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Dubai: da cattedrale del deserto a capitale dell’architettura

Edilizia, architettura d’avanguardia, design e sostenibilità. È il nuovo volto di Dubai, la città che più di ogni altra al mondo sta registrando un rapido sviluppo urbano, trend confermato anche dalla “The Big 5 Expo” la manifestazione dedicata al mondo delle costruzioni.

a cura di Tommaso Tautonico

Dubai Creek Harbour by Emaar

Famosa per i suoi grattacieli, per i suoi progetti architettonici d’avanguardia e riconosciuta come una delle città più ricche dal mondo, Dubai è ormai diventata una delle capitali più ricercate e più visitate al mondo per numero di turisti.

Una città in continua evoluzione, con uno sviluppo urbano impressionante, che si sta preparando ad ospitare uno degli eventi mondiali più importanti: l’Expo 2020. L’Italia ha appena concluso il Concorso Internazionale per la progettazione del Padiglione Italia, con 19 progetti selezionati. Progetti chiamati ad esprimersi attorno al concetto “Beauty connects people”, dove la bellezze è intesa come elemento di connessione tra le persone ma anche come espressione di genio creativo e ricchezza culturale.

Ed è proprio per l’esposizione universale del 2020 che Dubai sta investendo molto, investimenti mirati a rendere la capitale araba una smart city sostenibile. Centinai di progetti, alcuni dei quali molto attesi come la Torre Calatrava, il più alto grattacielo al mondo; la rete ferroviaria iperveloce Hyperloop; la Alladin City, adagiata sull’acqua e ispirata alle favole di Aladino; la Dubai South, un’intera città a sud dei padiglioni dell’Expo dove si testeranno le migliori tecnologie per rendere migliore la vita dei cittadini. E questi sono solo alcuni dei progetti in cantiere.

BIG 5 Dubai e i progetti emergenti

Abbiamo ammirato molti altri progetti interessanti  durante “The Big 5 Expo”, la manifestazione dedicata al mondo delle costruzioni, che abbiamo avuto la fortuna di visitare. Un’esposizione dove hanno partecipato oltre 2.500 aziende, 30 padiglioni ufficiali, con migliaia di prodotti innovativi, segno di un crescente interesse verso il mercato arabo delle costruzioni, che oggi conta più di 23 mila cantieri, con un valore di 2.3 trilioni di dollari.

RIU Hote & Resort

Tra i progetti che abbiamo potuto toccare con mano, non possiamo non parlare della joint venture tra la società immobiliare Nakheel e il RIU Hote & Resort, che realizzerà il primo resort a 4 stelle per famiglie sulle spiagge di Deira island, uno dei quartieri più esclusivi di Dubai.

Deira Islands

Il quartiere Deira

Nakheel ha investito più di 2 miliardi di dollari in questo quartiere, che aggiungeranno circa 40 km di costa alla città di Dubai. Grazie ad un finanziamento di 670 milioni di sterline, verranno realizzate 800 camere sul mare, un parco acquatico, sette punti ristoro, tre piscine e un centro fitness. Un progetto che mira ad offrire un nuovo concetto di ospitalità, all-inclusive.

Dubai, il cantiere del RIU resort

Dubai, il cantiere del RIU resort

The Creek Beach

Altro progetto interessante è il quartiere The Creek Beach, la prima spiaggia urbana di Dubai, caratterizzata da uno stile di vita unico, dove la mobilità pedonale prevale su tutto.

Creek Beach at Dubai Creek Harbour

Ogni luogo simbolo di questo quartiere è infatti raggiungibile a piedi. Un’efficiente rete stradale e una fermata della metropolitana collegano Creek Beach al resto della città.

Breeze at Creek Beach - Dubai Creek Harbour

I lussuosi appartamenti Breeze

Cuore del distretto è l’offerta residenziale “Breeze”, appartamenti con una, due o tre camere che affacciano sulla spiaggia e sui cortili appositamente progettati. Il complesso residenziale può contare su due grandi piazze, una piscina privata, una zona dedicata alla vendita al dettaglio, una palestra e diversi punti barbecue e aree giochi.

Collective 2.0

Ai millenial e ai giovani professionisti è invece dedicato Collective 2.0, il social-hub dedicato ai giovani che intendono comprare casa. Promosso dal colosso mondiale dell’immobiliare Emaar, Collective 2.0 è un residence a solo 15 minuti dal centro città, con prezzi competitivi ed un piano di pagamento mensile.

Collective 2.0 at Dubai

Collective 2.0

Proposto come un nuovo concetto di vita, il residence è progettato per soddisfare le aspirazioni dei giovani. Strutturato in piccoli appartamenti, Collective offre numerosi spazi d’incontro, aree relax e zone di intrattenimento, realizzate per permettere agli ospiti di interagire tra loro, crescere e condividere momenti di svago e di lavoro. Gli appartamenti si affacciano sul Dubai Hills Boulevard e alcuni di essi offrono una vista diretta sull’iconico Burj Khalifa e sul centro di Dubai.

Golf Suites

Agli amanti del golf invece è dedicato “Golf Suites”, il complesso residenziale alto 18 piani dove il comfort incontra gli incantevoli panorami dei campi da golf del Dubai Hills Golf Club, un campo da gioco di 119 ettari che si snoda tra piccole valli e laghi che creano un’esperienza di golf mozzafiato, con lo straordinario skyline di Dubai sullo sfondo.

Dubai Hills Estate by Emaar

Gli appartamenti del Golf Suites offrono una, due o tre camere da letto, con balconi profondi e interni dotati di ampie vetrate che massimizzano il panorama.

Golf Suites Dubai- Interior Shot

Completano il progetto una piscina a sfioro sul tetto, un centro commerciale per gli ospiti, un asilo nido per bambini, un parco di quartiere, nonché una palestra e zone barbecue.

Sobha Hartland

In ultimo, ma non meno importante, il progetto Sobha Hartland, il quartiere di lusso in stile resort di 700 mila metri quadri e dove il verde copre il 30% della superficie.

Sobha Hartland, il nuovo quartiere di lusso a Dubai

Sobha Hartland Greens

Al suo interno un mix di abitazioni molto diverse tra loro:  Sobha Creek Vistas, due torri gemelle alte 28 piani progettate per regalare panorami mozzafiato; Hartland Greens,  sei edifici immersi nella natura, un mix di tranquillità e fascino; Hartland Townhouses, gli edifici dedicati a chi ama la vita moderna, i grandi spazi, i giardini colorati e lo shopping;  Hartland Gardenia Villas, una collezione di ville progettate lungo una rete integrata di corridoi verdi e contraddistinte da finestre che vanno dal pavimento al soffitto, per immergersi nella natura; Hartland Forest Villas, uno stile di vita unico, nella foresta, con flora selvaggia e lussureggiante; Hartland Canal Villas, le ville che affacciano sulle scintillanti acque di una delle destinazioni più iconiche di Dubai, il Water Canal.

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La Sapienza ha costruito una casa che funziona col Sole

Il futuro arriva a piccoli passi. E di solito questi passi non fanno rumore. Il futuro del nostro modo di vivere, abitare e muoverci in contesti urbani talvolta è dettato da innovazioni che magari non fanno scalpore, ma che mettono un tassello in più nella costruzione di un futuro più sostenibile. E’ il caso della casa alimentata ad energia solare che un gruppo di studenti scelti da varie facoltà dell’Università Sapienza di Roma ha progettato lavorando per due anni: il team ha partecipato al concorso Solar Decathlon Middle East (Sdme), le olimpiadi dell’architettura green che si sono chiuse da poco a Dubai, dove gli studenti hanno vinto ben 6 medaglie.

L’Università Sapienza, infatti, è l’unica italiana che è rientrata nel gruppo di 21 atenei scelti a livello mondiale per competere al Sdme, il cui obiettivo è progettare e sviluppare il miglior prototipo di abitazione sostenibile ed energeticamente autosufficiente: una casa del futuro. Tutti gli atenei dovevano studiare e progettare per due anni il prototipo di casa da presentare al concorso che coinvolge le Università del mondo di architettura e design con l’obiettivo di stimolare la ricerca nel campo delle energie rinnovabili e dell’architettura sostenibile.

Il team del progetto “Restart4Smart” dell’Università Sapienza è formato da 50 studenti provenienti dalle facoltà di Ingegneria Civile, Architettura e Scienze politiche, coordinati dal prof. Marco Casini, docente di Tecnologia dell’architettura: un team multidisciplinare che da ottobre 2016 a novembre 2018 ha studiato e realizzato una abitazione sostenibile, intelligente e interamente alimentata dall’energia solare.

La sfida era quella di costruire una casa di circa 100 mq con il sole come unica fonte di energia, e di testarne l’efficienza per un periodo di un mese. Ogni team ha costruito il suo prototipo di “solar house” e lo ha aperto al pubblico e alla giuria di esperti che ha valutato le abitazioni sulla base di 10 diversi elementi: in pratica ogni casa doveva superare dei test, dall’architettura alla sostenibilità, dall’innovazione tecnologica a quella elettrica, proprio come si fa in un decathlon sportivo in cui vince chi riesce a fare meglio coniugando discipline diverse: “E’ una gara molto stimolante che prevede anche la necessità di realizzare un prototipo in tempi ristretti, montarlo e trasportarlo nel luogo della competizione, assemblarlo e lì esporlo alla giuria” ha detto Casini.

Il progetto italiano ReStart4Smart intendeva coniugare dei modelli della cosiddetta Architettura 4.0, che sfrutta le possibilità delle fonti energetiche rinnovabili e impiega tecnologie come la stampa 3D, la moderazione digitale, la mixed reality e sistemi di automazione per la casa come AI e app intelligenti. La casa è stata pre-assemblata a Pomezia e poi montata a Dubai. Il prototipo è totalmente in legno riciclato, ed è smart: ”Tutta la struttura è dotata di un innovativo impianto di domotica e la casa ha un impianto di trentadue pannelli fotovoltaici che producono più del doppio del fabbisogno energetico dell’abitazione” spiega il coordinatore del progetto. “Abbiamo avuto il supporto di diverse aziende leader in vari settori che hanno contribuito al progetto attraverso know how e fornendo al team le tecnologie e i materiali che compongono la casa”: Enea, Eni, Enel, Microsoft sono, infatti, solo alcuni degli sponsor che hanno aiutato gli studenti dell’ateneo romano a realizzare la casa del futuro.

https://www.fortuneita.com/2018/12/15/la-sapienza-ha-costruito-una-casa-che-funziona-col-sole/

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Domotica e vantaggi ambientali: ecco come la casa domotica ti aiuta a ridurre i consumi energetici

Oggi i tuoi elettrodomestici ti parlano. Possono dirti quanto consumano, se stanno lavorando, oppure se hanno problemi. Tu a tua volta puoi dirgli cosa fare (e cosa non fare), anche a distanza. Basta un touch sul tuo cellulare. Èla domotica, nuovo sistema integrato per rendere la tua casa intelligente.

Grazie alle nuove tecnologie puoi oggi ottimizzare al meglio i tuoi consumi di casa, risparmiando in bolletta e salvaguardando l’ambiente. Scopriamo come.

Che cos’è la domotica

Il termine domotica è stato coniato per la prima volta in Francia: domotique. La parola è infatti una crasi tra domus, “casa” in latino, e informatique, il termine francese per informatica.

Possiamo dire quindi che la domotica è la possibilità di rendere le nostre case digitali. Già da diversi anni, sono state sviluppate nuove tecnologie informatiche ed elettroniche che ci consentono di rendere automatiche molte funzioni della nostra casa.

Gli elettrodomestici diventano “intelligenti”. Possiamo comunicare con loro, attraverso la Rete Internet, e a loro volta questi dispositivi ci offrono una serie di informazioni e dati sul loro funzionamento. Grazie a questo scambio continuo tra noi e gli oggetti di casa, possiamo automatizzare una serie di azioni che prima dovevamo compiere a mano.

Possiamo per esempio programmare le luci affinché si spengano e accendano a un determinato orario. Oppure possiamo mantenere costante la temperatura in casa, senza dover intervenire di volta in volta sul termostato.

Molti dispostivi simili sono collegati ad app per smartphone, permettendo una gestione anche a distanza.

Le possibilità della domotica sono tantissime e molti elettrodomestici smart sono già tra noi. Esistono per esempio le lavatrici che fanno il bucato da sole: con un’app è possibile impostare i programmi di lavaggio e asciugatura anche quando non siamo in casa. Il frigorifero, invece, può aiutarti a capire se ti occorre qualcosa: con un’app è possibile guardare dentro il frigo tramite una fotocamera e ordinare online ciò che ti serve per la cena. Con lo smartphone puoi anche dire al tuo robot aspirapolvere quando attivarsi.

I vantaggi della domotica

I vantaggi di una casa domotica sono diversi:

  • Comodità di utilizzo: con un semplice touch sul cellulare abbiamo sotto controllo tutti gli apparecchi di casa;
  • Ottimizzazione dei consumi: gli elettrodomestici intelligenti possono regolare automaticamente i consumi energetici, permettendoti di risparmiare sui costi in bolletta;
  • Assistenza alle persone con disabilità: pensa a quanto può essere comodo controllare a distanza la cucina per chi ha difficoltà di spostamento;
  • Maggiore sicurezza: è più semplice e immediato ricevere segnalazioni per eventuali malfunzionamenti di reti e dispositivi.
domotica vantaggi ambientali
Impianto domotico: in una casa domotica gestiamo tutte le funzioni per il risparmio energetico

Controllo della temperatura smart

Tra i vantaggi della domotica, troviamo sicuramente quello di una riduzione dei consumi energetici. Un bonus niente male per le finanze di una famiglia. Non solo. È ancora più importante per il nostro ambiente.

Sappiamo infatti che la produzione e il trasporto di energia elettrica non sono sempre sostenibili. Spesso vengono ancora impiegati combustibili fossili e tecnologie poco green. Ottimizzare i consumi di casa è quindi un passo in più che possiamo compiere per aiutare la nostra Terra.

Grazie alla domotica, possiamo per esempio controllare il riscaldamento di casa con un’app. I più innovativi sistemi di climatizzazione si basano infatti sul termostato digitale (anche detto cronotermostato). Si tratta di un dispositivo smart, che consente di controllare a distanza la temperatura della casa, il funzionamento dei termosifoni e altri parametri.

Con un semplice touch sullo smartphone, è possibile azionare i termosifoni quando per esempio stiamo tornando a casa dal lavoro. Possiamo poi programmare il riscaldamento in modo che si attivi solo in una determinata stanza: per esempio il bagno, quando vogliamo fare la doccia.

Con un cronotermostato è inoltre possibile fissare una soglia limite da non oltrepassare. Se per esempio vogliamo che la casa abbia una temperatura massima di 20 gradi, il dispositivo regolerà automaticamente i termosifoni. In questo modo, eviteremo inutili sprechi di risorse naturali, risparmiando anche sulla bolletta.

Casa sostenibile: un sogno possibile

Vuoi saperne di più su tutte le soluzioni che possono rendere la tua casa ecosostenibile? Approfondisci l’argomento con i nostri articoli:

domotica casa gestione luce
Casa domotica: ci permette di gestire la luce e il calore con semplici app

Gestione automatica dell’illuminazione

Anche l’energia elettrica può essere una fonte di sprechi. Pensa per esempio a quante volte dimentichiamo la luce accesa in una stanza, anche quando dentro non c’è nessuno. O a quante volte invece ti sei addormentato davanti alla tv accesa o con la lampada del comodino ancora illuminata.

Tutto questo si traduce in un consumo aggiuntivo di risorse naturali. Mentre il contatore dell’elettricità corre!

Oggi esistono lampadine, lampadari e placche smart. Puoi controllarle a distanza, sempre tramite smartphone. O, ancora meglio, possono essere automatizzate: quando una persona attraversa una stanza, il sistema ne rileva automaticamente la presenza, facendo attivare l’illuminazione.

Non solo. Con la domotica è possibile regolare anche l’intensità delle luci e persino il colore. Un bel modo per cambiare completamente l’atmosfera di una stanza, a seconda delle attività che vuoi svolgere.

L’illuminazione smart ti aiuta anche con lo spegnimento automatico dei dispositivi in casa.

domotica wireless risparmio energetico
Domotica wireless: è sempre più semplice gestire una smart house da remoto

Gli effettivi vantaggi ambientali e risparmio energetico

Come abbiamo accennato, il modo con cui conduciamo le nostre vite ha un impatto più o meno grande sull’ambiente. Il ricorso a un mezzo di trasporto privato o pubblico. La nostra abilità di riutilizzare e riciclare al meglio oggetti e materiali. Il tipo di prodotti che scegliamo di acquistare. E anche come gestiamo i consumi di casa, soprattutto gas ed energia elettrica.

Ognuno di noi, con le proprie scelte, produce circa 1,8 tonnellate di CO2ogni anno. Ecco perché la domotica può aiutarci a tagliare questa nostra pesante impronta sull’ambiente, per rallentare gli effetti devastanti del climate change.

Come abbiamo visto, i dispositivi smart possono aiutarci a ottimizzare le risorse che impieghiamo e a risparmiare in bolletta. Secondo alcune stime,grazie alla domotica i consumi domestici possono essere tagliati in una forbice compresa tra 10 e 15%.

https://www.ambientebio.it/permacultura/casa-bio-edilizia/domotica-impianto-wireless-1981/

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Case di lusso ancora status symbol, il mercato cresce.

Si dice che l’acquisto di una casa non sia più una priorità per i Millennials. Così abituati a vivere precariamente, sembra che abbiano rinunciato anche ad avere una casa di proprietà, a favore di soluzioni più flessibili, come affitti e Airbnb. Falso: secondo una ricerca di Bank of the West, gruppo Bnp Paribas, oltre il 30% dei Millennials è disposto a sottrarre fondi alla propria pensione o a contrarre debiti pur di riuscire ad acquistare una casa. In effetti, avere la casa di proprietà è ancora un obiettivo ambito. Il mercato immobiliare, soprattutto quello di residenze di pregio, sta attraversando un ottimo periodo: le compravendite salgono e i prezzi scendono. Il momento è buono e il trend permette agli acquirenti – soprattutto quelli che comprano prime case – di scegliere immobili di fascia medio alta per oltre la metà dei casi. Non solo: sono in aumento anche le vendite di immobili di valore che si aggira sul milione di euro.

I dati li ha forniti l’indagine semestrale del Notariato. Secondo il rapporto, nel primo semestre dell’anno sono state registrate 443.337 compravendite di immobili, con un calo del 5% del prezzo rispetto all’anno scorso (che già aveva segnato un -17% sul valore medio). Inoltre, c’è stato un aumento di oltre il 26% delle vendite di immobili con valore superiore ai 900 mila euro. Oltre metà degli immobili abitativi che sono stati venduti sono prime case: all’aumento delle vendite è corrisposto anche un incremento dei mutui richiesti, che segnano un +5% rispetto allo stesso periodo del 2017. A crescere non è solo il mercato immobiliare generico, ma soprattutto quello delle residenze di lusso, che conferma un trend positivo avviato lo scorso anno. L’analisi di Doxa e Santandrea Luxury Houses ha fotografato il mercato concentrandosi in particolare sui dati di Milano e Roma. L’indagine, oltre che a specificare i numeri e le zone di maggior interesse, ha identificato la tipologia della domanda degli immobili di pregio, coinvolgendo clienti ed operatori professionali.

Nel mercato degli immobili di lusso ruotano tutta una serie di elementi che rendono l’immobile esclusivo non solo per bellezza e qualità, ma anche per i servizi offerti. Dall’indagine, infatti, è emerso che l’acquisto di una casa di lusso che contenga anche elementi emozionali (pensiamo a caratteristiche legate al wellness o all’intrattenimento) è un investimento importante anche per stimolare la rinascita di quartieri decentrati. La casa continua a rappresentare un traguardo di vita, e la residenza di lusso è ancora uno status symbol importante. Oggi però, al momento dell’acquisto, si fa molta attenzione che la residenza sia tecnologicamente avanzata rispetto a sostenibilità energetica e impatto sull’ambiente circostante.

In questo senso, Milano è riuscita meglio di Roma a riqualificare quartieri decentrati per costruire immobili nuovi di pregio e tecnologicamente avanzati dando vita a progetti come City Life e Porta Nuova. La capitale è ancora indietro rispetto allo sviluppo urbanistico decentrato, e il lusso è ancora rappresentato da una casa nel centro storico: qui, infatti, il numero di compravendite è aumentato rispetto allo scorso anno. «Quello delle residenze di pregio è sempre più un mercato a sé, che segue delle dinamiche differenti rispetto al residenziale classico» ha detto Fabio Guglielmi, amministratore delegato Santandrea Luxury Houses. “L’immobile di lusso è un tipo di casa che conserva ancora il significato di bene rifugio, di investimento e che ha una tipologia di clientela che cerca un ambiente in grado si esprimere la sua personalità”. A Milano le zone in cui si compra di più sono Brera, centro storico e Magenta-Pagano. A Roma nei primi sei mesi del 2018 la domanda di immobili è cresciuta in tutte le zone con l’eccezione della zona Flaminio e Salario-Trieste dove la situazione è invariata. Il centro storico è la zona che costa di più, seguita da Aventino e Trastevere.

L’indagine Doxa-Santandrea ha tracciato anche alcuni trend per le case “del futuro” del mercato del lusso. Innanzitutto continuerà la tendenza avviata negli ultimi anni di costruire un ambiente unico tra soggiorno e cucina: quest’ultima, in particolare, diventa un luogo aperto alla socialità, possibilmente all’avanguardia anche da un punto di vista tecnologico. Il risparmio energetico, come detto, sarà una caratteristica centrale per l’acquisto, mentre le app serviranno per gestire la tecnologia nella casa, dagli impianti di sicurezza a quelli per l’illuminazione e per il riscaldamento. Il lusso sarà sempre più legato non alla zona o alla metratura della casa, ma piuttosto a elementi come i servizi annessi, la personalità dell’immobile (qui entrano in gioco le firme degli architetti), l’eco-sostenibilità e il contesto circostante.

https://www.fortuneita.com/2018/12/07/case-di-lusso-ancora-status-symbol-cresce-il-mercato/

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Detrazioni per ristrutturazione casa al 50%, l’Agenzia introduce novità

Inserite le novità sull’invio dati all’Enea. Non è chiaro se il mancato adempimento faccia perdere l’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida per ottenere il bonus ristrutturazioni del 50%. Delineando come effettuare l’invio dei dati all’Enea per i lavori edilizi e tecnologici che implicano risparmio energetico e/o l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia.

Enea ha reso operativo, dal 21 novembre 2018, il nuovo metodo di invio dei dati esplicitati nella  Guida alle ristrutturazioni edilizie per rispettare  il nuovo obbligo introdotto dalla Manovra 2018.

Bonus ristrutturazione 50%: trasmissione dei dati all’Enea

Gli interventi elencati nella guida sono gli stessi presenti sul sito dell’Enea, quindi gli interventi soggetto all’obbligo di invio dati sono:

serramenti comprensivi d’infissi;

coibentazioni delle strutture opache;

installazione o sostituzione di impianti tecnologici, tra cui:

collettori solari;

generatori di calore con caldaie a condensazione;

pompe di calore;

sistemi ibridi, microcogeneratori (Pe<50kWe);

scaldacqua a pompa di calore;

generatori di calore a biomassa;

sistemi di contabilizzazione del calore;

sistemi di termoregolazione;

building automation;

impianti fotovoltaici.

elettrodomestici, collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato dal 1° gennaio 2017, come: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.

Anche i mobili rientrano tra gli “interventi edilizi e tecnologici che beneficiano del bonus ristrutturazioni ma comportano anche risparmio energetico”.

Enea: termine di invio dati

Il termine per inviare i dati all’Enea è di 90 giorni da fine lavori; per gli interventi, la cui data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, il termine dei 90 giorni inizia a decorre dal 21 novembre 2018, quindi la scadenza è fissata per il 19 febbraio 2019.

Ristrutturazioni con risparmio energetico: senza l’invio all’Enea si perde il bonus?

Dalla guida, non è chiaro se il mancato invia dei dati all’Enea faccia perdere il diritto alle detrazioni. Infatti, l’obbligo di invio è elencato tra le regole da rispettare per avere le detrazioni ma il mancato invio non è elencato tra le cause che possono provocare la perdita del diritto alle detrazioni. Inoltre dal nuovo portale Enea non si evince neanche che ci sia l’obbligo di conservare un’attestazione dell’avvenuto invio dei dati.

Non è previsto, comunque, che il contribuente conservi un’attestazione dell’avvenuto invio dei dati tramite il nuovo portale Enea.

https://www.notizieora.it/affari/detrazioni-per-ristrutturazione-casa-al-50-lagenzia-introduce-novita/

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Marce le “casette” del post sisma: dopo i tetti di Visso tocca ai pavimenti di Muccia – VIDEO

MUCCIA – Carla Bartoccetti e suo padre anziano sono di nuovo fuori casa. C’è trambusto nella soluzione abitativa di emergenza a loro assegnata: i pannelli del pavimento, gonfi d’acqua, si sbriciolano come un biscotto.
Gli operai sono intervenuti in diverse casette del post sisma, almeno una ventina, che in località Pian di Giove a Muccia hanno avuto danni per l’umidità sotto ai pavimenti: in alcuni casi sono venuti fuori muffe e miceti, simili a dei funghi. In altri si sono allargate le fughe tra una listarella e l’altra del parquet e camminandoci sopra si avvertono avvallamenti sospetti. Dopo il caso delle circa 50 sae di Visso targate Consorzio Arcale con i pannelli del tetto rovinati ora tocca ai pavimenti di quelle costruite dall’altro consorzio che si è aggiudicato l’appalto per le soluzioni abitative di emergenza, il Cns. Sulle cause non è chiaro se le strutture abbiano preso acqua e neve durante le fasi di costruzione oppure se sia un problema idraulico, per delle perdite d’acqua. In ogni caso c’è amarezza e sconforto, dopo due anni di paura e disagi causati dal terremoto. Senza contare che le circa 1900 “casette” costruite nelle Marche sono costate alla Protezione Civile nazionale più di 200 milioni di euro.
http://www.etvmarche.it/2018/11/19/marce-le-casette-del-post-sisma-tetti-visso-tocca-ai-pavimenti-muccia-video/

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Gyproc – LA LASTRA IN GESSO FIBRORINFORZATO PER APPLICAZIONI ESTERNE ED INTERNE

Non sognarla. Ora puoi averla.
Glasroc® X è una lastra ad elevate prestazioni con un nucleo in gesso contenente additivi speciali, che la rendono resistente all’umidità e alla muffa. Inoltre, è una lastra armata su entrambe le facce da tessuto in fibra di vetro (glass mat) e finita con un rivestimento resistente ai raggi UV, con eccezionali prestazioni in ambienti umidi. Questa lastra, priva di cellulosa, possiede un’elevata resistenza alla formazione di muffe, ed è indicata per essere installata in esterno e in ambienti molto umidi. I rivestimenti in fibra di vetro sono coesi con il nucleo in gesso, creando un pannello altamente resistente e solido, dall’eccezionale integrità.

https://www.gyproc.it/glasrocx

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Ecobonus e sismabonus, per cessione del credito non occorre solo la parentela

Per l’Agenzia delle Entrate in caso di cessione, il legame familiare non è sufficiente come collegamento ai fini della cedibilità del credito
In merito all’Ecobonus e Sismabonus, il 31 ottobre 2018, l’Agenzia delle Entrate, prendendo in esame la fattispecie nella quale un contribuente era intenzionato a cedere a titolo gratuito il credito d’imposta al figlio, che al tempo stesso non era collegato al rapporto che aveva dato origine alla detrazione del padre, ha sottolineato che per quanto riguarda i casi di cessione di crediti per il risparmio energetico qualificato o per i lavori antisismici (svolti da contribuenti non incapienti), i cessionari possono essere i fornitori dei lavori o anche altri soggetti privati, che però devono obbligatoriamente essere “collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”. Un requisito che non può “ravvisarsi nel mero rapporto di parentela” che intercorre tra il soggetto che ha sostenuto le spese e il cessionario.
Ecobonus, il caso esaminato
Nel caso esaminato, come già annunciato, il credito d’imposta non era collegato al rapporto che aveva originato la detrazione del padre, dal momento in cui il figlio non era comproprietario delle singole unità immobiliari ristrutturate e nemmeno proprietario di altre unità dello stesso edificio. Quindi non aveva i requisiti necessari che avrebbero consentito la cessione del bonus per i lavori sui singoli appartamenti e che avrebbero consentito la cessione del credito per i lavori energetici sulle parti comuni. Inoltre, il collegamento con la detrazione originaria non c’è nemmeno quando, in seguito al pagamento, vi è la donazione al cessionario della nuda proprietà degli immobili riqualificati.
Ecobonus, cosa fare in questi casi?
Per casi come questi viene suggerita la modalità del “familiare convivente“, dove quest’ultimo ha il compito di fare il bonifico parlante, lasciando perdere la strada della cessione postuma del credito.
Ai sensi dell’articolo 9-bis, comma 2, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007, in caso di cessione o donazione dell’immobile le detrazioni competono direttamente alla persona fisica che riveste la qualifica di acquirente o donante, a meno che non siano stati fatti accordi diversi. L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che la normativa inerente alle tre possibili cessioni dei crediti originati dai lavori in casa, vale a dire risparmio energetico qualificato, misure antisismiche o incapienti, non contempla nessuna prescrizione sulle modalità e sulla forma attraverso la quale viene predisposto l’accordo o il contratto di cessione dei crediti stessi.
Dopo la sottoscrizione dell’eventuale accordo o contratto, la cessione del credito deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate. Specialmente, per quanto concerne le cessioni dei crediti riguardo i lavori sulle parti condominiali, entro il 28 febbraio dell’anno seguente va inviata la comunicazione dall’amministratore di condominio. Al tempo stesso, riguardo le nuove cessioni inserite a partire dal 2018, la circolare 18 maggio 2018, 11/E, ha ribadito la necessità dell’emanazione di un nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con le annesse “modalità operative”. Viene ipotizzata l’introduzione di una specifica comunicazione alle Entrate della cessione del credito, effettuata dal cedente.

https://www.ediltecnico.it/66712/ecobonus-e-sismabonus-per-cessione-del-credito-non-occorre-solo-la-parentela/

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Bonus casa: cosa prevede la legge di Bilancio 2019

Nel 2019 si potrà fruire del bonus mobili solo per interventi edilizi iniziati dal 2018. Lo prevede il disegno di legge di Bilancio 2019, che nel prorogare la detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici ha però circoscritto l’agevolazione agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal 1° gennaio 2018. Per i lavori edilizi avviati dal 2017, i soggetti che intendono beneficiare dello sconto devono quindi affrettarsi: gli acquisti agevolabili, infatti, devono essere effettuati entro la fine dell’anno. Oltre alla conferma del bonus mobili, la Manovra proroga anche di tutti gli altri bonus edilizi: l’ecobonus, il bonus verde e il bonus ristrutturazioni potenziato al 50%.
Si stringono i tempi per usufruire del bonus mobili 2018 agganciato agli interventi edilizi iniziati dal 2017: per poter ottenere l’agevolazione, l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di fabbricati oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia deve essere effettuato entro e non oltre il 31 dicembre 2018.
Dal 2019, infatti, in base alla legge di Bilancio 2019, che prevede la proroga dello sconto anche per il prossimo anno, l’agevolazione potrà essere richiesta solo da chi realizza lavori edilizi a partire dal 1° gennaio 2018.
La Manovra conferma anche tutti gli altri sconti edilizi: ancora un anno, quindi, per il bonus verde, l’ecobonus e il bonus ristrutturazioni potenziato al 50%.
Leggi anche Lavori in edilizia: gli sconti nella legge di Bilancio 2019
Bonus mobili
Con il disegno di legge di Bilancio 2019 (art. 11), il bonus mobili, la detrazione IRPEF al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione, guadagna un ulteriore anno e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2019.
Ma per il prossimo anno, lo sconto spetterà solo per i lavori iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2018. Restano invariate le altre condizioni ai fini della fruizione dello sconto.
In particolare, l’agevolazione può essere fruita solo dai contribuenti che beneficiano della detrazione IRPEF 50% per i seguenti interventi di recupero del patrimonio edilizio:
– interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali;
– interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
– interventi di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile;
– interventi di ricostruzione o di ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Per avere diritto allo sconto non è richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato. In pratica, quindi, la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.
Nel caso di intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto al bonus mobili, ognuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti, mentre il bonus non competese acquistano beni per arredare la propria unità immobiliare.
Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, è calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Per effetto delle modifiche previste dal disegno di legge di Bilancio 2019, per gli acquistieffettuati nel 2019 e riferiti a interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018 (anche se proseguiti nel 2019), l’importo massimo di 10.000 euro deve essere considerato al netto delle spese sostenute nel 2018 e per le quali si è già fruito del bonus.
Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Bonus ristrutturazioni potenziato
Un anno in più anche per la detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Il disegno di legge di Bilancio 2019, oltre alla proroga della misura potenziata (in luogo di quella ordinaria al 36%) conferma anche per il 2019 il raddoppio da 48.000 a 96.000 euro dell’ammontare complessivo delle spese detraibili per unità immobiliare.
Bonus verde
Sarà valido per tutto il 2019 anche il bonus verde, la detrazione IRPEF del 50% istituita dalla legge di Bilancio 2018 per interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato.
A seguito della proroga prevista nel disegno di legge di Bilancio 2019 (art. 12), quindi, lo sconto potrà essere fruito anche per le spese sostenute nel 2019 per:
– la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
– la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
Ecobonus
Prorogato fino al 31 dicembre 2019 anche l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari.
Il disegno di legge di Bilancio conferma anche per il 2019 l’articolazione dell’ecobonus delineata dalla legge di Bilancio 2018.
In particolare, lo sconto sarà pari al 50% per le spese relative agli interventi di:
– acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
– acquisto e posa in opera di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A (prevista dal regolamento UE n. 811/2013) o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
Per le caldaie a condensazione si potrà usufruire della detrazione del 65% nel caso in cui, oltre ad essere almeno in classe A, siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02).
Confermata l’aliquota della detrazione al 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2019 per:
– l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro (per beneficiare della detrazione è necessario che gli interventi effettuati portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%);
– gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
– l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
Sismabonus
Nulla cambia per il sismabonus e il bonus unico per interventi antisismici e di efficientamento energetico, che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2021.
Si ricorda brevemente che il sismabonus è rivolto sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) e spetta per l’adozione di misure antisismiche su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. La detrazione base è pari al 50% della spesa sostenuta e sale al 70 o 80% (80 o 85% per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi.
Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euromoltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.
Il bonus unico spetta per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, ed è pari:
– all’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore;
– all’85%, se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Per questi interventi la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo ma si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

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