TUTTO SU SISMABONUS

SuperSismabonus ed Sismabonus: una pagina per sapere tutto quello che serve su questi incentivi fiscali per le costruzioni con molti collegamenti utili per approfondire isingoli aspetti.

Contenuti aggiornati alle disposizioni del DL 77/2021 Semplificazioni Bis, convertito in legge 108/2021 ed entrato in vigore il 31 luglio 2021.

Il Sismabonus è l’incentivo pensato per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Esistono differenti tipologie di sismabonus: ordinario (aliquota del 50%), con singolo o doppio salto di classe di rischio sismico (con aliquote dal 70% all’85%) ed ecosismbonus, con aliquote di detrazione sino all’85%. Ultimo arrivato, il super sismabonus, con aliquote che arrivano sino al 110%. Quest’ultimo incentivo è pensato solo per gli edifici condominiali a prevalenza residenziale e per gli edifici unifamiliari, mentre le altre aliquote sono per interventi su unità abitative o produttive, fruibili tanto da soggetti IRES quanto da soggetti IRPEF. Il Sismabonus e il Super Sismabonus possono essere convertiti in credito di imposta cedibile, o possono essere fruiti tramite lo sconto in fattura.

Con questa pagina INGENIO vuole dare una guida al lettore aggiornata con tutti i riferimenti e i collegamenti ai nostri approfondimenti sui singoli punti.

NB – I CONTENUTI SONO AGGIORNATI ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 77/2021 (SEMPLIFICAZIONI BIS) DEFINITIVAMENTE CONVERTITO IN LEGGE 108/2021 ED ENTRATO IN VIGORE IL 31 LUGLIO 2021 e ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 157/2021 (ANTIFRODI), ENTRATO IN VIGORE IL 12 NOVEMBRE 2021 E IN CORSO DI CONVERSIONE IN LEGGE.


Che cosa è il Sisma Bonus

La legislazione vigente prevede una serie di incentivi per la riqualificazione strutturale degli edifici esistenti e del patrimonio immobiliare, molto spesso accumunati dalla denominazione “Sismabonus”. In realtà, il panorama è ben più complesso.

L’incentivo più “semplice” è la detrazione prevista da art. 16bis del TUIR, che prevede la possibilità di detrarre il 50% delle spese sostenute da soggetti IRPEF per la riqualificazione di immobili. Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

Esiste poi un ulteriore incentivo, sempre al 50% per interventi su immobili abitativi o produttivi, applicabile in zona sismica 1, 2 o 3. Questo incentivo, che prevede una detrazione “spalmata” su 5 anni e non su 10, è potenziato qualora si garantisca un singolo o duplice salto di classe di rischio sismico, e qualora venga realizzato su immobili con più unità immobiliari (non necessariamente condominiali). In questi casi la detrazione viene fatta salire dal 70% sino all’85%.


Il Superbonus non è solo un credito ceduto alla banca: è molto di più, è capacità progettuale e visione futura

il Superbonus è un incentivo fiscale volto a migliorare il patrimonio immobiliare attraverso la riqualificazione energetica, strutturale ed architettonica. Si tratta di uno strumento tramite cui arrivare al fine ultimo che non è “la casa gratis”, ma edifici e città più efficienti, più sicure, più belle.

Luca Rollino


Per effetto dell’applicazione dell’art. 119 del DL 34/2020, la detrazione è stata elevata al 110% per edifici unifamiliari, per condomini e, in ultima istanza, per edifici sino a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Le aliquote “ordinarie” restano per i soggetti IRES, che godono del 110% soltanto per le spese sostenute sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Ulteriore possibilità è rappresentata dal cosiddetto “sismabonus acquisti”, di cui possono fruire gli acquirenti sia soggetti IRES (con aliquota fino all’85%) sia soggetti IRPEF (con aliquota del 110% per immobili residenziali) in caso di acquisto di unità immobiliari direttamente da società di costruzione, in seguito a interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, anche con incremento volumetrico.

Tutte le detrazioni in ambito strutturale sono convertibili in credito di imposta e cedibili, ovvero sono fruibili mediante il meccanismo dello sconto in fattura. 


sismabonus e superbonus: approfondimento tecnico e fiscale

Aggiornamenti su SISMABONUS

Ecco di seguito gli aggiornamenti recenti su SISMABONUS e SUPERBONUS ordinati per data. Questa Sezione sarà aggiornata man mano che ci sono novità importanti.

Superbonus e altri bonus edilizi, ecco i nuovi modelli per cessione del credito e sconto in fattura anti frodi

15 novembre 2021 – In linea con le ultime disposizioni impartite dal Decreto Antifrodi (DL 157/2021) e in vigore dallo scorso 12 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha modificato format, istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Scopri tutto e scarica i modelli aggiornati!

Manovra 2022, testo aggiornato al 10/11: cessione credito e sconto in fattura per tutti i bonus edilizi fino al 2024

10 novembre 2021 – Nella seconda versione del DDL Bilancio 2022, che approderà in Parlamento, arriva la proroga per tre anni della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i bonus edilizi e non solo per il Superbonus (opzioni fino al 2025). Confermato, invece, il tetto ISEE a 25 mila euro per il Superbonus villette. Scopri tutto e scarica il testo aggiornato!

Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate al 60%, Bonus Mobili: proroghe e novità del DDL Bilancio 2022. La bozza e l’analisi

30 ottobre 2021 – La prima bozza della Finanziaria 2022 (che ora dovrà essere esaminata in Parlamento, con potenziali modifiche e aggiustamenti, e che entrerà in vigore solo dal 1° gennaio 2022) proroga fino al 2024 Ecobonus, Bonus ristrutturazioni, Bonus mobili e Bonus verde e prevede una riduzione del Bonus Facciate dal 90 al 60%. Scopri tutto!


Tutti i provvedimenti su SUPERBONUS, ECOBONUS, SISMABONUS, …

Per leggere tutti gli aggiornamenti normativi, nonchè quelli legati alle circolari dell’Agenzia delle Entrate, alle diverse Linee Guide e istruzioni di ENEA, CONSUP, e altri …. abbiamo creato una pagina di sintesi: “Superbonus e altri bonus edilizi: gli aggiornamenti normativi“.


sismabonus e superbonus: sintesi sugli incentivi


SINTESI

Il Super Sismabonus consiste in una detrazione pari al 110% delle spese sostenute per il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici esistenti. Si può applicare agli interventi effettuati sugli edifici condominiali, sugli edifici unifamiliari e sugli edifici con 2-4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Pensato essenzialmente per condomìni e soggetti IRPEF, può essere fruito anche da soggetti IRES nel caso di interventi su parti condominiali. Sono inoltre potenziali fruitori del super Sismabonus gli edifici di proprietà o in gestione degli ex IACP, o di enti aventi analoga funzione. La spesa agevolata è sempre pari a 96.000 €, “all inclusive”, calcolata per ogni unità immobiliare facente parte dell’immobile interessato dall’intervento.

Per approfondire ecco la nostra tabella che riprende la lista dei singoli interventi di EcoBonus e SismaBonus all’interno Superbonus ammessi.


sismabonus e superbonus: le diverse possibilità


Il Sismabonus oggi: varie possibilità

Gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico

In linea generale gli interventi di “adeguamento sismico”, “miglioramento sismico” o “locali” vengono realizzati rispettivamente secondo queste modalità:

  1. demolizione e ricostruzione totale;
  2. interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati dalla norma;
  3. interventi di riparazione o locali: interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti, come, ad esempio, migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati.

Intonaco armato CRM: cos’è, normativa e controlli

Con la sigla CRM (Composite Reinforced Mortar) si intende la tecnica della malta rinforzata con materiale composito, tecnica riconducibile a quella del tradizionale intonaco armato su murature esistenti, che prevede l’utilizzo di un’armatura di rinforzo costituita da reti ed angolari preformati in fibre di vetro (GFRP) o carbonio (CFRP) annegati in una malta strutturale a base di calce o cementizia.

La tecnica CRM consente di ottenere un rinforzo omogeneo e diffuso di murature esistenti di diversa tipologia e caratteristiche, fornendo miglioramenti consistenti in termini di performance meccaniche sul piano e fuori piano, garantendo duttilità della struttura, durabilità e compatibilità anche con murature storiche.

Per saperne di più


Il Sismabonus standard

  • Sismabonus: le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003). Per le spese di miglioramento della sicurezza antisismica degli edifici spetta una detrazione del 50%. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. NB – si ha diritto al Sismabonus anche in caso di abbattimento e successiva ricostruzione di un immobile purché ricostruito con la medesima volumetria mdell’edificio precedente. La ricostruzione (dopo demolizione) senza aumento di volumetria deve risultare nel titolo amministrativo (permesso di costruire e SCIA) che autorizza i lavori, che deve indicare che si tratta di lavori di ‘conservazione del patrimonio edilizio’ e non di nuova costruzione: di fatto, quindi, le asseverazioni dei professionisti tecnici a corredo devono essere allegate, “conformemente alle disposizioni regionali”, alla Scia o alla richiesta del permesso di costruire. Si ha diritto al bonus anche in caso di ricostruzione con sagoma diversa e anche se è avvenuta con tenue dislocamento in confronto al sedime originario;
  • sconto in fattura/cessione del credito: a partire dal 1 luglio 2020 sia per l’Ecobonus che per il Sismabonus è prevista la possibilità di optare, invece che per la detrazione, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi (sconto in fattura), ovvero per la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione.

Demolizione e ricostruzione nel Sismabonus classico

In tema di “demolizione e ricostruzione”, è bene sottolineare che ci sono le premialità sulla cubatura differenziate da zona a zona: per esempio, il Piano Casa dà un premio di cubatura fino al 30%, che in Calabria diventa fino al 35%, per l’abbattimento e la ricostruzione a norma antisismica e di risparmio energetico degli edifici. Premio non applicabile in alcune zone del Paese come la zona rossa dell’area Vesuviana.

Altro aspetto molto critico che frena certi interventi è l’obbligo nella ricostruzione di mantenere la sagoma di quello abbattuto, il che può impedire un efficiente utilizzo del volume a disposizione e, come capita spesso, un miglioramento funzionale.

Le classi di rischio sismico

Per la valutazione della classe di rischio sismico, anche se non più legato all’importo del beneficio, valgono Le “Linee guida per l’attribuzione della classe di rischio sismico delle costruzioni” (decreto n.58 del 28/02/2017 del M.I.T. e s.m.i.- che introduce la classificazione del rischio sismico per le costruzioni basata su 8 Classi di Rischio. Per valutare la classe, che vale per l’intero edificio e si applica a tutte le sue Unità Iimmobiliari (U.I.), sono stati introdotti due metodi di calcolo che si basano sulla determinazioni di grandezza (PAM- Perdita Annuale Media attesa) e IS-V (Indice di Sicurezza).


sismabonus e superbonus: la normativa

Il Superbonus 110% del Decreto Rilancio (con le date)

Scadenze Superbonus 110: la tabella aggiornata

Il cd. “Superbonus” 110% è una detrazione istituita dall’art.119 del decreto-legge 34/2020 (cd. Decreto Rilancioche può essere utilizzato per lavori svolti a partire dal 1° luglio 2020:

  • in edifici unifamiliari e funzionalmente indipendenti fino al 30 giugno 2022;
  • in edifici plurifamiliari/condomini fino al 30 dicembre 2022;
  • in edifici dalle 2 alle 4 unità immobiliari di proprietà di un unico soggetto e nei condomìni fino al 30 giugno 2022 (31 dicembre per i condomini che alla data del 30 giugno 2022 abbiano effettuato lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo).

Se gli interventi con tale percentuale di ultimazione sono stati eseguiti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp), il Superbonus vale per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 se al 30 giugno 2023 si è raggiunto almeno il 60% dei lavori, altrimenti 30 giugno 2023.

Il Superbonus “sismico” o Sismabonus 110% vale indistintamente per tutti gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico indicati nell’art.16 da comma 1-bis a comma 1-septies del DL 63/2013NON importa se questo miglioramento comporti il passaggio a una classe, due o tre di rischio inferiore. La ‘cosa’ è davvero importante, visto che il Sismabonus classico differenzia non poco le percentuali di detrazione a seconda, appunto, degli ‘step’ di miglioramento sismico.

La detrazione, come dettagliato anche nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, si applica per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per:

  • adozione di misure antisismiche su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona sismica 1 e 2) con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari (attualmente agevolati al 50%);
  • interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una (attualmente agevolati al 70% su case singole e al 75% nei condomìni) o due classi (attualmente agevolati al 80% su case singole e al 85% nei condomìni) di rischio inferiori e nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 anche mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento. NB – Il SuperSismabonus 110%, nell’arco temporale ex lege, è fruibile anche per interventi di riduzione del rischio sismico che non determinano alcun passaggio di classe.

Sono coperti dall’incentivo tutti i lavori già previsti per il sismabonus, con l’aggiunta di due tipologie importanti: il fotovoltaico e l’acquisto di accumulatori e colonnine ricarica per auto elettriche.

NB – le agevolazioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4.

 

Chi può utilizzare il Superbonus

Isuperbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica si applica agli interventi effettuati:

  • dai condomìni, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022;
  • dalle persone fisiche, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 (ma con realizzazione di almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022) per gli interventi sulle parti comuni degli edifici effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche, al di fuori di un’attività di impresa, con riferimento agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà.
  • per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023 dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonche’ dagli enti aventi le stesse finalita’ sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di societa’ che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • dalle cooperative di abitazione a proprieta’ indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

NB – Le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, per gli interventi realizzati su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

 

I prezzi di riferimento

Benché il legislatore abbia richiesto di attestare la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati per la riqualificazione strutturale dell’edificio (art. 119 comma 13 DL 34/2020), per i lavori volti al miglioramento della sicurezza strutturale non sono stati forniti dei riferimenti da cui attingere i prezzi congrui. E questo avviene differentemente dall’Ecobonus, dove sono indicati come prezziari di riferimento i prezziari regionali territorialmente competenti ed il prezziario DEI. Proprio partendo da tale indicazione, per analogia iuris, ed in assenza di indicazioni più precise, si potrebbe pensare di usare questi stessi riferimenti come strumento per la definizione dei valori congrui di spesa.

Le asseverazioni (Decreto Asseverazioni)

Il DM Asseverazioni stabilisce che è obbligatorio asseverare gli interventi di riduzione del rischio sismico, ovverosia uno degli adempimenti necessari ai fini della fruizione delle detrazioni fiscali – compreso il Superbonus 110% – previste per gli interventi di riduzione del rischio sismico.

Si tratta dell’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati. E’ stata ‘istituita’ dall’art.16 comma 1-quater del DL 63/2013 e definita nelle sue specifiche, dapprima, dal DM 58 del 28 febbraio 2017, cd. linee guida per la classificazione del rischio sismico in ottica Sismabonus. Dentro questo provvedimento del MIT c’erano due allegati:

  • l’allegato A con le Linee guida classificazione rischio sismico costruzioni;
  • l’allegato B contenente il modello di asseverazione del progettista.

Per saperne di più leggi gli articoli:


sismabonus e superbonus: applicabilità per la demolizione sostituzione

Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione

Il Decreto Rilancio ha esteso il Superbonus alle ricostruzioni che il DL Semplificazioni sta rendendo più libere: è possibile la fruizione del superbonus 110%, e di tutti i bonus casa, anche alle ricostruzioni con aumento di volumetria.

Grazie alle modifiche – già ampiamente approfondite – introdotte dal DL Semplificazioni al dpr 380/2001, si allarga la nozione di demolizione e ricostruzione ricompresa nella categoria della ‘ristrutturazione’, comprendendo anche edifici ricostruiti “con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche” e con “incrementi di volumetria”.

Semplificando: mentre prima la ricostruzione con aumento di volumetria era considerata ‘nuova costruzione’ e quindi non agevolata dai bonus fiscali sul recupero edilizio, con le modifiche introdotte dovrebbe essere possibile fruire delle agevolazioni fiscali anche per gli ampliamenti.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione: le novità del DL Rilancio

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, nella risposta 455/2020 del 7 ottobre ha precisato che è possibile fruire del Superbonus per interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio a prescindere dalla condizione che lo stesso venga adibito ad abitazione principale.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110%: ok anche per demolizione e ricostruzione di una seconda abitazione non principale


 Conformità dei titoli abitativi

Il superBonus del Decreto Rilancio esigono una conformità urbanistica. Per questo motivo oltre a dimostrare i risultati energetici e strutturali che si intendono raggiungere, è necessario una verifica di conformità edilizia ed urbanistica per le parti comuni degli immobili oggetti degli interventi che godono del 110%.

Per la fruizione del Superbonus 110%, quindi, l’abuso edilizio non è mai tollerato, la discordanza a volte sì: lo ha precisato il MEF, in una delle sue FAQ, che è ammessa una limitata tolleranza del 2% superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.

NOVITA’ DAL DL SEMPLIFICAZIONI BIS (legge 108/2021 di conversione del DL 77/2021): le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata. Nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli da parte delle autorità competenti siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, la decadenza dal beneficio si applica limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì

Il Superbonus con la CILA (DL Semplificazioni 2021)

In virtù delle modifiche effettuate dalla legge 108/2021, di conversione del DL Semplificazioni Bis (77/2021):

  1. il cappotto termico e il cordolo antisismico non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza, in deroga alle norme sulle distanze minime;
  2. le «violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle funzioni di controllo» non comportano «la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata»;
  3. qualora l’immobile sia stato venduto e sia sottoposto agli interventi del 110%, viene allungato da 18 a 30 mesi il termine per fissare la residenza nel nuovo immobile acquistato senza perdere i benefici fiscali legati all’acquisto;
  4. vanno considerati manutenzione straordinaria ed eseguiti mediante Cila (modello Superbonus) anche gli interventi che riguardino «le parti strutturali degli edifici o i prospetti»;
  5. per gli interventi di edilizia libera del dpr 380/2001, non sarà necessario presentare la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) modello Superbonus (quindi con indicato il numero del titolo edilizio originario dell’immobile) ma basterà una Cila con la semplice descrizione dell’intervento. Su quest’ultimo punto la norma approvata precisa inoltre che «in caso di varianti in corso d’opera queste sono comunicate a fine lavori e costituiscono integrazione della Cila presentata» e che «non è richiesta la Scia (segnalazione certificata di inizio attività)».

Per saperne di più leggi gli approfondimenti:

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì 


tag-sismabonus e superbonus: riepilogo tecnico e fiscale-superbonus-ingenio-riepilogo.jpg


Applicazione SUPERSISMABONUS

Riepilogando:

  • condomìni e gli edifici unifamiliari hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili composti da 2 a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto  hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili non residenziali (cd. beni merce o magazzini), a patto che si abbia un titolo amministrativo da cui risulti chiaramente che i lavori porteranno anche un cambio di destinazione d’uso in abitativo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: ok anche per immobili non residenziali ma con cambio di destinazione d’uso. Ecco come fare
  • la detrazione non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici). 

Attenzione – In una recente risposta pubblicata nella sezione “La Posta di Fisco Oggi”, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che esiste un preciso limite al numero degli immobili per i quali è possibile richiedere il Superbonus 110% da parte dello stesso proprietario, ma la regola ha delle eccezioni. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: su quante unità immobiliari si può ottenere? Differenze per Ecobonus, Sismabonus e condomini

Attenzione – Nella risposta 542/2020 del 4 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento sulla questione dell’individuazione dell’accesso autonomo dall’esterno per le unità immobiliari nell’ambito di edifici plurifamiliari, precisando che per la fruizione del Superbonus, l’accesso si considera autonomo anche se avviene tramite strada privata e/o in multiproprietà o attraverso un terreno di utilizzo comune ma non esclusivo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110% in condominio: ok anche con l’accesso in comune! Le ultime novità

Queste le possibilità per usufruire del bonus:

  • utilizzo per sé del credito d’imposta e quindi, per esempio, se ha fatto lavori per 20mila euro disporrà di un credito di 22mila euro e potrà pagare per 5 anni 4.400 euro di tasse in meno.
  • trasferimento del credito (cessione) alla ditta che ha eseguito i lavori, che lo userà a sua volta per incassarlo subito trasferendolo a un’impresa più grande o a una banca, oppure lo terrà per sé per pagare meno tasse. Se, invece, l’impresa non volesse accettare il credito corrispondente, il privato potrà girarlo ad una banca.

I professionisti sono chiamati a rilasciare le attestazioni e obbligati a stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civilecon massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni: il fine ultimo è quello di garantire ai propri clienti (e al bilancio dello Stato) il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. 


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Acquisto case antisismiche

Con il cosiddetto “Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche” o Sismabonus Acquisti (art.16 comma 1-septies del DL 63/2013) è stat prevista l’estensione dell’agevolazione SuperSismabonus per gli acquisti di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, 2, e 3 (quest’ultime due zone a seguito della disposizione introdotta dal DL n.34/2019, convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58) cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica, ove consentita dalle norme urbanistiche.

L’articolo 16, comma 1-septies del DL 632013 sopracitato, inserito nel contesto delle disposizioni normative che disciplinano il c.d. “Sismabonus” (commi da 1-bis a 1-sexies del medesimo articolo 16), si riferisce espressamente agli interventi di cui al comma 1-quater che, a sua volta, richiama gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’ articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del TUIR, eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi fabbricati – anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti consentiti dalle disposizioni normative urbanistiche – e che determinino il passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico.

Per beneficiare dell’agevolazione in commento, gli immobili ricostruiti devono essere alienati dalle stesse imprese di costruzione entro il termine di 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, come previsto dalla citata norma agevolativa.

Quindi gli acquirenti delle unità immobiliari, risultanti dagli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio realizzati con aumento volumetrico conformemente alla normativa urbanistica vigente, sono ammessi al beneficio.

NB – Anche alle spese sostenute, dopo il 1° luglio 2020, dagli acquirenti persone fisiche delle cd. case antisismiche, vale a dire delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita (comma 1-septies), si applica l’aliquota maggiorata del cd. Superbonus.

Segnaliamo, inoltre, che:

  1. la disposizione normativa di cui all’art.16, comma 1-septies del DL 63 del 2013, prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati dall’impresa di costruzione “mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente“. La disposizione, pertanto, si applica anche nell’ipotesi in cui la demolizione e ricostruzione dell’edificio abbia determinato un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione (cfr. circolare n. 19/E dell’8 luglio 2020);
  2. nel caso di acquisto, unitamente all’immobile abitativo, anche delle pertinenze, l’articolo 16-bis del TUIR costituisce il quadro normativo di riferimento delle disposizioni contenute nel citato articolo 16 del DL 63 del 2013, non essendo gli interventi di riduzione del rischio sismico ivi indicati, una nuova categoria di opere agevolabili. Pertanto, i chiarimenti di prassi resi in materia di interventi di recupero del patrimonio edilizio devono ritenersi validi anche con riguardo agli interventi ammessi al cd. Sismabonus. Ne deriva che anche la detrazione di cui al citato comma 1-septies dell’articolo 16 del DL 63 del 2013, deve essere calcolata, nel limite massimo di spesa di euro 96.000, sul prezzo risultante dall’atto di compravendita, unitariamente considerato, riferito all’immobile principale e alla pertinenza, anche se accatastati separatamente;

Attenzione – nella risposta 191/2021, oltre a fornire svariate precisazioni in merito, si evidenzia che l’agevolazione per il singolo acquirente non è condizionata necessariamente alla ultimazione dei lavori riguardanti tutti i fabbricati quanto al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa antisismica come risultanti delle previste attestazioni professionali. Al riguardo, si rammenta che affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare del Sismabonus Acquisti, è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile oggetto dei lavori sia stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione. Per saperne di più leggi l’articolo: Demo-ricostruzione, ristrutturazione, Sismabonus e Supersismabonus Acquisti: requisiti, tetti di spesa, cumulo


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La cessione del credito

L’art.121 del DL Rilancio non prevede nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del “bonus facciate”. Possibilità anche modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo.

Rimandando all’approfondimento dedicato per tutti i dettagli, elenchiamo le novità in pillole della cessione del credito per il Superbonus 110%, anche in funzione dei chiarimenti – costanti – dell’Agenzia delle Entrate in merito:

  • il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all’atto della cessione ad altri soggetti;
  • introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori;
  • precisati gli interventi per cui spetta l’agevolazione nel caso di restauro delle facciate;
  • nel caso di trasformazione in crediti di imposta, non si applica il divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro;
  • per l’esercizio dell’opzione è possibile avvalersi dei soggetti che possono presentare le dichiarazioni in via telematica;
  • è possibile cedere del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese, sostenute nel 2020, relative agli interventi di riqualificazione energetica (cioè Ecobonus, anche maggiorato dal Superbonus, ma vale anche per Sismabonus e Bonus Facciate) da parte del professionista forfetario al proprio genitore, che ha finanziato i lavori di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi. Per saperne di più, leggi l’articolo: Ecobonus: ok alla cessione del credito tra professionista forfettario e genitore
  • un cittadino frontaliero che paga le tasse esclusivamente in Svizzera, dove svolge la sua attività lavorativa a 20 chilometri dal confine e che in Italia è comproprietario al 50% con la moglie della casa in cui vive, potrà accedere al Superbonus 110% tramite lo sconto in fattura o la cessione del credito essendo titolare di reddito fondiario. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura ok per il frontaliero con reddito fondiario
  • è possibile, per un cittadino iscritto all’Aire, fiscalmente residente all’estero, accedere al Superbonus 110% per i lavori condominiali effettuati sull’immobile che detiene in Italia, ma solamente tramite l’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: non conta la residenza, chi vive all’estero può cedere il credito o farsi scontare la fattura
  • il libero professionista a regime forfetario, incapiente e, quindi, senza possibilità di applicare detrazioni fiscali, può cedere alla banca il credito d’imposta corrispondente al Superbonus 110% spettante per la ristrutturazione di un immobile situato in una zona sismica interessata dall’agevolazione. Per saperne di più, leggi l’articolo: Cessione credito Superbonus 110%: le regole per il professionista forfetario incapiente


NEWS 12/11/2021 – L’Agenzia delle Entrate, in virtù delle disposizioni contenute nell’articolo 1, comma 1, lettera b), del DL 157/2021 (Antifrodi), che, introducendo il comma 1-ter all’articolo 121 del DL 34/2020 (Rilancio), estende a tutti i bonus edilizi, non più soltanto alla detrazione del 110%, l’obbligo di richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, in caso di opzione per la cessione o per lo sconto, ha reso disponibile in data 12/11/2021 il nuovo modello per la comunicazione delle opzioni (cessione e sconto in fattura), relative alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.

Contestualmente, l’AdE ha anche aggiornato le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

La comunicazione avviene, entro il 16 marzo di ogni anno successivo al periodo di riferimento, utilizzando la procedura telematica disponibile nell’area riservata Entratel/Fisconline. Dopo l’autenticazione, è possibile accedere alla procedura seguendo il percorso: “La mia scrivania / Servizi per / Comunicare e poi selezionando “Comunicazione opzione cessione/sconto – ecobonus e sismabonus (singole unità immobiliari)“.


Ecobonus, Sismabonus: la cessione del credito legato alle detrazioni fiscali (ingenio-web.it)

 il meccanismo delle detrazioni prevede che si recuperi sotto forma di riduzione dell’imposta da pagare negli anni a venire una quota parte di spesa sostenuta per effettuare interventi di riqualificazione di edifici esistenti.

Questo presuppone almeno 3 fatti:

  1. che il soggetto abbia i soldi per sostenere la spesa, o che sia meritorio di credito da parte di un soggetto finanziatore (leggasi banca);
  2. che il soggetto abbia una capienza fiscale (ovvero, imposte da pagare) sufficienti ad assorbire la detrazione generata dalla spesa sostenuta.  Questo aspetto deve essere vero per l’intera durata della detrazione, implicando quindi un reddito annuo certo, abbastanza costante e “importante”: se infatti la detrazione supera l’ammontare delle imposte da pagare, non si genera un credito ma, semplicemente, si perde parte del beneficio fiscale maturato;
  3. che il soggetto abbia una aspettativa di vita sufficiente per godere sino in fondo delle detrazioni (ovvero, sia sufficientemente giovane per fruire di un beneficio fiscale che dura dai 5 ai 10 anni).

Rincari dei materiali da costruzione, come richiedere le compensazioni

Dal MIMS le modalità operative per calcolare gli importi degli aumenti da richiedere entro il 9 dicembre

26/11/2021 – Per i materiali da costruzione per i quali il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) ha rilevato aumenti superiori all’8%, le imprese riceveranno una compensazione calcolata sul prezzo medio indicato nel DM 11 novembre 2021 pubblicato qualche giorni fa.

Le istruzioni operative sono state rese note con la Circolare del 25 novembre 2021 del MIMS.

Gli appaltatori devono presentare alla stazione appaltante l’istanza di compensazione entro il 9 dicembre 2021 (15 giorni dal 23 novembre 2021, data di pubblicazione del DM 11 novembre 2021). L’istanza dovrà indicare i materiali da costruzione per i quali il DM ha rilevato variazioni dei prezzi, utilizzati nell’esecuzione dell’appalto.

Spetta al direttore dei lavori il compito di accertare le quantità di ciascun materiale da costruzione, cui applicare la variazione di prezzo, e di determinare l’ammontare della compensazione.

In particolare, in relazione alle lavorazioni effettuate nel primo semestre del 2021 e presenti in contabilità, il direttore dei lavori, sulla base delle previsioni progettuali:
– per le opere contabilizzate a misura, individua la quantità delle lavorazioni contabilizzate che contengono il singolo materiale da costruzione;
– per le opere contabilizzate a corpo, individua le percentuali di avanzamento delle lavorazioni che contengono il singolo materiale da costruzione.

Qualora un singolo materiale sia ricompreso in una lavorazione più ampia, il direttore dei lavori provvede a ricostruirne l’incidenza quantitativa sulla base dell’analisi della documentazione progettuale e degli elaborati grafici allegati alla contabilità, oppure, in mancanza, sulla base di analisi desunte dai prezziari. La compensazione non è soggetta al ribasso d’asta ed è al netto delle eventuali compensazioni precedentemente accordate.

Il direttore dei lavori calcola la maggiore onerosità subita dall’appaltatore, effettua i conteggi relativi alle compensazioni e li presenta alla stazione appaltante.

Il responsabile del procedimento o il dirigente preposto convaliderà tali conteggi, verificherà la disponibilità di somme nel quadro economico del singolo intervento, nonché, ove occorra, richiederà alla stazione appaltante l’utilizzo di ulteriori somme disponibili o che diverranno tali, ed effettuerà il pagamento.

La Circolare contiene, infine, alcuni esempi applicativi di calcolo della compensazione.


Gli aumenti dei costi dei materiali e le compensazioni del Governo

La rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre del 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi, è stata decisa con il Decreto Sostegni bis, a seguito dell’eccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione e delle conseguenze negative per gli operatori economici e per le stazioni appaltanti.

Per far fronte alla situazione, il Governo ha istituito un Fondo da 100 milioni di euro, così ripartito: 34 milioni di euro alle piccole imprese, 33 milioni di euro alle medie imprese e 33 milioni di euro alle grandi imprese.

Le variazioni percentuali rilevate dal MIMS sono state messe nero su bianco con il Decreto 11 novembre 2021.

La Circolare di ieri spiega che la compensazione è determinata applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021 le variazioni in aumento o in diminuzione dei relativi prezzi rilevate dal DM 11 novembre 2021 con riferimento alla data dell’offertaeccedenti l’8% se riferite esclusivamente all’anno 2021 ed eccedenti il 10% complessivo se riferite a più anni.

Per i contratti sottoposti al regime del Codice dei contratti (Dlgs 50/2016), le compensazioni sono determinate al netto delle compensazioni eventualmente già riconosciute o liquidate in relazione al primo semestre dell’anno 2021, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera a), del Codice.

DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Prime risposte del 22/11/2021.

L’Agenzia delle Entrate, in data 22/11/2021, ha aggiornato le FAQ in materia di “Bonus Edilizia” presenti sul proprio sito istituzionale integrandole con alcune risposte che interessano le novità introdotte dal c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021.

Si tratta di risposte importanti in quanto affrontano alcune questioni legate all’entrata in vigore delle nuove regole che hanno introdotto stringenti obblighi per coloro che intendono fruire di tutti i “Bonus Edilizia”, allorquando optano per la “cessione del credito” o lo “sconto in fattura”, e di cui Vi abbiamo dato ampia comunicazione sia per quanto attiene all’entrata in vigore della norma con l’articolo denominato  DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Contrasto alle frodi in relazione alla “Detrazione 110%”, “Cessione del credito” e “Sconto in fattura” sia per quanto atteneva ai dubbi sorti in fase d’interpretazione con l’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! .

Di seguito analizziamo le prime risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito in data 22/11/2021.

Decorrenza delle nuove norme.

Come accennato, nell’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! uno dei maggiori dubbi sollevati all’indomani della pubblicazione del decreto ha riguardato la sua decorrenza.

Su questo importante aspetto interviene una delle nuove FAQ dell’Agenzia delle Entrate secondo la quale, l’obbligo di apporre:

  • il visto di conformità
  • l’asseverazione di congruità delle spese;

non ricorre nel caso in cui, trattandosi dei Bonus Edilizia di seguito elencati:

  1. recupero patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), TUIR;
  2. efficienza energetica di cui all’art. 14, DL n. 63/2013;
  3. adozione misure antisismiche di cui all’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, DL n. 63/2013;
  4. recupero / restauro facciate di cui all’art. 1, comma 219 e 220, Legge n. 160/2019;
  5. installazione impianti fotovoltaici di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h), TUIR;
  6. installazione colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’art. 16-ter, DL n. 63/2013.

diversi dal SuperBonus 110%, per i quali si è scelto lo “sconto in fattura”, il contribuente, alla data del 11/11/2021, e quindi prima dell’entrata in vigore del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021 abbia già ricevuto la fattura e l’abbia saldata per la parte non scontata rimasta a suo carico. Dunque l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il mancato invio della comunicazione  per l’esercizio dell’opzione entro la data del 11/11/2021 non comporta l’applicazione della nuova norma, in presenza di opzione per lo “sconto in fattura”.

Alla stessa conclusione si giunge nel caso in cui, in data antecedente il 12/11/2021 è stata esercitata l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di accordi tra cedente e cessionario.

A tale proposito, si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha già:

  • pubblicato la nuova modulistica;
  • le relative specifiche tecniche;
  • aggiornato il canale telematico;
  • e si é impegnata a rivedere, in brevissimo termine, il software di trasmissione, per adattarlo ai casi sopra descritti.

Inoltre, nelle FAQ si precisa anche che le comunicazioni delle opzioni inviate entro il 11/11/2021, relative alle detrazioni diverse dal Superbonus 110%, per le quali l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento, non sono soggette alla nuova disciplina e, dunque, non sono richiesti l’apposizione del visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese.

I relativi crediti possono essere accettati, ed eventualmente ulteriormente ceduti, senza richiedere il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese, anche dopo la data del 11/11/2021, fatta salva la possibilità, da parte dell’Agenzia delle Entratedi attuare la procedura di controllo preventivo e sospensione come previsto dalle nuove regole del decreto Controlli.

Contenuto delle asseverazioni e del visto di conformità.

In sintesi, il dubbio su questo aspetto riguarda il contenuto dell’asseverazione prevista per gli interventi oggetto dei bonus diversi dal Superbonus 110%, e cioè se tale asseverazione debba attestare i requisiti tecnici dell’intervento e l’effettiva realizzazione, come previsto per il Superbonus110%, o solo la congruità delle spese.

Per l’Agenzia delle Entrate non ci sono dubbi: la norma prevede espressamente che i tecnici abilitati “asseverano la congruità delle spese sostenute” (art. 121, comma 1-ter, lett. b) D.L. n. 34/2020), per cui la nuova attestazione richiesta, al netto di eventuali altri adempimenti previsti dalle norme che regolano ogni agevolazione (ad esempio, quelli per le spese sul risparmio energetico), si riferisce alla congruità delle spese e non anche ai requisiti tecnici e l’effettiva realizzazione.

Inoltre in tema di asseverazioni, in una FAQ si legge che, in attesa della pubblicazione del nuovo decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica, la congruità delle spese richiesta dalla nuova normativa è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi. In questo modo si è superato il vincolo temporale di attesa del decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica che era vincolato alla conversione in Legge del del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021

Infine, per quanto riguarda il visto di conformità, nelle FAQ si precisa che il visto va richiesto solo per i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. A meno che la dichiarazione non necessiti di un visto “generale”, come ad esempio, nel caso di compensazione di crediti superiori a 5.000 euro, ed in tal caso, il visto interessa l’intera dichiarazione dei redditi e non solo la documentazione relativa al Bonus Edilizia.

Decreto caro materiali, fuori dal fondo compensazione il legno strutturale

FederlegnoArredo e Assolegno chiedono un incontro urgente al MIMS

pprendiamo con grande disappunto che il ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturale, i cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla. Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”. Lo dichiarano Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, e Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno.

“Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio il materiale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità. Ignorate anche – sottolinea FederlegnoArredo – tante altre voci che si sono sollevate in questi giorni nella medesima direzione, a partire da UNCEM e dall’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha rimarcato l’esigenza di modifiche sostanziali a quanto proposto, dati scientifici alla mano”.

Leggi anche: “Decreto caro materiali, duro il commento di Assistal: lista carente e percentuali che non corrispondono alla realtà

Caro materiali, pubblicati gli aumenti dei costi dei materiali da costruzione

Sulla base delle variazioni rilevate dal MIMS, le imprese potranno chiedere entro il 9 dicembre 2021 la compensazione per i maggiori costi sostenuti. FederlegnoArredo e Assistal contro il decreto

24/11/2021 – È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il DM 11 novembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) con gli aumenti dei prezzi dei principali materiali da costruzione registrato nel primo semestre del 2021.

Le variazioni, calcolate rispetto alla media dei prezzi del 2020 e riportate nella tabella allegata al DM, sono state approvate a maggioranza dalla ‘Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione’ composta da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

Sulla base del decreto, gli operatori economici titolari di contratti pubblici potranno chiedere alle stazioni appaltanti la compensazione per i maggiori costi sostenuti a seguito degli aumenti, indicando la quantità dei materiali impiegati.

Domande di compensazione entro il 9 dicembre 2021

Le stazioni appaltanti dovranno provvedere al pagamento dei relativi oneri e, qualora dovessero dichiarare di non disporre delle risorse sufficienti, potranno usufruire dell’apposito Fondo da 100 milioni di euro costituito presso il MIMS.

​Le imprese hanno tempo fino al 9 dicembre 2021 (15 giorni a partire dalla data di pubblicazione del DM) per richiedere le compensazioni, come previsto dal decreto Sostegni-bis che ha istituito il Fondo.

La maggiore variazione di prezzo – sottolinea il MIMS – riguarda l’acciaio, con un aumento che supera il 40%. Per alcuni materiali, come le lamiere in acciaio di qualsiasi spessore lisce, piane e striate e per i nastri in acciaio per manufatti o barriere stradali, l’aumento arriva rispettivamente al 59,37% e al 76,43%. In forte aumento anche il costo del legno e del rame.

 
FederlegnoArredo: ‘
a rischio aziende e bioedilizia’

“Apprendiamo con grande disappunto che il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturalei cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla.

Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura, e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”.

Lo dichiarano il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin e il presidente di Assolegno, Angelo Luigi Marchetti.

Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio ilmateriale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità”.

Assistal: ‘imprese lasciate sole dal Governo’

“Il Ministero non ha saputo o, peggio, voluto ascoltare le imprese e il risultato è stato una misura completamente inutile per la salvaguardia del settore delle costruzioni”. Lo ha affermato Angelo Carlini, Presidente di Assistal.

“In primo luogo, contestiamo il documento prodotto dalla Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione nella sostanza, perché le irricevibili affermazioni del Ministro Giovannini laddove dichiara di aver riconosciuto variazioni fino al 76%, sono perfettamente contraddette dal contenuto oggettivo del Decreto, che da un lato definisce una lista carente di moltissimi dei materiali di uso comune nel mercato della costruzione degli impianti e dei servizi energetici, e dall’altro, quei pochi individuati riportano percentuali non riscontrabili nella realtà.

Facciamo riferimento alle tubazioni in acciaio nero senza saldatura che per il MIMS hanno avuto un incremento del23%, mentre le nostre imprese ne hanno registrato il 73%. Stesso discorso per la tubazione in polietilene ad alta densità, 20% contro 47%, tubazione in PVC rigido 21% contro 65%, tubo in polipropilene corrugato per impianti elettrici, 21% contro 98%, fili di rame conduttori, 32% contro 55% e tubi di rame per impianti idrosanitari, 16% contro 55%”.

“Da questi dati, risulta evidente che se l’intento era quello di aiutare le imprese, si è scelta la strada sbagliata: il Governo non può ritenere di aver fatto tutto il possibile e nel frattempo, chiedere alle nostre imprese di essere la forza motrice per la realizzazione del PNRR. Ad oggi, le imprese non riescono a sostenere i contratti già conclusi e non partecipano alle nuove gare, di conseguenza non potrà esserci nessuna ripresa e nessuna attuazione del Piano; si profilano danni irreparabili per le imprese, per l’occupazione, per lo Stato italiano che non raggiunge gli obiettivi di ripartenza economica tanto decantati”.

“Vista la gravità della situazione – conclude Carlini -, se non riceveremo da parte del Governo e del Parlamento risposte concrete, tempestive e risolutive, siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa volta a tutelare le imprese ed i lavoratori; alzeremo i toni del confronto, daremo la massima pubblicità a questa insostenibile situazione, proprio perché è a rischio lo sviluppo di un settore strategico, della occupazione che genera e degli obiettivi di benessere sociale che dovrebbero ispirare in primis il Legislatore e il Governo”.

https://www.edilportale.com/news/2021/11/mercati/caro-materiali-pubblicati-gli-aumenti-dei-costi-dei-materiali-da-costruzione_85984_13.html

Superbonus 110 tra proroga, novità e scadenze: cos’è cambiato e le possibili sorprese

La legge di bilancio 2022 ha cambiato le carte in tavola.

Superbonus 110

Proroga superbonus 110

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

Decreto antifrode superbonus

Come funziona il superbonus 110

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Superbonus 110, novità in arrivo?

Superbonus 110: qualcosa è cambiato, ma altre possibili novità sono in arrivo. Non ci si annoia mai con il bonus 110, destinato a dare una spinta importante all’edilizia, ma finito nel fuoco incrociato di interessi diversi. Nato con il decreto rilancio e modificato dal decreto semplificazioni, il superbonus 110%, potrebbe ulteriormente cambiare in termini di scadenza e proroga, soprattutto per le unifamiliari ora vincolate a un tetto Isee, con le modifiche parlamentari alla legge di bilancio 2022. Senza contare le ultime novità per l’ecobonus 110 (e per gli altri bonus casa) introdotte dal decreto anti frode. 

Proroga superbonus 110

La novità più importante che riguarda il superbonus 110 è la proroga nella legge di bilancio 2022. Ma attenzione perché si tratta di una proroga differenziata:

  • Proroga al 2023 del superbonus 110 per i condomini e sugli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate anche se di proprietà di persone fisiche.
  • Proroga fino al 2025 per condomini ed edifci composti da due a quattro unità immobiliari ma con un’aliquota decrescente: pari al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
  • Per quanto riguarda gli immobili di proprietà delle cooperative, la scadenza del superbonus 110 viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% delle spese.

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Un discorso a parte per la proroga del superbonus 110 per le unifamiliari e le villette

  • La scadenza del superbonus 110 viene prorogata al 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 settembre 2021 sia stata effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)
  • Proroga del superbonus 110 al 31 dicembre 2022 per gli edifici unifamiliari oggetto di lavoro di demolizione e ricostruzione, sempre e quando alla data del 30 settembre siano state avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo amministrativo
  • In mancanza delle suddette condizioni, il superbonus 110 viene prorogato al 31 dicembre 2022 solo per gli edifici unifamiliari adibiti ad abitazione principale di nuclei familiari con un Isee inferiore a 25mila euro.

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Per quanto riguarda la scadenza delle detrazioni del superbonus 110 per l’installazione di un sistema solare fotovoltaico, questa viene fissata al 30 giugno 2022

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Per chi sceglie la detrazione del superbonus 110 nella dichiarazione dei redditi, la suddivisione della detrazione cambia a seconda dell’anno in cui vengono sostenute le spese.

  • Detrazione in cinque rate di pari importo: per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021.
  • Detrazione in quattro rate di pari importo: per le spese effettuate nel 2022.

Per le spese sostenute fa fede il principio di cassa, vuol dire che le spese si considerano sostenute nell’anno in cui sono state effettivamente pagate e non dipendono dalla data del bonifico. Diversa la situazione per i condomini, per cui l’importanza è la data del bonifico del condomino e non quella di versamento delle rate dei singoli condomini.

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

La legge di bilancio 2022 ha prorogato anche lo sconto in fattura e la cessione del credito per il superbonus 110 fino al 31 dicembre 2025. Per gli altri bonus casa la prororoga è fino al 31 dicembre 2024.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto un nuovo modello con relative istruzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura

Decreto antifrode superbonus

Una novità importante che riguarda il superbonus 110, ma anche gli altri bonus casa, è l’approvazione del decreto anti-frode, in vigore dal 12 novembre 2021. Scopo del decreto è frenare le frodi nell’ambito del superbonus 110 e degli altri bonus edilizi a cui è stata estesa la possibilità di usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Una delle norme più importanti prevede che l’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione dell’avvenuta cessione del credito, può sospendere per un periodo non superiore a trenta giorni l’efficacia della comunicazioni delle cessioni.

Come funziona il superbonus 110

Il superbonus 110 è una detrazione del 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Per ottenere la detrazione del 110%, i lavori devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche. Se questo salto di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta. 

Ad attestare il passaggio di classe è l’attestato di prestazione energetica (APE)  rilasciato da un tecnico abilitato che ha una validità temporale di 10 anni. 

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Il superbonus 110 comprende i cosiddetti lavori trainati e trainanti. Con la risposta n 523 l’Agenzia dell’Entrate ha fornito chiarimenti sugli interventi che rientrano nelle due fattispecie.

Superbonus 110, novità in arrivo?

Il passaggio parlamentare della legge di bilancio 2022 è un momento cruciale per il superbonus 110. L’introduzione di una proroga limitata per le villette unifamiliari ha infatti riscontrato numerose critiche, all’interno dello stessa maggioranza, e potrebbe essere oggetto di revisione durante l’iter di approvazione della manovra finanziaria al Senato e alla Camera.

Come convertire la propria impresa edile in azienda sostenibile: le soluzioni

Esistono diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile. Ecco quali è possibile attuare fin da subito.

Negli ultimi anni sta assumendo sempre più importanza il tema della sostenibilità negli ambienti produttivi e lavorativi. Per troppo tempo le industrie hanno seguito standard di produzione che, ad oggi, non risultano più compatibili con ciò che richiede l’ambiente. L’inquinamento e il cambio climatico è la grande sfida che il mondo si sta trovando ad affrontare, e ogni impresa dovrà attrezzarsi per farsi trovare pronta alla transizione ecologica.

L’eco-compatibilità deve essere al centro dell’agenda di ogni imprenditore, specialmente nell’ambito edilizio, dove sarà sempre più importante favorire lo sviluppo di quella che potremmo chiamare “eco-edilizia”. Per fortuna, esistono già diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile: qui di seguito andremo ad analizzare alcune, tra cui il noleggio come soluzione sostenibile.

L’importanza dell’eco-sostenibilità nell’ambito produttivo dell’edilizia

Il settore edilizio e delle costruzioni rientrano nell’ambito delle attività produttive che prevedono la movimentazione non soltanto di grandi macchinari, i quali richiedono carburante per il funzionamento, ma anche di notevoli quantità di materiali, sia per costruire da zero nuovi edifici sia come “effetto collaterale” delle demolizioni. Per tale motivo, gli interventi di trasformazione della propria azienda nella direzione dell’eco-sostenibilità dovranno riguardare per forza di cose entrambi gli aspetti.

La scelta dei materiali: privilegiare quelli ecologici

Un buon punto di partenza è senz’altro la scelta di materiali ecologici, da impiegare nei propri cantieri, in grado di portare notevoli benefici non soltanto all’ambiente ma anche ai propri lavoratori. L’obiettivo è la creazione di un ambiente di lavoro sostenibile e che sia il più possibile rispettoso per l’ambiente.

A tal fine, suggeriamo la scelta di alcuni precisi materiali, come il metallo riciclato, il legno o il bambù, da impiegare nelle strutture che vengono dispiegate e utilizzate nel cantiere o nell’impresa. Questi materiali, oltre ad essere economici e ad avere un impatto ambientale minore, sono anche facili da riciclare e molto più sicuri per la salute dei lavoratori.

Presta attenzione ai materiali che prevedono sostanze chimiche

In un ambiente di lavoro nell’ambito dell’edilizia non vengono utilizzati soltanto materiali da costruzione diretta, come il cemento o l’acciaio, ma anche materiali che contengono sostanze chimiche. Basti pensare ad esempio ai solventi, oppure alle vernici, che andrebbero scelti con composizione eco-compatibile, risultando più sicuri per la salute degli operai e molto meno inquinanti per l’ambiente.

La costruzione di un nuovo edificio richiede quasi sempre l’implementazione di un sistema di isolamento. Anche in tal senso, al posto dei classici materiali che contengono sostanze chimiche è possibile scegliere materie eco-compatibili: il cotone riciclato o ricavato da indumenti scartati, la fibra di legno estratta da trucioli e la lana di pecora sono soltanto alcune delle soluzioni atossiche e non inquinanti, oltreché non dannose per chi dovrà abitare o risiedere per periodi prolungati in quell’edificio.

Il noleggio dei macchinari: una soluzione sostenibile e vantaggiosa

Una soluzione sostenibile e vantaggiosa, sia in termini ambientali sia economici è il noleggio, che vi consentirà non soltanto di risparmiare tempo e denaro per l’acquisto delle macchine da utilizzare, ma rappresenta anche una soluzione sostenibile sotto diversi punti di vista: non è necessario dedicare uno spazio allo stoccaggio del macchinario, vengono risparmiati i materiali di creazione di una nuova attrezzatura, ad esempio.

A tal proposito consigliamo easyNoleggio, soluzione ideale per qualsiasi impresa edile che voglia trasformare la propria attività nella direzione della sostenibilità ambientale. Tramite easyNoleggio avrete la possibilità di scegliere da un catalogo estremamente ricco di attrezzature di svariato tipo, che faranno senz’altro al caso vostro qualora foste impegnati nella costruzione di un nuovo edificio, o in un cantiere in generale, con la vostra azienda. 

easyNoleggio vi consentirà di gestire l’intera procedura di noleggio online, anche dal punto di vista del preventivo, e il team di supporto è sempre a disposizione del cliente per qualsiasi problema.

Prediligi i più recenti macchinari elettrici

 Su easy Noleggio inoltre potrete trovare macchinari elettrici di ultima generazione, pronti per essere noleggiati e impiegati nel vostro cantiere. Come alcuni di voi sapranno, le attrezzature elettriche propongono un notevole beneficio rispetto a quelle a diesel o benzina, specialmente sotto il punto di vista dei consumi, dell’inquinamento e del rumore emesso. La scelta di questo tipo di macchinari non può mancare nella procedura di transizione ecologica di qualsiasi attività che voglia intraprendere questa strada.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Nel ribadire la gravità della situazione, ASSISTAL parla di inevitabili rescissioni contrattuali legate alla tenuta finanziaria delle imprese.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Caro materiali e tenuta finanziaria delle imprese di settore: un connubio infelice che rischia di mettere a rischio tutto il sistema produttivo, senza adeguate soluzioni al problema.

Caro materiali: per ASSISTAL tenuta finanziaria delle imprese è a rischio

Lo conferma Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL, l’Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management, aderente a Confindustria: “Tutto il sistema produttivo è in grave difficoltà ed ogni giorno in più senza misure adeguate, è un repentino avvicinamento verso una condizione di insostenibilità”.

In attesa del decreto di rilevazione dei prezzi dei materiali da costruzione relativo al 1° semestre 2021, riportiamo la tabella elaborata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) sui dati Meps, Prometeia e Siteb, in cui vengono evidenziati i rincari dei prezzi dei principali materiali da costruzione.

Materiale da costruzionePeriodoVariazione %
Ferro – acciaio tondo per cemento armato (prezzo base)Novembre 2020 – Luglio 2021+243,3%
Polietilene (HDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+100,9%
Polietilene (LDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+128,0%
PolipropileneNovembre 2020 – Giugno 2021+100,5%
PVCNovembre 2020 – Giugno 2021+73,8%
PolistireneNovembre 2020 – Giugno 2021+96,7%
RameNovembre 2020 – Giugno 2021+38,6%
PetrolioNovembre 2020 – Giugno 2021+67,5%
BitumeNovembre 2020 – Giugno 2021+25,2%
CementoNovembre 2020 – Gennaio 2021+10,0%
Legnami di conifere (or. Svezia)Novembre 2020 – Giugno 2021+76,1%
Gas naturaleNovembre 2020 – Giugno 2021+113,7%
Energia elettricaNovembre 2020 – Giugno 2021+73,9

Caro materiali: necessario rivedere i prezzi e fornire sostegni

I dati effettivamente sono preoccupanti. Il rischio, sempre più concreto, secondo Carlini, è che si assista ad un blocco dei cantieri, all’apertura di contenziosi e alla rescissione dei contratti per eccessiva onerosità, a causa di una situazione incontrollata che vede rincari fino al 60-70% ed è priva, quindi, di quell’equilibrio di mercato che è alla base dei negoziati. Il risultato? Condizioni difficili per lavorare, perché gli operatori si ritrovano a fronteggiare fattori esterni di grande portata e assolutamente indipendenti dalla propria volontà.

Sarebbe quindi necessario un intervento immediato, fornendo alle imprese sostegni finanziari adeguati per poter proseguire o avviare i lavori: il fondo da 100 milioni per la compensazione degli aumenti registrati nei primi sei mesi dell’anno su tutti i lavori pubblici è infatti al mercato dei lavori pubblici e non contempla nemmeno le opere del settore privato, anch’esso affanno.

Per questo motivo, ASSISTAL ha avanzato alcune proposte al Ministro Giovannini, a partire dall’art. 106 del Codice degli appalti per la revisione dei prezzi dei materiali, compresi i vettori energetici.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-imprese-contratti-rischio-27000

Sconto in fattura e cessione del credito fino al 2024 per i bonus edilizi e al 2025 per il Superbonus

Approvata in CdM la stretta per evitare truffe: visto di conformità sempre obbligatorio e controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate

Sarà prorogata fino al 2024 la possibilità di scegliere lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli interventi agevolati con il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus, il sismabonus e il bonus facciate, nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

La novità è contenuta nella bozza di disegno di legge di Bilancio per il 2022 datata 10 novembre, che sta per iniziare in Senato l’iter per la conversione in legge.

Per bilanciare gli effetti della proroga, la disciplina dello sconto in fattura e della cessione del credito potrebbe essere rivista, con l’introduzione di controlli preventivi per evitare truffe. La modifica è contenuta in un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri.

Sconto in fattura e cessione del credito, proroga per tutti i bonus

Rispetto alla prima versione circolata, con il testo del ddl del 10 novembre, lo sconto in fattura e la cessione del credito vengono prorogate insieme alla scadenza dei bonus edilizi cui si riferiscono. Per il Superbonus le due opzioni saranno in vigore fino al 2025, per le altre detrazioni fiscali fino al 31 dicembre 2024.

Superbonus, non cambiano limiti Isee e regole sulle unità unifamiliari

Nonostante le pressioni degli ultimi giorni, il testo del ddl del 10 novembre conferma l’intenzione di prorogare il Superbonus sulle unità immobiliari unifamiliari dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022, ma con una serie di limiti:
– chi ha presentato la CILAS o ha richiesto il titolo abilitativo per la demolizione e ricostruzione entro il 30 settembre 2021, potrà usufruire del Superbonus 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022;
– tra coloro i quali presentano le pratiche dopo il 30 settembre 2021, chi ha ISEE superiore a 25mila euro potrà fruire del superbonus 110% (anche su seconda casa) solo fino al 30 giugno 2022;
– chi invece ha Isee fino a 25mila euro, potrà fruire del superbonus 110% solo sull’abitazione principale ma fino al 31 dicembre 2022.

Sconto in fattura e cessione del credito, stretta e controlli

Per mantenere lo sconto in fattura e la cessione del credito, saranno introdotti una sere di controlli per evitare truffe. Secondo il decreto legge approvato, il visto di conformità sarà obbligatorio anche per chi usufruisce direttamente del Superbonus e per chi ha diritto a tutti i bonus edilizi

L’Agenzia delle Entrate potrà sospendere, fino a 30 giorni, l’efficacia delle comunicazioni delle cessioni per il controllo preventivo della correttezza delle operazioni. Lo stop scatterà nel caso in cui emergano dei profili di rischio, individuati utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti ceduti. 

La stretta su sconto in fattura e cessione del credito viene incontro alle preoccupazioni dell’Agenzia delle Entrate, che ha segnalato evasioni per 800 milioni di euro legati agli sconti in fattura e alle cessioni del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Gabriele Buia, è tornato sull’argomento all’evento “Quale riforma fiscale per un’edilizia sostenibile?” spiegando che è necessario “fare in modo che ci siano dei prezzari di rifermento validi per tutti e che gli interventi vengano eseguiti da imprese qualificate”.

https://www.edilportale.com/news/2021/11/ristrutturazione/sconto-in-fattura-e-cessione-del-credito-fino-al-2024-per-i-bonus-edilizi-e-al-2025-per-il-superbonus_85728_21.html

Dl Superbonus, misure contro gli abusi e freno ai prezzi dei materiali con il tariffario anti-aumenti

ll governo vuole limitare il ricorso a crediti d’imposta fittizi, originati dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura

Dl Superbonus, misure contro gli abusi e freno ai prezzi dei materiali con il tariffario anti-aumenti
  • Stretta anti-frodi per il Superbonus 110%. Dopo la cabina di regia con le forze politiche riunita dal premier Mario Draghi arriva in Consiglio dei ministri un nuovo decreto legato allo sconto fiscale. In particolare il governo vuole limitare il ricorso a crediti d’imposta fittizi, originati dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura. Meccanismi che permettono a chi effettua i lavori di sfruttare immediatamente il vantaggio fiscale ma che si prestano ad abusi. Protesta, però, il Movimento 5 Stelle che ha paura che con le nuove norme venga bloccato il credito d’imposta, finendo per boicottarlo.

Superbonus, le misure contro gli abusi 

Arginare le frodi –in fumo ben 850 milioni di euro in un anno– è la condizione sine qua non per preservare questi sconti. Lo ha spiegato, a quanto si apprende, il presidente Draghi alle forze di maggioranza. A chi avanzava dubbi sull’introduzione di controlli eccessivi, il presidente del Consiglio ha replicato ricordando la sfiducia del cittadini quando, negli anni ’70, i fondi per lo sviluppo in Biafra finirono in parte in fumo, sbriciolati dalla corruzione. «Dobbiamo preservare la fiducia collettiva nella spesa pubblica e dimostrare che i soldi sono spesi bene» ha detto Draghi, soprattutto alla luce delle risorse legate al Next Generation Eu.

«Allo scopo di contrastare i comportamenti fraudolenti, le disposizioni rafforzano le misure che presidiano la fruizione (diretta ovvero tramite cessione del credito/sconto in fattura) di alcuni crediti d’imposta e delle detrazioni per lavori edilizi». È la ratio del decreto, secondo quanto si legge in una bozza, stando alla relazione illustrativa del provvedimento.

Il provvedimento, che sarà all’esame del Consiglio dei ministri che inizia tra un’ora, è composto di cinque articoli. In materia di cessione del credito è previsto che l’Agenzia delle entrate possa sospendere, fino a trenta giorni, l’efficacia delle misure qualora emergano «profili di rischio», «ai fini del controllo preventivo della correttezza delle operazioni».«I profili di rischio – si legge nel decreto – sono individuati utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti ceduti e riferiti: alla coerenza e alla regolarità dei dati indicati nelle comunicazioni»; «ai dati afferenti ai crediti oggetto di cessione e ai soggetti che intervengono nelle operazioni cui detti crediti sono correlati, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria»; «ad analoghe cessioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nelle comunicazioni». «Se all’esito del controllo non risultano confermati i rischi, ovvero decorsi trenta giorni dalla presentazione della comunicazione, la comunicazione stessa produce gli effetti previsti dalle disposizioni di riferimento» e quindi si può procedere alla cessione del credito.

La protesta del Movimento 5 Stelle: «Così è un boicottaggio»

Sulle barricate il Movimento 5 Stelle. «Il decreto legge sui controlli alle procedure di cessione del credito legate ai bonus edilizi e al superbonus – dicono i deputati Luca Sut, Patrizia Terzoni e Riccardo Fraccaro– pone a carico del cessionario una serie di incombenze tali da comportare il rischio che si blocchi l’intero meccanismo. Effettuare dei controlli preventivi per scongiurare eventuali abusi non deve significare vanificare la portata e l’efficacia delle agevolazioni, attuando quello che di fatto diventa un vero e proprio boicottaggio».

«Allo stesso modo – aggiungono – non si può pensare che si diano 30 giorni all’Agenzia delle entrate per verificare i casi sospetti mentre si stabiliscono tempi stretti per accedere ai bonus: in questo caso bisogna tenere nel dovuto conto almeno quanti rischiano di superare così i termini fissati».

E concludono: «Il decreto interviene per l’ennesima volta a cambiare le carte in tavola senza peraltro ascoltare gli operatori del settore: questo rischia di creare un grave danno alla portata del superbonus e degli altri bonus edilizi, creando ancor più preoccupazioni e dubbi tra i cittadini e vanificando il lavoro fatto finora per mettere in campo una imponente misura di politica economica, in grado di far ripartire l’edilizia all’insegna della sostenibilità ambientale e della creazione di nuove imprese e posti di lavoro».

Il freno al prezzo dei materiali

La maggioranza sta anche affrontando il tema dei rincari nell’ambito dei lavori di ristrutturazione: l’ipotesi è quella di definire un “prezzario” per contenere gli aumenti. Dei veri e propri listini di riferimento, quindi, per evitare che le fatture lievitino in modo anomalo in virtù degli sconti fiscali.

Sul tavolo della riunione del Consiglio dei ministri di oggi, inoltre, approderà anche la Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr da inviare alle Camere.

Il monito del Cna: «Mantenere i Bonus edilizi oppure uccidiamo la ripresa»

Intanto la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa interviene per chiedere che i bonus edilizi siano mantenuti ancora per molti mesi, confermando le proroghe di cui si è parlato in questi giorni e forse anche osando qualcosa in più. «Intervenire sui bonus edilizi rischia di uccidere la ripresa nella culla» sostiene in un nota la Cna, che pubblica una indagine del Centro studi della Confederazione secondo la quale quest’anno la crescita delle spese edili di imprese e famiglie è destinata a salire del 62,7% sul 2019, anno pre-pandemia, e addirittura del 73,2% rispetto al 2020, l’anno in cui è scoppiata la pandemia quando tra febbraio e maggio il confinamento ha paralizzato l’attività nel settore delle costruzioni.

In termini assoluti, a fronte dei 46,2 miliardi di euro stimati dal Centro studi per l’intero 2021, nel 2020 la spesa è ammontata a 26,7 miliardi e nel 2019 a 28,4 miliardi. Interessante anche l’analisi dell’andamento mensile di queste spese, da cui emerge l’impennata registrata a fine anno, periodo nel quale si è temuta la fine delle norme più favorevoli a imprese e cittadini.

I risultati dell’indagine, quindi, sostiene la Cna, ribadiscono l’esigenza di confermare il Superbonus al 110%, il bonus facciate al 90%, le detrazioni sulle ristrutturazioni degli edifici al 50%, le detrazioni sulla riqualificazione energetica degli edifici al 65% nonché di confermare la possibilità per tutte le misure di cedere i crediti corrispondenti alle detrazioni riconosciute.

https://www.ilmattino.it/economia/news/superbonus_dil_misure_abusi_freno_prezzi_materiali_tariffario_anti_aumenti-6313503.html

Superbonus, per scegliere i materiali giusti non basta il prezzario DEI

Enea: per provare i requisiti dei materiali, il tecnico deve acquisire tutte le informazioni per dimostrare l’idoneità al DM 6 agosto 2020

26/10/2021 – La presenza di un materiale nel prezzario DEI non è una condizione sufficiente per dimostrare la sua rispondenza ai requisiti richiesti per usufruire del Superbonus. Lo ha spiegato Enea con una nota pubblicata nei giorni scorsi.

Per poter accedere al Superbonus, i prodotti utilizzati negli interventi di riqualificazione energetica devono rispettare una serie di requisiti tecnici ed è necessaria l’asseverazione della congruità delle spese.

Le valutazioni, però, non possono essere condotte in modo automatico. Come affermato da Enea, i tecnici sono chiamati a valutazioni puntali.

Superbonus, Enea: i requisiti dei materiali per l’edilizia

Enea nella nota spiega che “l’inclusione dei prodotti per l’edilizia nel prezzario DEI non costituisce di per sé garanzia circa la conformità degli stessi a tutta la normativa a questi applicabile, compresa la rispondenza tecnica ai requisiti previsti dal Decreto “Requisiti” (DM 6 agosto 2020) ai fini dell’ammissibilità ai benefici dell’Ecobonus e del Superbonus”.

professionisti, spiega la nota, devono acquisire la documentazione che dimostri la conformità dei prodotti utilizzati alla normativa che regola il superbonus.

La verifica dei requisiti dei materiali e dei sistemi isolanti, scrive Enea, deve essere effettuata sulla base della nota sulle prestazioni dei materiali isolanti, diffusa a dicembre 2020. La nota spiega che per gli interventi con data di inizio lavori precedente al 6 ottobre 2020 (data di entrata in vigore del DM 6 agosto 2020) si applicano i limiti riportati nel DM 11 marzo 2008, coordinato con il DM 26 gennaio 2010. Per gli interventi iniziati a partire dal 6 ottobre 2020 si applicano i limiti riportati nell’Allegato E del DM 6 agosto 2020.

Superbonus, i requisiti dei materiali

Ma come è nata la convinzione che la presenza di un materiale nel prezzario DEI lo renda automaticamente idoneo ad essere utilizzato nell’ambito di un lavoro agevolato dal Superbonus?

L’Allegato A al DM 6 agosto 2020 prevede che il tecnico asseveri il rispetto dei costi massimi per tipologia di intervento previsti dai prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti o, in alternativa, ai prezzi riportati nelle guide sui “Prezzi informativi dell’edilizia” edite dalla casa editrice DEI – Tipografia del Genio Civile.

La sola presenza del materiale nel prezzario non prova l’idoneità per ottenere il Superbonus. Ai fini della detrazione maggiorata, ci sono infatti dei requisiti tecnici da rispettare per attestare il miglioramento della prestazione energetica: quelli relativi all’isolamento termico e agli impianti sono indicati negli altri allegati al DM 6 agosto 2020.

I materiali isolanti devono inoltre essere conformi ai criteri ambientali minimi (CAM) indicati nel DM 11 ottobre 2017. Questo requisito è stato previsto dal Decreto Rilancio fin dalla nascita del Superbonus proprio per favorire l’utilizzo di materiali sostenibili.

Tutti questi requisiti vanno verificati, unitamente ai prezzi, a cura del tecnico.

https://www.edilportale.com/news/2021/10/risparmio-energetico/superbonus-per-scegliere-i-materiali-giusti-non-basta-il-prezzario-dei_85458_27.html

Dubbi sul mondo della casa? Ecco l’evento del Notariato che ti aiuta a fare chiarezza

Data e programma dell’incontro “Perché non sia una casa di carta”

Consiglio Nazionale del Notariato
Consiglio Nazionale del Notariato

Commenti Autore: Redazione 22 ottobre 2021, 10:59

Acquisto, aste, mutuo. Di questo e molto altro ancora si parlerà nel corso dell’evento organizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei consumatori con l’obiettivo di fare chiarezza sul mondo della casa. L’appuntamento con l’evento “Perché non sia una casa di carta“, che si svolgerà in diretta streaming dal Teatro Ghione di Roma, è per lunedì 25 ottobre a partire dalle ore 16:00.

L’evento è in collaborazione con TEDxAscoliPiceno, TEDxNapoli, TEDxPescara e TEDxTorino, che sul tema casa hanno prodotto cinque Talk Studio, quattro dei quali già disponibili sul canale YouTube TEDxTalk, che richiamano le tematiche trattate nella collana “Guide per il cittadino”, realizzate dal Notariato e dalle Associazioni dei consumatori. Il quinto talk, inedito, interpretato da uno speaker d’eccezione, lo scrittore Maurizio De Giovanni, sarà proiettato in diretta il 25 ottobre in apertura dei lavori.

Perché non sia una casa di carta” sarà un incontro imporante. Durante l’evento, infatti, non solo verranno lanciate sei guide aggiornate dedicate al mondo casa (Acquisto in costruzione, Garanzia preliminare, Prezzo – valore, Aste, Acquisto certificato, Mutuo informato), ma soprattutto i cittadini potranno interagire e porre le proprie domande in chat direttamente ai professionisti presenti in teatro. 

In particolare, il pomeriggio si articolerà in tre parti – ciascuna delle quali dedicata alla presentazione di due guide – nel corso delle quali i cittadini potranno scegliere a quale workshop intervenire ponendo le proprie domande attraverso la chat dedicata e avranno modo di partecipare a una serie di questionari pensati ad hoc per sfatare falsi miti o confermare corrette intuizioni relative al tema che da sempre sta più a cuore agli italiani: la casa.

Ecco il programma nel dettaglio: 

  • ore 16:00 – Apertura lavori e saluti istituzionali con Valentina Rubertelli, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Giulio Biino e Alessandra Mascellaro, consiglieri nazionali del Notariato;
  • ore 16:15 – Presentazione guide “Acquisto in costruzione” e “Garanzia preliminare” con Giovanni Rizzi, notaio in Vicenza e Grazia Ferdenzi, avvocato Confconsumatori;
  • ore 17:00 – Presentazione guide “Prezzo – valore” e “Acquisto all’asta” con Michele Gentilucci, consigliere nazionale del Notariato e Francesco Luongo, presidente Movimento Difesa del Cittadino;
  • ore 17:45 – Presentazione guide “Acquisto certificato” e “Mutuo” con Cesira De Michele e Michele Labriola, consiglieri nazionali del Notariato e Laura Pulcini, vice presidente Adoc.

Di seguito, in breve, i temi delle guide:

Acquisto in costruzione. Gli immobili dopo il 16 marzo 2019. La tutela nella compravendita di un immobile da costruire

La guida affronta la tipologia di compravendita immobiliare che presenta i maggiori rischi: l’acquisto di un immobile da costruire, alla luce delle novità introdotte dalla legge nel 2019, con lo scopo di assicurare effettività agli strumenti di tutela a protezione degli acquirenti di immobili da costruire, quali contraenti “deboli” nella relativa negoziazione, già previsti dal 2005.

Tre le principali novità trattate nella guida:

(i) l’affidamento al notaio della competenza per il perfezionamento del preliminare obbligatorio, al fine di  permettere la trascrizione del contratto, accrescere l’informazione preventiva del consumatore ed evitare fenomeni di disapplicazione

(ii) la valorizzazione della c.d. “polizza decennale postuma”, che tutela l’acquirente dai difetti del  bene dopo l’acquisto, prevedendo che dall’atto di vendita ne debba risultare la consegna

(iii) un nuovo ruolo della fideiussione, che garantisce oggi il consumatore-acquirente non solo in caso di stato di crisi del costruttore, ma anche in caso di mancato rilascio della predetta c.d. “polizza decennale  postuma”. 

La nuova normativa è applicabile solo ove oggetto di acquisto siano gli immobili più recenti e, precisamente, quelli il cui titolo edilizio sia stato richiesto o presentato al Comune a partire dal 16 marzo 2019. 

Garanzia Preliminare. La sicurezza del contratto di compravendita immobiliare

La guida analizza la prima delicatissima fase della compravendita immobiliare, quella della firma del contratto preliminare. Il preliminare infatti – se ben predisposto – obbliga e al tempo stesso tutela entrambi i protagonisti della compravendita; un’ulteriore garanzia è offerta dalla trascrizione del contratto nei Registri Immobiliari, eseguita dal notaio. 

Prezzo – Valore. I vantaggi della trasparenza nelle vendite immobiliari

A partire dal primo gennaio 2006 è possibile regolare fiscalmente alcuni trasferimenti immobiliari in base al valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo pattuito e indicato nell’atto. La guida illustra con grande chiarezza tutti gli aspetti salienti: dalla definizione all’ambito di applicazione, dalle conseguenze fiscali agli effetti per chi non applica la norma. 

Acquisto all’asta. Un modo alternativo e sicuro di comprare casa

In tempi di crisi economica si rimandano gli investimenti più rilevanti, spesso i più importanti per sé e per la propria famiglia: come, ad esempio, la casa. Se i costi del mercato tradizionale diventano troppo onerosi, esistono modalità alternative che possono offrire condizioni anche più vantaggiose garantendo comunque le tutele necessarie. Si può ricorrere ad esempio alle aste immobiliari: una soluzione sicura, spesso conveniente, oggi ancora più accessibile e garantita con l’introduzione delle aste telematiche. La Guida illustra le caratteristiche dei diversi tipi di aste immobiliari analizzando le diverse modalità di partecipazione astrattamente possibili, tradizionali e/o telematiche, fornendo istruzioni efficaci e immediate. 

Acquisto certificato. Agibilità, sicurezza ed efficienza energetica degli immobili 

Acquistare edifici “certificati” sotto il profilo igienico-sanitario, della sicurezza e del risparmio energetico è sempre più importante dal punto di vista economico e sociale. L’efficienza energetica della casa, in particolare, nella sua conduzione e in generale nei suoi consumi, può contribuire a preservare l’ambiente consentendo nel contempo un non trascurabile risparmio. L’Europa prima e il legislatore nazionale poi, hanno dato vita a una normativa in materia di disciplina energetica degli edifici che consente di conoscere la qualità di un immobile da acquistare e la spesa che si dovrà sostenere per la gestione energetica. Per questo, già alla stipula del preliminare, un aspetto che merita attenzione e che viene spesso ignorato è quello relativo alla documentazione che deve essere consegnata dal venditore. Essa dovrà indicare alcuni aspetti specifici sull’agibilità, la sicurezza degli impianti e la certificazione energetica al fine di una più completa valutazione dell’immobile e, quindi, di un’adeguata tutela per l’acquirente. 

Mutuo informato. Informazioni utili per chi chiede un mutuo ipotecario

Chiedere e ottenere un mutuo per l’acquisto della casa oggi è un’operazione molto frequente ma richiede – come ogni prodotto giuridico – attenzione. Per ottenere un mutuo è normalmente sufficiente rivolgersi a una banca e fornire i documenti che questa chiede. La garanzia ipotecaria impone per legge l’intervento del notaio, in quanto si va a toccare il registro pubblico delle proprietà immobiliari, e ciò può essere fatto esclusivamente da un soggetto qualificato, pubblico ufficiale, che impedisca frodi a danno della banca e dei clienti e che se ne assuma la responsabilità a garanzia delle parti.

Chi chiede un mutuo ipotecario e ha bisogno di chiarimenti può rivolgersi, oltre che alla banca, anche alle Associazioni dei consumatori e al notaio di fiducia, professionista imparziale, la cui scelta spetta al mutuatario e il cui intervento può essere utilizzato al meglio per avere tutta la consulenza e le informazioni necessarie relative all’operazione. La prassi di rivolgersi per tempo al notaio è veramente determinante e da incentivare, in quanto il notaio ha minore possibilità di azione se i problemi vengono posti nell’imminenza di scadenze contrattuali quando l’acquirente dell’immobile, per fare fronte agli impegni assunti, ha l’assoluta necessità di giungere in qualsiasi modo e senza ritardi all’erogazione del finanziamento. E’ il caso di ricordare, inoltre, che l’intervento preventivo del notaio in contratti di questo genere costituisce un’opportunità effettiva di ottenere consulenza giuridica ordinariamente e complessivamente compresa nel costo dell’atto notarile. 

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2021/10/22/156195-dubbi-sul-mondo-della-casa-ecco-levento-del-notariato-che-ti-aiuta-a-fare

Ultime notizie sul superbonus 110: proroga 2023 solo per i condomini

Sarebbero escluse le villette unifamiliari

Superbonus 110: ultime notizie

Confermata la proroga del superbonus 110 al 2023. Secondo le ultime notizie, la nuova scadenza del superbonus 110 è solo per i condomini, e le case popolari, mentre restano fuori le villette unifamiliari.

Le novità che riguardano la proroga del superbonus 110 al 2023 sono contenute nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), il documento che delinea la cornice della Legge di Bilancio 2022. Approvato nel tardo pomeriggio di martedì 19 ottobre dal Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi, il Dpb è stato trasmesso alla Commissione europea e al Parlamento. 

Nella prossima manovra oltre alla proroga del superbonus 110, ci sarebbe lo stop al bonus facciate e la proroga al 2022 del bonus ristrutturazioni e dell’ecobonus ordinario, oltre che degli altri bonus casa.

Proroga senza villette, ma solo per condomini

Secondo le ultime notizie, la proroga del superbonus 110 al 2023 riguarderebbe solo i condomini, e gli istituti autonomi case popolari (o equivalenti), mentre resterebbero fuori le villette e le case unifamiliari. Escluse anche le altre tipologie di immobili che potranno godere del beneficio soltanto fino al 2022: gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari indipendenti e distintamente accatastate.

L’intenzione di escludere dalla proroga del superbonus 110 le ville e le case unifamiliari che non è piaciuta agli stessi soci di governo. Il ministro Stefano Patuanelli insiste perché sia estesa almeno a tutto il 2022 anche alle villette. L’Ance invece propone di introdurre un criterio legato al reddito del contribuente che esegue i lavori sulla sua casa unifamiliare. Critica anche Confedilizia.

Non si esclude quindi un cambiamento in extremis, come anche la possibilità di introdurre una riduzione progressiva dell’aliquote del superbonus, ora al 110%, a partire dal 2024.

Scadenza del superbonus 110

La nuova proroga quindi cambierebbe la scadenza del superbonus 110, ma solo in parte. La scadenza attuale del superbonus 110 è infatti la seguente:

  • 30 giugno 2022 per gli interventi realizzati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici unifamiliari o su unità immobiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, situate all’interno di edifici plurifamiliari
  • 30 giugno 2022 per gli interventi realizzati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche. Solo nel caso in cui alla scadenza del predetto termine del 30 giugno 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, il Superbonus spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 
  • 31 dicembre 2022 per i condomìni (con la proroga sarebbe il 31 dicembre 2023)
  • 30 giugno 2023 per gli IACP comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per gli interventi di risparmio energetico. Qualora a tale data (30 giugno 2023) siano stati effettuati lavori (finalizzati al risparmio energetico o antisismici) per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023. La nuova scadenza con la proroga contenuta nella legge di bilancio 2022 sarebbe il 31 dicembre 2023 senza condizioni.
  • https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2021/10/20/156144-superbonus-110-proroga-2023-ultime-notizie#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20211022%5D-20211022-%5Bm-01-titular-node_156144%5D-3809719502@3-%5B20211022135329%5D

Torna Made Expo, Milano capitale di edilizia e architettura

Dal 22 al 25 novembre torna a Milano MADE Expo, evento che accompagna la ripresa, già avviata, delle costruzioni. Un’edizione all’insegna della sicurezza e con una proposta merceologica ricca e trasversale.

Torna Made Expo, Milano capitale di edilizia e architettura

Il mondo dell’edilizia e dell’architettura si dà appuntamento a Milano, dal 22 al 25 novembre, a MADE Expo, alla sua prima edizione firmata Fiera Milano (attraverso la società Made Eventi di proprietà di Fiera Milano e di Federlegno Arredo Eventi). In un momento molto positivo per l’economia in generale e il comparto delle costruzioni in particolare – le stime parlano di una crescita del Pil del 6% nel 2021 rispetto all’anno precedente – finalmente, dopo due anni di pandemia, professionisti e operatori del settore costruzioni potranno incontrarsi e le aziende proporre le ultime soluzioni sviluppate. 

Il settore delle costruzioni, che in Italia coinvolge circa 700.000 imprese e 1 milione di addetti, è in fermento e in forte crescita, grazie anche alla spinta delle misure di sostegno introdotte nell’ambito dell’emergenza covid, prima tra tutte il Superbonus, alla capacità di ripresa delle aziende, agli investimenti in infrastrutture e agli interventi di riqualificazione di intere aree urbane, con attenzione alle esigenze socio culturali e all’ambiente, di cui Milano offre molti interessanti esempi. 

Nei padiglioni 1, 2 e 3 di fieramilano Rho, i 300 espositori presenteranno in quattro aree tematiche, rappresentative di tutto ciò che interessa l’edificio, le proprie soluzioni.

MADE porte, finestre e chiusure” è l’area dedicata a serramentisti, progettisti, rivenditori e imprese di costruzione. “MADE involucro e outdoor” è specifica per i sistemi di copertura e di facciata opachi e trasparenti, il settore del vetro e delle schermature solari.  “MADE BIM & tecnologie” propone le ultime soluzioni hardware e software e i più recenti sviluppi  connessi all’uso del Building Information Modeling nei processi di progettazione, costruzione e manutenzione delle opere. “MADE costruzioni e materiali”, è infine dedicata ai materiali più innovativi e alle soluzioni più efficienti, sostenibili e sicure.

Ricordandoci che alcuni paesi non hanno ancora aperto ai viaggi in Europa, la fiera sarà in presenza e anche digitale per dare l’opportunità di partecipare a buyers e visitatori di tutto il mondo. 

Anche per l’edizione 2021 di MADE Expo è in programma un ricco calendario di eventi e momenti di incontro e formazione, più di cento, divisi in quattro appuntamenti, ArchInTrend, Forum Legno Edilizia, The place to build e SerramenTalk, dedicati ai principali temi del settore edilizia e costruzioni: sostenibilità energetica, innovazione, qualità dell’abitare. Spazio naturalmente agli incentivi e alla prossima Legge di Bilancio. Gianfranco Marinelli, presidente Made Eventi S.r.l. e Presidente Federlegno Arredo Eventi S.p.a sottolinea a questo proposito “L’edilizia rappresenta un volano economico importantissimo: quando il mattone si mette in moto, l’industria e l’economia si mettono in moto. Ed è proprio in quest’ottica che credo sia necessario attivarci come filiere coinvolte affinché vengano rinnovati nella prossima legge di Bilancio gli incentivi fiscali, a partire dal bonus facciate, sisma bonus, ecobonus, ristrutturazioni e mobili affinché la spinta propulsiva che l’edilizia può dare all’economia del Paese non si interrompa”. Rispetto al Superbonus gli ultimi dati di Enea parlano di 46.000 interventi attivati al 30 settembre, si tratta dunque di una leva molto importante per il settore, che da più parti – professionisti, associazioni di categoria, Banche – si chiede venga prorogata.

Tra i tempi chiave di MADE Expo 2021 la sostenibilità, declinata in tutte le sue forme: dall’economia circolare, settore in cui il nostro paese e la Lombardia in particolare, è all’avanguardia, ai materiali e processi innovativi, alle soluzioni per ridurre le emissioni di carbonio.

MADE Expo si svolge in contemporanea con altre due fiere, visitabili con un solo biglietto: Sicurezza e Smart Building Expo.

Acciaio: il materiale green per le città di domani

Il ruolo dell’acciaio nell’edilizia sostenibile protagonista del convegno d’apertura della seconda giornata di Made in Steel 2021.

Scrivere un nuovo inizio, rilanciare le città dell’oggi e ripensare le metropoli del domani. Uno sviluppo sostenibile dell’urbanistica nel quale l’acciaio può giocare un ruolo da protagonista, perché ha un DNA sostenibile, è flessibile, è resiliente ed è un materiale green.

È il tema che è stato al centro della tavola rotonda “POLIS, innovazione e sostenibilità per una nuova idea di mondo” che ha aperto la seconda giornata di Made in Steel 2021, introdotta da Lucio Dall’Angelo (Direttore Generale siderweb) e moderata da Francesca Morandi (Content manager siderweb) ed Emanuele Norsa (Kallanish e collaboratore siderweb).

«Lo sviluppo urbano – ha detto Davide Albertini Petroni, Vicepresidente Confindustria Assoimmobiliare – deve esse necessariamente abbinato a una visione. Abbiamo due opportunità: la stabilità amministrativa, per avere una continuità dei progetti e la fiducia degli investitori internazionali, e la creazione di ancore di sviluppo per le città. Un altro elemento fondamentale per una crescita di lunga durata sono i prezzi accessibili dell’edilizia abitativa. In questo senso serve un paradigma nuovo che vada di pari passo ai cambiamenti del modello di sviluppo. Serve pensare a prodotti green e usare materiali riutilizzabili, come l’acciaio».

Uno sviluppo urbano che deve andare di pari passo anche con le iniziative di sostenibilità delle aziende che nelle città operano, come ha sottolineato Annalisa Citterio, Responsabile Sostenibilità CNH Industrial: «Per lo sviluppo, le interconnessioni sono fondamentali. Servono punti di unione sia dal lato territoriale che aziendale per portare avanti i progetti in partnership fra tutti gli attori. In quest’ottica, un ruolo fondamentale lo gioca anche una mobilità sostenibile e decarbonizzata: un passo fondamentale nel percorso di sostenibilità è lo stare al passo con la tecnologia e lavorare affinché il lavoro diventi veramente smart».

«Le città del domani – ha spiegato Antonio Citterio, Architetto cofondatore di Antonio Citterio Patricia Viel – le immaginiamo sempre più verdi, sempre più collegate, sempre più popolose. Si apre quindi il problema sul come investire e come programmare questa urbanizzazione. L’evoluzione è tale che dobbiamo pensare prima di tutto al fine vita dei nostri edifici e in quest’ottica l’acciaio sarà il protagonista di questo processo per le sue caratteristiche e le sue possibilità di recupero infinite. Il calcestruzzo è il materiale meno green in assoluto e va sostituito con altro. E questo altro sarà proprio l’acciaio. Nei prossimi anni assisteremo alla tendenza a farlo diventare una superficie finita e non più solo un elemento strutturale».

«L’acciaio – ha detto Carlo Mapelli, Professore Ordinario Politecnico di Milano (nella foto) – è resistente, è versatile, è resiliente. Inoltre, è completamente riciclabile, anche se quello in circolazione non basta e quindi dobbiamo ancora estrarlo. Quindi dobbiamo lavorare alla decarbonizzazione, abbandonando il carbone per il gas naturale. Perciò chi lo utilizzerà dovrà farlo con materiali certificati “carbon free”, perché prima o poi sarà un obbligo utilizzare materiali con un basso impatto ambientale. Ci sarà un’etichettatura che accompagnerà l’acciaio, indicandone la percentuale di riciclato contenuta».

Costruire con l’acciaio: quando e perché farlo

L’acciaio è un materiale flessibile, che può essere utilizzato in vari modi nel campo dell’edilizia, anche per la costruzione degli edifici. Ecco tutti i vantaggi.

L’acciaio in edilizia

La storia dell’uso dell’acciaio in edilizia ha origini nella cosiddetta architettura del ferro e va di pari passo con lo sviluppo tecnologico della siderurgia. Con la rivoluzione industriale inglese, infatti, hanno preso piede la produzione e la lavorazione di questo materiale, che venne utilizzato sia per elementi decorativi, che per le prime strutture civili già a fine ‘700. Si tratta di un materiale che ha affascinato architetti e ingegneri fin da subito, tant’è che non mancano esempi spettacolari dell’utilizzo del ferro, basti pensare alle Esposizioni universali o ai mercati coperti di inizio Ottocento, ancora oggi visitabili in molte città europee. Tra gli edifici simbolo dell’epoca di questa tecnologia, c’è sicuramente il Crystal Palace di Londra (1851-1854).Crystal Palace di Londra costruito in acciaio

Crystal Palace di Londra. Img by Wikipedia

I primi importanti successi della sua applicazione in ambito edile, però, si hanno negli Stati Uniti, con la diffusione dei grattacieli alla fine del XIX secolo- . In Europa, invece, trovava ancora maggior diffusione nelle opere di completamento di altri edifici esistenti o nelle infrastrutture. Si costruivano ad esempio cupole o coperture in acciaio, in grado di dare ampio spazio alle vetrate, piuttosto che stazioni e ponti.

Gli impieghi dell’acciaio

L’acciaio si presta a differenti utilizzi in diverse opere tipiche dell’ingegneria civile, come:

  • Edifici civili, di dimensioni e altezze differenti;
  • Ponti e gallerie;
  • Strutture sportive;
  • Scale e altri componenti.

Nello specifico, nel caso della costruzione di edifici in acciaio, questo materiale può essere utilizzato per la realizzazione di strutture portanti a telaio, ma anche per solai, chiusure verticali o coperture.

Gli impieghi dell'acciaio in edilizia

Chiaramente, a seconda dell’utilizzo viene scelta la tipologia di acciaio che, in base al contenuto di carbonio e alla durezza di tempra, può offrire differenti prestazioni.

In generale l’acciaio può essere extradolce – come quello usato per le lamiere, dolce, semiduro, duro (ad esempio per i tondini delle armature) ed extraduro.

Inoltre, per ottenere caratteristiche differenti, è possibile aggiungere alla composizione di ferro e carbonio altri elementi, ottenendo i cosiddetti acciai speciali. La nomenclatura di tutte le tipologie di acciaio è definita dalla normativa tecnica di riferimento (UNI EN 10027-1:2016 e UNI EN 10027-2:2015).

I vantaggi dell’acciaio: perché costruire con questo materiale

I vantaggi del materiale acciaio non mancano, eppure la sia diffusione per la costruzione di edifici è ancora spesso limitata. Infatti, mentre trova ampio utilizzo nel campo della raccorderia o delle infrastrutture, si scelgono altri materiali per costruire case e grandi edifici. I motivi sono diversi, tra cui fattori culturali legati alla tradizione delle costruzioni (per cui si privilegiano ancora oggi il mattone o il cemento) o il fatto che l’acciaio come materiale può costare di più rispetto ad altre alternative.

I vantaggi dell'acciaio nelle costruzioni

In realtà, i motivi per costruire con l’acciaio non mancano, primo fra tutti la durabilità e la qualità delle costruzioni in questo materiale. Alcuni acciai speciali, oltretutto, non richiedono particolari trattamenti protettivi o manutenzioni regolari della loro superficie, anche se esposta agli agenti atmosferici.

Inoltre, l’acciaio assicura leggerezza e la possibilità di realizzare grandi luci, sfruttando al massimo gli spazi. Per questo l’acciaio trova ampio utilizzo nella realizzazione di edifici industriali. La struttura non è ingombrante e i tempi di costruzione sono brevi, soprattutto rispetto a quelli necessari per la realizzazione di opere con materiali tradizionali. Non sono meno importanti i vantaggi dovuti alla flessibilità che l’acciaio offre in termini di composizione architettonica, in quanto la combinazione di tecnologia, ingegneria e architettura permette la realizzazione di forme e volumi di ogni tipo. L’acciaio, infatti, si presta anche alla combinazione con moltissimi altri materiali.

Perché usare l'acciaio in edilizia

Le costruzioni in acciaio offrono buone prestazioni anche in termini di antisismica, grazie all’elasticità del materiale. Dal lato ambientale, invece, sono positivi il lungo ciclo di vita di questo materiale e la sua elevata riciclabilità.

Per quanto riguarda il costo dell’opera, infine, va detto che il confronto con costruzioni tradizionali dovrebbe essere fatto in modo complessivo, non solo confrontando il prezzo della materia prima utilizzata per le strutture. Infatti, incidono in modo positivo aspetti quali la riduzione dell’ingombro della struttura, la velocità del cantiere, la ridotta manutenzione. Ancor di più se l’acciaio viene utilizzato per la realizzazione di edifici prefabbricati.

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Mancano i ponteggi, mancano i materiali. L’edilizia da Milano a Roma è nel caos. Mentre, sulla scia della proroga del Superbonus 110%, sono decine e decine i condomìni che si stanno affrettando a iniziare i lavori per rifare le facciate malandate, i costi delle materie prime continuano la loro corsa, con la conseguenza che non sono pochi i cantieri già aperti che non riescono a chiudere perché mancano i materiali (questa estate a un certo punto il polistirolo per i cappotti era sold out). Così come chi vorrebbe partire con i lavori si sente rispondere che non ci sono più ponteggi liberi. E si rimanda tutto al 2022.

La proroga del Superbonus al 110%

Di fatto, dopo l’ultimo decreto Semplificazioni che ha sciolto alcuni dubbi che frenavano la partenza, la domanda nel settore è esplosa, creando una sorta di “overbooking” di richieste, un surplus di domande rispetto al numero delle imprese sui territori. Anche perché, oltre ai prezzi alle stelle dei materiali di cantiere di sempre più difficile reperibilità, anche la manodopera risulta ora non sempre sufficiente, come sta accadendo in regioni come la Lombardia o la Liguria.

Superbonus 110%, c’è la proroga al 2023. Ma scadono gli altri bonus casa. Le novità

Dal ferro al legno: prezzi alle stelle

Ma quali sono i materiali che stanno mettendo in difficoltà l’edilizia? Come sappiamo, «l’eccezionale incremento di prezzo di alcune importanti materie prime connesse all’attività di costruzione quali metalli, materie plastiche derivate dal petrolio – che ha subito, anch’esso, un forte apprezzamento-, calcestruzzo e bitumi emerso sul finire dello scorso anno ed esploso all’inizio di quest’anno prosegue e si rafforza», spiega l’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili. A maggio l’incremento di prezzo, da novembre del 2020, aveva raggiunto il 150%. Ora, rame, ferro e acciaio costano all’edilizia anche il 110% in più. Il tutto, poi, lo sappiamo, si inserisce nel contesto “anomalo” seguito dala crisi pandemica, caratterizzato da una scarsità di offerta dovuta alle ripetute chiusure, industriali e commerciali in quasi tutta Europa e nel resto del mondo.

https://www.corriere.it/economia/superbonus-sgravi-fiscali-casa/notizie/superbonus-110percento-boom-richieste-mancano-ponteggi-materiali-l-edilizia-eeb61dee-25a9-11ec-9c26-509de9bc1f2d.shtml

Una cupola alta 67 metri brilla tra i palazzi di Dubai: l’ultimo capolavoro di Cimolai inaugura l’Expo

Cimolai Spa protagonista (anche) all’ Expo di Dubai. Alla cerimonia inaugurale dell’Esposizione Universale, che ha preso il via venerdì 1 ottobre e che vedrà coinvolti 192 Paesi espositori di tutto il mondo fino al 31 marzo 2022, ha partecipato anche il presidente Luigi Cimolai. Per l’Expo, infatti, Cimolai Spa ha realizzato con Rimond la mega cupola dell’Al Wasl Plaza, la piazza del complesso centrale dell’evento, principale centro di aggregazione per i visitatori.

Il progetto, disegnato dagli architetti Adrian Smith e Gordon Gill, si estende su 130 metri dell’area centrale del Plaza, e raggiunge un’altezza massima di 67 metri e un peso di 2500 tonnellate. La struttura avveniristica è costituita da tubi in acciaio organizzati in un motivo di anelli interconnessi tra di loro per ottenere la forma di una cupola. L’iconicità dell’opera, elevata a simbolo dell’intera Esposizione Universale, conferma la leadership internazionale di Cimolai nella realizzazione di strutture complesse in acciaio.

Cimolai Spa è protagonista da oltre 70 anni nella progettazione e realizzazione di strutture complesse in acciaio. Vanta attualmente un giro d’affari che si aggira intorno ai 500 milioni di euro e impiega oltre 3 mila lavoratori, di cui 1.500 diretti, in progetti iconici in tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Canada, America Latina, Medio Oriente). Tra questi spicca il telescopio più grande del pianeta, l’Elt (Extremely Large Telescope), con uno specchio primario di 39 metri di diametro, che avrà sede nel deserto dell’Atacama in Cile.

Altri progetti di Cimolai dalla grande riconoscibilità internazionale sono il padiglione degli Emirati Arabi Uniti all’Expo di Dubai, lo stadio di Al Bayt in Qatar (tra gli impianti principali dei prossimi mondiali di calcio), le paratoie per il nuovo canale di Panama, la stazione della metropolitana “Oculus” di Calatrava a Ground Zero (New York), la complessa struttura a nido d’ape Vessel e il centro culturale The Shed, entrambi a Manhattan.
In Italia, tra le altre opere, Cimolai ha costruito il nuovo Terminal dell’Aeroporto di Fiumicino a Roma e la stazione ferroviaria Av di Reggio Emilia. Infine, l’azienda ha coltivato un legame solido con il mercato della cantieristica navale, acquisendo diverse realizzazioni di scafi per navi da crociera (quali la Seabourn Odyssey, Sojourn e Quest già completate o la Seabourn Venture di prossima realizzazione), traghetti e barges.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/10/02/news/una-sfera-alta-67-metri-domina-i-palazzi-di-dubai-l-ultimo-capolavoro-di-cimolai-inaugura-l-expo-1.40766265

Edilizia in ripresa. Tanti nuovi cantieri ma mancano operai

L’allarme del presidente di Ance Imperia, Enio Marino

Ripartenza con spiragli positivi a cominciare da un sensibile incremento delle attività. Il settore edile sta vivendo un periodo favorevole, ma manca la manodopera. A lanciare l’allarme è il presidente di Ance Imperia, appena riconfermato, Enio Marino. «Nell’ultimo periodo – precisa Marino – Il settore gode di un momento felice: abbiamo registrato un aumento delle attività, un’inversione di tendenza attesa da tempo che finalmente ora si può toccare con mano. Paradossalmente abbiamo il lavoro, ma comincia a scarseggiare la manodopera. Mancano persone che sono interessate ad affacciarsi al mondo dell’edilizia, perché negli anni si sono rivolte ad altri impieghi». In Riviera però si assiste ad un fiorire di cantieri legati ai bonus per la ristrutturazione degli edifici. Il boom è legato in particolare al bonus 90% facciate e al Superbonus 110% per la riqualificazione energetica, che ha dovuto scontrarsi con lungaggini e poca chiarezza. Enio Marino, entrando nel dettaglio, conferma l’alto numero di richieste: l’iniziativa ha smosso il mercato dei cantieri, che era un po’ in affanno. «Con i bonus 110 e 90 % ci sono scadenze temporali da rispettare. Per rientrare nelle tempistiche tutte le aziende stanno correndo per centrare un obiettivo che non è certamente semplice da raggiungere. Con questo carico forte e pesante di lavoro è la manodopera che manca». Per correre ai ripari è stato trovato un accordo con la Scuola Edile: «Stiamo cercando di organizzare corsi e siamo a disposizione per raccogliere domande di persone adulte o ragazzi interessati ad affacciarsi a questo settore. Da parte nostra siamo pronti ad accoglierli e formalrli per iniziare un mestiere che può offrire buone opportunità di lavoro». In provincia di Imperia le realtà artigiane del settore edile sono 2.217, pari all’89,17% . «I bonus – aggiunge Marino – hanno dato certamente un scossone. L’auspicio da parte delle imprese è che questi sistemi siano prorogati nel tempo, in quanto, avendo un collo di bottiglia temporale molto stretto, c’è il rischio che molti condomini e privati non si attivino per paura di non riuscire ad accedere a questi sgravi fiscali. Ci sono buone prospettive. Quello relativo al 110 % potrebbe essere prorogato sino al 2023». Non solo manodopera, l’altra problematica che resta irrisolta è la scarsità di materie prime in edilizia e il conseguente aumento dei prezzi è iniziato i primi mesi del 2021 e riguarda soprattutto metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi. La causa è dovuta a molteplici fattori dalle chiusure forzate della pandemia al blocco del canale di Suez, dalle condizioni meteo particolarmente sfavorevoli che hanno prodotto uragani e gelo, alla disponibilità ridotta del mercato asiatico causata da una domanda notevolmente aumentata in Cina. —

https://www.lastampa.it/imperia-sanremo/2021/10/01/news/edilizia-in-ripresa-tanti-nuovi-cantieri-ma-mancano-operai-1.40759572

Cersaie 2021

Cersaie è l’appuntamento internazionale più importante per chi si occupa di design delle superfici, ceramiche e in altri materiali, e di arredo del bagno. Lo dimostrano gli oltre 112.000 visitatori, di cui la metà provenienti da tutto il mondo.

Settori espositivi

settori espositivi di Cersaie mettono a disposizione dei visitatori tutte le nuove tendenze del design del living:

  • superfici ceramiche e in altri materiali
  • arredamento dello spazio bagno e wellness
  • cucine
  • outdoor,
  • illuminotecnica
  • domotica
  • e settori a questi collegati.

In un quartiere fieristico in grande rinnovamento (3 padiglioni nuovi e all’avanguardia in 3 anni) la visita a Cersaie diventa più proficua e funzionale grazie alla disposizione contigua di aree aventi le stesse merceologie e al “Contract Hall” (pad. 18) che mette in contatto diretto i buyers, le aziende leader in ambito contract e prestigiosi studi di architettura internazionali.

Mappa Planimetria Cersaie 2021
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Firenze, ponteggi introvabili, edilizia in affanno: “Serve una proroga al 2023 per l’ecobonus”

La possibilità di rifare le facciate scade il 31 dicembre, quella del 110% nel 2022, ma molti rischiano di non farcela. A luglio al Comune di Firenze sono state presentate 325 Scia (permessi a costruire), un numero mai raggiunto prima.

È corsa agli eco bonus. Su tutti, il 90% di sconto per le facciate che scade il 31 dicembre: per quella data i lavori dovranno essere già fatti, come sottolinea il presidente di Cna metropolitana, Giacomo Cioni. Ma soprattutto il più appetibile: il superbonus del 110% per la trasformazione sostenibile degli edifici che ha aperto tanti cantieri quanti non se ne erano mai visti neanche prima della pandemia, scatenando la pace tra i coinquilini che per anni avevano tenuto fermi i progetti tra chi li voleva fare e chi no. Finite le incertezze in nome della grande occasione, vai con i lavori. Se non fosse che i ponteggi sono sold out, le ditte che li affittano non ne hanno più, sul mercato non se ne trova uno da comprare e per farsene fare uno nuovo ci vogliono anche sei mesi, come denuncia Cioni e si preoccupa il presidente dell’Ance (l’associazione costruttori di Confindustria) fiorentina, Pierluigi Banchetti: “Con questi tempi di scadenza, se il governo non sposta almeno il termine del super eco bonus dalla fine del 2022 almeno a tutto il 2023, purtroppo molti non ce la faranno”. Per non dire del rincaro di tutti i materiali, molti dei quali ormai introvabili come i ponteggi, soprattutto quelli che servono per il cappotto di coibentazione delle facciate e per gli impianti fotovoltaici. Come rivelano concordi Cioni e Banchetti dicendo che una volta scattata la corsa agli ecobonus i lavori non si sono mai più fermati, neanche di agosto.

E infatti, al 31 agosto l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo ecosostenibile) conta in Italia solo per il superbonus del 110%, 37.128 asseverazioni ossia domande depositate, documentate e approvate, per 5.685.136.399 euro di investimenti messi a detrazione e 3.910.461.424 ammessi a lavori conclusi, questi ultimi arrivano al 68%. Un business in cui la Toscana è al quarto posto tra le regioni, con 3.095 asseverazioni, 398.031.473 milioni ammessi, 279.666.177 a lavori conclusi e il 70,3% di realizzazioni. Al Comune di Firenze sono state presentate a luglio 325 Scia (permessi a costruire) in cui la parte del leone la fa il superbonus, un numero esorbitante considera Palazzo Vecchio, un record mai raggiunto prima. Lo stesso lo sportello comunale di consulenza sugli ecobonus che peraltro ha riaperto mercoledì e che dall’inizio dell’anno ha fornito 700 consulenze, che negli ultimi 4 mesi hanno riguardato al 42% il super ecobonus, al 3% il bonus facciata e il resto gli altri ecobonus. “Con un record annuale di pratiche presentate agli uffici dell’edilizia”, dice l’assessore Cecilia Del Re.

Muratori, imbianchini, elettricisti, idraulici, ferramentisti, operatori del trasporto merci risvegliati dal sonno della lunga crisi dell’edilizia in corso già prima del covid descrive Cioni, che di ditte edili e dintorni associate alla Cna ne ha 2.000 su un totale di 8.000 imprese artigiane. Cioni descrive un quadro chiaro-scuro, parla di “grandi prospettive per l’economia e l’occupazione se non finirà tutto nel 2022, viste le difficoltà che incontriamo”. Dice Giuseppe Gennaro, a capo del Consorzio Artim di Sesto (un raggruppamento di 20 imprese edili e impiantistiche tra 10 e 70 dipendenti nato nel 1994): “Stiamo facendo ripartire il mondo perché se rifarte l’edilizia che comprende tante attività si muove di nuovo tutto. Ma i tempi si restringono, vedi il bonus facciate, e i cantieri non sanno come andare avanti tra le forniture di materiali che ci saltano di mese in mese e i prezzi dei cappotti come della cordicella di rame dell’energia elettrica che salgono ogni giorno”. Una bolla e una contro bolla. “Se il governo non dovesse prorogare le scadenze per noi potrebbe determinarsi una situazione a rischio nel passare da un mercato esplosivo per dinamismo a un’interruzione repentina”, avvisa il geometra Andrea Cinquini, amministratore della società empolese di costruzioni, Edilcimarosa Srl. “Le richieste sono tante – prosegue – le scadenze si avvicinano mentre l’approvvigionamento per coibentazione, ponteggi, infissi, pompe di calore é sempre più difficile e costosa”.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/18/news/firenze_edilizia_mancanza_ponteggi_aziende_ferme_ristrutturazioni_bloccate-318275785/

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Il progetto “Corso Como Place” recupera un isolato intero tra Via Tocqueville e Via Bonnet a Milano per oltre 22.000 m2 di superficie e rappresenta un tassello urbano fondamentale per consentire la riconnessione delle aree pubbliche di Via Pasubio, che circondano la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli & Microsoft House, con Corso Como e Piazza Gae Aulenti.

L’isolato include la torre di 21 piani, di oltre 70 metri di altezza, ex sede Unilever, progettata alla fine degli anni ‘50 da Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi, un’icona della storia urbanistica milanese.

Il progetto prevede la rigenerazione integrale dell’edificio a torre esistente e la realizzazione di un nuovo edificio di oltre 4.000 metri quadrati che ospiterà funzioni commerciali e terziarie.

CEAS ha sviluppato il progetto geotecnico e strutturale a partire dal progetto preliminare fino a quello esecutivo.

Il nuovo Podium nella rigenerazione urbana di Porta Nuova

L’operazione di rigenerazione urbana, sviluppata attraverso il fondo immobiliare Porta Nuova Bonnet, i cui investitori sono la società immobiliare quotata COIMA RES e il fondo di sviluppo COIMA Opportunity Fund II, ha previsto il recupero dei 21 piani della torre Bonnet esistente e la realizzazione del “Podium”, un nuovo edificio di 3 livelli interrati e 4 piani fuori terra, a firma dell’Architetto Lee Polisano dello Studio londinese PLP Architecture.

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Fig. 1 – Render Corso Como Place

Gli edifici, adibiti ad uso commerciale e terziario, sono stati progettati ponendo particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. A tal fine è stato avviato il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi, limitando i consumi energetici, grazie all’introduzione delle più efficaci pratiche di edilizia sostenibile e rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: 65% in meno di consumi idrici per uso potabile e 80% per irrigazione, la riduzione del 30% dei consumi energetici e l’impiego del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili. 

dettaglio delle strutture in acciaio del PODIUM

Foto 1 – Vista laterale del Podium

Emblematico esempio del risultato di applicazione del suddetto protocollo è l’edificio “Podium”, realizzato da 4 piani fuori terra con una struttura portante con pilastri e travi in acciaio, solai in pannelli lignei xlam e i core in calcestruzzo armato.

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Per raggiungere i requisiti di sostenibilità la scelta dell’acciaio è stata vincente. Il processo costruttivo delle strutture in acciaio (materiale riciclabile al 100%), infatti, assolve al concetto di circolarità sostenibile: le strutture in acciaio si prestano in modo eccellente a montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

Le strutture portanti del “Podium” sono caratterizzate dall’esigenza architettonica di minimizzare gli appoggi delle strutture orizzontali, per consentire maggior libertà nella concezione e gestione degli spazi.

Dal livello della nuova piazza, che collegherà il quartiere a Corso Como e piazza Gae Aulenti, si erigono isolate strutture in c.a. su cui appoggia un solaio a piastra in c.a. con alleggerimenti in pvc, che sorregge la struttura fuori terra del “Podium”.

Il cambio di destinazione d’uso dal livello della piazza ai piani superiori, che ospiteranno la sede della società italiana hi-tech Bending Spoon, ha comportato un radicale cambio della maglia strutturale con il conseguente appoggio in falso delle strutture dei 3 livelli superiori sul solaio del piano primo.

Per questo motivo la struttura superiore doveva essere progettata per limitare il peso e al contempo garantire le grandi luci previste.

La soluzione scelta è stata quella di una struttura portante in acciaio con solai in pannelli lignei xlam, che ha sposato le esigenze di resistenza, leggerezza e sostenibilità.

L’edificio, di forma parallelepipeda, ha un’estensione in pianta di 1080 m2 ai piani primo e secondo e di 645 m2 al piano terzo, per un’altezza complessiva di 18,50 m dal livello della piazza.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

I solai presentano travi principali HEB 800 con luce massima pari a 13 m, travi perimetrali HEB 650 anch’esse con luce massima di 13 m e travi secondarie HEB 650 a passo 3 m con luce massima pari a 12 m. I pilastri sono realizzati con profili HEB 300 o HEB 550 a seconda dell’area di influenza sottesa. Tutti i profili sono in acciaio S355 (figura 1).

Il calcolo delle travi in acciaio è stato condotto trascurando la rigidezza offerta dalla connessione con le lastre in xlam. Questa ipotesi, a favore di sicurezza, garantisce un maggior confort agli utenti, in quanto la rigidezza effettiva del solaio risulta essere superiore a quella considerata nelle verifiche a deformabilità e vibrazione che risultavano comunque già soddisfatte.

La resistenza alle azioni orizzontali, in accordo al capitolo 7.4.3.1 “Tipologie strutturali” delle NTC2018, è affidata ai soli nuclei in calcestruzzo armato.

Il piano rigido al livello dei solai è realizzato con i pannelli in xlam che sono stati connessi alle travi metalliche e ai vani in c.a. tramite delle piastre in acciaio.

https://www.ingenio-web.it/31351-corso-como-place–le-strutture-delledificio-podium

Scoperto un nuovo materiale più efficiente di acciaio e Kevlar

Un nuovo studio congiunto, condotto da ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo mostra che “nanoarchitetti”, materiali progettati da strutture in nanoscala modellate con precisione – possono essere una strada promettente per armature leggere, rivestimenti protettivi, scudi antiesplosione e altri materiali resistenti agli urti.

I ricercatori hanno fabbricato un materiale ultraleggero, realizzato con montanti in carbonio su scala nanometrica che conferiscono al materiale robustezza meccanica. Il team ha testato la resilienza del materiale sparandogli microparticelle a velocità supersoniche, scoprendo che il materiale, più sottile della larghezza di un capello umano, ha impedito ai proiettili in miniatura di attraversarlo.

Lo studio sul nuovo materiale nanoarchitettonico: “Nuovi principi di progettazione per materiali ultraleggeri e resistenti agli urti”
Il report degli ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo calcola che rispetto ad acciaio, Kevlar, alluminio e altri materiali resistenti agli urti di peso comparabile, il nuovo materiale è più efficiente nell’assorbire gli impatti. “La stessa quantità di massa del nostro materiale sarebbe molto più efficiente nel fermare un proiettile rispetto alla stessa quantità di massa di Kevlar”, rimarca Carlos Portela, autore principale dello studio, nonché assistente professore di ingegneria meccanica al MIT.

Se prodotto su larga scala, questo e altri materiali nano-architettati potrebbero essere progettati come alternative più leggere e resistenti al Kevlar e all’acciaio. “La conoscenza di questo lavoro potrebbe fornire principi di progettazione per materiali ultraleggeri resistenti agli urti, da utilizzare in materiali per armature efficienti, rivestimenti protettivi e scudi resistenti alle esplosioni desiderabili nelle applicazioni di difesa e spaziali”, prosegue Julia R. Greer, coautrice dello studio e professore di scienza dei materiali, meccanica e ingegneria medica al Caltech, il cui laboratorio ha guidato la fabbricazione del materiale.

Il team, che riporta oggi i suoi risultati sulla rivista Nature Materials, comprende David Veysset, Yuchen Sun e Keith A. Nelson, dell’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT e del Dipartimento di chimica, e Dennis M. Kochmann dell’ETH di Zurigo.

Un materiale nanoarchitettonico è costituito da strutture modellate su scala nanometrica che, a seconda di come sono disposte, possono conferire ai materiali proprietà uniche come leggerezza e resilienza eccezionali. In quanto tali, i materiali nanoarchitettonici sono visti come materiali potenzialmente più leggeri e resistenti agli urti. Ma questo potenziale è stato in gran parte non testato.

“Sappiamo solo della loro risposta in un regime di deformazione lenta, mentre si ipotizza che gran parte del loro uso pratico sia in applicazioni del mondo reale in cui nulla si deforma lentamente”, conclude Portela.

Il team ha deciso di studiare i materiali nanoarchitettonici in condizioni di rapida deformazione, come durante gli impatti ad alta velocità. Al Caltech, hanno prima fabbricato un materiale nanoarchitettonico utilizzando la litografia a due fotoni, una tecnica che utilizza un laser veloce e ad alta potenza per solidificare strutture microscopiche in una resina fotosensibile.

I ricercatori hanno costruito uno schema ripetuto noto come tetracaidecaedro, una configurazione reticolare composta da puntoni microscopici. Dopo aver modellato la struttura reticolare, i ricercatori hanno lavato via la resina rimanente, collocandola in un forno sottovuoto ad alta temperatura, per convertire il polimero in carbonio, lasciando dietro di sé un materiale di carbonio ultraleggero e nanoarchitettura.

Questa ricerca è stata supportata, in parte, dall’Ufficio per la ricerca navale degli Stati Uniti, dalla borsa di studio della Facoltà di Vannevar Bush e dall’Ufficio per la ricerca dell’esercito americano attraverso l’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT. Proprio per questo ancora più credibile.

Settore dell’edilizia in crisi: materiali più costosi e manodopera in calo

Aumentano i costi dei materiali ma anche la richiesta di manodopera

Un mix che rischia di mettere in difficoltà l’intero settore dell’edilizia e, di conseguenza, incidere negativamente anche sui tempi della ricostruzione. Infatti alla denuncia della lievitazione dei prezzi di materie prime come ferro, alluminio, legno etc.), si sono infatti aggiunte le difficoltà ad approvvigionarsi di operai.

Per le associazioni di categoria sono questi gli effetti del Superbonus 110 e delle agevolazioni per il cratere sismico che hanno ridato impulso al settore edile ma anche a ingiustificati aumenti dei prezzi. Effetti che, sostengono gli addetti ai lavori, sarebbero cancellati se gli aiuti legati al Superbonus venissero prolungati oltre il 2022 se non, addirittura, trasformati in una misura strutturale. Da qui la richiesta al commissario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, di interagire con il Governo per rivedere il prezziario. Quanto alla carenza di manodopera un aiuto potrebbe venire dalla formazione, anche agli ex detenuti, su cui le associazioni del settore edile stanno lavorando.

Mutuo giovani under 36, come richiederlo e gli effetti sul mercato immobiliare

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Le misure per i mutui prima casa destinati ai giovani under 36 sono entrati in Gazzetta Ufficiale con la trasformazione in legge del decreto Sostegni bis. Ecco come richiederlo; Stefano Grassi, presidente di Affida, spiega poi a idealista/news quali saranno gli effetti della misura sul mercato immobiliare.

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Con la conversione in legge del decreto Sostegni si ufficializzano le misure per i giovani under 36 per l’acquisto della prima casa, in particolare l’abolizione di alcune tasse e imposte e il mutuo garantito all’80% della quota capitale.

In particolare:

  • Si abolisce l’imposta di registro (o IVA) all’acquisto, le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta sostitutiva nel mutuo prima casa per gli under 36;
  • Confermata l’estensione della garanzia Consap fino all’80% per le domande presentate fino al 30 giugno 2022;
  • Il Fondo è rifinanziato di 290 milioni di euro per il 2021 e di 250 milioni di euro per il 2022.

Mutuo prima casa under 36, i requisiti

Per accedere al mutuo prima casa under 36 attraverso l’accesso al Fondo Consap esteso dal decreto Sostegni bis, i requisiti sono i seguenti:

  • Sostituito il termine “lavoratore atipico fino a 35 anni di età” con “chi non ha ancora compiuto 36 anni”;
  • Isee fino a 40.000 euro;
  • Domande da presentaredal 24 giugno 2021 al 30 giugno 2022

Mutuo prima casa con garanzia dello Stato: cosa cambia e quali effetti

“La misura sul mutuo prima casa per i giovani costituisce in definitiva una estensione della garanzia statale del fondo Consap, – spiega Stefano Grassi, presidente di Affida. –  Si tratta quindi di una situazione assolutamente migliorativa, perché si estende del 30% la garanzia statale, attualmente al 50%, abolendo inoltre le imposte sul mutuo e rendendo così più agevole l’accesso al finanziamento da parte dei giovani e l’erogazione da parte delle banche”.

Come gli operatori finanziari giudicano la garanzia statale sui mutui?

“Molto positivamente:  già la sola garanzia Consap ha fatto crescere molto il mercato, al punto che l’attività degli intermediari finanziari non si è mai fermata nemmeno con la pandemia. Anzi, quando alla fine dello scorso anno un errore nella redazione del Dpcm ha inibito per tre mesi l’accesso al fondo Consap ad alcune categorie di persone abbiamo visto letteralmente il panico: un grandissimo numero di operazioni avviate rischiava di saltare e si è vista davvero l’importanza della garanzia statale nel farle andare a buon fine. Per fortuna con l’approvazione del Dpcm successivo tutto è ripreso normalmente”.

Quali saranno gli effetti sul mercato allora dei mutui di Draghi per i giovani?

Visto che i benefici della garanzia statale vengono di fatto estesi, il mercato non potrà che accogliere molto bene questa iniziativa. Il mercato immobiliare e le erogazioni bancarie anche così, con un pil in calo dell’8,9% nel 2020, hanno retto bene l’urto della pandemia. Sono fiducioso che questa agevolazione, unita ai bonus, nei prossimi due o tre anni porteranno una crescita verticale del mercato.

Cosa rispondere a chi sostiene che la garanzia sui mutui per gli under 36 sia più per i genitori che per i figli?

Questo ragionamento mi sembra un po’ forzato. Nel nostro Paese le famiglie hanno sempre aiutato economicamente i figli: ora abbiamo la possibilità di accelerare il momento in cui i ragazzi possono avere una casa propria e iniziare a pianificare il resto del proprio futuro, cosa che spesso non è possibile con la preoccupazione di non potersi permettere di andare a vivere da soli. Non so come questa possa essere una cosa negativa.

Quali altre iniziative si potrebbero aggiungere per migliorare il mercato?

Il tema è sempre quello dei contratti precari che penalizzano l’erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. Se si respingono le richieste di finanziamento è perché la banca non si fida di contratti non solidi. Il fondo Gasparrini dà un contributo, ma non tutti hanno i requisiti per accedervi. Certo, a questo punto intervengono i consulenti per cercare di trovare garanzie alternative in modo che le richieste di finanziamento possano essere comunque soddisfatte. Una situazione che con la pandemia è stata particolarmente presente perché, con la difficoltà di entrare in banca, si sono moltiplicate le consulenze da remoto, con un aumento molto importante del ricorso ai mediatori del credito.

Come fare per aiutare la solidità contrattuale dei giovani?

Si potrebbe pensare a iniziative strutturali per dare maggiore sicurezza alle banche anche nel finanziare le imprese. Perché i giovani comprano casa se hanno un lavoro stabile, il lavoro stabile c’è se le aziende crescono, e le aziende crescono se hanno finanziamenti. I quali a loro volta vengono erogati più volentieri se esistono maggiori garanzie. Quindi si spera che le iniziative come la garanzia Mcc per le aziende, introdotte come misura per la pandemia, diventino strutturali. Altro aspetto su cui intervenire è la digitalizzazione, che è già un pilastro del Recovery plan, ma nel settore dei finanziamenti aiuterebbe particolarmente. La burocrazia è ancora tale da ritardare anche di mesi una operazione, il che può far perdere delle occasioni di investimento e di crescita.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2021/05/31/154232-mutuo-giovani-under-36-come-richiederlo-e-gli-effetti-sul-mercato-immobiliare#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20210531%5D-20210531-%5Bm-01-titular-node_154232%5D-9719502@3

Trovare soluzioni al “caro materiali” per non bloccare i cantieri

L’ANCE Taranto scrive alle stazioni appaltanti del territorio

L’ANCE di Taranto scrive ai comuni ed a tutte le stazioni appaltanti della provincia per sollecitare soluzioni negoziali con le imprese in grado di far fronte al “caro materiali” e assicurare continuità ai cantieri.

“Già dalla fine dello scorso anno, si assiste infatti ad un progressivo e rilevante rincaro nei prezzi di acquisto di specifiche materie prime impiegate in edilizia che, travalicando le ordinarie fluttuazioni del mercato, rende di fatto economicamente insostenibile l’esecuzione delle commesse affidate o in via di affidamento il cui quadro economico è stato definito con livelli di prezzi assai differenti”. Questo è quanto scrive Fabio De Bartolomeo, Presidente ANCE Taranto.

“Secondo le analisi di ANCE, che ha raccolto dati di diverse fonti di rilevazione come Meps, Prometeia e Siteb, si sono registrati negli ultimi mesi aumenti assolutamente straordinari: Ferro – acciaio tondo per cemento armato: +150,0% nel periodo nov. 2020-mag. 2021; Polietilene (HDPE): +113,1% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Polietilene (LDPE): +128,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Rame: +45,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Petrolio: +29,8% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Bitume: +21,9% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Cemento: +10,0% nel periodo dic. 2020-gen. 2021 (Fonte ANCE). Dati, quelli sopra richiamati, per i quali il trend sembra destinato ad esporre il mercato ad ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Le ragioni di tale situazione derivano da una serie di dinamiche internazionali, impreviste ed imprevedibili, che vanno ad accrescere i disagi di un settore già gravato dalla crisi pandemica in atto, nel quale le attività di cantiere hanno di fatto dovuto subire rallentamenti e cali di produttività. Suscita però stupore che proprio nel momento della ripresa dei cantieri e delle attività edilizia, si determinano impennate nei prezzi di alcuni materiali la cui origine in qualche caso sarebbe da ricercarsi in pratiche collusive globali più che in normali fluttuazioni del mercato”.

“Il vigente Codice dei Contratti pubblici – continua De Bartolomeo – non prevede, purtroppo, adeguati meccanismi di revisione e ristoro, in grado dunque di ristabilire equilibri contrattuali di fatto saltati con aumenti di prezzi di tale portata. Nonostante gli sforzi delle imprese esecutrici, commesse che prevedono un rilevante impiego di tali materiali rischiano di non essere più economicamente sostenibili, con la prospettiva di un “blocco” generalizzato degli appalti che riteniamo sia interesse di tutti provare a scongiurare. In tale direzione, nelle more di un provvedimento normativo ad hoc che ANCE continua a richiedere con forza al Governo e che consentirebbe di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti, spetta alle Amministrazioni ricercare il dialogo e la collaborazione con le imprese appaltatrici, al fine di evitare rallentamenti – o peggio ancora – situazioni di “stallo” nell’esecuzione degli appalti in corso”.

“Occorre pertanto, con le attuali norme e con le risorse eventualmente individuabili nei quadri economici a disposizione, mettere in campo soluzioni negoziali in grado di garantire coperture ai maggiori oneri ed assicurare continuità ai cantieri. Per quanto concerne le opere da affidare, sarebbe auspicabile condurre una preventiva opera di adeguamento della base d’asta che tenga conto dei predetti rincari nelle voci di prezzo e prevedere nei contratti specifica clausola revisionale ai sensi dell’art. 106, comma 1, lettera a) del DLgs n.50/2016” ha concluso il Presidente dell’ANCE Taranto.

https://www.cosmopolismedia.it/economia-page/trovare-soluzioni-al-caro-materiali-per-non-bloccare-i-cantieri.html

Bonus infissi 2021: a quali detrazioni si ha diritto?

Per l’acquisto e l’installazione di finestre, portefinestre e lucernari si può usufruire di diversi incentivi fiscali ed alleggerire così i costi. Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Superbonus 110% includono tra le opere detraibili la sostituzione di infissi per la casa. A seconda dei casi bisogna quindi capire qual è l’incentivo su cui puntare. Vediamo come consigliano di muoversi gli esperti di habitissimo nella scelta del bonus più adatto per gli infissi nel 2021

Sostituire i vecchi infissi di casa per nuove soluzioni più performanti apporta diversi vantaggi. Innanzitutto si ottiene un notevole risparmio energetico derivante da una diminuzione delle dispersioni termiche dovute a spifferi e materiali scarsamente isolanti. Altro elemento da non sottovalutare riguarda la sicurezza degli infissi. Per le nuove finestre si utilizzano vetri di sicurezza per cui anche in caso di rottura dovuta a urto accidentale non si creano componenti taglienti e dunque non c’è il rischio di ferirsi. Inoltre, serramenti con proprietà antieffrazione garantiscono migliori prestazioni in caso di tentativi di scasso.

C’è infine anche il fattore estetico da non sottovalutare. Una finestra o una portafinestra di ultima generazione ha infatti un aspetto più contemporaneo e se si opta per modelli con telai più sottili, anche di poco rispetto a quelli presenti, si ha un maggiore ingresso di luce e quindi aumenta la luminosità dell’ambiente.

ecobonus 50 infissi 2021

La sostituzione degli infissi consente di avere accesso all’ecobonus, detrazione fiscale che si applica nella misura del 50%. Il limite di spesa per l’intervento di sostituzione delle finestre di casa è fissato a 60.000 € per ciascuna unità immobiliare. Si ottiene quindi una detrazione IRPEF sfruttabile attraverso 10 quote annuali di pari importo.

Si può ottenere soltanto per edifici esistenti di qualsiasi genere, non solo abitazioni ma anche uffici, locali commerciali, aziende ecc. a condizione che nei locali oggetto di intervento sia presente un impianto di riscaldamento. Trattandosi di un bonus sul risparmio energetico, i serramenti devono inoltre rispettare specifici requisiti tecnici per quanto riguarda l’isolamento. Inoltre, per avere accesso alla detrazione deve sempre trattarsi di un intervento di sostituzione degli infissi, non è previsto invece per nuove installazioni o creazione di nuove aperture.

Infine, da fine 2020 sono stati aggiunti dei massimali per il costo al mq delle finestre che variano a seconda della zona climatica

Bonus ristrutturazioni infissi

A differenza di quanto avviene per l’ecobonus, l’accesso al bonus ristrutturazioni risulta più semplice. Non è necessario infatti che il locale a cui è destinato il nuovo infisso sia riscaldato ed i requisiti per quanto riguarda l’isolamento termico dell’infisso stesso sono meno stretti quindi si hanno più possibilità di scelta.

La detrazione sulle ristrutturazioni è destinata ad interventi di manutenzione straordinaria realizzati esclusivamente su edifici abitativi, tra i quali è inclusa la “sostituzione degli infissi esterni o serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso”.

Per ottenere la detrazione pari al 50% su un massimo di 96.000 euro è richiesto quindi che le nuove finestre abbiano caratteristiche differenti rispetto a quelle che si sostituiscono. Sono agevolabili anche cambiamenti di dimensioni dell’infisso. Come per l’ecobonus, anche il bonus ristrutturazioni prevede una detrazione ripartita in 10 quote annue suddivise equamente.

Inoltre, questa detrazione consente di richiedere il bonus mobili ed elettrodomestici da sfruttare per arredare lo stesso immobile o una sua parte.

Superbonus 110 infissi come funziona

Il superbonus al 110%, l’ultima arrivata tra le detrazioni, è anche quella che risulta più interessante per via della percentuale elevata e per la possibilità di avere accesso alle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura.

La sostituzione degli infissi è un intervento che può essere agevolato con il superbonus al 110%, ovvero è incluso tra gli interventi “trainati” ma soltanto in abbinamento con lavori di miglioramento energetico ed isolamento più importanti inclusi tra quelli “trainanti”.

Tra le procedure è necessario anche dimostrare attraverso APE pre e post operam il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Bisogna ricordare infine che il superbonus 110% si può richiedere per al massimo due immobili ad uso abitativo che non rientrano tra categorie catastali di lusso come A1, A8 o A9.

Bonus infissi 2021 requisiti

La scelta della detrazione su cui orientarsi dipende quindi dalla situazione in cui ci si trova. A seconda dei casi bisogna individuare quale tra ecobonus, bonus ristrutturazioni o superbonus risulta più vantaggiosa.

I bonus casa possono essere richiesti da chiunque abbia un diritto sull’immobile (proprietario, usufruttario, nudo proprietario, locatario…). La persona che effettua i pagamenti delle spese per i lavori realizzati deve essere però il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi.

Il pagamento deve essere dimostrabile, effettuato con “bonifico parlante” riportante i dati del contribuente che in questo modo potrà usufruire dell’agevolazione. Tutta la documentazione deve essere conservata fino alla completa riscossione della detrazione per eventuali controlli.

Bonus infissi cosa comprende

Nel caso della sostituzione delle finestre, le spese per le quali si ottiene l’agevolazione fiscale riguardano la fornitura e posa in opera delle nuove finestre, inclusi infissi, vetri, scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti. È compresa anche la coibentazione dei cassonetti, mentre non è inclusa l’installazione e l’acquisto di zanzariere.

Sono agevolate inoltre le spese necessarie per il pagamento delle prestazioni professionali relative all’intervento (svolgimento pratiche, permessi, redazione di Attestato di Prestazione Energetica APE, ecc).

Habitissimo
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https://www.idealista.it/news/deco/interni/2021/05/26/154180-bonus-infissi-2021-a-quali-detrazioni-si-ha-diritto

Il Capitolato Tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio: in nuovo quaderno tecnico di CTA

Il Quaderno n. 4 del CTA presenta il testo di un Capitolato Tecnico di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista.

Per i non soci il quaderno è acquistabile nel sito del Collegio dei Tecnici dell’Acciaio.

I ruoli degli attori di una costruzione in acciaio: Committente, Appaltatore, Progettista

La realizzazione di una costruzione in acciaio richiede l’intervento di diversi “attori”, ognuno dei quali è chiamato a svolgere la sua parte. C’è un Committente che commissiona l’opera e stipula un contratto con un Appaltatore, dove con questo vocabolo intendiamo una carpenteria metallica che approvvigiona il materiale, lamiere profilati bulloni, lo lavora, lo spedisce in cantiere e lo monta, cioè realizza l’opera.

Certamente l’Appaltatore per poter realizzare ha bisogno di un progetto, cioè un insieme di documenti (disegni di progetto, dettagli tipici, etc.) che dicano cosa realizzare, e quindi occorre un Progettista che prepari il tutto, secondo le indicazioni del Committente.

Ma il progetto non basta

Oltre a dire all’Appaltatore cosa occorre realizzare, bisogna anche dirgli come bisogna realizzarlo, cioè con quali modalità operative, con quali controlli, con quale livello di qualità sostanzialmente, e quindi anche con quale livello di spesa.

Occorre definire come realizzare le strutture: ecco a cosa serve il Capitolato Tecnico

Il documento che illustra e stabilisce come realizzare le strutture è il Capitolato Tecnico, che deve essere redatto anch’esso dal Progettista. Il capitolato è dunque un documento che va allegato ad un contratto di appalto al quale fa riferimento, e che ha lo scopo di definire le specifiche tecniche delle opere che andranno ad eseguirsi per effetto del contratto stesso, di cui è parte integrante.

Come può fare un progettista a redigere un Capitolato Tecnico?

Occorre mettere assieme parecchie nozioni di ambiti molto diversi, perché la realizzazione di una struttura in acciaio è un processo molto complesso, e quindi l’attività di stesura di un Capitolato è una attività molto onerosa. Per fortuna esistono, ed esistevano in passato, capitolati aziendali, sviluppati da grosse aziende che si occupano anche di costruzioni e che sono dotate di strutture tecniche in grado di sviluppare al proprio interno della documentazione tecnica. Quindi spesso questi capitolati sono stati usati anche da vari progettisti, che li hanno impiegati come riferimento culturale e tecnico. 

Questo perché in Italia non è mai esistito un Capitolato Tecnico di riferimento.


In Inghilterra invece esiste una sorta di capitolato unificato, pubblicato dalla BCSA, The British Constructional Steelwork Association, l’associazione dei costruttori di carpenteria inglesi, e dallo SCI, Steel Construction Institute, una associazione culturale per la propaganda e lo sviluppo dell’impiego delle strutture in acciaio (BCSA e SCI pubblicano una nutrita serie di volumi relativi alle strutture metalliche). Questo capitolato si chiama “National Structural Steelwork Specification for Building Construction” (NSSS), ed esiste anche in una versione compatibile con la marcatura CE delle strutture, secondo EN 1090-1. Sviluppato con sforzo congiunto di accademici, tecnici e costruttori, può essere usato da qualunque Committente in una commessa che preveda la fornitura di carpenteria metallica. Infine possiamo citare un analogo documento statunitense: si tratta dell’AISC 303 “Code of Standard Practice for Steel Building and Bridges”, anch’esso impiegato in molte commesse negli Stati Uniti.

Il Quaderno n. 4 del CTA

In questo quadro si colloca il Quaderno n. 4 del CTA che presenta il testo di un Capitolato Tecnico  di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista così come è, oppure completato e specializzato per le particolari esigenze di un’opera. Il testo è stato sviluppato in collaborazione tra CTA, UNICMI, IIS, AIZ, COLGOM Vernici Industriali e HARPACEAS

Il quaderno tecnico sul capitolato tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio

La prima edizione di questo Capitolato Tipo, pubblicato nel gennaio 2016 da UNICMI e CTA con il titolo: “UX94 – Guida al capitolato tipo per le strutture metalliche”, si è avvalsa sostanzialmente delle informazioni tratte dalle UNI EN 1090-2:2011, oltre che da esperienze aziendali. Ove le prescrizioni della UNI EN 1090-2 risultavano in contrasto con quelle delle NTC2008, in vigore al momento della stesura del documento, si è dato precedenza alle NTC. 

Il documento attuale è la revisione del precedente, necessaria per aggiornarlo alle NTC2018. Anche le UNI EN 1090-2 sono state aggiornate nel 2018, ed anche di questo si è tenuto conto nella revisione del documento, così come dell’aggiornamento delle normative che riguardano la verniciatura.

Com’è composto il Quaderno

Dopo il capitolo 1 del Quaderno che è introduttivo, il capitolo 2 è il vero testo del Capitolato di riferimento. Il capitolo 3 è un commentario che spiega le scelte che sono state fatte circa le prescrizioni contenute nel capitolo 2.  Dopo la bibliografia, una Appendice accenna ad una direzione di sviluppo futuro di questo capitolato, cioè l’incorporazione dei concetti e delle modalità di progettazione BIM, concetto recepito, al momento, dall’ultima edizione  del capitolato inglese NSSS.

https://www.ingenio-web.it/30892-il-capitolato-tecnico-per-la-realizzazione-delle-strutture-in-acciaio-in-nuovo-quaderno-tecnico-di-cta

Caro materiali da costruzione

Arriva una nuova denuncia contro l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi che sta causando degli squilibri e gravi difficoltà a tutto il comparto

Ne avevamo parlato qualche giorno fa a seguito di una denuncia dei costruttori edili e di una serie di interrogazioni parlamentari che hanno evidenziato come il “caro prezzi” dei materiali da costruzione stia rallentando l’intero settore e minando seriamente la buona “riuscita” delle misure messe in campo dal Governo per rilanciare il settore dell’edilizia. Non è un mistero, infatti, che dopo un anno di “studio” e di dubbi, il superbonus 110% stia cominciando adesso a mettersi in moto con l’apertura dei primi cantieri che adesso si trovano a dover far fronte ad almeno due nuove problematiche: la difficoltà nel repertire alcuni materiali e l’aumento dei prezzi.

Caro materiali: la denuncia di Anima Confindustria

A confermarlo è il presidente di Anima ConfindustriaMarco Nocivelli, che parlando dell’aumento dei prezzi ha anche provato a spiegarne le motivazioni che risiedono principalmente negli effetti della pandemia e nella crescita esponenziale della domanda innescata dalle ripartenze avvenute in maniera non uniforme (prima della Cina, poi di molti altri Paesi). “Grazie alle manovre fiscali e monetarie fortemente espansive – dichiara Marco Nocivelli – i Paesi più avanti con le vaccinazioni sfruttano il momento a loro vantaggio per accaparrarsi le risorse scarse. Occorre un intervento deciso a livello europeo per tutelare le nostre imprese. Ritardi nel processo di vaccinazione possono generare forte disparità”.

L’impatto negativo sull’economia

Ora l’economia italiana (e mondiale) può trovarsi di fronte a uno scenario sempre più grave, come sottolinea Nocivelli: “Gli straordinari aumenti dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi, e gli impatti negativi sugli equilibri economici e competitivi del sistema produttivo nazionale negli scambi import-export stanno causando gravi difficoltà a tutto il comparto della meccanica, e al settore manifatturiero in generale“.

Secondo il professore Achille Fornasini dell’Università di Brescia – che in collaborazione con l’Ufficio Studi di Anima Confindustria sta conducendo un’analisi dei mercati e dei prezzi delle commodity per valutarne gli effetti sull’industria meccanica, “oltre alla debolezza del dollaro, che ha assecondato e favorito la corsa agli approvvigionamenti di materie prime, ha contribuito all’aumento dei materiali basilari anche l’impennata dei costi di trasporto, confermata dall’andamento del Baltic Dry Index, che sintetizza gli oneri di nolo marittimo per prodotti secchi e sfusi: dopo essere crollato in piena epidemia, l’indice ha registrato una performance eccezionale (+682% dal mese di maggio 2020) soprattutto a causa della drastica interruzione delle catene internazionali di fornitura provocate dai primi lockdown“.

Inoltre – aggiunge Fornasini – è sopravvenuto un ostinato e persistente controllo dell’offerta di trasporto da parte delle compagnie di navigazione attraverso riprogrammazioni che, privilegiando l’export cinese verso gli Usa, ha generato congestioni nei porti americani dove le movimentazioni sono state rallentate dall’emergenza sanitaria. Analoga la situazione riguardante le navi portacontainer, i cui noli sono quintuplicati nell’arco di un solo anno come conseguenza di una diffusa carenza dovuta alla dislocazione squilibrata dei contenitori. Tutto ciò – conclude Fornasini – nel quadro di proficue alleanze strategiche stabilite tra le maggiori società di shipping grazie alle esenzioni dalle norme antitrust europee, che spingono fatalmente verso oligopoli in grado di gestire anche i terminal e i trasporti terrestri“.

Ora, le conseguenze dell’innalzamento dei costi di trasporto e delle materie prime potrebbero riflettersi su tutta l’economia. “La situazione attuale – conclude il presidente di Anima, Marco Nocivelli – sta aumentando il rischio di un’inflazione spropositata e fuori controllo. Quello che inizialmente sembrava un fenomeno temporaneo destinato a ridimensionarsi in breve tempo, sta diventando un grande pericolo“.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-costruzione-denuncia-anima-confindustria-26003

Mutuo prima casa giovani: le ipotesi sulla garanzia statale

Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. La soluzione dovrebbe entrare in un prossimo decreto legge

Il Recovery plan di Draghi: ecco cosa prevede
I punti chiave
I tempi del nuovo decreto
Le «altre risorse»
Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
Nel 2020 minimo storico delle nascite dall’unità d’Italia
3′ di lettura

Invertire la tendenza che registra un forte e preoccupante squilibrio demografico nel paese. Come? Aiutando i giovani. La soluzione, a cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione dell’intervento alla Camera per la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da 248 miliardi tra fondi europei e risorse nazionali, dovrebbe rientrare in un prossimo provvedimento a sostegno delle aziende travolte dalla crisi. Il decreto si finanzierà in gran parte con i 40 miliardi previsti dall’ultima richiesta di scostamento bilancio approvata dal parlamento.

L’idea è quella di mettere gli under 35 nelle condizioni di acquistare una casa con maggiore facilità. Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. Una soluzione a sostegno dei giovani che si affianca a quelle previste dal Recovery plan italiano a favore di questo target della popolazione (dall’assegno unico al programma per il potenziamento degli asili nido e dell’edilizia sociale).

I tempi del nuovo decreto
I contorni della soluzione sono ancora in via di definizione. La misura dovrebbe aggiungersi, ed è tutto ancora da scrivere nel dettaglio, agli sgravi fiscali proprio sull’accensione dei prestiti per l’acquisto della prima abitazione per i più giovani annunciati pochi giorni fa con il Documento di economia e finanza. Possibile però che ci sia bisogno ancora di un po’ di tempo per il nuovo “decreto Imprese” che servirà a dare respiro alle attività rimaste bloccate dalle chiusure anti-Covid: con gli uffici concentrati a chiudere il Recovery Plan difficile infatti che il testo sia pronto per arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già questa settimana, più probabile slitti a quella successiva.

Le «altre risorse»
E sono dunque ancora da stimare le risorse necessarie a far partire la misura. Draghi ha spiegato che la soluzione si sommerà ad «altre risorse». Probabilmente il riferimento è a uno strumento particolare: due anni fa il decreto Crescita (dl 34/2019) ha rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia mutui prima casa per le giovani coppie. Gestito da Consap, offre una garanzia statale a prima richiesta, nella misura del 50% della quota capitale, ai mutui di un importo massimo di 250mila euro erogati per l’acquisto o la ristrutturazione (purché con accrescimento dell’efficienza energetica).

Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
«Un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro» sono i tre pilastri su cui si può e si deve costruire in Paese diverso per le nuove generazioni, ha messo in evidenza Draghi. Ed ecco quindi, la promessa di «infrastrutture sociali e case popolari», più asili nido, ma anche una spinta con 600 milioni al sistema della formazione duale per rendere i «sistemi di istruzione e formazione più in linea con il mercato del lavoro». Spazio infine allo sport (un miliardo per le palestre) e anche al Servizio civile con 650 milioni in due anni e a incentivi per le attività imprenditoriali nel settore turistico.

https://www.ilsole24ore.com/art/come-funzionera-garanzia-stato-giovani-che-comprano-casa-AE1BNAE

Superbonus al 110% verso la proroga al 2023

Il PNRR contiene l’intenzione di estendere la misura dal 2021 al 2023 ma i 18,51 miliardi di euro stanziati non bastano

La proroga del superbonus 110% al 2023 sarà finanziata con la Legge di Bilancio 2022. “Come ha detto il Ministro dell’Economia Daniele Franco – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -, nei prossimi provvedimenti verranno stanziati i fondi”.

Sarà dunque questa la soluzione per la proroga del superbonus 110%, che ha tenuto banco nelle ultime ore e ha fatto slittare più volte la riunione del Consiglio dei Ministri, che si è poi svolta nella tarda serata di oggi.

Lo scontro è iniziato ieri, quando è stata diffusa una bozza di PNRR che riportava l’intenzione di estendere il superbonus al 2023 e assegnava alla misura 18,51 miliardi di euro, provenienti dal Recovery Fund (10,26 miliardi di euro) e dal Fondo complementare (8,25 miliardi di euro).

Nonostante la volontà di prorogare il superbonus al 2023, scritta nero su bianco nel testo, il Movimento 5 Stelle, ma anche PD e Forza Italia, hanno giudicato insufficienti le risorse stanziate, calcolando che mancavano all’appello almeno 10 miliardi di euro. Fondi che arriveranno, dunque, con un prossimo provvedimento.

Superbonus 110%, nel PNRR l’intenzione di estenderlo al 2023
Nel PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri si legge che “per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% dal 2021 al 2023”.

Rispetto alla bozza di ieri, il testo approvato specifica che per estensione al 2023 si intende “al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli IACP, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente”.

“Il sostegno – si legge ancora nel testo – sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni e disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali. La misura prevede inoltre l’introduzione di strumenti finanziari come la “cessione del credito” e il “pagamento anticipato” per agevolare gli ingenti investimenti iniziali”.

Confermando le vigenti condizioni del bonus, la bozza afferma che la misura riguarda interventi effettuati su zone comuni, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e unità plurifamiliari con uno o più accessi indipendenti dall’esterno, nonché su singole unità immobiliari.

La bozza di PNRR ricorda che sono inclusi nella misura numerosi interventi, quali soluzioni per l’isolamento, infissi efficienti, sostituzione di sistemi di riscaldamento e condizionamento e installazione di impianti per la generazione di energia rinnovabile.

E che l’ammissibilità degli interventi è condizionata ad un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, dimostrabile tramite il confronto con l’attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo l’intervento, equivalente ad un risparmio energetico medio (in relazione ad un consumo medio annuo di energia primaria dell’edificio residenziale) di circa 240 kWh/mq e ad un risparmio minimo atteso (sia energetico che di emissioni) del 30-40%.

Gli investimenti – prevede il PNRR – consentiranno la ristrutturazione di circa 50.000 edifici/anno, per una superficie totale di 20 milioni di mq/anno. Il risparmio energetico previsto permetterà di raggiungere circa 291,0 Ktep/anno, ovvero 0,93 MtonCO2/anno.

L’investimento consentirà, inoltre, di stimolare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nella filiera dell’edilizia e della produzione di beni e servizi per le abitazioni con potenziale impatto sulle categorie deboli colpite dalla pandemia – conclude il testo.

Semplificazioni per edilizia e urbanistica entro maggio 2021
In un altro capitolo del PNRR si legge che “l’attuazione del superbonus ha incontrato molti ostacoli connessi alla necessità di attestare la conformità edilizia particolarmente complessa per gli edifici risalenti, come segnalato dall’ANCI, dalla rete delle professioni tecniche e dalle associazioni imprenditoriali (con attese fino a 6 mesi per l’accesso agli archivi edilizi)”.

“Obiettivo delle misure – si legge ancora – è accelerare l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana, rimuovendo gli ostacoli burocratici all’utilizzo del Superbonus”. Sono quindi prospettati interventi mirati per rimuovere gli ostacoli burocratici sia attraverso la semplificazione documentale e altre misure come ad es. la doppia conformità, ecc. Le misure in esame – si prevede – vanno disposte con decreto-legge che sarà approvato entro maggio 2021.

https://www.edilportale.com/news/2021/04/risparmio-energetico/superbonus-110-la-proroga-al-2023-sar%C3%A0-finanziata-con-la-prossima-legge-di-bilancio_82318_27.html

Giorgio Armani: «La casa è un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti»

Dalla prima lampada creata per sé fino alle sale del Quirinale, passando per la progettazione di interni su misura e gli hotel, nel segno del made in Italy

«Nel 1982 la Logo Lamp fa la sua comparsa nell’ufficio di Giorgio Armani in via Durini, a Milano. È il primo prodotto per la casa disegnato da Giorgio Armani e l’inizio di un’avventura nel mondo del design che si sviluppa per cerchi concentrici. Nel 2000, l’apertura del primo flagship store Armani/Casa , in via Manzoni 31 a Milano, che già nel 2001 viene seguito da quelli di Parigi (completamente rinnovato l’anno scorso), New York e Los Angeles e oggi conta una rete di boutique nelle principali città del mondo. Nel 2004, il lancio dell’Interior Design Studio di Armani/ Casa, per rispondere alle richieste di chi vuole ridisegnare i propri ambienti e non solo nel segno di quell’essenzialità lussuosa senza tempo e sempre perfettamente a tempo, che è la cifra stilistica dello stilista. Il suo prosieguo naturale è il nuovo servizio At Your Home, disponibile anche online, con il quale si può ripensare negli arredi e nella decorazione anche una sola stanza della casa, che per Giorgio Armani è da sempre «un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti». Poi le partnership con aziende italiane leader nei propri settori come Dada del Gruppo Molteni, Rubelli, Roca, Jannelli & Volpi, per la realizzazione di sistemi cucine, rivestimenti e tessuti d’arredo che potessero riflettere nelle linee, nei materiali e nelle performance «un approccio estetico, il mio, che è essenziale, puro, fatto di materie eccellenti e rarefazione. Non lo si può identificare come immediatamente italiano, perché sono molti i richiami – sempre accennati e filtrati – ad altre culture. Ma è totalmente e orgogliosamente italiana la cura del dettaglio, del particolare; la qualità manuale della fattura. Abbiamo artigiani insuperabili, che mai dicono di no e che realizzano ogni idea. È questa l’italianità che sento il dovere di preservare nel mondo globale. E mi impegno a farlo continuamente», spiega Giorgio Armani.

Giorgio Armani con una gigantografia della Logo Lamp, da lui disegnata nel 1982. È l’oggetto che dà avvio all’esplorazione del mondo dell’abitare dello stilista.

Questo portato trova casa, dal 2010, nell’Armani Hotel di Dubai, seguito l’anno dopo da quello di Milano e dai tanti complessi residenziali che, da Tel Aviv a Mumbai, fino all’ultimo inaugurato a Miami, portano il segno di un’unica impronta creativa, rispettosa, curiosa, dialogante con un contesto storico e ambientale ogni volta diverso. Lo scorso dicembre, l’annuncio dell’ingresso di alcuni pezzi della collezione al Quirinale come parte del progetto Quirinale Contemporaneo, che mira ad arricchire la residenza presidenziale con opere d’arte, arredi e oggetti di design contemporanei rappresentativi del nostro patrimonio creativo e produttivo. Così, nella sala da pranzo nel Belvedere al Torrino, dove avvengono gli incontri istituzionali più riservati, è oggi presente un grande tappeto in seta con effetto tridimensionale e due tessuti della collezione Exclusive Textiles sono stati utilizzati per rivestire altre sedute del Palazzo. Dalla prima lampada disegnata per sé fino all’ingresso nella Casa degli Italiani: non tanto un cerchio che si chiude, quanto piuttosto un’espansione radiale.

«Le cose sono molto cambiate in questi decenni. Con il tempo, la mia passione e il mio coinvolgimento sono progressivamente aumentati in quanto il progetto si è fatto più ampio e complesso», continua lo stilista. «Ho sempre avuto una visione totale e completa dello stile e ho accarezzato l’idea di ampliare la mia estetica. Ci sono voluti, però, molti anni prima di poter offrire una vera e propria collezione di decorazione di interni, in quanto non era ancora arrivato il momento giusto e ho preferito aspettare. Oggi, a 21 anni dal lancio della prima collezione, guardo ancora ad Armani/Casa come ad una meravigliosa opportunità. Un ambiente nel quale posso a pieno sperimentare e creare oggetti e ambientazioni che riflettono la mia personale filosofia ed estetica».

In questi anni lo stile di vita è stato influenzato da ritmi sempre più veloci e dalla presenza massiccia della tecnologia, conclude Giorgio Armani. «Viviamo in un mondo iper-connesso e questo si riflette nelle nostre abitudini e condiziona i nostri bisogni. L’abitazione oggi, rispetto al passato, è un luogo attrezzato in cui poter svolgere anche la propria attività lavorativa. Il design segue questo cambiamento e mi aspetto che nel futuro sarà spinto a rispondere alle nuove esigenze con razionalità e con un dinamismo creativo sostenibile». Sarà interessante seguire nei prossimi mesi, con l’avvio del Salone del Mobile 2021, la risposta targata Armani a un concetto di abitare in completa ridefinizione. Una sfida che proietta nel futuro.

https://www.ilsole24ore.com/art/giorgio-armani-la-casa-e-estensione-nostro-essere-e-nostri-sentimenti-ADVyWTWB

Mercato Casa prefabbricata 2021 | A monte, opportunità, sfide, principali attori del settore, studio regionale, fattori di crescita e opportunità entro il 2027

Il rapporto sulle ricerche di mercato del mercato globale Casa prefabbricata 2021 rappresenta la panoramica storica della situazione attuale del mercato e delle previsioni per il 2027. Inoltre, questo rapporto fornisce le dimensioni, le tendenze, la quota, la crescita e la struttura dei costi del mercato Casa prefabbricata e l’analisi dei driver. Il rapporto Casa prefabbricata ha studiato le opportunità chiave nel mercato e i fattori di influenza utili e utili per l’azienda.

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Il rapporto del settore Casa prefabbricata è compilato con l’uso delle più recenti metodologie e strumenti di ricerca primaria e secondaria che forniscono varie analisi che sono state comprese nel rapporto. Le informazioni disponibili nel rapporto riepilogativo di mercato di Casa prefabbricata forniscono ai clienti informazioni efficaci che consentono loro di prendere decisioni efficaci, che potrebbero portare a una significativa espansione dell’attività in futuro.

Cosa ha in serbo per te il Report?
– Dimensioni e previsioni del settore: gli analisti del settore hanno offerto proiezioni storiche, attuali e previste delle dimensioni del settore dal punto di vista dei costi e del volume
– Opportunità future: in questo segmento del rapporto, ai concorrenti di Casa prefabbricata vengono offerti i dati sugli aspetti futuri che probabilmente l’industria Casa prefabbricata fornirà
– Tendenze e sviluppi del settore: qui, questo rapporto ha parlato dei principali sviluppi e tendenze in atto nel mercato Casa prefabbricata e del loro impatto previsto sulla crescita complessiva
– Studio sulla segmentazione del settore: in questa parte del rapporto è stata eseguita una suddivisione dettagliata dei principali segmenti del settore Casa prefabbricata insieme al tipo di prodotto, all’applicazione e al verticale
– Analisi regionale: i fornitori del mercato ricevono informazioni vitali sulle regioni ad alta crescita e sui rispettivi paesi, aiutandoli così a investire in regioni redditizie
– Panorama competitivo: questa sezione del rapporto fa luce sulla situazione competitiva del mercato Casa prefabbricata concentrandosi sulle strategie cruciali adottate dai giocatori per consolidare la loro presenza all’interno dell’industria Casa prefabbricata

http://ciaojuve.com/ricerca-di-mercato/394290/mercato-globale-il-magnesio-lingotto-2021-analisi-approfondita-del-settore-su-dimensioni-struttura-dei-costi-quota-entrate-fattori-di-influenza-e-attori-chiave-di-spicco-fino-al-2027-2-2-2-2-2-2-2-130/

Pannelli sandwich in acciaio Dimensioni del mercato, tendenze, studio sul profilo delle principali società globali 2021, impatto di COVID-19 sulla quota, crescita futura, regioni chiave 2026

L’esplorazione globale Pannelli sandwich in acciaio 2021 fornisce un modello del business con richieste, applicazioni e struttura della catena industriale. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio offre inoltre dati ai mercati di tutto il mondo, inclusi progetti in corso, valutazione approfondita della scena e stato di miglioramento delle impostazioni locali. I sistemi e i piani di avanzamento sono discussi in modo simile mentre le tecniche di accumulo e le strutture dei costi vengono analizzate allo stesso modo. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio afferma l’utilizzo di importazione / trasferimento, dati di mercato naturali, costo, valore, guadagni e margini lordi.

http://dicomogiornale.com/2021/04/10/pannelli-sandwich-in-acciaio-dimensioni-del-mercato-tendenze-studio-sul-profilo-delle-principali-societa-globali-2021-impatto-di-covid-19-sulla-quota-crescita-futura-regioni-chiave-2026/

Quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso

I tempi cambiano e se una volta le case prefabbricate erano generalmente associate a situazioni di emergenza o comunque temporanee, adesso sono prese in considerazione anche come soluzione abitativa a lungo termine.

Questo perché rispetto al passato hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati, con poche differenze con le abitazioni tradizionali. Vediamo quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso.

Perché piacciono le case prefabbricate

Il boom delle case prefabbricate è dovuto principalmente al salto di qualità dei materiali utilizzati per la costruzione e alla varietà dell’offerta. Gli interessati possono per esempio scegliere tra dimore in muratura e abitazioni in acciaio o legno con finiture in acciaio, dotate di ogni comfort tecnologico e con un livello di efficienza energetica difficilmente riscontrabile altrove. Insomma non è più il caso di accostare le case prefabbricate soltanto alle emergenze post-terremoto, perché si stanno affermando come una vera e propria realtà immobiliare.

Quanto costa una casa prefabbricata?

Torniamo adesso alla domanda iniziale: quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso? Ovviamente vale sempre il criterio del prezzo al metro quadro a seconda della posizione e del luogo, ma entrano in ballo anche altri fattori come, appunto, i materiali e, non meno importanti, i costi necessari per realizzare le fondamenta. Proviamo a fare due conti:

  • prezzo medio al mq 1.500 euro + Iva (in legno o acciaio) o 2.000 euro + Iva (in muratura) per la struttura portante e il montaggio (sono cifre molto approssimative, le variabili sono tante);
  • costi per le fondamenta, circa 150 euro al mq;
  • allacciamenti e impianti di luce, acqua, gas, ecc., da 3.000 euro a salire.

I costi sono questi, per cui è abbastanza facile farsi due conti. Da non sottovalutare, però, che le case prefabbricate sono campionesse di efficientamento energetico, e quindi le spese per le bollette saranno minime. Inoltre rientrano nei benefici sia del Superbonus 110% che del Sisma Bonus per gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Acquisto case antisismiche,
atto entro i tempi agevolativi

Gli acquirenti delle unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati gli interventi edilizi possono fruire del Superbonus 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

casa antisismica

Affinché l’acquirente, persona fisica, di un’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 (“sismabonus acquisti” nella versione Superbonus 110%), l’atto di acquisto, relativo all’edificio demolito e ricostruito per ridurne i rischi sismici, deve essere stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022. Questo il contenuto della risposta n. 80 del 3 febbraio 2021.

La richiesta di chiarimenti arriva da una società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali che vuole eseguire un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio nel rispetto delle condizioni richieste dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013, per poter consentire ai futuri acquirenti di fruire delle detrazioni previste dalla norma.
Nello specifico, la società istante chiede se ci sia un limite – a pena di decadenza per i futuri acquirenti della unità di nuova costruzione – entro il quale perfezionare l’acquisto dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento.
 
L’Agenzia, per fornire una risposta esaustiva, fa partire le proprie argomentazioni proprio dalla lettura del comma 1-septies dell’articolo 16 del Dl n. 63/2013, che prevede che se gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, per la riduzione del rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti delle disposizioni normative urbanistiche, con passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico, sono realizzati nei Comuni compresi nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, provvedono alla loro vendita, le detrazioni d’imposta (previste dal comma 1-quater dello stesso articolo) spettano all’acquirente dell’immobile nella misura del 75% e 85% del prezzo di acquisto risultante dal rogito notarile e comunque entro il limite massimo di spesa di 96mila euro per ogni unità immobiliare.
 
Di fatto, rispetto a quanto previsto dal “sismabonus”, i beneficiari dell’agevolazione fiscale sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati interventi edilizi.
 
L’Agenzia delle entrate ricorda poi che con la circolare n. 24/2020 è stato chiarito il Superbonus si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle “case antisismiche”, cioè, appunto, delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 oggetto di interventi antisismici, effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dal termine dei lavori, provvedano alla successiva rivendita.
Al riguardo, fa presente l’Agenzia, che, per le persone fisiche, per effetto delle modifiche apportate dalla lettera f) dell’articolo 1, comma 66, della legge di bilancio 2021, per tali interventi l’aliquota al 110% si applica «per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo» (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato””).
 
Infine, ricorda l’amministrazione, per usufruire del Superbonus serve il rilascio dell’asseverazione da parte dei professionisti iscritti ai relativi ordini o collegi professionali incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze, dell’efficacia degli interventi.
 
L’Agenzia conclude che, riguardo il caso in esame, affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile su cui sono stati effettuati i lavori sia stipulato entro la finestra temporale di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022 in caso di persona fisica.

https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/acquisto-case-antisismiche-atto-entro-tempi-agevolativi

La sostenibilità delle costruzioni in acciaio

Scarica “ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE”, la pubblicazione di Fondazione Promozione Acciaio dedicata a una nuova cultura di progetto per questo materiale.

Il concetto di sostenibilità, elemento essenziale del nostro tempo, influenza ormai ogni aspetto della nostra vita. Siamo sempre più consapevoli che il nostro benessere è indissolubilmente legato alla salute del pianeta e adottiamo la sostenibilità come criterio di scelta tra diversi prodotti. Spesso sosteniamo che nel mondo delle costruzioni serva maggiore innovazione: in verità, un grande cambiamento è già diventato realtà sotto i nostri occhi: oggi le opportunità offerte ai progettisti e agli sviluppatori sono molteplici e innovative, eppure non sempre gli attori del mercato immobiliare sono consapevoli dei reali costi economici e ambientali legati alla costruzione e alla gestione di un’opera e pronti ad adottare nuovi paradigmi.

Un’attività di formazione culturale sull’argomento è indispensabile per sfatare credenze inesatte e far comprendere il reale impatto dell’acciaio e delle tecniche costruttive legate al suo impiego. Proprio per questo Fondazione Promozione Acciaio ha deciso di realizzare il documento ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE, dedicato a una nuova cultura di progetto e all’acciaio, risorsa essenziale in una visione economica di tipo circolare.

Il documento, disponibile a questo link e in allegato all’articolo, riassume i vantaggi dell’acciaio come materiale costruttivo: riciclabile al 100%, resistente e durevole, l’acciaio permette di realizzare – ad esempio – strutture con luci maggiori rispetto a qualsiasi altro materiale, permettendo una grande libertà di progettazione e una notevole flessibilità architettonica. Inoltre, la leggerezza delle strutture in acciaio riduce considerevolmente l’entità delle opere di fondazione.

La tecnologia costruttiva a secco in acciaio, caratterizzata da strutture a telaio a cui vengono fissati elementi planari, leggeri, di piccolo spessore e grandi dimensioni, permette di realizzare edifici ad alta efficienza energetica grazie ai sistemi di rivestimento dalle alte prestazioni isolanti in spessori contenuti.