Casa passiva: cos’è e quanto si risparmia

Esiste un modello di abitazione conosciuto come casa passiva che permette di ottenere il maggior risparmio energetico possibile. Vediamo insieme come è possibile e quanto si risparmia.

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Con l’espressione “casa passiva” (dal tedesco Passivhaus) si fa riferimento a un modello di abitazione che consente di raggiungere il maggior risparmio energetico possibile. In che modo? Si tratta di un tipo di edificio in grado di coprire buona parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno tramite dispositivi passivi.

Ma vediamo insieme nel dettaglio.

Casa passiva: di cosa si tratta

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La casa passiva è un tipo di edificio a basso consumo energetico molto diffuso in Europa. Questo modello di abitazione fu ideato nel 1988 dalla collaborazione di due università nordeuropee, nata con l’obiettivo di concepire una nuova generazione di abitazione.

Da questo progetto, si scoprì che la combinazione coordinata di vari dispositivi e una serie di accorgimenti per l’isolamento termico e l’efficienza energetica, era possibile creare edifici che non avrebbero avuto bisogno di essere riscaldati.

Dal punto di vista tecnico, la casa passiva deve la sua efficienza alla combinazione di una serie di accorgimenti essenziali: isolamento termico, calore interno, finestre termiche, forma ed esposizione e ventilazione. Vediamoli da vicino.

Come funziona la casa passiva

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La casa passiva è innanzitutto caratterizzata da isolamento termico, il quale si ottiene grazie all’aumento dello spesso del materiale isolante, che raggiunge quasi i 30 centimetri, e alla sua collocazione nello strato più esterno della parete. Questo permette all’edificio di riscaldarsi grazie a fonti di calore che si trovano in tutte le case, come gli elettrodomestici attivi, l’illuminazione, il solo che entra dalle finestre, gli stessi esseri umani che vi abitano e così via.

In una casa passiva le finestre sono costruite con triplo vetro, anziché doppio. Inoltre, l’isolamento termico è ottenuto anche grazie allo studio della forma dell’edificio, che deve essere il più possibile compatta, la sua esposizione rispetto al sole.

Infine, è molto importante la ventilazione controllata, possibile grazie a un sistema che, attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un apposito dispositivo per lo scambio di calore, permette all’aria in entrata di assorbire fino all’80-90% del calore dell’aria in uscita, prima di circolare all’interno.

Quanto si risparmia?

risparmio energetico

È stato calcolato che una casa passiva necessita in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento. Ciò significa che si raggiunge un risparmio del 90%!

La prima casa passiva in legno in Italia è stata costruita in Lombardia e il conteggio della spesa per i consumi effettivi, durante il primo anno, è stata pari a soli 100 euro, comprese le spese di riscaldamento e di raffreddamento. Si tratta di una villetta disposta su tre piani con una superficie complessiva di 600 metri quadri.

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