fattura e cessione del credito viene incontro alle preoccupazioni dell’Agenzia delle Entrate, che ha segnalato evasioni per 800 milioni di euro legati agli sconti in fattura e alle cessioni del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Gabriele Buia, è tornato sull’argomento all’evento “Quale riforma fiscale per un’edilizia sostenibile?” spiegando che è necessario “fare in modo che ci siano dei prezzari di rifermento validi per tutti e che gli interventi vengano eseguiti da imprese qualificate”.

https://www.edilportale.com/news/2021/11/ristrutturazione/sconto-in-fattura-e-cessione-del-credito-fino-al-2024-per-i-bonus-edilizi-e-al-2025-per-il-superbonus_85728_21.html

Dl Superbonus, misure contro gli abusi e freno ai prezzi dei materiali con il tariffario anti-aumenti

ll governo vuole limitare il ricorso a crediti d’imposta fittizi, originati dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura

Dl Superbonus, misure contro gli abusi e freno ai prezzi dei materiali con il tariffario anti-aumenti
  • Stretta anti-frodi per il Superbonus 110%. Dopo la cabina di regia con le forze politiche riunita dal premier Mario Draghi arriva in Consiglio dei ministri un nuovo decreto legato allo sconto fiscale. In particolare il governo vuole limitare il ricorso a crediti d’imposta fittizi, originati dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura. Meccanismi che permettono a chi effettua i lavori di sfruttare immediatamente il vantaggio fiscale ma che si prestano ad abusi. Protesta, però, il Movimento 5 Stelle che ha paura che con le nuove norme venga bloccato il credito d’imposta, finendo per boicottarlo.

Superbonus, le misure contro gli abusi 

Arginare le frodi –in fumo ben 850 milioni di euro in un anno– è la condizione sine qua non per preservare questi sconti. Lo ha spiegato, a quanto si apprende, il presidente Draghi alle forze di maggioranza. A chi avanzava dubbi sull’introduzione di controlli eccessivi, il presidente del Consiglio ha replicato ricordando la sfiducia del cittadini quando, negli anni ’70, i fondi per lo sviluppo in Biafra finirono in parte in fumo, sbriciolati dalla corruzione. «Dobbiamo preservare la fiducia collettiva nella spesa pubblica e dimostrare che i soldi sono spesi bene» ha detto Draghi, soprattutto alla luce delle risorse legate al Next Generation Eu.

«Allo scopo di contrastare i comportamenti fraudolenti, le disposizioni rafforzano le misure che presidiano la fruizione (diretta ovvero tramite cessione del credito/sconto in fattura) di alcuni crediti d’imposta e delle detrazioni per lavori edilizi». È la ratio del decreto, secondo quanto si legge in una bozza, stando alla relazione illustrativa del provvedimento.

Il provvedimento, che sarà all’esame del Consiglio dei ministri che inizia tra un’ora, è composto di cinque articoli. In materia di cessione del credito è previsto che l’Agenzia delle entrate possa sospendere, fino a trenta giorni, l’efficacia delle misure qualora emergano «profili di rischio», «ai fini del controllo preventivo della correttezza delle operazioni».«I profili di rischio – si legge nel decreto – sono individuati utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti ceduti e riferiti: alla coerenza e alla regolarità dei dati indicati nelle comunicazioni»; «ai dati afferenti ai crediti oggetto di cessione e ai soggetti che intervengono nelle operazioni cui detti crediti sono correlati, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria»; «ad analoghe cessioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nelle comunicazioni». «Se all’esito del controllo non risultano confermati i rischi, ovvero decorsi trenta giorni dalla presentazione della comunicazione, la comunicazione stessa produce gli effetti previsti dalle disposizioni di riferimento» e quindi si può procedere alla cessione del credito.

La protesta del Movimento 5 Stelle: «Così è un boicottaggio»

Sulle barricate il Movimento 5 Stelle. «Il decreto legge sui controlli alle procedure di cessione del credito legate ai bonus edilizi e al superbonus – dicono i deputati Luca Sut, Patrizia Terzoni e Riccardo Fraccaro– pone a carico del cessionario una serie di incombenze tali da comportare il rischio che si blocchi l’intero meccanismo. Effettuare dei controlli preventivi per scongiurare eventuali abusi non deve significare vanificare la portata e l’efficacia delle agevolazioni, attuando quello che di fatto diventa un vero e proprio boicottaggio».

«Allo stesso modo – aggiungono – non si può pensare che si diano 30 giorni all’Agenzia delle entrate per verificare i casi sospetti mentre si stabiliscono tempi stretti per accedere ai bonus: in questo caso bisogna tenere nel dovuto conto almeno quanti rischiano di superare così i termini fissati».

E concludono: «Il decreto interviene per l’ennesima volta a cambiare le carte in tavola senza peraltro ascoltare gli operatori del settore: questo rischia di creare un grave danno alla portata del superbonus e degli altri bonus edilizi, creando ancor più preoccupazioni e dubbi tra i cittadini e vanificando il lavoro fatto finora per mettere in campo una imponente misura di politica economica, in grado di far ripartire l’edilizia all’insegna della sostenibilità ambientale e della creazione di nuove imprese e posti di lavoro».

Il freno al prezzo dei materiali

La maggioranza sta anche affrontando il tema dei rincari nell’ambito dei lavori di ristrutturazione: l’ipotesi è quella di definire un “prezzario” per contenere gli aumenti. Dei veri e propri listini di riferimento, quindi, per evitare che le fatture lievitino in modo anomalo in virtù degli sconti fiscali.

Sul tavolo della riunione del Consiglio dei ministri di oggi, inoltre, approderà anche la Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr da inviare alle Camere.

Il monito del Cna: «Mantenere i Bonus edilizi oppure uccidiamo la ripresa»

Intanto la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa interviene per chiedere che i bonus edilizi siano mantenuti ancora per molti mesi, confermando le proroghe di cui si è parlato in questi giorni e forse anche osando qualcosa in più. «Intervenire sui bonus edilizi rischia di uccidere la ripresa nella culla» sostiene in un nota la Cna, che pubblica una indagine del Centro studi della Confederazione secondo la quale quest’anno la crescita delle spese edili di imprese e famiglie è destinata a salire del 62,7% sul 2019, anno pre-pandemia, e addirittura del 73,2% rispetto al 2020, l’anno in cui è scoppiata la pandemia quando tra febbraio e maggio il confinamento ha paralizzato l’attività nel settore delle costruzioni.

In termini assoluti, a fronte dei 46,2 miliardi di euro stimati dal Centro studi per l’intero 2021, nel 2020 la spesa è ammontata a 26,7 miliardi e nel 2019 a 28,4 miliardi. Interessante anche l’analisi dell’andamento mensile di queste spese, da cui emerge l’impennata registrata a fine anno, periodo nel quale si è temuta la fine delle norme più favorevoli a imprese e cittadini.

I risultati dell’indagine, quindi, sostiene la Cna, ribadiscono l’esigenza di confermare il Superbonus al 110%, il bonus facciate al 90%, le detrazioni sulle ristrutturazioni degli edifici al 50%, le detrazioni sulla riqualificazione energetica degli edifici al 65% nonché di confermare la possibilità per tutte le misure di cedere i crediti corrispondenti alle detrazioni riconosciute.

https://www.ilmattino.it/economia/news/superbonus_dil_misure_abusi_freno_prezzi_materiali_tariffario_anti_aumenti-6313503.html

Superbonus, per scegliere i materiali giusti non basta il prezzario DEI

Enea: per provare i requisiti dei materiali, il tecnico deve acquisire tutte le informazioni per dimostrare l’idoneità al DM 6 agosto 2020

26/10/2021 – La presenza di un materiale nel prezzario DEI non è una condizione sufficiente per dimostrare la sua rispondenza ai requisiti richiesti per usufruire del Superbonus. Lo ha spiegato Enea con una nota pubblicata nei giorni scorsi.

Per poter accedere al Superbonus, i prodotti utilizzati negli interventi di riqualificazione energetica devono rispettare una serie di requisiti tecnici ed è necessaria l’asseverazione della congruità delle spese.

Le valutazioni, però, non possono essere condotte in modo automatico. Come affermato da Enea, i tecnici sono chiamati a valutazioni puntali.

Superbonus, Enea: i requisiti dei materiali per l’edilizia

Enea nella nota spiega che “l’inclusione dei prodotti per l’edilizia nel prezzario DEI non costituisce di per sé garanzia circa la conformità degli stessi a tutta la normativa a questi applicabile, compresa la rispondenza tecnica ai requisiti previsti dal Decreto “Requisiti” (DM 6 agosto 2020) ai fini dell’ammissibilità ai benefici dell’Ecobonus e del Superbonus”.

professionisti, spiega la nota, devono acquisire la documentazione che dimostri la conformità dei prodotti utilizzati alla normativa che regola il superbonus.

La verifica dei requisiti dei materiali e dei sistemi isolanti, scrive Enea, deve essere effettuata sulla base della nota sulle prestazioni dei materiali isolanti, diffusa a dicembre 2020. La nota spiega che per gli interventi con data di inizio lavori precedente al 6 ottobre 2020 (data di entrata in vigore del DM 6 agosto 2020) si applicano i limiti riportati nel DM 11 marzo 2008, coordinato con il DM 26 gennaio 2010. Per gli interventi iniziati a partire dal 6 ottobre 2020 si applicano i limiti riportati nell’Allegato E del DM 6 agosto 2020.

Superbonus, i requisiti dei materiali

Ma come è nata la convinzione che la presenza di un materiale nel prezzario DEI lo renda automaticamente idoneo ad essere utilizzato nell’ambito di un lavoro agevolato dal Superbonus?

L’Allegato A al DM 6 agosto 2020 prevede che il tecnico asseveri il rispetto dei costi massimi per tipologia di intervento previsti dai prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti o, in alternativa, ai prezzi riportati nelle guide sui “Prezzi informativi dell’edilizia” edite dalla casa editrice DEI – Tipografia del Genio Civile.

La sola presenza del materiale nel prezzario non prova l’idoneità per ottenere il Superbonus. Ai fini della detrazione maggiorata, ci sono infatti dei requisiti tecnici da rispettare per attestare il miglioramento della prestazione energetica: quelli relativi all’isolamento termico e agli impianti sono indicati negli altri allegati al DM 6 agosto 2020.

I materiali isolanti devono inoltre essere conformi ai criteri ambientali minimi (CAM) indicati nel DM 11 ottobre 2017. Questo requisito è stato previsto dal Decreto Rilancio fin dalla nascita del Superbonus proprio per favorire l’utilizzo di materiali sostenibili.

Tutti questi requisiti vanno verificati, unitamente ai prezzi, a cura del tecnico.

https://www.edilportale.com/news/2021/10/risparmio-energetico/superbonus-per-scegliere-i-materiali-giusti-non-basta-il-prezzario-dei_85458_27.html

Dubbi sul mondo della casa? Ecco l’evento del Notariato che ti aiuta a fare chiarezza

Data e programma dell’incontro “Perché non sia una casa di carta”

Consiglio Nazionale del Notariato
Consiglio Nazionale del Notariato

Commenti Autore: Redazione 22 ottobre 2021, 10:59

Acquisto, aste, mutuo. Di questo e molto altro ancora si parlerà nel corso dell’evento organizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei consumatori con l’obiettivo di fare chiarezza sul mondo della casa. L’appuntamento con l’evento “Perché non sia una casa di carta“, che si svolgerà in diretta streaming dal Teatro Ghione di Roma, è per lunedì 25 ottobre a partire dalle ore 16:00.

L’evento è in collaborazione con TEDxAscoliPiceno, TEDxNapoli, TEDxPescara e TEDxTorino, che sul tema casa hanno prodotto cinque Talk Studio, quattro dei quali già disponibili sul canale YouTube TEDxTalk, che richiamano le tematiche trattate nella collana “Guide per il cittadino”, realizzate dal Notariato e dalle Associazioni dei consumatori. Il quinto talk, inedito, interpretato da uno speaker d’eccezione, lo scrittore Maurizio De Giovanni, sarà proiettato in diretta il 25 ottobre in apertura dei lavori.

Perché non sia una casa di carta” sarà un incontro imporante. Durante l’evento, infatti, non solo verranno lanciate sei guide aggiornate dedicate al mondo casa (Acquisto in costruzione, Garanzia preliminare, Prezzo – valore, Aste, Acquisto certificato, Mutuo informato), ma soprattutto i cittadini potranno interagire e porre le proprie domande in chat direttamente ai professionisti presenti in teatro. 

In particolare, il pomeriggio si articolerà in tre parti – ciascuna delle quali dedicata alla presentazione di due guide – nel corso delle quali i cittadini potranno scegliere a quale workshop intervenire ponendo le proprie domande attraverso la chat dedicata e avranno modo di partecipare a una serie di questionari pensati ad hoc per sfatare falsi miti o confermare corrette intuizioni relative al tema che da sempre sta più a cuore agli italiani: la casa.

Ecco il programma nel dettaglio: 

  • ore 16:00 – Apertura lavori e saluti istituzionali con Valentina Rubertelli, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Giulio Biino e Alessandra Mascellaro, consiglieri nazionali del Notariato;
  • ore 16:15 – Presentazione guide “Acquisto in costruzione” e “Garanzia preliminare” con Giovanni Rizzi, notaio in Vicenza e Grazia Ferdenzi, avvocato Confconsumatori;
  • ore 17:00 – Presentazione guide “Prezzo – valore” e “Acquisto all’asta” con Michele Gentilucci, consigliere nazionale del Notariato e Francesco Luongo, presidente Movimento Difesa del Cittadino;
  • ore 17:45 – Presentazione guide “Acquisto certificato” e “Mutuo” con Cesira De Michele e Michele Labriola, consiglieri nazionali del Notariato e Laura Pulcini, vice presidente Adoc.

Di seguito, in breve, i temi delle guide:

Acquisto in costruzione. Gli immobili dopo il 16 marzo 2019. La tutela nella compravendita di un immobile da costruire

La guida affronta la tipologia di compravendita immobiliare che presenta i maggiori rischi: l’acquisto di un immobile da costruire, alla luce delle novità introdotte dalla legge nel 2019, con lo scopo di assicurare effettività agli strumenti di tutela a protezione degli acquirenti di immobili da costruire, quali contraenti “deboli” nella relativa negoziazione, già previsti dal 2005.

Tre le principali novità trattate nella guida:

(i) l’affidamento al notaio della competenza per il perfezionamento del preliminare obbligatorio, al fine di  permettere la trascrizione del contratto, accrescere l’informazione preventiva del consumatore ed evitare fenomeni di disapplicazione

(ii) la valorizzazione della c.d. “polizza decennale postuma”, che tutela l’acquirente dai difetti del  bene dopo l’acquisto, prevedendo che dall’atto di vendita ne debba risultare la consegna

(iii) un nuovo ruolo della fideiussione, che garantisce oggi il consumatore-acquirente non solo in caso di stato di crisi del costruttore, ma anche in caso di mancato rilascio della predetta c.d. “polizza decennale  postuma”. 

La nuova normativa è applicabile solo ove oggetto di acquisto siano gli immobili più recenti e, precisamente, quelli il cui titolo edilizio sia stato richiesto o presentato al Comune a partire dal 16 marzo 2019. 

Garanzia Preliminare. La sicurezza del contratto di compravendita immobiliare

La guida analizza la prima delicatissima fase della compravendita immobiliare, quella della firma del contratto preliminare. Il preliminare infatti – se ben predisposto – obbliga e al tempo stesso tutela entrambi i protagonisti della compravendita; un’ulteriore garanzia è offerta dalla trascrizione del contratto nei Registri Immobiliari, eseguita dal notaio. 

Prezzo – Valore. I vantaggi della trasparenza nelle vendite immobiliari

A partire dal primo gennaio 2006 è possibile regolare fiscalmente alcuni trasferimenti immobiliari in base al valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo pattuito e indicato nell’atto. La guida illustra con grande chiarezza tutti gli aspetti salienti: dalla definizione all’ambito di applicazione, dalle conseguenze fiscali agli effetti per chi non applica la norma. 

Acquisto all’asta. Un modo alternativo e sicuro di comprare casa

In tempi di crisi economica si rimandano gli investimenti più rilevanti, spesso i più importanti per sé e per la propria famiglia: come, ad esempio, la casa. Se i costi del mercato tradizionale diventano troppo onerosi, esistono modalità alternative che possono offrire condizioni anche più vantaggiose garantendo comunque le tutele necessarie. Si può ricorrere ad esempio alle aste immobiliari: una soluzione sicura, spesso conveniente, oggi ancora più accessibile e garantita con l’introduzione delle aste telematiche. La Guida illustra le caratteristiche dei diversi tipi di aste immobiliari analizzando le diverse modalità di partecipazione astrattamente possibili, tradizionali e/o telematiche, fornendo istruzioni efficaci e immediate. 

Acquisto certificato. Agibilità, sicurezza ed efficienza energetica degli immobili 

Acquistare edifici “certificati” sotto il profilo igienico-sanitario, della sicurezza e del risparmio energetico è sempre più importante dal punto di vista economico e sociale. L’efficienza energetica della casa, in particolare, nella sua conduzione e in generale nei suoi consumi, può contribuire a preservare l’ambiente consentendo nel contempo un non trascurabile risparmio. L’Europa prima e il legislatore nazionale poi, hanno dato vita a una normativa in materia di disciplina energetica degli edifici che consente di conoscere la qualità di un immobile da acquistare e la spesa che si dovrà sostenere per la gestione energetica. Per questo, già alla stipula del preliminare, un aspetto che merita attenzione e che viene spesso ignorato è quello relativo alla documentazione che deve essere consegnata dal venditore. Essa dovrà indicare alcuni aspetti specifici sull’agibilità, la sicurezza degli impianti e la certificazione energetica al fine di una più completa valutazione dell’immobile e, quindi, di un’adeguata tutela per l’acquirente. 

Mutuo informato. Informazioni utili per chi chiede un mutuo ipotecario

Chiedere e ottenere un mutuo per l’acquisto della casa oggi è un’operazione molto frequente ma richiede – come ogni prodotto giuridico – attenzione. Per ottenere un mutuo è normalmente sufficiente rivolgersi a una banca e fornire i documenti che questa chiede. La garanzia ipotecaria impone per legge l’intervento del notaio, in quanto si va a toccare il registro pubblico delle proprietà immobiliari, e ciò può essere fatto esclusivamente da un soggetto qualificato, pubblico ufficiale, che impedisca frodi a danno della banca e dei clienti e che se ne assuma la responsabilità a garanzia delle parti.

Chi chiede un mutuo ipotecario e ha bisogno di chiarimenti può rivolgersi, oltre che alla banca, anche alle Associazioni dei consumatori e al notaio di fiducia, professionista imparziale, la cui scelta spetta al mutuatario e il cui intervento può essere utilizzato al meglio per avere tutta la consulenza e le informazioni necessarie relative all’operazione. La prassi di rivolgersi per tempo al notaio è veramente determinante e da incentivare, in quanto il notaio ha minore possibilità di azione se i problemi vengono posti nell’imminenza di scadenze contrattuali quando l’acquirente dell’immobile, per fare fronte agli impegni assunti, ha l’assoluta necessità di giungere in qualsiasi modo e senza ritardi all’erogazione del finanziamento. E’ il caso di ricordare, inoltre, che l’intervento preventivo del notaio in contratti di questo genere costituisce un’opportunità effettiva di ottenere consulenza giuridica ordinariamente e complessivamente compresa nel costo dell’atto notarile. 

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2021/10/22/156195-dubbi-sul-mondo-della-casa-ecco-levento-del-notariato-che-ti-aiuta-a-fare

Ultime notizie sul superbonus 110: proroga 2023 solo per i condomini

Sarebbero escluse le villette unifamiliari

Superbonus 110: ultime notizie

Confermata la proroga del superbonus 110 al 2023. Secondo le ultime notizie, la nuova scadenza del superbonus 110 è solo per i condomini, e le case popolari, mentre restano fuori le villette unifamiliari.

Le novità che riguardano la proroga del superbonus 110 al 2023 sono contenute nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), il documento che delinea la cornice della Legge di Bilancio 2022. Approvato nel tardo pomeriggio di martedì 19 ottobre dal Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi, il Dpb è stato trasmesso alla Commissione europea e al Parlamento. 

Nella prossima manovra oltre alla proroga del superbonus 110, ci sarebbe lo stop al bonus facciate e la proroga al 2022 del bonus ristrutturazioni e dell’ecobonus ordinario, oltre che degli altri bonus casa.

Proroga senza villette, ma solo per condomini

Secondo le ultime notizie, la proroga del superbonus 110 al 2023 riguarderebbe solo i condomini, e gli istituti autonomi case popolari (o equivalenti), mentre resterebbero fuori le villette e le case unifamiliari. Escluse anche le altre tipologie di immobili che potranno godere del beneficio soltanto fino al 2022: gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari indipendenti e distintamente accatastate.

L’intenzione di escludere dalla proroga del superbonus 110 le ville e le case unifamiliari che non è piaciuta agli stessi soci di governo. Il ministro Stefano Patuanelli insiste perché sia estesa almeno a tutto il 2022 anche alle villette. L’Ance invece propone di introdurre un criterio legato al reddito del contribuente che esegue i lavori sulla sua casa unifamiliare. Critica anche Confedilizia.

Non si esclude quindi un cambiamento in extremis, come anche la possibilità di introdurre una riduzione progressiva dell’aliquote del superbonus, ora al 110%, a partire dal 2024.

Scadenza del superbonus 110

La nuova proroga quindi cambierebbe la scadenza del superbonus 110, ma solo in parte. La scadenza attuale del superbonus 110 è infatti la seguente:

  • 30 giugno 2022 per gli interventi realizzati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici unifamiliari o su unità immobiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, situate all’interno di edifici plurifamiliari
  • 30 giugno 2022 per gli interventi realizzati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche. Solo nel caso in cui alla scadenza del predetto termine del 30 giugno 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, il Superbonus spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 
  • 31 dicembre 2022 per i condomìni (con la proroga sarebbe il 31 dicembre 2023)
  • 30 giugno 2023 per gli IACP comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per gli interventi di risparmio energetico. Qualora a tale data (30 giugno 2023) siano stati effettuati lavori (finalizzati al risparmio energetico o antisismici) per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023. La nuova scadenza con la proroga contenuta nella legge di bilancio 2022 sarebbe il 31 dicembre 2023 senza condizioni.
  • https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2021/10/20/156144-superbonus-110-proroga-2023-ultime-notizie#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20211022%5D-20211022-%5Bm-01-titular-node_156144%5D-3809719502@3-%5B20211022135329%5D

Torna Made Expo, Milano capitale di edilizia e architettura

Dal 22 al 25 novembre torna a Milano MADE Expo, evento che accompagna la ripresa, già avviata, delle costruzioni. Un’edizione all’insegna della sicurezza e con una proposta merceologica ricca e trasversale.

Torna Made Expo, Milano capitale di edilizia e architettura

Il mondo dell’edilizia e dell’architettura si dà appuntamento a Milano, dal 22 al 25 novembre, a MADE Expo, alla sua prima edizione firmata Fiera Milano (attraverso la società Made Eventi di proprietà di Fiera Milano e di Federlegno Arredo Eventi). In un momento molto positivo per l’economia in generale e il comparto delle costruzioni in particolare – le stime parlano di una crescita del Pil del 6% nel 2021 rispetto all’anno precedente – finalmente, dopo due anni di pandemia, professionisti e operatori del settore costruzioni potranno incontrarsi e le aziende proporre le ultime soluzioni sviluppate. 

Il settore delle costruzioni, che in Italia coinvolge circa 700.000 imprese e 1 milione di addetti, è in fermento e in forte crescita, grazie anche alla spinta delle misure di sostegno introdotte nell’ambito dell’emergenza covid, prima tra tutte il Superbonus, alla capacità di ripresa delle aziende, agli investimenti in infrastrutture e agli interventi di riqualificazione di intere aree urbane, con attenzione alle esigenze socio culturali e all’ambiente, di cui Milano offre molti interessanti esempi. 

Nei padiglioni 1, 2 e 3 di fieramilano Rho, i 300 espositori presenteranno in quattro aree tematiche, rappresentative di tutto ciò che interessa l’edificio, le proprie soluzioni.

MADE porte, finestre e chiusure” è l’area dedicata a serramentisti, progettisti, rivenditori e imprese di costruzione. “MADE involucro e outdoor” è specifica per i sistemi di copertura e di facciata opachi e trasparenti, il settore del vetro e delle schermature solari.  “MADE BIM & tecnologie” propone le ultime soluzioni hardware e software e i più recenti sviluppi  connessi all’uso del Building Information Modeling nei processi di progettazione, costruzione e manutenzione delle opere. “MADE costruzioni e materiali”, è infine dedicata ai materiali più innovativi e alle soluzioni più efficienti, sostenibili e sicure.

Ricordandoci che alcuni paesi non hanno ancora aperto ai viaggi in Europa, la fiera sarà in presenza e anche digitale per dare l’opportunità di partecipare a buyers e visitatori di tutto il mondo. 

Anche per l’edizione 2021 di MADE Expo è in programma un ricco calendario di eventi e momenti di incontro e formazione, più di cento, divisi in quattro appuntamenti, ArchInTrend, Forum Legno Edilizia, The place to build e SerramenTalk, dedicati ai principali temi del settore edilizia e costruzioni: sostenibilità energetica, innovazione, qualità dell’abitare. Spazio naturalmente agli incentivi e alla prossima Legge di Bilancio. Gianfranco Marinelli, presidente Made Eventi S.r.l. e Presidente Federlegno Arredo Eventi S.p.a sottolinea a questo proposito “L’edilizia rappresenta un volano economico importantissimo: quando il mattone si mette in moto, l’industria e l’economia si mettono in moto. Ed è proprio in quest’ottica che credo sia necessario attivarci come filiere coinvolte affinché vengano rinnovati nella prossima legge di Bilancio gli incentivi fiscali, a partire dal bonus facciate, sisma bonus, ecobonus, ristrutturazioni e mobili affinché la spinta propulsiva che l’edilizia può dare all’economia del Paese non si interrompa”. Rispetto al Superbonus gli ultimi dati di Enea parlano di 46.000 interventi attivati al 30 settembre, si tratta dunque di una leva molto importante per il settore, che da più parti – professionisti, associazioni di categoria, Banche – si chiede venga prorogata.

Tra i tempi chiave di MADE Expo 2021 la sostenibilità, declinata in tutte le sue forme: dall’economia circolare, settore in cui il nostro paese e la Lombardia in particolare, è all’avanguardia, ai materiali e processi innovativi, alle soluzioni per ridurre le emissioni di carbonio.

MADE Expo si svolge in contemporanea con altre due fiere, visitabili con un solo biglietto: Sicurezza e Smart Building Expo.

Acciaio: il materiale green per le città di domani

Il ruolo dell’acciaio nell’edilizia sostenibile protagonista del convegno d’apertura della seconda giornata di Made in Steel 2021.

Scrivere un nuovo inizio, rilanciare le città dell’oggi e ripensare le metropoli del domani. Uno sviluppo sostenibile dell’urbanistica nel quale l’acciaio può giocare un ruolo da protagonista, perché ha un DNA sostenibile, è flessibile, è resiliente ed è un materiale green.

È il tema che è stato al centro della tavola rotonda “POLIS, innovazione e sostenibilità per una nuova idea di mondo” che ha aperto la seconda giornata di Made in Steel 2021, introdotta da Lucio Dall’Angelo (Direttore Generale siderweb) e moderata da Francesca Morandi (Content manager siderweb) ed Emanuele Norsa (Kallanish e collaboratore siderweb).

«Lo sviluppo urbano – ha detto Davide Albertini Petroni, Vicepresidente Confindustria Assoimmobiliare – deve esse necessariamente abbinato a una visione. Abbiamo due opportunità: la stabilità amministrativa, per avere una continuità dei progetti e la fiducia degli investitori internazionali, e la creazione di ancore di sviluppo per le città. Un altro elemento fondamentale per una crescita di lunga durata sono i prezzi accessibili dell’edilizia abitativa. In questo senso serve un paradigma nuovo che vada di pari passo ai cambiamenti del modello di sviluppo. Serve pensare a prodotti green e usare materiali riutilizzabili, come l’acciaio».

Uno sviluppo urbano che deve andare di pari passo anche con le iniziative di sostenibilità delle aziende che nelle città operano, come ha sottolineato Annalisa Citterio, Responsabile Sostenibilità CNH Industrial: «Per lo sviluppo, le interconnessioni sono fondamentali. Servono punti di unione sia dal lato territoriale che aziendale per portare avanti i progetti in partnership fra tutti gli attori. In quest’ottica, un ruolo fondamentale lo gioca anche una mobilità sostenibile e decarbonizzata: un passo fondamentale nel percorso di sostenibilità è lo stare al passo con la tecnologia e lavorare affinché il lavoro diventi veramente smart».

«Le città del domani – ha spiegato Antonio Citterio, Architetto cofondatore di Antonio Citterio Patricia Viel – le immaginiamo sempre più verdi, sempre più collegate, sempre più popolose. Si apre quindi il problema sul come investire e come programmare questa urbanizzazione. L’evoluzione è tale che dobbiamo pensare prima di tutto al fine vita dei nostri edifici e in quest’ottica l’acciaio sarà il protagonista di questo processo per le sue caratteristiche e le sue possibilità di recupero infinite. Il calcestruzzo è il materiale meno green in assoluto e va sostituito con altro. E questo altro sarà proprio l’acciaio. Nei prossimi anni assisteremo alla tendenza a farlo diventare una superficie finita e non più solo un elemento strutturale».

«L’acciaio – ha detto Carlo Mapelli, Professore Ordinario Politecnico di Milano (nella foto) – è resistente, è versatile, è resiliente. Inoltre, è completamente riciclabile, anche se quello in circolazione non basta e quindi dobbiamo ancora estrarlo. Quindi dobbiamo lavorare alla decarbonizzazione, abbandonando il carbone per il gas naturale. Perciò chi lo utilizzerà dovrà farlo con materiali certificati “carbon free”, perché prima o poi sarà un obbligo utilizzare materiali con un basso impatto ambientale. Ci sarà un’etichettatura che accompagnerà l’acciaio, indicandone la percentuale di riciclato contenuta».

Costruire con l’acciaio: quando e perché farlo

L’acciaio è un materiale flessibile, che può essere utilizzato in vari modi nel campo dell’edilizia, anche per la costruzione degli edifici. Ecco tutti i vantaggi.

L’acciaio in edilizia

La storia dell’uso dell’acciaio in edilizia ha origini nella cosiddetta architettura del ferro e va di pari passo con lo sviluppo tecnologico della siderurgia. Con la rivoluzione industriale inglese, infatti, hanno preso piede la produzione e la lavorazione di questo materiale, che venne utilizzato sia per elementi decorativi, che per le prime strutture civili già a fine ‘700. Si tratta di un materiale che ha affascinato architetti e ingegneri fin da subito, tant’è che non mancano esempi spettacolari dell’utilizzo del ferro, basti pensare alle Esposizioni universali o ai mercati coperti di inizio Ottocento, ancora oggi visitabili in molte città europee. Tra gli edifici simbolo dell’epoca di questa tecnologia, c’è sicuramente il Crystal Palace di Londra (1851-1854).Crystal Palace di Londra costruito in acciaio

Crystal Palace di Londra. Img by Wikipedia

I primi importanti successi della sua applicazione in ambito edile, però, si hanno negli Stati Uniti, con la diffusione dei grattacieli alla fine del XIX secolo- . In Europa, invece, trovava ancora maggior diffusione nelle opere di completamento di altri edifici esistenti o nelle infrastrutture. Si costruivano ad esempio cupole o coperture in acciaio, in grado di dare ampio spazio alle vetrate, piuttosto che stazioni e ponti.

Gli impieghi dell’acciaio

L’acciaio si presta a differenti utilizzi in diverse opere tipiche dell’ingegneria civile, come:

  • Edifici civili, di dimensioni e altezze differenti;
  • Ponti e gallerie;
  • Strutture sportive;
  • Scale e altri componenti.

Nello specifico, nel caso della costruzione di edifici in acciaio, questo materiale può essere utilizzato per la realizzazione di strutture portanti a telaio, ma anche per solai, chiusure verticali o coperture.

Gli impieghi dell'acciaio in edilizia

Chiaramente, a seconda dell’utilizzo viene scelta la tipologia di acciaio che, in base al contenuto di carbonio e alla durezza di tempra, può offrire differenti prestazioni.

In generale l’acciaio può essere extradolce – come quello usato per le lamiere, dolce, semiduro, duro (ad esempio per i tondini delle armature) ed extraduro.

Inoltre, per ottenere caratteristiche differenti, è possibile aggiungere alla composizione di ferro e carbonio altri elementi, ottenendo i cosiddetti acciai speciali. La nomenclatura di tutte le tipologie di acciaio è definita dalla normativa tecnica di riferimento (UNI EN 10027-1:2016 e UNI EN 10027-2:2015).

I vantaggi dell’acciaio: perché costruire con questo materiale

I vantaggi del materiale acciaio non mancano, eppure la sia diffusione per la costruzione di edifici è ancora spesso limitata. Infatti, mentre trova ampio utilizzo nel campo della raccorderia o delle infrastrutture, si scelgono altri materiali per costruire case e grandi edifici. I motivi sono diversi, tra cui fattori culturali legati alla tradizione delle costruzioni (per cui si privilegiano ancora oggi il mattone o il cemento) o il fatto che l’acciaio come materiale può costare di più rispetto ad altre alternative.

I vantaggi dell'acciaio nelle costruzioni

In realtà, i motivi per costruire con l’acciaio non mancano, primo fra tutti la durabilità e la qualità delle costruzioni in questo materiale. Alcuni acciai speciali, oltretutto, non richiedono particolari trattamenti protettivi o manutenzioni regolari della loro superficie, anche se esposta agli agenti atmosferici.

Inoltre, l’acciaio assicura leggerezza e la possibilità di realizzare grandi luci, sfruttando al massimo gli spazi. Per questo l’acciaio trova ampio utilizzo nella realizzazione di edifici industriali. La struttura non è ingombrante e i tempi di costruzione sono brevi, soprattutto rispetto a quelli necessari per la realizzazione di opere con materiali tradizionali. Non sono meno importanti i vantaggi dovuti alla flessibilità che l’acciaio offre in termini di composizione architettonica, in quanto la combinazione di tecnologia, ingegneria e architettura permette la realizzazione di forme e volumi di ogni tipo. L’acciaio, infatti, si presta anche alla combinazione con moltissimi altri materiali.

Perché usare l'acciaio in edilizia

Le costruzioni in acciaio offrono buone prestazioni anche in termini di antisismica, grazie all’elasticità del materiale. Dal lato ambientale, invece, sono positivi il lungo ciclo di vita di questo materiale e la sua elevata riciclabilità.

Per quanto riguarda il costo dell’opera, infine, va detto che il confronto con costruzioni tradizionali dovrebbe essere fatto in modo complessivo, non solo confrontando il prezzo della materia prima utilizzata per le strutture. Infatti, incidono in modo positivo aspetti quali la riduzione dell’ingombro della struttura, la velocità del cantiere, la ridotta manutenzione. Ancor di più se l’acciaio viene utilizzato per la realizzazione di edifici prefabbricati.

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Mancano i ponteggi, mancano i materiali. L’edilizia da Milano a Roma è nel caos. Mentre, sulla scia della proroga del Superbonus 110%, sono decine e decine i condomìni che si stanno affrettando a iniziare i lavori per rifare le facciate malandate, i costi delle materie prime continuano la loro corsa, con la conseguenza che non sono pochi i cantieri già aperti che non riescono a chiudere perché mancano i materiali (questa estate a un certo punto il polistirolo per i cappotti era sold out). Così come chi vorrebbe partire con i lavori si sente rispondere che non ci sono più ponteggi liberi. E si rimanda tutto al 2022.

La proroga del Superbonus al 110%

Di fatto, dopo l’ultimo decreto Semplificazioni che ha sciolto alcuni dubbi che frenavano la partenza, la domanda nel settore è esplosa, creando una sorta di “overbooking” di richieste, un surplus di domande rispetto al numero delle imprese sui territori. Anche perché, oltre ai prezzi alle stelle dei materiali di cantiere di sempre più difficile reperibilità, anche la manodopera risulta ora non sempre sufficiente, come sta accadendo in regioni come la Lombardia o la Liguria.

Superbonus 110%, c’è la proroga al 2023. Ma scadono gli altri bonus casa. Le novità

Dal ferro al legno: prezzi alle stelle

Ma quali sono i materiali che stanno mettendo in difficoltà l’edilizia? Come sappiamo, «l’eccezionale incremento di prezzo di alcune importanti materie prime connesse all’attività di costruzione quali metalli, materie plastiche derivate dal petrolio – che ha subito, anch’esso, un forte apprezzamento-, calcestruzzo e bitumi emerso sul finire dello scorso anno ed esploso all’inizio di quest’anno prosegue e si rafforza», spiega l’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili. A maggio l’incremento di prezzo, da novembre del 2020, aveva raggiunto il 150%. Ora, rame, ferro e acciaio costano all’edilizia anche il 110% in più. Il tutto, poi, lo sappiamo, si inserisce nel contesto “anomalo” seguito dala crisi pandemica, caratterizzato da una scarsità di offerta dovuta alle ripetute chiusure, industriali e commerciali in quasi tutta Europa e nel resto del mondo.

https://www.corriere.it/economia/superbonus-sgravi-fiscali-casa/notizie/superbonus-110percento-boom-richieste-mancano-ponteggi-materiali-l-edilizia-eeb61dee-25a9-11ec-9c26-509de9bc1f2d.shtml

Una cupola alta 67 metri brilla tra i palazzi di Dubai: l’ultimo capolavoro di Cimolai inaugura l’Expo

Cimolai Spa protagonista (anche) all’ Expo di Dubai. Alla cerimonia inaugurale dell’Esposizione Universale, che ha preso il via venerdì 1 ottobre e che vedrà coinvolti 192 Paesi espositori di tutto il mondo fino al 31 marzo 2022, ha partecipato anche il presidente Luigi Cimolai. Per l’Expo, infatti, Cimolai Spa ha realizzato con Rimond la mega cupola dell’Al Wasl Plaza, la piazza del complesso centrale dell’evento, principale centro di aggregazione per i visitatori.

Il progetto, disegnato dagli architetti Adrian Smith e Gordon Gill, si estende su 130 metri dell’area centrale del Plaza, e raggiunge un’altezza massima di 67 metri e un peso di 2500 tonnellate. La struttura avveniristica è costituita da tubi in acciaio organizzati in un motivo di anelli interconnessi tra di loro per ottenere la forma di una cupola. L’iconicità dell’opera, elevata a simbolo dell’intera Esposizione Universale, conferma la leadership internazionale di Cimolai nella realizzazione di strutture complesse in acciaio.

Cimolai Spa è protagonista da oltre 70 anni nella progettazione e realizzazione di strutture complesse in acciaio. Vanta attualmente un giro d’affari che si aggira intorno ai 500 milioni di euro e impiega oltre 3 mila lavoratori, di cui 1.500 diretti, in progetti iconici in tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Canada, America Latina, Medio Oriente). Tra questi spicca il telescopio più grande del pianeta, l’Elt (Extremely Large Telescope), con uno specchio primario di 39 metri di diametro, che avrà sede nel deserto dell’Atacama in Cile.

Altri progetti di Cimolai dalla grande riconoscibilità internazionale sono il padiglione degli Emirati Arabi Uniti all’Expo di Dubai, lo stadio di Al Bayt in Qatar (tra gli impianti principali dei prossimi mondiali di calcio), le paratoie per il nuovo canale di Panama, la stazione della metropolitana “Oculus” di Calatrava a Ground Zero (New York), la complessa struttura a nido d’ape Vessel e il centro culturale The Shed, entrambi a Manhattan.
In Italia, tra le altre opere, Cimolai ha costruito il nuovo Terminal dell’Aeroporto di Fiumicino a Roma e la stazione ferroviaria Av di Reggio Emilia. Infine, l’azienda ha coltivato un legame solido con il mercato della cantieristica navale, acquisendo diverse realizzazioni di scafi per navi da crociera (quali la Seabourn Odyssey, Sojourn e Quest già completate o la Seabourn Venture di prossima realizzazione), traghetti e barges.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/10/02/news/una-sfera-alta-67-metri-domina-i-palazzi-di-dubai-l-ultimo-capolavoro-di-cimolai-inaugura-l-expo-1.40766265

Edilizia in ripresa. Tanti nuovi cantieri ma mancano operai

L’allarme del presidente di Ance Imperia, Enio Marino

Ripartenza con spiragli positivi a cominciare da un sensibile incremento delle attività. Il settore edile sta vivendo un periodo favorevole, ma manca la manodopera. A lanciare l’allarme è il presidente di Ance Imperia, appena riconfermato, Enio Marino. «Nell’ultimo periodo – precisa Marino – Il settore gode di un momento felice: abbiamo registrato un aumento delle attività, un’inversione di tendenza attesa da tempo che finalmente ora si può toccare con mano. Paradossalmente abbiamo il lavoro, ma comincia a scarseggiare la manodopera. Mancano persone che sono interessate ad affacciarsi al mondo dell’edilizia, perché negli anni si sono rivolte ad altri impieghi». In Riviera però si assiste ad un fiorire di cantieri legati ai bonus per la ristrutturazione degli edifici. Il boom è legato in particolare al bonus 90% facciate e al Superbonus 110% per la riqualificazione energetica, che ha dovuto scontrarsi con lungaggini e poca chiarezza. Enio Marino, entrando nel dettaglio, conferma l’alto numero di richieste: l’iniziativa ha smosso il mercato dei cantieri, che era un po’ in affanno. «Con i bonus 110 e 90 % ci sono scadenze temporali da rispettare. Per rientrare nelle tempistiche tutte le aziende stanno correndo per centrare un obiettivo che non è certamente semplice da raggiungere. Con questo carico forte e pesante di lavoro è la manodopera che manca». Per correre ai ripari è stato trovato un accordo con la Scuola Edile: «Stiamo cercando di organizzare corsi e siamo a disposizione per raccogliere domande di persone adulte o ragazzi interessati ad affacciarsi a questo settore. Da parte nostra siamo pronti ad accoglierli e formalrli per iniziare un mestiere che può offrire buone opportunità di lavoro». In provincia di Imperia le realtà artigiane del settore edile sono 2.217, pari all’89,17% . «I bonus – aggiunge Marino – hanno dato certamente un scossone. L’auspicio da parte delle imprese è che questi sistemi siano prorogati nel tempo, in quanto, avendo un collo di bottiglia temporale molto stretto, c’è il rischio che molti condomini e privati non si attivino per paura di non riuscire ad accedere a questi sgravi fiscali. Ci sono buone prospettive. Quello relativo al 110 % potrebbe essere prorogato sino al 2023». Non solo manodopera, l’altra problematica che resta irrisolta è la scarsità di materie prime in edilizia e il conseguente aumento dei prezzi è iniziato i primi mesi del 2021 e riguarda soprattutto metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi. La causa è dovuta a molteplici fattori dalle chiusure forzate della pandemia al blocco del canale di Suez, dalle condizioni meteo particolarmente sfavorevoli che hanno prodotto uragani e gelo, alla disponibilità ridotta del mercato asiatico causata da una domanda notevolmente aumentata in Cina. —

https://www.lastampa.it/imperia-sanremo/2021/10/01/news/edilizia-in-ripresa-tanti-nuovi-cantieri-ma-mancano-operai-1.40759572

Cersaie 2021

Cersaie è l’appuntamento internazionale più importante per chi si occupa di design delle superfici, ceramiche e in altri materiali, e di arredo del bagno. Lo dimostrano gli oltre 112.000 visitatori, di cui la metà provenienti da tutto il mondo.

Settori espositivi

settori espositivi di Cersaie mettono a disposizione dei visitatori tutte le nuove tendenze del design del living:

  • superfici ceramiche e in altri materiali
  • arredamento dello spazio bagno e wellness
  • cucine
  • outdoor,
  • illuminotecnica
  • domotica
  • e settori a questi collegati.

In un quartiere fieristico in grande rinnovamento (3 padiglioni nuovi e all’avanguardia in 3 anni) la visita a Cersaie diventa più proficua e funzionale grazie alla disposizione contigua di aree aventi le stesse merceologie e al “Contract Hall” (pad. 18) che mette in contatto diretto i buyers, le aziende leader in ambito contract e prestigiosi studi di architettura internazionali.

Mappa Planimetria Cersaie 2021
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Firenze, ponteggi introvabili, edilizia in affanno: “Serve una proroga al 2023 per l’ecobonus”

La possibilità di rifare le facciate scade il 31 dicembre, quella del 110% nel 2022, ma molti rischiano di non farcela. A luglio al Comune di Firenze sono state presentate 325 Scia (permessi a costruire), un numero mai raggiunto prima.

È corsa agli eco bonus. Su tutti, il 90% di sconto per le facciate che scade il 31 dicembre: per quella data i lavori dovranno essere già fatti, come sottolinea il presidente di Cna metropolitana, Giacomo Cioni. Ma soprattutto il più appetibile: il superbonus del 110% per la trasformazione sostenibile degli edifici che ha aperto tanti cantieri quanti non se ne erano mai visti neanche prima della pandemia, scatenando la pace tra i coinquilini che per anni avevano tenuto fermi i progetti tra chi li voleva fare e chi no. Finite le incertezze in nome della grande occasione, vai con i lavori. Se non fosse che i ponteggi sono sold out, le ditte che li affittano non ne hanno più, sul mercato non se ne trova uno da comprare e per farsene fare uno nuovo ci vogliono anche sei mesi, come denuncia Cioni e si preoccupa il presidente dell’Ance (l’associazione costruttori di Confindustria) fiorentina, Pierluigi Banchetti: “Con questi tempi di scadenza, se il governo non sposta almeno il termine del super eco bonus dalla fine del 2022 almeno a tutto il 2023, purtroppo molti non ce la faranno”. Per non dire del rincaro di tutti i materiali, molti dei quali ormai introvabili come i ponteggi, soprattutto quelli che servono per il cappotto di coibentazione delle facciate e per gli impianti fotovoltaici. Come rivelano concordi Cioni e Banchetti dicendo che una volta scattata la corsa agli ecobonus i lavori non si sono mai più fermati, neanche di agosto.

E infatti, al 31 agosto l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo ecosostenibile) conta in Italia solo per il superbonus del 110%, 37.128 asseverazioni ossia domande depositate, documentate e approvate, per 5.685.136.399 euro di investimenti messi a detrazione e 3.910.461.424 ammessi a lavori conclusi, questi ultimi arrivano al 68%. Un business in cui la Toscana è al quarto posto tra le regioni, con 3.095 asseverazioni, 398.031.473 milioni ammessi, 279.666.177 a lavori conclusi e il 70,3% di realizzazioni. Al Comune di Firenze sono state presentate a luglio 325 Scia (permessi a costruire) in cui la parte del leone la fa il superbonus, un numero esorbitante considera Palazzo Vecchio, un record mai raggiunto prima. Lo stesso lo sportello comunale di consulenza sugli ecobonus che peraltro ha riaperto mercoledì e che dall’inizio dell’anno ha fornito 700 consulenze, che negli ultimi 4 mesi hanno riguardato al 42% il super ecobonus, al 3% il bonus facciata e il resto gli altri ecobonus. “Con un record annuale di pratiche presentate agli uffici dell’edilizia”, dice l’assessore Cecilia Del Re.

Muratori, imbianchini, elettricisti, idraulici, ferramentisti, operatori del trasporto merci risvegliati dal sonno della lunga crisi dell’edilizia in corso già prima del covid descrive Cioni, che di ditte edili e dintorni associate alla Cna ne ha 2.000 su un totale di 8.000 imprese artigiane. Cioni descrive un quadro chiaro-scuro, parla di “grandi prospettive per l’economia e l’occupazione se non finirà tutto nel 2022, viste le difficoltà che incontriamo”. Dice Giuseppe Gennaro, a capo del Consorzio Artim di Sesto (un raggruppamento di 20 imprese edili e impiantistiche tra 10 e 70 dipendenti nato nel 1994): “Stiamo facendo ripartire il mondo perché se rifarte l’edilizia che comprende tante attività si muove di nuovo tutto. Ma i tempi si restringono, vedi il bonus facciate, e i cantieri non sanno come andare avanti tra le forniture di materiali che ci saltano di mese in mese e i prezzi dei cappotti come della cordicella di rame dell’energia elettrica che salgono ogni giorno”. Una bolla e una contro bolla. “Se il governo non dovesse prorogare le scadenze per noi potrebbe determinarsi una situazione a rischio nel passare da un mercato esplosivo per dinamismo a un’interruzione repentina”, avvisa il geometra Andrea Cinquini, amministratore della società empolese di costruzioni, Edilcimarosa Srl. “Le richieste sono tante – prosegue – le scadenze si avvicinano mentre l’approvvigionamento per coibentazione, ponteggi, infissi, pompe di calore é sempre più difficile e costosa”.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/18/news/firenze_edilizia_mancanza_ponteggi_aziende_ferme_ristrutturazioni_bloccate-318275785/

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Il progetto “Corso Como Place” recupera un isolato intero tra Via Tocqueville e Via Bonnet a Milano per oltre 22.000 m2 di superficie e rappresenta un tassello urbano fondamentale per consentire la riconnessione delle aree pubbliche di Via Pasubio, che circondano la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli & Microsoft House, con Corso Como e Piazza Gae Aulenti.

L’isolato include la torre di 21 piani, di oltre 70 metri di altezza, ex sede Unilever, progettata alla fine degli anni ‘50 da Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi, un’icona della storia urbanistica milanese.

Il progetto prevede la rigenerazione integrale dell’edificio a torre esistente e la realizzazione di un nuovo edificio di oltre 4.000 metri quadrati che ospiterà funzioni commerciali e terziarie.

CEAS ha sviluppato il progetto geotecnico e strutturale a partire dal progetto preliminare fino a quello esecutivo.

Il nuovo Podium nella rigenerazione urbana di Porta Nuova

L’operazione di rigenerazione urbana, sviluppata attraverso il fondo immobiliare Porta Nuova Bonnet, i cui investitori sono la società immobiliare quotata COIMA RES e il fondo di sviluppo COIMA Opportunity Fund II, ha previsto il recupero dei 21 piani della torre Bonnet esistente e la realizzazione del “Podium”, un nuovo edificio di 3 livelli interrati e 4 piani fuori terra, a firma dell’Architetto Lee Polisano dello Studio londinese PLP Architecture.

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Fig. 1 – Render Corso Como Place

Gli edifici, adibiti ad uso commerciale e terziario, sono stati progettati ponendo particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. A tal fine è stato avviato il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi, limitando i consumi energetici, grazie all’introduzione delle più efficaci pratiche di edilizia sostenibile e rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: 65% in meno di consumi idrici per uso potabile e 80% per irrigazione, la riduzione del 30% dei consumi energetici e l’impiego del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili. 

dettaglio delle strutture in acciaio del PODIUM

Foto 1 – Vista laterale del Podium

Emblematico esempio del risultato di applicazione del suddetto protocollo è l’edificio “Podium”, realizzato da 4 piani fuori terra con una struttura portante con pilastri e travi in acciaio, solai in pannelli lignei xlam e i core in calcestruzzo armato.

corso-como-place-3.JPG

Per raggiungere i requisiti di sostenibilità la scelta dell’acciaio è stata vincente. Il processo costruttivo delle strutture in acciaio (materiale riciclabile al 100%), infatti, assolve al concetto di circolarità sostenibile: le strutture in acciaio si prestano in modo eccellente a montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

Le strutture portanti del “Podium” sono caratterizzate dall’esigenza architettonica di minimizzare gli appoggi delle strutture orizzontali, per consentire maggior libertà nella concezione e gestione degli spazi.

Dal livello della nuova piazza, che collegherà il quartiere a Corso Como e piazza Gae Aulenti, si erigono isolate strutture in c.a. su cui appoggia un solaio a piastra in c.a. con alleggerimenti in pvc, che sorregge la struttura fuori terra del “Podium”.

Il cambio di destinazione d’uso dal livello della piazza ai piani superiori, che ospiteranno la sede della società italiana hi-tech Bending Spoon, ha comportato un radicale cambio della maglia strutturale con il conseguente appoggio in falso delle strutture dei 3 livelli superiori sul solaio del piano primo.

Per questo motivo la struttura superiore doveva essere progettata per limitare il peso e al contempo garantire le grandi luci previste.

La soluzione scelta è stata quella di una struttura portante in acciaio con solai in pannelli lignei xlam, che ha sposato le esigenze di resistenza, leggerezza e sostenibilità.

L’edificio, di forma parallelepipeda, ha un’estensione in pianta di 1080 m2 ai piani primo e secondo e di 645 m2 al piano terzo, per un’altezza complessiva di 18,50 m dal livello della piazza.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

I solai presentano travi principali HEB 800 con luce massima pari a 13 m, travi perimetrali HEB 650 anch’esse con luce massima di 13 m e travi secondarie HEB 650 a passo 3 m con luce massima pari a 12 m. I pilastri sono realizzati con profili HEB 300 o HEB 550 a seconda dell’area di influenza sottesa. Tutti i profili sono in acciaio S355 (figura 1).

Il calcolo delle travi in acciaio è stato condotto trascurando la rigidezza offerta dalla connessione con le lastre in xlam. Questa ipotesi, a favore di sicurezza, garantisce un maggior confort agli utenti, in quanto la rigidezza effettiva del solaio risulta essere superiore a quella considerata nelle verifiche a deformabilità e vibrazione che risultavano comunque già soddisfatte.

La resistenza alle azioni orizzontali, in accordo al capitolo 7.4.3.1 “Tipologie strutturali” delle NTC2018, è affidata ai soli nuclei in calcestruzzo armato.

Il piano rigido al livello dei solai è realizzato con i pannelli in xlam che sono stati connessi alle travi metalliche e ai vani in c.a. tramite delle piastre in acciaio.

https://www.ingenio-web.it/31351-corso-como-place–le-strutture-delledificio-podium

Scoperto un nuovo materiale più efficiente di acciaio e Kevlar

Un nuovo studio congiunto, condotto da ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo mostra che “nanoarchitetti”, materiali progettati da strutture in nanoscala modellate con precisione – possono essere una strada promettente per armature leggere, rivestimenti protettivi, scudi antiesplosione e altri materiali resistenti agli urti.

I ricercatori hanno fabbricato un materiale ultraleggero, realizzato con montanti in carbonio su scala nanometrica che conferiscono al materiale robustezza meccanica. Il team ha testato la resilienza del materiale sparandogli microparticelle a velocità supersoniche, scoprendo che il materiale, più sottile della larghezza di un capello umano, ha impedito ai proiettili in miniatura di attraversarlo.

Lo studio sul nuovo materiale nanoarchitettonico: “Nuovi principi di progettazione per materiali ultraleggeri e resistenti agli urti”
Il report degli ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo calcola che rispetto ad acciaio, Kevlar, alluminio e altri materiali resistenti agli urti di peso comparabile, il nuovo materiale è più efficiente nell’assorbire gli impatti. “La stessa quantità di massa del nostro materiale sarebbe molto più efficiente nel fermare un proiettile rispetto alla stessa quantità di massa di Kevlar”, rimarca Carlos Portela, autore principale dello studio, nonché assistente professore di ingegneria meccanica al MIT.

Se prodotto su larga scala, questo e altri materiali nano-architettati potrebbero essere progettati come alternative più leggere e resistenti al Kevlar e all’acciaio. “La conoscenza di questo lavoro potrebbe fornire principi di progettazione per materiali ultraleggeri resistenti agli urti, da utilizzare in materiali per armature efficienti, rivestimenti protettivi e scudi resistenti alle esplosioni desiderabili nelle applicazioni di difesa e spaziali”, prosegue Julia R. Greer, coautrice dello studio e professore di scienza dei materiali, meccanica e ingegneria medica al Caltech, il cui laboratorio ha guidato la fabbricazione del materiale.

Il team, che riporta oggi i suoi risultati sulla rivista Nature Materials, comprende David Veysset, Yuchen Sun e Keith A. Nelson, dell’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT e del Dipartimento di chimica, e Dennis M. Kochmann dell’ETH di Zurigo.

Un materiale nanoarchitettonico è costituito da strutture modellate su scala nanometrica che, a seconda di come sono disposte, possono conferire ai materiali proprietà uniche come leggerezza e resilienza eccezionali. In quanto tali, i materiali nanoarchitettonici sono visti come materiali potenzialmente più leggeri e resistenti agli urti. Ma questo potenziale è stato in gran parte non testato.

“Sappiamo solo della loro risposta in un regime di deformazione lenta, mentre si ipotizza che gran parte del loro uso pratico sia in applicazioni del mondo reale in cui nulla si deforma lentamente”, conclude Portela.

Il team ha deciso di studiare i materiali nanoarchitettonici in condizioni di rapida deformazione, come durante gli impatti ad alta velocità. Al Caltech, hanno prima fabbricato un materiale nanoarchitettonico utilizzando la litografia a due fotoni, una tecnica che utilizza un laser veloce e ad alta potenza per solidificare strutture microscopiche in una resina fotosensibile.

I ricercatori hanno costruito uno schema ripetuto noto come tetracaidecaedro, una configurazione reticolare composta da puntoni microscopici. Dopo aver modellato la struttura reticolare, i ricercatori hanno lavato via la resina rimanente, collocandola in un forno sottovuoto ad alta temperatura, per convertire il polimero in carbonio, lasciando dietro di sé un materiale di carbonio ultraleggero e nanoarchitettura.

Questa ricerca è stata supportata, in parte, dall’Ufficio per la ricerca navale degli Stati Uniti, dalla borsa di studio della Facoltà di Vannevar Bush e dall’Ufficio per la ricerca dell’esercito americano attraverso l’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT. Proprio per questo ancora più credibile.

Settore dell’edilizia in crisi: materiali più costosi e manodopera in calo

Aumentano i costi dei materiali ma anche la richiesta di manodopera

Un mix che rischia di mettere in difficoltà l’intero settore dell’edilizia e, di conseguenza, incidere negativamente anche sui tempi della ricostruzione. Infatti alla denuncia della lievitazione dei prezzi di materie prime come ferro, alluminio, legno etc.), si sono infatti aggiunte le difficoltà ad approvvigionarsi di operai.

Per le associazioni di categoria sono questi gli effetti del Superbonus 110 e delle agevolazioni per il cratere sismico che hanno ridato impulso al settore edile ma anche a ingiustificati aumenti dei prezzi. Effetti che, sostengono gli addetti ai lavori, sarebbero cancellati se gli aiuti legati al Superbonus venissero prolungati oltre il 2022 se non, addirittura, trasformati in una misura strutturale. Da qui la richiesta al commissario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, di interagire con il Governo per rivedere il prezziario. Quanto alla carenza di manodopera un aiuto potrebbe venire dalla formazione, anche agli ex detenuti, su cui le associazioni del settore edile stanno lavorando.

Mutuo giovani under 36, come richiederlo e gli effetti sul mercato immobiliare

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Le misure per i mutui prima casa destinati ai giovani under 36 sono entrati in Gazzetta Ufficiale con la trasformazione in legge del decreto Sostegni bis. Ecco come richiederlo; Stefano Grassi, presidente di Affida, spiega poi a idealista/news quali saranno gli effetti della misura sul mercato immobiliare.

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Con la conversione in legge del decreto Sostegni si ufficializzano le misure per i giovani under 36 per l’acquisto della prima casa, in particolare l’abolizione di alcune tasse e imposte e il mutuo garantito all’80% della quota capitale.

In particolare:

  • Si abolisce l’imposta di registro (o IVA) all’acquisto, le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta sostitutiva nel mutuo prima casa per gli under 36;
  • Confermata l’estensione della garanzia Consap fino all’80% per le domande presentate fino al 30 giugno 2022;
  • Il Fondo è rifinanziato di 290 milioni di euro per il 2021 e di 250 milioni di euro per il 2022.

Mutuo prima casa under 36, i requisiti

Per accedere al mutuo prima casa under 36 attraverso l’accesso al Fondo Consap esteso dal decreto Sostegni bis, i requisiti sono i seguenti:

  • Sostituito il termine “lavoratore atipico fino a 35 anni di età” con “chi non ha ancora compiuto 36 anni”;
  • Isee fino a 40.000 euro;
  • Domande da presentaredal 24 giugno 2021 al 30 giugno 2022

Mutuo prima casa con garanzia dello Stato: cosa cambia e quali effetti

“La misura sul mutuo prima casa per i giovani costituisce in definitiva una estensione della garanzia statale del fondo Consap, – spiega Stefano Grassi, presidente di Affida. –  Si tratta quindi di una situazione assolutamente migliorativa, perché si estende del 30% la garanzia statale, attualmente al 50%, abolendo inoltre le imposte sul mutuo e rendendo così più agevole l’accesso al finanziamento da parte dei giovani e l’erogazione da parte delle banche”.

Come gli operatori finanziari giudicano la garanzia statale sui mutui?

“Molto positivamente:  già la sola garanzia Consap ha fatto crescere molto il mercato, al punto che l’attività degli intermediari finanziari non si è mai fermata nemmeno con la pandemia. Anzi, quando alla fine dello scorso anno un errore nella redazione del Dpcm ha inibito per tre mesi l’accesso al fondo Consap ad alcune categorie di persone abbiamo visto letteralmente il panico: un grandissimo numero di operazioni avviate rischiava di saltare e si è vista davvero l’importanza della garanzia statale nel farle andare a buon fine. Per fortuna con l’approvazione del Dpcm successivo tutto è ripreso normalmente”.

Quali saranno gli effetti sul mercato allora dei mutui di Draghi per i giovani?

Visto che i benefici della garanzia statale vengono di fatto estesi, il mercato non potrà che accogliere molto bene questa iniziativa. Il mercato immobiliare e le erogazioni bancarie anche così, con un pil in calo dell’8,9% nel 2020, hanno retto bene l’urto della pandemia. Sono fiducioso che questa agevolazione, unita ai bonus, nei prossimi due o tre anni porteranno una crescita verticale del mercato.

Cosa rispondere a chi sostiene che la garanzia sui mutui per gli under 36 sia più per i genitori che per i figli?

Questo ragionamento mi sembra un po’ forzato. Nel nostro Paese le famiglie hanno sempre aiutato economicamente i figli: ora abbiamo la possibilità di accelerare il momento in cui i ragazzi possono avere una casa propria e iniziare a pianificare il resto del proprio futuro, cosa che spesso non è possibile con la preoccupazione di non potersi permettere di andare a vivere da soli. Non so come questa possa essere una cosa negativa.

Quali altre iniziative si potrebbero aggiungere per migliorare il mercato?

Il tema è sempre quello dei contratti precari che penalizzano l’erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. Se si respingono le richieste di finanziamento è perché la banca non si fida di contratti non solidi. Il fondo Gasparrini dà un contributo, ma non tutti hanno i requisiti per accedervi. Certo, a questo punto intervengono i consulenti per cercare di trovare garanzie alternative in modo che le richieste di finanziamento possano essere comunque soddisfatte. Una situazione che con la pandemia è stata particolarmente presente perché, con la difficoltà di entrare in banca, si sono moltiplicate le consulenze da remoto, con un aumento molto importante del ricorso ai mediatori del credito.

Come fare per aiutare la solidità contrattuale dei giovani?

Si potrebbe pensare a iniziative strutturali per dare maggiore sicurezza alle banche anche nel finanziare le imprese. Perché i giovani comprano casa se hanno un lavoro stabile, il lavoro stabile c’è se le aziende crescono, e le aziende crescono se hanno finanziamenti. I quali a loro volta vengono erogati più volentieri se esistono maggiori garanzie. Quindi si spera che le iniziative come la garanzia Mcc per le aziende, introdotte come misura per la pandemia, diventino strutturali. Altro aspetto su cui intervenire è la digitalizzazione, che è già un pilastro del Recovery plan, ma nel settore dei finanziamenti aiuterebbe particolarmente. La burocrazia è ancora tale da ritardare anche di mesi una operazione, il che può far perdere delle occasioni di investimento e di crescita.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2021/05/31/154232-mutuo-giovani-under-36-come-richiederlo-e-gli-effetti-sul-mercato-immobiliare#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20210531%5D-20210531-%5Bm-01-titular-node_154232%5D-9719502@3

Trovare soluzioni al “caro materiali” per non bloccare i cantieri

L’ANCE Taranto scrive alle stazioni appaltanti del territorio

L’ANCE di Taranto scrive ai comuni ed a tutte le stazioni appaltanti della provincia per sollecitare soluzioni negoziali con le imprese in grado di far fronte al “caro materiali” e assicurare continuità ai cantieri.

“Già dalla fine dello scorso anno, si assiste infatti ad un progressivo e rilevante rincaro nei prezzi di acquisto di specifiche materie prime impiegate in edilizia che, travalicando le ordinarie fluttuazioni del mercato, rende di fatto economicamente insostenibile l’esecuzione delle commesse affidate o in via di affidamento il cui quadro economico è stato definito con livelli di prezzi assai differenti”. Questo è quanto scrive Fabio De Bartolomeo, Presidente ANCE Taranto.

“Secondo le analisi di ANCE, che ha raccolto dati di diverse fonti di rilevazione come Meps, Prometeia e Siteb, si sono registrati negli ultimi mesi aumenti assolutamente straordinari: Ferro – acciaio tondo per cemento armato: +150,0% nel periodo nov. 2020-mag. 2021; Polietilene (HDPE): +113,1% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Polietilene (LDPE): +128,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Rame: +45,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Petrolio: +29,8% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Bitume: +21,9% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Cemento: +10,0% nel periodo dic. 2020-gen. 2021 (Fonte ANCE). Dati, quelli sopra richiamati, per i quali il trend sembra destinato ad esporre il mercato ad ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Le ragioni di tale situazione derivano da una serie di dinamiche internazionali, impreviste ed imprevedibili, che vanno ad accrescere i disagi di un settore già gravato dalla crisi pandemica in atto, nel quale le attività di cantiere hanno di fatto dovuto subire rallentamenti e cali di produttività. Suscita però stupore che proprio nel momento della ripresa dei cantieri e delle attività edilizia, si determinano impennate nei prezzi di alcuni materiali la cui origine in qualche caso sarebbe da ricercarsi in pratiche collusive globali più che in normali fluttuazioni del mercato”.

“Il vigente Codice dei Contratti pubblici – continua De Bartolomeo – non prevede, purtroppo, adeguati meccanismi di revisione e ristoro, in grado dunque di ristabilire equilibri contrattuali di fatto saltati con aumenti di prezzi di tale portata. Nonostante gli sforzi delle imprese esecutrici, commesse che prevedono un rilevante impiego di tali materiali rischiano di non essere più economicamente sostenibili, con la prospettiva di un “blocco” generalizzato degli appalti che riteniamo sia interesse di tutti provare a scongiurare. In tale direzione, nelle more di un provvedimento normativo ad hoc che ANCE continua a richiedere con forza al Governo e che consentirebbe di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti, spetta alle Amministrazioni ricercare il dialogo e la collaborazione con le imprese appaltatrici, al fine di evitare rallentamenti – o peggio ancora – situazioni di “stallo” nell’esecuzione degli appalti in corso”.

“Occorre pertanto, con le attuali norme e con le risorse eventualmente individuabili nei quadri economici a disposizione, mettere in campo soluzioni negoziali in grado di garantire coperture ai maggiori oneri ed assicurare continuità ai cantieri. Per quanto concerne le opere da affidare, sarebbe auspicabile condurre una preventiva opera di adeguamento della base d’asta che tenga conto dei predetti rincari nelle voci di prezzo e prevedere nei contratti specifica clausola revisionale ai sensi dell’art. 106, comma 1, lettera a) del DLgs n.50/2016” ha concluso il Presidente dell’ANCE Taranto.

https://www.cosmopolismedia.it/economia-page/trovare-soluzioni-al-caro-materiali-per-non-bloccare-i-cantieri.html

Bonus infissi 2021: a quali detrazioni si ha diritto?

Per l’acquisto e l’installazione di finestre, portefinestre e lucernari si può usufruire di diversi incentivi fiscali ed alleggerire così i costi. Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Superbonus 110% includono tra le opere detraibili la sostituzione di infissi per la casa. A seconda dei casi bisogna quindi capire qual è l’incentivo su cui puntare. Vediamo come consigliano di muoversi gli esperti di habitissimo nella scelta del bonus più adatto per gli infissi nel 2021

Sostituire i vecchi infissi di casa per nuove soluzioni più performanti apporta diversi vantaggi. Innanzitutto si ottiene un notevole risparmio energetico derivante da una diminuzione delle dispersioni termiche dovute a spifferi e materiali scarsamente isolanti. Altro elemento da non sottovalutare riguarda la sicurezza degli infissi. Per le nuove finestre si utilizzano vetri di sicurezza per cui anche in caso di rottura dovuta a urto accidentale non si creano componenti taglienti e dunque non c’è il rischio di ferirsi. Inoltre, serramenti con proprietà antieffrazione garantiscono migliori prestazioni in caso di tentativi di scasso.

C’è infine anche il fattore estetico da non sottovalutare. Una finestra o una portafinestra di ultima generazione ha infatti un aspetto più contemporaneo e se si opta per modelli con telai più sottili, anche di poco rispetto a quelli presenti, si ha un maggiore ingresso di luce e quindi aumenta la luminosità dell’ambiente.

ecobonus 50 infissi 2021

La sostituzione degli infissi consente di avere accesso all’ecobonus, detrazione fiscale che si applica nella misura del 50%. Il limite di spesa per l’intervento di sostituzione delle finestre di casa è fissato a 60.000 € per ciascuna unità immobiliare. Si ottiene quindi una detrazione IRPEF sfruttabile attraverso 10 quote annuali di pari importo.

Si può ottenere soltanto per edifici esistenti di qualsiasi genere, non solo abitazioni ma anche uffici, locali commerciali, aziende ecc. a condizione che nei locali oggetto di intervento sia presente un impianto di riscaldamento. Trattandosi di un bonus sul risparmio energetico, i serramenti devono inoltre rispettare specifici requisiti tecnici per quanto riguarda l’isolamento. Inoltre, per avere accesso alla detrazione deve sempre trattarsi di un intervento di sostituzione degli infissi, non è previsto invece per nuove installazioni o creazione di nuove aperture.

Infine, da fine 2020 sono stati aggiunti dei massimali per il costo al mq delle finestre che variano a seconda della zona climatica

Bonus ristrutturazioni infissi

A differenza di quanto avviene per l’ecobonus, l’accesso al bonus ristrutturazioni risulta più semplice. Non è necessario infatti che il locale a cui è destinato il nuovo infisso sia riscaldato ed i requisiti per quanto riguarda l’isolamento termico dell’infisso stesso sono meno stretti quindi si hanno più possibilità di scelta.

La detrazione sulle ristrutturazioni è destinata ad interventi di manutenzione straordinaria realizzati esclusivamente su edifici abitativi, tra i quali è inclusa la “sostituzione degli infissi esterni o serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso”.

Per ottenere la detrazione pari al 50% su un massimo di 96.000 euro è richiesto quindi che le nuove finestre abbiano caratteristiche differenti rispetto a quelle che si sostituiscono. Sono agevolabili anche cambiamenti di dimensioni dell’infisso. Come per l’ecobonus, anche il bonus ristrutturazioni prevede una detrazione ripartita in 10 quote annue suddivise equamente.

Inoltre, questa detrazione consente di richiedere il bonus mobili ed elettrodomestici da sfruttare per arredare lo stesso immobile o una sua parte.

Superbonus 110 infissi come funziona

Il superbonus al 110%, l’ultima arrivata tra le detrazioni, è anche quella che risulta più interessante per via della percentuale elevata e per la possibilità di avere accesso alle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura.

La sostituzione degli infissi è un intervento che può essere agevolato con il superbonus al 110%, ovvero è incluso tra gli interventi “trainati” ma soltanto in abbinamento con lavori di miglioramento energetico ed isolamento più importanti inclusi tra quelli “trainanti”.

Tra le procedure è necessario anche dimostrare attraverso APE pre e post operam il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Bisogna ricordare infine che il superbonus 110% si può richiedere per al massimo due immobili ad uso abitativo che non rientrano tra categorie catastali di lusso come A1, A8 o A9.

Bonus infissi 2021 requisiti

La scelta della detrazione su cui orientarsi dipende quindi dalla situazione in cui ci si trova. A seconda dei casi bisogna individuare quale tra ecobonus, bonus ristrutturazioni o superbonus risulta più vantaggiosa.

I bonus casa possono essere richiesti da chiunque abbia un diritto sull’immobile (proprietario, usufruttario, nudo proprietario, locatario…). La persona che effettua i pagamenti delle spese per i lavori realizzati deve essere però il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi.

Il pagamento deve essere dimostrabile, effettuato con “bonifico parlante” riportante i dati del contribuente che in questo modo potrà usufruire dell’agevolazione. Tutta la documentazione deve essere conservata fino alla completa riscossione della detrazione per eventuali controlli.

Bonus infissi cosa comprende

Nel caso della sostituzione delle finestre, le spese per le quali si ottiene l’agevolazione fiscale riguardano la fornitura e posa in opera delle nuove finestre, inclusi infissi, vetri, scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti. È compresa anche la coibentazione dei cassonetti, mentre non è inclusa l’installazione e l’acquisto di zanzariere.

Sono agevolate inoltre le spese necessarie per il pagamento delle prestazioni professionali relative all’intervento (svolgimento pratiche, permessi, redazione di Attestato di Prestazione Energetica APE, ecc).

Habitissimo
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https://www.idealista.it/news/deco/interni/2021/05/26/154180-bonus-infissi-2021-a-quali-detrazioni-si-ha-diritto

Il Capitolato Tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio: in nuovo quaderno tecnico di CTA

Il Quaderno n. 4 del CTA presenta il testo di un Capitolato Tecnico di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista.

Per i non soci il quaderno è acquistabile nel sito del Collegio dei Tecnici dell’Acciaio.

I ruoli degli attori di una costruzione in acciaio: Committente, Appaltatore, Progettista

La realizzazione di una costruzione in acciaio richiede l’intervento di diversi “attori”, ognuno dei quali è chiamato a svolgere la sua parte. C’è un Committente che commissiona l’opera e stipula un contratto con un Appaltatore, dove con questo vocabolo intendiamo una carpenteria metallica che approvvigiona il materiale, lamiere profilati bulloni, lo lavora, lo spedisce in cantiere e lo monta, cioè realizza l’opera.

Certamente l’Appaltatore per poter realizzare ha bisogno di un progetto, cioè un insieme di documenti (disegni di progetto, dettagli tipici, etc.) che dicano cosa realizzare, e quindi occorre un Progettista che prepari il tutto, secondo le indicazioni del Committente.

Ma il progetto non basta

Oltre a dire all’Appaltatore cosa occorre realizzare, bisogna anche dirgli come bisogna realizzarlo, cioè con quali modalità operative, con quali controlli, con quale livello di qualità sostanzialmente, e quindi anche con quale livello di spesa.

Occorre definire come realizzare le strutture: ecco a cosa serve il Capitolato Tecnico

Il documento che illustra e stabilisce come realizzare le strutture è il Capitolato Tecnico, che deve essere redatto anch’esso dal Progettista. Il capitolato è dunque un documento che va allegato ad un contratto di appalto al quale fa riferimento, e che ha lo scopo di definire le specifiche tecniche delle opere che andranno ad eseguirsi per effetto del contratto stesso, di cui è parte integrante.

Come può fare un progettista a redigere un Capitolato Tecnico?

Occorre mettere assieme parecchie nozioni di ambiti molto diversi, perché la realizzazione di una struttura in acciaio è un processo molto complesso, e quindi l’attività di stesura di un Capitolato è una attività molto onerosa. Per fortuna esistono, ed esistevano in passato, capitolati aziendali, sviluppati da grosse aziende che si occupano anche di costruzioni e che sono dotate di strutture tecniche in grado di sviluppare al proprio interno della documentazione tecnica. Quindi spesso questi capitolati sono stati usati anche da vari progettisti, che li hanno impiegati come riferimento culturale e tecnico. 

Questo perché in Italia non è mai esistito un Capitolato Tecnico di riferimento.


In Inghilterra invece esiste una sorta di capitolato unificato, pubblicato dalla BCSA, The British Constructional Steelwork Association, l’associazione dei costruttori di carpenteria inglesi, e dallo SCI, Steel Construction Institute, una associazione culturale per la propaganda e lo sviluppo dell’impiego delle strutture in acciaio (BCSA e SCI pubblicano una nutrita serie di volumi relativi alle strutture metalliche). Questo capitolato si chiama “National Structural Steelwork Specification for Building Construction” (NSSS), ed esiste anche in una versione compatibile con la marcatura CE delle strutture, secondo EN 1090-1. Sviluppato con sforzo congiunto di accademici, tecnici e costruttori, può essere usato da qualunque Committente in una commessa che preveda la fornitura di carpenteria metallica. Infine possiamo citare un analogo documento statunitense: si tratta dell’AISC 303 “Code of Standard Practice for Steel Building and Bridges”, anch’esso impiegato in molte commesse negli Stati Uniti.

Il Quaderno n. 4 del CTA

In questo quadro si colloca il Quaderno n. 4 del CTA che presenta il testo di un Capitolato Tecnico  di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista così come è, oppure completato e specializzato per le particolari esigenze di un’opera. Il testo è stato sviluppato in collaborazione tra CTA, UNICMI, IIS, AIZ, COLGOM Vernici Industriali e HARPACEAS

Il quaderno tecnico sul capitolato tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio

La prima edizione di questo Capitolato Tipo, pubblicato nel gennaio 2016 da UNICMI e CTA con il titolo: “UX94 – Guida al capitolato tipo per le strutture metalliche”, si è avvalsa sostanzialmente delle informazioni tratte dalle UNI EN 1090-2:2011, oltre che da esperienze aziendali. Ove le prescrizioni della UNI EN 1090-2 risultavano in contrasto con quelle delle NTC2008, in vigore al momento della stesura del documento, si è dato precedenza alle NTC. 

Il documento attuale è la revisione del precedente, necessaria per aggiornarlo alle NTC2018. Anche le UNI EN 1090-2 sono state aggiornate nel 2018, ed anche di questo si è tenuto conto nella revisione del documento, così come dell’aggiornamento delle normative che riguardano la verniciatura.

Com’è composto il Quaderno

Dopo il capitolo 1 del Quaderno che è introduttivo, il capitolo 2 è il vero testo del Capitolato di riferimento. Il capitolo 3 è un commentario che spiega le scelte che sono state fatte circa le prescrizioni contenute nel capitolo 2.  Dopo la bibliografia, una Appendice accenna ad una direzione di sviluppo futuro di questo capitolato, cioè l’incorporazione dei concetti e delle modalità di progettazione BIM, concetto recepito, al momento, dall’ultima edizione  del capitolato inglese NSSS.

https://www.ingenio-web.it/30892-il-capitolato-tecnico-per-la-realizzazione-delle-strutture-in-acciaio-in-nuovo-quaderno-tecnico-di-cta

Caro materiali da costruzione

Arriva una nuova denuncia contro l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi che sta causando degli squilibri e gravi difficoltà a tutto il comparto

Ne avevamo parlato qualche giorno fa a seguito di una denuncia dei costruttori edili e di una serie di interrogazioni parlamentari che hanno evidenziato come il “caro prezzi” dei materiali da costruzione stia rallentando l’intero settore e minando seriamente la buona “riuscita” delle misure messe in campo dal Governo per rilanciare il settore dell’edilizia. Non è un mistero, infatti, che dopo un anno di “studio” e di dubbi, il superbonus 110% stia cominciando adesso a mettersi in moto con l’apertura dei primi cantieri che adesso si trovano a dover far fronte ad almeno due nuove problematiche: la difficoltà nel repertire alcuni materiali e l’aumento dei prezzi.

Caro materiali: la denuncia di Anima Confindustria

A confermarlo è il presidente di Anima ConfindustriaMarco Nocivelli, che parlando dell’aumento dei prezzi ha anche provato a spiegarne le motivazioni che risiedono principalmente negli effetti della pandemia e nella crescita esponenziale della domanda innescata dalle ripartenze avvenute in maniera non uniforme (prima della Cina, poi di molti altri Paesi). “Grazie alle manovre fiscali e monetarie fortemente espansive – dichiara Marco Nocivelli – i Paesi più avanti con le vaccinazioni sfruttano il momento a loro vantaggio per accaparrarsi le risorse scarse. Occorre un intervento deciso a livello europeo per tutelare le nostre imprese. Ritardi nel processo di vaccinazione possono generare forte disparità”.

L’impatto negativo sull’economia

Ora l’economia italiana (e mondiale) può trovarsi di fronte a uno scenario sempre più grave, come sottolinea Nocivelli: “Gli straordinari aumenti dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi, e gli impatti negativi sugli equilibri economici e competitivi del sistema produttivo nazionale negli scambi import-export stanno causando gravi difficoltà a tutto il comparto della meccanica, e al settore manifatturiero in generale“.

Secondo il professore Achille Fornasini dell’Università di Brescia – che in collaborazione con l’Ufficio Studi di Anima Confindustria sta conducendo un’analisi dei mercati e dei prezzi delle commodity per valutarne gli effetti sull’industria meccanica, “oltre alla debolezza del dollaro, che ha assecondato e favorito la corsa agli approvvigionamenti di materie prime, ha contribuito all’aumento dei materiali basilari anche l’impennata dei costi di trasporto, confermata dall’andamento del Baltic Dry Index, che sintetizza gli oneri di nolo marittimo per prodotti secchi e sfusi: dopo essere crollato in piena epidemia, l’indice ha registrato una performance eccezionale (+682% dal mese di maggio 2020) soprattutto a causa della drastica interruzione delle catene internazionali di fornitura provocate dai primi lockdown“.

Inoltre – aggiunge Fornasini – è sopravvenuto un ostinato e persistente controllo dell’offerta di trasporto da parte delle compagnie di navigazione attraverso riprogrammazioni che, privilegiando l’export cinese verso gli Usa, ha generato congestioni nei porti americani dove le movimentazioni sono state rallentate dall’emergenza sanitaria. Analoga la situazione riguardante le navi portacontainer, i cui noli sono quintuplicati nell’arco di un solo anno come conseguenza di una diffusa carenza dovuta alla dislocazione squilibrata dei contenitori. Tutto ciò – conclude Fornasini – nel quadro di proficue alleanze strategiche stabilite tra le maggiori società di shipping grazie alle esenzioni dalle norme antitrust europee, che spingono fatalmente verso oligopoli in grado di gestire anche i terminal e i trasporti terrestri“.

Ora, le conseguenze dell’innalzamento dei costi di trasporto e delle materie prime potrebbero riflettersi su tutta l’economia. “La situazione attuale – conclude il presidente di Anima, Marco Nocivelli – sta aumentando il rischio di un’inflazione spropositata e fuori controllo. Quello che inizialmente sembrava un fenomeno temporaneo destinato a ridimensionarsi in breve tempo, sta diventando un grande pericolo“.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-costruzione-denuncia-anima-confindustria-26003

Mutuo prima casa giovani: le ipotesi sulla garanzia statale

Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. La soluzione dovrebbe entrare in un prossimo decreto legge

Il Recovery plan di Draghi: ecco cosa prevede
I punti chiave
I tempi del nuovo decreto
Le «altre risorse»
Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
Nel 2020 minimo storico delle nascite dall’unità d’Italia
3′ di lettura

Invertire la tendenza che registra un forte e preoccupante squilibrio demografico nel paese. Come? Aiutando i giovani. La soluzione, a cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione dell’intervento alla Camera per la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da 248 miliardi tra fondi europei e risorse nazionali, dovrebbe rientrare in un prossimo provvedimento a sostegno delle aziende travolte dalla crisi. Il decreto si finanzierà in gran parte con i 40 miliardi previsti dall’ultima richiesta di scostamento bilancio approvata dal parlamento.

L’idea è quella di mettere gli under 35 nelle condizioni di acquistare una casa con maggiore facilità. Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. Una soluzione a sostegno dei giovani che si affianca a quelle previste dal Recovery plan italiano a favore di questo target della popolazione (dall’assegno unico al programma per il potenziamento degli asili nido e dell’edilizia sociale).

I tempi del nuovo decreto
I contorni della soluzione sono ancora in via di definizione. La misura dovrebbe aggiungersi, ed è tutto ancora da scrivere nel dettaglio, agli sgravi fiscali proprio sull’accensione dei prestiti per l’acquisto della prima abitazione per i più giovani annunciati pochi giorni fa con il Documento di economia e finanza. Possibile però che ci sia bisogno ancora di un po’ di tempo per il nuovo “decreto Imprese” che servirà a dare respiro alle attività rimaste bloccate dalle chiusure anti-Covid: con gli uffici concentrati a chiudere il Recovery Plan difficile infatti che il testo sia pronto per arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già questa settimana, più probabile slitti a quella successiva.

Le «altre risorse»
E sono dunque ancora da stimare le risorse necessarie a far partire la misura. Draghi ha spiegato che la soluzione si sommerà ad «altre risorse». Probabilmente il riferimento è a uno strumento particolare: due anni fa il decreto Crescita (dl 34/2019) ha rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia mutui prima casa per le giovani coppie. Gestito da Consap, offre una garanzia statale a prima richiesta, nella misura del 50% della quota capitale, ai mutui di un importo massimo di 250mila euro erogati per l’acquisto o la ristrutturazione (purché con accrescimento dell’efficienza energetica).

Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
«Un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro» sono i tre pilastri su cui si può e si deve costruire in Paese diverso per le nuove generazioni, ha messo in evidenza Draghi. Ed ecco quindi, la promessa di «infrastrutture sociali e case popolari», più asili nido, ma anche una spinta con 600 milioni al sistema della formazione duale per rendere i «sistemi di istruzione e formazione più in linea con il mercato del lavoro». Spazio infine allo sport (un miliardo per le palestre) e anche al Servizio civile con 650 milioni in due anni e a incentivi per le attività imprenditoriali nel settore turistico.

https://www.ilsole24ore.com/art/come-funzionera-garanzia-stato-giovani-che-comprano-casa-AE1BNAE

Superbonus al 110% verso la proroga al 2023

Il PNRR contiene l’intenzione di estendere la misura dal 2021 al 2023 ma i 18,51 miliardi di euro stanziati non bastano

La proroga del superbonus 110% al 2023 sarà finanziata con la Legge di Bilancio 2022. “Come ha detto il Ministro dell’Economia Daniele Franco – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -, nei prossimi provvedimenti verranno stanziati i fondi”.

Sarà dunque questa la soluzione per la proroga del superbonus 110%, che ha tenuto banco nelle ultime ore e ha fatto slittare più volte la riunione del Consiglio dei Ministri, che si è poi svolta nella tarda serata di oggi.

Lo scontro è iniziato ieri, quando è stata diffusa una bozza di PNRR che riportava l’intenzione di estendere il superbonus al 2023 e assegnava alla misura 18,51 miliardi di euro, provenienti dal Recovery Fund (10,26 miliardi di euro) e dal Fondo complementare (8,25 miliardi di euro).

Nonostante la volontà di prorogare il superbonus al 2023, scritta nero su bianco nel testo, il Movimento 5 Stelle, ma anche PD e Forza Italia, hanno giudicato insufficienti le risorse stanziate, calcolando che mancavano all’appello almeno 10 miliardi di euro. Fondi che arriveranno, dunque, con un prossimo provvedimento.

Superbonus 110%, nel PNRR l’intenzione di estenderlo al 2023
Nel PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri si legge che “per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% dal 2021 al 2023”.

Rispetto alla bozza di ieri, il testo approvato specifica che per estensione al 2023 si intende “al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli IACP, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente”.

“Il sostegno – si legge ancora nel testo – sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni e disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali. La misura prevede inoltre l’introduzione di strumenti finanziari come la “cessione del credito” e il “pagamento anticipato” per agevolare gli ingenti investimenti iniziali”.

Confermando le vigenti condizioni del bonus, la bozza afferma che la misura riguarda interventi effettuati su zone comuni, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e unità plurifamiliari con uno o più accessi indipendenti dall’esterno, nonché su singole unità immobiliari.

La bozza di PNRR ricorda che sono inclusi nella misura numerosi interventi, quali soluzioni per l’isolamento, infissi efficienti, sostituzione di sistemi di riscaldamento e condizionamento e installazione di impianti per la generazione di energia rinnovabile.

E che l’ammissibilità degli interventi è condizionata ad un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, dimostrabile tramite il confronto con l’attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo l’intervento, equivalente ad un risparmio energetico medio (in relazione ad un consumo medio annuo di energia primaria dell’edificio residenziale) di circa 240 kWh/mq e ad un risparmio minimo atteso (sia energetico che di emissioni) del 30-40%.

Gli investimenti – prevede il PNRR – consentiranno la ristrutturazione di circa 50.000 edifici/anno, per una superficie totale di 20 milioni di mq/anno. Il risparmio energetico previsto permetterà di raggiungere circa 291,0 Ktep/anno, ovvero 0,93 MtonCO2/anno.

L’investimento consentirà, inoltre, di stimolare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nella filiera dell’edilizia e della produzione di beni e servizi per le abitazioni con potenziale impatto sulle categorie deboli colpite dalla pandemia – conclude il testo.

Semplificazioni per edilizia e urbanistica entro maggio 2021
In un altro capitolo del PNRR si legge che “l’attuazione del superbonus ha incontrato molti ostacoli connessi alla necessità di attestare la conformità edilizia particolarmente complessa per gli edifici risalenti, come segnalato dall’ANCI, dalla rete delle professioni tecniche e dalle associazioni imprenditoriali (con attese fino a 6 mesi per l’accesso agli archivi edilizi)”.

“Obiettivo delle misure – si legge ancora – è accelerare l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana, rimuovendo gli ostacoli burocratici all’utilizzo del Superbonus”. Sono quindi prospettati interventi mirati per rimuovere gli ostacoli burocratici sia attraverso la semplificazione documentale e altre misure come ad es. la doppia conformità, ecc. Le misure in esame – si prevede – vanno disposte con decreto-legge che sarà approvato entro maggio 2021.

https://www.edilportale.com/news/2021/04/risparmio-energetico/superbonus-110-la-proroga-al-2023-sar%C3%A0-finanziata-con-la-prossima-legge-di-bilancio_82318_27.html

Giorgio Armani: «La casa è un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti»

Dalla prima lampada creata per sé fino alle sale del Quirinale, passando per la progettazione di interni su misura e gli hotel, nel segno del made in Italy

«Nel 1982 la Logo Lamp fa la sua comparsa nell’ufficio di Giorgio Armani in via Durini, a Milano. È il primo prodotto per la casa disegnato da Giorgio Armani e l’inizio di un’avventura nel mondo del design che si sviluppa per cerchi concentrici. Nel 2000, l’apertura del primo flagship store Armani/Casa , in via Manzoni 31 a Milano, che già nel 2001 viene seguito da quelli di Parigi (completamente rinnovato l’anno scorso), New York e Los Angeles e oggi conta una rete di boutique nelle principali città del mondo. Nel 2004, il lancio dell’Interior Design Studio di Armani/ Casa, per rispondere alle richieste di chi vuole ridisegnare i propri ambienti e non solo nel segno di quell’essenzialità lussuosa senza tempo e sempre perfettamente a tempo, che è la cifra stilistica dello stilista. Il suo prosieguo naturale è il nuovo servizio At Your Home, disponibile anche online, con il quale si può ripensare negli arredi e nella decorazione anche una sola stanza della casa, che per Giorgio Armani è da sempre «un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti». Poi le partnership con aziende italiane leader nei propri settori come Dada del Gruppo Molteni, Rubelli, Roca, Jannelli & Volpi, per la realizzazione di sistemi cucine, rivestimenti e tessuti d’arredo che potessero riflettere nelle linee, nei materiali e nelle performance «un approccio estetico, il mio, che è essenziale, puro, fatto di materie eccellenti e rarefazione. Non lo si può identificare come immediatamente italiano, perché sono molti i richiami – sempre accennati e filtrati – ad altre culture. Ma è totalmente e orgogliosamente italiana la cura del dettaglio, del particolare; la qualità manuale della fattura. Abbiamo artigiani insuperabili, che mai dicono di no e che realizzano ogni idea. È questa l’italianità che sento il dovere di preservare nel mondo globale. E mi impegno a farlo continuamente», spiega Giorgio Armani.

Giorgio Armani con una gigantografia della Logo Lamp, da lui disegnata nel 1982. È l’oggetto che dà avvio all’esplorazione del mondo dell’abitare dello stilista.

Questo portato trova casa, dal 2010, nell’Armani Hotel di Dubai, seguito l’anno dopo da quello di Milano e dai tanti complessi residenziali che, da Tel Aviv a Mumbai, fino all’ultimo inaugurato a Miami, portano il segno di un’unica impronta creativa, rispettosa, curiosa, dialogante con un contesto storico e ambientale ogni volta diverso. Lo scorso dicembre, l’annuncio dell’ingresso di alcuni pezzi della collezione al Quirinale come parte del progetto Quirinale Contemporaneo, che mira ad arricchire la residenza presidenziale con opere d’arte, arredi e oggetti di design contemporanei rappresentativi del nostro patrimonio creativo e produttivo. Così, nella sala da pranzo nel Belvedere al Torrino, dove avvengono gli incontri istituzionali più riservati, è oggi presente un grande tappeto in seta con effetto tridimensionale e due tessuti della collezione Exclusive Textiles sono stati utilizzati per rivestire altre sedute del Palazzo. Dalla prima lampada disegnata per sé fino all’ingresso nella Casa degli Italiani: non tanto un cerchio che si chiude, quanto piuttosto un’espansione radiale.

«Le cose sono molto cambiate in questi decenni. Con il tempo, la mia passione e il mio coinvolgimento sono progressivamente aumentati in quanto il progetto si è fatto più ampio e complesso», continua lo stilista. «Ho sempre avuto una visione totale e completa dello stile e ho accarezzato l’idea di ampliare la mia estetica. Ci sono voluti, però, molti anni prima di poter offrire una vera e propria collezione di decorazione di interni, in quanto non era ancora arrivato il momento giusto e ho preferito aspettare. Oggi, a 21 anni dal lancio della prima collezione, guardo ancora ad Armani/Casa come ad una meravigliosa opportunità. Un ambiente nel quale posso a pieno sperimentare e creare oggetti e ambientazioni che riflettono la mia personale filosofia ed estetica».

In questi anni lo stile di vita è stato influenzato da ritmi sempre più veloci e dalla presenza massiccia della tecnologia, conclude Giorgio Armani. «Viviamo in un mondo iper-connesso e questo si riflette nelle nostre abitudini e condiziona i nostri bisogni. L’abitazione oggi, rispetto al passato, è un luogo attrezzato in cui poter svolgere anche la propria attività lavorativa. Il design segue questo cambiamento e mi aspetto che nel futuro sarà spinto a rispondere alle nuove esigenze con razionalità e con un dinamismo creativo sostenibile». Sarà interessante seguire nei prossimi mesi, con l’avvio del Salone del Mobile 2021, la risposta targata Armani a un concetto di abitare in completa ridefinizione. Una sfida che proietta nel futuro.

https://www.ilsole24ore.com/art/giorgio-armani-la-casa-e-estensione-nostro-essere-e-nostri-sentimenti-ADVyWTWB

Mercato Casa prefabbricata 2021 | A monte, opportunità, sfide, principali attori del settore, studio regionale, fattori di crescita e opportunità entro il 2027

Il rapporto sulle ricerche di mercato del mercato globale Casa prefabbricata 2021 rappresenta la panoramica storica della situazione attuale del mercato e delle previsioni per il 2027. Inoltre, questo rapporto fornisce le dimensioni, le tendenze, la quota, la crescita e la struttura dei costi del mercato Casa prefabbricata e l’analisi dei driver. Il rapporto Casa prefabbricata ha studiato le opportunità chiave nel mercato e i fattori di influenza utili e utili per l’azienda.

Richiedi una copia di esempio del rapporto: www.precisionreports.co/enquiry/request-sample/17403036

Il rapporto del settore Casa prefabbricata è compilato con l’uso delle più recenti metodologie e strumenti di ricerca primaria e secondaria che forniscono varie analisi che sono state comprese nel rapporto. Le informazioni disponibili nel rapporto riepilogativo di mercato di Casa prefabbricata forniscono ai clienti informazioni efficaci che consentono loro di prendere decisioni efficaci, che potrebbero portare a una significativa espansione dell’attività in futuro.

Cosa ha in serbo per te il Report?
– Dimensioni e previsioni del settore: gli analisti del settore hanno offerto proiezioni storiche, attuali e previste delle dimensioni del settore dal punto di vista dei costi e del volume
– Opportunità future: in questo segmento del rapporto, ai concorrenti di Casa prefabbricata vengono offerti i dati sugli aspetti futuri che probabilmente l’industria Casa prefabbricata fornirà
– Tendenze e sviluppi del settore: qui, questo rapporto ha parlato dei principali sviluppi e tendenze in atto nel mercato Casa prefabbricata e del loro impatto previsto sulla crescita complessiva
– Studio sulla segmentazione del settore: in questa parte del rapporto è stata eseguita una suddivisione dettagliata dei principali segmenti del settore Casa prefabbricata insieme al tipo di prodotto, all’applicazione e al verticale
– Analisi regionale: i fornitori del mercato ricevono informazioni vitali sulle regioni ad alta crescita e sui rispettivi paesi, aiutandoli così a investire in regioni redditizie
– Panorama competitivo: questa sezione del rapporto fa luce sulla situazione competitiva del mercato Casa prefabbricata concentrandosi sulle strategie cruciali adottate dai giocatori per consolidare la loro presenza all’interno dell’industria Casa prefabbricata

http://ciaojuve.com/ricerca-di-mercato/394290/mercato-globale-il-magnesio-lingotto-2021-analisi-approfondita-del-settore-su-dimensioni-struttura-dei-costi-quota-entrate-fattori-di-influenza-e-attori-chiave-di-spicco-fino-al-2027-2-2-2-2-2-2-2-130/

Pannelli sandwich in acciaio Dimensioni del mercato, tendenze, studio sul profilo delle principali società globali 2021, impatto di COVID-19 sulla quota, crescita futura, regioni chiave 2026

L’esplorazione globale Pannelli sandwich in acciaio 2021 fornisce un modello del business con richieste, applicazioni e struttura della catena industriale. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio offre inoltre dati ai mercati di tutto il mondo, inclusi progetti in corso, valutazione approfondita della scena e stato di miglioramento delle impostazioni locali. I sistemi e i piani di avanzamento sono discussi in modo simile mentre le tecniche di accumulo e le strutture dei costi vengono analizzate allo stesso modo. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio afferma l’utilizzo di importazione / trasferimento, dati di mercato naturali, costo, valore, guadagni e margini lordi.

http://dicomogiornale.com/2021/04/10/pannelli-sandwich-in-acciaio-dimensioni-del-mercato-tendenze-studio-sul-profilo-delle-principali-societa-globali-2021-impatto-di-covid-19-sulla-quota-crescita-futura-regioni-chiave-2026/

Quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso

I tempi cambiano e se una volta le case prefabbricate erano generalmente associate a situazioni di emergenza o comunque temporanee, adesso sono prese in considerazione anche come soluzione abitativa a lungo termine.

Questo perché rispetto al passato hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati, con poche differenze con le abitazioni tradizionali. Vediamo quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso.

Perché piacciono le case prefabbricate

Il boom delle case prefabbricate è dovuto principalmente al salto di qualità dei materiali utilizzati per la costruzione e alla varietà dell’offerta. Gli interessati possono per esempio scegliere tra dimore in muratura e abitazioni in acciaio o legno con finiture in acciaio, dotate di ogni comfort tecnologico e con un livello di efficienza energetica difficilmente riscontrabile altrove. Insomma non è più il caso di accostare le case prefabbricate soltanto alle emergenze post-terremoto, perché si stanno affermando come una vera e propria realtà immobiliare.

Quanto costa una casa prefabbricata?

Torniamo adesso alla domanda iniziale: quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso? Ovviamente vale sempre il criterio del prezzo al metro quadro a seconda della posizione e del luogo, ma entrano in ballo anche altri fattori come, appunto, i materiali e, non meno importanti, i costi necessari per realizzare le fondamenta. Proviamo a fare due conti:

  • prezzo medio al mq 1.500 euro + Iva (in legno o acciaio) o 2.000 euro + Iva (in muratura) per la struttura portante e il montaggio (sono cifre molto approssimative, le variabili sono tante);
  • costi per le fondamenta, circa 150 euro al mq;
  • allacciamenti e impianti di luce, acqua, gas, ecc., da 3.000 euro a salire.

I costi sono questi, per cui è abbastanza facile farsi due conti. Da non sottovalutare, però, che le case prefabbricate sono campionesse di efficientamento energetico, e quindi le spese per le bollette saranno minime. Inoltre rientrano nei benefici sia del Superbonus 110% che del Sisma Bonus per gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Acquisto case antisismiche,
atto entro i tempi agevolativi

Gli acquirenti delle unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati gli interventi edilizi possono fruire del Superbonus 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

casa antisismica

Affinché l’acquirente, persona fisica, di un’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 (“sismabonus acquisti” nella versione Superbonus 110%), l’atto di acquisto, relativo all’edificio demolito e ricostruito per ridurne i rischi sismici, deve essere stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022. Questo il contenuto della risposta n. 80 del 3 febbraio 2021.

La richiesta di chiarimenti arriva da una società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali che vuole eseguire un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio nel rispetto delle condizioni richieste dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013, per poter consentire ai futuri acquirenti di fruire delle detrazioni previste dalla norma.
Nello specifico, la società istante chiede se ci sia un limite – a pena di decadenza per i futuri acquirenti della unità di nuova costruzione – entro il quale perfezionare l’acquisto dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento.
 
L’Agenzia, per fornire una risposta esaustiva, fa partire le proprie argomentazioni proprio dalla lettura del comma 1-septies dell’articolo 16 del Dl n. 63/2013, che prevede che se gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, per la riduzione del rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti delle disposizioni normative urbanistiche, con passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico, sono realizzati nei Comuni compresi nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, provvedono alla loro vendita, le detrazioni d’imposta (previste dal comma 1-quater dello stesso articolo) spettano all’acquirente dell’immobile nella misura del 75% e 85% del prezzo di acquisto risultante dal rogito notarile e comunque entro il limite massimo di spesa di 96mila euro per ogni unità immobiliare.
 
Di fatto, rispetto a quanto previsto dal “sismabonus”, i beneficiari dell’agevolazione fiscale sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati interventi edilizi.
 
L’Agenzia delle entrate ricorda poi che con la circolare n. 24/2020 è stato chiarito il Superbonus si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle “case antisismiche”, cioè, appunto, delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 oggetto di interventi antisismici, effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dal termine dei lavori, provvedano alla successiva rivendita.
Al riguardo, fa presente l’Agenzia, che, per le persone fisiche, per effetto delle modifiche apportate dalla lettera f) dell’articolo 1, comma 66, della legge di bilancio 2021, per tali interventi l’aliquota al 110% si applica «per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo» (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato””).
 
Infine, ricorda l’amministrazione, per usufruire del Superbonus serve il rilascio dell’asseverazione da parte dei professionisti iscritti ai relativi ordini o collegi professionali incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze, dell’efficacia degli interventi.
 
L’Agenzia conclude che, riguardo il caso in esame, affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile su cui sono stati effettuati i lavori sia stipulato entro la finestra temporale di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022 in caso di persona fisica.

https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/acquisto-case-antisismiche-atto-entro-tempi-agevolativi

La sostenibilità delle costruzioni in acciaio

Scarica “ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE”, la pubblicazione di Fondazione Promozione Acciaio dedicata a una nuova cultura di progetto per questo materiale.

Il concetto di sostenibilità, elemento essenziale del nostro tempo, influenza ormai ogni aspetto della nostra vita. Siamo sempre più consapevoli che il nostro benessere è indissolubilmente legato alla salute del pianeta e adottiamo la sostenibilità come criterio di scelta tra diversi prodotti. Spesso sosteniamo che nel mondo delle costruzioni serva maggiore innovazione: in verità, un grande cambiamento è già diventato realtà sotto i nostri occhi: oggi le opportunità offerte ai progettisti e agli sviluppatori sono molteplici e innovative, eppure non sempre gli attori del mercato immobiliare sono consapevoli dei reali costi economici e ambientali legati alla costruzione e alla gestione di un’opera e pronti ad adottare nuovi paradigmi.

Un’attività di formazione culturale sull’argomento è indispensabile per sfatare credenze inesatte e far comprendere il reale impatto dell’acciaio e delle tecniche costruttive legate al suo impiego. Proprio per questo Fondazione Promozione Acciaio ha deciso di realizzare il documento ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE, dedicato a una nuova cultura di progetto e all’acciaio, risorsa essenziale in una visione economica di tipo circolare.

Il documento, disponibile a questo link e in allegato all’articolo, riassume i vantaggi dell’acciaio come materiale costruttivo: riciclabile al 100%, resistente e durevole, l’acciaio permette di realizzare – ad esempio – strutture con luci maggiori rispetto a qualsiasi altro materiale, permettendo una grande libertà di progettazione e una notevole flessibilità architettonica. Inoltre, la leggerezza delle strutture in acciaio riduce considerevolmente l’entità delle opere di fondazione.

La tecnologia costruttiva a secco in acciaio, caratterizzata da strutture a telaio a cui vengono fissati elementi planari, leggeri, di piccolo spessore e grandi dimensioni, permette di realizzare edifici ad alta efficienza energetica grazie ai sistemi di rivestimento dalle alte prestazioni isolanti in spessori contenuti.