Nel 2021 calano i prezzi delle case del 3%, ma è boom della domanda. Quanto costano le case nella tua città

Il prezzo medio delle abitazioni in Italia scende a 1.692 euro/m2

Quanto costano i prezzi delle case secondo il report di idealista / Gtres

 CommentiAutore:Redazione04 gennaio 2022, 9:21

Il prezzo richiesto per le case usate in vendita in Italia è calato del 3% rispetto a 12 mesi fa, secondo un rapporto pubblicato da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico. A fine dicembre 2020 l’acquisto di una casa nel nostro Paese aveva un costo di 1.744 euro al metro quadro, contro i 1.692 euro attuali. Nell’ultimo trimestre l’indice dei prezzi si è attestato a -0,3 punti.

La curva dei prezzi ha segnato cali nella maggior parte dei mercati analizzati nonostante la crescita della domanda di immobili sul portale sia più che raddoppiata (+122%) rispetto al periodo pre-Covid, arrivando a toccare livelli mai visti prima.

Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “L’andamento dei prezzi è condizionato dalla pandemia, dall’instabilità economica e dal cambiamento degli stili di vita che hanno portato molti acquirenti a riparametrare i criteri di ricerca della propria casa, all’insegna della convenienza e di spazi più ampi. Da un lato il boom della domanda è una risposta emotiva alla pandemia, dall’altro lato, il perdurare della stessa pone un’ombra di incertezza sulla stabilizzazione della situazione economica delle famiglie e continua a comprimere i valori immobiliari.

Dopo 12 mesi di grande fermento, prevediamo un consolidamento della ripresa nel 2022 con riflesso anche sui prezzi di richiesta che dovrebbero tornare in terreno positivo. Dall’altro lato, altri fattori come i tassi d’interesse che iniziano a salire, la crescita dell’inflazione e una significativa riduzione dello stock abitativo disponibile, sono elementi che potrebbero avere un effetto di raffreddamento sul mercato”.

Regioni
Il trend negativo delle quotazioni immobiliari ha investito 14 regioni italiane su 20: Marche (-9,9%) davanti ad Abruzzo (-6,7%), Lazio e Umbria (entrambe -5,9%) sono le regioni dove i proprietari hanno ridimensionato maggiormente le loro aspettative negli ultimi 12 mesi.

Ribassi superiori alla media del periodo anche per Calabria (-5,2%), Puglia (-5,1%), Campania (-4,5%), Piemonte (-3,9%), Lombardia (-3,8%) e Campania (3,2%).

Dal lato opposto gli incrementi più significativi riguardano il Trentino Alto Adige (5,9%) e la Valle d’Aosta (3,9%).

Sempre il Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta fanno registrare i prezzi d’offerta più elevati a livello regionale, rispettivamente con 2.580 e 2.428 euro al metro quadro. Segue su terzo gradino del podio la Liguria (2.383 euro/m²), quindi Toscana (2.244 euro/m²) e Lazio (2.000 euro/m²).

I prezzi delle case in Lombardia (1.761 euro/m²) si collocano sopra il valore medio nazionale di 1.692 euro, al di sotto del quale troviamo 14 regioni, dall’Emilia Romagna (1.655 euro/m²) a scendere fino agli 853 euro della Calabria, la regione più economica davanti al Molise (872 euro/m²).

Province
I cali dei prezzi interessano 82 macroaree, vale a dire quasi l’80% dei mercati provinciali analizzati: Macerata (-14%), Lecco (-11,9%), Pescara (-11,8%), Pesaro Urbino (-11,7%) e Varese (-11,1%) guidano la tendenza ribassista con svalutazioni annuali a doppia cifra.

Dall’altro lato del ranking, gli incrementi maggiori spettano a Lucca e Trieste (14,5% per entrambe). Incrementi superiori al 5 per cento anche per i mercati di Vibo Valentia (10%), Bolzano (9,5%) Gorizia (6,5% per entrambe), Verona (6,1%) e Padova (5,5%).

Bolzano (3.975 euro/m2) consolida ulteriormente il proprio primato dei prezzi del mattone provinciale aumentando il divario rispetto a Lucca (2.982 euro/m2), Savona (2.961 euro/m2), Firenze (2.758 euro/m2), Milano (2.642 euro/m2) e Imperia (2.572 euro/m2). All’opposto, Biella è di gran lunga la provincia più economica d’Italia con 592 euro di media davanti a Caltanissetta (679 euro/m2) e Isernia (751 euro/m2).

Capoluoghi
In un anno che ha visto prevalere il segno meno, non fanno eccezione i mercati cittadini, con cali in 2/3 dei capoluoghi italiani (107) che hanno trascinato anche alcuni grandi mercati.

I ribassi maggiori del periodo spettano a Lecco (-14,1%) seguita da Agrigento (-13,9%), Rieti (-13,7%), Cosenza (-13,5%) e Teramo (-12,3%). A Napoli i prezzi sono scesi del 7,4% annuo, mentre Torino (-2,2%) e Roma (-1,3%) attenuano la caduta.

Al contrario, tra i mercati che hanno visto crescere le aspettative dei proprietari segnaliamo Trieste (16,9%), secondo aumento più alto per Como (15,4%), mentre a Verona e Mantova l’aumento è stato del 10,8%. Anche Milano chiude l’anno con valori in leggero recupero dello 0,6%

 È sempre Venezia a svettare nella graduatoria dei prezzi delle case con una 4.387 euro al metro quadro, davanti a Milano (4.084 euro/m²). Terzo posto per Bolzano (3.944 euro/m²) che precede Firenze (3.870 euro/m²) e Bologna (3.000 euro/m²). Nella parte bassa del ranking troviamo Ragusa (760 euro/m²), Caltanissetta (756 euro/m²) e a chiudere Biella con 660 euro al metro quadro.

L’indice dei valori immobiliari di idealista

A partire dal rapporto relativo al primo trimestre del 2019, abbiamo aggiornato la metodologia per l’elaborazione del nostro indice dei prezzi. Dopo l’integrazione di idealista/data, un’apposita divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, è stata introdotta una nuova metodologia di calcolo che rende la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 sono stati ricalcolati con la nuova metodologia.

Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, aggiorniamo la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, calcoliamo il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più fedele alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia con quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari.

Ora includiamo nel report la tipologia di case unifamiliari (vilette o chalet) e scartiamo qualsiasi tipologia di immobili che sono stati nel nostro database per molto tempo senza ottenere interazioni utente. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.

Il report completo è consultabile qui: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/

Edilizia, rincari folli dei materiali (fino al 144%), Ance: cantieri a rischio

Gli addetti sono aumentati in meno di un anno del 19% ma la manodopera specializzata resta un serio problema.

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Sulla rinascita del settore edile (che a livello nazionale ha registrato un +27% da gennaio a settembre) si allunga l’ombra dell’aumento del costo delle materie prime: nel Bresciano l’aumento di materiali fondamentali come il tondo per cemento armato ha avuto un rialzo dell’80%, quello della rete elettrosaldata sfiora l’88% e i laminati mercantili l’83%. Tra gli aumenti più significativi quello del trefolo, quasi introvabile: +144,5%. E nell’elenco degli aumenti si aggiunge anche quello dell’energia. Con il risultato che i cantieri rischiano di doversi fermare.

L’allarme è lanciato da Ance Brescia per voce del presidente Massimo Deldossi: «Da mesi stiamo assistendo alle dinamiche impazzite dei costi delle materie prime, una tendenza che minaccia gravemente la ripresa e rallenta la realizzazione di infrastrutture necessarie per lo sviluppo del Paese». Per questo motivo «le imprese di costruzioni per i contratti in corso si trovano a sopportare un importante aggravio economico nella realizzazione delle opere. I rialzi dei prezzi delle materie prime, infatti — aggiunge Deldossi — andranno a ridurre ulteriormente i margini delle imprese, già fortemente compressi nel 202o».PUBBLICITÀ

All’orizzonte, aggiunge il presidente di Ance, si profila anche «il rischio concreto di un blocco generalizzato dei cantieri, nonostante gli sforzi profusi dalle imprese per far fronte agli impegni assunti». Inoltre, se fino a settembre il settore edile ha registrato un aumento del numero di addetti pari al 18,7% rispetto al 2020, quello della manodopera specializzata rimane un problema aperto: l’apertura dei cantieri anche per effetto del superbonus risente della carenza di personale, che, insieme all’aumento dei prezzi, getta un’ombra sul futuro dell’edilizia bresciana, rischiando di attenuare gli effetti positivi del bonus edilizio.

Stando ai dati Enea infatti sono meno di un migliaio le pratiche avviate in provincia, numero destinato però a salire grazie alla proroga dei finanziamenti al 2022, dopo che le forze politiche hanno trovato un’intesa sulle modifiche da adottare nella legge di Bilancio.

Edilizia, rincari folli dei materiali (fino al 144%), Ance: cantieri a rischio- Corriere.ithttps://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/21_dicembre_11/brescia-edilizia-rincari-folli-materiali-fino-144percento-ance-cantieri-rischio-a989675e-59e7-11ec-a7f8-dae72bf3ca0c.shtml

TUTTO SU SISMABONUS

SuperSismabonus ed Sismabonus: una pagina per sapere tutto quello che serve su questi incentivi fiscali per le costruzioni con molti collegamenti utili per approfondire isingoli aspetti.

Contenuti aggiornati alle disposizioni del DL 77/2021 Semplificazioni Bis, convertito in legge 108/2021 ed entrato in vigore il 31 luglio 2021.

Il Sismabonus è l’incentivo pensato per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Esistono differenti tipologie di sismabonus: ordinario (aliquota del 50%), con singolo o doppio salto di classe di rischio sismico (con aliquote dal 70% all’85%) ed ecosismbonus, con aliquote di detrazione sino all’85%. Ultimo arrivato, il super sismabonus, con aliquote che arrivano sino al 110%. Quest’ultimo incentivo è pensato solo per gli edifici condominiali a prevalenza residenziale e per gli edifici unifamiliari, mentre le altre aliquote sono per interventi su unità abitative o produttive, fruibili tanto da soggetti IRES quanto da soggetti IRPEF. Il Sismabonus e il Super Sismabonus possono essere convertiti in credito di imposta cedibile, o possono essere fruiti tramite lo sconto in fattura.

Con questa pagina INGENIO vuole dare una guida al lettore aggiornata con tutti i riferimenti e i collegamenti ai nostri approfondimenti sui singoli punti.

NB – I CONTENUTI SONO AGGIORNATI ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 77/2021 (SEMPLIFICAZIONI BIS) DEFINITIVAMENTE CONVERTITO IN LEGGE 108/2021 ED ENTRATO IN VIGORE IL 31 LUGLIO 2021 e ALLE DISPOSIZIONI DEL DL 157/2021 (ANTIFRODI), ENTRATO IN VIGORE IL 12 NOVEMBRE 2021 E IN CORSO DI CONVERSIONE IN LEGGE.


Che cosa è il Sisma Bonus

La legislazione vigente prevede una serie di incentivi per la riqualificazione strutturale degli edifici esistenti e del patrimonio immobiliare, molto spesso accumunati dalla denominazione “Sismabonus”. In realtà, il panorama è ben più complesso.

L’incentivo più “semplice” è la detrazione prevista da art. 16bis del TUIR, che prevede la possibilità di detrarre il 50% delle spese sostenute da soggetti IRPEF per la riqualificazione di immobili. Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

Esiste poi un ulteriore incentivo, sempre al 50% per interventi su immobili abitativi o produttivi, applicabile in zona sismica 1, 2 o 3. Questo incentivo, che prevede una detrazione “spalmata” su 5 anni e non su 10, è potenziato qualora si garantisca un singolo o duplice salto di classe di rischio sismico, e qualora venga realizzato su immobili con più unità immobiliari (non necessariamente condominiali). In questi casi la detrazione viene fatta salire dal 70% sino all’85%.


Il Superbonus non è solo un credito ceduto alla banca: è molto di più, è capacità progettuale e visione futura

il Superbonus è un incentivo fiscale volto a migliorare il patrimonio immobiliare attraverso la riqualificazione energetica, strutturale ed architettonica. Si tratta di uno strumento tramite cui arrivare al fine ultimo che non è “la casa gratis”, ma edifici e città più efficienti, più sicure, più belle.

Luca Rollino


Per effetto dell’applicazione dell’art. 119 del DL 34/2020, la detrazione è stata elevata al 110% per edifici unifamiliari, per condomini e, in ultima istanza, per edifici sino a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Le aliquote “ordinarie” restano per i soggetti IRES, che godono del 110% soltanto per le spese sostenute sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Ulteriore possibilità è rappresentata dal cosiddetto “sismabonus acquisti”, di cui possono fruire gli acquirenti sia soggetti IRES (con aliquota fino all’85%) sia soggetti IRPEF (con aliquota del 110% per immobili residenziali) in caso di acquisto di unità immobiliari direttamente da società di costruzione, in seguito a interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, anche con incremento volumetrico.

Tutte le detrazioni in ambito strutturale sono convertibili in credito di imposta e cedibili, ovvero sono fruibili mediante il meccanismo dello sconto in fattura. 


sismabonus e superbonus: approfondimento tecnico e fiscale

Aggiornamenti su SISMABONUS

Ecco di seguito gli aggiornamenti recenti su SISMABONUS e SUPERBONUS ordinati per data. Questa Sezione sarà aggiornata man mano che ci sono novità importanti.

Superbonus e altri bonus edilizi, ecco i nuovi modelli per cessione del credito e sconto in fattura anti frodi

15 novembre 2021 – In linea con le ultime disposizioni impartite dal Decreto Antifrodi (DL 157/2021) e in vigore dallo scorso 12 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha modificato format, istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Scopri tutto e scarica i modelli aggiornati!

Manovra 2022, testo aggiornato al 10/11: cessione credito e sconto in fattura per tutti i bonus edilizi fino al 2024

10 novembre 2021 – Nella seconda versione del DDL Bilancio 2022, che approderà in Parlamento, arriva la proroga per tre anni della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i bonus edilizi e non solo per il Superbonus (opzioni fino al 2025). Confermato, invece, il tetto ISEE a 25 mila euro per il Superbonus villette. Scopri tutto e scarica il testo aggiornato!

Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate al 60%, Bonus Mobili: proroghe e novità del DDL Bilancio 2022. La bozza e l’analisi

30 ottobre 2021 – La prima bozza della Finanziaria 2022 (che ora dovrà essere esaminata in Parlamento, con potenziali modifiche e aggiustamenti, e che entrerà in vigore solo dal 1° gennaio 2022) proroga fino al 2024 Ecobonus, Bonus ristrutturazioni, Bonus mobili e Bonus verde e prevede una riduzione del Bonus Facciate dal 90 al 60%. Scopri tutto!


Tutti i provvedimenti su SUPERBONUS, ECOBONUS, SISMABONUS, …

Per leggere tutti gli aggiornamenti normativi, nonchè quelli legati alle circolari dell’Agenzia delle Entrate, alle diverse Linee Guide e istruzioni di ENEA, CONSUP, e altri …. abbiamo creato una pagina di sintesi: “Superbonus e altri bonus edilizi: gli aggiornamenti normativi“.


sismabonus e superbonus: sintesi sugli incentivi


SINTESI

Il Super Sismabonus consiste in una detrazione pari al 110% delle spese sostenute per il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici esistenti. Si può applicare agli interventi effettuati sugli edifici condominiali, sugli edifici unifamiliari e sugli edifici con 2-4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto. Pensato essenzialmente per condomìni e soggetti IRPEF, può essere fruito anche da soggetti IRES nel caso di interventi su parti condominiali. Sono inoltre potenziali fruitori del super Sismabonus gli edifici di proprietà o in gestione degli ex IACP, o di enti aventi analoga funzione. La spesa agevolata è sempre pari a 96.000 €, “all inclusive”, calcolata per ogni unità immobiliare facente parte dell’immobile interessato dall’intervento.

Per approfondire ecco la nostra tabella che riprende la lista dei singoli interventi di EcoBonus e SismaBonus all’interno Superbonus ammessi.


sismabonus e superbonus: le diverse possibilità


Il Sismabonus oggi: varie possibilità

Gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico

In linea generale gli interventi di “adeguamento sismico”, “miglioramento sismico” o “locali” vengono realizzati rispettivamente secondo queste modalità:

  1. demolizione e ricostruzione totale;
  2. interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati dalla norma;
  3. interventi di riparazione o locali: interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti, come, ad esempio, migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati.

Intonaco armato CRM: cos’è, normativa e controlli

Con la sigla CRM (Composite Reinforced Mortar) si intende la tecnica della malta rinforzata con materiale composito, tecnica riconducibile a quella del tradizionale intonaco armato su murature esistenti, che prevede l’utilizzo di un’armatura di rinforzo costituita da reti ed angolari preformati in fibre di vetro (GFRP) o carbonio (CFRP) annegati in una malta strutturale a base di calce o cementizia.

La tecnica CRM consente di ottenere un rinforzo omogeneo e diffuso di murature esistenti di diversa tipologia e caratteristiche, fornendo miglioramenti consistenti in termini di performance meccaniche sul piano e fuori piano, garantendo duttilità della struttura, durabilità e compatibilità anche con murature storiche.

Per saperne di più


Il Sismabonus standard

  • Sismabonus: le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003). Per le spese di miglioramento della sicurezza antisismica degli edifici spetta una detrazione del 50%. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. NB – si ha diritto al Sismabonus anche in caso di abbattimento e successiva ricostruzione di un immobile purché ricostruito con la medesima volumetria mdell’edificio precedente. La ricostruzione (dopo demolizione) senza aumento di volumetria deve risultare nel titolo amministrativo (permesso di costruire e SCIA) che autorizza i lavori, che deve indicare che si tratta di lavori di ‘conservazione del patrimonio edilizio’ e non di nuova costruzione: di fatto, quindi, le asseverazioni dei professionisti tecnici a corredo devono essere allegate, “conformemente alle disposizioni regionali”, alla Scia o alla richiesta del permesso di costruire. Si ha diritto al bonus anche in caso di ricostruzione con sagoma diversa e anche se è avvenuta con tenue dislocamento in confronto al sedime originario;
  • sconto in fattura/cessione del credito: a partire dal 1 luglio 2020 sia per l’Ecobonus che per il Sismabonus è prevista la possibilità di optare, invece che per la detrazione, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi (sconto in fattura), ovvero per la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione.

Demolizione e ricostruzione nel Sismabonus classico

In tema di “demolizione e ricostruzione”, è bene sottolineare che ci sono le premialità sulla cubatura differenziate da zona a zona: per esempio, il Piano Casa dà un premio di cubatura fino al 30%, che in Calabria diventa fino al 35%, per l’abbattimento e la ricostruzione a norma antisismica e di risparmio energetico degli edifici. Premio non applicabile in alcune zone del Paese come la zona rossa dell’area Vesuviana.

Altro aspetto molto critico che frena certi interventi è l’obbligo nella ricostruzione di mantenere la sagoma di quello abbattuto, il che può impedire un efficiente utilizzo del volume a disposizione e, come capita spesso, un miglioramento funzionale.

Le classi di rischio sismico

Per la valutazione della classe di rischio sismico, anche se non più legato all’importo del beneficio, valgono Le “Linee guida per l’attribuzione della classe di rischio sismico delle costruzioni” (decreto n.58 del 28/02/2017 del M.I.T. e s.m.i.- che introduce la classificazione del rischio sismico per le costruzioni basata su 8 Classi di Rischio. Per valutare la classe, che vale per l’intero edificio e si applica a tutte le sue Unità Iimmobiliari (U.I.), sono stati introdotti due metodi di calcolo che si basano sulla determinazioni di grandezza (PAM- Perdita Annuale Media attesa) e IS-V (Indice di Sicurezza).


sismabonus e superbonus: la normativa

Il Superbonus 110% del Decreto Rilancio (con le date)

Scadenze Superbonus 110: la tabella aggiornata

Il cd. “Superbonus” 110% è una detrazione istituita dall’art.119 del decreto-legge 34/2020 (cd. Decreto Rilancioche può essere utilizzato per lavori svolti a partire dal 1° luglio 2020:

  • in edifici unifamiliari e funzionalmente indipendenti fino al 30 giugno 2022;
  • in edifici plurifamiliari/condomini fino al 30 dicembre 2022;
  • in edifici dalle 2 alle 4 unità immobiliari di proprietà di un unico soggetto e nei condomìni fino al 30 giugno 2022 (31 dicembre per i condomini che alla data del 30 giugno 2022 abbiano effettuato lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo).

Se gli interventi con tale percentuale di ultimazione sono stati eseguiti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp), il Superbonus vale per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 se al 30 giugno 2023 si è raggiunto almeno il 60% dei lavori, altrimenti 30 giugno 2023.

Il Superbonus “sismico” o Sismabonus 110% vale indistintamente per tutti gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico indicati nell’art.16 da comma 1-bis a comma 1-septies del DL 63/2013NON importa se questo miglioramento comporti il passaggio a una classe, due o tre di rischio inferiore. La ‘cosa’ è davvero importante, visto che il Sismabonus classico differenzia non poco le percentuali di detrazione a seconda, appunto, degli ‘step’ di miglioramento sismico.

La detrazione, come dettagliato anche nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, si applica per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per:

  • adozione di misure antisismiche su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona sismica 1 e 2) con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari (attualmente agevolati al 50%);
  • interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una (attualmente agevolati al 70% su case singole e al 75% nei condomìni) o due classi (attualmente agevolati al 80% su case singole e al 85% nei condomìni) di rischio inferiori e nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 anche mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento. NB – Il SuperSismabonus 110%, nell’arco temporale ex lege, è fruibile anche per interventi di riduzione del rischio sismico che non determinano alcun passaggio di classe.

Sono coperti dall’incentivo tutti i lavori già previsti per il sismabonus, con l’aggiunta di due tipologie importanti: il fotovoltaico e l’acquisto di accumulatori e colonnine ricarica per auto elettriche.

NB – le agevolazioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4.

 

Chi può utilizzare il Superbonus

Isuperbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica si applica agli interventi effettuati:

  • dai condomìni, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022;
  • dalle persone fisiche, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 (ma con realizzazione di almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022) per gli interventi sulle parti comuni degli edifici effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche, al di fuori di un’attività di impresa, con riferimento agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà.
  • per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023 dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonche’ dagli enti aventi le stesse finalita’ sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di societa’ che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • dalle cooperative di abitazione a proprieta’ indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

NB – Le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, per gli interventi realizzati su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

 

I prezzi di riferimento

Benché il legislatore abbia richiesto di attestare la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati per la riqualificazione strutturale dell’edificio (art. 119 comma 13 DL 34/2020), per i lavori volti al miglioramento della sicurezza strutturale non sono stati forniti dei riferimenti da cui attingere i prezzi congrui. E questo avviene differentemente dall’Ecobonus, dove sono indicati come prezziari di riferimento i prezziari regionali territorialmente competenti ed il prezziario DEI. Proprio partendo da tale indicazione, per analogia iuris, ed in assenza di indicazioni più precise, si potrebbe pensare di usare questi stessi riferimenti come strumento per la definizione dei valori congrui di spesa.

Le asseverazioni (Decreto Asseverazioni)

Il DM Asseverazioni stabilisce che è obbligatorio asseverare gli interventi di riduzione del rischio sismico, ovverosia uno degli adempimenti necessari ai fini della fruizione delle detrazioni fiscali – compreso il Superbonus 110% – previste per gli interventi di riduzione del rischio sismico.

Si tratta dell’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati. E’ stata ‘istituita’ dall’art.16 comma 1-quater del DL 63/2013 e definita nelle sue specifiche, dapprima, dal DM 58 del 28 febbraio 2017, cd. linee guida per la classificazione del rischio sismico in ottica Sismabonus. Dentro questo provvedimento del MIT c’erano due allegati:

  • l’allegato A con le Linee guida classificazione rischio sismico costruzioni;
  • l’allegato B contenente il modello di asseverazione del progettista.

Per saperne di più leggi gli articoli:


sismabonus e superbonus: applicabilità per la demolizione sostituzione

Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione

Il Decreto Rilancio ha esteso il Superbonus alle ricostruzioni che il DL Semplificazioni sta rendendo più libere: è possibile la fruizione del superbonus 110%, e di tutti i bonus casa, anche alle ricostruzioni con aumento di volumetria.

Grazie alle modifiche – già ampiamente approfondite – introdotte dal DL Semplificazioni al dpr 380/2001, si allarga la nozione di demolizione e ricostruzione ricompresa nella categoria della ‘ristrutturazione’, comprendendo anche edifici ricostruiti “con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche” e con “incrementi di volumetria”.

Semplificando: mentre prima la ricostruzione con aumento di volumetria era considerata ‘nuova costruzione’ e quindi non agevolata dai bonus fiscali sul recupero edilizio, con le modifiche introdotte dovrebbe essere possibile fruire delle agevolazioni fiscali anche per gli ampliamenti.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione: le novità del DL Rilancio

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, nella risposta 455/2020 del 7 ottobre ha precisato che è possibile fruire del Superbonus per interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio a prescindere dalla condizione che lo stesso venga adibito ad abitazione principale.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110%: ok anche per demolizione e ricostruzione di una seconda abitazione non principale


 Conformità dei titoli abitativi

Il superBonus del Decreto Rilancio esigono una conformità urbanistica. Per questo motivo oltre a dimostrare i risultati energetici e strutturali che si intendono raggiungere, è necessario una verifica di conformità edilizia ed urbanistica per le parti comuni degli immobili oggetti degli interventi che godono del 110%.

Per la fruizione del Superbonus 110%, quindi, l’abuso edilizio non è mai tollerato, la discordanza a volte sì: lo ha precisato il MEF, in una delle sue FAQ, che è ammessa una limitata tolleranza del 2% superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.

NOVITA’ DAL DL SEMPLIFICAZIONI BIS (legge 108/2021 di conversione del DL 77/2021): le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata. Nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli da parte delle autorità competenti siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, la decadenza dal beneficio si applica limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione.

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì

Il Superbonus con la CILA (DL Semplificazioni 2021)

In virtù delle modifiche effettuate dalla legge 108/2021, di conversione del DL Semplificazioni Bis (77/2021):

  1. il cappotto termico e il cordolo antisismico non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza, in deroga alle norme sulle distanze minime;
  2. le «violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle funzioni di controllo» non comportano «la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione riscontrata»;
  3. qualora l’immobile sia stato venduto e sia sottoposto agli interventi del 110%, viene allungato da 18 a 30 mesi il termine per fissare la residenza nel nuovo immobile acquistato senza perdere i benefici fiscali legati all’acquisto;
  4. vanno considerati manutenzione straordinaria ed eseguiti mediante Cila (modello Superbonus) anche gli interventi che riguardino «le parti strutturali degli edifici o i prospetti»;
  5. per gli interventi di edilizia libera del dpr 380/2001, non sarà necessario presentare la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) modello Superbonus (quindi con indicato il numero del titolo edilizio originario dell’immobile) ma basterà una Cila con la semplice descrizione dell’intervento. Su quest’ultimo punto la norma approvata precisa inoltre che «in caso di varianti in corso d’opera queste sono comunicate a fine lavori e costituiscono integrazione della Cila presentata» e che «non è richiesta la Scia (segnalazione certificata di inizio attività)».

Per saperne di più leggi gli approfondimenti:

Per saperne di più leggi l’approfondimento: Superbonus 110% e irregolarità urbanistiche: l’abuso non è tollerato, la discordanza a volte sì 


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Applicazione SUPERSISMABONUS

Riepilogando:

  • condomìni e gli edifici unifamiliari hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili composti da 2 a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto  hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica;
  • gli immobili non residenziali (cd. beni merce o magazzini), a patto che si abbia un titolo amministrativo da cui risulti chiaramente che i lavori porteranno anche un cambio di destinazione d’uso in abitativo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: ok anche per immobili non residenziali ma con cambio di destinazione d’uso. Ecco come fare
  • la detrazione non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici). 

Attenzione – In una recente risposta pubblicata nella sezione “La Posta di Fisco Oggi”, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che esiste un preciso limite al numero degli immobili per i quali è possibile richiedere il Superbonus 110% da parte dello stesso proprietario, ma la regola ha delle eccezioni. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110%: su quante unità immobiliari si può ottenere? Differenze per Ecobonus, Sismabonus e condomini

Attenzione – Nella risposta 542/2020 del 4 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento sulla questione dell’individuazione dell’accesso autonomo dall’esterno per le unità immobiliari nell’ambito di edifici plurifamiliari, precisando che per la fruizione del Superbonus, l’accesso si considera autonomo anche se avviene tramite strada privata e/o in multiproprietà o attraverso un terreno di utilizzo comune ma non esclusivo. Per saperne di più leggi l’articolo: Superbonus 110% in condominio: ok anche con l’accesso in comune! Le ultime novità

Queste le possibilità per usufruire del bonus:

  • utilizzo per sé del credito d’imposta e quindi, per esempio, se ha fatto lavori per 20mila euro disporrà di un credito di 22mila euro e potrà pagare per 5 anni 4.400 euro di tasse in meno.
  • trasferimento del credito (cessione) alla ditta che ha eseguito i lavori, che lo userà a sua volta per incassarlo subito trasferendolo a un’impresa più grande o a una banca, oppure lo terrà per sé per pagare meno tasse. Se, invece, l’impresa non volesse accettare il credito corrispondente, il privato potrà girarlo ad una banca.

I professionisti sono chiamati a rilasciare le attestazioni e obbligati a stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civilecon massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni: il fine ultimo è quello di garantire ai propri clienti (e al bilancio dello Stato) il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. 


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Acquisto case antisismiche

Con il cosiddetto “Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche” o Sismabonus Acquisti (art.16 comma 1-septies del DL 63/2013) è stat prevista l’estensione dell’agevolazione SuperSismabonus per gli acquisti di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, 2, e 3 (quest’ultime due zone a seguito della disposizione introdotta dal DL n.34/2019, convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58) cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica, ove consentita dalle norme urbanistiche.

L’articolo 16, comma 1-septies del DL 632013 sopracitato, inserito nel contesto delle disposizioni normative che disciplinano il c.d. “Sismabonus” (commi da 1-bis a 1-sexies del medesimo articolo 16), si riferisce espressamente agli interventi di cui al comma 1-quater che, a sua volta, richiama gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’ articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del TUIR, eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi fabbricati – anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, nei limiti consentiti dalle disposizioni normative urbanistiche – e che determinino il passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico.

Per beneficiare dell’agevolazione in commento, gli immobili ricostruiti devono essere alienati dalle stesse imprese di costruzione entro il termine di 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, come previsto dalla citata norma agevolativa.

Quindi gli acquirenti delle unità immobiliari, risultanti dagli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio realizzati con aumento volumetrico conformemente alla normativa urbanistica vigente, sono ammessi al beneficio.

NB – Anche alle spese sostenute, dopo il 1° luglio 2020, dagli acquirenti persone fisiche delle cd. case antisismiche, vale a dire delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita (comma 1-septies), si applica l’aliquota maggiorata del cd. Superbonus.

Segnaliamo, inoltre, che:

  1. la disposizione normativa di cui all’art.16, comma 1-septies del DL 63 del 2013, prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati dall’impresa di costruzione “mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente“. La disposizione, pertanto, si applica anche nell’ipotesi in cui la demolizione e ricostruzione dell’edificio abbia determinato un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione (cfr. circolare n. 19/E dell’8 luglio 2020);
  2. nel caso di acquisto, unitamente all’immobile abitativo, anche delle pertinenze, l’articolo 16-bis del TUIR costituisce il quadro normativo di riferimento delle disposizioni contenute nel citato articolo 16 del DL 63 del 2013, non essendo gli interventi di riduzione del rischio sismico ivi indicati, una nuova categoria di opere agevolabili. Pertanto, i chiarimenti di prassi resi in materia di interventi di recupero del patrimonio edilizio devono ritenersi validi anche con riguardo agli interventi ammessi al cd. Sismabonus. Ne deriva che anche la detrazione di cui al citato comma 1-septies dell’articolo 16 del DL 63 del 2013, deve essere calcolata, nel limite massimo di spesa di euro 96.000, sul prezzo risultante dall’atto di compravendita, unitariamente considerato, riferito all’immobile principale e alla pertinenza, anche se accatastati separatamente;

Attenzione – nella risposta 191/2021, oltre a fornire svariate precisazioni in merito, si evidenzia che l’agevolazione per il singolo acquirente non è condizionata necessariamente alla ultimazione dei lavori riguardanti tutti i fabbricati quanto al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa antisismica come risultanti delle previste attestazioni professionali. Al riguardo, si rammenta che affinché l’acquirente dell’unità immobiliare possa beneficiare del Sismabonus Acquisti, è necessario che l’atto di acquisto relativo all’immobile oggetto dei lavori sia stipulato entro i termini di vigenza dell’agevolazione. Per saperne di più leggi l’articolo: Demo-ricostruzione, ristrutturazione, Sismabonus e Supersismabonus Acquisti: requisiti, tetti di spesa, cumulo


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La cessione del credito

L’art.121 del DL Rilancio non prevede nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del “bonus facciate”. Possibilità anche modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo.

Rimandando all’approfondimento dedicato per tutti i dettagli, elenchiamo le novità in pillole della cessione del credito per il Superbonus 110%, anche in funzione dei chiarimenti – costanti – dell’Agenzia delle Entrate in merito:

  • il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all’atto della cessione ad altri soggetti;
  • introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori;
  • precisati gli interventi per cui spetta l’agevolazione nel caso di restauro delle facciate;
  • nel caso di trasformazione in crediti di imposta, non si applica il divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro;
  • per l’esercizio dell’opzione è possibile avvalersi dei soggetti che possono presentare le dichiarazioni in via telematica;
  • è possibile cedere del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese, sostenute nel 2020, relative agli interventi di riqualificazione energetica (cioè Ecobonus, anche maggiorato dal Superbonus, ma vale anche per Sismabonus e Bonus Facciate) da parte del professionista forfetario al proprio genitore, che ha finanziato i lavori di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi. Per saperne di più, leggi l’articolo: Ecobonus: ok alla cessione del credito tra professionista forfettario e genitore
  • un cittadino frontaliero che paga le tasse esclusivamente in Svizzera, dove svolge la sua attività lavorativa a 20 chilometri dal confine e che in Italia è comproprietario al 50% con la moglie della casa in cui vive, potrà accedere al Superbonus 110% tramite lo sconto in fattura o la cessione del credito essendo titolare di reddito fondiario. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura ok per il frontaliero con reddito fondiario
  • è possibile, per un cittadino iscritto all’Aire, fiscalmente residente all’estero, accedere al Superbonus 110% per i lavori condominiali effettuati sull’immobile che detiene in Italia, ma solamente tramite l’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura. Per saperne di più, leggi l’articolo: Superbonus 110%: non conta la residenza, chi vive all’estero può cedere il credito o farsi scontare la fattura
  • il libero professionista a regime forfetario, incapiente e, quindi, senza possibilità di applicare detrazioni fiscali, può cedere alla banca il credito d’imposta corrispondente al Superbonus 110% spettante per la ristrutturazione di un immobile situato in una zona sismica interessata dall’agevolazione. Per saperne di più, leggi l’articolo: Cessione credito Superbonus 110%: le regole per il professionista forfetario incapiente


NEWS 12/11/2021 – L’Agenzia delle Entrate, in virtù delle disposizioni contenute nell’articolo 1, comma 1, lettera b), del DL 157/2021 (Antifrodi), che, introducendo il comma 1-ter all’articolo 121 del DL 34/2020 (Rilancio), estende a tutti i bonus edilizi, non più soltanto alla detrazione del 110%, l’obbligo di richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, in caso di opzione per la cessione o per lo sconto, ha reso disponibile in data 12/11/2021 il nuovo modello per la comunicazione delle opzioni (cessione e sconto in fattura), relative alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.

Contestualmente, l’AdE ha anche aggiornato le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

La comunicazione avviene, entro il 16 marzo di ogni anno successivo al periodo di riferimento, utilizzando la procedura telematica disponibile nell’area riservata Entratel/Fisconline. Dopo l’autenticazione, è possibile accedere alla procedura seguendo il percorso: “La mia scrivania / Servizi per / Comunicare e poi selezionando “Comunicazione opzione cessione/sconto – ecobonus e sismabonus (singole unità immobiliari)“.


Ecobonus, Sismabonus: la cessione del credito legato alle detrazioni fiscali (ingenio-web.it)

 il meccanismo delle detrazioni prevede che si recuperi sotto forma di riduzione dell’imposta da pagare negli anni a venire una quota parte di spesa sostenuta per effettuare interventi di riqualificazione di edifici esistenti.

Questo presuppone almeno 3 fatti:

  1. che il soggetto abbia i soldi per sostenere la spesa, o che sia meritorio di credito da parte di un soggetto finanziatore (leggasi banca);
  2. che il soggetto abbia una capienza fiscale (ovvero, imposte da pagare) sufficienti ad assorbire la detrazione generata dalla spesa sostenuta.  Questo aspetto deve essere vero per l’intera durata della detrazione, implicando quindi un reddito annuo certo, abbastanza costante e “importante”: se infatti la detrazione supera l’ammontare delle imposte da pagare, non si genera un credito ma, semplicemente, si perde parte del beneficio fiscale maturato;
  3. che il soggetto abbia una aspettativa di vita sufficiente per godere sino in fondo delle detrazioni (ovvero, sia sufficientemente giovane per fruire di un beneficio fiscale che dura dai 5 ai 10 anni).

Rincari dei materiali da costruzione, come richiedere le compensazioni

Dal MIMS le modalità operative per calcolare gli importi degli aumenti da richiedere entro il 9 dicembre

26/11/2021 – Per i materiali da costruzione per i quali il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) ha rilevato aumenti superiori all’8%, le imprese riceveranno una compensazione calcolata sul prezzo medio indicato nel DM 11 novembre 2021 pubblicato qualche giorni fa.

Le istruzioni operative sono state rese note con la Circolare del 25 novembre 2021 del MIMS.

Gli appaltatori devono presentare alla stazione appaltante l’istanza di compensazione entro il 9 dicembre 2021 (15 giorni dal 23 novembre 2021, data di pubblicazione del DM 11 novembre 2021). L’istanza dovrà indicare i materiali da costruzione per i quali il DM ha rilevato variazioni dei prezzi, utilizzati nell’esecuzione dell’appalto.

Spetta al direttore dei lavori il compito di accertare le quantità di ciascun materiale da costruzione, cui applicare la variazione di prezzo, e di determinare l’ammontare della compensazione.

In particolare, in relazione alle lavorazioni effettuate nel primo semestre del 2021 e presenti in contabilità, il direttore dei lavori, sulla base delle previsioni progettuali:
– per le opere contabilizzate a misura, individua la quantità delle lavorazioni contabilizzate che contengono il singolo materiale da costruzione;
– per le opere contabilizzate a corpo, individua le percentuali di avanzamento delle lavorazioni che contengono il singolo materiale da costruzione.

Qualora un singolo materiale sia ricompreso in una lavorazione più ampia, il direttore dei lavori provvede a ricostruirne l’incidenza quantitativa sulla base dell’analisi della documentazione progettuale e degli elaborati grafici allegati alla contabilità, oppure, in mancanza, sulla base di analisi desunte dai prezziari. La compensazione non è soggetta al ribasso d’asta ed è al netto delle eventuali compensazioni precedentemente accordate.

Il direttore dei lavori calcola la maggiore onerosità subita dall’appaltatore, effettua i conteggi relativi alle compensazioni e li presenta alla stazione appaltante.

Il responsabile del procedimento o il dirigente preposto convaliderà tali conteggi, verificherà la disponibilità di somme nel quadro economico del singolo intervento, nonché, ove occorra, richiederà alla stazione appaltante l’utilizzo di ulteriori somme disponibili o che diverranno tali, ed effettuerà il pagamento.

La Circolare contiene, infine, alcuni esempi applicativi di calcolo della compensazione.


Gli aumenti dei costi dei materiali e le compensazioni del Governo

La rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre del 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi, è stata decisa con il Decreto Sostegni bis, a seguito dell’eccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione e delle conseguenze negative per gli operatori economici e per le stazioni appaltanti.

Per far fronte alla situazione, il Governo ha istituito un Fondo da 100 milioni di euro, così ripartito: 34 milioni di euro alle piccole imprese, 33 milioni di euro alle medie imprese e 33 milioni di euro alle grandi imprese.

Le variazioni percentuali rilevate dal MIMS sono state messe nero su bianco con il Decreto 11 novembre 2021.

La Circolare di ieri spiega che la compensazione è determinata applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021 le variazioni in aumento o in diminuzione dei relativi prezzi rilevate dal DM 11 novembre 2021 con riferimento alla data dell’offertaeccedenti l’8% se riferite esclusivamente all’anno 2021 ed eccedenti il 10% complessivo se riferite a più anni.

Per i contratti sottoposti al regime del Codice dei contratti (Dlgs 50/2016), le compensazioni sono determinate al netto delle compensazioni eventualmente già riconosciute o liquidate in relazione al primo semestre dell’anno 2021, ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera a), del Codice.

DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Prime risposte del 22/11/2021.

L’Agenzia delle Entrate, in data 22/11/2021, ha aggiornato le FAQ in materia di “Bonus Edilizia” presenti sul proprio sito istituzionale integrandole con alcune risposte che interessano le novità introdotte dal c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021.

Si tratta di risposte importanti in quanto affrontano alcune questioni legate all’entrata in vigore delle nuove regole che hanno introdotto stringenti obblighi per coloro che intendono fruire di tutti i “Bonus Edilizia”, allorquando optano per la “cessione del credito” o lo “sconto in fattura”, e di cui Vi abbiamo dato ampia comunicazione sia per quanto attiene all’entrata in vigore della norma con l’articolo denominato  DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Contrasto alle frodi in relazione alla “Detrazione 110%”, “Cessione del credito” e “Sconto in fattura” sia per quanto atteneva ai dubbi sorti in fase d’interpretazione con l’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! .

Di seguito analizziamo le prime risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito in data 22/11/2021.

Decorrenza delle nuove norme.

Come accennato, nell’articolo DECRETO CONTROLLI ANTIFRODE. Urgono chiarimenti! uno dei maggiori dubbi sollevati all’indomani della pubblicazione del decreto ha riguardato la sua decorrenza.

Su questo importante aspetto interviene una delle nuove FAQ dell’Agenzia delle Entrate secondo la quale, l’obbligo di apporre:

  • il visto di conformità
  • l’asseverazione di congruità delle spese;

non ricorre nel caso in cui, trattandosi dei Bonus Edilizia di seguito elencati:

  1. recupero patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), TUIR;
  2. efficienza energetica di cui all’art. 14, DL n. 63/2013;
  3. adozione misure antisismiche di cui all’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, DL n. 63/2013;
  4. recupero / restauro facciate di cui all’art. 1, comma 219 e 220, Legge n. 160/2019;
  5. installazione impianti fotovoltaici di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h), TUIR;
  6. installazione colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’art. 16-ter, DL n. 63/2013.

diversi dal SuperBonus 110%, per i quali si è scelto lo “sconto in fattura”, il contribuente, alla data del 11/11/2021, e quindi prima dell’entrata in vigore del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021 abbia già ricevuto la fattura e l’abbia saldata per la parte non scontata rimasta a suo carico. Dunque l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il mancato invio della comunicazione  per l’esercizio dell’opzione entro la data del 11/11/2021 non comporta l’applicazione della nuova norma, in presenza di opzione per lo “sconto in fattura”.

Alla stessa conclusione si giunge nel caso in cui, in data antecedente il 12/11/2021 è stata esercitata l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di accordi tra cedente e cessionario.

A tale proposito, si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha già:

  • pubblicato la nuova modulistica;
  • le relative specifiche tecniche;
  • aggiornato il canale telematico;
  • e si é impegnata a rivedere, in brevissimo termine, il software di trasmissione, per adattarlo ai casi sopra descritti.

Inoltre, nelle FAQ si precisa anche che le comunicazioni delle opzioni inviate entro il 11/11/2021, relative alle detrazioni diverse dal Superbonus 110%, per le quali l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento, non sono soggette alla nuova disciplina e, dunque, non sono richiesti l’apposizione del visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese.

I relativi crediti possono essere accettati, ed eventualmente ulteriormente ceduti, senza richiedere il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese, anche dopo la data del 11/11/2021, fatta salva la possibilità, da parte dell’Agenzia delle Entratedi attuare la procedura di controllo preventivo e sospensione come previsto dalle nuove regole del decreto Controlli.

Contenuto delle asseverazioni e del visto di conformità.

In sintesi, il dubbio su questo aspetto riguarda il contenuto dell’asseverazione prevista per gli interventi oggetto dei bonus diversi dal Superbonus 110%, e cioè se tale asseverazione debba attestare i requisiti tecnici dell’intervento e l’effettiva realizzazione, come previsto per il Superbonus110%, o solo la congruità delle spese.

Per l’Agenzia delle Entrate non ci sono dubbi: la norma prevede espressamente che i tecnici abilitati “asseverano la congruità delle spese sostenute” (art. 121, comma 1-ter, lett. b) D.L. n. 34/2020), per cui la nuova attestazione richiesta, al netto di eventuali altri adempimenti previsti dalle norme che regolano ogni agevolazione (ad esempio, quelli per le spese sul risparmio energetico), si riferisce alla congruità delle spese e non anche ai requisiti tecnici e l’effettiva realizzazione.

Inoltre in tema di asseverazioni, in una FAQ si legge che, in attesa della pubblicazione del nuovo decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica, la congruità delle spese richiesta dalla nuova normativa è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi. In questo modo si è superato il vincolo temporale di attesa del decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica che era vincolato alla conversione in Legge del del c.d. “Decreto Controlli Antifrodi” DL n. 157/2021

Infine, per quanto riguarda il visto di conformità, nelle FAQ si precisa che il visto va richiesto solo per i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. A meno che la dichiarazione non necessiti di un visto “generale”, come ad esempio, nel caso di compensazione di crediti superiori a 5.000 euro, ed in tal caso, il visto interessa l’intera dichiarazione dei redditi e non solo la documentazione relativa al Bonus Edilizia.

Decreto caro materiali, fuori dal fondo compensazione il legno strutturale

FederlegnoArredo e Assolegno chiedono un incontro urgente al MIMS

pprendiamo con grande disappunto che il ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturale, i cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla. Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”. Lo dichiarano Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, e Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno.

“Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio il materiale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità. Ignorate anche – sottolinea FederlegnoArredo – tante altre voci che si sono sollevate in questi giorni nella medesima direzione, a partire da UNCEM e dall’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha rimarcato l’esigenza di modifiche sostanziali a quanto proposto, dati scientifici alla mano”.

Leggi anche: “Decreto caro materiali, duro il commento di Assistal: lista carente e percentuali che non corrispondono alla realtà

Caro materiali, pubblicati gli aumenti dei costi dei materiali da costruzione

Sulla base delle variazioni rilevate dal MIMS, le imprese potranno chiedere entro il 9 dicembre 2021 la compensazione per i maggiori costi sostenuti. FederlegnoArredo e Assistal contro il decreto

24/11/2021 – È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il DM 11 novembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) con gli aumenti dei prezzi dei principali materiali da costruzione registrato nel primo semestre del 2021.

Le variazioni, calcolate rispetto alla media dei prezzi del 2020 e riportate nella tabella allegata al DM, sono state approvate a maggioranza dalla ‘Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione’ composta da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

Sulla base del decreto, gli operatori economici titolari di contratti pubblici potranno chiedere alle stazioni appaltanti la compensazione per i maggiori costi sostenuti a seguito degli aumenti, indicando la quantità dei materiali impiegati.

Domande di compensazione entro il 9 dicembre 2021

Le stazioni appaltanti dovranno provvedere al pagamento dei relativi oneri e, qualora dovessero dichiarare di non disporre delle risorse sufficienti, potranno usufruire dell’apposito Fondo da 100 milioni di euro costituito presso il MIMS.

​Le imprese hanno tempo fino al 9 dicembre 2021 (15 giorni a partire dalla data di pubblicazione del DM) per richiedere le compensazioni, come previsto dal decreto Sostegni-bis che ha istituito il Fondo.

La maggiore variazione di prezzo – sottolinea il MIMS – riguarda l’acciaio, con un aumento che supera il 40%. Per alcuni materiali, come le lamiere in acciaio di qualsiasi spessore lisce, piane e striate e per i nastri in acciaio per manufatti o barriere stradali, l’aumento arriva rispettivamente al 59,37% e al 76,43%. In forte aumento anche il costo del legno e del rame.

 
FederlegnoArredo: ‘
a rischio aziende e bioedilizia’

“Apprendiamo con grande disappunto che il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturalei cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250% e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla.

Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura, e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”.

Lo dichiarano il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin e il presidente di Assolegno, Angelo Luigi Marchetti.

Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio ilmateriale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità”.

Assistal: ‘imprese lasciate sole dal Governo’

“Il Ministero non ha saputo o, peggio, voluto ascoltare le imprese e il risultato è stato una misura completamente inutile per la salvaguardia del settore delle costruzioni”. Lo ha affermato Angelo Carlini, Presidente di Assistal.

“In primo luogo, contestiamo il documento prodotto dalla Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione nella sostanza, perché le irricevibili affermazioni del Ministro Giovannini laddove dichiara di aver riconosciuto variazioni fino al 76%, sono perfettamente contraddette dal contenuto oggettivo del Decreto, che da un lato definisce una lista carente di moltissimi dei materiali di uso comune nel mercato della costruzione degli impianti e dei servizi energetici, e dall’altro, quei pochi individuati riportano percentuali non riscontrabili nella realtà.

Facciamo riferimento alle tubazioni in acciaio nero senza saldatura che per il MIMS hanno avuto un incremento del23%, mentre le nostre imprese ne hanno registrato il 73%. Stesso discorso per la tubazione in polietilene ad alta densità, 20% contro 47%, tubazione in PVC rigido 21% contro 65%, tubo in polipropilene corrugato per impianti elettrici, 21% contro 98%, fili di rame conduttori, 32% contro 55% e tubi di rame per impianti idrosanitari, 16% contro 55%”.

“Da questi dati, risulta evidente che se l’intento era quello di aiutare le imprese, si è scelta la strada sbagliata: il Governo non può ritenere di aver fatto tutto il possibile e nel frattempo, chiedere alle nostre imprese di essere la forza motrice per la realizzazione del PNRR. Ad oggi, le imprese non riescono a sostenere i contratti già conclusi e non partecipano alle nuove gare, di conseguenza non potrà esserci nessuna ripresa e nessuna attuazione del Piano; si profilano danni irreparabili per le imprese, per l’occupazione, per lo Stato italiano che non raggiunge gli obiettivi di ripartenza economica tanto decantati”.

“Vista la gravità della situazione – conclude Carlini -, se non riceveremo da parte del Governo e del Parlamento risposte concrete, tempestive e risolutive, siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa volta a tutelare le imprese ed i lavoratori; alzeremo i toni del confronto, daremo la massima pubblicità a questa insostenibile situazione, proprio perché è a rischio lo sviluppo di un settore strategico, della occupazione che genera e degli obiettivi di benessere sociale che dovrebbero ispirare in primis il Legislatore e il Governo”.

https://www.edilportale.com/news/2021/11/mercati/caro-materiali-pubblicati-gli-aumenti-dei-costi-dei-materiali-da-costruzione_85984_13.html

Superbonus 110 tra proroga, novità e scadenze: cos’è cambiato e le possibili sorprese

La legge di bilancio 2022 ha cambiato le carte in tavola.

Superbonus 110

Proroga superbonus 110

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

Decreto antifrode superbonus

Come funziona il superbonus 110

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Superbonus 110, novità in arrivo?

Superbonus 110: qualcosa è cambiato, ma altre possibili novità sono in arrivo. Non ci si annoia mai con il bonus 110, destinato a dare una spinta importante all’edilizia, ma finito nel fuoco incrociato di interessi diversi. Nato con il decreto rilancio e modificato dal decreto semplificazioni, il superbonus 110%, potrebbe ulteriormente cambiare in termini di scadenza e proroga, soprattutto per le unifamiliari ora vincolate a un tetto Isee, con le modifiche parlamentari alla legge di bilancio 2022. Senza contare le ultime novità per l’ecobonus 110 (e per gli altri bonus casa) introdotte dal decreto anti frode. 

Proroga superbonus 110

La novità più importante che riguarda il superbonus 110 è la proroga nella legge di bilancio 2022. Ma attenzione perché si tratta di una proroga differenziata:

  • Proroga al 2023 del superbonus 110 per i condomini e sugli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate anche se di proprietà di persone fisiche.
  • Proroga fino al 2025 per condomini ed edifci composti da due a quattro unità immobiliari ma con un’aliquota decrescente: pari al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
  • Per quanto riguarda gli immobili di proprietà delle cooperative, la scadenza del superbonus 110 viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% delle spese.

Quando scade il superbonus 110 per le case unifamilari

Un discorso a parte per la proroga del superbonus 110 per le unifamiliari e le villette

  • La scadenza del superbonus 110 viene prorogata al 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 settembre 2021 sia stata effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)
  • Proroga del superbonus 110 al 31 dicembre 2022 per gli edifici unifamiliari oggetto di lavoro di demolizione e ricostruzione, sempre e quando alla data del 30 settembre siano state avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo amministrativo
  • In mancanza delle suddette condizioni, il superbonus 110 viene prorogato al 31 dicembre 2022 solo per gli edifici unifamiliari adibiti ad abitazione principale di nuclei familiari con un Isee inferiore a 25mila euro.

Scadenza superbonus 110 fotovoltaico

Per quanto riguarda la scadenza delle detrazioni del superbonus 110 per l’installazione di un sistema solare fotovoltaico, questa viene fissata al 30 giugno 2022

Detrazione superbonus 110 in quanti anni

Per chi sceglie la detrazione del superbonus 110 nella dichiarazione dei redditi, la suddivisione della detrazione cambia a seconda dell’anno in cui vengono sostenute le spese.

  • Detrazione in cinque rate di pari importo: per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021.
  • Detrazione in quattro rate di pari importo: per le spese effettuate nel 2022.

Per le spese sostenute fa fede il principio di cassa, vuol dire che le spese si considerano sostenute nell’anno in cui sono state effettivamente pagate e non dipendono dalla data del bonifico. Diversa la situazione per i condomini, per cui l’importanza è la data del bonifico del condomino e non quella di versamento delle rate dei singoli condomini.

Superbonus sconto in fattura e cessione del credito

La legge di bilancio 2022 ha prorogato anche lo sconto in fattura e la cessione del credito per il superbonus 110 fino al 31 dicembre 2025. Per gli altri bonus casa la prororoga è fino al 31 dicembre 2024.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto un nuovo modello con relative istruzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura

Decreto antifrode superbonus

Una novità importante che riguarda il superbonus 110, ma anche gli altri bonus casa, è l’approvazione del decreto anti-frode, in vigore dal 12 novembre 2021. Scopo del decreto è frenare le frodi nell’ambito del superbonus 110 e degli altri bonus edilizi a cui è stata estesa la possibilità di usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Una delle norme più importanti prevede che l’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione dell’avvenuta cessione del credito, può sospendere per un periodo non superiore a trenta giorni l’efficacia della comunicazioni delle cessioni.

Come funziona il superbonus 110

Il superbonus 110 è una detrazione del 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Per ottenere la detrazione del 110%, i lavori devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche. Se questo salto di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta. 

Ad attestare il passaggio di classe è l’attestato di prestazione energetica (APE)  rilasciato da un tecnico abilitato che ha una validità temporale di 10 anni. 

Quali lavori rientrano nel bonus 110

Il superbonus 110 comprende i cosiddetti lavori trainati e trainanti. Con la risposta n 523 l’Agenzia dell’Entrate ha fornito chiarimenti sugli interventi che rientrano nelle due fattispecie.

Superbonus 110, novità in arrivo?

Il passaggio parlamentare della legge di bilancio 2022 è un momento cruciale per il superbonus 110. L’introduzione di una proroga limitata per le villette unifamiliari ha infatti riscontrato numerose critiche, all’interno dello stessa maggioranza, e potrebbe essere oggetto di revisione durante l’iter di approvazione della manovra finanziaria al Senato e alla Camera.

Come convertire la propria impresa edile in azienda sostenibile: le soluzioni

Esistono diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile. Ecco quali è possibile attuare fin da subito.

Negli ultimi anni sta assumendo sempre più importanza il tema della sostenibilità negli ambienti produttivi e lavorativi. Per troppo tempo le industrie hanno seguito standard di produzione che, ad oggi, non risultano più compatibili con ciò che richiede l’ambiente. L’inquinamento e il cambio climatico è la grande sfida che il mondo si sta trovando ad affrontare, e ogni impresa dovrà attrezzarsi per farsi trovare pronta alla transizione ecologica.

L’eco-compatibilità deve essere al centro dell’agenda di ogni imprenditore, specialmente nell’ambito edilizio, dove sarà sempre più importante favorire lo sviluppo di quella che potremmo chiamare “eco-edilizia”. Per fortuna, esistono già diverse soluzioni per convertire la propria azienda in un’impresa sostenibile: qui di seguito andremo ad analizzare alcune, tra cui il noleggio come soluzione sostenibile.

L’importanza dell’eco-sostenibilità nell’ambito produttivo dell’edilizia

Il settore edilizio e delle costruzioni rientrano nell’ambito delle attività produttive che prevedono la movimentazione non soltanto di grandi macchinari, i quali richiedono carburante per il funzionamento, ma anche di notevoli quantità di materiali, sia per costruire da zero nuovi edifici sia come “effetto collaterale” delle demolizioni. Per tale motivo, gli interventi di trasformazione della propria azienda nella direzione dell’eco-sostenibilità dovranno riguardare per forza di cose entrambi gli aspetti.

La scelta dei materiali: privilegiare quelli ecologici

Un buon punto di partenza è senz’altro la scelta di materiali ecologici, da impiegare nei propri cantieri, in grado di portare notevoli benefici non soltanto all’ambiente ma anche ai propri lavoratori. L’obiettivo è la creazione di un ambiente di lavoro sostenibile e che sia il più possibile rispettoso per l’ambiente.

A tal fine, suggeriamo la scelta di alcuni precisi materiali, come il metallo riciclato, il legno o il bambù, da impiegare nelle strutture che vengono dispiegate e utilizzate nel cantiere o nell’impresa. Questi materiali, oltre ad essere economici e ad avere un impatto ambientale minore, sono anche facili da riciclare e molto più sicuri per la salute dei lavoratori.

Presta attenzione ai materiali che prevedono sostanze chimiche

In un ambiente di lavoro nell’ambito dell’edilizia non vengono utilizzati soltanto materiali da costruzione diretta, come il cemento o l’acciaio, ma anche materiali che contengono sostanze chimiche. Basti pensare ad esempio ai solventi, oppure alle vernici, che andrebbero scelti con composizione eco-compatibile, risultando più sicuri per la salute degli operai e molto meno inquinanti per l’ambiente.

La costruzione di un nuovo edificio richiede quasi sempre l’implementazione di un sistema di isolamento. Anche in tal senso, al posto dei classici materiali che contengono sostanze chimiche è possibile scegliere materie eco-compatibili: il cotone riciclato o ricavato da indumenti scartati, la fibra di legno estratta da trucioli e la lana di pecora sono soltanto alcune delle soluzioni atossiche e non inquinanti, oltreché non dannose per chi dovrà abitare o risiedere per periodi prolungati in quell’edificio.

Il noleggio dei macchinari: una soluzione sostenibile e vantaggiosa

Una soluzione sostenibile e vantaggiosa, sia in termini ambientali sia economici è il noleggio, che vi consentirà non soltanto di risparmiare tempo e denaro per l’acquisto delle macchine da utilizzare, ma rappresenta anche una soluzione sostenibile sotto diversi punti di vista: non è necessario dedicare uno spazio allo stoccaggio del macchinario, vengono risparmiati i materiali di creazione di una nuova attrezzatura, ad esempio.

A tal proposito consigliamo easyNoleggio, soluzione ideale per qualsiasi impresa edile che voglia trasformare la propria attività nella direzione della sostenibilità ambientale. Tramite easyNoleggio avrete la possibilità di scegliere da un catalogo estremamente ricco di attrezzature di svariato tipo, che faranno senz’altro al caso vostro qualora foste impegnati nella costruzione di un nuovo edificio, o in un cantiere in generale, con la vostra azienda. 

easyNoleggio vi consentirà di gestire l’intera procedura di noleggio online, anche dal punto di vista del preventivo, e il team di supporto è sempre a disposizione del cliente per qualsiasi problema.

Prediligi i più recenti macchinari elettrici

 Su easy Noleggio inoltre potrete trovare macchinari elettrici di ultima generazione, pronti per essere noleggiati e impiegati nel vostro cantiere. Come alcuni di voi sapranno, le attrezzature elettriche propongono un notevole beneficio rispetto a quelle a diesel o benzina, specialmente sotto il punto di vista dei consumi, dell’inquinamento e del rumore emesso. La scelta di questo tipo di macchinari non può mancare nella procedura di transizione ecologica di qualsiasi attività che voglia intraprendere questa strada.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Nel ribadire la gravità della situazione, ASSISTAL parla di inevitabili rescissioni contrattuali legate alla tenuta finanziaria delle imprese.

Caro materiali: imprese e contratti a rischio

Caro materiali e tenuta finanziaria delle imprese di settore: un connubio infelice che rischia di mettere a rischio tutto il sistema produttivo, senza adeguate soluzioni al problema.

Caro materiali: per ASSISTAL tenuta finanziaria delle imprese è a rischio

Lo conferma Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL, l’Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management, aderente a Confindustria: “Tutto il sistema produttivo è in grave difficoltà ed ogni giorno in più senza misure adeguate, è un repentino avvicinamento verso una condizione di insostenibilità”.

In attesa del decreto di rilevazione dei prezzi dei materiali da costruzione relativo al 1° semestre 2021, riportiamo la tabella elaborata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) sui dati Meps, Prometeia e Siteb, in cui vengono evidenziati i rincari dei prezzi dei principali materiali da costruzione.

Materiale da costruzionePeriodoVariazione %
Ferro – acciaio tondo per cemento armato (prezzo base)Novembre 2020 – Luglio 2021+243,3%
Polietilene (HDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+100,9%
Polietilene (LDPE)Novembre 2020 – Giugno 2021+128,0%
PolipropileneNovembre 2020 – Giugno 2021+100,5%
PVCNovembre 2020 – Giugno 2021+73,8%
PolistireneNovembre 2020 – Giugno 2021+96,7%
RameNovembre 2020 – Giugno 2021+38,6%
PetrolioNovembre 2020 – Giugno 2021+67,5%
BitumeNovembre 2020 – Giugno 2021+25,2%
CementoNovembre 2020 – Gennaio 2021+10,0%
Legnami di conifere (or. Svezia)Novembre 2020 – Giugno 2021+76,1%
Gas naturaleNovembre 2020 – Giugno 2021+113,7%
Energia elettricaNovembre 2020 – Giugno 2021+73,9

Caro materiali: necessario rivedere i prezzi e fornire sostegni

I dati effettivamente sono preoccupanti. Il rischio, sempre più concreto, secondo Carlini, è che si assista ad un blocco dei cantieri, all’apertura di contenziosi e alla rescissione dei contratti per eccessiva onerosità, a causa di una situazione incontrollata che vede rincari fino al 60-70% ed è priva, quindi, di quell’equilibrio di mercato che è alla base dei negoziati. Il risultato? Condizioni difficili per lavorare, perché gli operatori si ritrovano a fronteggiare fattori esterni di grande portata e assolutamente indipendenti dalla propria volontà.

Sarebbe quindi necessario un intervento immediato, fornendo alle imprese sostegni finanziari adeguati per poter proseguire o avviare i lavori: il fondo da 100 milioni per la compensazione degli aumenti registrati nei primi sei mesi dell’anno su tutti i lavori pubblici è infatti al mercato dei lavori pubblici e non contempla nemmeno le opere del settore privato, anch’esso affanno.

Per questo motivo, ASSISTAL ha avanzato alcune proposte al Ministro Giovannini, a partire dall’art. 106 del Codice degli appalti per la revisione dei prezzi dei materiali, compresi i vettori energetici.

https://www.lavoripubblici.it/news/caro-materiali-imprese-contratti-rischio-27000