Ho seguito il disastro di Genova con il ponte crollato. Sembra che degli esperti avessero messo sull’avviso della fragilità della struttura. Dietro a tutto ciò, ho letto di costi lievitati, delle solite lungaggini procedurali e costruttive ecc. Anche i viadotti della Salerno-Reggio Calabria hanno avuto un iter molto discutibile. Le strutture pubbliche de L’Aquila, di Amatrice e di altre zone che, costate un bel po’ di pubblico danaro, sono crollate o sono state gravemente danneggiate dai sismi. Non parliamo poi degli edifici delle ricostruzioni post terremoti costate follie: balconi che crollano, case di montagna senza impianti di riscaldamento e con scarichi non funzionanti. Se andiamo ad esaminare tutti i lavori pubblici, in una maniera o nell’altra, troviamo l’inghippo. Tempi biblici, costi lievitati a livelli folli, strutture costate un patrimonio in fase di cedimento poco dopo l’inaugurazione e via di questo passo. Le ragioni di fondo? A mio avviso ve n’è più di una. La prima, e grave, è il livello endemico di corruzione del nostro Paese che ci porta ad avere un costo chilometrico di autostrada di 36 milioni contro i 16 della media europea. Il secondo, che spesso si riallaccia al primo, è che le esecuzioni dei lavori pubblici devono transitare per segreterie partitiche. La voracità di dette segreterie, i giri di amicizie, di favoritismi sono il brodo di coltura di un affarismo devastante e della scelta di tecnici ed operatori non in base alle capacità ed alla preparazione, ma in base al credo partitico ed alla disponibilità alle più spericolate operazioni anche finanziarie. Ci mettiamo anche che vi è la prassi di allungare i tempi di esecuzione di un’opera in maniera scandalosa al fine di continuare a far lievitare i costi, o, meglio, i finanziamenti. Una forma ricattatoria accettata da tutti gli addetti, si pensa, al fine di aumentare i dividendi. Avete mai notato come lavori pubblici in zone ove anche il lavoro notturno non darebbe fastidio a nessuno, si lavori dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17 per 5 giorni la settimana, salvo festività, Santi Patroni, partite della Nazionale ed altre valide ragioni. Lavorare 24 ore il giorno a turni in maniera di finire presto detti lavori e la possibilità ai cittadini di avere un’opera finita in breve tempo non ci pensa nessuno. Per fare un impietoso confronto, andare a vedere i lavori pubblici lungo le autostrade in Germania, dove si lavora 24 ore filate al fine di creare il minor disagio possibile agli utenti e confrontarli con gli analoghi sulle nostre autostrade. I morti e gli incidenti causati da queste lungaggini non fanno testo.

Sto seguendo i fatti relativi al crollo del viadotto di Genova. Di certo non è possibile dare conclusioni definitive di carattere tecnico. Ciò che sconcerta è tirare in ballo l’invecchiamento del calcestruzzo. Il calcestruzzo a componente pozzolanico fu un’invenzione dei romani. Dopo più di duemila anni, malgrado terremoti, distruzioni e saccheggi dell’uomo, guerre e quant’altro, noi vediamo ergersi i loro ponti, viadotti, anfiteatri ed altro. Si badi bene che i romani nelle loro gettate di calcestruzzo pozzolanico non inserivano tondini di acciaio ad alta resistenza come si dovrebbe nelle opere attuali. Quindi si dicano le cose come Dio comanda! Comunque sotto a queste disgrazie vi è il solito pressapochismo istituzionale accompagnato da un disinteresse della cosa pubblica da Guinness dei primati. Basti notare che un ponte in Sicilia è stato chiuso al traffico per il servizio de Le Jene sul degrado di detta struttura. Nessuno, parlo in alto loco, si era accorto dello sfaldamento delle strutture portanti e del disfacimento del cemento armato? Sembra di no, le istituzioni e i suoi, pagati, componenti hanno sempre qualcos’altro che li tiene occupati. Fin quando non interviene la Magistratura, guarda caso! Comunque l?italia è piena di manufatti costruiti con : filo di ferro, molta sabbia di mare e la puzza del cemento. E pensare che sono costate come se si fosse impiegato acciaio Thor ad alta resistenza, sabbia lavata e molto cemento, anzi, sono costate molto di più. Ettore Scagliarini

Ettore Scagliarini

https://www.renonews.it/editoriale/2018/08/15/disastri-annunciati/