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INNOVA Brescia 20 – 21 – 22 Settembre 2018 Brixia Forum

Il futuro dell’acciaio non è più quello di una volta.
E allora, lo dice lo stesso nome: innovA è la convention dell’innovazione per la filiera siderurgica. Dedicata ai settori dell’acciaio e dei metalli, innovA favorisce forme di ibridazione tra conoscenze, prodotti, servizi e nuovi modelli di business. È occasione di incontro tra aziende e startup selezionate, ideatrici di progetti innovativi legati al mondo dell’acciaio, potenzialmente in grado di rivoluzionare il modo di produrlo, distribuirlo e utilizzarlo. È possibilità di partnership, nate dall’incontro tra cliente-visitatore e fornitore-espositore; di scoperta della direzione che sta seguendo l’industria dell’acciaio globale.

Digitalizzazione, industria 4.0, additive manufacturing e stampa 3D a metallo, piattaforme online per la vendita e la distribuzione, formazione, finanza, nuovi materiali e sostenibilità sono tra i temi che plasmano i contenuti di innovA. A Brixia Forum, dal 20 al 22 settembre 2018, la filiera dell’acciaio vestirà i panni del visitatore, per toccare con mano quanto innovatori e startup stanno elaborando per il mondo della siderurgia.

«innovA, dove la “A” richiama acciaio, vuole essere un momento di incontro tra l’innovazione e il nostro settore, quello dell’acciaio. Ci stiamo occupando molto di innovazione di processo e di prodotto, ma poco di ciò che potrebbe essere “disruptive”, di ciò che cambierà alla radice il nostro modo di fare business – spiega Emanuele Morandi, AD di Made in Steel e presidente di siderweb -. Abbiamo voluto innovA perché a noi di siderweb piace stare sulla frontiera dell’innovazione». «Ci sono startup piene di energie, idee, novità; poche, però, entrano in contatto con il mondo manifatturiero. Sarà impossibile creare una nuova Silicon Valley in Italia; è invece molto importante – conclude Morandi – far incontrare queste idee con la struttura manifatturiera siderurgica, per sostenerla nel proprio necessario percorso di innovazione».

innovA è ideata e organizzata da Made in Steel, il più importante evento del Sud Europa dedicato alla filiera dell’acciaio, che si tiene ogni due anni a Milano. Conference & Exhibition, è un perfetto punto di equilibrio fra business e riflessione, vetrina espositiva e polo culturale.
Anima di entrambi gli eventi è siderweb – la community dell’acciaio, l’unico quotidiano online interamente dedicato all’informazione siderurgica. È un contenitore indipendente di notizie, analisi, dati, opinioni, punto di riferimento e di confronto quotidiano degli operatori della filiera dell’acciaio.

https://innova.madeinsteel.it/

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Disastri annunciati

Ho seguito il disastro di Genova con il ponte crollato. Sembra che degli esperti avessero messo sull’avviso della fragilità della struttura. Dietro a tutto ciò, ho letto di costi lievitati, delle solite lungaggini procedurali e costruttive ecc. Anche i viadotti della Salerno-Reggio Calabria hanno avuto un iter molto discutibile. Le strutture pubbliche de L’Aquila, di Amatrice e di altre zone che, costate un bel po’ di pubblico danaro, sono crollate o sono state gravemente danneggiate dai sismi. Non parliamo poi degli edifici delle ricostruzioni post terremoti costate follie: balconi che crollano, case di montagna senza impianti di riscaldamento e con scarichi non funzionanti. Se andiamo ad esaminare tutti i lavori pubblici, in una maniera o nell’altra, troviamo l’inghippo. Tempi biblici, costi lievitati a livelli folli, strutture costate un patrimonio in fase di cedimento poco dopo l’inaugurazione e via di questo passo. Le ragioni di fondo? A mio avviso ve n’è più di una. La prima, e grave, è il livello endemico di corruzione del nostro Paese che ci porta ad avere un costo chilometrico di autostrada di 36 milioni contro i 16 della media europea. Il secondo, che spesso si riallaccia al primo, è che le esecuzioni dei lavori pubblici devono transitare per segreterie partitiche. La voracità di dette segreterie, i giri di amicizie, di favoritismi sono il brodo di coltura di un affarismo devastante e della scelta di tecnici ed operatori non in base alle capacità ed alla preparazione, ma in base al credo partitico ed alla disponibilità alle più spericolate operazioni anche finanziarie. Ci mettiamo anche che vi è la prassi di allungare i tempi di esecuzione di un’opera in maniera scandalosa al fine di continuare a far lievitare i costi, o, meglio, i finanziamenti. Una forma ricattatoria accettata da tutti gli addetti, si pensa, al fine di aumentare i dividendi. Avete mai notato come lavori pubblici in zone ove anche il lavoro notturno non darebbe fastidio a nessuno, si lavori dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17 per 5 giorni la settimana, salvo festività, Santi Patroni, partite della Nazionale ed altre valide ragioni. Lavorare 24 ore il giorno a turni in maniera di finire presto detti lavori e la possibilità ai cittadini di avere un’opera finita in breve tempo non ci pensa nessuno. Per fare un impietoso confronto, andare a vedere i lavori pubblici lungo le autostrade in Germania, dove si lavora 24 ore filate al fine di creare il minor disagio possibile agli utenti e confrontarli con gli analoghi sulle nostre autostrade. I morti e gli incidenti causati da queste lungaggini non fanno testo.

Sto seguendo i fatti relativi al crollo del viadotto di Genova. Di certo non è possibile dare conclusioni definitive di carattere tecnico. Ciò che sconcerta è tirare in ballo l’invecchiamento del calcestruzzo. Il calcestruzzo a componente pozzolanico fu un’invenzione dei romani. Dopo più di duemila anni, malgrado terremoti, distruzioni e saccheggi dell’uomo, guerre e quant’altro, noi vediamo ergersi i loro ponti, viadotti, anfiteatri ed altro. Si badi bene che i romani nelle loro gettate di calcestruzzo pozzolanico non inserivano tondini di acciaio ad alta resistenza come si dovrebbe nelle opere attuali. Quindi si dicano le cose come Dio comanda! Comunque sotto a queste disgrazie vi è il solito pressapochismo istituzionale accompagnato da un disinteresse della cosa pubblica da Guinness dei primati. Basti notare che un ponte in Sicilia è stato chiuso al traffico per il servizio de Le Jene sul degrado di detta struttura. Nessuno, parlo in alto loco, si era accorto dello sfaldamento delle strutture portanti e del disfacimento del cemento armato? Sembra di no, le istituzioni e i suoi, pagati, componenti hanno sempre qualcos’altro che li tiene occupati. Fin quando non interviene la Magistratura, guarda caso! Comunque l?italia è piena di manufatti costruiti con : filo di ferro, molta sabbia di mare e la puzza del cemento. E pensare che sono costate come se si fosse impiegato acciaio Thor ad alta resistenza, sabbia lavata e molto cemento, anzi, sono costate molto di più. Ettore Scagliarini

Ettore Scagliarini

https://www.renonews.it/editoriale/2018/08/15/disastri-annunciati/

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Genova, ingegneri: “Ponte Morandi geniale, ma fragile: piloni in cemento armato, materiale che si degrada”

Secondo gli esperti avrebbe dovuto essere demolito e ricostruito usando lʼacciaio poiché i costi di manutenzione erano altissimi.

Un progetto geniale, ma fragile. Un capolavoro di ingegneria, finito su riviste e libri di testo, ma che non teneva conto di un elemento fondamentale: il degrado del materiale. Nel clima ottimista degli anni Sessanta, del boom economico, tutto sembrava possibile per la tecnologia e la creatività italiana. Così nacque il Ponte Morandi di Genova: bello, ardito, ma minato dentro, bisognoso di continua e costosa manutenzione. Fino al crollo di oggi.

“Cemento armato degrada e poi collassa” – “Il problema del ponte è che i tiranti, gli ‘stralli’, sono stati costruiti in calcestruzzo e non in metallo, e che negli anni Sessanta non si metteva in conto che il calcestruzzo si degrada e poi collassa – spiega l’architetto genovese Diego Zoppi, ex presidente dell’Ordine genovese, oggi membro del Consiglio nazionale degli architetti -. Cinquant’anni fa c’era una fiducia illimitata nel cemento armato. Si credeva fosse eterno. Invece si è capito che dura solo qualche decennio”.

“Nel ’67 si aveva tanta fiducia nel calcestruzzo” – “Il ponte Morandi ha sempre avuto problemi di corrosione degli stralli e di eccessive deformazioni, a causa delle perdita di tensione dei cavi di acciaio dentro le strutture di cemento armato precompresso – racconta il professor Andrea Del Grosso, per anni ordinario di Tecnica delle costruzioni all’Università di Genova -. Ma all’epoca della costruzione le deformazioni del calcestruzzo non erano conosciute come oggi”.

Riccardo Morandi era un grandissimo ingegnere e progettista, geniale e innovativo. Il ponte per la A10 a Genova, scrive il Cnr, “realizzato tra il 1963 al 1967, è un esempio di razionalismo ‘assoluto’: l’intera, essenziale geometria ripercorre le linee di forza che sono capaci di garantire l’equilibrio dell’opera sotto l’azione del peso proprio e del traffico stradale”. Il problema per il Cnr è che “gli stralli in calcestruzzo armato precompresso hanno mostrato una durabilità relativamente ridotta”. Cosa che all’epoca non si sapeva ancora.

“Costi di manutenzione altissimi, meglio demolirlo e ricostruirlo in acciaio” – Ma sul sito ingegneri.info, due anni fa il professor Antonio Brencich, docente associato di costruzioni a Genova, spiegava che il ponte era stato mal progettato, che aveva costi di manutenzione altissimi e che presto sarebbe stato più conveniente demolirlo e ricostruirlo. “Morandi era un grandissimo strutturista, ma col viadotto sul Polcevera ha voluto forzare la mano”, dice oggi l’architetto Zoppi. Per l’ingegner Del Grosso, per il ponte sarebbe stata più adatta una struttura d’acciaio: “Ma all’epoca c’era una grande perplessità sull’acciaio, per questioni di durata, mentre le industrie italiane avevano grande esperienza sul cemento armato”.

GENOVA PONTE MORANDI

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CERSAIE 2018: DATE, LISTA DEGLI ESPOSITORI E NOVITÀ DELLA FIERA DI BOLOGNA

A Bologna torna la fiera Cersaie 2018, con tantissime novità presentate per l’occasione dagli espositori del settore ceramiche e arredo bagno e presenti nelle date dal 24 al 28 settembre.

Torna l’attesissima fiera Cersaie 2018, nelle date dal 24 al 28 settembre. Anche questa volta scopriremo numerose novità tra gli stand occupati dagli espositori italiani e internazionali, che proporranno le loro ultime collezioni che riguardano le ceramiche e l’arredo bagno. Cersaie è la più importante occasione internazionale che raccoglie architetti, designer di interni, progettisti, professionisti della distribuzione e grandi società di costruzione. Il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredo bagno lancia, come sempre, le nuove tendenze che riguardano i rivestimenti e una delle stanze più vissute della propria casa, proponendo sanitari e rubinetteria altamente funzionale e dal design contemporaneo. Inoltre, in occasione di questa fiera, si dà il via alla Bologna Design Week, dove è possibile partecipare a vari eventi organizzati appositamente per l’occasione.

IL CALENDARIO DI CERSAIE 2018
Le date di Cersaie sono dal 24 al 28 settembre 2018. L’ingresso è gratuito ma è importante registrarsi sul sito, per poter ricevere il biglietto di ingresso. Gli orari sono: dal lunedì al giovedì dalle 9,00 alle 19,00 e il venerdì dalle 9,00 alle 18,00.

GLI EVENTI DI CERSAIE 2018
Ceramiche Keope, Chorus
Ceramiche Keope, Chorus
Anche quest’anno ci sono una serie di eventi organizzati in occasione del Cersaie 2018. Ritorna “costruire, abitare, pensare”, il programma culturale di Cersaie dedicato all’architettura e al design. Ci sarà la premiazione del concorso “La Ceramica e il progetto” e sarà possibile assistere a “The Sound of Design”, la mostra giunta alla quinta edizione. Si tratta di un evento trasversale dedicato alle eccellenze dell’Italian Style; oltre alle creazioni di design, la mostra sarà accompagnata da musica di vario genere, dal punk al rock, dal metal all’hip hop. Tra gli appuntamenti da non perdere vi segnaliamo quello del 26 settembre, quando il Cersaie 2018 avrà come ospite Camilo Rebelo, famoso architetto portoghese e vincitore del premio Baku UIA International Architecture Award 2017 per il progetto “Ktima House”, tra i protagonisti del programma culturale “costruire, abitare, pensare”. L’architetto terrà una conferenza presso la Galleria dell’Architettura.

CERSAIE E LA BOLOGNA DESIGN WEEK
La Bologna Design Week 2018 si svolge in occasione e in collaborazione con Cersaie. Giunta alla sua quarta edizione, la Bologna Design Week proporrò vari eventi imperdibili, in particolar modo esposizioni, da ESODO di Antonello Ghezzi e Giovanni de Gara a Tutti a Tavola. Tra i concorsi vi segnaliamo “Design Victim”, un photocontest che nasce con l’obiettivo di rappresentare il legame inanimato tra persona ed oggetto.

LE NOVITÀ DI DESIGN DI CERSAIE 2018
Scavolini Diesel Open Workshop
Scavolini collezione Diesel Open Workshop
Tra le aziende che partecipano a Cersaie 2018 c’è FIMA Carlo Frattini, che per l’occasione presenta MOOVE, il nuovo soffione firmato da Davide Vercelli. Caratteristica principale di questo nuovo elemento di rubinetteria è la modalità di fruizione personalizzata, unica a un’estetica ricercata e un’estrema praticità di pulizia. Chorus è la nuova collezione di Ceramiche Keope in gres porcellanato, dai toni armoniosi e discreti per uno stile elegante, ispirato alla pietra calcarea. La linea Chorus è declinata in 10 formati e 5 miscele di colore dalle tinte sobrie ed eleganti, ovvero beige, grey, silver, tobacco e white. Al Cersaie sarà presente anche Scavolini, che proporrà nuove collezioni come Diesel Open Workshop, dallo stile impeccabile e la decisa ispirazione industriale, e Gym Space, che fonde il concetto di arredo bagno e palestra.

Per scoprire in anteprima tutte le ultime novità degli espositori di Cersaie 2018, vi suggeriamo di guardare le immagini della nostra gallery.

https://www.designmag.it/articolo/cersaie-2018-date-lista-degli-espositori-e-novita-della-fiera-di-bologna/51734/

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