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INNOVA Brescia 20 – 21 – 22 Settembre 2018 Brixia Forum

Il futuro dell’acciaio non è più quello di una volta.
E allora, lo dice lo stesso nome: innovA è la convention dell’innovazione per la filiera siderurgica. Dedicata ai settori dell’acciaio e dei metalli, innovA favorisce forme di ibridazione tra conoscenze, prodotti, servizi e nuovi modelli di business. È occasione di incontro tra aziende e startup selezionate, ideatrici di progetti innovativi legati al mondo dell’acciaio, potenzialmente in grado di rivoluzionare il modo di produrlo, distribuirlo e utilizzarlo. È possibilità di partnership, nate dall’incontro tra cliente-visitatore e fornitore-espositore; di scoperta della direzione che sta seguendo l’industria dell’acciaio globale.

Digitalizzazione, industria 4.0, additive manufacturing e stampa 3D a metallo, piattaforme online per la vendita e la distribuzione, formazione, finanza, nuovi materiali e sostenibilità sono tra i temi che plasmano i contenuti di innovA. A Brixia Forum, dal 20 al 22 settembre 2018, la filiera dell’acciaio vestirà i panni del visitatore, per toccare con mano quanto innovatori e startup stanno elaborando per il mondo della siderurgia.

«innovA, dove la “A” richiama acciaio, vuole essere un momento di incontro tra l’innovazione e il nostro settore, quello dell’acciaio. Ci stiamo occupando molto di innovazione di processo e di prodotto, ma poco di ciò che potrebbe essere “disruptive”, di ciò che cambierà alla radice il nostro modo di fare business – spiega Emanuele Morandi, AD di Made in Steel e presidente di siderweb -. Abbiamo voluto innovA perché a noi di siderweb piace stare sulla frontiera dell’innovazione». «Ci sono startup piene di energie, idee, novità; poche, però, entrano in contatto con il mondo manifatturiero. Sarà impossibile creare una nuova Silicon Valley in Italia; è invece molto importante – conclude Morandi – far incontrare queste idee con la struttura manifatturiera siderurgica, per sostenerla nel proprio necessario percorso di innovazione».

innovA è ideata e organizzata da Made in Steel, il più importante evento del Sud Europa dedicato alla filiera dell’acciaio, che si tiene ogni due anni a Milano. Conference & Exhibition, è un perfetto punto di equilibrio fra business e riflessione, vetrina espositiva e polo culturale.
Anima di entrambi gli eventi è siderweb – la community dell’acciaio, l’unico quotidiano online interamente dedicato all’informazione siderurgica. È un contenitore indipendente di notizie, analisi, dati, opinioni, punto di riferimento e di confronto quotidiano degli operatori della filiera dell’acciaio.

https://innova.madeinsteel.it/

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Autostrade: piano da 500 milioni per Genova, nuovo ponte in acciaio in 8 mesi

Un piano da 500 milioni di euro finanziati con mezzi propri e la ricostruzione di un nuovo ponte in acciaio in 8 mesi. Questa la road map per Autostrade per l’Italia che oggi ha riunito in via straordinaria il cda a una settimana dal crollo del viadotto Morandi a Genova. Nella tragedia sono morte 43 persone, 16 sono rimaste ferite. Gli sfollati sono oltre 500.

Il cda di Autostrade si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e nuovamente ha espresso cordoglio alle famiglie, alle istituzioni e alla intera comunità di Genova. Durante il board, durato 4 ore, non sono state prese delibere ma è stato illustrato il piano per Genova. “Il cda ha ascoltato i responsabili tecnici in merito alle attività svolte dalla concessionaria relativamente all’opera e alle azioni messe in atto sin dai primi minuti” si legge in una nota. “Più di 150 uomini e mezzi della società hanno collaborato con le istituzioni locali, Protezione civile, Vigili del fuoco, forze di Polizia”.

Il cda ha condiviso “la prima lista di iniziative (per una stima preliminare di 500 milioni di euro finanziati con mezzi propri) già annunciata nel corso della conferenza stampa di sabato a Genova”. In particolare ci saranno iniziative a supporto delle famiglie colpite dalla tragedia, per la ricostruzione del ponte, per la viabilità di Genova e la sospensione del pedaggio su alcune tratte.

La compagnia fa sapere che “sta proseguendo le attività di progettazione per la ricostruzione del ponte Morandi. Il progetto vede coinvolti imprese, esecutori e progettisti anche di livello internazionale e “prevede la demolizione delle attuali strutture rimaste e la ricostruzione del ponte in acciaio secondo le più moderne tecnologie ad oggi disponibili in un periodo stimato di 8 mesi a decorrere dall’ottenimento delle necessarie autorizzazioni”.

Il cda di Autostrade ha inoltre “preso atto della lettera di contestazioni ricevuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e verrà riconvocato in tempo utile per fornire e deliberare un adeguato riscontro alle stesse”. Avendo 15 giorni di tempo (la lettera è data 16 agosto, è stata anticipata sabato 18 agosto e ricevuta dalla società il 20 agosto) è attesa a breve una nuova riunione.

“Il cda ha ascoltato i responsabili tecnici in merito alle attività svolte dalla concessionaria relativamente all’opera e alle azioni messe in atto sin dai primi minuti” si legge in una nota. “Più di 150 uomini e mezzi della società hanno collaborato con le istituzioni locali, Protezione civile, Vigili del fuoco, forze di Polizia”.

Intanto il Governo – riferisce Bloomberg, citando fonti vicino alla vicenda – starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di un intervento di Cassa Depositi e Prestiti per rilevare una quota di maggioranza nel capitale di Autostrade. Tuttavia – spiega l’agenzia – non è chiaro se la famiglia Benetton sia d’accordo con questa soluzione o se ci siano state già delle trattative. Il piano, comunque, sarebbe ancora nelle sue fasi preliminari.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/mobilita_infrastrutture/2018/08/21/autostrade-piano-da-500-milioni-per-genova-nuovo-ponte-in-acciaio-in-8-mesi_5ca5233e-187b-45e8-8529-f378f31d7ad0.html

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Disastri annunciati

Ho seguito il disastro di Genova con il ponte crollato. Sembra che degli esperti avessero messo sull’avviso della fragilità della struttura. Dietro a tutto ciò, ho letto di costi lievitati, delle solite lungaggini procedurali e costruttive ecc. Anche i viadotti della Salerno-Reggio Calabria hanno avuto un iter molto discutibile. Le strutture pubbliche de L’Aquila, di Amatrice e di altre zone che, costate un bel po’ di pubblico danaro, sono crollate o sono state gravemente danneggiate dai sismi. Non parliamo poi degli edifici delle ricostruzioni post terremoti costate follie: balconi che crollano, case di montagna senza impianti di riscaldamento e con scarichi non funzionanti. Se andiamo ad esaminare tutti i lavori pubblici, in una maniera o nell’altra, troviamo l’inghippo. Tempi biblici, costi lievitati a livelli folli, strutture costate un patrimonio in fase di cedimento poco dopo l’inaugurazione e via di questo passo. Le ragioni di fondo? A mio avviso ve n’è più di una. La prima, e grave, è il livello endemico di corruzione del nostro Paese che ci porta ad avere un costo chilometrico di autostrada di 36 milioni contro i 16 della media europea. Il secondo, che spesso si riallaccia al primo, è che le esecuzioni dei lavori pubblici devono transitare per segreterie partitiche. La voracità di dette segreterie, i giri di amicizie, di favoritismi sono il brodo di coltura di un affarismo devastante e della scelta di tecnici ed operatori non in base alle capacità ed alla preparazione, ma in base al credo partitico ed alla disponibilità alle più spericolate operazioni anche finanziarie. Ci mettiamo anche che vi è la prassi di allungare i tempi di esecuzione di un’opera in maniera scandalosa al fine di continuare a far lievitare i costi, o, meglio, i finanziamenti. Una forma ricattatoria accettata da tutti gli addetti, si pensa, al fine di aumentare i dividendi. Avete mai notato come lavori pubblici in zone ove anche il lavoro notturno non darebbe fastidio a nessuno, si lavori dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17 per 5 giorni la settimana, salvo festività, Santi Patroni, partite della Nazionale ed altre valide ragioni. Lavorare 24 ore il giorno a turni in maniera di finire presto detti lavori e la possibilità ai cittadini di avere un’opera finita in breve tempo non ci pensa nessuno. Per fare un impietoso confronto, andare a vedere i lavori pubblici lungo le autostrade in Germania, dove si lavora 24 ore filate al fine di creare il minor disagio possibile agli utenti e confrontarli con gli analoghi sulle nostre autostrade. I morti e gli incidenti causati da queste lungaggini non fanno testo.

Sto seguendo i fatti relativi al crollo del viadotto di Genova. Di certo non è possibile dare conclusioni definitive di carattere tecnico. Ciò che sconcerta è tirare in ballo l’invecchiamento del calcestruzzo. Il calcestruzzo a componente pozzolanico fu un’invenzione dei romani. Dopo più di duemila anni, malgrado terremoti, distruzioni e saccheggi dell’uomo, guerre e quant’altro, noi vediamo ergersi i loro ponti, viadotti, anfiteatri ed altro. Si badi bene che i romani nelle loro gettate di calcestruzzo pozzolanico non inserivano tondini di acciaio ad alta resistenza come si dovrebbe nelle opere attuali. Quindi si dicano le cose come Dio comanda! Comunque sotto a queste disgrazie vi è il solito pressapochismo istituzionale accompagnato da un disinteresse della cosa pubblica da Guinness dei primati. Basti notare che un ponte in Sicilia è stato chiuso al traffico per il servizio de Le Jene sul degrado di detta struttura. Nessuno, parlo in alto loco, si era accorto dello sfaldamento delle strutture portanti e del disfacimento del cemento armato? Sembra di no, le istituzioni e i suoi, pagati, componenti hanno sempre qualcos’altro che li tiene occupati. Fin quando non interviene la Magistratura, guarda caso! Comunque l?italia è piena di manufatti costruiti con : filo di ferro, molta sabbia di mare e la puzza del cemento. E pensare che sono costate come se si fosse impiegato acciaio Thor ad alta resistenza, sabbia lavata e molto cemento, anzi, sono costate molto di più. Ettore Scagliarini

Ettore Scagliarini

https://www.renonews.it/editoriale/2018/08/15/disastri-annunciati/

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Genova, ingegneri: “Ponte Morandi geniale, ma fragile: piloni in cemento armato, materiale che si degrada”

Secondo gli esperti avrebbe dovuto essere demolito e ricostruito usando lʼacciaio poiché i costi di manutenzione erano altissimi.

Un progetto geniale, ma fragile. Un capolavoro di ingegneria, finito su riviste e libri di testo, ma che non teneva conto di un elemento fondamentale: il degrado del materiale. Nel clima ottimista degli anni Sessanta, del boom economico, tutto sembrava possibile per la tecnologia e la creatività italiana. Così nacque il Ponte Morandi di Genova: bello, ardito, ma minato dentro, bisognoso di continua e costosa manutenzione. Fino al crollo di oggi.

“Cemento armato degrada e poi collassa” – “Il problema del ponte è che i tiranti, gli ‘stralli’, sono stati costruiti in calcestruzzo e non in metallo, e che negli anni Sessanta non si metteva in conto che il calcestruzzo si degrada e poi collassa – spiega l’architetto genovese Diego Zoppi, ex presidente dell’Ordine genovese, oggi membro del Consiglio nazionale degli architetti -. Cinquant’anni fa c’era una fiducia illimitata nel cemento armato. Si credeva fosse eterno. Invece si è capito che dura solo qualche decennio”.

“Nel ’67 si aveva tanta fiducia nel calcestruzzo” – “Il ponte Morandi ha sempre avuto problemi di corrosione degli stralli e di eccessive deformazioni, a causa delle perdita di tensione dei cavi di acciaio dentro le strutture di cemento armato precompresso – racconta il professor Andrea Del Grosso, per anni ordinario di Tecnica delle costruzioni all’Università di Genova -. Ma all’epoca della costruzione le deformazioni del calcestruzzo non erano conosciute come oggi”.

Riccardo Morandi era un grandissimo ingegnere e progettista, geniale e innovativo. Il ponte per la A10 a Genova, scrive il Cnr, “realizzato tra il 1963 al 1967, è un esempio di razionalismo ‘assoluto’: l’intera, essenziale geometria ripercorre le linee di forza che sono capaci di garantire l’equilibrio dell’opera sotto l’azione del peso proprio e del traffico stradale”. Il problema per il Cnr è che “gli stralli in calcestruzzo armato precompresso hanno mostrato una durabilità relativamente ridotta”. Cosa che all’epoca non si sapeva ancora.

“Costi di manutenzione altissimi, meglio demolirlo e ricostruirlo in acciaio” – Ma sul sito ingegneri.info, due anni fa il professor Antonio Brencich, docente associato di costruzioni a Genova, spiegava che il ponte era stato mal progettato, che aveva costi di manutenzione altissimi e che presto sarebbe stato più conveniente demolirlo e ricostruirlo. “Morandi era un grandissimo strutturista, ma col viadotto sul Polcevera ha voluto forzare la mano”, dice oggi l’architetto Zoppi. Per l’ingegner Del Grosso, per il ponte sarebbe stata più adatta una struttura d’acciaio: “Ma all’epoca c’era una grande perplessità sull’acciaio, per questioni di durata, mentre le industrie italiane avevano grande esperienza sul cemento armato”.

GENOVA PONTE MORANDI

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Mutui bancari, crescono i numeri per la bioedilizia

Nonostante negli ultimi tempi si stia ampliando la disponibilità di mutui bancari per la bioedilizia, questi prodotti stentano a decollare.
La motivazione non è sicuramente dovuta dalla scarsa qualità o durabilità di questo tipo di immobili nel tempo, ma da ben altre circostanze.
Prima di tutto l’urbanistica e gli uffici tecnici dei Comuni di alcune regioni non agevolano come dovrebbero la costruzione di questi immobili a causa anche di regolamenti non adeguatamente all’avanguardia.

Mutui bancari, gli italiani molto legati al concetto del mattone
Gli italiani poi sono piuttosto legati al concetto di “mattone”, ecco perché i numeri dei portali che suggeriscono quali siano i mutui più convenienti sono così in ascesa, che anche solo psicologicamente gli da maggiore sensazione di sicurezza.
Infine non tutti sono adeguatamente informati sugli infiniti vantaggi che questo tipo di immobili offrono.
Tutte queste motivazioni concorrono a rendere il giro d’affari degli immobili in bioedilizia ancora piuttosto limitato.

Inoltre la diffusione di questi immobili e degli investimenti che li riguardano è molto disomogenea da regione a regione,
in base alle misure adottate, alle agevolazioni e regolamentazioni.
Ed è alla luce di ciò che vanno letti i numeri dei mutui in bioedilizia richiesti, con il Veneto capolista
(ben il 26%), seguito da Piemonte e Lombardia (13% ambedue).

Seppur i mutui in bioedilizia riguardino attualmente solo mezzo punto percentuale rispetto al totale,
questo mercato è destinato senza dubbio a crescere in maniera anche molto consistente.
Ed è per questo probabilmente che Intesa e BPM abbiano già lanciato i propri prodotti anticipando questo trend ed equiparando questi mutui in tutto o per tutto a quelli tradizionali.

http://economia.iltabloid.it/2018/08/09/mutui-bancari-crescono-numeri-bioediliza.html

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Arona – agevolazioni contributi ed esenzioni per tutti

Tantissime le agevolazioni, contributi ed esenzioni ad Arona. Alcune di queste piuttosto note, altre meno. Per chi apre nuove attività, le amplia, chi rimuove barriere architettoniche, rimuove i tetti in amianto, affitta a figli e genitori, chi ristruttura con criteri di risparmio energetico, affitta a persone bisognose, ai giovani che prendono residenza ad Arona. “Sono convinto che molte non sono assolutamente conosciute e l’informazione serve, anche, a cogliere delle opportunità!” ha dichiarato il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli.

Il primo elenco di una serie di agevolazioni per i cittadini spesso sconosciute
1 Contributo a negozi e attività per la rimozione di barriere architettoniche pari al 20% dell’investimento;

2 Contributo per la riapertura di negozi sfitti = esenzione da qualsiasi imposta comunale (anche TARI) per tre anni;

3 Contributo per l’ampliamento di negozi esistenti = esenzione da qualsiasi imposta comunale (TARI inclusa) per tre anni;

4 Contributo per le attività che trasferiscono la sede ad Arona e assumono un dipendente nell’arco dei sei mesi successivi;

Leggi anche: Daisy Osakue: chi è l’atleta colpita in viso da lancio di uova
5 Contributo per la rimozione dei tetti in amianto = 20% dell’investimento in deduzione alla TARI;

Qui di seguito un’altra serie di agevolazioni e contributi
6 Riduzione di tre punti percentuali IMU a chi affitta un immobile a persona/e per cui rappresenta la prima casa;

7 Riduzione di tre punti percentuali per chi da in uso un immobile a figli e/o genitori;

8 Riduzione di tre punti percentuali IMU a chi ristruttura la casa con criteri di risparmio energetico e cura dell’ambiente;

9 Azzeramento dell’IMU a chi affitta a contratto concordato o concede in uso gratuito a soggetti segnalati dai servizi sociali del Comune;

10 Contributo per le giovani coppie (sotto i 35 anni) che affittano o comprano casa ad Arona = esenzione da tassa dei rifiuti per tre anni.

https://novaraoggi.it/attualita/arona-agevolazioni-contributi-ed-esenzioni-per-tutti/

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L’edilizia trasparente di vetro: la chiave è una progettazione consapevole

L’architettura contemporanea è trasparente e leggera, volumi vetrati ed eleganti sorgono sempre più spesso nelle città di oggi. Ma per garantire efficienza energetica e comfort interno, è fondamentale una progettazione consapevole di questi edifici, sfruttando i benefici del vetro e controllandone i limiti.

I materiali di un oggetto architettonico ne definiscono la natura formale e l’estetica. La scelta materica, oltre a definire l’identità di un’architettura, contribuisce a determinarne le prestazioni in termini di resistenza meccanica, agli agenti atmosferici e di isolamento sia termico che acustico. Tra i materiali più utilizzati nell’architettura contemporanea, il vetro è sicuramente il più rappresentativo. Sono sempre di più gli edifici in vetro, dal residenziale al terziario questo materiale offre un’immagine di leggerezza, trasparenza ed eleganza.

Trasparenza e duttilità: il vetro e le sue caratteristiche
Il vetro è un materiale molto utilizzato in edilizia per la realizzazione di superfici trasparenti, è fondamentale per garantire il passaggio della luce naturale, della radiazione solare e per garantire un contatto anche visivo con l’ambiente circostante un edificio.

Con il passare degli anni e l’evoluzione tecnologica, le caratteristiche dei vetri disponibili in commercio hanno portato alla nascita di prodotti molto diversi, in grado di rispondere ad esigenze specifiche. In generale, il vetro è un materiale trasparente, compatto, impermeabile, liscio e duraturo nel tempo. Poi, in base alla lavorazione e al trattamento subito, può offrire differenti caratteristiche finali.

Oltre al vetro stesso, incidono sul suo comportamento anche l’accoppiamento con altre lastre, l’intercapedine e il gas in essa contenuto e gli spessori dei diversi strati. La versatilità concessa dal vetro è garantita dallo sviluppo di vetri temprati, isolanti, strutturali o blindati.

Utilizzo del vetro in edilizia

I vetri temprati sono resistenti agli urti e agli shock termici, sono quelli utilizzati ad esempio per porte e docce. Per aumentare la sicurezza dei vetri si accoppiano diverse lastre con appositi fogli adesivi, così da rendere i vetri blindati adatti per realizzare vetrine, parapetti, porte blindate, pensiline. L’accoppiamento di diverse lastre di vetro permette, inoltre, di aumentare anche le prestazioni isolanti, sia termiche che acustiche. Si aggiunge, in questi casi, la possibilità di trattare il vetro, distinguendo vetri selettivi, a controllo solare o bassoemissivi. Alla base di tutte queste differenti soluzioni, sta il vetro float, che di per sé ha resistenza meccanica limitata e un elevato valore di conducibilità termica.

Risparmio energetico ed edifici in vetro: l’illuminazione naturale
Progettare un edificio in vetro significa prestare moltissima attenzione alla scelta del vetro e alle sue prestazioni, in quanto un errore di valutazione potrebbe causare un livello di disagio molto elevato per gli occupanti dell’edificio, oltre che un dispendio energetico eccessivo per la sua gestione.

Il vetro assicura ottima illuminazione naturale negli ambienti

Sicuramente, il vetro garantisce ottimi livelli di illuminazione naturale e molto spesso le vetrate a tutta parete – che sempre più contraddistinguono edifici residenziali e soprattutto terziari – permettono di ridurre notevolmente i consumi per l’illuminazione interna degli ambienti. Soprattutto negli uffici, una buona illuminazione naturale garantisce risparmio energetico, comfort e migliori condizioni lavorative per le persone. Eventuali interventi necessari riguardano la prevenzione di fenomeni di abbagliamenti o riflessi fastidiosi.

Risparmio energetico ed edifici in vetro: le prestazioni termiche
È fondamentale non sottovalutare problematiche legate al surriscaldamento o, viceversa, alle eccessive dispersioni: il comportamento termico delle superfici trasparenti è cruciale per il bilancio energetico e per il comfort di un edificio.

Soprattutto negli edifici adibiti al lavoro, alla radiazione solare si sommano elevati carichi interni, dovuti alle apparecchiature utilizzate, che potrebbero portare a costi elevatissimi per il raffrescamento estivo, con benefici solo nella stagione invernale. Ecco perché è opportuno ricorrere a sistemi di ombreggiamento e vetri idonei allo scopo.

Negli edifici in vetro attenzione alle prestazioni termico acustiche

Diversamente, causa di disagio potrebbe essere l’eccessiva dispersione, con temperatura eccessivamente basse nei mesi invernali. Per un maggior isolamento termico l’intercapedine dei vetrocamera, ancor più se con gas come l’argon, modifica vantaggiosamente la conducibilità termica globale.

I vetri bassoemissivi, grazie ai coating (depositi superficiali) riducono le dispersioni per irraggiamento e riflettono il calore verso l’interno della stanza, pur mantenendo un buon livello di trasmissione luminosa. Questi vetri sono adatti ai climi più freddi o se orientati a Nord. Per i climi più caldi o per l’orientamento a Sud, sono da prediligere i vetri a controllo solare, che permettono il passaggio della radiazione visibile (luce) e bloccano quella ultravioletta (calore).

Nel caso in cui si abbiano esigenze molto variabili in base alle stagioni, è possibile ricorrere ai vetri selettivi, anch’essi trattati superficialmente in modo da mantenere elevata trasmissione luminosa, ma limitare l’apporto energetico e ridurre contemporaneamente le dispersioni per irraggiamento.

Progettazione non accurata delle superfici vetrate per il Parco scientifico Gelsenkirchen

Una progettazione non accurata delle superfici vetrate può compromettere il benessere e la fruibilità di un edificio. La galleria vetrata del Parco scientifico Gelsenkirchen è causa di temperature elevatissime in estate ed elevate dispersioni in inverno, tanto da renderne difficile la vivibilità

Edifici in vetro e isolamento acustico
Per garantire il comfort interno per le persone, è importante proteggersi dal rumore, sia proveniente dall’esterno che dai “vicini”. Le prestazioni acustiche di un serramento dipendono da ogni sua componente.

Per quanto riguarda il vetro, specifiche prove di laboratorio – svolte secondo indicazioni UNI – hanno determinato le prestazioni delle diverse tipologie di vetro. Per migliorare le prestazioni delle facciate vetrate è possibile realizzare un apposito trattamento antirumore, da eseguire sulla superficie della lastra esterna di un vetrocamera. Di aiuto anche ricorrere alla combinazione di elementi di diversi spessori, in modo da modificare la frequenza di risonanza del vetro. Invece, non sono molti i benefici dati dall’intercapedine (almeno che si parli di almeno 50 mm). Fondamentale per le prestazioni complessive di un serramento sono la posa in opera e l’accuratezza esecutiva con cui si sono realizzati tutti i componenti.

http://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/edilizia-trasparente-vetro-progettazione-comfort-efficienza-energetica-411.html

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Una casa ecosostenibile al 100% in una riserva naturale in California

Incastonata in una delle ultime aree costiere della California, c’è un’avveniristica casa ecosostenibile in una riserva naturale. È un perfetto esempio di equilibrio tra sviluppo residenziale e conservazione ecologica. La struttura, infatti, è stata progettata con un basso impatto visivo e ambientale sul paesaggio circostante.

Mimetizzata grazie a un aspetto low profile e un tetto verde, questa casa offre una vista a 360 gradi sull’Oceano Pacifico e sulle colline intorno. Tutto merito di vetri scorrevoli e ponti espansivi che, posti a strapiombo sopra la ripida parete rocciosa, si affacciano su un panorama mozzafiato.

Gli ideatori, Anacapa e Willson Design, hanno adottato pratiche di bioedilizia, ottenendo sistemi sostenibili con particolare attenzione alla selezione dei materiali. Nella zona non c’è elettricità, quindi la casa è alimentata al 100% da un sistema di energia fotovoltaica. Illuminazione a LED e apparecchi a basso consumo sono stati selezionati per ridurre la domanda e l’utilizzo di energia.

La casa ha un pozzo privato e un sistema di trattamento delle acque. Mentre una combinazione di riscaldamento a pavimento radiante, ventilazione trasversale e un tetto verde isolante sono utilizzati per regolare le temperature interne.

La casa è fatta di materiali che si integrano perfettamente con il paesaggio, è stata selezionata una semplice gamma di materiali in acciaio, cemento e vetro. E c’è anche un garage indipendente, ricavato discretamente nella collina.

https://www.idealista.it/news/deco/case-da-sogno/2018/08/02/126872-una-casa-ecosostenibile-al-100-in-una-riserva-naturale-in-california

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Gli italiani sono sempre più ecosostenibili: aumentano i comportamenti virtuosi in casa

Oggi sono diversi gli obiettivi che una famiglia e un cittadino dovrebbe porsi, soprattutto nei confronti dell’ambiente che lo circonda. È una questione di rispetto per il Pianeta e per le sue risorse, ma che al contempo coinvolge anche il portafoglio: i consumi in casa possono essere ridotti adottando delle logiche e delle pratiche ecosostenibili.

È dunque nostro dovere combattere gli sprechi energetici in casa: una missione che sembra essere entrata sempre di più nella vita di molti italiani, visto l’aumento di questi comportamenti virtuosi.

Ecosostenibilità in casa: i dati e l’analisi della ricerca

L’ecosostenibilità in casa è stata al centro di un’indagine condotta dall’Osservatorio Sara. I risultati raccolti sono stati davvero di buon livello: l’82% dei cittadini italiani ha infatti dichiarato di fare grande attenzione all’aspetto del risparmio energetico in casa. Nel 39% dei casi, poi, gli italiani si dicono pronti ad investire in operazioni di riqualificazione energetica domestica: una fase che richiede un budget non da poco, e che testimonia la grande attenzione delle famiglie all’ecosostenibilità in casa.

Quali sono gli altri dati interessanti? Il 67% degli italiani considera fondamentale il risparmio della luce elettrica, mentre il 59% ha intenzione di ricorrere alle lampade LED. Il 36% dei cittadini dello Stivale già oggi usa con particolare parsimonia il climatizzatore. Inoltre, il 51% delle famiglie acquista solo elettrodomestici dotati di classe energetica ecosostenibile.

In base a questi dati, appare chiaro come l’attenzione degli italiani nei confronti degli sprechi si stia facendo sempre più alta, rispetto al recente passato.

Sostenibilità ambientale: l’importanza delle fonti rinnovabili

Oggi la sostenibilità ambientale passa anche e soprattutto dall’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. Non a caso, al momento è possibile reperire con grande facilità un’offerta che protegga l’ambiente utilizzando solo Energia Verde Certificata, come quella fornita da Coop Luce e Gas consultabile online sul sito dell’operatore. D’altronde la società attuale sta investendo moltissime risorse nelle fonti di energia rinnovabile. Basti pensare ad installazioni come il sistema a pannelli fotovoltaici per la conversione dei raggi solari in energia elettrica. Lo stesso dicasi per le centrali geotermiche domestiche e per altri impianti come l’eolico e l’idro-elettrico.

La situazione in Italia è in continuo divenire: al momento siamo il paese al primo posto in quanto a produzione di energia eolica, mentre il trend del fotovoltaico ha conosciuto un incremento del +32%. L’unica nota negativa in Italia riguarda la produzione di energia idro-elettrica: in calo lo scorso anno, ma se vista nell’insieme questo viene ampiamente compensata dal già citato successo del comparto dell’eolico.

Gli italiani dimostrano poi di apprezzare molto questi sforzi: non a caso, siamo il terzo paese in Europa in quanto a consumi di energia rinnovabile.

Ci troviamo di fronte ad un momento di svolta, che vede l’Italia grande protagonista: il futuro del nostro Paese, dunque, dimostra di essere a tinte green.

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Distanze tra edifici: non si applicano alle costruzioni di confine con piazze e vie pubbliche

Consiglio di Stato: le norme relative alle distanze tra edifici non si applicano alle costruzioni erette a confine con le piazze e le vie pubbliche, poiché in tal caso si devono osservare le leggi e i regolamenti per esse specificamente dettati.

La norma di riferimento sulle distanze in edilizia (art. 9 del DM 1444/1968) non si applica sempre: ci sono delle deroghe, e tra queste quella prevista dall’art. 879, comma 2, c.c., ovverosia che le distanze non si applicano alle costruzioni erette a confine con le piazze e le vie pubbliche, dovendosi in tal caso osservare le leggi e i regolamenti per esse specificamente dettati.

L’importante principio è contenuto nella sentenza 3098/2018 del Consiglio di Stato, dove peraltro si ricorda che secondo la Cassazione civile (cfr., ex plurimis, Cass. civ. Sez. II, 12 febbraio 2016, n. 2863) la norma, esplicitamente riferita al caso di due fondi privati separati da via pubblica, è a fortiori applicabile quando la costruzione (ne caso di specie, un’edicola realizzata sul marciapiede) è edificata su suolo pubblico.

Distanze in edilizia: l’edicola della discordia
La società proprietaria di un fabbricato impugnava innanzi al TAR per la Toscana la concessione edilizia rilasciata per un intervento di “ristrutturazione di chiosco per edicola”, richiesta dal titolare della relativa concessione di suolo pubblico, e cioè quella subentrata, secondo quanto risulta dal provvedimento impugnato, alla precedente titolare dell’attività commerciale al cui esercizio è strumentale il manufatto di cui trattasi.

Con il medesimo ricorso venivano impugnate, altresì, la delibera con cui il Comune di Barga autorizzava la precedente titolare dell’edicola a presentare “il progetto relativo alla posa in opera di un nuovo manufatto da utilizzare, in sostituzione del precedente, ad edicola…”; nonché la successiva delibera con cui era stato approvato “il progetto di ristrutturazione dell’Edicola…”

La società ricorrente faceva presente che la piazza sulla quale si affaccia lateralmente il fabbricato nella proprietà della medesima, era stato recentemente oggetto di una serie di lavori di ristrutturazione, allo stato in via di ultimazione. In tale contesto, soggiungeva, era stata tra l’altro operata la demolizione di un’edicola per la vendita di giornali e riviste, precedentemente esistente e sita a distanza di circa m. 3,5 dal confine con la proprietà della ricorrente ed installata sul suolo pubblico, al pari di un vecchio “vespasiano”, quest’ultimo ubicato al confine tra la proprietà pubblica e quella della ricorrente.

Al posto di tali manufatti era stata realizzata una nuova struttura “integrata” (edicola fornita di bagno), avente caratteristiche dimensionali del tutto diverse da quella preesistente, essendo molto più ampia e con altezza superiore a quella della struttura demolita, e con una diversa ubicazione, in quanto il nuovo manufatto si trovava a circa m. 1,5 dal confine con la proprietà della ricorrente e a circa m. 8,50 dal fabbricato ivi insistente.

L’originaria ricorrente deduceva, quindi, l’illegittimità dei provvedimenti impugnati in quanto il manufatto sarebbe stato edificato in violazione delle norme in materia di distanze tra edifici e dal confine dettate dal Regolamento Edilizio.

Distanze tra costruzioni: quando si può derogare
Per il Consiglio di Stato, poiché l’edicola è stata realizzata su suolo pubblico ed è accorpata ad un’opera funzionale all’esercizio di un servizio pubblico, ricorre obiettivamente una delle ipotesi per cui, sia in base alle disposizioni codicistiche che a quelle regolamentari vigenti nel Comune di Barga, era possibile derogare alle disposizioni relative alle distanze dai confini da osservarsi nelle nuove costruzioni.

La deroga prevista dall’art. 879, comma 2, c.c., discende infatti dalla considerazione che in presenza di una strada pubblica non emerge tanto l’esigenza di tutelare un diritto soggettivo privato, quanto quella di perseguire il preminente interesse pubblico ad un ordinato sviluppo urbanistico, che trova la sua disciplina esclusivamente nelle leggi e nei regolamenti urbanistico-edilizi.

Le regole base delle distanze
In tema di edistanza tra edifici (distanze in edilizia), l’art. 9 del DM 1444/1968 comma 2 prescrive l’obbligo di osservare una distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate ed edifici antistanti: servono, quindi, due pareti contrapposte, di cui almeno una deve essere finestrata.

La distanza di 10 metri va calcolata con riferimento ad ogni punto degli edifici (e non alle sole parti che si fronteggiano), nonché con riferimento a tutte le parti finestrate (e non solo alla principale), a prescindere dal fatto che queste siano o non siano parellele tra loro.

Pr pareti finestrate si intendono non solo le pareti munite di “vedute”, ma anche tutte le pareti munite di apertura di qualsiasi genere verso l’esterno come porti, balconi, finestre di veduta o di luce ed è sufficiente che sia finestrata anche una sola delle due pareti.

Quindi, le distanze non si misurano in maniera “radiale” come avviene per le distanze rispetto alle vedute, ma in modo lineare, perpendicolare e ortogonale. Gli sporti, i balconi e gli oggetti di dimensione esigua e con funzione decorativa esulano dal calcolo delle distanze, poiché sono parti “trascurabili” rispetto agli interessi tutelati dalla norma.

https://www.ingenio-web.it/20669-distanze-tra-edifici-non-si-applicano-alle-costruzioni-di-confine-con-piazze-e-vie-pubbliche

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