CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Il progetto “Corso Como Place” recupera un isolato intero tra Via Tocqueville e Via Bonnet a Milano per oltre 22.000 m2 di superficie e rappresenta un tassello urbano fondamentale per consentire la riconnessione delle aree pubbliche di Via Pasubio, che circondano la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli & Microsoft House, con Corso Como e Piazza Gae Aulenti.

L’isolato include la torre di 21 piani, di oltre 70 metri di altezza, ex sede Unilever, progettata alla fine degli anni ‘50 da Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi, un’icona della storia urbanistica milanese.

Il progetto prevede la rigenerazione integrale dell’edificio a torre esistente e la realizzazione di un nuovo edificio di oltre 4.000 metri quadrati che ospiterà funzioni commerciali e terziarie.

CEAS ha sviluppato il progetto geotecnico e strutturale a partire dal progetto preliminare fino a quello esecutivo.

Il nuovo Podium nella rigenerazione urbana di Porta Nuova

L’operazione di rigenerazione urbana, sviluppata attraverso il fondo immobiliare Porta Nuova Bonnet, i cui investitori sono la società immobiliare quotata COIMA RES e il fondo di sviluppo COIMA Opportunity Fund II, ha previsto il recupero dei 21 piani della torre Bonnet esistente e la realizzazione del “Podium”, un nuovo edificio di 3 livelli interrati e 4 piani fuori terra, a firma dell’Architetto Lee Polisano dello Studio londinese PLP Architecture.

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Fig. 1 – Render Corso Como Place

Gli edifici, adibiti ad uso commerciale e terziario, sono stati progettati ponendo particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. A tal fine è stato avviato il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi, limitando i consumi energetici, grazie all’introduzione delle più efficaci pratiche di edilizia sostenibile e rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: 65% in meno di consumi idrici per uso potabile e 80% per irrigazione, la riduzione del 30% dei consumi energetici e l’impiego del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili. 

dettaglio delle strutture in acciaio del PODIUM

Foto 1 – Vista laterale del Podium

Emblematico esempio del risultato di applicazione del suddetto protocollo è l’edificio “Podium”, realizzato da 4 piani fuori terra con una struttura portante con pilastri e travi in acciaio, solai in pannelli lignei xlam e i core in calcestruzzo armato.

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Per raggiungere i requisiti di sostenibilità la scelta dell’acciaio è stata vincente. Il processo costruttivo delle strutture in acciaio (materiale riciclabile al 100%), infatti, assolve al concetto di circolarità sostenibile: le strutture in acciaio si prestano in modo eccellente a montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

Le strutture portanti del “Podium” sono caratterizzate dall’esigenza architettonica di minimizzare gli appoggi delle strutture orizzontali, per consentire maggior libertà nella concezione e gestione degli spazi.

Dal livello della nuova piazza, che collegherà il quartiere a Corso Como e piazza Gae Aulenti, si erigono isolate strutture in c.a. su cui appoggia un solaio a piastra in c.a. con alleggerimenti in pvc, che sorregge la struttura fuori terra del “Podium”.

Il cambio di destinazione d’uso dal livello della piazza ai piani superiori, che ospiteranno la sede della società italiana hi-tech Bending Spoon, ha comportato un radicale cambio della maglia strutturale con il conseguente appoggio in falso delle strutture dei 3 livelli superiori sul solaio del piano primo.

Per questo motivo la struttura superiore doveva essere progettata per limitare il peso e al contempo garantire le grandi luci previste.

La soluzione scelta è stata quella di una struttura portante in acciaio con solai in pannelli lignei xlam, che ha sposato le esigenze di resistenza, leggerezza e sostenibilità.

L’edificio, di forma parallelepipeda, ha un’estensione in pianta di 1080 m2 ai piani primo e secondo e di 645 m2 al piano terzo, per un’altezza complessiva di 18,50 m dal livello della piazza.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

I solai presentano travi principali HEB 800 con luce massima pari a 13 m, travi perimetrali HEB 650 anch’esse con luce massima di 13 m e travi secondarie HEB 650 a passo 3 m con luce massima pari a 12 m. I pilastri sono realizzati con profili HEB 300 o HEB 550 a seconda dell’area di influenza sottesa. Tutti i profili sono in acciaio S355 (figura 1).

Il calcolo delle travi in acciaio è stato condotto trascurando la rigidezza offerta dalla connessione con le lastre in xlam. Questa ipotesi, a favore di sicurezza, garantisce un maggior confort agli utenti, in quanto la rigidezza effettiva del solaio risulta essere superiore a quella considerata nelle verifiche a deformabilità e vibrazione che risultavano comunque già soddisfatte.

La resistenza alle azioni orizzontali, in accordo al capitolo 7.4.3.1 “Tipologie strutturali” delle NTC2018, è affidata ai soli nuclei in calcestruzzo armato.

Il piano rigido al livello dei solai è realizzato con i pannelli in xlam che sono stati connessi alle travi metalliche e ai vani in c.a. tramite delle piastre in acciaio.

https://www.ingenio-web.it/31351-corso-como-place–le-strutture-delledificio-podium

Scoperto un nuovo materiale più efficiente di acciaio e Kevlar

Un nuovo studio congiunto, condotto da ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo mostra che “nanoarchitetti”, materiali progettati da strutture in nanoscala modellate con precisione – possono essere una strada promettente per armature leggere, rivestimenti protettivi, scudi antiesplosione e altri materiali resistenti agli urti.

I ricercatori hanno fabbricato un materiale ultraleggero, realizzato con montanti in carbonio su scala nanometrica che conferiscono al materiale robustezza meccanica. Il team ha testato la resilienza del materiale sparandogli microparticelle a velocità supersoniche, scoprendo che il materiale, più sottile della larghezza di un capello umano, ha impedito ai proiettili in miniatura di attraversarlo.

Lo studio sul nuovo materiale nanoarchitettonico: “Nuovi principi di progettazione per materiali ultraleggeri e resistenti agli urti”
Il report degli ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo calcola che rispetto ad acciaio, Kevlar, alluminio e altri materiali resistenti agli urti di peso comparabile, il nuovo materiale è più efficiente nell’assorbire gli impatti. “La stessa quantità di massa del nostro materiale sarebbe molto più efficiente nel fermare un proiettile rispetto alla stessa quantità di massa di Kevlar”, rimarca Carlos Portela, autore principale dello studio, nonché assistente professore di ingegneria meccanica al MIT.

Se prodotto su larga scala, questo e altri materiali nano-architettati potrebbero essere progettati come alternative più leggere e resistenti al Kevlar e all’acciaio. “La conoscenza di questo lavoro potrebbe fornire principi di progettazione per materiali ultraleggeri resistenti agli urti, da utilizzare in materiali per armature efficienti, rivestimenti protettivi e scudi resistenti alle esplosioni desiderabili nelle applicazioni di difesa e spaziali”, prosegue Julia R. Greer, coautrice dello studio e professore di scienza dei materiali, meccanica e ingegneria medica al Caltech, il cui laboratorio ha guidato la fabbricazione del materiale.

Il team, che riporta oggi i suoi risultati sulla rivista Nature Materials, comprende David Veysset, Yuchen Sun e Keith A. Nelson, dell’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT e del Dipartimento di chimica, e Dennis M. Kochmann dell’ETH di Zurigo.

Un materiale nanoarchitettonico è costituito da strutture modellate su scala nanometrica che, a seconda di come sono disposte, possono conferire ai materiali proprietà uniche come leggerezza e resilienza eccezionali. In quanto tali, i materiali nanoarchitettonici sono visti come materiali potenzialmente più leggeri e resistenti agli urti. Ma questo potenziale è stato in gran parte non testato.

“Sappiamo solo della loro risposta in un regime di deformazione lenta, mentre si ipotizza che gran parte del loro uso pratico sia in applicazioni del mondo reale in cui nulla si deforma lentamente”, conclude Portela.

Il team ha deciso di studiare i materiali nanoarchitettonici in condizioni di rapida deformazione, come durante gli impatti ad alta velocità. Al Caltech, hanno prima fabbricato un materiale nanoarchitettonico utilizzando la litografia a due fotoni, una tecnica che utilizza un laser veloce e ad alta potenza per solidificare strutture microscopiche in una resina fotosensibile.

I ricercatori hanno costruito uno schema ripetuto noto come tetracaidecaedro, una configurazione reticolare composta da puntoni microscopici. Dopo aver modellato la struttura reticolare, i ricercatori hanno lavato via la resina rimanente, collocandola in un forno sottovuoto ad alta temperatura, per convertire il polimero in carbonio, lasciando dietro di sé un materiale di carbonio ultraleggero e nanoarchitettura.

Questa ricerca è stata supportata, in parte, dall’Ufficio per la ricerca navale degli Stati Uniti, dalla borsa di studio della Facoltà di Vannevar Bush e dall’Ufficio per la ricerca dell’esercito americano attraverso l’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT. Proprio per questo ancora più credibile.

Settore dell’edilizia in crisi: materiali più costosi e manodopera in calo

Aumentano i costi dei materiali ma anche la richiesta di manodopera

Un mix che rischia di mettere in difficoltà l’intero settore dell’edilizia e, di conseguenza, incidere negativamente anche sui tempi della ricostruzione. Infatti alla denuncia della lievitazione dei prezzi di materie prime come ferro, alluminio, legno etc.), si sono infatti aggiunte le difficoltà ad approvvigionarsi di operai.

Per le associazioni di categoria sono questi gli effetti del Superbonus 110 e delle agevolazioni per il cratere sismico che hanno ridato impulso al settore edile ma anche a ingiustificati aumenti dei prezzi. Effetti che, sostengono gli addetti ai lavori, sarebbero cancellati se gli aiuti legati al Superbonus venissero prolungati oltre il 2022 se non, addirittura, trasformati in una misura strutturale. Da qui la richiesta al commissario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, di interagire con il Governo per rivedere il prezziario. Quanto alla carenza di manodopera un aiuto potrebbe venire dalla formazione, anche agli ex detenuti, su cui le associazioni del settore edile stanno lavorando.

Mutuo giovani under 36, come richiederlo e gli effetti sul mercato immobiliare

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Le misure per i mutui prima casa destinati ai giovani under 36 sono entrati in Gazzetta Ufficiale con la trasformazione in legge del decreto Sostegni bis. Ecco come richiederlo; Stefano Grassi, presidente di Affida, spiega poi a idealista/news quali saranno gli effetti della misura sul mercato immobiliare.

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Con la conversione in legge del decreto Sostegni si ufficializzano le misure per i giovani under 36 per l’acquisto della prima casa, in particolare l’abolizione di alcune tasse e imposte e il mutuo garantito all’80% della quota capitale.

In particolare:

  • Si abolisce l’imposta di registro (o IVA) all’acquisto, le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta sostitutiva nel mutuo prima casa per gli under 36;
  • Confermata l’estensione della garanzia Consap fino all’80% per le domande presentate fino al 30 giugno 2022;
  • Il Fondo è rifinanziato di 290 milioni di euro per il 2021 e di 250 milioni di euro per il 2022.

Mutuo prima casa under 36, i requisiti

Per accedere al mutuo prima casa under 36 attraverso l’accesso al Fondo Consap esteso dal decreto Sostegni bis, i requisiti sono i seguenti:

  • Sostituito il termine “lavoratore atipico fino a 35 anni di età” con “chi non ha ancora compiuto 36 anni”;
  • Isee fino a 40.000 euro;
  • Domande da presentaredal 24 giugno 2021 al 30 giugno 2022

Mutuo prima casa con garanzia dello Stato: cosa cambia e quali effetti

“La misura sul mutuo prima casa per i giovani costituisce in definitiva una estensione della garanzia statale del fondo Consap, – spiega Stefano Grassi, presidente di Affida. –  Si tratta quindi di una situazione assolutamente migliorativa, perché si estende del 30% la garanzia statale, attualmente al 50%, abolendo inoltre le imposte sul mutuo e rendendo così più agevole l’accesso al finanziamento da parte dei giovani e l’erogazione da parte delle banche”.

Come gli operatori finanziari giudicano la garanzia statale sui mutui?

“Molto positivamente:  già la sola garanzia Consap ha fatto crescere molto il mercato, al punto che l’attività degli intermediari finanziari non si è mai fermata nemmeno con la pandemia. Anzi, quando alla fine dello scorso anno un errore nella redazione del Dpcm ha inibito per tre mesi l’accesso al fondo Consap ad alcune categorie di persone abbiamo visto letteralmente il panico: un grandissimo numero di operazioni avviate rischiava di saltare e si è vista davvero l’importanza della garanzia statale nel farle andare a buon fine. Per fortuna con l’approvazione del Dpcm successivo tutto è ripreso normalmente”.

Quali saranno gli effetti sul mercato allora dei mutui di Draghi per i giovani?

Visto che i benefici della garanzia statale vengono di fatto estesi, il mercato non potrà che accogliere molto bene questa iniziativa. Il mercato immobiliare e le erogazioni bancarie anche così, con un pil in calo dell’8,9% nel 2020, hanno retto bene l’urto della pandemia. Sono fiducioso che questa agevolazione, unita ai bonus, nei prossimi due o tre anni porteranno una crescita verticale del mercato.

Cosa rispondere a chi sostiene che la garanzia sui mutui per gli under 36 sia più per i genitori che per i figli?

Questo ragionamento mi sembra un po’ forzato. Nel nostro Paese le famiglie hanno sempre aiutato economicamente i figli: ora abbiamo la possibilità di accelerare il momento in cui i ragazzi possono avere una casa propria e iniziare a pianificare il resto del proprio futuro, cosa che spesso non è possibile con la preoccupazione di non potersi permettere di andare a vivere da soli. Non so come questa possa essere una cosa negativa.

Quali altre iniziative si potrebbero aggiungere per migliorare il mercato?

Il tema è sempre quello dei contratti precari che penalizzano l’erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. Se si respingono le richieste di finanziamento è perché la banca non si fida di contratti non solidi. Il fondo Gasparrini dà un contributo, ma non tutti hanno i requisiti per accedervi. Certo, a questo punto intervengono i consulenti per cercare di trovare garanzie alternative in modo che le richieste di finanziamento possano essere comunque soddisfatte. Una situazione che con la pandemia è stata particolarmente presente perché, con la difficoltà di entrare in banca, si sono moltiplicate le consulenze da remoto, con un aumento molto importante del ricorso ai mediatori del credito.

Come fare per aiutare la solidità contrattuale dei giovani?

Si potrebbe pensare a iniziative strutturali per dare maggiore sicurezza alle banche anche nel finanziare le imprese. Perché i giovani comprano casa se hanno un lavoro stabile, il lavoro stabile c’è se le aziende crescono, e le aziende crescono se hanno finanziamenti. I quali a loro volta vengono erogati più volentieri se esistono maggiori garanzie. Quindi si spera che le iniziative come la garanzia Mcc per le aziende, introdotte come misura per la pandemia, diventino strutturali. Altro aspetto su cui intervenire è la digitalizzazione, che è già un pilastro del Recovery plan, ma nel settore dei finanziamenti aiuterebbe particolarmente. La burocrazia è ancora tale da ritardare anche di mesi una operazione, il che può far perdere delle occasioni di investimento e di crescita.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2021/05/31/154232-mutuo-giovani-under-36-come-richiederlo-e-gli-effetti-sul-mercato-immobiliare#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20210531%5D-20210531-%5Bm-01-titular-node_154232%5D-9719502@3

Trovare soluzioni al “caro materiali” per non bloccare i cantieri

L’ANCE Taranto scrive alle stazioni appaltanti del territorio

L’ANCE di Taranto scrive ai comuni ed a tutte le stazioni appaltanti della provincia per sollecitare soluzioni negoziali con le imprese in grado di far fronte al “caro materiali” e assicurare continuità ai cantieri.

“Già dalla fine dello scorso anno, si assiste infatti ad un progressivo e rilevante rincaro nei prezzi di acquisto di specifiche materie prime impiegate in edilizia che, travalicando le ordinarie fluttuazioni del mercato, rende di fatto economicamente insostenibile l’esecuzione delle commesse affidate o in via di affidamento il cui quadro economico è stato definito con livelli di prezzi assai differenti”. Questo è quanto scrive Fabio De Bartolomeo, Presidente ANCE Taranto.

“Secondo le analisi di ANCE, che ha raccolto dati di diverse fonti di rilevazione come Meps, Prometeia e Siteb, si sono registrati negli ultimi mesi aumenti assolutamente straordinari: Ferro – acciaio tondo per cemento armato: +150,0% nel periodo nov. 2020-mag. 2021; Polietilene (HDPE): +113,1% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Polietilene (LDPE): +128,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Rame: +45,5% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Petrolio: +29,8% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Bitume: +21,9% nel periodo nov. 2020-apr. 2021; Cemento: +10,0% nel periodo dic. 2020-gen. 2021 (Fonte ANCE). Dati, quelli sopra richiamati, per i quali il trend sembra destinato ad esporre il mercato ad ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Le ragioni di tale situazione derivano da una serie di dinamiche internazionali, impreviste ed imprevedibili, che vanno ad accrescere i disagi di un settore già gravato dalla crisi pandemica in atto, nel quale le attività di cantiere hanno di fatto dovuto subire rallentamenti e cali di produttività. Suscita però stupore che proprio nel momento della ripresa dei cantieri e delle attività edilizia, si determinano impennate nei prezzi di alcuni materiali la cui origine in qualche caso sarebbe da ricercarsi in pratiche collusive globali più che in normali fluttuazioni del mercato”.

“Il vigente Codice dei Contratti pubblici – continua De Bartolomeo – non prevede, purtroppo, adeguati meccanismi di revisione e ristoro, in grado dunque di ristabilire equilibri contrattuali di fatto saltati con aumenti di prezzi di tale portata. Nonostante gli sforzi delle imprese esecutrici, commesse che prevedono un rilevante impiego di tali materiali rischiano di non essere più economicamente sostenibili, con la prospettiva di un “blocco” generalizzato degli appalti che riteniamo sia interesse di tutti provare a scongiurare. In tale direzione, nelle more di un provvedimento normativo ad hoc che ANCE continua a richiedere con forza al Governo e che consentirebbe di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti, spetta alle Amministrazioni ricercare il dialogo e la collaborazione con le imprese appaltatrici, al fine di evitare rallentamenti – o peggio ancora – situazioni di “stallo” nell’esecuzione degli appalti in corso”.

“Occorre pertanto, con le attuali norme e con le risorse eventualmente individuabili nei quadri economici a disposizione, mettere in campo soluzioni negoziali in grado di garantire coperture ai maggiori oneri ed assicurare continuità ai cantieri. Per quanto concerne le opere da affidare, sarebbe auspicabile condurre una preventiva opera di adeguamento della base d’asta che tenga conto dei predetti rincari nelle voci di prezzo e prevedere nei contratti specifica clausola revisionale ai sensi dell’art. 106, comma 1, lettera a) del DLgs n.50/2016” ha concluso il Presidente dell’ANCE Taranto.

https://www.cosmopolismedia.it/economia-page/trovare-soluzioni-al-caro-materiali-per-non-bloccare-i-cantieri.html

Bonus infissi 2021: a quali detrazioni si ha diritto?

Per l’acquisto e l’installazione di finestre, portefinestre e lucernari si può usufruire di diversi incentivi fiscali ed alleggerire così i costi. Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Superbonus 110% includono tra le opere detraibili la sostituzione di infissi per la casa. A seconda dei casi bisogna quindi capire qual è l’incentivo su cui puntare. Vediamo come consigliano di muoversi gli esperti di habitissimo nella scelta del bonus più adatto per gli infissi nel 2021

Sostituire i vecchi infissi di casa per nuove soluzioni più performanti apporta diversi vantaggi. Innanzitutto si ottiene un notevole risparmio energetico derivante da una diminuzione delle dispersioni termiche dovute a spifferi e materiali scarsamente isolanti. Altro elemento da non sottovalutare riguarda la sicurezza degli infissi. Per le nuove finestre si utilizzano vetri di sicurezza per cui anche in caso di rottura dovuta a urto accidentale non si creano componenti taglienti e dunque non c’è il rischio di ferirsi. Inoltre, serramenti con proprietà antieffrazione garantiscono migliori prestazioni in caso di tentativi di scasso.

C’è infine anche il fattore estetico da non sottovalutare. Una finestra o una portafinestra di ultima generazione ha infatti un aspetto più contemporaneo e se si opta per modelli con telai più sottili, anche di poco rispetto a quelli presenti, si ha un maggiore ingresso di luce e quindi aumenta la luminosità dell’ambiente.

ecobonus 50 infissi 2021

La sostituzione degli infissi consente di avere accesso all’ecobonus, detrazione fiscale che si applica nella misura del 50%. Il limite di spesa per l’intervento di sostituzione delle finestre di casa è fissato a 60.000 € per ciascuna unità immobiliare. Si ottiene quindi una detrazione IRPEF sfruttabile attraverso 10 quote annuali di pari importo.

Si può ottenere soltanto per edifici esistenti di qualsiasi genere, non solo abitazioni ma anche uffici, locali commerciali, aziende ecc. a condizione che nei locali oggetto di intervento sia presente un impianto di riscaldamento. Trattandosi di un bonus sul risparmio energetico, i serramenti devono inoltre rispettare specifici requisiti tecnici per quanto riguarda l’isolamento. Inoltre, per avere accesso alla detrazione deve sempre trattarsi di un intervento di sostituzione degli infissi, non è previsto invece per nuove installazioni o creazione di nuove aperture.

Infine, da fine 2020 sono stati aggiunti dei massimali per il costo al mq delle finestre che variano a seconda della zona climatica

Bonus ristrutturazioni infissi

A differenza di quanto avviene per l’ecobonus, l’accesso al bonus ristrutturazioni risulta più semplice. Non è necessario infatti che il locale a cui è destinato il nuovo infisso sia riscaldato ed i requisiti per quanto riguarda l’isolamento termico dell’infisso stesso sono meno stretti quindi si hanno più possibilità di scelta.

La detrazione sulle ristrutturazioni è destinata ad interventi di manutenzione straordinaria realizzati esclusivamente su edifici abitativi, tra i quali è inclusa la “sostituzione degli infissi esterni o serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso”.

Per ottenere la detrazione pari al 50% su un massimo di 96.000 euro è richiesto quindi che le nuove finestre abbiano caratteristiche differenti rispetto a quelle che si sostituiscono. Sono agevolabili anche cambiamenti di dimensioni dell’infisso. Come per l’ecobonus, anche il bonus ristrutturazioni prevede una detrazione ripartita in 10 quote annue suddivise equamente.

Inoltre, questa detrazione consente di richiedere il bonus mobili ed elettrodomestici da sfruttare per arredare lo stesso immobile o una sua parte.

Superbonus 110 infissi come funziona

Il superbonus al 110%, l’ultima arrivata tra le detrazioni, è anche quella che risulta più interessante per via della percentuale elevata e per la possibilità di avere accesso alle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura.

La sostituzione degli infissi è un intervento che può essere agevolato con il superbonus al 110%, ovvero è incluso tra gli interventi “trainati” ma soltanto in abbinamento con lavori di miglioramento energetico ed isolamento più importanti inclusi tra quelli “trainanti”.

Tra le procedure è necessario anche dimostrare attraverso APE pre e post operam il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Bisogna ricordare infine che il superbonus 110% si può richiedere per al massimo due immobili ad uso abitativo che non rientrano tra categorie catastali di lusso come A1, A8 o A9.

Bonus infissi 2021 requisiti

La scelta della detrazione su cui orientarsi dipende quindi dalla situazione in cui ci si trova. A seconda dei casi bisogna individuare quale tra ecobonus, bonus ristrutturazioni o superbonus risulta più vantaggiosa.

I bonus casa possono essere richiesti da chiunque abbia un diritto sull’immobile (proprietario, usufruttario, nudo proprietario, locatario…). La persona che effettua i pagamenti delle spese per i lavori realizzati deve essere però il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi.

Il pagamento deve essere dimostrabile, effettuato con “bonifico parlante” riportante i dati del contribuente che in questo modo potrà usufruire dell’agevolazione. Tutta la documentazione deve essere conservata fino alla completa riscossione della detrazione per eventuali controlli.

Bonus infissi cosa comprende

Nel caso della sostituzione delle finestre, le spese per le quali si ottiene l’agevolazione fiscale riguardano la fornitura e posa in opera delle nuove finestre, inclusi infissi, vetri, scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti. È compresa anche la coibentazione dei cassonetti, mentre non è inclusa l’installazione e l’acquisto di zanzariere.

Sono agevolate inoltre le spese necessarie per il pagamento delle prestazioni professionali relative all’intervento (svolgimento pratiche, permessi, redazione di Attestato di Prestazione Energetica APE, ecc).

Habitissimo
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https://www.idealista.it/news/deco/interni/2021/05/26/154180-bonus-infissi-2021-a-quali-detrazioni-si-ha-diritto

Il Capitolato Tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio: in nuovo quaderno tecnico di CTA

Il Quaderno n. 4 del CTA presenta il testo di un Capitolato Tecnico di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista.

Per i non soci il quaderno è acquistabile nel sito del Collegio dei Tecnici dell’Acciaio.

I ruoli degli attori di una costruzione in acciaio: Committente, Appaltatore, Progettista

La realizzazione di una costruzione in acciaio richiede l’intervento di diversi “attori”, ognuno dei quali è chiamato a svolgere la sua parte. C’è un Committente che commissiona l’opera e stipula un contratto con un Appaltatore, dove con questo vocabolo intendiamo una carpenteria metallica che approvvigiona il materiale, lamiere profilati bulloni, lo lavora, lo spedisce in cantiere e lo monta, cioè realizza l’opera.

Certamente l’Appaltatore per poter realizzare ha bisogno di un progetto, cioè un insieme di documenti (disegni di progetto, dettagli tipici, etc.) che dicano cosa realizzare, e quindi occorre un Progettista che prepari il tutto, secondo le indicazioni del Committente.

Ma il progetto non basta

Oltre a dire all’Appaltatore cosa occorre realizzare, bisogna anche dirgli come bisogna realizzarlo, cioè con quali modalità operative, con quali controlli, con quale livello di qualità sostanzialmente, e quindi anche con quale livello di spesa.

Occorre definire come realizzare le strutture: ecco a cosa serve il Capitolato Tecnico

Il documento che illustra e stabilisce come realizzare le strutture è il Capitolato Tecnico, che deve essere redatto anch’esso dal Progettista. Il capitolato è dunque un documento che va allegato ad un contratto di appalto al quale fa riferimento, e che ha lo scopo di definire le specifiche tecniche delle opere che andranno ad eseguirsi per effetto del contratto stesso, di cui è parte integrante.

Come può fare un progettista a redigere un Capitolato Tecnico?

Occorre mettere assieme parecchie nozioni di ambiti molto diversi, perché la realizzazione di una struttura in acciaio è un processo molto complesso, e quindi l’attività di stesura di un Capitolato è una attività molto onerosa. Per fortuna esistono, ed esistevano in passato, capitolati aziendali, sviluppati da grosse aziende che si occupano anche di costruzioni e che sono dotate di strutture tecniche in grado di sviluppare al proprio interno della documentazione tecnica. Quindi spesso questi capitolati sono stati usati anche da vari progettisti, che li hanno impiegati come riferimento culturale e tecnico. 

Questo perché in Italia non è mai esistito un Capitolato Tecnico di riferimento.


In Inghilterra invece esiste una sorta di capitolato unificato, pubblicato dalla BCSA, The British Constructional Steelwork Association, l’associazione dei costruttori di carpenteria inglesi, e dallo SCI, Steel Construction Institute, una associazione culturale per la propaganda e lo sviluppo dell’impiego delle strutture in acciaio (BCSA e SCI pubblicano una nutrita serie di volumi relativi alle strutture metalliche). Questo capitolato si chiama “National Structural Steelwork Specification for Building Construction” (NSSS), ed esiste anche in una versione compatibile con la marcatura CE delle strutture, secondo EN 1090-1. Sviluppato con sforzo congiunto di accademici, tecnici e costruttori, può essere usato da qualunque Committente in una commessa che preveda la fornitura di carpenteria metallica. Infine possiamo citare un analogo documento statunitense: si tratta dell’AISC 303 “Code of Standard Practice for Steel Building and Bridges”, anch’esso impiegato in molte commesse negli Stati Uniti.

Il Quaderno n. 4 del CTA

In questo quadro si colloca il Quaderno n. 4 del CTA che presenta il testo di un Capitolato Tecnico  di riferimento, che può essere impiegato da qualsiasi progettista così come è, oppure completato e specializzato per le particolari esigenze di un’opera. Il testo è stato sviluppato in collaborazione tra CTA, UNICMI, IIS, AIZ, COLGOM Vernici Industriali e HARPACEAS

Il quaderno tecnico sul capitolato tecnico per la realizzazione delle strutture in acciaio

La prima edizione di questo Capitolato Tipo, pubblicato nel gennaio 2016 da UNICMI e CTA con il titolo: “UX94 – Guida al capitolato tipo per le strutture metalliche”, si è avvalsa sostanzialmente delle informazioni tratte dalle UNI EN 1090-2:2011, oltre che da esperienze aziendali. Ove le prescrizioni della UNI EN 1090-2 risultavano in contrasto con quelle delle NTC2008, in vigore al momento della stesura del documento, si è dato precedenza alle NTC. 

Il documento attuale è la revisione del precedente, necessaria per aggiornarlo alle NTC2018. Anche le UNI EN 1090-2 sono state aggiornate nel 2018, ed anche di questo si è tenuto conto nella revisione del documento, così come dell’aggiornamento delle normative che riguardano la verniciatura.

Com’è composto il Quaderno

Dopo il capitolo 1 del Quaderno che è introduttivo, il capitolo 2 è il vero testo del Capitolato di riferimento. Il capitolo 3 è un commentario che spiega le scelte che sono state fatte circa le prescrizioni contenute nel capitolo 2.  Dopo la bibliografia, una Appendice accenna ad una direzione di sviluppo futuro di questo capitolato, cioè l’incorporazione dei concetti e delle modalità di progettazione BIM, concetto recepito, al momento, dall’ultima edizione  del capitolato inglese NSSS.

https://www.ingenio-web.it/30892-il-capitolato-tecnico-per-la-realizzazione-delle-strutture-in-acciaio-in-nuovo-quaderno-tecnico-di-cta

Caro materiali da costruzione

Arriva una nuova denuncia contro l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi che sta causando degli squilibri e gravi difficoltà a tutto il comparto

Ne avevamo parlato qualche giorno fa a seguito di una denuncia dei costruttori edili e di una serie di interrogazioni parlamentari che hanno evidenziato come il “caro prezzi” dei materiali da costruzione stia rallentando l’intero settore e minando seriamente la buona “riuscita” delle misure messe in campo dal Governo per rilanciare il settore dell’edilizia. Non è un mistero, infatti, che dopo un anno di “studio” e di dubbi, il superbonus 110% stia cominciando adesso a mettersi in moto con l’apertura dei primi cantieri che adesso si trovano a dover far fronte ad almeno due nuove problematiche: la difficoltà nel repertire alcuni materiali e l’aumento dei prezzi.

Caro materiali: la denuncia di Anima Confindustria

A confermarlo è il presidente di Anima ConfindustriaMarco Nocivelli, che parlando dell’aumento dei prezzi ha anche provato a spiegarne le motivazioni che risiedono principalmente negli effetti della pandemia e nella crescita esponenziale della domanda innescata dalle ripartenze avvenute in maniera non uniforme (prima della Cina, poi di molti altri Paesi). “Grazie alle manovre fiscali e monetarie fortemente espansive – dichiara Marco Nocivelli – i Paesi più avanti con le vaccinazioni sfruttano il momento a loro vantaggio per accaparrarsi le risorse scarse. Occorre un intervento deciso a livello europeo per tutelare le nostre imprese. Ritardi nel processo di vaccinazione possono generare forte disparità”.

L’impatto negativo sull’economia

Ora l’economia italiana (e mondiale) può trovarsi di fronte a uno scenario sempre più grave, come sottolinea Nocivelli: “Gli straordinari aumenti dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi, e gli impatti negativi sugli equilibri economici e competitivi del sistema produttivo nazionale negli scambi import-export stanno causando gravi difficoltà a tutto il comparto della meccanica, e al settore manifatturiero in generale“.

Secondo il professore Achille Fornasini dell’Università di Brescia – che in collaborazione con l’Ufficio Studi di Anima Confindustria sta conducendo un’analisi dei mercati e dei prezzi delle commodity per valutarne gli effetti sull’industria meccanica, “oltre alla debolezza del dollaro, che ha assecondato e favorito la corsa agli approvvigionamenti di materie prime, ha contribuito all’aumento dei materiali basilari anche l’impennata dei costi di trasporto, confermata dall’andamento del Baltic Dry Index, che sintetizza gli oneri di nolo marittimo per prodotti secchi e sfusi: dopo essere crollato in piena epidemia, l’indice ha registrato una performance eccezionale (+682% dal mese di maggio 2020) soprattutto a causa della drastica interruzione delle catene internazionali di fornitura provocate dai primi lockdown“.

Inoltre – aggiunge Fornasini – è sopravvenuto un ostinato e persistente controllo dell’offerta di trasporto da parte delle compagnie di navigazione attraverso riprogrammazioni che, privilegiando l’export cinese verso gli Usa, ha generato congestioni nei porti americani dove le movimentazioni sono state rallentate dall’emergenza sanitaria. Analoga la situazione riguardante le navi portacontainer, i cui noli sono quintuplicati nell’arco di un solo anno come conseguenza di una diffusa carenza dovuta alla dislocazione squilibrata dei contenitori. Tutto ciò – conclude Fornasini – nel quadro di proficue alleanze strategiche stabilite tra le maggiori società di shipping grazie alle esenzioni dalle norme antitrust europee, che spingono fatalmente verso oligopoli in grado di gestire anche i terminal e i trasporti terrestri“.

Ora, le conseguenze dell’innalzamento dei costi di trasporto e delle materie prime potrebbero riflettersi su tutta l’economia. “La situazione attuale – conclude il presidente di Anima, Marco Nocivelli – sta aumentando il rischio di un’inflazione spropositata e fuori controllo. Quello che inizialmente sembrava un fenomeno temporaneo destinato a ridimensionarsi in breve tempo, sta diventando un grande pericolo“.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-costruzione-denuncia-anima-confindustria-26003

Mutuo prima casa giovani: le ipotesi sulla garanzia statale

Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. La soluzione dovrebbe entrare in un prossimo decreto legge

Il Recovery plan di Draghi: ecco cosa prevede
I punti chiave
I tempi del nuovo decreto
Le «altre risorse»
Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
Nel 2020 minimo storico delle nascite dall’unità d’Italia
3′ di lettura

Invertire la tendenza che registra un forte e preoccupante squilibrio demografico nel paese. Come? Aiutando i giovani. La soluzione, a cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione dell’intervento alla Camera per la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da 248 miliardi tra fondi europei e risorse nazionali, dovrebbe rientrare in un prossimo provvedimento a sostegno delle aziende travolte dalla crisi. Il decreto si finanzierà in gran parte con i 40 miliardi previsti dall’ultima richiesta di scostamento bilancio approvata dal parlamento.

L’idea è quella di mettere gli under 35 nelle condizioni di acquistare una casa con maggiore facilità. Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. Una soluzione a sostegno dei giovani che si affianca a quelle previste dal Recovery plan italiano a favore di questo target della popolazione (dall’assegno unico al programma per il potenziamento degli asili nido e dell’edilizia sociale).

I tempi del nuovo decreto
I contorni della soluzione sono ancora in via di definizione. La misura dovrebbe aggiungersi, ed è tutto ancora da scrivere nel dettaglio, agli sgravi fiscali proprio sull’accensione dei prestiti per l’acquisto della prima abitazione per i più giovani annunciati pochi giorni fa con il Documento di economia e finanza. Possibile però che ci sia bisogno ancora di un po’ di tempo per il nuovo “decreto Imprese” che servirà a dare respiro alle attività rimaste bloccate dalle chiusure anti-Covid: con gli uffici concentrati a chiudere il Recovery Plan difficile infatti che il testo sia pronto per arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già questa settimana, più probabile slitti a quella successiva.

Le «altre risorse»
E sono dunque ancora da stimare le risorse necessarie a far partire la misura. Draghi ha spiegato che la soluzione si sommerà ad «altre risorse». Probabilmente il riferimento è a uno strumento particolare: due anni fa il decreto Crescita (dl 34/2019) ha rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia mutui prima casa per le giovani coppie. Gestito da Consap, offre una garanzia statale a prima richiesta, nella misura del 50% della quota capitale, ai mutui di un importo massimo di 250mila euro erogati per l’acquisto o la ristrutturazione (purché con accrescimento dell’efficienza energetica).

Tre pilastri: welfare adeguato, casa e lavoro sicuro
«Un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro» sono i tre pilastri su cui si può e si deve costruire in Paese diverso per le nuove generazioni, ha messo in evidenza Draghi. Ed ecco quindi, la promessa di «infrastrutture sociali e case popolari», più asili nido, ma anche una spinta con 600 milioni al sistema della formazione duale per rendere i «sistemi di istruzione e formazione più in linea con il mercato del lavoro». Spazio infine allo sport (un miliardo per le palestre) e anche al Servizio civile con 650 milioni in due anni e a incentivi per le attività imprenditoriali nel settore turistico.

https://www.ilsole24ore.com/art/come-funzionera-garanzia-stato-giovani-che-comprano-casa-AE1BNAE

Superbonus al 110% verso la proroga al 2023

Il PNRR contiene l’intenzione di estendere la misura dal 2021 al 2023 ma i 18,51 miliardi di euro stanziati non bastano

La proroga del superbonus 110% al 2023 sarà finanziata con la Legge di Bilancio 2022. “Come ha detto il Ministro dell’Economia Daniele Franco – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -, nei prossimi provvedimenti verranno stanziati i fondi”.

Sarà dunque questa la soluzione per la proroga del superbonus 110%, che ha tenuto banco nelle ultime ore e ha fatto slittare più volte la riunione del Consiglio dei Ministri, che si è poi svolta nella tarda serata di oggi.

Lo scontro è iniziato ieri, quando è stata diffusa una bozza di PNRR che riportava l’intenzione di estendere il superbonus al 2023 e assegnava alla misura 18,51 miliardi di euro, provenienti dal Recovery Fund (10,26 miliardi di euro) e dal Fondo complementare (8,25 miliardi di euro).

Nonostante la volontà di prorogare il superbonus al 2023, scritta nero su bianco nel testo, il Movimento 5 Stelle, ma anche PD e Forza Italia, hanno giudicato insufficienti le risorse stanziate, calcolando che mancavano all’appello almeno 10 miliardi di euro. Fondi che arriveranno, dunque, con un prossimo provvedimento.

Superbonus 110%, nel PNRR l’intenzione di estenderlo al 2023
Nel PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri si legge che “per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% dal 2021 al 2023”.

Rispetto alla bozza di ieri, il testo approvato specifica che per estensione al 2023 si intende “al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli IACP, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente”.

“Il sostegno – si legge ancora nel testo – sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni e disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali. La misura prevede inoltre l’introduzione di strumenti finanziari come la “cessione del credito” e il “pagamento anticipato” per agevolare gli ingenti investimenti iniziali”.

Confermando le vigenti condizioni del bonus, la bozza afferma che la misura riguarda interventi effettuati su zone comuni, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e unità plurifamiliari con uno o più accessi indipendenti dall’esterno, nonché su singole unità immobiliari.

La bozza di PNRR ricorda che sono inclusi nella misura numerosi interventi, quali soluzioni per l’isolamento, infissi efficienti, sostituzione di sistemi di riscaldamento e condizionamento e installazione di impianti per la generazione di energia rinnovabile.

E che l’ammissibilità degli interventi è condizionata ad un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, dimostrabile tramite il confronto con l’attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo l’intervento, equivalente ad un risparmio energetico medio (in relazione ad un consumo medio annuo di energia primaria dell’edificio residenziale) di circa 240 kWh/mq e ad un risparmio minimo atteso (sia energetico che di emissioni) del 30-40%.

Gli investimenti – prevede il PNRR – consentiranno la ristrutturazione di circa 50.000 edifici/anno, per una superficie totale di 20 milioni di mq/anno. Il risparmio energetico previsto permetterà di raggiungere circa 291,0 Ktep/anno, ovvero 0,93 MtonCO2/anno.

L’investimento consentirà, inoltre, di stimolare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nella filiera dell’edilizia e della produzione di beni e servizi per le abitazioni con potenziale impatto sulle categorie deboli colpite dalla pandemia – conclude il testo.

Semplificazioni per edilizia e urbanistica entro maggio 2021
In un altro capitolo del PNRR si legge che “l’attuazione del superbonus ha incontrato molti ostacoli connessi alla necessità di attestare la conformità edilizia particolarmente complessa per gli edifici risalenti, come segnalato dall’ANCI, dalla rete delle professioni tecniche e dalle associazioni imprenditoriali (con attese fino a 6 mesi per l’accesso agli archivi edilizi)”.

“Obiettivo delle misure – si legge ancora – è accelerare l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana, rimuovendo gli ostacoli burocratici all’utilizzo del Superbonus”. Sono quindi prospettati interventi mirati per rimuovere gli ostacoli burocratici sia attraverso la semplificazione documentale e altre misure come ad es. la doppia conformità, ecc. Le misure in esame – si prevede – vanno disposte con decreto-legge che sarà approvato entro maggio 2021.

https://www.edilportale.com/news/2021/04/risparmio-energetico/superbonus-110-la-proroga-al-2023-sar%C3%A0-finanziata-con-la-prossima-legge-di-bilancio_82318_27.html

Giorgio Armani: «La casa è un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti»

Dalla prima lampada creata per sé fino alle sale del Quirinale, passando per la progettazione di interni su misura e gli hotel, nel segno del made in Italy

«Nel 1982 la Logo Lamp fa la sua comparsa nell’ufficio di Giorgio Armani in via Durini, a Milano. È il primo prodotto per la casa disegnato da Giorgio Armani e l’inizio di un’avventura nel mondo del design che si sviluppa per cerchi concentrici. Nel 2000, l’apertura del primo flagship store Armani/Casa , in via Manzoni 31 a Milano, che già nel 2001 viene seguito da quelli di Parigi (completamente rinnovato l’anno scorso), New York e Los Angeles e oggi conta una rete di boutique nelle principali città del mondo. Nel 2004, il lancio dell’Interior Design Studio di Armani/ Casa, per rispondere alle richieste di chi vuole ridisegnare i propri ambienti e non solo nel segno di quell’essenzialità lussuosa senza tempo e sempre perfettamente a tempo, che è la cifra stilistica dello stilista. Il suo prosieguo naturale è il nuovo servizio At Your Home, disponibile anche online, con il quale si può ripensare negli arredi e nella decorazione anche una sola stanza della casa, che per Giorgio Armani è da sempre «un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti». Poi le partnership con aziende italiane leader nei propri settori come Dada del Gruppo Molteni, Rubelli, Roca, Jannelli & Volpi, per la realizzazione di sistemi cucine, rivestimenti e tessuti d’arredo che potessero riflettere nelle linee, nei materiali e nelle performance «un approccio estetico, il mio, che è essenziale, puro, fatto di materie eccellenti e rarefazione. Non lo si può identificare come immediatamente italiano, perché sono molti i richiami – sempre accennati e filtrati – ad altre culture. Ma è totalmente e orgogliosamente italiana la cura del dettaglio, del particolare; la qualità manuale della fattura. Abbiamo artigiani insuperabili, che mai dicono di no e che realizzano ogni idea. È questa l’italianità che sento il dovere di preservare nel mondo globale. E mi impegno a farlo continuamente», spiega Giorgio Armani.

Giorgio Armani con una gigantografia della Logo Lamp, da lui disegnata nel 1982. È l’oggetto che dà avvio all’esplorazione del mondo dell’abitare dello stilista.

Questo portato trova casa, dal 2010, nell’Armani Hotel di Dubai, seguito l’anno dopo da quello di Milano e dai tanti complessi residenziali che, da Tel Aviv a Mumbai, fino all’ultimo inaugurato a Miami, portano il segno di un’unica impronta creativa, rispettosa, curiosa, dialogante con un contesto storico e ambientale ogni volta diverso. Lo scorso dicembre, l’annuncio dell’ingresso di alcuni pezzi della collezione al Quirinale come parte del progetto Quirinale Contemporaneo, che mira ad arricchire la residenza presidenziale con opere d’arte, arredi e oggetti di design contemporanei rappresentativi del nostro patrimonio creativo e produttivo. Così, nella sala da pranzo nel Belvedere al Torrino, dove avvengono gli incontri istituzionali più riservati, è oggi presente un grande tappeto in seta con effetto tridimensionale e due tessuti della collezione Exclusive Textiles sono stati utilizzati per rivestire altre sedute del Palazzo. Dalla prima lampada disegnata per sé fino all’ingresso nella Casa degli Italiani: non tanto un cerchio che si chiude, quanto piuttosto un’espansione radiale.

«Le cose sono molto cambiate in questi decenni. Con il tempo, la mia passione e il mio coinvolgimento sono progressivamente aumentati in quanto il progetto si è fatto più ampio e complesso», continua lo stilista. «Ho sempre avuto una visione totale e completa dello stile e ho accarezzato l’idea di ampliare la mia estetica. Ci sono voluti, però, molti anni prima di poter offrire una vera e propria collezione di decorazione di interni, in quanto non era ancora arrivato il momento giusto e ho preferito aspettare. Oggi, a 21 anni dal lancio della prima collezione, guardo ancora ad Armani/Casa come ad una meravigliosa opportunità. Un ambiente nel quale posso a pieno sperimentare e creare oggetti e ambientazioni che riflettono la mia personale filosofia ed estetica».

In questi anni lo stile di vita è stato influenzato da ritmi sempre più veloci e dalla presenza massiccia della tecnologia, conclude Giorgio Armani. «Viviamo in un mondo iper-connesso e questo si riflette nelle nostre abitudini e condiziona i nostri bisogni. L’abitazione oggi, rispetto al passato, è un luogo attrezzato in cui poter svolgere anche la propria attività lavorativa. Il design segue questo cambiamento e mi aspetto che nel futuro sarà spinto a rispondere alle nuove esigenze con razionalità e con un dinamismo creativo sostenibile». Sarà interessante seguire nei prossimi mesi, con l’avvio del Salone del Mobile 2021, la risposta targata Armani a un concetto di abitare in completa ridefinizione. Una sfida che proietta nel futuro.

https://www.ilsole24ore.com/art/giorgio-armani-la-casa-e-estensione-nostro-essere-e-nostri-sentimenti-ADVyWTWB

Mercato Casa prefabbricata 2021 | A monte, opportunità, sfide, principali attori del settore, studio regionale, fattori di crescita e opportunità entro il 2027

Il rapporto sulle ricerche di mercato del mercato globale Casa prefabbricata 2021 rappresenta la panoramica storica della situazione attuale del mercato e delle previsioni per il 2027. Inoltre, questo rapporto fornisce le dimensioni, le tendenze, la quota, la crescita e la struttura dei costi del mercato Casa prefabbricata e l’analisi dei driver. Il rapporto Casa prefabbricata ha studiato le opportunità chiave nel mercato e i fattori di influenza utili e utili per l’azienda.

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Il rapporto del settore Casa prefabbricata è compilato con l’uso delle più recenti metodologie e strumenti di ricerca primaria e secondaria che forniscono varie analisi che sono state comprese nel rapporto. Le informazioni disponibili nel rapporto riepilogativo di mercato di Casa prefabbricata forniscono ai clienti informazioni efficaci che consentono loro di prendere decisioni efficaci, che potrebbero portare a una significativa espansione dell’attività in futuro.

Cosa ha in serbo per te il Report?
– Dimensioni e previsioni del settore: gli analisti del settore hanno offerto proiezioni storiche, attuali e previste delle dimensioni del settore dal punto di vista dei costi e del volume
– Opportunità future: in questo segmento del rapporto, ai concorrenti di Casa prefabbricata vengono offerti i dati sugli aspetti futuri che probabilmente l’industria Casa prefabbricata fornirà
– Tendenze e sviluppi del settore: qui, questo rapporto ha parlato dei principali sviluppi e tendenze in atto nel mercato Casa prefabbricata e del loro impatto previsto sulla crescita complessiva
– Studio sulla segmentazione del settore: in questa parte del rapporto è stata eseguita una suddivisione dettagliata dei principali segmenti del settore Casa prefabbricata insieme al tipo di prodotto, all’applicazione e al verticale
– Analisi regionale: i fornitori del mercato ricevono informazioni vitali sulle regioni ad alta crescita e sui rispettivi paesi, aiutandoli così a investire in regioni redditizie
– Panorama competitivo: questa sezione del rapporto fa luce sulla situazione competitiva del mercato Casa prefabbricata concentrandosi sulle strategie cruciali adottate dai giocatori per consolidare la loro presenza all’interno dell’industria Casa prefabbricata

http://ciaojuve.com/ricerca-di-mercato/394290/mercato-globale-il-magnesio-lingotto-2021-analisi-approfondita-del-settore-su-dimensioni-struttura-dei-costi-quota-entrate-fattori-di-influenza-e-attori-chiave-di-spicco-fino-al-2027-2-2-2-2-2-2-2-130/

Pannelli sandwich in acciaio Dimensioni del mercato, tendenze, studio sul profilo delle principali società globali 2021, impatto di COVID-19 sulla quota, crescita futura, regioni chiave 2026

L’esplorazione globale Pannelli sandwich in acciaio 2021 fornisce un modello del business con richieste, applicazioni e struttura della catena industriale. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio offre inoltre dati ai mercati di tutto il mondo, inclusi progetti in corso, valutazione approfondita della scena e stato di miglioramento delle impostazioni locali. I sistemi e i piani di avanzamento sono discussi in modo simile mentre le tecniche di accumulo e le strutture dei costi vengono analizzate allo stesso modo. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio afferma l’utilizzo di importazione / trasferimento, dati di mercato naturali, costo, valore, guadagni e margini lordi.

http://dicomogiornale.com/2021/04/10/pannelli-sandwich-in-acciaio-dimensioni-del-mercato-tendenze-studio-sul-profilo-delle-principali-societa-globali-2021-impatto-di-covid-19-sulla-quota-crescita-futura-regioni-chiave-2026/

Quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso

I tempi cambiano e se una volta le case prefabbricate erano generalmente associate a situazioni di emergenza o comunque temporanee, adesso sono prese in considerazione anche come soluzione abitativa a lungo termine.

Questo perché rispetto al passato hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati, con poche differenze con le abitazioni tradizionali. Vediamo quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso.

Perché piacciono le case prefabbricate

Il boom delle case prefabbricate è dovuto principalmente al salto di qualità dei materiali utilizzati per la costruzione e alla varietà dell’offerta. Gli interessati possono per esempio scegliere tra dimore in muratura e abitazioni in acciaio o legno con finiture in acciaio, dotate di ogni comfort tecnologico e con un livello di efficienza energetica difficilmente riscontrabile altrove. Insomma non è più il caso di accostare le case prefabbricate soltanto alle emergenze post-terremoto, perché si stanno affermando come una vera e propria realtà immobiliare.

Quanto costa una casa prefabbricata?

Torniamo adesso alla domanda iniziale: quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso? Ovviamente vale sempre il criterio del prezzo al metro quadro a seconda della posizione e del luogo, ma entrano in ballo anche altri fattori come, appunto, i materiali e, non meno importanti, i costi necessari per realizzare le fondamenta. Proviamo a fare due conti:

  • prezzo medio al mq 1.500 euro + Iva (in legno o acciaio) o 2.000 euro + Iva (in muratura) per la struttura portante e il montaggio (sono cifre molto approssimative, le variabili sono tante);
  • costi per le fondamenta, circa 150 euro al mq;
  • allacciamenti e impianti di luce, acqua, gas, ecc., da 3.000 euro a salire.

I costi sono questi, per cui è abbastanza facile farsi due conti. Da non sottovalutare, però, che le case prefabbricate sono campionesse di efficientamento energetico, e quindi le spese per le bollette saranno minime. Inoltre rientrano nei benefici sia del Superbonus 110% che del Sisma Bonus per gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Acquisto case antisismiche,
atto entro i tempi agevolativi

Gli acquirenti delle unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati gli interventi edilizi possono fruire del Superbonus 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

casa antisismica

Affinché l’acquirente, persona fisica, di un’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 (“sismabonus acquisti” nella versione Superbonus 110%), l’atto di acquisto, relativo all’edificio demolito e ricostruito per ridurne i rischi sismici, deve essere stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022. Questo il contenuto della risposta n. 80 del 3 febbraio 2021.

La richiesta di chiarimenti arriva da una società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali che vuole eseguire un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio nel rispetto delle condizioni richieste dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013, per poter consentire ai futuri acquirenti di fruire delle detrazioni previste dalla norma.
Nello specifico, la società istante chiede se ci sia un limite – a pena di decadenza per i futuri acquirenti della unità di nuova costruzione – entro il quale perfezionare l’acquisto dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento.
 
L’Agenzia, per fornire una risposta esaustiva, fa partire le proprie argomentazioni proprio dalla lettura del comma 1-septies dell’articolo 16 del Dl n. 63/2013, che prevede che se gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, per la riduzione del rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti delle disposizioni normative urbanistiche, con passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico, sono realizzati nei Comuni compresi nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, provvedono alla loro vendita, le detrazioni d’imposta (previste dal comma 1-quater dello stesso articolo) spettano all’acquirente dell’immobile nella misura del 75% e 85% del prezzo di acquisto risultante dal rogito notarile e comunque entro il limite massimo di spesa di 96mila euro per ogni unità immobiliare.
 
Di fatto, rispetto a quanto previsto dal “sismabonus”, i beneficiari dell’agevolazione fiscale sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati interventi edilizi.
 
L’Agenzia delle entrate ricorda poi che con la circolare n. 24/2020 è stato chiarito il Superbonus si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle “case antisismiche”, cioè, appunto, delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 oggetto di interventi antisismici, effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dal termine dei lavori, provvedano alla successiva rivendita.
Al riguardo, fa presente l’Agenzia, che, per le persone fisiche, per effetto delle modifiche apportate dalla lettera f) dell’articolo 1, comma 66, della legge di bilancio 2021, per tali interventi l’aliquota al 110% si applica «per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo» (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato””).
 
Infine, ricorda l’amministrazione, per usufruire del Superbonus serve il rilascio dell’asseverazione da parte dei professionisti iscritti ai relativi ordini o collegi professionali incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze, dell’efficacia degli interventi.
 
L’Agenzia conclude che, riguardo il caso in esame, affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile su cui sono stati effettuati i lavori sia stipulato entro la finestra temporale di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022 in caso di persona fisica.

https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/acquisto-case-antisismiche-atto-entro-tempi-agevolativi

La sostenibilità delle costruzioni in acciaio

Scarica “ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE”, la pubblicazione di Fondazione Promozione Acciaio dedicata a una nuova cultura di progetto per questo materiale.

Il concetto di sostenibilità, elemento essenziale del nostro tempo, influenza ormai ogni aspetto della nostra vita. Siamo sempre più consapevoli che il nostro benessere è indissolubilmente legato alla salute del pianeta e adottiamo la sostenibilità come criterio di scelta tra diversi prodotti. Spesso sosteniamo che nel mondo delle costruzioni serva maggiore innovazione: in verità, un grande cambiamento è già diventato realtà sotto i nostri occhi: oggi le opportunità offerte ai progettisti e agli sviluppatori sono molteplici e innovative, eppure non sempre gli attori del mercato immobiliare sono consapevoli dei reali costi economici e ambientali legati alla costruzione e alla gestione di un’opera e pronti ad adottare nuovi paradigmi.

Un’attività di formazione culturale sull’argomento è indispensabile per sfatare credenze inesatte e far comprendere il reale impatto dell’acciaio e delle tecniche costruttive legate al suo impiego. Proprio per questo Fondazione Promozione Acciaio ha deciso di realizzare il documento ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE, dedicato a una nuova cultura di progetto e all’acciaio, risorsa essenziale in una visione economica di tipo circolare.

Il documento, disponibile a questo link e in allegato all’articolo, riassume i vantaggi dell’acciaio come materiale costruttivo: riciclabile al 100%, resistente e durevole, l’acciaio permette di realizzare – ad esempio – strutture con luci maggiori rispetto a qualsiasi altro materiale, permettendo una grande libertà di progettazione e una notevole flessibilità architettonica. Inoltre, la leggerezza delle strutture in acciaio riduce considerevolmente l’entità delle opere di fondazione.

La tecnologia costruttiva a secco in acciaio, caratterizzata da strutture a telaio a cui vengono fissati elementi planari, leggeri, di piccolo spessore e grandi dimensioni, permette di realizzare edifici ad alta efficienza energetica grazie ai sistemi di rivestimento dalle alte prestazioni isolanti in spessori contenuti.