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AMPLIAMENTO AEROPORTO MARCO POLO VENEZIA. STRUTTURE: TRA SFIDE E SOLUZIONI RAGGIUNTE

Gli interventi di ampliamento dell’Aeroporto Marco Polo Venezia sono partiti nel maggio del 2018 e sono stati inaugurati alla presenza della Presidentessa del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Tecnologie costruttive ed un cantiere dalle particolari caratteristiche, sono aspetti che rendono necessario un approfondimento tecnico per via delle soluzioni, strutturali e di gestione del cantiere, adottate per l’intervento da considerarsi un vero e proprio caso studio per i progettisti.

L’intervento che interessa l’aerostazione veneziana si inserisce nella prima fase del più ampio progetto di ingrandimento del cosiddetto Lotto B2, un importante lavoro destinato al settore Extra Schengen, il quale si stima verrà ultimato nel 2027.

La necessità di nuovi spazi (ampliamento sala arrivi e sala partenze, nuovo torrino) risponde alla crescita degli utenti che usufruiscono dell’area Extra Schengen e che rappresentano il 32% del traffico totale che attraversa l’aeroporto di Venezia-Tessera.

Nel dettaglio, le operazioni prevedono la costruzione dell’edificio “Pier Sud” dell’Aeroporto di Venezia – Ampliamento terminal passeggeri, che si sviluppa su quattro piani fuori terra (piano mezzanino, piano primo, piano secondo e copertura).

La presente panoramica tecnica sulle strutture e sulle dinamiche di posa in cantiere per l’ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia, è stata elaborato da Tecnostrutture, la società coinvolta nel progetto in qualità fornitore primario di pilastri PDTI® NPS®, travi NPS® BASIC e solaio predalles. Vediamo i dettagli tecnici del progetto.

AMPLIAMENTO AEROPORTO MARCO POLO VENEZIA. QUALI CARATTERISTICHE HANNO LE STRUTTURE?
Durante la fase di progettazione dell’ampliamento Aeroporto Marco Polo di Venezia è stato utilizzato il BIM per ridurre le interferenze tra gli elementi. La società CLEA , per conto del Consorzio Integra Soc.Coop si è occupata della sovrapposizione dei file IFC provenienti dalle varie discipline (architettonico, strutture, impianti).

Il Sistema NPS®, i pilastri PDTI® misti acciaio-calcestruzzo e le travi tralicciate oggetto della fornitura NPS® sono stati prodotti secondo i criteri, le specifiche ed il dimensionamento del progettista principale dell’opera.

La struttura portante dell’edificio di nuova costruzione è costituita da:

orditura principale verticale: parete in c.a. e colonne miste acciaio-calcestruzzo PDTI® di dimensioni Ø1016/508mm;
orditura principale orizzontale del piano primo e secondo solaio: travi NPS® di tipo misto acciaio-calcestruzzo, sottosporgenti il solaio, e impalcati di tipo predalles;
maglia strutturale tipo al piano primo 11,39×12,00 m con travi su luce di 12,00 m;
maglia strutturale tipo al piano secondo 11,39×24,00 m con travi su luce di 24,00 m;
altezza massima dei PDTI® 17,76m con interpiani a +6,34 m e +12,75 m.
Ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia

Le colonne del Sistema NPS® sono state realizzate in tronchi monopiano giuntati, ad eccezione di alcune colonne che sono a doppia altezza, con profilo tubolare Ø1016x20mm e Ø508x16mm in acciaio S355J0.

All’interno della camicia è presente l’armatura necessaria per garantire le prestazioni di resistenza al fuoco in acciaio B450C, costituita da 12Ø30 e 12Ø16 per le colonne Ø1016 e da 12Ø16 e 6Ø16 per le colonne Ø508mm. Altezza massima pari a 10,18 e 6,75 m.

Le travi del Sistema NPS® sono state realizzate nel rispetto degli ingombri geometrici definiti in fase esecutiva dal progettista: per primo impalcato presentano luce max 11,50 m sez. 70×52 con piatto inferiore 30mm S355, mentre per secondo impalcato luce max 23,00 m sez. 70×120 con piatto inferiore 15mm S355. Impiego di correnti in acciaio S450 per diametri superiori a Ø36mm.

Il dimensionamento degli elementi prefabbricati, per l’ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia, è stato eseguito dai progettisti NPS® secondo le prescrizioni di legge vigenti D.M. 14.01.2008 “Norme tecniche per le costruzioni” e sulla base delle sollecitazioni calcolate nel progetto originario.

Ai sensi della UNI EN 1090 è stata definita la classe di esecuzione per le strutture metalliche EXC4 in conformità al progetto originario.

COM’È AVVENUTA LA POSA IN OPERA IN CANTIERE?
Tra le principali sfide affrontate nella realizzazione dell’intervento di ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia, rientrano le operazioni di posa avvenute prevalentemente ad aeroporto e piste chiuse, quindi in orario notturno (Fig.1), tra le 0,30 e le 5,45.

Ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia
Fig.1_Operazioni di posa orario notturno_©Tecnostrutture

Questo perché il montaggio è stato eseguito con un’autogrù molto alta, che interferiva con i sistemi radar del controllo volo. Inoltre il montaggio si è svolto in gran parte nell’area della pista, in conflitto con le normali operazioni svolte ad aeroporto chiuso.

Le travi che ricadevano sul confine tra area pubblica ed area sterile, sono state avvolte in concertina (filo spinato – Fig.2) ed installati sotto la supervisione della polizia aeroportuale. Altro ostacolo era la nebbia. In caso di visibilità non sufficiente a garantire la sicurezza nell’area di competenza dell’ENAC, veniva inibito l’accesso a tutti i lavoratori.

Figura 1_Operazioni di posa orario notturno_©Tecnostrutture
Fig.2_Concertina a protezione dell’area_©Tecnostrutture

La posa degli elementi strutturali NPS® è stata svolta seguendo il cronoprogramma del cantiere, sotto la vigilanza della direzione lavori e del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.

QUALI DIFFICOLTÀ SI SONO PRESENTATE NELLA PROGETTAZIONE E COME SONO STATE SUPERATE?
La progettazione NPS® ha fatto riferimento al progetto iniziale, definendo la soluzione tecnologica che risultasse versatile e flessibile in fase di realizzazione.

Ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia
Fig.3_Travi tralicciate_©Tecnostrutture

La sequenza di posa e l’autoportanza delle travi tralicciate NPS® (Fig.3) hanno sensibilizzato il progettista alla verifica scrupolosa delle strutture in fase provvisionale (stabilità delle strutture verticali e svergolamento del traliccio).

La particolarità, della commessa ampliamento Aeroporto Marco Polo Venezia per le azioni in gioco e le performance strutturali richieste, ha posto l’attenzione del progettista NPS® anche ai minimi particolari, quali:

la verifica puntuale delle armature ai nodi del telaio sismoresistente al fine di garantire una corretta posa delle stesse (armature bidirezionali su più strati superiori ed inferiori) e la corrispondenza tra progetto ed As Built;
la definizione della sequenza di posa delle armature con preinserimento nelle travi tralicciate NPS® delle barre ai nodi e successivo scorrimento delle stesse come da progetto esecutivo;
la verifica delle strutture in fasi distinte, come previsto dal cronoprogramma, con cambio dello schema statico da semplice appoggio a continuità strutturale.
Le difficoltà progettuali riscontrate sono state risolte attraverso le soluzioni NPS® a disposizione e la collaborazione sinergica con il progettista principale dell’opera e il direttore dei lavori: diversamente non sarebbe stato possibile raggiungere questo eccellente risultato.

Credits

Committente: Gruppo SAVE s.p.a..

Impresa di costruzioni: Consorzio Integra Soc.Coop.

Progetto strutturale e architettonico: OneWorks.

Fornitura pilastri, travi e solai: Tecnostrutture, azienda con 35 anni di esperienza specializzata nel settore dei prefabbricati a struttura mista acciaio-calcestruzzo.

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Rischio sismico, gli architetti di Catania: “Non abbassare mai l’attenzione sul nostro territorio”

“Il terremoto ha cambiato la vita di moltissime persone e distrutto case, ritenute sicure fino a pochi secondi prima della scossa”. Così il presidente Alessandro Amaro

“Il terremoto ha cambiato la vita di moltissime persone e distrutto case, ritenute sicure fino a pochi secondi prima della scossa. L’Ordine degli Architetti non ha dimenticato il sisma dello scorso 26 dicembre, momento di grande tensione che ci ha visto a lavoro a sostegno della popolazione colpita. Vogliamo partire da incontri come questi per passare dalle riflessioni, dal confronto tra professionisti, ad azioni concrete che possano realmente incidere sulla sicurezza del nostro territorio”.

Così Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania ha introdotto il convegno “Il sisma ti cambia la vita”, organizzato insieme alla Fondazione durante l’evento fieristico “CamBiovita Expo”, “dove abbiamo realizzato un’istallazione all’interno del nostro stand che rievoca l’evento sismico, con l’obiettivo di non dimenticare e non abbassare l’attenzione su questo tema“, come spiegato dall’architetto Martina Arena, delegata del presidente in Fondazione.

Un’occasione di dibattito e approfondimento che ha avuto come focus centrale i sempre attuali fenomeni sismici, con testimonianze di chi è sceso sul campo nei momenti di emergenza: “Il terremoto di Santo Stefano ha colpito maggiormente i comuni di Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Santa Venerina, Viagrande, Zafferana Etnea, oltre ad alcune frazioni tra cui Fleri – ha detto l’architetto Paolo Licandri, consigliere tesoriere dell’Ordine – in questi casi noi della protezione civile ci siamo occupati di dare un soccorso immediato alle persone interessate, dalla conta degli sfollati alla loro allocazione“.

“A seguito delle scosse dello scorso dicembre, noi professionisti ci siamo messi a disposizione per effettuare i sopralluoghi: io, per esempio, mi sono occupato personalmente di Aci Sant’Antonio, un comune molto vasto di cui si è parlato poco, dove varie strutture abitative sono state dichiarate inagibili e molti residenti ancora vivono negli alberghi o nelle case di parenti”, ha sottolineato il consigliere architetto Igor Nastasi. Una terra che continua a tremare e che sembra essere abituata all’emergenza, ma che necessita di una preparazione adeguata per la gestione di criticità rimaste irrisolte: “Di fronte a un sisma non siamo mai pronti ad affrontare le conseguenze, né da un punto di vista culturale e neanche sotto il profilo operativo – hanno affermato Paolo Nicolosi consigliere nazionale dei Geometri e Agatino Spoto, presidente del Collegio etneo – ci preme pensare alla formazione di tecnici preparati, soprattutto a vantaggio delle generazioni future“.

“Sull’argomento terremoti occorre puntare sulla prevenzione, oltre a dare un’informazione adeguata circa l’entità del fenomeno sismico, calcolata solo sulla base del grado di magnitudo, mentre di primaria importanza è anche il livello di profondità del movimento tellurico“, ha spiegato l’ex presidente degli Ingegneri di CataniaLuigi Bosco. A parlare di “necessità di riqualificare gli edifici pubblici e privati” è stato Giuseppe Piana, presidente Ance, che da mesi riunisce tutta la filiera attorno al tavolo “Catania Sicura” per pianificare azioni di prevenzione, “un lavoro che va fa fatto attraverso una sinergia tra i vari attori operanti nel settore“, ha aggiunto Biagio Bisignani, direttore Urbanistica del comune di Catania.

“Occorre mirare a innalzare il senso civico, per preservare il nostro patrimonio culturale“, ha continuato Barbara Mirabella, direttrice “CamBiovita Expo” e assessore comunale alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali. Su questo tema, l’intervento di Giuseppe Marano, consigliere dell’Ordine: “Porto l’esperienza di ricognizione degli episodi sismici del 2002, dell’ottobre 2018 a Biancavilla e a Santa Maria di Licodia e dello scorso 26 dicembre; si tratta in quest’ultimo caso di zone colpite più volte nella storia da calamità naturali come queste e, in caso di danni, ci occupiamo anche della salvaguardia dei monumenti colpiti come le chiese delle frazioni di Pennisi, Fleri e Pisano“.

“Vogliamo fare capire alla popolazione l’importanza della solidità ed efficienza delle loro case, attraverso un’opera di sensibilizzazione sull’uso di incentivi per la messa in sicurezza degli edifici: si tratta dei bonus ristrutturazione, bonus mobili, eco-bonus, bonus giardini, sisma-bonus ed eco/sisma-bonus“, ha concluso il Presidente Amaro. Non a caso, l’architetto Cecilia Tosto, delegata del presidente dell’Ordine per l’Architettura Sostenibile, ha definito “il patrimonio edilizio una risorsa da cui si può innescare un processo economico virtuoso, perché la qualità della nostra vita dipende da quella delle nostre abitazioni“.

Durante il convegno anche il ricordo del decennale del terremoto dell’Aquila con gli interventi del consigliere Pietro Milone e l’architetto Giuseppe Licciardello.

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Un ponte da 5mila tonnellate di acciaio per collegare i Balcani alla Comunità Europea: lo ha realizzato la trevigiana Maeg

Per costruirlo sono stati allestiti due cantieri sulle sponde della Sava: uno in territorio bosniaco, l’altro in terra croata e le maestranze hanno lavorato andandosi incontro. Al confine tra Croazia, Paese Ue, e Bosnia Erzegovina ora c’è il ponte di Svilaj a due corsie distinte, lungo 640 metri e largo 29: in questi giorni la trevigiana Maeg Costruzioni di Alfeo Ortolan vi ha calato l’ultimo concio, a completamento della struttura in metallo che sorreggerà le solette di calcestruzzo per il transito degli autoveicoli. Un ponte atteso, una pietra miliare a rafforzare le relazioni tra i due Paesi.

“Quel ponte sulla Sava che a Belgrado va a congiungersi col Danubio”, ha detto Alfeo Ortolan (in foto), fondatore e presidente di Maeg Costruzioni Spa, quartier generale a Vazzola, in provincia di Treviso, “è parte del corridoio paneuropeo 5c, che collega il porto croato di Ploče con la capitale ungherese Budapest, ed è strategico per le vie di comunicazione e di trasporto dell’Europa centro-orientale”.

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Composto da sette campate per un peso complessivo di 5mila tonnellate di acciaio che poggiano su quattro pile, due delle quali all’interno del corso fluviale, la struttura del ponte è stata realizzata in Veneto e pre-assemblata a terra. I conci sono stati poi sollevati e installati con l’impiego di torri dotate di gru e poggiati su torri temporanee. Per alloggiare i macro-conci, sono state costruite nel letto della Sava due piazzole con l’utilizzo di palancole ad arginare il flusso del fiume, soggetto a forti piene.

Spettacolare, oltre che emozionante, la posa dell’ultimo concio che apre di fatto i collegamenti diretti tra Croazia e Bosnia Erzegovina lungo il corridoio paneuropeo dal porto di Ploče sul Mar Adriatico a Budapest in Ungheria.

La stazione appaltante è costituita dal Governo della Repubblica di Croazia e dal Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina e finanziata, grazie a dei fondi europei, per oltre 26 milioni di euro dai due Stati, di cui 10,5 milioni per le strutture metalliche. Vincitore dell’appalto per la costruzione delle strutture metalliche è risultato nel 2017 lo specialista Maeg Costruzioni SpA di Vazzola. Non c’è ancora il manto stradale, ma da giovedì scorso le due sponde della Sava si sono ricongiunte e si rafforza così la posizione della Bosnia come candidato potenziale all’ingresso nella Comunità europea.

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Maeg Costruzioni, società per azioni controllata totalmente dalla famiglia di Alfeo Ortolan, fondata nel 1978, è un international player nel settore delle costruzioni, sia come General Contractor che come specialista nella lavorazione di carpenteria in acciaio medio-pesante. Offre un servizio completo attraverso la progettazione, la produzione e la posa in opera di ponti, viadotti ed edifici ad uso civile e industriale. Le opere Maeg sono presenti in oltre venti Paesi in tutto il mondo: tutte sono interamente Made in Italy e coordinate in-house.

Sono 65mila le tonnellate/anno che determinano la capacità produttiva dei cinque stabilimenti di 160mila metri quadrati coperti, distribuiti tra le province di Treviso e di Pordenone (Vazzola, 2 a Codogné, Maron di Brugnera e Budoia). Con circa 900 addetti ha realizzato nel 2017 un fatturato di 118,6 milioni di euro con un Ebitda di 8,8 milioni di euro.

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Incendio Notre-Dame: presentato il progetto green per trasformare il tetto in una grande serra

E se il tetto della cattedrale di Notre-Dame devastato dall’incendio del 15 aprile diventasse un’enorme serra verde aperta al pubblico per progetti educativi e di inclusione sociale? È il progetto di restauro green presentato da un collettivo di architetti francesi: alberi d’alto fusto e piante di ogni genere in un luogo dove conciliare (anche) le sfide dell’ecologia e delle pari opportunità.

È esattamente questa l’idea che è alla base della bozza proposta dallo Studio NAB, pubblicata sul sito Designboom e denominata “Notre Dame de Paris in green for all of us”, che immagina di far diventare il sottotetto della basilica un luogo in cui far interagire conservazione e storia con le problematiche sociali e le sfide ecologiche moderne.

La proposta progettuale comprende una grande serra didattica che si estenda su tutto il tetto, al cui interno si potranno ospitare iniziative di reinserimento professionale rivolte ai più poveri, con corsi di agricoltura urbana, orticoltura e permacultura, e spazi dedicati a laboratori didattici per i più piccoli.

La guglia centrale, bruciata e collassata durante il rogo, inoltre, diventerebbe un eccezionale apiario, con decine di alveari al suo interno.

tetto serra 3
La struttura in rovere, soprannominata “la foresta”, sarà riutilizzata per creare tutte le piantatrici e le strutture presenti nella serra, seguendo un design che rispetti la sagoma originale dell’edificio e le diverse figure che lo abitavano. Nel progetto, infine, la copertura del tetto è pensata in una struttura in acciaio color oro e riempita con pannelli di vetro, il tutto rispettando il sequenziamento autentico dei tetti.

tetto serra 1
Dall’incendio che ha colpito la cattedrale di Notre-Dame, si sono in realtà susseguiti parecchi progetti più o meno realistici per la ricostruzione del tetto, alternandosi tra coloro che vorrebbero ristrutturarlo in modo identico a prima e coloro che vogliono reinventarlo utilizzando materiali attuali. Ma un’idea di una enorme serra su uno storico monumento patrimonio mondiale dell’UNESCO voi come la vedete?

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House in a Box: il progetto di Amazon inaugura a Milano

In occasione della Milan Design Week Amazon presenta uno showroom innovativo realizzato in collaborazione con lo Studio Albera Monti Architetti

Ha inaugurato ieri a Milano House in a Box, il progetto ideato da Amazon per coinvolgere visitatori e clienti in un’esperienza di design a 360°. Il sito di shopping online, infatti, ha scelto la Milan Design Week per aprire le porte della propria sede che, per l’occasione, si trasforma in showroom innovativo dedicato alla casa e a tutti i suoi complementi, di qualsiasi stile e budget. L’evento esclusivo, che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui anche Chiara Ferragni e Sofia Viscardi, si è tenuto presso la sede di Amazon di Viale Monte Grappa, 3.

“Siamo lieti di partecipare alla Milano Design Week 2019, uno dei più importanti eventi internazionali nel settore del design e dell’arredamento sia per gli esperti del settore sia per un pubblico più ampio a livello nazionale e internazionale,” afferma Mariangela Marseglia, Country Manager Amazon.it e Amazon.es. “Per l’occasione, accoglieremo visitatori e clienti negli uffici della nostra sede direzionale, dando loro la possibilità di provare in prima persona diversi prodotti interessanti e di scoprire opzioni di consegna e soluzioni disponibili su Amazon.it. Speriamo che i nostri clienti possano cogliere questa occasione quale fonte d’ispirazione per arredare le proprie case secondo qualsiasi budget e stile.”

L’esposizione, curata dallo Studio AMA Albera Monti Architetti, si snoda attraverso due appartamenti dallo stile contemporaneo dove si inserisce un’ampia varietà di prodotti di design. Gli articoli delle nuove collezioni Amazon, Alkove e Movian, una selezione di pezzi di artigianato Made in Italy, i grandi marchi e le soluzioni innovative per la casa intelligente, dalla domotica all’illuminazione, convivono in perfetta armonia in uno spazio pensato per accogliere, ispirare e coinvolgere.

“Abbiamo accolto con entusiasmo questa proposta da parte di Amazon e siamo felici di offrire la nostra esperienza nel campo del design”, afferma Nicolas Monti dello studio studio AMA Albera Monti Architetti. “Gli spazi di presentazione proposti sono pensati per ispirare i clienti e aiutarli a scoprire la vasta gamma di prodotti disponibili su Amazon.it, a visualizzarli nelle loro case e a ordinarli secondo le proprie necessità” afferma Giuseppe Albera di AMA Albera Monti Architetti.

Dedicato al grande pubblico, House in a Box non poteva che celebrare anche una nuova shopping experience, con tante funzionalità create da Amazon proprio per facilitare l’acquisto nell’ambito dell’interior design. A partire da Amazon Augmented Reality, che consente di visualizzare i singoli pezzi nella propria casa, fino ad Amazon 360 Spin, per guardare un prodotto a 360 gradi, e Discover, che consente di filtrare gli articoli in base al proprio stile e fornisce raccomandazioni personalizzate.

Lo showroom, allestito all’interno della nuova sede di Amazon a Milano, in viale Monte Grappa 3, è aperto al pubblico giovedì 11 aprile dalle 15:00 alle 20:00, e venerdì 12 e sabato 13 aprile dalle 10:00 alle 20:00. L’ingresso è libero, ma per chi desidera un’esperienza personalizzata sono previste visite guidate ogni mezz’ora. Tutti i prodotti sono acquistabili immediatamente sullo store amazon.it/designweek, aperto anche per tutti coloro che, purtroppo, non si trovano a Milano.

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La villa su misura? È pratica, ecologica, accessibile di design. E prefabbricata

Tetto-giardino, mini piscina, grandi vetrate affacciate sul verde. Lo direste? È una casa prefabbricata, che un’architetta ha realizzato per sé. Sembra la California, invece si trova in Franciacorta nel bresciano

Rendere accessibili a tutti i benefici dell’architettura». L’obiettivo di Valentina Moretti, fondatrice nel 2011 dello studio di progettazione More, è semplice. Quello che sorprende è come lo ha realizzato. E cioè con un approccio prefabbricato all’abitare. Primo test? Su se stessa. Che in questa casa in Franciacorta, nel Bresciano, rispetta in pieno i requisiti di efficienza energetica e antisismica senza sacrificare lo stile. Anzi, conquista spazio, luce e paesaggio. Che “arredano” gli interni liberi da pilastri grazie a una tecnologia leggera e personalizzabile. Al centro c’è il rapporto uomo-natura, ma il glamour è ispirato alle residenze cult anni Cinquanta sulle colline di Los Angeles.

Sviluppo sostenibile
L’impianto razionale della casa alterna spazi aperti e chiusi, «dove riesco a decomprimermi» racconta Valentina. Mettendosi in ammollo nella mini piscina che sembra sospesa sul bosco che circonda la proprietà, e soprattutto ritirandosi nel “giardino segreto” costruito sul tetto. Arredato con lettini da sole e sdraio, lo spazio verde in cui Valentina organizza feste e aperitivi ha un aspetto volutamente selvaggio, anti intrusione e “autogestito”: il folto delle graminacee è in grado infatti di autosostenersi. Un’architettura un po’ “slow” in armonia con il territorio? «Sì! Ispirata al mondo del design e dell’automotive, ma senza compromessi etici».

Istruzioni per l’uso
Individuato il terreno (edificabile), per avere una casa More i passaggi sono questi: i futuri proprietari illustrano le loro esigenze, un architetto fa il progetto preliminare, che viene poi sviluppato insieme in Atelier. Una volta ottenuto dal Comune il permesso di costruire, si dà il via alla produzione dei diversi elementi. Dalle fondamenta in su, tre mesi di cantiere.

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La tracciabilità dei prodotti in acciaio secondo la circolare n. 7 delle NTC2018

Prodotti in acciaio: i chiarimenti forniti dalla Circolare 7/2019 sulla tracciabilità
strutture-acciaio-1.jpgPer quanto riguarda la tracciabilità dei prodotti in acciaio, importanti chiarimenti sono riportati nella nuova circolare di recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (11/02/2019), la quale ha fatto luce su un argomento che aveva portato confusione e perplessità a seguito della pubblicazione delle NTC 2018.

I chiarimenti sul paragrafo 11.3.1.5
Ci riferiamo al par. 11.3.1.5 delle NTC 2018, di seguito riportato, che introduce l’obbligatorietà di accompagnare le forniture di acciaio con la copia del certificato di controllo tipo 3.1, anche per i prodotti rientranti nel caso “A”.

“…Omissis…Tutte le forniture di acciaio, per le quali sussista l’obbligo della Marcatura CE, devono essere accompagnate dalla “Dichiarazione di prestazione” di cui al Regolamento UE 305/2011, dalla prevista marcatura CE nonché dal certificato di controllo interno tipo 3.1, di cui alla norma UNI EN 10204, dello specifico lotto di materiale fornito…Omissis”

Il primo chiarimento spiega a quali prodotti faccia riferimento: “il certificato di controllo interno 3.1, di cui alla norma UNI EN 10204” citato dalle NTC:

“deve intendersi strettamente riferito al certificato di origine fornito dall’acciaieria (produttore) all’atto di immissione in commercio del prodotto laminato”

Da questo si desume, in primis, che il certificato richiesto riguarda soltanto il “prodotto laminato”, all’atto di immissione in commercio da parte delle acciaierie.

Il successivo chiarimento riguarda le perplessità riscontrate nei casi di prodotti marcati CE in ottemperanza alla EN 1090-1, poiché questa normativa non prevede la redazione di un certificato 3.1 per l’immissione in commercio dei prodotti.

Anche in questo caso la circolare riporta degli importanti chiarimenti.

È bene innanzitutto ricordare che la norma EN 1090-1 riguarda i componenti strutturali ed i kit immessi sul mercato come prodotti da costruzione.

Cerchiamo di capire cosa vuol dire “kit” cosi come definito all’art. 2 del CPR 305/2011:

“Articolo 2 Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende per:
……………….”omissis”
«kit», un prodotto da costruzione immesso sul mercato da un singolo fabbricante come insieme di almeno due componenti distinti che devono essere assemblati per essere installati nelle opere di costruzione;”

La tracciabilità dei “kit”
La circolare ha chiarito quindi che per i “kit”, così come definiti all’art. 2 del CPR e coperti da marcatura CE (i prodotti realizzati in ottemperanza alla EN 1090-1 rientrano in tale categoria), è sufficiente accompagnare la fornitura con:

la copia della dichiarazione di prestazioni CE (DOP)
la copia del documento di trasporto completo di tutte le informazioni necessarie.
È così definitivamente stabilito che i “kit”, ovverossia le strutture in acciaio intese nel loro complesso, marcati CE e realizzati ai sensi della EN 1090-1, immessi sul mercato e installati come opere da costruzione NON sono obbligati ad essere accompagnati dal certificato di controllo interno tipo 3.1.

In ultimo la circolare indica che, in considerazione dell’impiego generalizzato degli strumenti informatici su internet, può non essere necessario che tra i documenti di accompagnamento forniti dal “produttore” compaia anche la copia dei certificati di controllo interno tipo 3.1, purché tali certificati, dello specifico lotto di materiale fornito, siano resi disponibili su richiesta del Direttore dei Lavori anche attraverso canali informatici.

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Quanto costa una casa prefabbricata in Italia

Le case prefabbricate, anche in Italia, non rappresentano più esclusivamente un mercato di nicchia. Sempre più persone, infatti, scelgono questo settore della bioedilizia per diverse ragioni: certezza dei prezzi e dei tempi di costruzione, ecosostenibilità e risparmio energetico, sicurezza antisismica.

dHw System

idealista/news ha preparato una guida su tutto quello che c’è da sapere sulle case prefabbricate in cemento, legno e acciaio dal momento del progetto fino alle chiavi in mano, passando per la richiesta di un mutuo e i permessi necessari per la costruzione.

Costo chiavi in mano
Prezzi e mercato
Case prefabbricate in legno
Case prefabbricate in cemento
Case prefabbricate in acciaio
La casa prefabbricata di Ikea
Permessi e passaggi necessari
Esempi da tutto il mondo
Mini case
Mutui per case in bioedilizia
Costo chiavi in mano
Tra i motivi per cui, sempre più spesso, si opta per una casa prefabbricata c’è il costo. In media, si può risparmiare il 10-15% rispetto a un’abitazione “tradizionale”. Entrando nel dettaglio, il prezzo chiavi in mano medio di una casa prefabbricata oscilla, con buona approssimazione, tra i 1.300 e 1.500 euro al mq. (Maggiori informazioni)

Prezzi e mercato
Investire nella bioedilizia, non solo significa beneficiare di bonus fiscali nell’immediato, ma anche risparmiare, e molto, nel lungo periodo ai notevoli tagli in bolletta. Alcune case prefabbricate, infatti, producono più energia di quanta ne consumino. Per questo il mercato del settore è in continua espansione. (Maggiori informazioni)

Case prefabbricate in legno
Le case prefabbricate in legno rappresentano oramai un’alternativa sempre più valida e apprezzata nel mercato immobiliare. Per conoscere meglio questo settore, idealista/news ha intervistato Vanni Bottaro, Direttore Commerciale di Wolf Haus Italia. (Maggiori informazioni)

Case prefabbricate in cemento
Ecosostenibile e con alte prestazioni di efficienza energetica, eppure costruite con il materiale simbolo dell’edilizia “tradizionale”. Anche le case prefabbricate in cemento rappresentano un settore in continua ascesa nell’immobiliare. idealista/news ha raccolto la testimonianza di alcune aziende produttrici: ABC Costruzioni, Case Ursella e More. (Maggiori informazioni)

Case prefabbricate in acciaio
Dhw System e Idea Building, due aziende produttrici di case prefabbricate in acciaio, hanno esposto a idealista/news le proprietà e le caratteristiche di questa soluzione abitativa che ha nella resistenza antisismica e nell’isolamento termico e acustico alcuni dei suoi valori aggiunti. (Maggiori informazioni)

La casa prefabbricata di Ikea
Ikea ha commissionato a due studentesse danesi d’architettura una stimolante sfida: progettare una casa semplice da imballare, aprire e installare proprio come tutti i suoi mobili. Il risultato è molto interessante. (Maggiori informazioni)

Permessi e passaggi necessari
Anche le case prefabbricate, come le abitazioni tradizionali, seguono la normativa edilizia e non possono essere costruite senza concessione o su un terreno non edificabile. (Maggiori informazioni)

Esempi da tutto il mondo
Le case prefabbricate non sono sinonimo di qualità scadente o design standardizzato. Anzi, spesso offrono soluzioni sorprendenti che sembrano progettate da architetti famosi. Per rendersene conto, basta guardare qualche esempio tra le case prefabbricate più belle di tutto il mondo, da Pechino a Copenaghen. (Maggiori informazioni)

Mini case
Il modo in cui le persone vivono (e abitano) sta cambiando, specialmente nelle grandi città. Si tende sempre più a ottimizzare lo spazio vitale in piccole stanze. È il caso soprattutto dei più giovani, che decidono di vivere da soli in centro. Per questo le mini case potrebbero rappresentare il futuro. (Maggiori informazioni)

Mutui per case in bioedilizia
Gli esperti considerano il mercato dei mutui per le case prefabbricate ancora una nicchia, seppure in crescita. Gli istituti di credito, però, tenedenzialmente mettono dei paletti in più nella concessione di un prestito per un’abitazione prefabbricata. (Maggiori informazioni).

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Tutti i vantaggi di una casa prefabbricata in acciaio: caratteristiche, prezzi e modelli dHw System

Non solo resistenza antisismica ed ecosostenibilità. idealista/news ha intervistato le aziende costruttrici per fare il punto sui vantaggi delle case prefabbricate in acciaio.

Anche in Italia si sente sempre più parlare di costruzioni prefabbricate e molte persone iniziano ad abbandonare l’edilizia “classica” in favore di soluzioni modulari. Sul settore delle case prefabbricate, però, aleggiano ancora troppi dubbi e luoghi comuni.

Un aspetto comune a praticamente tutti i modelli, anche ai moduli costruiti in legno cemento, è il risparmio di tempo e costi di produzione. Nella fattispecie, però, andiamo a scoprire i pro (molti) e i contro (praticamente nessuno) delle case prefabbricate in acciaio, che si distinguono essenzialmente per la durata nel tempoe la straordinaria resistenza durante eventi sismici.

Opinioni e caratteristiche

Merito, ovviamente, delle proprietà del materiale stesso. A spiegarlo è Nicola Busca, co-founder di Idea Building: “L’acciaio è, per antonomasia, il materiale per le strutture. Riesce a essere allo stesso tempo resistenteleggero e flessibile. Questo fa sì che garantisca la miglior risposta possibile a un sisma. Questo senza intaccare l’aspetto architettonico, che può essere modellato come si desidera”.

Entrando nel dettaglio, Busca sottolinea anche che: “L’acciaio offre le migliori prestazioni possibili in tema di antisismicità, una casa prefabbricata in acciaionon viene intaccata qualsiasi tipo di sisma, al contrario di un edificio in cemento armato, che anche se non cade durante un terremoto, successivamente può andare in crash e dover essere abbattuto. L’acciaio resta in piedi e non riporta danni”.

Interni di una casa prefabbricata in acciaio
Soluzione a due piani / Dhw System

Roberto Marzano, Amministratore di Dhw System, pone l’accento anche sull’aspetto della durata della struttura e dei componenti: “Oltre ad assicurare una sicurezza antisismica totale, una casa prefabbricata in acciaio è una struttura a degrado zero”. Un concetto ribadito anche da Nicola Busca di Idea Building: “La Torre Eiffel è stata costruita in acciaio e basta guardarla, è ancora lì senza nessun problema”.

Sin qui le caratteristiche e i valori aggiunti dell’acciaio, ma come viene costruita una casa prefabbricata con questo materiale? “Lavoriamo con un sistema costruttivo veloce e preciso, i componenti vengono prodotti in fabbrica e in cantiere avviene solo l’assemblamento – spiega Marzano di Dhw System – tramite l’inserimento in involucri di nuova generazione, con sistemi a secco, che garantiscono un isolamento termico acustico elevatissimo, assicurando quindi risparmio energetico, insonorizzazione durata nel tempo”.

Facciata di una casa prefabbricata in acciaio
Villa con vista / Dhw System

Proprio grazie a questo processo ottimizzato, una casa prefabbricata in acciaio “è indicata sia per aggiungere moduli in altezza, perché sono molto leggeri, sia ovviamente per siti di nuova costruzione – afferma Nicola Busca, co-founder di Idea Building – si tratta di una tecnica di costruzione più veloce e meno costosa a parità di caratteristiche”.

Tempi di realizzazione

Come accade per le case prefabbricate in legno e cemento, anche per quanto riguarda l’acciaio, uno dei vantaggi di queste costruzioni sono i tempi di realizzazioni, decisamente più rapidi rispetto a quelli dell’edilizia ‘tradizionale’.

Interni di una casa prefabbricata in acciaio
Salotto open space / Dhw System

Per Busca, lo scoglio principale spesso sono i permessi edilizi, il cui iter può richiedere anche 8-9 mesi, “ma una volta ottenuta la concessione a costruire ci vogliono 6 mesi per consegnare una casa, a volte anche 4, ovviamente i tempi possono variare leggermente a seconda dei casi. Idea Building costruisce molto nelle zone sismiche”. Per Roberto Marzano ci possono volere anche dai 90 ai 120 giorni, a seconda delle caratteristiche del progetto architettonico.

Case prefabbricate in acciaio, prezzi chiavi in mano

Anche per quanto riguarda le fasce di prezzo, siamo più meno in linea con i costi delle case prefabbricate in legno e cemento: “Per quanto riguarda i prezzi chiavi in mano – commenta Marzano di Dhw System – si parte dai 1200 euro al mq, ovviamente è una cifra indicativa, il prezzo può variare a seconda del progetto e può arrivare fino a 1300 euro al mq con finiture di pregio. Se parliamo di una villa di lusso, ovviamente c’è differenza di costo”.

Interni di una casa prefabbricata in acciaio
Camera da letto / Dhw System

Nicola Busca di Idea Building spiega: “Il prezzo al mq per una casa che supera i 200 mq si aggira intorno ai 1450 euro al mq, per un’abitazione di 110 mq invece siamo sui 1600. In entrambi i casi parliamo di un appartamento dotato di domotica realizzata da noi con protocollo KNX”.

Risparmio energetico

Tra l’altro, Idea Building, come ci ha spiegato il suo co-founder “ad aprile produrrà la prima casa in acciaio certificata CasaClima Gold, con tanto di sistema di monitoraggio dei terremoti integrato. Si tratta di una casa che produce più energia di quella che consuma e, in ogni caso, a parità di caratteristiche energetiche, le case prefabbricate in acciaio sono quelle che costano di meno”.

Anche Marzano di Dhw System pone l’accento sulla tecnologia di cui sono dotate le case prefabbricate in acciaio: “Hanno un’efficienza imparagonabile con le case ‘tradizionali’, riusciamo addirittura ad avere una struttura schermata onde magnetiche e dal gas radon. L’acciaio inoltre non ha quasi bisogno di manutenzione”.

Modelli delle case prefabbricate in acciaio

Uno degli errori più grandi che si possa commettere è immaginare una casa prefabbricata come un blocco anonimo e dallo stile standardizzato. Spesso, infatti, quando si parla di prefabbricato si immagina un container. Niente di più sbagliato, ormai questo settore dell’edilizia propone non solo appartamenti con stili architettonici ricercati, ma anche vere e proprie ville extra lusso. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Interni di una casa prefabbricata in acciaio
Finiture di pregio / Dhw System

Tutte le case sono personalizzate, non ce n’è una uguale a un’altra. Esiste solo un punto di partenza su cui lavorare e apportare modifiche a seconda di gusti ed esigenze. Prefabbricato non è sinonimo di stile standardizzato, significa solo lavorare in fabbrica con un sistema automatizzato nella produzione dei componenti e un margine d’errore praticamente inesistente”.

Dello stesso parere è anche Marzano, secondo cui “non esistono limitazioni di carattere urbanistico, una casa prefabbricata in acciaio può riprodurre qualsiasi stile e inserirsi alla perfezione in ogni tipo di contesto, sia cittadino che rurale. Ora devono convincersi i tecnici a passare all’acciaio e al prefabbricato, perché le archistar lo utilizzano già da tempo”.

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Le soluzioni abitative del futuro in acciaio sviluppate in BIM

Tra le novità che abbiamo apprezzato al MADE Expo di Milano, il progetto immobiliare AD|House Design Project unisce un sistema costruttivo semplice e flessibile, progettazione e modellazione BIM, design, tecnologia e ottime performance

Nata dalla collaborazione tra AD Dal Pozzo, azienda specializzata nella progettazione di spazi di living & interior design e Manni Green Tech, azienda che fa parte di Manni Group specializzata in sistemi di prefabbricazione sostenibile in Cold Formed Steel (CFS), AD|House Design Project ha stupito i visitatori del MADE Expo, che si è svolto a Milano dal 13 al 16 marzo, con la proposta di un progetto immobiliare innovativo e capace di rispondere alle mutate esigenze abitative, con attenzione a design e tecnologia.

Le soluzioni proposte ad architetti e costruttori per la progettazione di nuovi edifici, uniscono infatti un sistema costruttivo semplice e flessibile, a standard tecnologici e abitativi di alto livello, massimo comfort e attenzione al design.

AD|House Design Project nasce in particolare con l’obiettivo di offrire al mercato soluzioni abitative complete e attente al design, realizzate attraverso un programma di progettazione e modellazione BIM, in cui ci sia anche una costante ricerca a materiali innovativi e soluzioni per una clientela di alto livello.

Il materiale d’eccellenza nelle soluzioni proposte è l’acciaio, che si caratterizza per alcune peculiarità particolarmente apprezzate in edilizia di versatilità, resistenza e leggerezza. Grazie al procedimento Cold Formed Steel, ovvero la piegatura a freddo di sottili profili di acciaio, potranno essere realizzate abitazioni con strutture portanti flessibili, ottime caratteristiche di efficienza energetica, solidità, resistenza ed elasticità.

Quello proposto da AD|House Design Project è un concept abitativo: tutti i componenti saranno prodotti in fabbrica per poi essere spediti e assemblati nei cantieri, che saranno efficienti e a basso impatto ambientale. L’ottimizzazione dei processi permetterà tempi e costi certi e progettisti, committenti e cittadini potranno vivere il progetto in fieri, interagendo con lo spazio durante i lavori grazie all’innovativa applicazione di rendering in Virtual Reality che AD Dal Pozzo mette a
disposizione della propria clientela.

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