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Bonus domotica 2020

Il Bonus domotica è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2020. Esso permette una detrazione del 65% delle spese relative agli accessori smart per la domotizzazione della propria casa. Vediamo quali sono le spese ammesse in detrazione.

Nell’ambito delle misure di efficientamento energetico, rientra anche il cosiddetto Bonus Domotica.

La misura è stata prorogata anche per il 2020 e, sostanzialmente, prevede un incentivo fiscale del 65% delle spese ritenute ammissibili.

Occorre ricordare che non sono ammesse, tutte le spese per questi accessori, le stesse devono rientrare all’interno di impianti che possano rendere un beneficio energetico. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Bonus domotica 2020
Chi sono i beneficiari del bonus domotica?
Spese ammissibili
Rendicontazione
Bonus domotica 2020
I contribuenti che eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici, possono detrarre parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’imposta sul reddito delle società (IRES).

La detrazione è rivolta a tutti i contribuenti, residenti e non residenti proprietari o titolari di un altro diritto reale sull’immobile, oggetto di intervento. La detrazione al 65% è ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Nell’ambito delle misure di efficientamento energetico, rientra anche il cosiddetto Bonus Domotica.

La misura è stata prorogata anche per il 2020 e, sostanzialmente, prevede un incentivo fiscale del 65% delle spese ammissibili.

Questa misura fiscale è stata proroga anche per il 2020 e permette, sostanzialmente, l’agevolazione per l’acquisto dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento, di climatizzazione estiva e di produzione di acqua calda a scopo igienico, sanitario.

Sono ammissibili tutte le spese per quegli strumenti in grado di programmare, o comunque di gestire, anche da remoto, l’accensione o lo spegnimento di quest’impianti, in modo da rendere un maggior efficientamento energetico dell’immobile.

Chi sono i beneficiari del bonus domotica?
Possono beneficiare del Bonus domotica:

Associazioni tra professionisti;
Condomini in ambito di interventi su parti comuni condominiali;
Contribuenti con redditi di impresa;
Enti pubblici o privati che non svolgono attività commerciali;
Proprietari di immobile;
Titolari Partita IVA.
Il richiedente dovrà farsi rilasciare dall’impresa installatrice la documentazione che attesti l’intervento sostenuto.

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico postale o bancario. Nella causale, si dovrà specificare il numero e la data della fattura, i nominativi del destinatario e del beneficiario della detrazione e gli estremi fiscali.

Spese ammissibili
Sono ammesse al bonus domotica 2020 le spese per l’acquisto di dispositivi in grado di controllare da remoto impianti di riscaldamento, di climatizzazione estiva e di produzione di acqua calda per uso igienico.

Sono ammissibili tutte quelle spese sostenute per gli strumenti in grado di accendere e spegnere gli impianti, anche fuori casa grazie ad uno smartphone, in chiave di risparmio energetico.

Il Bonus per la domotica consiste in un incentivo fiscale per chi ha sostenuto l’acquisto di apparecchiature che consentono il controllo da remoto di impianti elettrici e di riscaldamento.

Il controllo da remoto, ovviamente, avviene attraverso sistemi multimediali. In particolare, le spese devono essere relative ad impianti di building automation.

Le apparecchiature devono consentire il controllo a distanza di impianti di climatizzazione, riscaldamento e produzione di acqua calda, attraverso computer, tablet o smartphone.

Le spese detraibili riguardano sia l’acquisto, sia l’installazione di questi dispositivi.

Per poter usufruire delle detrazioni IRPEF, che in fase di dichiarazione dei redditi possono arrivare fino al 65%, sarà necessario presentare una domanda sul sito Enea e riportare le spese nella successiva dichiarazione dei redditi.

Rendicontazione

Per la rendicontazione delle spese ammissibili in funzione della detrazione del 65% IRPEF nell’arco dei successivi 10 anni, è obbligatoria la comunicazione all’Enea come per gli altri bonus.

Una volta effettuati i lavori e saldate le fatture, con modalità tracciabili, è necessario compilare e spedire i moduli già preposti dall’Ente (Ente Nazionale Efficienza Energetica).

https://fiscomania.com/bonus-domotica-2020/

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I codici Ateco che possono lavorare nella fase 2: l’elenco in pdf della riapertura dal 4 maggio

Quali sono i codici Ateco che possono lavorare dal 4 maggio: l’elenco in pdf e Word della riapertura stabilito dal dpcm per la fase 2.

Manifattura, costruzioni, tessile, automotive. Si torna al lavoro. Il 4 maggio è il giorno della riapertura, dell’inizio della cosiddetta fase 2: ecco l’elenco dei codici Ateco delle imprese che possono riaprire e riprendere a lavorare, disponibile anche in formato pdf e Word.

Verso la fase 2: codici Ateco e tappe della riapertura

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il calendario delle riaperture per la fase durante la conferenza stampa di ieri sera. Una road map prevista nel decreto, il Dpcm 26 aprile, che regola anche gli altri aspetti della fase 2: spostamenti, visite ai parenti, attività sportiva, autocertificazione.

Sarà di fatto una riapertura in tre tappe. Il 4 maggio tocca a buona parte delle fabbriche, l’edilizia e il commercio all’ingrosso legato ai settori che tornano al lavoro. Bar e ristoranti potranno inoltre ripartire con il solo servizio da asporto.

Il 18 maggio tocca ai negozi e a tutto il commercio al dettaglio. Oltre a questi, riaprono musei, mostre d’arte e biblioteche. Infine il 1° giugno toccherà a tutti gli altri: bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste, centri massaggi e simili.

Le attività che possono riaprire il 4 maggio: elenco dei codici Ateco
Codici Ateco delle imprese per la riapertura del 4 maggio
01 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02 Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali
03 Pesca e acquacoltura
05 Estrazione di carbone (esclusa torba)
06 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
07 Estrazione di minerali metalliferi
08 Estrazione di altri minerali da cave e miniere
09 Attività dei servizi di supporto all’estrazione
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
12 Industria del tabacco
13 Industrie tessili
14 Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia
15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili
16 Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio
17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
23 Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
24 Metallurgia
25 Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature)
26 Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi
27 Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche
28 Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca
29 Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
31 Fabbricazione di mobili
32 Altre industrie manifatturiere
33 Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature
35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
41 Costruzione di edifici
42 Ingegneria civile
43 Lavori di costruzione specializzati
45 Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli
46 Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli)
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55 1 alberghi e strutture simili
58 Attività editoriali
59 Attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore
60 Attività di programmazione e trasmissione
61 Telecomunicazioni
62 Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
63 Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici
64 Attività di servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione)
65 Assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione (escluse le assicurazioni sociali obbligatorie)
66 Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative
68 Attività immobiliari
69 Attività legali e contabilità
70 Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
73 Pubblicità e ricerche di mercato
74 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
78 Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale
80 Servizi di vigilanza e investigazione
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
81.3 Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)
82 Attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni associative
95 Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
99 Organizzazioni ed organismi extraterritoriali

Fase 2, i codici Ateco che possono riaprire il 4 maggio: elenco pdf e Word
Il decreto del presidente del consiglio del 26 aprile contiene anche l’elenco completo dei codici Ateco delle imprese che possono tornare a lavorare fin dall’inizio della fase 2.

L’elenco dei codici Ateco per le riaperture del 4 maggio è disponibile qui in formato pdf
L’elenco dei codici Ateco per le riaperture del 4 maggio è disponibile qui in formato Word
Quali negozi riaprono il 18 maggio

Il 18 maggio toccherà poi al commercio al dettaglio: tutti i negozi e i supermercati. Con un protocollo di sicurezza molto rigido che prevede accessi contingentati, sanificazioni quotidiane, distanziamento e altre misure per evitare di favorire il contagio.

In particolare, i negozi che potranno riaprire il 18 maggio sono quelli individuati all’allegato 1 del Decreto 26 aprile. Riportiamo di seguito l’elenco completo.

Ipermercati
Supermercati
Discount di alimentari
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
Farmacie
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
Commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria
Commercio al dettaglio di libri
Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati
Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi e fertilizzanti

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SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO: CLASSIFICAZIONE SECONDO NTC 2018 E CIRCOLARE

Le saldature strutture in acciaio, meglio definite unioni saldate, consentono di collegare elementi metallici in modo permanente, realizzando la continuità del materiale mediante fusione.

La saldatura rappresenta un metodo di collegamento rigido che si basa sul riscaldamento degli elementi da unire (pezzi base) fino ad ottenerne il rammollimento o la fusione, in modo da collegarli con o senza materiale d’apporto. Il materiale d’apporto è un materiale che fonde e dopo la solidificazione forma il cordone di saldatura.

La principale differenza tra le unioni saldate e quelle bullonate è rappresentata proprio dalla monoliticità e dalla maggiore rigidezza delle saldature che, difatti, consentono di realizzare una continuità del materiale.

Per garantire che le unioni saldate funzionino a dovere è necessario adottare particolari precauzioni progettuali e costruttive; inoltre risulta necessario ricorrere sempre a personale qualificato e specializzato, al fine di evitare il rischio di riduzioni di resistenza o rotture fragili legate al procedimento di saldatura.

Gli acciai da costruzione sono prodotti in modo da garantire la saldabilità, ovvero devono poter essere sottoposti alla saldatura con le normali tecniche da cantiere senza necessitare di particolari trattamenti termici. I riferimenti normativi nazionali sono riportati nelle NTC 2018 al paragrafo 11.3.4.5. In ogni caso sia per la saldatura in cantiere che nella saldatura in officina è necessario seguire quanto previsto dalla EN 1090-2 (paragrafo 7). Nel caso di prefabbricazione in officina tutto il processo di fabbricazione, quindi compresa la saldatura, deve essere qualificato e certificato secondo la norma armonizzata UNI EN 1090-1.

Cioè in quest’ultimo caso i componenti strutturali, prima dell’immissione sul mercato, devono essere marcati CE. I processi di saldatura possono essere divisi tra:

  • saldatura senza materiale di apporto, nella quale a fondere è solo il materiale base;
  • saldatura con materiale d’apporto, nella quale a fondere è una miscela di materiale d’apporto e materiale base fusi insieme. Nelle costruzioni in acciaio nella quasi totalità dei casi è presente la seconda.

È obbligatorio che le operazioni di saldatura vengano eseguite da personale qualificato e nel rispetto delle prescrizioni normative; difatti si deve evitare che le alterazioni termiche provocate dal processo di saldatura causino una riduzione di resistenza meccanica o l’infragilimento del materiale.

I principali processi di saldatura, così come riportati nell’Eurocodice 3, sono rappresentati da saldatura ad arco con elettrodi rivestiti, saldatura ad arco som­merso, saldatura ad arco con filo animato, saldatura con protezione di gas ed elettrodo fusibile (MIG e MAG), saldatura con protezione di gas ed elettrodo infusibile (TIG). Questi processi devono essere in ogni caso qualificati secondo la normativa UNI EN ISO 15614-x (WPQR) e i saldatori o gli operatori di saldatura devono essere qualificati rispettivimanente secondo le normative UNI EN ISO 9606-x o UNI EN ISO 14732 (patentino).

 Leggi il volume: Progettazione strutturale e normativa tecnica: Eurocodici e NTC 2018 - Principi generali 

CLASSIFICAZIONE SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO

In un’unione saldata la resistenza è affidata ai cordoni di saldatura; a seconda degli elementi da congiungere si possono avere diverse tipologie di giunti, ad esempio:

  • giunti di testa;
  • giunti di testa a T;
  • giunti a sovrapposizione;
  • giunti a L;
  • giunti d’angolo.

Una possibile classificazione dei cordoni di saldatura può essere sviluppata in relazione alla direzione della forza agente sulla saldatura; si hanno quindi:

  • cordoni di saldatura laterali;
  • cordoni di saldatura frontali;
  • cordoni di saldatura obliqui.

L’Eurocodice 3 propone, inoltre, la seguente classificazione delle unioni saldate:

  • saldature a cordoni d’angolo;
  • saldature di testa;
  • saldature entro fori od intagli;
  • saldature entro scanalature.

Vediamo nel dettaglio ciascuna di esse.

Leggi anche: Controventi in acciaio. Cosa differenzia le diverse tipologie?

SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO A CORDONI D’ANGOLO

Possono essere utilizzate per collegare elementi aventi un angolo di cianfrino compreso tra 60° e 120°. Sono permessi anche angoli minori di 60° ma in questo caso la saldatura deve essere qualificata appositamente con una nuova WPQR secondo la UN EN ISO 15614-x pertinente. In caso di angoli ancora più estremi è raccomandata una prova di resistenza secondo quanto previsto dall’EC 0.

Le saldature a cordoni d’angolo possono essere continue oppure a tratti anche se, in questo caso, le estremità degli elementi collegati devono sempre essere sal­date. Inoltre le saldature a cordoni d’angolo realizzate a tratti non possono essere utilizzate in ambiente corrosivo.

Per le saldature a cordoni d’angolo discontinue, le distanze tra le estremità di ciascun tratto saldato non devono eccedere il minore tra i seguenti valori:

  • 200 mm;
  • 12 volte lo spessore della parte più sottile se l’elemento collegato è in compres­sione;
  • 16 volte lo spessore della parte più sottile se l’elemento collegato è in trazione;
  • ¼ della distanza fra gli irrigidimenti qualora la saldatura sia utilizzata per collegare tali irrigidimenti ad una piastra o ad altri elementi soggetti a compressione o taglio.
Non perderti: Degrado dell’acciaio: cosa accade alle strutture metalliche?

SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO DI TESTA

Questa tipologia viene ulteriormente articolata in:

  • saldature di testa a completa penetrazione; si intende una saldatura di testa per la quale la penetrazione del metallo base è completa e interessa l’intero spessore del giunto;
  • saldature di testa a penetrazione parziale, ovvero una saldatura di testa nella quale la penetrazione risulta inferiore all’intero spessore del metallo base.

SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO ENTRO FORI OD INTAGLI

Questo tipo di saldatura non è ammesso per giunti fortemente sollecitati a trazione oppure soggetti a fenomeni di fatica. Rientrano in questo gruppo le saldature realizzate in fori circolari oppure in fori allungati (definiti intagli).

Non possono essere utilizzate per resistere a carichi esterni applicati di trazione; possono invece essere usate per trasmettere l’azione di taglio, prevenire l’instabilità o la separazione di parti sovrapposte oppure per collegare i componenti di elementi composti.

SALDATURE STRUTTURE IN ACCIAIO ENTRO SCANALATURE

Anche questa tipologia di saldatura non può essere impiegata per giunti fortemente sollecitati a trazione oppure soggetti a fenomeni di fatica. Le figure riportate di seguito definiscono la sezione efficace di gola per saldature entro scanalature.

Il testo è tratto dal volume: “Progettare strutture in acciaio” edito da Maggioli Editore, con fogli di calcolo per verifica strutture semplici e pre-dimensionamento strutture complesse.

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Ecobonus – Incentivo per la mobilità sostenibile

Ecobonus è la misura che offre contributi per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

La misura non è un provvedimento di sostegno al mercato dei veicoli, ma ha una finalità tutta ambientale, andandosi a integrare alla vigente normativa europea sulla qualità dell’aria e dell’ambiente.

Ecobonus è promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e gestita da Invitalia.

Per maggiori informazioni

Vai al sito https://ecobonus.mise.gov.it

 

https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/68-incentivi/2039556-ecobonus-incentivo-per-la-mobilita-sostenibile

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Software di calcolo strutturale: le novità di Sismicad 12.15 disponibili anche in prova gratuita

Con la versione 12.15 di Sismicad nuovi ambienti di verifica di setti e nuclei in cemento armato e del pushover
Si tratta di una versione piuttosto importante perchè contenente molte novità ma soprattutto perchè con Sismicad 12.15 debuttano i nuovi ambienti di verifica di setti e nuclei in cemento armato e del pushover. Una versione frutto di sviluppi di lungo corso, capace di aver creato qualcosa di innovativo e al passo con i tempi sia dal punto di vista ingegneristico che informatico, con una certa attenzione anche alle logiche BIM.

Plugin per Autodesk Revit. E’ stato sviluppato un plugin per Autodesk Revit in grado di importare in “famiglie native” le geometrie strutturali di Sismicad. Ciò si accosta alla già presente funzionalità di esportazione da Revit a Sismicad per gestire una progettazione coordinata.
Nuovo ambiente grafico di analisi Pushover. E’ possibile gestire l’analisi statica non lineare con pochi comandi specifici direttamente nella finestra principale. La nuova finestra Curve pushover permette di governare agevolmente i punti di ciascuna curva. Il calcolo è ora eseguibile opzionalmente in due passaggi (prima FEM e poi meccanismi di rottura) con notevole velocizzazione dello studio delle curve. Nelle usuali viste dei risultati modello e nelle relazioni sono accessibili tutti i risultati FEM per i punti di ciascuna curva. Nella rinnovata finestra Risultati calcolo sono accessibili tutti i risultati dell’analisi pushover ed in particolare tutti i meccanismi di rottura indagati.
Nuovo ambiente di verifica di pareti e nuclei in c.a. È disponibile un ambiente di verifica dedicato alle pareti in cemento armato completamente nuovo e uniformato agli altri, con una nuova organizzazione dei comandi e delle funzionalità. Attraverso di esso è possibile progettare l’armatura sia di pareti piane che di nuclei composti da più pareti, con una velocità di elaborazione potenziata di oltre un ordine di grandezza. E’ possibile cambiare materiale e classe di esposizione direttamente in sede di verifica. I disegni esecutivi sono estremamente dettagliati e creati con il nuovo standard coordinato Concrete Draft Design (CDD).

https://www.ingenio-web.it/25566-software-di-calcolo-strutturale-le-novita-di-sismicad-1215-disponibili-anche-in-prova-gratuita

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Ecobonus e sismabonus, per cessione del credito non occorre solo la parentela

Per l’Agenzia delle Entrate in caso di cessione, il legame familiare non è sufficiente come collegamento ai fini della cedibilità del credito
In merito all’Ecobonus e Sismabonus, il 31 ottobre 2018, l’Agenzia delle Entrate, prendendo in esame la fattispecie nella quale un contribuente era intenzionato a cedere a titolo gratuito il credito d’imposta al figlio, che al tempo stesso non era collegato al rapporto che aveva dato origine alla detrazione del padre, ha sottolineato che per quanto riguarda i casi di cessione di crediti per il risparmio energetico qualificato o per i lavori antisismici (svolti da contribuenti non incapienti), i cessionari possono essere i fornitori dei lavori o anche altri soggetti privati, che però devono obbligatoriamente essere “collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”. Un requisito che non può “ravvisarsi nel mero rapporto di parentela” che intercorre tra il soggetto che ha sostenuto le spese e il cessionario.
Ecobonus, il caso esaminato
Nel caso esaminato, come già annunciato, il credito d’imposta non era collegato al rapporto che aveva originato la detrazione del padre, dal momento in cui il figlio non era comproprietario delle singole unità immobiliari ristrutturate e nemmeno proprietario di altre unità dello stesso edificio. Quindi non aveva i requisiti necessari che avrebbero consentito la cessione del bonus per i lavori sui singoli appartamenti e che avrebbero consentito la cessione del credito per i lavori energetici sulle parti comuni. Inoltre, il collegamento con la detrazione originaria non c’è nemmeno quando, in seguito al pagamento, vi è la donazione al cessionario della nuda proprietà degli immobili riqualificati.
Ecobonus, cosa fare in questi casi?
Per casi come questi viene suggerita la modalità del “familiare convivente“, dove quest’ultimo ha il compito di fare il bonifico parlante, lasciando perdere la strada della cessione postuma del credito.
Ai sensi dell’articolo 9-bis, comma 2, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007, in caso di cessione o donazione dell’immobile le detrazioni competono direttamente alla persona fisica che riveste la qualifica di acquirente o donante, a meno che non siano stati fatti accordi diversi. L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che la normativa inerente alle tre possibili cessioni dei crediti originati dai lavori in casa, vale a dire risparmio energetico qualificato, misure antisismiche o incapienti, non contempla nessuna prescrizione sulle modalità e sulla forma attraverso la quale viene predisposto l’accordo o il contratto di cessione dei crediti stessi.
Dopo la sottoscrizione dell’eventuale accordo o contratto, la cessione del credito deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate. Specialmente, per quanto concerne le cessioni dei crediti riguardo i lavori sulle parti condominiali, entro il 28 febbraio dell’anno seguente va inviata la comunicazione dall’amministratore di condominio. Al tempo stesso, riguardo le nuove cessioni inserite a partire dal 2018, la circolare 18 maggio 2018, 11/E, ha ribadito la necessità dell’emanazione di un nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con le annesse “modalità operative”. Viene ipotizzata l’introduzione di una specifica comunicazione alle Entrate della cessione del credito, effettuata dal cedente.

https://www.ediltecnico.it/66712/ecobonus-e-sismabonus-per-cessione-del-credito-non-occorre-solo-la-parentela/

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Bonus casa: cosa prevede la legge di Bilancio 2019

Nel 2019 si potrà fruire del bonus mobili solo per interventi edilizi iniziati dal 2018. Lo prevede il disegno di legge di Bilancio 2019, che nel prorogare la detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici ha però circoscritto l’agevolazione agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal 1° gennaio 2018. Per i lavori edilizi avviati dal 2017, i soggetti che intendono beneficiare dello sconto devono quindi affrettarsi: gli acquisti agevolabili, infatti, devono essere effettuati entro la fine dell’anno. Oltre alla conferma del bonus mobili, la Manovra proroga anche di tutti gli altri bonus edilizi: l’ecobonus, il bonus verde e il bonus ristrutturazioni potenziato al 50%.
Si stringono i tempi per usufruire del bonus mobili 2018 agganciato agli interventi edilizi iniziati dal 2017: per poter ottenere l’agevolazione, l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di fabbricati oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia deve essere effettuato entro e non oltre il 31 dicembre 2018.
Dal 2019, infatti, in base alla legge di Bilancio 2019, che prevede la proroga dello sconto anche per il prossimo anno, l’agevolazione potrà essere richiesta solo da chi realizza lavori edilizi a partire dal 1° gennaio 2018.
La Manovra conferma anche tutti gli altri sconti edilizi: ancora un anno, quindi, per il bonus verde, l’ecobonus e il bonus ristrutturazioni potenziato al 50%.
Leggi anche Lavori in edilizia: gli sconti nella legge di Bilancio 2019
Bonus mobili
Con il disegno di legge di Bilancio 2019 (art. 11), il bonus mobili, la detrazione IRPEF al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione, guadagna un ulteriore anno e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2019.
Ma per il prossimo anno, lo sconto spetterà solo per i lavori iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2018. Restano invariate le altre condizioni ai fini della fruizione dello sconto.
In particolare, l’agevolazione può essere fruita solo dai contribuenti che beneficiano della detrazione IRPEF 50% per i seguenti interventi di recupero del patrimonio edilizio:
– interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali;
– interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
– interventi di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile;
– interventi di ricostruzione o di ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Per avere diritto allo sconto non è richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato. In pratica, quindi, la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.
Nel caso di intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto al bonus mobili, ognuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti, mentre il bonus non competese acquistano beni per arredare la propria unità immobiliare.
Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, è calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Per effetto delle modifiche previste dal disegno di legge di Bilancio 2019, per gli acquistieffettuati nel 2019 e riferiti a interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018 (anche se proseguiti nel 2019), l’importo massimo di 10.000 euro deve essere considerato al netto delle spese sostenute nel 2018 e per le quali si è già fruito del bonus.
Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Bonus ristrutturazioni potenziato
Un anno in più anche per la detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Il disegno di legge di Bilancio 2019, oltre alla proroga della misura potenziata (in luogo di quella ordinaria al 36%) conferma anche per il 2019 il raddoppio da 48.000 a 96.000 euro dell’ammontare complessivo delle spese detraibili per unità immobiliare.
Bonus verde
Sarà valido per tutto il 2019 anche il bonus verde, la detrazione IRPEF del 50% istituita dalla legge di Bilancio 2018 per interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato.
A seguito della proroga prevista nel disegno di legge di Bilancio 2019 (art. 12), quindi, lo sconto potrà essere fruito anche per le spese sostenute nel 2019 per:
– la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
– la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
Ecobonus
Prorogato fino al 31 dicembre 2019 anche l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari.
Il disegno di legge di Bilancio conferma anche per il 2019 l’articolazione dell’ecobonus delineata dalla legge di Bilancio 2018.
In particolare, lo sconto sarà pari al 50% per le spese relative agli interventi di:
– acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
– acquisto e posa in opera di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A (prevista dal regolamento UE n. 811/2013) o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
Per le caldaie a condensazione si potrà usufruire della detrazione del 65% nel caso in cui, oltre ad essere almeno in classe A, siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02).
Confermata l’aliquota della detrazione al 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2019 per:
– l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro (per beneficiare della detrazione è necessario che gli interventi effettuati portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%);
– gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
– l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
Sismabonus
Nulla cambia per il sismabonus e il bonus unico per interventi antisismici e di efficientamento energetico, che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2021.
Si ricorda brevemente che il sismabonus è rivolto sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) e spetta per l’adozione di misure antisismiche su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. La detrazione base è pari al 50% della spesa sostenuta e sale al 70 o 80% (80 o 85% per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi.
Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euromoltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.
Il bonus unico spetta per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, ed è pari:
– all’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore;
– all’85%, se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Per questi interventi la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo ma si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

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Bonus casa, la Manovra proroga al 2019. Di Maio: ‘allo studio un’ulteriore proroga’

Il Ministro dello Sviluppo economico annuncia modifiche in Parlamento e la revisione del sistema di detrazioni

25/10/2018 – Nella bozza della Legge di Bilancio 2019 c’è la proroga di un anno per tutte le detrazioni per la casa (bonus ristrutturazioni, bonus mobili, ecobonus e bonus verde). Ma l’ecobonus potrebbe godere di una proroga più lunga: ieri, infatti, nel corso del question time alla Camera, il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha annunciato di essere al lavoro per prolungarne l’orizzonte temporale.

Scarica qui la bozza della Legge di Bilancio 2019

Ecobonus: Di Maio promette un’ulteriore proroga
L’annuncio del Ministro arriva in risposta all’interrogazione firmata dai deputati Rossella Muroni, Roberto Speranza e Federico Fornaro che hanno chiesto spiegazioni circa la proroga annuale dell’ecobonus, giudicata incoerente rispetto alla ‘promessa stabilizzazione’ fatta dagli esponenti delle forze politiche di Governo.

Il Ministro Di Maio ha risposto che il MISE, dopo aver predisposto la proroga annuale della misura, “sta lavorando per una possibile ulteriore proroga da apportare in Parlamento, nella convinzione che un orizzonte temporale più lungo possa stimolare il settore delle costruzioni e i settori produttivi interessati a mettere in campo un’offerta più strutturata”.

Per il Ministro, infatti, “un orizzonte di medio termine potrà incidere in positivo sul tasso annuale di richieste, favorendo una migliore programmazione degli interventi e garantendo un miglior risultato anche in termini di efficienza energetica generata”.

Infine, Di Maio ha anticipato l’avvio di “un’interlocuzione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per rivedere in maniera organica il sistema di detrazioni attuali nell’ottica di premiare maggiormente gli interventi ad efficienza più virtuosi, anche in vista degli obiettivi europei”.

Ecobonus: al lavoro per nuovi criteri
Non è chiaro se la modifica dei requisiti di accesso all’ecobonus, annunciata da Di Maio, andrà nella direzione delineata dalla bozza di DM diffusa nel luglio scorso che ipotizza dei massimali specifici di costo per singola tipologia di intervento. Si tratta di una spesa onnicomprensiva, i costi indicati nella tabella riassuntiva sono comprensivi di Iva, prestazioni professionali e opere complementari relativi all’installazione e alla messa in opera.

Ad esempio, con i nuovi massimali di costo, per la sostituzione di una finestra in zona climatica A, B o C, sarà ammessa alla detrazione una spesa fino a 350 euro al metro quadro (450 euro per le zone climatiche D, E ed F). Se il costo dei lavori supera i 350 euro a metro quadro, la parte eccedente non sarà conteggiata ai fini della detrazione.

La bozza di DM risale a diversi mesi fa; l’attuale Governo, però, non si è espresso in maniera esplicita sul provvedimento. Bisognerà, quindi, aspettare per capire se i contenuti della bozza verranno recepiti o se saranno modificati, accogliendo le istanze degli operatori del settore.

L’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti (UNICMI), pur apprezzando la proroga annuale che “sgombra dal campo la ventilata possibilità di abolire le detrazioni, restituendo un minimo di certezze all’intero sistema industriale italiano dei serramenti” ha annunciato che si attiverà per condizionare i contenuti dei decreti attuativi che disciplineranno la pratica delle detrazioni nel 2019.

Unicmi, “attraverso una capillare opera di sensibilizzazione dei Ministeri competenti, cercherà di scongiurare l’introduzione degli elementi gravemente distorsivi (come l’indicazione di un prezzo massimo dei serramenti) contemplati dalla bozza di DM (previsto per il 2018 ma mai emanato) che rischierebbero di premiare esclusivamente prodotti di scarsa qualità provenienti dall’estero. Caldeggerà, invece, l’introduzione di regole certe che valorizzino la corretta posa in opera dei serramenti negli interventi disciplinati dalle detrazioni”.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verde: proroga al 2019
La bozza della Legge di Bilancio 2019 prevede la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus ristrutturazione 50% e del bonus del 50% per mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione.

Proroga di un anno anche per l’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali già dal 1° gennaio 2018 l’aliquota è scesa dal 65 al 50%.

Anche per il 2019, quindi, gli interventi che continueranno ad usufruire della detrazione 65% sono:
– installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
– sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
– l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%;
– l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

La detrazione è al 50% è prevista per le spese relative a:
– acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
– acquisto e posa in opera di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013;
– acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Proroga al 2019 anche per il bonus verde che prevede una detrazione del 36% per gli interventi di sistemazione a verde di giardini e terrazzi.

La bozza della Manovra 2019 non parla del sismabonus che, senza necessità di proroghe, continua a funzionare con le stesse regole fino al 31 dicembre 2021.

Sport Bonus 2019: aumenta al 65% il credito d’imposta
La bozza della Legge di Bilancio 2019 prevede, una volta ottenuto il via libera della Ragioneria Generale dello Stato, la proroga di un anno dello Sport Bonus con alcune novità.

La Manovra 2019 allarga il credito d’imposta alle nuove realizzazioni di impianti sportivi, accanto alle ristrutturazioni di quelli esistenti e aumenta la percentuale del credito d’imposta: mentre nel 2018 è previsto un credito d’imposta del 50% nel 2019 si passerebbe al 65%.

Si legge, infatti, che “le erogazioni liberali in denaro effettuate da privati nel corso dell’anno solare 2019 per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture spetta un credito d’imposta in misura pari al 65% delle erogazioni effettuate, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi”.

Il credito d’imposta nel 2019 sarà riconosciuto anche alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 20 per cento del reddito imponibile ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui, e sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo.

https://www.edilportale.com/news/2018/10/risparmio-energetico/bonus-casa-la-manovra-proroga-al-2019.-di-maio-allo-studio-un-ulteriore-proroga_66663_27.html

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Bonus casa 2019: dalla Legge di Bilancio arrivano importanti novità

Con la prossima Legge di Bilancio 2019 troveranno introduzione delle novità molto importanti per quanto riguarda la detrazione IRPEF spettante a tutti quei contribuenti che effettueranno lavori di ristrutturazione, opere dirette alla riqualificazione energetica, interventi di recupero del verde urbano e quelli che rientrano nei requisiti per il Sismabonus.

Infatti possiamo affermare che nella Legge di Bilancio 2019, approvata dal governo Conte, sono stati prorogati per un anno, e quindi sino al 31 dicembre 2019, i Bonus casa per:

Bonus ristrutturazioni
Ecobonus
Bonus mobili ed elettrodomestici.
Il Movimento 5 stelle ha, però, affermato che questi bonus, che solitamente vengono riconfermati di anno in anno verranno presto stabilizzati per ben 3 anni e il meccanismo della cessione dei crediti, con i relativi limiti imposti dall’Agenzia delle Entrate e dalla legge, diverrà molto meno complicato.

Si parla anche di introdurre un ecoprestito, un prestito con un tasso agevolato, per permettere ai cittadini che non hanno un grande disponibilità economica di poter effettuare i lavori di ristrutturazione disponibili dal 2019.

Ecco in cosa consisteranno il Bonus ristrutturazione e il Bonus mobili
Vediamo quindi che è stata prorogata sino al 31 dicembre 2019, la suddetta detrazione al 50% destinata agli interventi di ristrutturazione edilizia, il rimborso, come sempre, è da suddividere in dieci quote annuali. Come emerge dal Documento programmatico del bilancio 2019, che va ad anticipare tutti i contenuti del disegno di legge di bilancio sugli sconti fiscali per la casa, sino al 31 dicembre 2019 potremo usufruire ancora della detrazione Irpef al 50% con un limite massimo di spese pari a 96mila euro per ogni unità immobiliare nel caso in cui si eseguano degni interventi per la ristrutturazione dell’immobile.

La legge di bilancio precedente aveva previsto una detrazione fiscale nella misura più alta del 50% sino al 31 dicembre del 2018 che si sarebbe poi ridotta al 36% a partire dal 1 gennaio 2019. Adesso, grazie alla la proroga, questa detrazione al 50% sarà valida sino al 31 dicembre dell’anno prossimo. Connessa alla detrazione per gli interventi di ristrutturazione c’è il bonus mobili, ovvero l’agevolazione fiscale diretta all’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici con classe energetica non inferiore alla A+, che siano destinati all’arredamento di un immobile in fase di ristrutturazione. La vecchia legge di bilancio prevedeva che i beneficiari della detrazione fossero gli utenti che acquistavano mobili od elettrodomestici nuovi in questo 2018 ed hanno realizzato degli interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire dal 1 gennaio 2017. Adesso anche il bonus mobili è stato prorogato per tutto il 2019.

Il bonus ristrutturazioni spiegato dall’Agenzia delle Entrate

C’è già qualche piccola indiscrezione sull’Ecoprestito che potrebbe diventare realtà
Come abbiamo accennato, però, le novità non finiscono qui, infatti. il nostro governo sta vagliando l’importante possibilità di introdurre il cosiddetto “ecoprestito” per consentire anche a quelle persone che non dispongono della liquidità necessaria, di riuscire ad accedere alle suddette agevolazioni. Si tratterà di una forma di prestito attraverso la quale un soggetto pubblico, come la Cassa depositi e prestiti, mette a disposizione del cittadino una parte delle risorse che sono necessarie per avviare le opere di ristrutturazione. Quindi, chi desidera ristrutturare la propria casa potrà così richiedere un particolare prestito disponibile ad un tasso più basso fruibile grazie alla garanzia dello Stato e, usufruire dunque dello sconto previsto dalla suddetta normativa a cui non sarebbe altrimenti riuscito ad accedere senza l’ecoprestito.

https://www.progedil90.it/blog/bonus-casa-2019-dalla-legge-di-bilancio-arrivano-importanti-novita/

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Sismabonus, la detrazione vale anche per la demolizione e ricostruzione

Agenzia delle Entrate: la volumetria non deve cambiare, fatte salve le innovazioni necessarie per l’adeguamento sismico.

30/04/2018 – Si può usufruire del sismabonus anche per la demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 34/E del 27 aprile 2018.

Sismabonus in caso di demolizione e ricostruzione
Il sismabonus, spiega l’Agenzia, può essere fruito anche da coloro che, possedendo o detenendo l’immobile in base a un titolo idoneo, decidono di demolirlo e ricostruirlo con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica.

Tale intervento, infatti rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione. In risposta all’interpello di tre comproprietari, inoltre, le Entrate chiariscono che questi soggetti possono dividere le spese in proporzione alla spesa sostenuta da ciascuno.

Demolizione con ricostruzione e Iva agevolata del 10%
La stessa Risoluzione 34/E spiega che ai lavori di demolizione con ricostruzione si applica l’aliquota Iva agevolata del 10% prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le opere siano qualificate come tali dalla relativa documentazione amministrativa.

Il Sismabonus, come funziona
Il Sismabonus prevede una detrazione delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche che migliorino la classe di rischio degli immobili che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3).

Tale agevolazione, valida fino al 31 dicembre 2021, può essere fruita sia dai soggetti passivi Irpef sia dai soggetti passivi Ires e per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive.

Per le abitazioni singole, la detrazione va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in 5 rate annuali.

La detrazione parte dal 50% delle spese (nel caso in cui l’intervento non migliori la classe sismica) e sale quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico: gli interventi che determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore usufruiscono della detrazione del 70%, mentre gli interventi che permettono il passaggio a due classi di rischio inferiori godono della detrazione dell’80%.

Quando gli interventi sono realizzati in edifici condominiali, le detrazioni sono: 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore; 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.
In questo caso le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.

Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica, potranno detrarre fino all’85% delle spese sostenute in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione sarà ripartita in 10 rate annuali e verrà calcolata su una spesa massima di 136mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (si tratta della somma del tetto di 96mila euro per unità immobiliare previsto dal sismabonus “tradizionale” e di quello di 40mila euro per unità immobiliare fissato per l’ecobonus).

Il miglioramento antisismico va calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017) che spiegano come attribuire ad un edificio una delle 8 Classe di Rischio Sismico (da A+, la meno rischiosa, ad A, B, C, D, E, F e G, la più rischiosa), mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

https://www.edilportale.com/news/2018/04/normativa/sismabonus-la-detrazione-vale-anche-per-la-demolizione-e-ricostruzione_63800_15.html

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