Acciaio: il materiale green per le città di domani

Il ruolo dell’acciaio nell’edilizia sostenibile protagonista del convegno d’apertura della seconda giornata di Made in Steel 2021.

Scrivere un nuovo inizio, rilanciare le città dell’oggi e ripensare le metropoli del domani. Uno sviluppo sostenibile dell’urbanistica nel quale l’acciaio può giocare un ruolo da protagonista, perché ha un DNA sostenibile, è flessibile, è resiliente ed è un materiale green.

È il tema che è stato al centro della tavola rotonda “POLIS, innovazione e sostenibilità per una nuova idea di mondo” che ha aperto la seconda giornata di Made in Steel 2021, introdotta da Lucio Dall’Angelo (Direttore Generale siderweb) e moderata da Francesca Morandi (Content manager siderweb) ed Emanuele Norsa (Kallanish e collaboratore siderweb).

«Lo sviluppo urbano – ha detto Davide Albertini Petroni, Vicepresidente Confindustria Assoimmobiliare – deve esse necessariamente abbinato a una visione. Abbiamo due opportunità: la stabilità amministrativa, per avere una continuità dei progetti e la fiducia degli investitori internazionali, e la creazione di ancore di sviluppo per le città. Un altro elemento fondamentale per una crescita di lunga durata sono i prezzi accessibili dell’edilizia abitativa. In questo senso serve un paradigma nuovo che vada di pari passo ai cambiamenti del modello di sviluppo. Serve pensare a prodotti green e usare materiali riutilizzabili, come l’acciaio».

Uno sviluppo urbano che deve andare di pari passo anche con le iniziative di sostenibilità delle aziende che nelle città operano, come ha sottolineato Annalisa Citterio, Responsabile Sostenibilità CNH Industrial: «Per lo sviluppo, le interconnessioni sono fondamentali. Servono punti di unione sia dal lato territoriale che aziendale per portare avanti i progetti in partnership fra tutti gli attori. In quest’ottica, un ruolo fondamentale lo gioca anche una mobilità sostenibile e decarbonizzata: un passo fondamentale nel percorso di sostenibilità è lo stare al passo con la tecnologia e lavorare affinché il lavoro diventi veramente smart».

«Le città del domani – ha spiegato Antonio Citterio, Architetto cofondatore di Antonio Citterio Patricia Viel – le immaginiamo sempre più verdi, sempre più collegate, sempre più popolose. Si apre quindi il problema sul come investire e come programmare questa urbanizzazione. L’evoluzione è tale che dobbiamo pensare prima di tutto al fine vita dei nostri edifici e in quest’ottica l’acciaio sarà il protagonista di questo processo per le sue caratteristiche e le sue possibilità di recupero infinite. Il calcestruzzo è il materiale meno green in assoluto e va sostituito con altro. E questo altro sarà proprio l’acciaio. Nei prossimi anni assisteremo alla tendenza a farlo diventare una superficie finita e non più solo un elemento strutturale».

«L’acciaio – ha detto Carlo Mapelli, Professore Ordinario Politecnico di Milano (nella foto) – è resistente, è versatile, è resiliente. Inoltre, è completamente riciclabile, anche se quello in circolazione non basta e quindi dobbiamo ancora estrarlo. Quindi dobbiamo lavorare alla decarbonizzazione, abbandonando il carbone per il gas naturale. Perciò chi lo utilizzerà dovrà farlo con materiali certificati “carbon free”, perché prima o poi sarà un obbligo utilizzare materiali con un basso impatto ambientale. Ci sarà un’etichettatura che accompagnerà l’acciaio, indicandone la percentuale di riciclato contenuta».

Costruire con l’acciaio: quando e perché farlo

L’acciaio è un materiale flessibile, che può essere utilizzato in vari modi nel campo dell’edilizia, anche per la costruzione degli edifici. Ecco tutti i vantaggi.

L’acciaio in edilizia

La storia dell’uso dell’acciaio in edilizia ha origini nella cosiddetta architettura del ferro e va di pari passo con lo sviluppo tecnologico della siderurgia. Con la rivoluzione industriale inglese, infatti, hanno preso piede la produzione e la lavorazione di questo materiale, che venne utilizzato sia per elementi decorativi, che per le prime strutture civili già a fine ‘700. Si tratta di un materiale che ha affascinato architetti e ingegneri fin da subito, tant’è che non mancano esempi spettacolari dell’utilizzo del ferro, basti pensare alle Esposizioni universali o ai mercati coperti di inizio Ottocento, ancora oggi visitabili in molte città europee. Tra gli edifici simbolo dell’epoca di questa tecnologia, c’è sicuramente il Crystal Palace di Londra (1851-1854).Crystal Palace di Londra costruito in acciaio

Crystal Palace di Londra. Img by Wikipedia

I primi importanti successi della sua applicazione in ambito edile, però, si hanno negli Stati Uniti, con la diffusione dei grattacieli alla fine del XIX secolo- . In Europa, invece, trovava ancora maggior diffusione nelle opere di completamento di altri edifici esistenti o nelle infrastrutture. Si costruivano ad esempio cupole o coperture in acciaio, in grado di dare ampio spazio alle vetrate, piuttosto che stazioni e ponti.

Gli impieghi dell’acciaio

L’acciaio si presta a differenti utilizzi in diverse opere tipiche dell’ingegneria civile, come:

  • Edifici civili, di dimensioni e altezze differenti;
  • Ponti e gallerie;
  • Strutture sportive;
  • Scale e altri componenti.

Nello specifico, nel caso della costruzione di edifici in acciaio, questo materiale può essere utilizzato per la realizzazione di strutture portanti a telaio, ma anche per solai, chiusure verticali o coperture.

Gli impieghi dell'acciaio in edilizia

Chiaramente, a seconda dell’utilizzo viene scelta la tipologia di acciaio che, in base al contenuto di carbonio e alla durezza di tempra, può offrire differenti prestazioni.

In generale l’acciaio può essere extradolce – come quello usato per le lamiere, dolce, semiduro, duro (ad esempio per i tondini delle armature) ed extraduro.

Inoltre, per ottenere caratteristiche differenti, è possibile aggiungere alla composizione di ferro e carbonio altri elementi, ottenendo i cosiddetti acciai speciali. La nomenclatura di tutte le tipologie di acciaio è definita dalla normativa tecnica di riferimento (UNI EN 10027-1:2016 e UNI EN 10027-2:2015).

I vantaggi dell’acciaio: perché costruire con questo materiale

I vantaggi del materiale acciaio non mancano, eppure la sia diffusione per la costruzione di edifici è ancora spesso limitata. Infatti, mentre trova ampio utilizzo nel campo della raccorderia o delle infrastrutture, si scelgono altri materiali per costruire case e grandi edifici. I motivi sono diversi, tra cui fattori culturali legati alla tradizione delle costruzioni (per cui si privilegiano ancora oggi il mattone o il cemento) o il fatto che l’acciaio come materiale può costare di più rispetto ad altre alternative.

I vantaggi dell'acciaio nelle costruzioni

In realtà, i motivi per costruire con l’acciaio non mancano, primo fra tutti la durabilità e la qualità delle costruzioni in questo materiale. Alcuni acciai speciali, oltretutto, non richiedono particolari trattamenti protettivi o manutenzioni regolari della loro superficie, anche se esposta agli agenti atmosferici.

Inoltre, l’acciaio assicura leggerezza e la possibilità di realizzare grandi luci, sfruttando al massimo gli spazi. Per questo l’acciaio trova ampio utilizzo nella realizzazione di edifici industriali. La struttura non è ingombrante e i tempi di costruzione sono brevi, soprattutto rispetto a quelli necessari per la realizzazione di opere con materiali tradizionali. Non sono meno importanti i vantaggi dovuti alla flessibilità che l’acciaio offre in termini di composizione architettonica, in quanto la combinazione di tecnologia, ingegneria e architettura permette la realizzazione di forme e volumi di ogni tipo. L’acciaio, infatti, si presta anche alla combinazione con moltissimi altri materiali.

Perché usare l'acciaio in edilizia

Le costruzioni in acciaio offrono buone prestazioni anche in termini di antisismica, grazie all’elasticità del materiale. Dal lato ambientale, invece, sono positivi il lungo ciclo di vita di questo materiale e la sua elevata riciclabilità.

Per quanto riguarda il costo dell’opera, infine, va detto che il confronto con costruzioni tradizionali dovrebbe essere fatto in modo complessivo, non solo confrontando il prezzo della materia prima utilizzata per le strutture. Infatti, incidono in modo positivo aspetti quali la riduzione dell’ingombro della struttura, la velocità del cantiere, la ridotta manutenzione. Ancor di più se l’acciaio viene utilizzato per la realizzazione di edifici prefabbricati.

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Superbonus 110%, boom di richieste: mancano ponteggi e materiali per l’edilizia

Mancano i ponteggi, mancano i materiali. L’edilizia da Milano a Roma è nel caos. Mentre, sulla scia della proroga del Superbonus 110%, sono decine e decine i condomìni che si stanno affrettando a iniziare i lavori per rifare le facciate malandate, i costi delle materie prime continuano la loro corsa, con la conseguenza che non sono pochi i cantieri già aperti che non riescono a chiudere perché mancano i materiali (questa estate a un certo punto il polistirolo per i cappotti era sold out). Così come chi vorrebbe partire con i lavori si sente rispondere che non ci sono più ponteggi liberi. E si rimanda tutto al 2022.

La proroga del Superbonus al 110%

Di fatto, dopo l’ultimo decreto Semplificazioni che ha sciolto alcuni dubbi che frenavano la partenza, la domanda nel settore è esplosa, creando una sorta di “overbooking” di richieste, un surplus di domande rispetto al numero delle imprese sui territori. Anche perché, oltre ai prezzi alle stelle dei materiali di cantiere di sempre più difficile reperibilità, anche la manodopera risulta ora non sempre sufficiente, come sta accadendo in regioni come la Lombardia o la Liguria.

Superbonus 110%, c’è la proroga al 2023. Ma scadono gli altri bonus casa. Le novità

Dal ferro al legno: prezzi alle stelle

Ma quali sono i materiali che stanno mettendo in difficoltà l’edilizia? Come sappiamo, «l’eccezionale incremento di prezzo di alcune importanti materie prime connesse all’attività di costruzione quali metalli, materie plastiche derivate dal petrolio – che ha subito, anch’esso, un forte apprezzamento-, calcestruzzo e bitumi emerso sul finire dello scorso anno ed esploso all’inizio di quest’anno prosegue e si rafforza», spiega l’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili. A maggio l’incremento di prezzo, da novembre del 2020, aveva raggiunto il 150%. Ora, rame, ferro e acciaio costano all’edilizia anche il 110% in più. Il tutto, poi, lo sappiamo, si inserisce nel contesto “anomalo” seguito dala crisi pandemica, caratterizzato da una scarsità di offerta dovuta alle ripetute chiusure, industriali e commerciali in quasi tutta Europa e nel resto del mondo.

https://www.corriere.it/economia/superbonus-sgravi-fiscali-casa/notizie/superbonus-110percento-boom-richieste-mancano-ponteggi-materiali-l-edilizia-eeb61dee-25a9-11ec-9c26-509de9bc1f2d.shtml

Una cupola alta 67 metri brilla tra i palazzi di Dubai: l’ultimo capolavoro di Cimolai inaugura l’Expo

Cimolai Spa protagonista (anche) all’ Expo di Dubai. Alla cerimonia inaugurale dell’Esposizione Universale, che ha preso il via venerdì 1 ottobre e che vedrà coinvolti 192 Paesi espositori di tutto il mondo fino al 31 marzo 2022, ha partecipato anche il presidente Luigi Cimolai. Per l’Expo, infatti, Cimolai Spa ha realizzato con Rimond la mega cupola dell’Al Wasl Plaza, la piazza del complesso centrale dell’evento, principale centro di aggregazione per i visitatori.

Il progetto, disegnato dagli architetti Adrian Smith e Gordon Gill, si estende su 130 metri dell’area centrale del Plaza, e raggiunge un’altezza massima di 67 metri e un peso di 2500 tonnellate. La struttura avveniristica è costituita da tubi in acciaio organizzati in un motivo di anelli interconnessi tra di loro per ottenere la forma di una cupola. L’iconicità dell’opera, elevata a simbolo dell’intera Esposizione Universale, conferma la leadership internazionale di Cimolai nella realizzazione di strutture complesse in acciaio.

Cimolai Spa è protagonista da oltre 70 anni nella progettazione e realizzazione di strutture complesse in acciaio. Vanta attualmente un giro d’affari che si aggira intorno ai 500 milioni di euro e impiega oltre 3 mila lavoratori, di cui 1.500 diretti, in progetti iconici in tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Canada, America Latina, Medio Oriente). Tra questi spicca il telescopio più grande del pianeta, l’Elt (Extremely Large Telescope), con uno specchio primario di 39 metri di diametro, che avrà sede nel deserto dell’Atacama in Cile.

Altri progetti di Cimolai dalla grande riconoscibilità internazionale sono il padiglione degli Emirati Arabi Uniti all’Expo di Dubai, lo stadio di Al Bayt in Qatar (tra gli impianti principali dei prossimi mondiali di calcio), le paratoie per il nuovo canale di Panama, la stazione della metropolitana “Oculus” di Calatrava a Ground Zero (New York), la complessa struttura a nido d’ape Vessel e il centro culturale The Shed, entrambi a Manhattan.
In Italia, tra le altre opere, Cimolai ha costruito il nuovo Terminal dell’Aeroporto di Fiumicino a Roma e la stazione ferroviaria Av di Reggio Emilia. Infine, l’azienda ha coltivato un legame solido con il mercato della cantieristica navale, acquisendo diverse realizzazioni di scafi per navi da crociera (quali la Seabourn Odyssey, Sojourn e Quest già completate o la Seabourn Venture di prossima realizzazione), traghetti e barges.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/10/02/news/una-sfera-alta-67-metri-domina-i-palazzi-di-dubai-l-ultimo-capolavoro-di-cimolai-inaugura-l-expo-1.40766265

Edilizia in ripresa. Tanti nuovi cantieri ma mancano operai

L’allarme del presidente di Ance Imperia, Enio Marino

Ripartenza con spiragli positivi a cominciare da un sensibile incremento delle attività. Il settore edile sta vivendo un periodo favorevole, ma manca la manodopera. A lanciare l’allarme è il presidente di Ance Imperia, appena riconfermato, Enio Marino. «Nell’ultimo periodo – precisa Marino – Il settore gode di un momento felice: abbiamo registrato un aumento delle attività, un’inversione di tendenza attesa da tempo che finalmente ora si può toccare con mano. Paradossalmente abbiamo il lavoro, ma comincia a scarseggiare la manodopera. Mancano persone che sono interessate ad affacciarsi al mondo dell’edilizia, perché negli anni si sono rivolte ad altri impieghi». In Riviera però si assiste ad un fiorire di cantieri legati ai bonus per la ristrutturazione degli edifici. Il boom è legato in particolare al bonus 90% facciate e al Superbonus 110% per la riqualificazione energetica, che ha dovuto scontrarsi con lungaggini e poca chiarezza. Enio Marino, entrando nel dettaglio, conferma l’alto numero di richieste: l’iniziativa ha smosso il mercato dei cantieri, che era un po’ in affanno. «Con i bonus 110 e 90 % ci sono scadenze temporali da rispettare. Per rientrare nelle tempistiche tutte le aziende stanno correndo per centrare un obiettivo che non è certamente semplice da raggiungere. Con questo carico forte e pesante di lavoro è la manodopera che manca». Per correre ai ripari è stato trovato un accordo con la Scuola Edile: «Stiamo cercando di organizzare corsi e siamo a disposizione per raccogliere domande di persone adulte o ragazzi interessati ad affacciarsi a questo settore. Da parte nostra siamo pronti ad accoglierli e formalrli per iniziare un mestiere che può offrire buone opportunità di lavoro». In provincia di Imperia le realtà artigiane del settore edile sono 2.217, pari all’89,17% . «I bonus – aggiunge Marino – hanno dato certamente un scossone. L’auspicio da parte delle imprese è che questi sistemi siano prorogati nel tempo, in quanto, avendo un collo di bottiglia temporale molto stretto, c’è il rischio che molti condomini e privati non si attivino per paura di non riuscire ad accedere a questi sgravi fiscali. Ci sono buone prospettive. Quello relativo al 110 % potrebbe essere prorogato sino al 2023». Non solo manodopera, l’altra problematica che resta irrisolta è la scarsità di materie prime in edilizia e il conseguente aumento dei prezzi è iniziato i primi mesi del 2021 e riguarda soprattutto metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi. La causa è dovuta a molteplici fattori dalle chiusure forzate della pandemia al blocco del canale di Suez, dalle condizioni meteo particolarmente sfavorevoli che hanno prodotto uragani e gelo, alla disponibilità ridotta del mercato asiatico causata da una domanda notevolmente aumentata in Cina. —

https://www.lastampa.it/imperia-sanremo/2021/10/01/news/edilizia-in-ripresa-tanti-nuovi-cantieri-ma-mancano-operai-1.40759572

Firenze, ponteggi introvabili, edilizia in affanno: “Serve una proroga al 2023 per l’ecobonus”

La possibilità di rifare le facciate scade il 31 dicembre, quella del 110% nel 2022, ma molti rischiano di non farcela. A luglio al Comune di Firenze sono state presentate 325 Scia (permessi a costruire), un numero mai raggiunto prima.

È corsa agli eco bonus. Su tutti, il 90% di sconto per le facciate che scade il 31 dicembre: per quella data i lavori dovranno essere già fatti, come sottolinea il presidente di Cna metropolitana, Giacomo Cioni. Ma soprattutto il più appetibile: il superbonus del 110% per la trasformazione sostenibile degli edifici che ha aperto tanti cantieri quanti non se ne erano mai visti neanche prima della pandemia, scatenando la pace tra i coinquilini che per anni avevano tenuto fermi i progetti tra chi li voleva fare e chi no. Finite le incertezze in nome della grande occasione, vai con i lavori. Se non fosse che i ponteggi sono sold out, le ditte che li affittano non ne hanno più, sul mercato non se ne trova uno da comprare e per farsene fare uno nuovo ci vogliono anche sei mesi, come denuncia Cioni e si preoccupa il presidente dell’Ance (l’associazione costruttori di Confindustria) fiorentina, Pierluigi Banchetti: “Con questi tempi di scadenza, se il governo non sposta almeno il termine del super eco bonus dalla fine del 2022 almeno a tutto il 2023, purtroppo molti non ce la faranno”. Per non dire del rincaro di tutti i materiali, molti dei quali ormai introvabili come i ponteggi, soprattutto quelli che servono per il cappotto di coibentazione delle facciate e per gli impianti fotovoltaici. Come rivelano concordi Cioni e Banchetti dicendo che una volta scattata la corsa agli ecobonus i lavori non si sono mai più fermati, neanche di agosto.

E infatti, al 31 agosto l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo ecosostenibile) conta in Italia solo per il superbonus del 110%, 37.128 asseverazioni ossia domande depositate, documentate e approvate, per 5.685.136.399 euro di investimenti messi a detrazione e 3.910.461.424 ammessi a lavori conclusi, questi ultimi arrivano al 68%. Un business in cui la Toscana è al quarto posto tra le regioni, con 3.095 asseverazioni, 398.031.473 milioni ammessi, 279.666.177 a lavori conclusi e il 70,3% di realizzazioni. Al Comune di Firenze sono state presentate a luglio 325 Scia (permessi a costruire) in cui la parte del leone la fa il superbonus, un numero esorbitante considera Palazzo Vecchio, un record mai raggiunto prima. Lo stesso lo sportello comunale di consulenza sugli ecobonus che peraltro ha riaperto mercoledì e che dall’inizio dell’anno ha fornito 700 consulenze, che negli ultimi 4 mesi hanno riguardato al 42% il super ecobonus, al 3% il bonus facciata e il resto gli altri ecobonus. “Con un record annuale di pratiche presentate agli uffici dell’edilizia”, dice l’assessore Cecilia Del Re.

Muratori, imbianchini, elettricisti, idraulici, ferramentisti, operatori del trasporto merci risvegliati dal sonno della lunga crisi dell’edilizia in corso già prima del covid descrive Cioni, che di ditte edili e dintorni associate alla Cna ne ha 2.000 su un totale di 8.000 imprese artigiane. Cioni descrive un quadro chiaro-scuro, parla di “grandi prospettive per l’economia e l’occupazione se non finirà tutto nel 2022, viste le difficoltà che incontriamo”. Dice Giuseppe Gennaro, a capo del Consorzio Artim di Sesto (un raggruppamento di 20 imprese edili e impiantistiche tra 10 e 70 dipendenti nato nel 1994): “Stiamo facendo ripartire il mondo perché se rifarte l’edilizia che comprende tante attività si muove di nuovo tutto. Ma i tempi si restringono, vedi il bonus facciate, e i cantieri non sanno come andare avanti tra le forniture di materiali che ci saltano di mese in mese e i prezzi dei cappotti come della cordicella di rame dell’energia elettrica che salgono ogni giorno”. Una bolla e una contro bolla. “Se il governo non dovesse prorogare le scadenze per noi potrebbe determinarsi una situazione a rischio nel passare da un mercato esplosivo per dinamismo a un’interruzione repentina”, avvisa il geometra Andrea Cinquini, amministratore della società empolese di costruzioni, Edilcimarosa Srl. “Le richieste sono tante – prosegue – le scadenze si avvicinano mentre l’approvvigionamento per coibentazione, ponteggi, infissi, pompe di calore é sempre più difficile e costosa”.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/18/news/firenze_edilizia_mancanza_ponteggi_aziende_ferme_ristrutturazioni_bloccate-318275785/

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Il progetto “Corso Como Place” recupera un isolato intero tra Via Tocqueville e Via Bonnet a Milano per oltre 22.000 m2 di superficie e rappresenta un tassello urbano fondamentale per consentire la riconnessione delle aree pubbliche di Via Pasubio, che circondano la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli & Microsoft House, con Corso Como e Piazza Gae Aulenti.

L’isolato include la torre di 21 piani, di oltre 70 metri di altezza, ex sede Unilever, progettata alla fine degli anni ‘50 da Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi, un’icona della storia urbanistica milanese.

Il progetto prevede la rigenerazione integrale dell’edificio a torre esistente e la realizzazione di un nuovo edificio di oltre 4.000 metri quadrati che ospiterà funzioni commerciali e terziarie.

CEAS ha sviluppato il progetto geotecnico e strutturale a partire dal progetto preliminare fino a quello esecutivo.

Il nuovo Podium nella rigenerazione urbana di Porta Nuova

L’operazione di rigenerazione urbana, sviluppata attraverso il fondo immobiliare Porta Nuova Bonnet, i cui investitori sono la società immobiliare quotata COIMA RES e il fondo di sviluppo COIMA Opportunity Fund II, ha previsto il recupero dei 21 piani della torre Bonnet esistente e la realizzazione del “Podium”, un nuovo edificio di 3 livelli interrati e 4 piani fuori terra, a firma dell’Architetto Lee Polisano dello Studio londinese PLP Architecture.

CORSO COMO PLACE: le strutture dell’edificio “Podium”

Fig. 1 – Render Corso Como Place

Gli edifici, adibiti ad uso commerciale e terziario, sono stati progettati ponendo particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. A tal fine è stato avviato il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi, limitando i consumi energetici, grazie all’introduzione delle più efficaci pratiche di edilizia sostenibile e rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: 65% in meno di consumi idrici per uso potabile e 80% per irrigazione, la riduzione del 30% dei consumi energetici e l’impiego del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili. 

dettaglio delle strutture in acciaio del PODIUM

Foto 1 – Vista laterale del Podium

Emblematico esempio del risultato di applicazione del suddetto protocollo è l’edificio “Podium”, realizzato da 4 piani fuori terra con una struttura portante con pilastri e travi in acciaio, solai in pannelli lignei xlam e i core in calcestruzzo armato.

corso-como-place-3.JPG

Per raggiungere i requisiti di sostenibilità la scelta dell’acciaio è stata vincente. Il processo costruttivo delle strutture in acciaio (materiale riciclabile al 100%), infatti, assolve al concetto di circolarità sostenibile: le strutture in acciaio si prestano in modo eccellente a montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

Le strutture portanti del “Podium” sono caratterizzate dall’esigenza architettonica di minimizzare gli appoggi delle strutture orizzontali, per consentire maggior libertà nella concezione e gestione degli spazi.

Dal livello della nuova piazza, che collegherà il quartiere a Corso Como e piazza Gae Aulenti, si erigono isolate strutture in c.a. su cui appoggia un solaio a piastra in c.a. con alleggerimenti in pvc, che sorregge la struttura fuori terra del “Podium”.

Il cambio di destinazione d’uso dal livello della piazza ai piani superiori, che ospiteranno la sede della società italiana hi-tech Bending Spoon, ha comportato un radicale cambio della maglia strutturale con il conseguente appoggio in falso delle strutture dei 3 livelli superiori sul solaio del piano primo.

Per questo motivo la struttura superiore doveva essere progettata per limitare il peso e al contempo garantire le grandi luci previste.

La soluzione scelta è stata quella di una struttura portante in acciaio con solai in pannelli lignei xlam, che ha sposato le esigenze di resistenza, leggerezza e sostenibilità.

L’edificio, di forma parallelepipeda, ha un’estensione in pianta di 1080 m2 ai piani primo e secondo e di 645 m2 al piano terzo, per un’altezza complessiva di 18,50 m dal livello della piazza.

Descrizione della struttura del Podium di Corso Como Place

I solai presentano travi principali HEB 800 con luce massima pari a 13 m, travi perimetrali HEB 650 anch’esse con luce massima di 13 m e travi secondarie HEB 650 a passo 3 m con luce massima pari a 12 m. I pilastri sono realizzati con profili HEB 300 o HEB 550 a seconda dell’area di influenza sottesa. Tutti i profili sono in acciaio S355 (figura 1).

Il calcolo delle travi in acciaio è stato condotto trascurando la rigidezza offerta dalla connessione con le lastre in xlam. Questa ipotesi, a favore di sicurezza, garantisce un maggior confort agli utenti, in quanto la rigidezza effettiva del solaio risulta essere superiore a quella considerata nelle verifiche a deformabilità e vibrazione che risultavano comunque già soddisfatte.

La resistenza alle azioni orizzontali, in accordo al capitolo 7.4.3.1 “Tipologie strutturali” delle NTC2018, è affidata ai soli nuclei in calcestruzzo armato.

Il piano rigido al livello dei solai è realizzato con i pannelli in xlam che sono stati connessi alle travi metalliche e ai vani in c.a. tramite delle piastre in acciaio.

https://www.ingenio-web.it/31351-corso-como-place–le-strutture-delledificio-podium

Scoperto un nuovo materiale più efficiente di acciaio e Kevlar

Un nuovo studio congiunto, condotto da ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo mostra che “nanoarchitetti”, materiali progettati da strutture in nanoscala modellate con precisione – possono essere una strada promettente per armature leggere, rivestimenti protettivi, scudi antiesplosione e altri materiali resistenti agli urti.

I ricercatori hanno fabbricato un materiale ultraleggero, realizzato con montanti in carbonio su scala nanometrica che conferiscono al materiale robustezza meccanica. Il team ha testato la resilienza del materiale sparandogli microparticelle a velocità supersoniche, scoprendo che il materiale, più sottile della larghezza di un capello umano, ha impedito ai proiettili in miniatura di attraversarlo.

Lo studio sul nuovo materiale nanoarchitettonico: “Nuovi principi di progettazione per materiali ultraleggeri e resistenti agli urti”
Il report degli ingegneri del MIT, del Caltech e dell’ETH di Zurigo calcola che rispetto ad acciaio, Kevlar, alluminio e altri materiali resistenti agli urti di peso comparabile, il nuovo materiale è più efficiente nell’assorbire gli impatti. “La stessa quantità di massa del nostro materiale sarebbe molto più efficiente nel fermare un proiettile rispetto alla stessa quantità di massa di Kevlar”, rimarca Carlos Portela, autore principale dello studio, nonché assistente professore di ingegneria meccanica al MIT.

Se prodotto su larga scala, questo e altri materiali nano-architettati potrebbero essere progettati come alternative più leggere e resistenti al Kevlar e all’acciaio. “La conoscenza di questo lavoro potrebbe fornire principi di progettazione per materiali ultraleggeri resistenti agli urti, da utilizzare in materiali per armature efficienti, rivestimenti protettivi e scudi resistenti alle esplosioni desiderabili nelle applicazioni di difesa e spaziali”, prosegue Julia R. Greer, coautrice dello studio e professore di scienza dei materiali, meccanica e ingegneria medica al Caltech, il cui laboratorio ha guidato la fabbricazione del materiale.

Il team, che riporta oggi i suoi risultati sulla rivista Nature Materials, comprende David Veysset, Yuchen Sun e Keith A. Nelson, dell’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT e del Dipartimento di chimica, e Dennis M. Kochmann dell’ETH di Zurigo.

Un materiale nanoarchitettonico è costituito da strutture modellate su scala nanometrica che, a seconda di come sono disposte, possono conferire ai materiali proprietà uniche come leggerezza e resilienza eccezionali. In quanto tali, i materiali nanoarchitettonici sono visti come materiali potenzialmente più leggeri e resistenti agli urti. Ma questo potenziale è stato in gran parte non testato.

“Sappiamo solo della loro risposta in un regime di deformazione lenta, mentre si ipotizza che gran parte del loro uso pratico sia in applicazioni del mondo reale in cui nulla si deforma lentamente”, conclude Portela.

Il team ha deciso di studiare i materiali nanoarchitettonici in condizioni di rapida deformazione, come durante gli impatti ad alta velocità. Al Caltech, hanno prima fabbricato un materiale nanoarchitettonico utilizzando la litografia a due fotoni, una tecnica che utilizza un laser veloce e ad alta potenza per solidificare strutture microscopiche in una resina fotosensibile.

I ricercatori hanno costruito uno schema ripetuto noto come tetracaidecaedro, una configurazione reticolare composta da puntoni microscopici. Dopo aver modellato la struttura reticolare, i ricercatori hanno lavato via la resina rimanente, collocandola in un forno sottovuoto ad alta temperatura, per convertire il polimero in carbonio, lasciando dietro di sé un materiale di carbonio ultraleggero e nanoarchitettura.

Questa ricerca è stata supportata, in parte, dall’Ufficio per la ricerca navale degli Stati Uniti, dalla borsa di studio della Facoltà di Vannevar Bush e dall’Ufficio per la ricerca dell’esercito americano attraverso l’Istituto per le nanotecnologie dei soldati del MIT. Proprio per questo ancora più credibile.

Settore dell’edilizia in crisi: materiali più costosi e manodopera in calo

Aumentano i costi dei materiali ma anche la richiesta di manodopera

Un mix che rischia di mettere in difficoltà l’intero settore dell’edilizia e, di conseguenza, incidere negativamente anche sui tempi della ricostruzione. Infatti alla denuncia della lievitazione dei prezzi di materie prime come ferro, alluminio, legno etc.), si sono infatti aggiunte le difficoltà ad approvvigionarsi di operai.

Per le associazioni di categoria sono questi gli effetti del Superbonus 110 e delle agevolazioni per il cratere sismico che hanno ridato impulso al settore edile ma anche a ingiustificati aumenti dei prezzi. Effetti che, sostengono gli addetti ai lavori, sarebbero cancellati se gli aiuti legati al Superbonus venissero prolungati oltre il 2022 se non, addirittura, trasformati in una misura strutturale. Da qui la richiesta al commissario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, di interagire con il Governo per rivedere il prezziario. Quanto alla carenza di manodopera un aiuto potrebbe venire dalla formazione, anche agli ex detenuti, su cui le associazioni del settore edile stanno lavorando.

Mutuo giovani under 36, come richiederlo e gli effetti sul mercato immobiliare

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Le misure per i mutui prima casa destinati ai giovani under 36 sono entrati in Gazzetta Ufficiale con la trasformazione in legge del decreto Sostegni bis. Ecco come richiederlo; Stefano Grassi, presidente di Affida, spiega poi a idealista/news quali saranno gli effetti della misura sul mercato immobiliare.

Giovani under 36, tasse prima casa e mutuo garantito

Con la conversione in legge del decreto Sostegni si ufficializzano le misure per i giovani under 36 per l’acquisto della prima casa, in particolare l’abolizione di alcune tasse e imposte e il mutuo garantito all’80% della quota capitale.

In particolare:

  • Si abolisce l’imposta di registro (o IVA) all’acquisto, le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta sostitutiva nel mutuo prima casa per gli under 36;
  • Confermata l’estensione della garanzia Consap fino all’80% per le domande presentate fino al 30 giugno 2022;
  • Il Fondo è rifinanziato di 290 milioni di euro per il 2021 e di 250 milioni di euro per il 2022.

Mutuo prima casa under 36, i requisiti

Per accedere al mutuo prima casa under 36 attraverso l’accesso al Fondo Consap esteso dal decreto Sostegni bis, i requisiti sono i seguenti:

  • Sostituito il termine “lavoratore atipico fino a 35 anni di età” con “chi non ha ancora compiuto 36 anni”;
  • Isee fino a 40.000 euro;
  • Domande da presentaredal 24 giugno 2021 al 30 giugno 2022

Mutuo prima casa con garanzia dello Stato: cosa cambia e quali effetti

“La misura sul mutuo prima casa per i giovani costituisce in definitiva una estensione della garanzia statale del fondo Consap, – spiega Stefano Grassi, presidente di Affida. –  Si tratta quindi di una situazione assolutamente migliorativa, perché si estende del 30% la garanzia statale, attualmente al 50%, abolendo inoltre le imposte sul mutuo e rendendo così più agevole l’accesso al finanziamento da parte dei giovani e l’erogazione da parte delle banche”.

Come gli operatori finanziari giudicano la garanzia statale sui mutui?

“Molto positivamente:  già la sola garanzia Consap ha fatto crescere molto il mercato, al punto che l’attività degli intermediari finanziari non si è mai fermata nemmeno con la pandemia. Anzi, quando alla fine dello scorso anno un errore nella redazione del Dpcm ha inibito per tre mesi l’accesso al fondo Consap ad alcune categorie di persone abbiamo visto letteralmente il panico: un grandissimo numero di operazioni avviate rischiava di saltare e si è vista davvero l’importanza della garanzia statale nel farle andare a buon fine. Per fortuna con l’approvazione del Dpcm successivo tutto è ripreso normalmente”.

Quali saranno gli effetti sul mercato allora dei mutui di Draghi per i giovani?

Visto che i benefici della garanzia statale vengono di fatto estesi, il mercato non potrà che accogliere molto bene questa iniziativa. Il mercato immobiliare e le erogazioni bancarie anche così, con un pil in calo dell’8,9% nel 2020, hanno retto bene l’urto della pandemia. Sono fiducioso che questa agevolazione, unita ai bonus, nei prossimi due o tre anni porteranno una crescita verticale del mercato.

Cosa rispondere a chi sostiene che la garanzia sui mutui per gli under 36 sia più per i genitori che per i figli?

Questo ragionamento mi sembra un po’ forzato. Nel nostro Paese le famiglie hanno sempre aiutato economicamente i figli: ora abbiamo la possibilità di accelerare il momento in cui i ragazzi possono avere una casa propria e iniziare a pianificare il resto del proprio futuro, cosa che spesso non è possibile con la preoccupazione di non potersi permettere di andare a vivere da soli. Non so come questa possa essere una cosa negativa.

Quali altre iniziative si potrebbero aggiungere per migliorare il mercato?

Il tema è sempre quello dei contratti precari che penalizzano l’erogazione dei finanziamenti da parte delle banche. Se si respingono le richieste di finanziamento è perché la banca non si fida di contratti non solidi. Il fondo Gasparrini dà un contributo, ma non tutti hanno i requisiti per accedervi. Certo, a questo punto intervengono i consulenti per cercare di trovare garanzie alternative in modo che le richieste di finanziamento possano essere comunque soddisfatte. Una situazione che con la pandemia è stata particolarmente presente perché, con la difficoltà di entrare in banca, si sono moltiplicate le consulenze da remoto, con un aumento molto importante del ricorso ai mediatori del credito.

Come fare per aiutare la solidità contrattuale dei giovani?

Si potrebbe pensare a iniziative strutturali per dare maggiore sicurezza alle banche anche nel finanziare le imprese. Perché i giovani comprano casa se hanno un lavoro stabile, il lavoro stabile c’è se le aziende crescono, e le aziende crescono se hanno finanziamenti. I quali a loro volta vengono erogati più volentieri se esistono maggiori garanzie. Quindi si spera che le iniziative come la garanzia Mcc per le aziende, introdotte come misura per la pandemia, diventino strutturali. Altro aspetto su cui intervenire è la digitalizzazione, che è già un pilastro del Recovery plan, ma nel settore dei finanziamenti aiuterebbe particolarmente. La burocrazia è ancora tale da ritardare anche di mesi una operazione, il che può far perdere delle occasioni di investimento e di crescita.

https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2021/05/31/154232-mutuo-giovani-under-36-come-richiederlo-e-gli-effetti-sul-mercato-immobiliare#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20210531%5D-20210531-%5Bm-01-titular-node_154232%5D-9719502@3