Edilizia, rincari folli dei materiali (fino al 144%), Ance: cantieri a rischio

Gli addetti sono aumentati in meno di un anno del 19% ma la manodopera specializzata resta un serio problema.

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Sulla rinascita del settore edile (che a livello nazionale ha registrato un +27% da gennaio a settembre) si allunga l’ombra dell’aumento del costo delle materie prime: nel Bresciano l’aumento di materiali fondamentali come il tondo per cemento armato ha avuto un rialzo dell’80%, quello della rete elettrosaldata sfiora l’88% e i laminati mercantili l’83%. Tra gli aumenti più significativi quello del trefolo, quasi introvabile: +144,5%. E nell’elenco degli aumenti si aggiunge anche quello dell’energia. Con il risultato che i cantieri rischiano di doversi fermare.

L’allarme è lanciato da Ance Brescia per voce del presidente Massimo Deldossi: «Da mesi stiamo assistendo alle dinamiche impazzite dei costi delle materie prime, una tendenza che minaccia gravemente la ripresa e rallenta la realizzazione di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del Paese». Per questo motivo «le imprese di costruzioni per i contratti in corso si trovano a sopportare un importante aggravio economico nella realizzazione delle opere. I rialzi dei prezzi delle materie prime, infatti — aggiunge Deldossi — andranno a ridurre ulteriormente i margini delle imprese, già fortemente compressi nel 202o».PUBBLICITÀ

All’orizzonte, aggiunge il presidente di Ance, si profila anche «il rischio concreto di un blocco generalizzato dei cantieri, nonostante gli sforzi profusi dalle imprese per far fronte agli impegni assunti». Inoltre, se fino a settembre il settore edile ha registrato un aumento del numero di addetti pari al 18,7% rispetto al 2020, quello della manodopera specializzata rimane un problema aperto: l’apertura dei cantieri anche per effetto del superbonus risente della carenza di personale, che, insieme all’aumento dei prezzi, getta un’ombra sul futuro dell’edilizia bresciana, rischiando di attenuare gli effetti positivi del bonus edilizio.

Stando ai dati Enea infatti sono meno di un migliaio le pratiche avviate in provincia, numero destinato però a salire grazie alla proroga dei finanziamenti al 2022, dopo che le forze politiche hanno trovato un’intesa sulle modifiche da adottare nella legge di Bilancio.

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