Grandi case mobili degli agriturismi: servono sia permesso di costruire che certificato di collaudo

Cassazione: l’installazione di due case mobili di dimensioni cospicue e del peso di circa 3,5 tonnellate ciascuna rientra nella categoria degli «interventi di nuova costruzione», in quanto non possono ritenersi né diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, né conformi alle normative regionali di settore in tema di strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti.

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E’ legittimo, il sequestro preventivo di due manufatti prefabbricati ubicati in un’area campeggio di un agriturismo e destinati al soggiorno di turisti, con riferimento al reato di cui all’art. 44, comma 1, lett. b) del dpr 380/2001, cioè esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione.

Il tutto è contenuto nella sentenza 32735/2020 della Corte di Cassazione, che conferma in tutto e per tutto la decisione del Tribunale ordinario il quale, accogliendo l’appello del Pubblico Ministero, ha concluso che l’installazione dei due manufatti rientra nella categoria degli «interventi di nuova costruzione», a norma dell’art. 3, comma 1, lett. e.5), dpr/2001, osservando che questi non possono ritenersi né diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, né conformi alle normative regionali di settore in tema di strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti.

Il G.i.p. aveva invece disposto il sequestro dei due manufatti esclusivamente per i reati di cui agli artt. 75 (mancanza del certificato di collaudo) e 95 dpr 380/2001, rigettando la richiesta di misura per il reato di cui all’art. 44, comma 1, lett. b), ritenendo che l’installazione degli stessi costituisse attività edilizia libera.

Il ricorso si articola in un’unico motivo, nel quale si denuncia violazione di legge, in riferimento agli artt. 44, comma 1, lett. b), e 3, comma 1, lett. e5), dpr 380/2001, a norma dell’art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., avendo riguardo alla ritenuta riconducibilità dei manufatti alla categoria degli «interventi di nuova costruzione».

Case mobili: si tratta di nuove costruzioni, niente edilizia libera. Ecco perché

La Cassazione precisa in primis che l’art. 3, comma 1 del TUE, nell’elencare gli «interventi di nuova costruzione» – la cui realizzazione, a norma dell’art. 10, lett. a), presuppone il «permesso di costruire», e, in mancanza di questo, costituisce reato a norma dell’art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. cit. – include tra gli stessi, alla lett. e.5), «l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati,
e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore».

Quindi anche i «prefabbricati» e le «case mobili» sono da ritenersi «interventi di nuova costruzione», salvo che «siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee», ovvero «siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore».

Ma per «esigenze meramente temporanee» possono intendersi solo quelle del tutto transitorie e di breve durata. Non è il ‘nostro’ caso, visto che queste case mobili sono state
installate per il secondo anno consecutivo per una durata di sei mesi, nell’ambito dell’offerta ricettiva della struttura agrituristica, e sono di dimensioni cospicue, del peso di circa 3,5 tonnellate ciascuna, decorate da vasconi di alloro, accessibili medianti brevi scalinate in legnomunite di impianti di condizionamento, collegate agli scarichi fognari ed alla rete idrica tramite gli allacci predisposti per la sosta dei campers nelle piazzole, e sprovviste di ruote.

A rinforzo, si aggiunge che i due manufatti hanno la funzione di ampliare il numero delle camere a disposizione dell’agriturismo, e, stante l’assenza di previsioni autorizzatorie nello strumento urbanistico comunale, si pongono in contrasto con quanto prevede l’art. 8 § 11 della delibera di Giunta regionale.

Decreto Semplificazioni: nessuna modifica per le opere mobili

La Cassazione osserva anche che le conclusioni esposte non sembrano influenzate dalla modifica dell’art. 6, comma 1, lett. e- bis, recata, dall’art. 10 comma 1, lett. c) DL 76/2020 (cd. Decreto Semplificazioni), che ha ampliato il novero degli interventi eseguibili senza alcun titolo abilitativo.

Secondo il “nuovo” art. 6, comma 1, lett. e-bis, sono eseguite senza alcun titolo abilitativo «le opere stagionali e quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee, purché destinate ad essere immediatamente rimosse al cessare della temporanea necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta giorni comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio del manufatto, previa comunicazione di avvio dei lavori all’amministrazione». In particolare, rispetto alla previgente disciplina, il nuovo testo dell’art. 6 comma 1 lett. e-bis, contempla anche le opere «stagionali» e prevede un maggior termine di legittima “insistenza” delle opere «contingenti e temporanee», aumentandolo ad un massimo di centottanta e non più di novanta giorni.

Ma tra le opere «dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee» non possono includersi i manufatti che annualmente vengono risistemati sul territorio. Invero, per “contingente”, nella lingua italiana, si intende ciò che è «accessorio, eventuale, accidentale, che si verifica casualmente, in una particolare circostanza». Né vi sono elementi per ritenere che il linguaggio normativo abbia accolto una diversa accezione del termine; anzi, l’esigenza di attribuire un significato utile all’aggettivo «contingenti» rispetto all’aggettivo «temporanee» cui il primo è affiancato, indice a ritenere che lo stesso è impiegato per sottolineare il carattere della “accidentalità” dell’opera.

Allo stato, poi, non sembra doversi ritenere che le due “case mobili” in sequestro costituiscano opere stagionali. L’ordinanza impugnata, infatti, ha sottolineato che dette opere sono destinate a soddisfare un bisogno ricorrente della struttura agrituristica, che si presenta «permanere, ben oltre la stessa stagione estiva, per un periodo pari addirittura a metà del singolo anno solare».

LA SENTENZA INTEGRALE E’ SCARICABILE IN FORMATO PDF

https://www.ingenio-web.it/29364-grandi-case-mobili-degli-agriturismi-servono-sia-permesso-di-costruire-che-certificato-di-collaudo

Legge di Bilancio 2021: Bonus Casa, cosa c’è da sapere

Bonus Casa 2021, le novità della Legge di Bilancio: quali sono le detrazioni prorogate e le modalità di fruizione.

Per quanto concerne i bonus casa “ordinari”, il disegno di legge della Manovra 2021 prevede, agli articoli 12 e 13, una proroga al 31/12/2021:

  • delle maggiori detrazioni del 50% (in luogo del 36%) per il Bonus Ristrutturazione, la detrazione fiscale del 50% da spalmare in 10 anni o da cedere per i contribuenti che effettuano lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia in condominio o in edifici singoli, fino ad un tetto di spesa massimo di 96.000 euro. Ricordiamo che per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico è obbligatorio l’invio della comunicazione ENEA;
  • del 65% in luogo del 55% per i lavori finalizzati al risparmio energetico (Ecobonus) effettuati sia su edifici singoli sia nei condomini;
  • della detrazione dell’imposta lorda (IRPEF o IRES) al 90% senza alcun limite di spesa, da ripartire in 10 anni, per i lavori di recupero delle facciate di edifici esistenti, anche strumentali, purché ubicati nelle zone A e B, individuate dal Decreto ministeriale n. 1444/1968, o in zone ad esse assimilabili, in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Si tratta del cosiddetto Bonus Facciate concesso in favore di persone fisiche o imprese, inquilini e proprietari, residenti e non nel territorio dello Stato;
  • del Bonus Verde, detrazione IRPEF al 36% su un spesa massima di 5mila euro per opere di sistemazione a verde di giardini e terrazzi, coperture a verde e giardini pensili. L’agevolazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e non può essere richiesta per immobili aventi una destinazione diversa da quella abitativa, come negozi o uffici che restano pertanto esclusi;
  • del Bonus Mobili e grandi elettrodomestici che prevede una detrazione del 50%, da spalmare in 10 anni, su una spesa massima di 10.000 euro.

Verranno inoltre prorogate le possibilità di cessione del credito o dello sconto in fattura, in alternativa alla strada della fruizione in dichiarazione dei redditi.Ricordiamo però che non tutti i Bonus Casa sono stati inclusi in queste opzioni dal Decreto Rilancio: per il Bonus Verde e il Bonus Mobili l’unica via da percorrere è la detrazione d’imposta in dichiarazione dei redditi.

https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/347422/legge-di-bilancio-2021-bonus-casa-cosa-ce-da-sapere.html

Le banche che accettano la cessione del credito per l’ecobonus 110

La normativa sul superbonus ammette la possibilità di cedere il credito maturato alle banche o altri intermediari finanziari. Vediamo come funziona la cessione del credito e quali sono le banche che accettano la cessione del credito dell’ecobonus 110 per cento.

L’articolo 119 del decreto rilancio ha introdotto l’ecobonus 110, la detrazione del 110 per cento sulle spese effettuate per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi ansismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Tra le novità introdotte la possibilità di optare, al posto della detrazione nel modello 730 o di uno sconto in fattura anche per la cessione del credito maturato alle banche o altri intermediari finanziari. La decisione di optare per la cessione del credito può essere comunicata all’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 ottobre con uno specifico modulo. Nelle ultime settimane i più importanti istituti bancari e assicurativi del mercato hanno presentato le loro offerte per la cessione del credito dell’ecobonus 110 per cento.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2020/11/27/151906-banche-che-accettano-la-cessione-del-credito-ecobonus-110#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20201130%5D-20201130-%5Bm-01-titular-node_151906%5D-11078896@3

L’uso dell’acciaio nel miglioramento sismico degli edifici esistenti: on line la 1 parte del quaderno di FPA

La serie dei “quaderni progettuali” di Fondazione Promozione Acciaio si arricchisce con un nuovo documento di approfondimento sull’uso dell’acciaio negli interventi sulle costruzioni esistenti ma per migliorarne la risposta sismica.

Il presente documento è il primo di una serie di quaderni inerenti agli interventi di adeguamento e miglioramento sismico di edifici esistenti con l’impiego dell’acciaio. In questa prima parte si ricordano i concetti di base del rischio sismico entrando nel merito degli aspetti operativi inerenti la classificazione del rischio sismico delle strutture esistenti.

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Credits foto: René Riller

Approfondimento sull’uso dell’acciaio negli interventi di miglioramento e adeguamento sismico di edifici esistenti

Arriva una nuova pubblicazione per la serie i “quaderni di progettazione” di Fondazione Promozione Acciaio, l’ente culturale che promuove lo sviluppo delle costruzioni e delle infrastrutture in acciaio in Italia.

La sismicità del nostro territorio e la necessità di interventire

Come è noto il rischio sismico è un problema molto sentito in Italia. Il nostro territorio è stato infatti interessato da numerosi terremoti molti dei quali caratterizzati da una notevole violenza, soprattutto con riferimento agli ultimi 50 anni, dal terremoto della Valle del Belice (1968) a quelli del Centro Italia (2016 – 2017). La necessità di riqualificare il nostro patrimonio edilizio è diventata fondamentale per molteplici aspetti.

Come sappiamo, d’altra parte l’Italia è un paese ricco di testimonianze del passato e di grandi opere dall’elevato valore storico-artistico, oltre che architettonico, da salvaguardare.

Un’altra caratteristica tipica del nostro Paese è la volontà di conservare l’esistente. Circa il 70% del nostro patrimonio edilizio è stato infatti realizzato più di 40 anni fa (elaborazioni e stime Cresme), un’aliquota numericamente importante.

La necessità di intervenire sull’esistente è inoltre legata, oltre a tutti questi precedenti elementi, ai costi che vengono pagati dalla comunità per far fronte ai danni generati dai terremoti.
Nel lasso di tempo degli ultimi 50 anni, per far fronte ai danni generati dalle scosse sismiche, sono stati spesi circa 121 miliardi di euro (attualizzati al 2014), un costo che difficilmente può essere sostenuto dalle nostre amministrazioni e dalla nostra classe politica.
Spalmando questa cifra nell’arco temporale di 50 anni, significa che ogni anno vengono spesi circa 2,4 miliardi di euro per far fronte ai terremoti.

È necessario attivare una politica di prevenzione, che abbia come strategia quella di avere efficacia non più a seguito del manifestarsi del terremoto, ma precedentemente.

Per questo motivo sono state emanate, a partire dal 2013, alcune leggi aventi l’intento di incentivare la riqualificazione a livello sismico del nostro patrimonio edilizio, dando la possibilità di detrarre una parte delle spese sostenute per gli interventi di adeguamento e di miglioramento sismico, una su tutte la legge sul cosiddetto Sismabonus (DL 4 giugno 2013, n. 63) e successive.

Al fine di avere anche una classificazione del rischio sismico, che quantifichi in maniera oggettiva il rischio sismico prima e dopo un intervento sulle costruzioni esistenti, sono state introdotte delle Linee Guida (DM 07/03/2017), le quali definiscono le classi di rischio da assegnare alle costruzioni.

Che cosa è il rischio sismico

Per poter affrontare il tema della sicurezza sismica dei nostri edifici occorre partire dalla ormai consolidatata definizione di “Rischio Sismico“, ed è da questa che parte il contenuto del primo quaderno e che riportiamo di seguito lasciando poi al lettore la lettura dell’intero documento.

Il rischio sismico è la probabilità che un terremoto, in base alla complessità del danno sismico e della vulnerabilità degli elementi a rischio, provochi perdite di vite umane, di edifici o delle loro funzioni.

Il rischio sismico è individuato come la combinazione di tre principali componenti:

Rischio sismico = pericolosità * esposizione * vulnerabilità

La pericolosità sismica è la probabilità che un evento sismico di una data intensità si verifichi, in uno specifico territorio, durante un periodo di riferimento temporale predeterminato.

Questa componente dipende dunque dal sito di interesse, ossia dai seguenti parametri, fissato il periodo di ritorno TR:

  • PGA (ag), accelerazione orizzontale massima attesa;
  • F0, valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale;
  • T*C, valore di riferimento per la determinazione del periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro in accelerazione orizzontale.

L’esposizione è correlata al periodo di riferimento di una costruzione VR, pari al prodotto fra la vita nominale della struttura VN e il coefficiente di utilizzo CU; il parametro indica persone e/o beni che potrebbero subire un danno a seguito dell’evento calamitoso:

VR = VN * CU

dove la vita nominale (VN) e la classe d’uso (CU) si ricavano dalle tabelle 2.4.I e 2.4.II delle NTC 2018 [1], riassunte nel seguente prospetto ricavato dalla seguente tabella.

Tab.1 – Periodo di riferimento in funzione della vita nominale e della classe d’uso al variare della tipologia di edifici, tratta da Tabella C2.4.I – Circolare Applicativa NTC 2018

eriodo di riferimento in funzione della vita nominale e della classe d’uso al variare della tipologia di edifici,

Si può notare che questa tabella stabilisce i valori minimi del periodo di riferimento VR, pari a 35 anni, riprendendo quanto specificato nella versione precedente del 2008.

La vulnerabilità è l’attitudine di un elemento esposto a rischio ad essere danneggiato a seguito di una scossa sismica, e definita per ogni stato limite SLi dal rapporto tra la capacità della costruzione e la domanda sismica.

https://www.ingenio-web.it/29015-luso-dellacciaio-nel-miglioramento-sismico-degli-edifici-esistenti-on-line-la-1-parte-del-quaderno-di-fpa

SUPERBONUS 110%

Accedono all’agevolazione anche i familiari e i conviventi del possessore o detentore dell’immobile che sostengono la spesa per i lavori effettuati sugli immobili a loro disposizione. Via libera al Superbonus anche per imprenditori e autonomi sulle unità abitative che rientrano nella sfera privata. Questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 24 – pdf. Dal 15 ottobre 2020, inoltre, è possibile comunicare l’opzione per cedere un credito di imposta pari alla detrazione spettante o per fruire di uno sconto sul corrispettivo. Nei provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate le regoleil nuovo modello e le specifiche tecniche per esercitare l’opzione

Provvedimento del 12 ottobre 2020

Provvedimento dell’8 agosto 2020

Comunicato stampa

Area tematica

La mini casa del futuro smart: funziona con l’intelligenza artificiale e costa solo 52mila dollari

Si chiama Cube Two e può ospitare fino a 4 persone, sembra un camper ma è una casa ultra moderna.
di Chiara Lanari.

Arriva la casa minuscola a forma di astronave, che può ospitare fino a 4 persone e costa solo 52mila dollari. Si tratta di un prototipo che funziona con l’intelligenza artificiale ed è già arredata e pronta da abitare. Conosciamola.

La casa del futuro costa solo 52mila dollari 

La Nestron di Singapore ha messo in vendita Cube Two, la casa minuscola prefabbricata, già arredata e dotata di sistemi di intelligenza artificiale connessi ai dispositivi. Cube Two è un prototipo di una casa smart con assistente di AI, misura solo 30 m2 e si può prenotare in anticipo.

L’azienda che l’ha ideata pensa che questa casa minuscola possa ospitare fino a 3 o 4 persone. A vederla da fuori sembra un camper moderno o un’astronave, mentre all’interno è dotata di un design open concept e uno spazio per la zona giorno con dettagli super moderni.

cube two

Caratteristiche della casa smart

La casa smart del futuro è lunga 8 metri e larga 3,5, è già arredata con un bagno, una camera da letto, una cucina e un bancone da bar il tutto in un open space rigorosamente studiato abbinato ad un lucernario per far entrare più luce.

I mobili sono per la maggior parte già integrati e compresi nel prezzo della casa (un divano, un tavolo da cucina, un lavandino, un armadio, un comodino, una cappa e un bancone per la camera).

Secondo la società, nonostante le piccole dimensioni, Cube Two presenta molto più spazio utilizzabile delle case normali. Nel bagno sono già presenti doccia, lavandino e porta asciugamani mentre gli elettrodomestici sono tutti smart e collegati tra loro tramite un sistema di intelligenza artificiale.

Cube Two si può ordinare con costi da 52mila dollari, che ovviamente variano aggiungendo altri elettrodomestici personalizzati.

Il patto… d’acciaio tra siderurgia ed edilizia

di Stefania Chines ♦︎ Steel industry 2/ In Italia l’impiego della lega nelle costruzioni è del 35%: ha raddoppiato il suo utilizzo in 10 anni. Questo perché è una risorsa anche quando gli edifici si demoliscono: può essere riciclata all’infinito e rivenduta. L’esperienza della Torre Pwc di CityLife a Milano e il nuovo ponte di Genova San Giorgio

Con l’aumentare degli investimenti nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia, l’acciaio ha delle opportunità uniche di innovare e di affermarsi, commercialmente e culturalmente. Ne è la prova il nuovo ponte Genova San Giorgio. Sorretto da 18 pile in cemento armato, è composto da un impalcato in acciaio, concepito da Renzo Piano con la forma della chiglia di una nave, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1.067 metri suddivisa in 19 campate di cui 14 sono in acciaio-calcestruzzo da 50 metri, 3 in acciaio-calcestruzzo da 100 metri, una campata in acciaio-calcestruzzo da 40,9 metri e un’ultima campata in acciaio-calcestruzzo da 26,27 metri.

È quindi più che mai importante ragionare sui temi della progettazione, della costruzione e della realizzazione attraverso l’acciaio. È quanto è emerso dal webinar intitolato “L’acciaio per costruire le città, gettare ponti, creare reti”, organizzato da Siderweb in collaborazione con Guamari, dedicato proprio al confronto tra siderurgia e architettura. L’evento è stato moderato da Lucio Dall’Angelo, direttore generale di Siderweb.

L’acciaio viene considerato il cuore intorno a cui le costruzioni si possono immaginare, progettare e realizzare. Tuttavia, se fino agli Anni Sessanta l’acciaio era l’assoluto protagonista nella realizzazione degli edifici più alti del mondo, a partire dagli Anni Settanta ha visto una riduzione della propria importanza soprattutto perché se fino ad allora gli Stati Uniti erano stati la patria dei grattacieli progressivamente il mercato si è spostato verso l’Asia e gli Emirati Arabi, provocando l’adattamento ad altre tecniche di costruzione, che di fatto richiedono la presenza, in particolare per il calcestruzzo, di una manodopera più facilmente reperibile rispetto alle competenze e ai livelli di precisione richiesti dalle strutture in acciaio. Anche la maggiore stabilità del prezzo del calcestruzzo ha influenzato le preferenze degli sviluppatori. Occorre però tenere in conto che i benefici del calcestruzzo si concentrano solo nella fase iniziale del progetto. Una ricerca ancora in corso sul life cycle assessment degli edifici, in particolare dei sistemi strutturali degli edifici alti, ha evidenziato come il calcestruzzo è più economico, ma dal punto di vista ambientale l’acciaio è indubbiamente all’avanguardia e innovativo. «La vita di un edificio deve infatti arrivare fino alla fine, alla fase di demolizione – ci ha detto Dario Trabucco, professore di Tecnologie dell’Architettura dell’Università Iuav di Venezia – Un edificio in calcestruzzo si trasforma in una montagna di rifiuti che devono essere trattati come ‘rifiuti speciali‘, mentre quando si smonta un edificio in acciaio, ci troviamo di fronte a un materiale che costituisce una risorsa che può essere rivenduta, con un conseguente rientro economico, o riciclata, a tutto vantaggio dell’ambiente».

Interno dell’Acciaieria Arvedi
Con l’obiettivo di sviluppare il consumo di acciaio, da sempre in concorrenza con il calcestruzzo, nel comparto delle costruzioni e delle infrastrutture, 15 anni fa è nata la Fondazione Promozione Acciaio di cui è presidente Caterina Epis, in carica dal 2017. Particolarmente significativi i dati diffusi recentemente dalla Fondazione: in Italia l’impiego di acciaio strutturale in edilizia si attesta sul 35% e ha così raddoppiato il suo utilizzo che solo 10 anni fa era del 18%, una quota che è però ancora di molto inferiore alla media europea, che si assesta intorno al 63%. In generale, per la siderurgia italiana, oggi si assiste a una leggera crescita. il dato della produzione italiana di acciaio relativo al mese di agosto conferma infatti il lento trend di recupero dell’output nazionale. I numeri diffusi da Federacciai evidenziano come nell’ottavo mese del 2020 le acciaierie nazionali hanno sfornato 939mila tonnellate, il 9,7% in più di quanto fecero nel 2019. Quella di agosto è la prima percentuale positiva vista nei confronti mensili da inizio anno.

Il dato cumulativo sui primi otto mesi dell’anno resta ancora negativo per un 17% (miglior dato da marzo in poi), con 12,75 milioni di tonnellate prodotte dal 1° gennaio. L’andamento del trend diviso tra le principali tipologie di prodotti siderurgici vede i lunghi migliorare le performance di agosto sul 2019 del 10,7% con 487 mila tonnellate. Mentre i piani pagano ancora un -3,5% per 475 mila tonnellate. Anche in questo caso il dato annuo resta pesantemente negativo, al -16,2% per i lunghi con 6,79 milioni di tonnellate, e addirittura al – 20,8% per i piani con 6,17 milioni di tonnellate.

L’esperienza della Torre Pwc di CityLife a Milano

Agostino Ghirardelli, fondatore dello studio di progettazione milanese Sbga
Progettata da Libeskind con Agostino Ghirardelli, fondatore dello studio di progettazione milanese Sbga, la Torre Pwc è una grande opera “in acciaio”. Core e impalcati nelle parti basse sono in calcestruzzo, ma man mano che si raggiunge la sommità il calcestruzzo lascia lo spazio all’acciaio. La struttura della Torre Pwc si sviluppa in 175 metri di altezza e 31 piani, di cui 28 direzionali, per oltre 33.500 m2 di superficie complessiva.

Presenta un inarcamento importante a partire dal 16° piano: le colonne della parte retrostante e della parte curva sono in calcestruzzo, ma la componente in acciaio è preponderante, fino ad arrivare agli ultimi impalcati completamente in acciaio e al coronamento – la “Corona” che contiene tutti gli elementi tecnici a supporto dell’edificio -, integralmente concepito in acciaio. Un ampio volume vetrato completa l’andamento sferico di tutto il concept architettonico, che è ispirato alla cupola rinascimentale.

«L’acciaio dona elementi evocativi e di leggerezza, ma anche benefici in termini di guadagno di superficie e di possibilità di osare con luci e altezze. Necessita però una filiera costruttiva particolarmente erudita», ha spiegato Agostino Ghirardelli.

Quando l’acciaio fa tendenza
L’acciaio consente un livello di industrializzazione di processo sicuramente maggiore rispetto al calcestruzzo. Permette di realizzare opere che garantiscono grande sicurezza e di rispettare più facilmente i tempi di consegna. A dirlo è Jacopo Palermo, a.d. di Costim, holding paritetica tra Immobiliare Percassi e Polifin, che ha curato la realizzazione della torre Dorms, edificio di 10 piani – progettato dallo Studio Sanaa delle archistar giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa – situato all’interno del nuovo campus Bocconi. Gli elementi verticali in acciaio assolvono a una funzione statica e nel contempo estetica dell’architettura.

Stabilimento dell’Acciaieria Arvedi
Da Milano andiamo al nuovo quartiere Chorus Life di Bergamo, dove Costim ha contribuito alla realizzazione dell’arena multifunzionale, cuore pulsante dell’intero complesso, attivo tutto l’anno. La copertura del palazzetto dello sport è realizzata in acciaio, mentre per la facciata sono state impiegate delle lamelle leggermente sovrapposte con sovrastruttura sempre in acciaio. La sintesi tra calcestruzzo e acciaio rappresenta quindi il futuro.

Una sempre più stretta collaborazione con gli architetti, è prevista da Mattia Tofanelli, amministratore delegato di Cimolai Asc spin-off di Cimolai nato nel 2017, specializzato nella creazione di facciate di costruzioni in acciaio strutturale, dove Asc sta per “architectural solutions and contracting”: «Ogni soluzione è su misura, dal momento che i progetti diventano sempre più complessi, soprattutto sul fronte del design. Una complessità che abbiamo sperimentato, per esempio, nel realizzare, a New York, un ingresso comune tra due palazzi, proprio nel cuore di Manhattan, in collaborazione con Heatherwick Studios and March & White».

È importante sottolineare che l’acciaio è un materiale permanente: può essere riciclato all’infinito senza perdere nessuna delle sue proprietà originarie. La possibilità in base alle applicazioni di proteggere le superfici mediante zincatura, verniciatura, polimeri estende ulteriormente la vita del prodotto. Pierluigi Pegorari, amministratore delegato di Arvedi Tubi Acciaio, ci ha fornito invece il punto di vista dei produttori di acciaio: «Uno dei temi che si sta affermando sempre di più è proprio quello della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Ata, in particolare, nella produzione di tubi saldati a partire da coils a caldo intende raggiungere entro il 2021 una percentuale di contenuto di materiale riciclato superiore al 70%».

Per garantire gli standard di sicurezza è un grande aiuto avere alle spalle un’acciaieria di primo piano. Quando si attraversano le stazioni, quando si guardiano i grattacieli si vede la bellezza senza immaginare che a reggere tutto c’è l’acciaio. Produrre acciaio è quindi vitale e realizzare in acciaio è sostenibile e produce bellezza.

https://www.industriaitaliana.it/acciaio-siderweb-arvedi-edilizia-siderurgia/

 

Si può fruire dell’ecobonus 110 per cento per le case prefabbricate? I punti da chiarire

Autore:
Flavio Di Stefano0

3 settembre 2020, 7:50
L’ecobonus 110 per cento per i lavori di riqualificazione energetica e ristrutturazione potrebbe rappresentare un ulteriore spinta per il mercato delle case prefabbricate. Per saperne di più e chiarire i punti incerti, idealista/news ha intervistato Roberto Marzano, amministratore di Dhw System, azienda produttrice di case prefabbricate in acciaio.

L’ecobonus 110 per cento per le case prefabbricate
Innanzitutto è bene chiarire che chiunque volesse investire in una casa prefabbricata può usufruire dell’ormai famoso ecobonus al 110%. “Con la demolizione e ricostruzione, il cliente che commissiona una casa prefabbricata ha diritto all’ecobonus al 110% – spiega Marzano – ma non solo, perché questo tipo di edilizia, che attualmente è la più avanzata dal punto di vista tecnologico, beneficia anche del sismabonus”.

Entrando più nel dettaglio, l’amministratore di Dhw System evidenzia i punti per i quali la costruzione (dopo la demolizione dell’abitazione già esistente) di una casa prefabbricata gode del superbonus: “L’edificio che costruiamo è a impatto zero, degrado zero, altamente performante sotto il punto di vista dell’isolamento termico e antisismico”. Non solo, anche l’ampliamento è agevolabile, nei casi in cui si abbia il permesso per costruire un altro piano di una struttura già esistente.

Demolizione e ricostruzione
Va sottolineato, tuttavia, il punto cruciale della demolizione e ricostruzione. Tali lavori devono rispettare la stessa volumetria, salvo le eventuali innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Si tratta, infatti, di tutte quelle opere inglobate nella definizione di “ristrutturazione edilizia” contenuta nell’articolo 3, comma 1, lettera d), del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001).

Inoltre, i lavori di ricostruzione devono garantire i requisiti minimi di prestazione energetica previsti dal DM 26 giugno 2015 e assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, nei casi in cui non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante Attestato di Prestazione Energetica (condizione che le case prefabbricate garantiscono).

Quota dei lavori coperta da superbonus
Un aspetto da chiarire, però, è quello che riguarda la porzione di lavori coperta dall’ecobonus 110 per cento. “È vero che, ad esempio, il sismabonus è stato innalzato dall’85% al 110%, ma va anche evidenziato che non tutte le spese sono coperte dal sismabonus”. In sostanza, pur usufruendo dell’ecobonus 110 per cento, non è possibile acquistare in maniera gratuita una casa prefabbricata.

Il perché lo spiega proprio l’amministratore di Dhw System: “Poniamo che il costo complessivo di una casa prefabbricata in acciaio prodotta da noi sia di 100mila euro, sulla somma totale 40mila euro saranno i costi della struttura portante e altrettanti, ad esempio, saranno quelli relativi all’isolamento. Per questi 80mila euro, quindi, il cliente potrà accedere al superbonus. Ma restano altre componenti che hanno un costo che non è coperto da ecobonus, come ad esempio quello dei sanitari o dei rivestimenti”.

Chi si fa carico dei crediti?
Ma Marzano insiste anche su un altro punto che sta generando diverse incomprensioni: “Da quando è stato introdotto l’ecobonus 110 per cento c’è stato un aumento dell’interesse per le case prefabbricate, ma molti clienti non hanno le idee chiare e vengono in azienda pensando che si possano commissionare i lavori e partire con la realizzazione del progetto senza spendere un euro”.

A questo proposito, va specificato che le formule con cui fruire del superbonus, infatti, sono tre:

la detrazione fiscale nelle cinque dichiarazioni dei redditi successive;
cedere il credito al fornitore dei lavori per ottenere uno sconto immediato nella fattura;
trasformare il superbonus in credito d’imposta cedendolo agli istituti di credito.
Come è facile immaginare, l’opzione preferita dai committenti è la seconda, quella che di fatto permetterebbe di eseguire i lavori a costo zero. Ma è altrettanto facile immaginare quanto possa essere gravosa per un’azienda produttrice di case prefabbricate.

Come sottolinea lo stesso Marzano: “Se il costruttore si fa carico di tutto il credito che scaturisce dall’opera, non ci sono i margini necessari, le compensazioni non solo tali da poter azzerare l’acquisizione del credito. Inoltre non c’è certezza di quando si ricevano i crediti dallo Stato e il rischio potrebbe essere quello di ritrovarsi a chiudere in pochi mesi”.

Nel caso in cui il committente non abbia la possibilità di compensare il credito, la via più facilmente percorribile potrebbe essere quella della cessione del credito alle banche. In questo senso, sia Unicredit che Intesa San Paolo si sono già mosse con dei servizi ad hoc incentrati sull’ecobonus al 110 per cento.

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2020/09/02/150767-ecobonus-110-per-cento-e-case-prefabbricate

Detrazioni risparmio energetico 2020, come ottenerlo

Le detrazioni risparmio energetico 2020 confermate dalla Legge di Bilancio spettano a tutti coloro che effettuano degli interventi di riqualificazione in casa o installano apparecchi volti al miglioramento dell’efficienza energetica delle case. Ecco quali sono le novità e come ottenere le detrazioni fiscali.

Indice dei Contenuti

1 Quali sono gli interventi per ottenere le detrazioni risparmio energetico
2 Come ottenere le detrazioni fiscali per il risparmio energetico
3 Quali documenti inviare per ottenere la detrazione al 65%
4 Come effettuare il bonifico per la detrazione fiscale
5 Novità, lo sconto in fattura è solo per i lavori condominiali
Quali sono gli interventi per ottenere le detrazioni risparmio energetico
Le detrazioni vengono riconosciute per interventi riguardanti :

Diminuzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
Il miglioramento termico dell’edificio
Installazione di pannelli solari
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale muniti di generatori di calore con alimentazione a biomasse
Acquisto e posa in opera delle schermature solari
Acquisto, installazione e posa in opera di dispositivi multimediali per controllare da remoto impianti di riscaldamento, per acqua calda e climatizzazione
Come ottenere le detrazioni fiscali per il risparmio energetico
La prima cosa da fare è quella di inviare la richiesta per la detrazione all’Enea, da fare entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Ecco cosa bisogna trasmettere:
I dati contenuti nell’attestato di prestazione energetica, attraverso l’allegato A al “decreto edifici” (D.M. 19 febbraio 2007)
La scheda informativa attestante i lavori realizzati.
La richiesta compresa tutta la documentazione deve essere trasmessa in via telematica e mediante l’applicazione web che si trova sul portale online.

Quali documenti inviare per ottenere la detrazione al 65%
I documenti da inviare per richiedere l’Ecobonus sono i seguenti:

Le ricevute e le fatture dei pagamenti attestanti le spese sostenute. Fanno fede in questo caso le ricevute del bonifico
La certificazione rilasciata da un tecnico abilitato che attesta i requisiti richiesti dell’intervento.
Per pompe di calore, infissi e caldaie basta la certificazione del produttore, mentre dal 2009 può fare la dichiarazione anche il direttore dei lavori
Attestato di certificazione o di prestazione energetica APE, non necessaria per la sostituzione di finestre e per i pannelli solari
La scheda informativa dei lavori realizzati (allegato E o F del decreto attuativo), contenente i dati di chi ha affrontato la spesa, dell’edificio, dei lavori e del risparmio ottenuto.
Le ricevute dei pagamenti e il certificato rilasciato dal tecnico abilitato devono essere conservati ed esibiti nel caso vengano effettuati dei controlli.

Come effettuare il bonifico per la detrazione fiscale
Il bonifico bancario o postale per ottenere le detrazioni risparmio energetico deve essere parlante, ovvero deve contenere espressamente le seguenti informazioni:

La causale del versamento, indicando gli estremi della Legge 296/2006, art. 1, co. 344-349
Il codice fiscale del beneficiario della detrazione
Partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale viene fatto il bonifico
L’importo viene detratto in dieci anni, con quote costanti, a cominciare dall’anno in cui la spesa è sostenuta e nei nove seguenti.

Novità, lo sconto in fattura è solo per i lavori condominiali
La novità di quest’ anno è lo sconto in fattura che dal 1° gennaio 2020 è previsto solo per gli interventi di ristrutturazione di primo livello relativi alle parti comuni degli edifici condominiali e con una spesa pari almeno a 200.000 euro.

Per ristrutturazioni importanti, secondo quanto previsto dal decreto Mise 26 giugno 2015, si intendono interventi che riguardano sia la metà dell’involucro edilizio che la ristrutturazione dell’impianto termico per la climatizzazione estiva o invernale.

https://www.casalive.it/detrazioni-risparmio-energetico-2020-come-ottenerlo/

Google realizzerà 24.000 case industrializzate a prezzi accessibili nella Silicon Valley

La soluzione di Google al problema abitativo che affligge una delle aree più “tecnologiche” del mondo

Google trova una soluzione al problema abitativo che affligge una delle aree più “tecnologiche” del mondo. Il gigante tecnologico americano si è impegnato un anno fa a spendere 1 miliardo dollari per realizzare 5.000 case a prezzi accessibili nella Silicon Valley. Ora Google ha rivisto il suo piano e ha valutato che, se si basa sulla costruzione di case modulari, il numero delle abitazioni potrebbe salire a 24.000 nel prossimo decennio.

Google si è già messo al lavoro e ha stanziato i suoi primi 250 milioni di dollari. Ha anche donato altri 50 milioni di dollari per trovare soluzioni ai senzatetto della zona attraverso la sua organizzazione Google.org.

Secondo gli ultimi rapporti pubblicati, la Baia di San Francisco avrebbe dovuto ricevere 700.000 case in più rispetto a quelle costruite negli ultimi anni per stare al passo con la domanda. Ed entro il 2070 dovrebbero essere costruire oltre 2,2 milioni di case.

Ad oggi Google non sta spingendo per cambiamenti nella politica centrale, ma si sta concentrando sulla collaborazione con le comunità per costruire il proprio parco di appartamenti a prezzi accessibili. Ma il processo è lento. Google ha un progetto a Mountain View e sta lavorando a un piano generale per lo sviluppo della città e un altro a San José, dove la società ha presentato un piano per uno sviluppo a uso misto che la città voterà la prossima primavera.

Google ha anche investito in Factory OS, una startup che riduce i costi di costruzione realizzando appartamenti di fabbrica. Questo farà sì che il denaro di Google si possa diffondere ulteriormente in California, dove costruire nuove case costa molto (un singolo appartamento economico, non un edificio, può costare fino a 750.000 dollari a San Francisco con le costruzioni tradizionali).

Google sta facendo un ottimo lavoro per intervenire sulla domanda di alloggi nella zona più tecnologica di San Francisco, ma non è l’unica azienda impegnata nella causa. Apple ha stanziato 2,5 miliardi di dollari per realizzare case a prezzi accessibili; Facebook 1 miliardo di dollari e Microsoft 500 milioni di dollari.

https://www.idealista.it/news/immobiliare/internazionale/2020/07/31/150114-google-realizzera-24-000-case-industrializzate-a-prezzi-accessibili-nella