Giorgio Armani: «La casa è un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti»

Dalla prima lampada creata per sé fino alle sale del Quirinale, passando per la progettazione di interni su misura e gli hotel, nel segno del made in Italy

«Nel 1982 la Logo Lamp fa la sua comparsa nell’ufficio di Giorgio Armani in via Durini, a Milano. È il primo prodotto per la casa disegnato da Giorgio Armani e l’inizio di un’avventura nel mondo del design che si sviluppa per cerchi concentrici. Nel 2000, l’apertura del primo flagship store Armani/Casa , in via Manzoni 31 a Milano, che già nel 2001 viene seguito da quelli di Parigi (completamente rinnovato l’anno scorso), New York e Los Angeles e oggi conta una rete di boutique nelle principali città del mondo. Nel 2004, il lancio dell’Interior Design Studio di Armani/ Casa, per rispondere alle richieste di chi vuole ridisegnare i propri ambienti e non solo nel segno di quell’essenzialità lussuosa senza tempo e sempre perfettamente a tempo, che è la cifra stilistica dello stilista. Il suo prosieguo naturale è il nuovo servizio At Your Home, disponibile anche online, con il quale si può ripensare negli arredi e nella decorazione anche una sola stanza della casa, che per Giorgio Armani è da sempre «un’estensione del nostro essere e dei nostri sentimenti». Poi le partnership con aziende italiane leader nei propri settori come Dada del Gruppo Molteni, Rubelli, Roca, Jannelli & Volpi, per la realizzazione di sistemi cucine, rivestimenti e tessuti d’arredo che potessero riflettere nelle linee, nei materiali e nelle performance «un approccio estetico, il mio, che è essenziale, puro, fatto di materie eccellenti e rarefazione. Non lo si può identificare come immediatamente italiano, perché sono molti i richiami – sempre accennati e filtrati – ad altre culture. Ma è totalmente e orgogliosamente italiana la cura del dettaglio, del particolare; la qualità manuale della fattura. Abbiamo artigiani insuperabili, che mai dicono di no e che realizzano ogni idea. È questa l’italianità che sento il dovere di preservare nel mondo globale. E mi impegno a farlo continuamente», spiega Giorgio Armani.

Giorgio Armani con una gigantografia della Logo Lamp, da lui disegnata nel 1982. È l’oggetto che dà avvio all’esplorazione del mondo dell’abitare dello stilista.

Questo portato trova casa, dal 2010, nell’Armani Hotel di Dubai, seguito l’anno dopo da quello di Milano e dai tanti complessi residenziali che, da Tel Aviv a Mumbai, fino all’ultimo inaugurato a Miami, portano il segno di un’unica impronta creativa, rispettosa, curiosa, dialogante con un contesto storico e ambientale ogni volta diverso. Lo scorso dicembre, l’annuncio dell’ingresso di alcuni pezzi della collezione al Quirinale come parte del progetto Quirinale Contemporaneo, che mira ad arricchire la residenza presidenziale con opere d’arte, arredi e oggetti di design contemporanei rappresentativi del nostro patrimonio creativo e produttivo. Così, nella sala da pranzo nel Belvedere al Torrino, dove avvengono gli incontri istituzionali più riservati, è oggi presente un grande tappeto in seta con effetto tridimensionale e due tessuti della collezione Exclusive Textiles sono stati utilizzati per rivestire altre sedute del Palazzo. Dalla prima lampada disegnata per sé fino all’ingresso nella Casa degli Italiani: non tanto un cerchio che si chiude, quanto piuttosto un’espansione radiale.

«Le cose sono molto cambiate in questi decenni. Con il tempo, la mia passione e il mio coinvolgimento sono progressivamente aumentati in quanto il progetto si è fatto più ampio e complesso», continua lo stilista. «Ho sempre avuto una visione totale e completa dello stile e ho accarezzato l’idea di ampliare la mia estetica. Ci sono voluti, però, molti anni prima di poter offrire una vera e propria collezione di decorazione di interni, in quanto non era ancora arrivato il momento giusto e ho preferito aspettare. Oggi, a 21 anni dal lancio della prima collezione, guardo ancora ad Armani/Casa come ad una meravigliosa opportunità. Un ambiente nel quale posso a pieno sperimentare e creare oggetti e ambientazioni che riflettono la mia personale filosofia ed estetica».

In questi anni lo stile di vita è stato influenzato da ritmi sempre più veloci e dalla presenza massiccia della tecnologia, conclude Giorgio Armani. «Viviamo in un mondo iper-connesso e questo si riflette nelle nostre abitudini e condiziona i nostri bisogni. L’abitazione oggi, rispetto al passato, è un luogo attrezzato in cui poter svolgere anche la propria attività lavorativa. Il design segue questo cambiamento e mi aspetto che nel futuro sarà spinto a rispondere alle nuove esigenze con razionalità e con un dinamismo creativo sostenibile». Sarà interessante seguire nei prossimi mesi, con l’avvio del Salone del Mobile 2021, la risposta targata Armani a un concetto di abitare in completa ridefinizione. Una sfida che proietta nel futuro.

https://www.ilsole24ore.com/art/giorgio-armani-la-casa-e-estensione-nostro-essere-e-nostri-sentimenti-ADVyWTWB

Mercato Casa prefabbricata 2021 | A monte, opportunità, sfide, principali attori del settore, studio regionale, fattori di crescita e opportunità entro il 2027

Il rapporto sulle ricerche di mercato del mercato globale Casa prefabbricata 2021 rappresenta la panoramica storica della situazione attuale del mercato e delle previsioni per il 2027. Inoltre, questo rapporto fornisce le dimensioni, le tendenze, la quota, la crescita e la struttura dei costi del mercato Casa prefabbricata e l’analisi dei driver. Il rapporto Casa prefabbricata ha studiato le opportunità chiave nel mercato e i fattori di influenza utili e utili per l’azienda.

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Il rapporto del settore Casa prefabbricata è compilato con l’uso delle più recenti metodologie e strumenti di ricerca primaria e secondaria che forniscono varie analisi che sono state comprese nel rapporto. Le informazioni disponibili nel rapporto riepilogativo di mercato di Casa prefabbricata forniscono ai clienti informazioni efficaci che consentono loro di prendere decisioni efficaci, che potrebbero portare a una significativa espansione dell’attività in futuro.

Cosa ha in serbo per te il Report?
– Dimensioni e previsioni del settore: gli analisti del settore hanno offerto proiezioni storiche, attuali e previste delle dimensioni del settore dal punto di vista dei costi e del volume
– Opportunità future: in questo segmento del rapporto, ai concorrenti di Casa prefabbricata vengono offerti i dati sugli aspetti futuri che probabilmente l’industria Casa prefabbricata fornirà
– Tendenze e sviluppi del settore: qui, questo rapporto ha parlato dei principali sviluppi e tendenze in atto nel mercato Casa prefabbricata e del loro impatto previsto sulla crescita complessiva
– Studio sulla segmentazione del settore: in questa parte del rapporto è stata eseguita una suddivisione dettagliata dei principali segmenti del settore Casa prefabbricata insieme al tipo di prodotto, all’applicazione e al verticale
– Analisi regionale: i fornitori del mercato ricevono informazioni vitali sulle regioni ad alta crescita e sui rispettivi paesi, aiutandoli così a investire in regioni redditizie
– Panorama competitivo: questa sezione del rapporto fa luce sulla situazione competitiva del mercato Casa prefabbricata concentrandosi sulle strategie cruciali adottate dai giocatori per consolidare la loro presenza all’interno dell’industria Casa prefabbricata

http://ciaojuve.com/ricerca-di-mercato/394290/mercato-globale-il-magnesio-lingotto-2021-analisi-approfondita-del-settore-su-dimensioni-struttura-dei-costi-quota-entrate-fattori-di-influenza-e-attori-chiave-di-spicco-fino-al-2027-2-2-2-2-2-2-2-130/

Pannelli sandwich in acciaio Dimensioni del mercato, tendenze, studio sul profilo delle principali società globali 2021, impatto di COVID-19 sulla quota, crescita futura, regioni chiave 2026

L’esplorazione globale Pannelli sandwich in acciaio 2021 fornisce un modello del business con richieste, applicazioni e struttura della catena industriale. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio offre inoltre dati ai mercati di tutto il mondo, inclusi progetti in corso, valutazione approfondita della scena e stato di miglioramento delle impostazioni locali. I sistemi e i piani di avanzamento sono discussi in modo simile mentre le tecniche di accumulo e le strutture dei costi vengono analizzate allo stesso modo. Il rapporto Pannelli sandwich in acciaio afferma l’utilizzo di importazione / trasferimento, dati di mercato naturali, costo, valore, guadagni e margini lordi.

http://dicomogiornale.com/2021/04/10/pannelli-sandwich-in-acciaio-dimensioni-del-mercato-tendenze-studio-sul-profilo-delle-principali-societa-globali-2021-impatto-di-covid-19-sulla-quota-crescita-futura-regioni-chiave-2026/

Superbonus 110%, CNA preoccupata dell’aumento dei prezzi sulle materie prime

Secondo un’indagine effettuata dal Centro Studi CNA gli interventi di ristrutturazione garantiti anche dalla misura del Superbonus 110% stanno aiutando a risollevare il settore edilizio, ma d’altro canto stanno causando un’impennata dei prezzi per le materie prime.

Gli interventi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare e soprattutto il Superbonus 110% stanno risollevando il settore dell’edilizia dalla crisi economica già presente nel campo, aggravata dall’emergenza Covid. Queste misure tuttavia stanno causando anche un’impennata nell’aumento dei prezzi delle materie prime, con il rischio di diminuire i vantaggi portati dalle agevolazioni.

La rilevazione è stata effettuata all’interno dell’indagine “La ripresa del settore delle costruzioni tra agevolazioni e aumenti delle materie prime”, condotta dal Centro Studi CNA, a cui cui ha partecipato un campione rappresentativo di imprese artigiane impiegate nel settore edile.

Impatto positivo del Superbonus 110%

Secondo il 57% delle imprese intervistate l’introduzione delle misure agevolative sta avendo un impatto positivo sulla filiera delle costruzioni, con picchi del 65,9% nel comparto dei serramenti e del 64,2% nelle imprese con oltre dieci dipendenti.

“Oltre a dare un impulso alla domanda nella filiera delle costruzioni, gli incentivi stanno avendo un effetto benefico anche sulla organizzazione delle imprese, mettendole nelle condizioni di accrescere competenze e ‘catalogo'” si legge nel comunicato di CNA.

Secondo i dati dell’indagine il 33,7% ha ampliato il ventaglio dell’offerta di lavori e servizi, il 27,8% ha assunto nuovo personale e il 23,3% sta sperimentando nuovi fornitori.https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&embedId=twitter-widget-0&frame=false&hideCard=false&hideThread=false&id=1377928448015003652&lang=it&origin=https%3A%2F%2Fit.sputniknews.com%2Feconomia%2F2021040210358084-superbonus-110-cna-preoccupata-dellaumento-dei-prezzi-sulle-materie-prime%2F&theme=light&widgetsVersion=e1ffbdb%3A1614796141937&width=550px

Impennata nei prezzi delle materie prime

​Se da un lato queste misure hanno agevolato il settore a risollevarsi, dall’altro hanno fatto aumentare in modo sproporzionato i prezzi delle materie prime. Il 79% delle imprese intervistate segnala aumenti nei prezzi dei materiali, delle materie prime e delle apparecchiature rispetto ai corsi di un anno fa.

In particolare nel settore delle costruzioni gli aumenti principali riguardano i metalli (+20,8%), i materiali termoisolanti (+16%), i materiali per gli impianti (+14,6%) e il legno (+14,3%).

Il 72% delle imprese addebita la fiammata dei prezzi, in parte o del tutto, ai comportamenti speculativi della catena di fornitura. 

Quali sono i rischi per il sistema

Con l’aumento sproporzionato dei prezzi il settore rischia di rendere vano l’obiettivo delle misure poste in atto per l’edilizia.

“Il 51,5% delle imprese di installazione impianti, il 58,3% del settore edilizio e il 64,6% della serramentistica già accusano diminuzione dei profitti a causa dell’aumento dei costi di produzione. Le altre imprese, per ora, cercano di attenuare i danni rinegoziando i prezzi applicati alla clientela o rivolgendosi al mercato per trovare nuovi fornitori” continua il comunicato.

In conclusione, quasi il 70% delle imprese teme una riduzione dell’effetto espansivo delle agevolazioni che, per una impresa su cinque, potrebbe assumere una dimensione davvero significativa.

A dicembre 2020 un emendamento alla Manovra approvato in commissione Bilancio prevede il via libera alla proroga del Superbonus al 110% fino al 30 giugno 2022, ma il fatto che nei sei mesi successivi si potranno completare i lavori estende la proroga a tutto l’anno.

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Quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso

I tempi cambiano e se una volta le case prefabbricate erano generalmente associate a situazioni di emergenza o comunque temporanee, adesso sono prese in considerazione anche come soluzione abitativa a lungo termine.

Questo perché rispetto al passato hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati, con poche differenze con le abitazioni tradizionali. Vediamo quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso.

Perché piacciono le case prefabbricate

Il boom delle case prefabbricate è dovuto principalmente al salto di qualità dei materiali utilizzati per la costruzione e alla varietà dell’offerta. Gli interessati possono per esempio scegliere tra dimore in muratura e abitazioni in acciaio o legno con finiture in acciaio, dotate di ogni comfort tecnologico e con un livello di efficienza energetica difficilmente riscontrabile altrove. Insomma non è più il caso di accostare le case prefabbricate soltanto alle emergenze post-terremoto, perché si stanno affermando come una vera e propria realtà immobiliare.

Quanto costa una casa prefabbricata?

Torniamo adesso alla domanda iniziale: quanto costa una casa prefabbricata pronta per l’uso? Ovviamente vale sempre il criterio del prezzo al metro quadro a seconda della posizione e del luogo, ma entrano in ballo anche altri fattori come, appunto, i materiali e, non meno importanti, i costi necessari per realizzare le fondamenta. Proviamo a fare due conti:

  • prezzo medio al mq 1.500 euro + Iva (in legno o acciaio) o 2.000 euro + Iva (in muratura) per la struttura portante e il montaggio (sono cifre molto approssimative, le variabili sono tante);
  • costi per le fondamenta, circa 150 euro al mq;
  • allacciamenti e impianti di luce, acqua, gas, ecc., da 3.000 euro a salire.

I costi sono questi, per cui è abbastanza facile farsi due conti. Da non sottovalutare, però, che le case prefabbricate sono campionesse di efficientamento energetico, e quindi le spese per le bollette saranno minime. Inoltre rientrano nei benefici sia del Superbonus 110% che del Sisma Bonus per gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Acquisto case antisismiche,
atto entro i tempi agevolativi

Gli acquirenti delle unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati gli interventi edilizi possono fruire del Superbonus 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

casa antisismica

Affinché l’acquirente, persona fisica, di un’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 (“sismabonus acquisti” nella versione Superbonus 110%), l’atto di acquisto, relativo all’edificio demolito e ricostruito per ridurne i rischi sismici, deve essere stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022. Questo il contenuto della risposta n. 80 del 3 febbraio 2021.

La richiesta di chiarimenti arriva da una società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali che vuole eseguire un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio nel rispetto delle condizioni richieste dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013, per poter consentire ai futuri acquirenti di fruire delle detrazioni previste dalla norma.
Nello specifico, la società istante chiede se ci sia un limite – a pena di decadenza per i futuri acquirenti della unità di nuova costruzione – entro il quale perfezionare l’acquisto dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento.
 
L’Agenzia, per fornire una risposta esaustiva, fa partire le proprie argomentazioni proprio dalla lettura del comma 1-septies dell’articolo 16 del Dl n. 63/2013, che prevede che se gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, per la riduzione del rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti delle disposizioni normative urbanistiche, con passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico, sono realizzati nei Comuni compresi nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, provvedono alla loro vendita, le detrazioni d’imposta (previste dal comma 1-quater dello stesso articolo) spettano all’acquirente dell’immobile nella misura del 75% e 85% del prezzo di acquisto risultante dal rogito notarile e comunque entro il limite massimo di spesa di 96mila euro per ogni unità immobiliare.
 
Di fatto, rispetto a quanto previsto dal “sismabonus”, i beneficiari dell’agevolazione fiscale sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati interventi edilizi.
 
L’Agenzia delle entrate ricorda poi che con la circolare n. 24/2020 è stato chiarito il Superbonus si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle “case antisismiche”, cioè, appunto, delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 oggetto di interventi antisismici, effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dal termine dei lavori, provvedano alla successiva rivendita.
Al riguardo, fa presente l’Agenzia, che, per le persone fisiche, per effetto delle modifiche apportate dalla lettera f) dell’articolo 1, comma 66, della legge di bilancio 2021, per tali interventi l’aliquota al 110% si applica «per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo» (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato””).
 
Infine, ricorda l’amministrazione, per usufruire del Superbonus serve il rilascio dell’asseverazione da parte dei professionisti iscritti ai relativi ordini o collegi professionali incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze, dell’efficacia degli interventi.
 
L’Agenzia conclude che, riguardo il caso in esame, affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16, comma 1-septies del Dl n. 63/2013 è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile su cui sono stati effettuati i lavori sia stipulato entro la finestra temporale di vigenza dell’agevolazione, ossia entro il 30 giugno 2022 in caso di persona fisica.

https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/acquisto-case-antisismiche-atto-entro-tempi-agevolativi

La sostenibilità delle costruzioni in acciaio

Scarica “ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE”, la pubblicazione di Fondazione Promozione Acciaio dedicata a una nuova cultura di progetto per questo materiale.

Il concetto di sostenibilità, elemento essenziale del nostro tempo, influenza ormai ogni aspetto della nostra vita. Siamo sempre più consapevoli che il nostro benessere è indissolubilmente legato alla salute del pianeta e adottiamo la sostenibilità come criterio di scelta tra diversi prodotti. Spesso sosteniamo che nel mondo delle costruzioni serva maggiore innovazione: in verità, un grande cambiamento è già diventato realtà sotto i nostri occhi: oggi le opportunità offerte ai progettisti e agli sviluppatori sono molteplici e innovative, eppure non sempre gli attori del mercato immobiliare sono consapevoli dei reali costi economici e ambientali legati alla costruzione e alla gestione di un’opera e pronti ad adottare nuovi paradigmi.

Un’attività di formazione culturale sull’argomento è indispensabile per sfatare credenze inesatte e far comprendere il reale impatto dell’acciaio e delle tecniche costruttive legate al suo impiego. Proprio per questo Fondazione Promozione Acciaio ha deciso di realizzare il documento ACCIAIO. PROSPETTIVE INFINITE, dedicato a una nuova cultura di progetto e all’acciaio, risorsa essenziale in una visione economica di tipo circolare.

Il documento, disponibile a questo link e in allegato all’articolo, riassume i vantaggi dell’acciaio come materiale costruttivo: riciclabile al 100%, resistente e durevole, l’acciaio permette di realizzare – ad esempio – strutture con luci maggiori rispetto a qualsiasi altro materiale, permettendo una grande libertà di progettazione e una notevole flessibilità architettonica. Inoltre, la leggerezza delle strutture in acciaio riduce considerevolmente l’entità delle opere di fondazione.

La tecnologia costruttiva a secco in acciaio, caratterizzata da strutture a telaio a cui vengono fissati elementi planari, leggeri, di piccolo spessore e grandi dimensioni, permette di realizzare edifici ad alta efficienza energetica grazie ai sistemi di rivestimento dalle alte prestazioni isolanti in spessori contenuti.

Le sfide per l’architettura nel 2021

Dai progetti d’autore, come la Torre Unipol di Cucinella e la sede Enel di Citterio-Viel, alle nuove regole per la qualità del costruire.

Antonio Citterio Patricia Viel, Lombardini22, Progetto Cmr, RPBW, One Works, Starching, Mario Cucinella Architects, Ati project e Archea. Ecco la top10 delle società italiane di architettura e design per fatturato, secondo la classifica annuale redatta da Guamari. Un quadro che mette in evidenza…

https://www.ilsole24ore.com/art/le-sfide-l-architettura-2021-ADIBn0CB

Le abitazioni del futuro sono sempre più green

Costruire o ristrutturare la propria abitazione in chiave green non alleggerisce solo le bollette, ma è un decisivo contributo a migliorare la condizione del pianeta. Secondo l’ultimo rapporto della Global Alliance for Buildings and Construction, edifici, abitazioni e settore dell’edilizia sono infatti responsabili del 39% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica, pesano per il 36% dell’intero consumo energetico globale, per il 50% delle estrazioni di materie prime e per il consumo di un terzo dell’acqua potabile.

La maggiore attenzione per le questioni ambientali degli ultimi anni sta migliorando le cose, anche se, secondo l’ultima analisi del World Green Building Council, la superficie dei pavimenti nel mondo è comunque cresciuta del 23% dal 2010 e, nello stesso periodo, il consumo di energia negli edifici è aumentato del 7%. Ci sono però tendenze positive in diverse aree: cresce ad esempio l’installazione di sistemi di illuminazione efficienti come i LED, finestre e infissi hanno performance di isolamento sempre migliori e c’è stato un aumento di oltre il 20% nell’uso di energie rinnovabili per alimentare gli edifici.

All’interno del settore delle costruzioni, e della bioedilizia in particolare, ci sono alcuni importanti trend in atto. Sta aumentando per esempio la popolarità delle case prefabbricate dotate di certificazioni green: sono più sicure a livello sismico, favoriscono la riduzione del consumo energetico e sono meno impattanti sull’ambiente.
Crescono anche gli edifici progettati già in partenza come smart building, ovvero dotati di tecnologie, sensori e connessioni che permettono di monitorare i consumi ed evitare gli sprechi, e l’utilizzo di materiali sostenibili, cioè quelli che per il loro metodo di produzione sono meno impattanti. A fare la differenza sono poi gli elettrodomestici di ultima generazione, con basso impatto energetico, e i mobili dotati di certificazioni come la FSC per il legno o la Ecolabel.

Ancora poco diffuse – ma in crescita – sono le case attive, edifici che generano più energia di quella che utilizzano nel corso di un anno, grazie all’utilizzo di sistemi ed impianti di produzione di energia rinnovabile, come pannelli solari, pale eoliche e dispositivi che sfruttano l’energia biotermica.

https://www.cdt.ch/casa/le-abitazioni-del-futuro-sono-sempre-piu-green-XF3632176?_sid=C3pPTDHr

Grandi case mobili degli agriturismi: servono sia permesso di costruire che certificato di collaudo

Cassazione: l’installazione di due case mobili di dimensioni cospicue e del peso di circa 3,5 tonnellate ciascuna rientra nella categoria degli «interventi di nuova costruzione», in quanto non possono ritenersi né diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, né conformi alle normative regionali di settore in tema di strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti.

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E’ legittimo, il sequestro preventivo di due manufatti prefabbricati ubicati in un’area campeggio di un agriturismo e destinati al soggiorno di turisti, con riferimento al reato di cui all’art. 44, comma 1, lett. b) del dpr 380/2001, cioè esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione.

Il tutto è contenuto nella sentenza 32735/2020 della Corte di Cassazione, che conferma in tutto e per tutto la decisione del Tribunale ordinario il quale, accogliendo l’appello del Pubblico Ministero, ha concluso che l’installazione dei due manufatti rientra nella categoria degli «interventi di nuova costruzione», a norma dell’art. 3, comma 1, lett. e.5), dpr/2001, osservando che questi non possono ritenersi né diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, né conformi alle normative regionali di settore in tema di strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti.

Il G.i.p. aveva invece disposto il sequestro dei due manufatti esclusivamente per i reati di cui agli artt. 75 (mancanza del certificato di collaudo) e 95 dpr 380/2001, rigettando la richiesta di misura per il reato di cui all’art. 44, comma 1, lett. b), ritenendo che l’installazione degli stessi costituisse attività edilizia libera.

Il ricorso si articola in un’unico motivo, nel quale si denuncia violazione di legge, in riferimento agli artt. 44, comma 1, lett. b), e 3, comma 1, lett. e5), dpr 380/2001, a norma dell’art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., avendo riguardo alla ritenuta riconducibilità dei manufatti alla categoria degli «interventi di nuova costruzione».

Case mobili: si tratta di nuove costruzioni, niente edilizia libera. Ecco perché

La Cassazione precisa in primis che l’art. 3, comma 1 del TUE, nell’elencare gli «interventi di nuova costruzione» – la cui realizzazione, a norma dell’art. 10, lett. a), presuppone il «permesso di costruire», e, in mancanza di questo, costituisce reato a norma dell’art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. cit. – include tra gli stessi, alla lett. e.5), «l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati,
e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore».

Quindi anche i «prefabbricati» e le «case mobili» sono da ritenersi «interventi di nuova costruzione», salvo che «siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee», ovvero «siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore».

Ma per «esigenze meramente temporanee» possono intendersi solo quelle del tutto transitorie e di breve durata. Non è il ‘nostro’ caso, visto che queste case mobili sono state
installate per il secondo anno consecutivo per una durata di sei mesi, nell’ambito dell’offerta ricettiva della struttura agrituristica, e sono di dimensioni cospicue, del peso di circa 3,5 tonnellate ciascuna, decorate da vasconi di alloro, accessibili medianti brevi scalinate in legnomunite di impianti di condizionamento, collegate agli scarichi fognari ed alla rete idrica tramite gli allacci predisposti per la sosta dei campers nelle piazzole, e sprovviste di ruote.

A rinforzo, si aggiunge che i due manufatti hanno la funzione di ampliare il numero delle camere a disposizione dell’agriturismo, e, stante l’assenza di previsioni autorizzatorie nello strumento urbanistico comunale, si pongono in contrasto con quanto prevede l’art. 8 § 11 della delibera di Giunta regionale.

Decreto Semplificazioni: nessuna modifica per le opere mobili

La Cassazione osserva anche che le conclusioni esposte non sembrano influenzate dalla modifica dell’art. 6, comma 1, lett. e- bis, recata, dall’art. 10 comma 1, lett. c) DL 76/2020 (cd. Decreto Semplificazioni), che ha ampliato il novero degli interventi eseguibili senza alcun titolo abilitativo.

Secondo il “nuovo” art. 6, comma 1, lett. e-bis, sono eseguite senza alcun titolo abilitativo «le opere stagionali e quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee, purché destinate ad essere immediatamente rimosse al cessare della temporanea necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta giorni comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio del manufatto, previa comunicazione di avvio dei lavori all’amministrazione». In particolare, rispetto alla previgente disciplina, il nuovo testo dell’art. 6 comma 1 lett. e-bis, contempla anche le opere «stagionali» e prevede un maggior termine di legittima “insistenza” delle opere «contingenti e temporanee», aumentandolo ad un massimo di centottanta e non più di novanta giorni.

Ma tra le opere «dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee» non possono includersi i manufatti che annualmente vengono risistemati sul territorio. Invero, per “contingente”, nella lingua italiana, si intende ciò che è «accessorio, eventuale, accidentale, che si verifica casualmente, in una particolare circostanza». Né vi sono elementi per ritenere che il linguaggio normativo abbia accolto una diversa accezione del termine; anzi, l’esigenza di attribuire un significato utile all’aggettivo «contingenti» rispetto all’aggettivo «temporanee» cui il primo è affiancato, indice a ritenere che lo stesso è impiegato per sottolineare il carattere della “accidentalità” dell’opera.

Allo stato, poi, non sembra doversi ritenere che le due “case mobili” in sequestro costituiscano opere stagionali. L’ordinanza impugnata, infatti, ha sottolineato che dette opere sono destinate a soddisfare un bisogno ricorrente della struttura agrituristica, che si presenta «permanere, ben oltre la stessa stagione estiva, per un periodo pari addirittura a metà del singolo anno solare».

LA SENTENZA INTEGRALE E’ SCARICABILE IN FORMATO PDF

https://www.ingenio-web.it/29364-grandi-case-mobili-degli-agriturismi-servono-sia-permesso-di-costruire-che-certificato-di-collaudo