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Ischia, l’Ingv: “Ridare vita all’osservatorio sui terremoti”

L’intervento del dirigente Graziano Ferrari al convegno “Protopia Maio”: “Alle Eolie due centri di divulgazione per sensibilizzare, perché non qui?”

“L’isola d’Ischia è stata sede di una grande tradizione di studio con i due osservatori geodinamici fondati e diretti da Giulio Grablovitz. Forse all’epoca gli ischitani si sentivano più sicuri, in quanto la scienza era in qualche modo ‘più vicina’. E allora perché non ricostruire questa vicinanza attraverso la rivitalizzazione dello storico osservatorio della Grande Sentinella? Perché non farne un luogo non solo della memoria ma anche di informazione permanente sui rischi naturali? Una sorta di ufficio per le relazioni al pubblico delle scienze dei rischi naturali?”.

La proposta arriva, forte e chiara, dall’Ingv attraverso le parole che il dirigente Graziano Ferrari, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha pronunciato nel corso del convegno “Protopia Maio. Atto Secondo” organizzato dal PIDA per parlare di ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito Casamicciola, Lacco Ameno e Forio il 21 agosto 2017: “A Vulcano e Stromboli l’Ingv ha due centri di divulgazione di questo genere che, da alcuni anni, da luglio a settembre fanno informazione. – ha aggiunto – Perché a Ischia no? Qui l’osservatorio potrebbe vivere 12 mesi all’anno: sia come centro di divulgazione – con annesso centro di documentazione – ma anche come punto di appoggio logistico per i nostri ricercatori che vengono a fare ricerche nell’isola. Un centro dove si possano organizzare meeting scientifici e tanto altro. L’Ingv è pronto a questa sfida”.

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Nel corso del suo intervento, all’interno del dibattito sulla ricostruzione, Ferrari ha sottolineato inoltre “la forte necessità di ricostruire la fiducia dei cittadini nella scienza. L’impegno di Ingv sull’isola d’Ischia, sia come singoli ricercatori sia in forma aggregata, non è mai venuto meno. Quello che è probabilmente mancato è la comunicazione dei risultati di queste ricerche. In Italia – ha aggiunto – gli eventi naturali estremi continuano a consumare risorse economiche, vite umane e coesione sociale, in misura sproporzionata rispetto all’eccellenza della tradizione e della ricerca scientifica italiana. E credo sia un po’ colpa di tutti: di noi ricercatori per non sapere sempre comunicare in modo adeguato e pervasivo i contenuti delle nostre ricerche, delle istituzioni di governo che da oltre 130 anni non hanno dato risposte adeguate alla sicurezza sismica e idrogeologica del nostro paese e c’è anche spesso una responsabilità individuale. I primi a doverci curare della nostra sicurezza siamo noi, delegando sì le competenze agli esperti, ma non la consapevolezza. Quella va coltivata attraverso un’attenzione ai momenti di trasferimento e alfabetizzazione al rischio. Noi ricercatori possiamo essere più attenti al modo con cui comunichiamo, ma dobbiamo anche avere una platea pronta e interessata a recepire ed elaborare la nostra comunicazione. Non c’è solo da ri-costruire case, alberghi, tessuto sociale – ha aggiunto Ferrari – ma c’è da costruire una nuova cultura della sicurezza. Cultura con la ‘c’ minuscola, non accademica ma popolare, della gente. Che, quando costruisce o restaura la propria casa, non si preoccupi solo di vederla realizzata completa, bella ma si preoccupi che sia sicura. Si preoccupi di non morirci dentro”.
Pasquale Raicaldo

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Sistemi di Isolamento, efficienza energetica e abitare sostenibile: Italia Paese ancora arretrato

Nel 2019 il Consorzio Cortexa si riorganizza per potenziare ancora di più il proprio ruolo di diffusione delle conoscenze sui Sistemi di Isolamento a Cappotto e l’Abitare Sostenibile. C’è ancora molto da fare sul fronte della formazione e informazione per gli operatori professionali e i consumatori. Il patrimonio immobiliare è in buona parte obsoleto ed energivoro e le nuove costruzioni non sempre rispecchiano i requisiti di qualità e i limiti di consumo

Da oltre dieci anni Cortexa, progetto associativo che riunisce le più importanti aziende del settore dei Sistemi di Isolamento a Cappotto, si impegna a diffondere la cultura dell’Isolamento a Cappotto di Qualità, ma dati recenti parlano di un Paese, l’Italia, ancora molto arretrato.

Il 50% del parco immobiliare italiano è stato costruito tra il 1946 e il 1981 e rappresenta la parte più energivora dell’intero patrimonio. Nonostante questi edifici presentino ampi margini di miglioramento energetico – essendo caratterizzati da tipologie costruttive ricorrenti non soggette a vincoli di carattere monumentale e storico – ancora non vengono fatti abbastanza interventi in termini di efficienza energetica (dati Enea, 03/2018). E anche le nuove costruzioni presentano, ancora troppo spesso, dei livelli di consumo energetico inadeguati alle normative vigenti.

In base ai dati raccolti dal Centro Studi Cortexa, il mercato italiano dei Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto si può quantificare in circa 17 milioni di metri quadrati applicati ogni anno, a fronte di un patrimonio immobiliare costituito nel 2014 all’incirca da 56 milioni di unità abitative residenziali, senza tenere conto degli immobili destinati ad altri usi. I dati della Germania – elaborati dall’ufficio federale di statistica – sono un valido termine di paragone per comprendere l’arretratezza del mercato italiano in termini di efficientamento energetico degli edifici: a fronte di 41 milioni di unità abitative registrate nel 2014, in Germania vengono installati ogni anno circa 35/40 milioni di meri quadri di Isolamento Termico a Cappotto. Più del doppio rispetto all’Italia.

Considerato che gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi energetici dell’Unione Europea e che – sulla base del Quadro per il clima e l’energia 2030 – entro il 2030 le emissioni di gas serra dovranno essere abbattute del 40% rispetto al 1990, mentre l’efficienza energetica dovrà migliorare del 27%, urge un piano di intervento serio sul patrimonio immobiliare del nostro paese, che renda concreta l’applicazione della Direttiva sugli Edifici a Energia Quasi Zero e incentivi le ristrutturazioni. In Europa esistono infatti oltre 210 milioni di edifici, di cui il 40% costruito prima del 1960. Ogni anno ne viene rinnovato circa l’1%, vale a dire che oltre 110 milioni di edifici necessiterebbero di interventi di efficientamento energetico.

Inoltre, in Italia, sebbene la tendenza delle concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2,5) e diossido di azoto (NO2) risulti in calo, sono moltissime le città italiane che oltrepassano troppo frequentemente il limite giornaliero di PM10 (XIV Rapporto ISPRA-SNPA 2018).

L’efficientamento energetico è una grande opportunità per i cittadini italiani, che non dovranno più vivere in immobili poco salubri e in città la cui aria risulta estremamente nociva per la salute. Le opportunità sono anche di tipo economico: un edificio ben isolato consuma meno e garantisce un ambiente interno più salubre, favorendo la riduzione delle spese per i consumi energetici e tutelando meglio la salute.

Oltre agli aspetti ambientali e di risparmio energetico, è importante sottolineare che le abitazioni ad elevata efficienza energetica valgono di più e si vendono prima: secondo Immobiliare.it, gli immobili nelle classi di consumo da A a D valgono in media il 12% in più rispetto agli immobili energivori e si vendono molto prima, con tempi di vendita del 18% inferiori rispetto agli immobili in altre classi di consumo. La sfida della ripresa del settore immobiliare, quindi, dovrà necessariamente passare dall’efficienza energetica: è necessario formulare una proposta per questa domanda di mercato, andando a rinnovare il patrimonio esistente e ad abbattere e ricostruire ciò che non è recuperabile o che lo sarebbe solo a fronte di investimenti troppo elevati per potere essere ammortizzati.

“Purtroppo l’intera filiera dell’edilizia – dalla produzione dei materiali, alla progettazione, alla costruzione – e anche il consumatore finale non sono ancora sufficientemente informati e formati per compiere la svolta verso un’edilizia sostenibile ed efficiente, che garantisca a chi investe ambienti sani ed investimenti che si ripagano nel tempo”. afferma Diego Marcucci, Presidente del Consorzio Cortexa. “Per questa ragione ci siamo dati, come Consorzio Cortexa, una nuova struttura e degli obiettivi ancor più ambiziosi: nei prossimi tre anni lavoreremo ad un ampliamento del nostro raggio d’azione. Non ci concentreremo più solo sui progettisti – elemento chiave della filiera che comunque non intendiamo trascurare – ma prevediamo di allacciare alleanze con Associazioni e Ordini di progettisti, Applicatori e Consumatori che, come noi, intendono promuovere le conoscenze sull’abitare di qualità e sostenibile. A questi interlocutori dedicheremo strumenti e contenuti specifici, per metterli in grado di scegliere ed agire al meglio. Per fare un esempio: secondo una recente indagine di Legambiente, il 56% degli italiani non sa quale sia la classe di consumo della propria abitazione, quando la classe energetica è nota, nel 39% dei casi si tratta di una classe G, e nel 6% dei casi di una classe A. Questi dati parlano da soli e noi faremo di tutto per migliorare questa situazione. Senza una corretta formazione e informazione il nostro Paese non potrà fare progressi decisivi. Il cappotto termico resta la misura di efficientamento energetico degli edifici in assoluto più efficace. Desideriamo che questo si sappia ma che si sappia anche che solo sistemi certificati, posati e progettati correttamente possono garantire i risultati attesi.”

A guidare il Consorzio in questo rinnovato impegno saranno Diego Marcucci, Presidente, Alessandro Monaco, Coordinatore Commissione Comunicazione e Federico Tedeschi, Coordinatore Commissione Tecnica. Origgi Consulting S.r.l, con il coordinamento di Daniela Origgi e il coinvolgimento della sua squadra di esperti di marketing e comunicazione, coordinerà e gestirà tutte le attività di comunicazione e marketing del Consorzio. TEP S.r.l, società consulenza e società di servizi di ANIT, con il coordinamento di Alessandro Panzeri, collaborerà con il Consorzio per fornire supporto per gli aspetti tecnici e normativi legati al risparmio energetico.

Cortexa è un progetto associativo nato nel 2007 e che riunisce le più importanti aziende del settore dell’isolamento a cappotto in Italia, aziende che hanno creduto nella forza di un percorso comune e che condividono la stessa filosofia di attenzione e priorità per la qualità del costruire nel rispetto dell’ambiente. Da oltre dieci anni i consorziati Cortexa condividono le conoscenze e la propria esperienza maturate da protagonisti nel settore del cappotto termico, sviluppando progetti e iniziative di informazione e formazione orientate a veicolare, diffondere e condividere la cultura dell’isolamento a cappotto e dell’edilizia di qualità.
Cortexa fa parte di EAE, l’associazione Europea di Produttori di Sistemi a Cappotto.

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Per il bonus casa c’è tempo fino al 1° aprile

ENEA, su mandato del Ministero dello Sviluppo Economico, informa gli utenti che per gli interventi di risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con data di fine lavori nel 2018 che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% ex art. 16 bis del DPR 917/86 per le ristrutturazioni edilizie, il termine per la trasmissione dei dati attraverso il sito ristrutturazioni2018.enea.it è prorogato al 01 aprile 2019.

C’è quindi tempo fino al prossimo 1° aprile per inviare al portale ENEA http:// ristrutturazioni2018.enea.it i dati per usufruire delle detrazioni fiscali del 50% per tutti gli interventi di risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili con data di fine lavori nel 2018 (ristrutturazioni edilizie ex art. 16 bis del DPR 917/86).

È quanto emerge da una comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico all’ENEA. La nota specifica che non essendo ad oggi pervenuta risposta negativa da parte delle Amministrazioni interessate, si conferisce mandato ad ENEA di pubblicare apposito avviso sul sito internet, al fine di concedere ai soggetti richiedenti una proroga dei termini attualmente previsti per la trasmissione dei dati per l’anno 2018.

www.enea.it/it

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Sismabonus (anche combinato al risparmio energetico): quali spese sono agevolabili e in che misura

Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione, gli interventi antisismici possono essere oggetto di consistenti sgravi fiscali. Il sismabonus ha diverse declinazioni e consente di detrarre percentuali variabili di spesa. Queste ultime dipendono dalle caratteristiche degli interventi eseguiti.

L’Agenzia delle Entrate ha raccolto tutte le indicazioni necessarie per accedere allo sgravio in una utile guida, la prima dedicata al sismabonus.

La detrazione fino all’85 per cento della spesa
Va ricordato che l’ultima legge di Bilancio ha mantenuto in vita il sismabonus “rafforzato” fino al 2021. La detrazione resta infatti confermata fino al 2021 nella misura del 50 per cento, con la possibilità di far salire lo sgravio al 70 per cento (75 per cento nel caso di condomìni) se – in seguito ai lavori – la riduzione della vulnerabilità conseguita permette di classificare l’immobile nella classe di rischio immediatamente inferiore a quella di partenza.

Con un “salto” di due classi di rischio si continua a detrarre l’80 per cento della spesa sostenuta (85 per cento per i condomìni). Il bonus continua ad applicarsi agli immobili ubicati nelle zone da 1 a 3 di pericolosità sismica (ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003). La detrazione, da ripartire in cinque quote annuali, deve fare i conti con il tetto di spesa, che resta confermato a 96mila euro per unità immobiliare. In caso di interventi su parti comuni di edifici condominiali, il tetto dei 96mila euro va moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

Anzitutto, l’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non solo per la prima casa) e su quelli utilizzati per attività produttive. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Nel caso di lavori di ristrutturazione, non si può accedere al sismabonus se contestualmente alla richiesta di permesso di costruire non si allegano il progetto degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico e la relazione che attesta la classe di rischio dell’edificio precedente e successiva all’intervento. Questo – in sintesi – il contenuto di una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un’istanza di chiarimento avanzata da un contribuente.

Il bonus copre anche gli interventi di manutenzione ordinaria
«Anche per i lavori antisismici, come per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, – viene precisato nella guida delle Entrate – vale il principio secondo cui l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore ad esso collegati (risoluzione n. 147/E del 29 novembre 2017). La detrazione prevista per gli interventi antisismici può quindi essere applicata, per esempio, anche alle spese di manutenzione ordinaria (tinteggiatura, intonacatura, rifacimento di pavimenti, eccetera) e straordinaria, necessarie al completamento dell’opera».

Sismabonus unito all’ecobonus
La legge di Bilancio 2018 ha introdotto una nuova detrazione che riguarda interventi su parti comuni di edifici condominiali, ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica.

In questi casi, dal 2018, si può usufruire di una detrazione pari all’80 per cento, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore; all’85 per cento, se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

«Queste detrazioni – viene precisato nella guida – possono essere richieste in alternativa a quelle già previste per gli interventi antisismici sulle parti condominiali precedentemente indicate (75 o 85% su un ammontare non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio) e a quelle già previste per la riqualificazione energetica degli edifici condominiali (pari al 70 o 75% su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)».

GUIDA AL SISMABONUS

Detrazione per l’acquisto di case antisismiche
La guida dell’Agenzia delle Entrate ricorda che dal 2017 è attiva una nuova detrazione per l’acquisto di case antisismiche nei comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”.

In particolare, in caso di interventi di demolizione e ricostruzione che permettano una riduzione del rischio sismico, eseguiti su edifici ricadenti in zone classificate a rischio sismico 1, all’acquirente delle unità immobiliari spetta una detrazione del 75 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita, se rispetto all’edificio demolito, quello nuovo consente di scalare una classe di rischio.

Se in seguito alla demolizione e ricostruzione si scalano due classi di rischio, allora la detrazione è pari all’85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare. In ogni caso c’è un tetto con cui fare i conti: la detrazione spetta entro un ammontare massimo di spesa pari a 96mila euro per ciascuna unità. Le due detrazioni del 75 e 85 per cento valgono anche se l’intervento di demolizione e ricostruzione comporta una variazione volumetrica.

Affinché la detrazione sia possibile, le imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare devono alienare l’immobile entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori. I beneficiari del bonus possono anche optare per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi. Il credito può essere ceduto anche a soggetti privati, che a loro volta hanno la possibilità di cedere il credito ricevuto. Non è possibile effettuare la cessione nei confronti di istituti di credito e intermediari finanziari.

Interventi di demolizione e ricostruzione con stessa volumetria
Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli interventi di demolizione e ricostruzione con stessa volumetria, rientranti nel perimetro della ristrutturazione edilizia, sono ammessi al sismabonus anche se in seguito alla ricostruzione si è in presenza di uno spostamento di lieve entità rispetto al sedime originario (per approfondire si rimanda all’articolo: Sisma-bonus anche per la demolizione e ricostruzione su diverso sedime).

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Milano Design Week 2019

Si avvicina l’appuntamento più atteso dell’anno dedicato al design e all’arredo con il Salone Internazionale del Mobile e il Fuorisalone.

Dal 9 al 14 aprile 2019 Milano apre le porte al mondo con la settimana dedicata al design e all’arredamento.

Il polo fieristico di Rho, come di consueto, ospiterà Il Salone Internazionale del Mobile che fino al 12 sarà riservato esclusivamente agli operatori del settore, mentre per le giornate del 13 e 14 aprile è prevista l’apertura al pubblico. Questa sarà la 58esima edizione dell’appuntamento che proporrà tre tipologie stilistiche: classico, design e xLux .
Si tratta di un evento che richiama tantissime presenze che ammontano in media a oltre 330mila e provenienti da circa 165 Paesi.
Al Salone del Mobile si potranno ammirare tantissimi prodotti per arredare e impreziosire qualsiasi ambiente della casa, del giardino e l’ufficio.
Tra le varie iniziative non mancherà il SaloneSatellite dedicato al design internazionale under 35, iniziativa che accompagna il Salone Internazionale del Mobile fin dal 1998.

Durante la Milano Design Week, tra la fiera e la città con il Fuorisalone 2019, ci si potrà sbizzarrire tra i tanti eventi, party, esposizioni e installazioni. Il Fuorisalone come ogni anno racchiude una serie di iniziative speciali che renderanno unica questa settimana.
Numerosi i distretti cittadini coinvolti, in particolare Brera, Tortona, Isola Design District, 5 Vie Art + Design, Porta Venezia, Ventura Project, Lambrate, Milano Durini, Porta Romana, Area Bovisa e Zona Sant’Ambrogio.
Nel corso della Design Week si apriranno spazi solitamente chiusi, gli eventi ci porteranno in vecchi edifici industriali, in cascine ristrutturate, in vecchi palazzi, in chiese sconsacrate, all’interno di teatri o negli straordinari cortili interni che si nascondono dietro alte mura.

Si tratta indubbiamente di un appuntamento imperdibile per scoprire le nuove tendenze e nuovi modi di vivere la casa.

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MADE expo 2019: rafforzare le connessioni di sistema per rilanciare l’edilizia

E’ stata presentata oggi a Milano la nona edizione di MADE expo che si conferma l’appuntamento più rilevante in Italia per creare dialogo e interazione di business tra le diverse componenti della filiera dell’edilizia; oltre 900 espositori, con una vasta rappresentanza delle eccellenze nel mondo delle costruzioni, dell’architettura e dell’interior design, e più di centomila visitatori professionali attesi dall’Italia e dall’estero.

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SISMICA E STRUTTURE MISTE NOVITÀ NTC 2018. UN EVENTO IMPERDIBILE A FIRENZE

Sismica e strutture miste in acciaio e calcestruzzo saranno i temi principali dell’incontro previsto per il 21 febbraio 2019 a Firenze presso lo Starhotels Michelangelo.

Le novità introdotte sull’argomento sismica e strutture miste con le NTC 2018, verranno analizzate ed approfondite durante l’evento organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze con il patrocinio di ISI Ingegneria Sismica Italiana e ANCE giovani.

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. Pertanto, l’adeguamento e la costruzione di nuovi edifici secondo criteri sismici sono aspetti che meritano una particolare attenzione e richiedono approfondite conoscenze in materia.

Le NTC 2018 sono normative fondamentali, un indispensabile supporto per il progettista, in quanto definiscono i principi da seguire per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni e specificano le prestazioni che gli edifici devono raggiungere in termini di resistenza meccanica e stabilità. L’applicazione di nuove tecnologie sismoresistenti conformemente alle nuove NTC 2018, nella sismica e strutture miste, è indispensabile per una progettazione evoluta.

Strutture tecnologicamente avanzate, come travi e pilastri a struttura mista acciaio-calcestruzzo, possono contribuire alla realizzazione di interventi estremamente efficaci, non solo in di termini di sismoresistenza, ma anche di affidabilità, duttilità e leggerezza.

COSA PREVEDE IL PROGRAMMA DEL SEMINARIO SISMICA E STRUTTURE MISTE?
Gli interventi previsti durante l’incontro saranno:

14:45 Saluti e Presentazione dell’incontro – Ing. Paolo Bianchini, coordinatore della Commissione Valdarno Fiorentino dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze.

15:00 Affidabilità e duttilità delle strutture miste: risultati scientifici – Ing. Roberto Scotta, ricercatore e docente di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Padova

16:00 NTC 2018: cosa cambia in materia di sismica – Ing. Andrea Barocci, Coord. Sezione Norme, Certificazioni e Controlli in Cantiere di Ingegneria Sismica Italiana

16:40 Strutture miste acciaio-calcestruzzo: progettazione ed esempi applicativi – Ing. Stefano China, Direttore Tecnico di Tecnostrutture

17:40 Interoperatività tra software FEM, BIM e software di calcolo NPS® – Geom. Cristina Colosso, BIM Specialist

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Barcellona potrebbe costruire un’isola artificiale per realizzarvi 300.000 case popolari

Barcellona o Dubai? Questa è la domanda che un gran numero di turisti potrebbe farsi quando nei prossimi anni arriverà in crociera a Barcellona. Per quanto assurdo possa sembrare, il candidato sindaco della capitale catalana Karl Jacobi (del partito Nosotros-Regeneración Social) ha avanzato l’ipotesi di costruire un’isola artificiale al largo della costa di Barcellona sulla quale costruirvi 300.000 case popolari.

L’idea nasce a causa di “quanto sia difficile trovare un appartamento a Barcellona del Mar” e per la necessità di trovare soluzione al problema degli alloggi sociali in città. L’uomo d’affari tedesco ha parlato del progetto durante la presentazione della sua campagna questo fine settimana durante un pranzo presso il Circolo ippico di Barcellona.

Questo progetto ricorda molto le Palm Islands al largo di Dubai. In questo caso, le isole sono state costruite nel 2001 e la superficie delle spiagge dell’Emirato è aumentata di circa 520 km. Il progetto è stato realizzato dalla società Nakheel Properties, che a sua volta ha affidato la sua costruzione e lo sviluppo alla società belga Jan de Nul e alla società olandese Dutch Van Oord.

Jacobi, oltre che dell’isola artificiale, ha parlato anche di altre misure per il settore degli alloggi nella sua corsa per prendere il controllo del Consiglio Comunale di Barcellona. La lotta all’abusivismo è un altro dei suoi punti di forza, in merito ha assicurato che “userebbe le leggi necessarie per proteggere i barcellonesi”.

Il candidato ha poi parlato di “aumentare la presenza della polizia nazionale, promuovere un’infrastruttura per migliorare il trasporto pubblico e individuale e migliorare la politica aziendale modificando il quadro giuridico”.

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Mercato immobiliare in crescita nel 2019, forte domanda per le nuove abitazioni

Il mercato immobiliare nel corso del 2018 ha fatto registrare segnali positivi soprattutto nei grossi centri metropolitani. Sono soprattutto le nuove abitazioni a suscitare maggiore interesse tra chi deve acquistare casa. In questo caso, le vendite sono salite del 9,4%, con percentuali che superano la doppia cifra nelle città di Napoli, Milano e Roma.
Oltre che per l’aumento delle vendite, le case moderne sono caratterizzate anche da un aumento dei prezzi, in crescita dell’1,3% rispetto al precedente 2017. La città più cara in assoluto è Milano, con 6.750 euro al mq, seguita da Roma con 6.300, Firenze a 4.800 euro al mq e Torino con 4.450 euro.
Nel 2019, gli italiani sono più propensi all’acquisto di una casa, complice anche una situazione economica che sta leggermente cambiando rispetto agli anni scorsi e anche grazie a delle condizioni migliori per quello che riguarda i mutui.
Grazie alla grande varietà di offerte, ai tassi applicati e alla possibilità di confrontare e richiedere un mutuo online, acquistare una casa sta diventando un’ipotesi concreta e conveniente, come nel caso di utilizzo di strumenti come il Mutuo Arancio, soluzione di ING che permette di trasformare i progetti in realtà, permettendo la scelta della soluzione migliore in base alle proprie esigenze.
Quest’anno le prospettive per il mercato immobiliare sono positive, grazie anche ad un’offerta che rimane sottostimata e che determina dei tempi di vendita ridotti, cosa impensabile fino ad alcuni anni fa. Molto sarà legato all’andamento economico a cui sarà sottoposto il nostro Paese nei prossimi mesi e a quali saranno gli effetti della Legge di bilancio approvata a fine dicembre con non poche polemiche.
Ma il mercato immobiliare residenziale, soprattutto delle nuove costruzioni, ha confermato nel 2018 la sua tendenza ciclica positiva, e anche i sondaggi indicano che circa il 14% degli italiani intende acquistare un’abitazione nel corso dei prossimi 12 mesi. La buona conclusione del 2018 del settore è inoltre confermata anche dai dati relativi finanziamenti, le convenzioni notarili stipulate sono state il 2,7% in più rispetto al trimestre precedente, con aumenti di percentuale che sono stati generalizzati per ogni zona d’Italia.
A primeggiare è il nord est con un +4,2%, seguito dal nord ovest con il 3,2%, dal centro con il 2,4 di incremento, troviamo poi il sud con un +1,7%. L’unica eccezione negativa è rappresentata dalle isole che invece hanno perso il 2,3%. Esaminando le convenzioni stipulate a livello comunale si può notare che le stesse sono cresciute sia per quanto riguarda i grossi centri sia per i piccoli comuni.

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Sos Tech. Al CES 2019 è la casa intelligente a trionfare

I dispositivi per la smart home presentati a Las Vegas durante il CES appena concluso sono stati davvero moltissimi, il che non stupisce considerando quanti Echo, Echo Dot ed Echo Plus sono entrati nelle case di milioni di persone in occasione delle ultime vacanze di Natale.

di Giordano Rodda | 18 gennaio 2019, ore 16:51

Se qualcuno si aspettava di vedere la riscossa degli smartphone al CES 2019 dopo un inizio anno assolutamente terribile – prima le cattive notizie di Apple, poi quelle di Samsung, il tutto senza considerare gli ormai quotidiani problemi “politici” con Huawei, cascami di non poco conto nei rapporti sempre tesi tra USA e Cina – sarà rimasto senz’altro deluso. Da questo versante s’è visto poco, molto poco. Perfino nella fiera di Las Vegas, tradizionalmente il trionfo senza limiti della tecnologia più spettacolare, si è avvertita, se non la crisi, almeno un rallentamento dei device per la telefonia mobile. Una situazione che crea un contrasto ancora più stridente con il resto, considerando che gli altri settori sembrano godere di ottima salute e continuano ad aggiungersi padiglioni e nuove sedi dedicati agli ambiti più promettenti: in primo luogo, la domotica.

Non si è visto nemmeno il protagonista più attesto, lo smartphone pieghevole di Samsung, la cui presentazione era data quasi per certa: l’onore è toccato invece a Royole con FlexPai: per usabilità e spessore del dispositivo una volta ripiegato, non si può dire che abbia attratto recensioni troppo entusiastiche, anche se, com’è ovvio, si tratta ancora di un prototipo. Se questa sarà la strada da seguire nei prossimi anni, comunque, di certo si sono appena mossi i primi passi.

Intendiamoci, qualche annuncio c’è stato: per Huawei, Nova 4 e P Smart 2019, per LG il V40 ThinQ, poi il Nubia X con doppio display, ma nulla di paragonabile alla pletora di notebook presentati, ai dispositivi per la smart home, ai wearable innovativi, alle macchine fotografiche, e naturalmente allo splendido tv OLED TV R di LG, la “televisione arrotolabile” che ha fatto immediatamente parlare di sé. Senza dimenticare le presentazioni più esoteriche, come l’hamburger 2.0 di Impossibile Food, a detta di chi lo ha assaggiato una vera rivoluzione di gusto per chi non vuole rinunciare al gusto della carne senza che sia necessario uccidere animali.

La domotica al CES
Ma se i segnali che lo smartphone sia una tecnologia ormai “arrivata” e fin troppo matura, a meno di innovazioni attualmente imprevedibili, non sono mancati, non ci si è potuti certo lamentare delle novità nel campo della domotica. I dispositivi per la smart home presentati a Las Vegas durante il CES appena concluso sono stati davvero moltissimi, il che non stupisce considerando quanti Echo, Echo Dot ed Echo Plus sono entrati nelle case di milioni di persone in occasione delle ultime vacanze di Natale (con conseguente record di vendite per Amazon). Insomma, la “casa intelligente” mai come in questo periodo è considerata qualcosa alla portata di tutti, senza che siano necessari dispositivi costosi e installazioni complicate. Il fatto che ormai sempre più famiglie possano contare sulla fibra ottica FTTC e perfino la FTTH (su SosTariffe.it è possibile confrontare tra di loro le offerte più convenienti in questo senso) consente di collegare decine di dispositivi senza che si avvertano rallentamenti o “ingorghi” in grado di ostacolare le regolari funzioni degli apparecchi. E se il Wi-Fi non arriva in tutte le stanze della casa, le soluzioni non mancano e sono sempre più sofisticate, rispetto agli extender di qualche anno fa, come le reti mesh (e Orbi ha presentato la sua nuova linea con supporto per WiFi 6).

La smart home fa bene alla salute
Le nostre città sono spesso tanto inquinate che aprire le finestre per aerare gli ambienti rischia di ottenere l’effetto opposto. Ecco perché appare particolarmente interessante l’Atmobot di Ecovas, che assomiglia a uno di quei robot per la pulizia dei pavimenti di casa, solo molto più alto: un cilindro semovente che si sposta da una stanza all’altra valutando la qualità dell’aria e, se necessario, filtrandola; quando il processo è finito in un ambiente, l’Atmobot si sposta altrove e inizia da capo il processo. In genere, quello della salute è un campo in cui si sta lavorando molto, nel contesto della domotica: un altro esempio è Pria, uno smart display prodotto da Black & Decker che è stato pensato soprattutto per aiutare gli anziani a mantenere la propria autonomia in casa. Grazie a questo dispositivo sarà possibile controllare che vada tutto bene senza violare la privacy e in un modo per nulla invasivo, ma Pria fa anche molto di più: ad esempio, fornisce le medicine da prendere durante la giornata secondo le dosi indicate, permette di effettuare videochiamate, invia notifiche push qualora non vengano seguite le prescrizioni mediche, e infine – se abbinata a una rete mesh, che estende la portata del Wi-Fi in tutta la casa – può rilevare i movimenti dell’anziano in casa, segnalando ad esempio si entra in un ambiente ma non si esce.

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Soluzioni per la sicurezza
Salute, però, vuol dire anche sicurezza. Ecco perché i campanelli “smart” sono sempre più diffusi anche da noi, e le novità in questo senso al CES non sono mancate: il nuovo dispositivo di Netatmo si distacca dalla concorrenza perché non impone un abbonamento mensile (e com’è noto, i micro-abbonamenti ai vari servizi stanno diventando un’autentica piaga dell’era moderna), ma salva tutte le registrazioni video su una microSD o permette di utilizzare il proprio account di Dropbox per lo stesso scopo. Ma forse è ancora più interessante l’innovazione di Maximus con Answer, il campanello smart dotato non di una, ma di due videocamere: una è quella tradizionale che mostra chi è alla porta, l’altra dà una visuale completa del livello del suolo. Una delle funzioni primarie è controllare che i sempre più frequenti pacchi arrivati dai negozi online come Amazon e lasciati davanti alla porta rimangano lì, ma può essere utile anche per visualizzare tutto ciò che è più basso di un metro, come bambini o animali. Notevole anche l’ecosistema di Arlo, che con il suo Multi-Sensor permette di controllare e rilevare apertura e chiusura di finestre e porte, movimento, allarmi di fumo e monossido di carbonio, perdite d’acqua, variazioni di temperatura, mentre con Arlo Siren mette a disposizione degli utenti una sirena accompagnata da una luce stroboscopica rossa per scoraggiare i malintenzionati, anche con la possibilità di trasmettere suoni specifici quando si è lontani da casa (l’abbaiare dei cani o la tv accesa) per simulare la propria presenza.

E c’è gloria anche per l’Italia, con BTicino, leader del mercato smart nel nostro Paese, che propone Living Now, il primo comando intelligente con assistente vocale integrato grazie ad Alexa: il prodotto, che si integra perfettamente con gli altri dispositivi BTicino per l’illuminazione, l’energia, l’azionamento delle tapperelle e degli oscuranti, si è aggiudicato anche il CES Innovation Award 2019.

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