Una minicasa prefabbricata versatile e di design con tutte le comodità

minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

Se fino a poco tempo fa le ‘tiny house’ e le case prefabbricate erano viste con un certo sospetto, la tendenza sta cambiando. Le case prefabbricate sono oggi un’alternativa valida come qualsiasi altra, senza la necessità di rinunciare a nessun tipo di comfort o lusso. Eccone un esempio.

In ogni caso, è dimostrato che la funzionalità non è in contrasto con i piccoli spazi. Lo studio di architettura TRIAS, con sede a Sydney, ad esempio mira a portare mini-case di design a tutti i tipi di pubblico. “Come designer, sosteniamo meno ma meglio in tutto ciò che facciamo. Per noi, questo significa creare edifici progressivi e senza tempo”, affermano sul loro sito web.

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Clinton Weaver | FABPREFAB

In questo senso, una delle opere più interessanti è Minima, un modulo in legno di 20 mq. Realizzato in collaborazione con FABPREFAB, specialista in costruzioni modulari e prefabbricate, riunisce soluzioni intelligenti di spazio e stoccaggio. Anche se in origine era utilizzato solo per minicase, i professionisti hanno lavorato con diversi design per poter dare loro usi diversi, dalla casa all’ufficio. “Il design di Minima è semplice, elegante e funzionale, rendendolo un’aggiunta bella e senza tempo a qualsiasi giardino, cortile o proprietà di campagna.”

Nella configurazione Minima tutto è stato studiato nei minimi dettagli affinché non manchi nulla. Il progetto comprende una cucina, un bagno e spazi living e notte flessibili. L’interno è accessibile da due punti, con ampie porte da un lato e una porta di accesso più piccola dall’altro. La serie principale di porte è impilata fino in fondo, facendo sentire la stanza centrale generosamente collegata all’esterno.

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Clinton Weaver | FABPREFAB

Il modulo standard può essere configurato come mini-appartamento, contenente divano integrato, letto a scomparsa e tavolo, cucina e bagno, o semplificato come home office. Disposto come una casa compatta a forma di T, il doppio modulo si espande per includere un soggiorno separato, una sala da pranzo e una cucina, una camera da letto e un bagno.

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Clinton Weaver | FABPREFAB

Il legno prefabbricato a strati incrociati (CLT) è stato scelto come materiale da costruzione per i suoi vantaggi economici, strutturali e ambientali. CLT consente di accorciare i tempi di costruzione e ridurre gli sprechi; il processo di “laminazione incrociata” dei pannelli conferisce ad ogni elemento maggiore robustezza e integrità strutturale; e i produttori possono fare affidamento su boschi a crescita rapida.

“La sostenibilità è fondamentale per il nostro modo di lavorare. Non è uno slogan, ma una motivazione per essere più intelligenti, più ponderati e più intenzionali con ciò che costruiamo”, confermano da TRIAS. I pannelli CLT costruiscono le pareti, il pavimento e il soffitto di ogni struttura. All’interno, la finitura in legno naturale avvolge gli occupanti in un’atmosfera calda e invitante e tutte le vernici e i rivestimenti utilizzano composti organici a bassa volatilità (COV). In sostanza, Minima propone uno stile di vita a basso impatto senza compromettere la qualità.minicasa

Clinton Weaver | FABPREFAB

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https://www.idealista.it/news/immobiliare/costruzioni/2022/11/28/170619-una-minicasa-prefabbricata-versatile-e-di-design-con-tutte-le-comodita

Superbonus condomini, 24 ore ancora per il 110%: CILA-S entro il 25 novembre. I dettagli

Per il Superbonus nei condomini, venerdì 25 novembre 2022 è l’ultimo giorno utile per presentare al comune le pratiche inerenti la CILA-S e ‘prendere’ ancora l’agevolazione al 110%. Da sabato 26 novembre, si passa al 90% retroattivo

Matteo Peppucci

Ci sono ancora poco più di 24 ore per il Superbonus al 110% nei condomini, poi si scenderà al 90%.

O meglio: la scadenza (venerdì 25 novembre, prevista dal DL Aiuti-Quater) si riferisce alla presentazione della CILA Superbonus (CILA-S) per gli interventi effettuati nei condomini e negli edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità immobiliari.

Superbonus 110% condomini: chi si ‘salverà’?

L’articolo 9 comma 3 del DL 176/2022 precisa che le disposizioni di cui al comma 1, lettera a), numero 1), ovverosia quelle che ‘declassano’ al 90% il Superbonus per i condomini, non si applicano:

  • a) agli interventi per i quali, alla data del 25 novembre 2022, risulti effettuata, ai sensi dell’articolo 119, comma 13-ter, del DL 34/2020, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) e, in caso di interventi su edifici condominiali, all’ulteriore condizione che la delibera assembleare che abbia approvato l’esecuzione dei lavori risulti adottata in data antecedente al 25 novembre 2022;
  • b) agli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, per i quali alla medesima data del 25 novembre 2022, risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

E’ evidente e naturale – o almeno dovrebbe esserlo – che per gli interventi nei condomini ‘già avviati’ sia stata completata la pratica amministrativa di riferimento, cioè una CILA-S consegnata in comune, così come esisterà una delibera assembleare che, in precedenza, deve avere approvato l’esecuzione dei lavori.

Superbonus condomini: cosa succede dopo il 25 novembre?

Per i lavori avviati dopo tale data oppure per quelli avviati ma per i quali non sia stata presentata la CILA-S in tempo utile, il Superbonus scenderà al 90% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 e poi, come peraltro era stato già previsto dalla Legge di Bilancio 2022, subirà un decalage per le spese sostenute nel 2024 (70%) e nel 2025 (65%).

CILA Superbonus: cos’è?

Rimandando all’articolo di Margherita Dell’Atti per tutte le specifiche e per le differenze che intercorrono tra la CILA classica e quella in versione Superbonus, qui ricordiamo che, in virtù di quanto disposto dall’art.33 del DL 77/2021, che ha modificato l’art.119 comma 13-ter del DL Rilancio, la CILA-S deve attestare gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la “costruzione” dell’immobile oggetto dell’intervento o che ne ha consentito la legittimazione, cioè l’eventuale provvedimento di sanatoria; mentre per le costruzioni ultimate in data antecedente il 1 settembre 1967, è sufficiente l’attestazione di tale circostanza cronologica.

La CILA-S pertanto non deve ricostruire la situazione edilizia dell’unità immobiliare, non essendo necessario che contenga l’attestazione dello stato legittimo del medesimo immobile.

Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/superbonus-condomini-24-ore-ancora-per-il-110-cila-s-entro-il-25-novembre-i-dettagli/

SI PUÒ RICHIEDERE IL MUTUO PER UNA CASA PREFABBRICATA?

Fino a poco tempo fa le case prefabbricate erano considerate edilizia alternativa, mentre oggi il loro “status” è pienamente equiparato a quello degli immobili di edilizia tradizionale.

Di conseguenza, è possibile anche richiedere il mutuo per una casa prefabbricata e, anzi, per le loro caratteristiche di efficienza energetica e sostenibilità, sono spesso oggetto di agevolazioni e sconti fiscali. Vediamo allora quante e quali tipologie di mutuo e prestito esistono.

Il mutuo green per le case prefabbricate: di cosa si tratta?

Le biocase prefabbricate, immobili con elevate prestazioni energetiche, possono beneficiare del mutuo green: si tratta di una tipologia di prestito pensato per incoraggiare l’acquisto di abitazioni ad altissima efficienza energetica e basso impatto sull’ambiente. Affinchè la casa prefabbricata possa accedere a questo mutuo i requisiti sono:

  • classe energetica A o B;
  • in caso di ristrutturazione, l’intervento deve migliorare l’efficienza energetica di almeno il 30%, ottenendo in questo modo uno scatto di almeno due classi energetiche.

Chi sceglie questo tipo di mutuo per una casa ecologica può ottenere un finanziamento che copre fino al 100% del costo degli interventi e fino all’80% del costo dell’immobile.

Richiedere il mutuo SAL per una casa prefabbricata

Le case prefabbricate possono inoltre beneficiare del mutuo SAL (Stato Avanzamento Lavori), la cui particolarità è il vincolo tra mutuo SAL l’erogazione del prestito e l’avanzamento dei lavori.

Se, infatti, nel mutuo tradizionale l’importo totale viene erogato in un’unica soluzione in questo caso il mutuatario riceve somme dilazionate che consentono alla banca di correre meno rischi.

Si può usufruire di questa soluzione per l’acquisto di una casa prefabbricata con mutuo per la sua ristrutturazione. In caso di acquisto, solitamente la prima parte del finanziamento viene erogato per comprare il terreno, mentre per le altre tranche serve il via libera del perito della banca il cui compito è visitare l’immobile e accertare lo stato di avanzamento dei lavori.

La flessibilità d’impiego delle strutture miste acciaio-calcestruzzo per una struttura agroindustriale dalle grandi luci e altezze

Il progetto della Cantina Le Contesse, realizzato per lo più in trincea, prevedeva una certa complessità legata a molti fattori come il profilo curvilineo su più livelli, grandi luci e altezze insieme a grandi carichi. La soluzione scelta è stata il sistema misto calcestruzzo-acciaio di Tecnostrutture denominato NPS® Core. Scopri i dettagli

Angelo Buonocchio

Il progetto sostenibile della nuova Cantina Le Contesse

La nuova Cantina Le Contesse è una struttura aziendale sita a Vittorio Veneto (Treviso), in un territorio divenuto da poco patrimonio dell’UNESCO.
L’edificio è stato realizzato quasi interamente in trincea, ricavando lo spazio da una collina preesistente parzialmente scavata in fase di cantiere e ripristinata a conclusione lavori, limitando così l’impatto sul rinomato paesaggio.

La struttura sorge dall’acquisto di terreni con impianti a vigneto biologico e suolo agricolo con porzione di area aziendale e fabbricati in disuso. Il progetto della Cantina Le Contesse ha richiesto l’impiego di grandi luci e altezza interpiano fino a 10 metri, contraddistinguendosi per le elevate portate.

Travi NPS® CLS, Pilastri PDTI® NPS® e Solaio Alveolare e Predalles autoportante
Travi NPS® CLS, Pilastri PDTI® NPS® e Solaio Alveolare e Predalles autoportante

Le esigenze per la realizzazione dell’opera

La Cantina Le Contesse si articola in differenti livelli con diverse destinazioni d’uso: turistico/ricettivo dedicato alle degustazioni, un magazzino destinato alle spedizioni e alla logistica, un’area di imbottigliamento e infine un piano riservato alla vinificazione.

grandi carichi, le portate elevate della struttura pari a 50 [kN/m2] di sovraccarico accidentale e la complessa geometria del fabbricato data dal profilo perimetrale curvilineo, hanno reso indispensabile lo studio di una soluzione completa, che rispondesse in modo mirato alle esigenze sia costruttive che strutturali dell’opera.

Gli interventi di realizzazione della Cantina Le Contesse sono quindi stati suddivisi in due fasi, successive a un’analisi preliminare collegata alle implicazioni paesaggistiche.

– Fase 1: studio di fattibilità, edificabilità di un nuovo impianto agroindustriale quasi interamente interrato.
– Fase 2: piano di recupero di edifici esistenti di una struttura ricettiva.

Sistema NPS® Core Tecnostrutture presso la nuova Cantina Le Contesse, Vittorio Veneto (Treviso)
Sistema NPS® Core Tecnostrutture presso la nuova Cantina Le Contesse, Vittorio Veneto (Treviso)

La risposta strutturale: il sistema misto acciaio-calcestruzzo NPS®

Il lavoro di realizzazione della Cantina Le Contesse è stato effettuato con il sistema misto acciaio-calcestruzzo NPS® di Tecnostrutture, che ha permesso di rispondere alle necessità intrinseche dell’edificio. Nello specifico è stata individuata la soluzione NPS® Core che meglio risponde alle necessità degli edifici industriali.

La soluzione NPS® Core
NPS® Core comprende travi autoportanti NPS® CLS e il solaio alveolare abbinati a pilastri misti PDTI® con superficie in acciaio, riempiti di calcestruzzo o a pilastri PTC® in calcestruzzo centrifugato, materiale che garantisce alte capacità di carico pur con sezioni estremamente snelle, garantendo maggiore spazio a disposizione.

La soluzione studiata da Tecnostrutture ha visto utilizzati 523 metri di pilastri, 1036 metri di travi e 540 metri di solaio, rispondendo alle peculiarità dell’edificio.

Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/la-flessibilita-d-impiego-delle-strutture-miste-acciaio-calcestruzzo-per-una-struttura-agroindustriale-e-ricettiva/

Casa passiva: cos’è e quanto si risparmia

Esiste un modello di abitazione conosciuto come casa passiva che permette di ottenere il maggior risparmio energetico possibile. Vediamo insieme come è possibile e quanto si risparmia.

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Con l’espressione “casa passiva” (dal tedesco Passivhaus) si fa riferimento a un modello di abitazione che consente di raggiungere il maggior risparmio energetico possibile. In che modo? Si tratta di un tipo di edificio in grado di coprire buona parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno tramite dispositivi passivi.

Ma vediamo insieme nel dettaglio.

Casa passiva: di cosa si tratta

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La casa passiva è un tipo di edificio a basso consumo energetico molto diffuso in Europa. Questo modello di abitazione fu ideato nel 1988 dalla collaborazione di due università nordeuropee, nata con l’obiettivo di concepire una nuova generazione di abitazione.

Da questo progetto, si scoprì che la combinazione coordinata di vari dispositivi e una serie di accorgimenti per l’isolamento termico e l’efficienza energetica, era possibile creare edifici che non avrebbero avuto bisogno di essere riscaldati.

Dal punto di vista tecnico, la casa passiva deve la sua efficienza alla combinazione di una serie di accorgimenti essenziali: isolamento termico, calore interno, finestre termiche, forma ed esposizione e ventilazione. Vediamoli da vicino.

Come funziona la casa passiva

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La casa passiva è innanzitutto caratterizzata da isolamento termico, il quale si ottiene grazie all’aumento dello spesso del materiale isolante, che raggiunge quasi i 30 centimetri, e alla sua collocazione nello strato più esterno della parete. Questo permette all’edificio di riscaldarsi grazie a fonti di calore che si trovano in tutte le case, come gli elettrodomestici attivi, l’illuminazione, il solo che entra dalle finestre, gli stessi esseri umani che vi abitano e così via.

In una casa passiva le finestre sono costruite con triplo vetro, anziché doppio. Inoltre, l’isolamento termico è ottenuto anche grazie allo studio della forma dell’edificio, che deve essere il più possibile compatta, la sua esposizione rispetto al sole.

Infine, è molto importante la ventilazione controllata, possibile grazie a un sistema che, attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un apposito dispositivo per lo scambio di calore, permette all’aria in entrata di assorbire fino all’80-90% del calore dell’aria in uscita, prima di circolare all’interno.

Quanto si risparmia?

risparmio energetico

È stato calcolato che una casa passiva necessita in media di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 10-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento. Ciò significa che si raggiunge un risparmio del 90%!

La prima casa passiva in legno in Italia è stata costruita in Lombardia e il conteggio della spesa per i consumi effettivi, durante il primo anno, è stata pari a soli 100 euro, comprese le spese di riscaldamento e di raffreddamento. Si tratta di una villetta disposta su tre piani con una superficie complessiva di 600 metri quadri.

https://www.informazioneambiente.it/casa-passiva-cose-e-quanto-si-risparmia/

Cambiamento climatico, gli anni più caldi

cambiamento climatico

Mentre i leader mondiali si sono riuniti a Sharm El-Sheikh, in Egitto, per discutere le misure politiche che affrontano la sfida globale del cambiamento climatico alla COP27, un ottobre insolitamente caldo in gran parte dell’emisfero settentrionale è servito da tempestivo promemoria del problema in questione . All’inizio di questa settimana, il Copernicus Climate Change Service, un istituto finanziato dall’UE che monitora il clima per conto della Commissione europea, ha riferito che l’Europa ha vissuto il suo ottobre più caldo mai registrato, con temperature di quasi 2 gradi sopra la media degli ultimi 30 anni.

Considerando che il 2022 era già sulla buona strada per diventare il sesto record più caldo mai registrato prima di ottobre, ora si può tranquillamente presumere che l’indesiderabile serie di temperature calde del pianeta non finirà quest’anno. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, ovvero dal 1880, con temperature medie globali della superficie (terra e mare) divergenti da 0,82 a 0,99 gradi Celsius dalla media del 20° secolo. Come mostra il grafico, c’è una chiara tendenza al riscaldamento con temperature in ciascuno degli ultimi 45 anni che superano la media del 20° secolo. Al contrario, i primi 59 anni del periodo di osservanza (cioè 1880-1938) hanno visto temperature della superficie globale inferiori alla media del 20° secolo di 13,9 gradi Celsius.

https://www.idealista.it/news/finanza/economia/2022/11/14/170119-cambiamento-climatico-gli-anni-piu-caldi

Per le bollette di luce e gas cosa ha fatto il governo Meloni.

Quali sono le misure del decreto Aiuti quater pensate specificamente contro il caro energia.

La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Ansa

Bollette luce e gas: cosa ha fatto il governo Meloni

Che cosa prevede il decreto Aiuti quater per affrontare il caro bollette? Del provvedimento approvato ieri in consiglio dei ministri si è parlato finora più per le modifiche al meccanismo del superbonus o per il tetto ai pagamenti in contanti che per le misure specificamente pensate per contenere l’impatto dei costi dell’energia su cittadini e imprese.

Qualcuno si è chiesto ad esempio se fossero stati prorogati gli “sconti” sulle bollette di luce e gas. Ebbene, l’azzeramento degli oneri di sistema  per le utenze di famiglie e imprese, e il taglio al 5 per cento dell’Iva per i consumi sul gas, sono misure che erano state già prorogate dal governo Draghi fino a fine anno. Il ministro Giorgetti, parlando in audizione davanti alle Commissioni speciali congiunte di Camera e Senato, ha detto che l’obiettivo è rinnovare questi provvedimenti anche per il primo trimestre del 2023. 

Il credito di imposta per le imprese energivore e non

Tornando al decreto, una delle misure più importanti è la proroga per il mese di dicembre del credito di imposta per le imprese energivore e non. Il credito di imposta è destinato alle aziende, ma anche ad attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Il costo del provvedimento è piuttosto elevato: 3,4 miliardi, su un totale di 9,1 miliardi stanziati per finanziare tutti gli interventi contro il caro energia. 

Come specifica il ministero dell’Economia, le aliquote potenziate del credito di imposta sono pari a:

  • 40% per le imprese energivore e gasivore
  • 30% per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW

La rateizzazione delle bollette per le imprese

Un altro provvedimento importante è la rateizzazione delle bollette per le imprese. “Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia – si legge nel comunicato pubblicato dal ministero dell’Economia – le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1 ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023”.

Il tetto dei bonus aziendali sale a 3mila euro, Meloni: “Sarà un’ulteriore tredicesima”

Altra misura su cui il governo punta molto è quella che innalza da 600 a 3mila euro la soglia esentasse dei così detti fringe benefit, ovvero dei premi che le aziende possono concedere ai dipendenti direttamente in busta paga. “Si tratta – spiega il Mef – di una misura di welfare aziendale che punta a rendere più pesanti gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas)”. Secondo Giorgia Meloni, l’estensione del fringe benefit “sarà una sorta di ulteriore tredicesima per bollette”.

Dallo sconto sulla benzina all’Imu

Tra i provvedimenti presi dal governo citiamo anche la proroga dello sconto fiscale di 30 centesimi sulle accise della benzina e del diesel e di 10 centesimi sul Gpl, e l’esenzione Imu per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti): la seconda rata dell’imposta non sarà dovuta a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività. Infine, tra le misure previste dal decreto Aiuti quater, segnaliamo la proroga al 2024 della scadenza per il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato a quello libero. Ma quest’ultima non è una misura che porta risparmi reali ai consumatori. 

Cosa ha detto Meloni

Il decreto approvato dal consiglio dei ministri è tutto sommato in continuità con i vari decreti Aiuti varati dal governo Draghi. Chi si aspettava risorse più importanti sarà rimasto deluso, ma la premier aveva fatto capire già da tempo che non intendeva mettere a rischio i conti dello Stato. 

Con il decreto energia, ha detto Meloni, “stanziamo 9,1 miliardi di euro destinati prevalentemente a dare immediata risposta a famiglie e imprese per costo bollette, in parte fino a fine anno, con la proroga fino al 31 dicembre e inserendo nuove norme”. Meloni ha sottolineato che nel decreto ci sono “aiuti alle imprese che riguardano la proroga del credito d’imposta, tra il 40 e il 30% per le non energivore, poi – ha aggiunto – consentiamo una rateizzazione sulla parte dell’aumento rispetto all’anno precedente fino a 36 rate mensile. L’estensione poi del fringe benefit – ha detto ancora -, sarà una sorta di ulteriore tredicesima per bollette”.

Con questa norma, ha sottolineato la premier, vengono “prorogati gli aiuti per il caro carburante” e inoltre viene “prorogato al 10 gennaio il regime di tutela del prezzo del gas per le utenze domestiche”.

https://www.today.it/economia/bollette-luce-gas-governo-meloni.html

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Superbonus 110, cosa cambierà con il governo Meloni?

Il governo Meloni

Il superbonus 110 cambia ancora con il governo Meloni. Secondo le ultime notizie nel 2023 ci sarà una riduzione dell‘aliquota di detrazione per tutti gli immobili, condomini compresi, ma allo stesso tempo una proroga per le unifamiliari

Cambiano le regole per il superbonus 110. Con l’approvazione del decreto Aiuti quater scende la percentuale di detrazione per tutti gli immobili al 90% per il 2023, con eccezioni che riguardano sia i condomini che le villette (per cui arriva la tanto attesa proroga)

Qui tutte le informazioni sulle novità del decreto aiuti quater

Superbonus nel 2023 cosa succederà?

La logica alla base delle novità contenute nel decreto aiuti quater è stata spiegata dalla premier Meloni durante la conferenza stampa: La copertura al 110% ha deresponsabilizzato chi la usava: se uno non era chiamato a contribuire non si chiedeva se prezzo era congruo. Questo ha portato distorsione sul mercato a beneficio prevalentemente dei redditi medio alti”. Ecco perché “abbiamo scelto di intervenire e si passa al 90%, salvo per chi ha già deliberato a oggi l’intervento e presentato entro il 25 novembre la nota di inizio lavori. Ma con i risparmi abbiamo deciso di riaprire alle unifamiliari, a patto che si tratti di prima casa e redditi medio bassi”.

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giorgetti: La decisione di concentrare in modo selettivo a favore dei redditi medio bassi è una scelta politica: non si è mai visto nella storia una misura che costasse così tanto a beneficio di così pochi,lo ribadisco. Questa decisione è a favore di chi non si può permettere di ristrutturare. Le cose cambiano da oggi” 

Sulla necessità di abbassare l’aliquota della detrazione si è espressa anche Bankitalia che nello studio “Costs and benefits of the green transition envisaged in the Italian NRRP: An evaluation using the Social Cost of Carbon” ha sottolineato il costo elevato per le casse statali del superbonus 110 e ha addirittura proposto un’aliquota al 40%

Una questione spinosa riguarda il meccanismo della cessione dei crediti, soprattutto per quanto riguarda la responsabilità. Le ultime sentenze infatti hanno ricordato infatti che il sequestro dei crediti falsi è leggittimo anche se i concessionari non hanno partecipato alla frode.

Cosa entra nel superbonus 110?

Il superbonus è una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1º luglio 2022 per la realizzazione di interventi finalizzati all’efficientamento energetico e alla riduzione del rischio sismico degli edifici (il cosiddetto supersismabonus).

Il superbonus spetta per gli interventi cosiddetti principali o trainanti quali:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici.

Ma anche per tutta una serie di interventi trainati:

  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche (16-bis, lettera e del Tuir).

Quando finisce il superbonus 110?

La data di scadenza per il superbonus 110 è il 31 dicembre 2022 per le unità immobiliare delle persone fisiche, al di fuori dell’attività di impresa sempre e quando alla data del 31 settembre 2022 sia stato raggiunto il 30% dei lavori.

Per i condomini, le persone fisiche proprietarie di edifici composti da due a quattro unità immobiliari accatastate di forma diversa e per le organizzazione non lucrative di utilità sociale o le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale sono previste le seguenti scadenze:

  • 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023
  • 70% per quelle sostenute nel 2024
  • 65% per quelle sostenute nel 2025.

Ma tutto questo potrebbe cambiare con le nuove norme introdotte dal governo Meloni che introducono una riduzione dell’aliquota già dal prossimo anno e una proroga per le unifamilari.

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2022/10/31/168765-superbonus-110-cosa-cambiera-con-il-governo-meloni

Superbonus, approvato dal Consiglio dei ministri il Decreto Aiuti-quater

Rimodulazione al 90% per le spese sostenute nel 2023 per i condomini. Possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano la soglia di reddito di 15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare.

In tema di Superbonus 110% “si anticipa la rimodulazione al 90 per cento per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e si introduce la possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare).

Il superbonus si applica invece al 110 per cento fino al 31 marzo 2023 per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022”.

Lo prevede il decreto-legge Aiuti quater (o Decreto Energia) approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

“Sulla base dell’autorizzazione parlamentare già ricevuta”, riporta il comunicato di Palazzo Chigi, “il decreto prevede uno stanziamento pari a circa 9,1 miliardi di euro, provenienti dall’extragettito fiscale, per finanziare interventi contro il caro energia”.

Benefit aziendali esentasse

Si innalza per il 2022 il tetto dell’esenzione fiscale dei cosiddetti “fringe benefit” aziendali, fino a 3mila euro.

Si tratta di una misura di welfare aziendale che punta a incrementare gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze (acqua, luce e gas).

Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, per il mese di dicembre 2022

Con uno stanziamento di 3,4 miliardi di euro, si proroga fino al 31 dicembre 2022 il contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle imprese e delle attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale.

Confermate le aliquote potenziate del credito di imposta pari a:

– 40 per cento per le imprese energivore e gasivore;

– 30 per cento per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW.

Disposizioni in materia di accise e d’imposta sul valore aggiunto su alcuni carburanti

Si stanziano 1,3 miliardi di euro per la proroga dal 19 novembre al 31 dicembre 2022 dello sconto fiscale sulle accise della benzina e del diesel, che conferma il taglio di 30,5 centesimi al litro (considerato anche l’effetto sull’Iva). Per il GPL lo sconto vale 8 centesimi di euro ogni kg, che sale a circa 10 centesimi considerando l’impatto sull’Iva.

Misure di sostegno per fronteggiare il caro bollette

Per fronteggiare l’incremento dei costi dell’energia, le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.

Al fine di assicurare la più ampia applicazione della misura, SACE S.p.a. è autorizzata a concedere una garanzia pari al 90 per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale residenti in Italia. La garanzia è rilasciata a condizione che l’impresa non abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni negli anni per i quali si richiede la rateizzazione, sia per sé stessa che per quelle del medesimo gruppo.

Misure per l’incremento della produzione di gas naturale

Al fine di contribuire al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale è previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici).

Si proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023 il termine entro il quale il GSE potrà cedere a prezzi calmierati il gas naturale.

Sono previste inoltre, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia.

Misure urgenti in materia di mezzi di pagamento

Si stanziano 80 milioni di euro per la concessione di un credito d’imposta agli esercenti per la trasmissione della fattura telematica all’Agenzia delle entrate. Il contributo è pari al 100 per cento della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico acquistato.

Tetto al contante

Dal 1° gennaio 2023 la soglia massima per il pagamento in contanti passa da 1.000 a 5.000 euro.

Esenzioni in materia di imposte

Per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) non è dovuta la seconda rata IMU per gli immobili, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

Rinnovo del contratto degli insegnanti

Si stanziano ulteriori 100 milioni per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca.

Esenzione imposta di bollo emergenze

Si introduce una disposizione che prevede, a regime, l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande presentate per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni, comunque denominati, a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi.

https://www.casaeclima.com/italia/ultime-notizie/ar_49939__superbonus-approvato-consiglio-ministri-decreto-aiuti-quater.html

Terremoto, scossa di magnitudo 5.7 nel centro Italia: epicentro nelle Marche

Al momento non si registrano danni significativi: oltre 1000 chiamate al 112. E’ la più grande da 90 anni. Il sisma è stato avvertito anche a Roma, Firenze, Bologna, Friuli Venezia Giulia. Dalle 12 riprende il traffico ferroviario sulla linea adriatica. Scuole chiuse in diverse città marchigiane.

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita nel centro Italia subito dopo le 7 del mattino, alle 7:07: la magnitudo, secondo l’Ingv, è di 5,7 e l’epicentro sulla costa pesarese a una profondità di 8 chilometri e a 30 chilometri da Fano e 35 chilometri da Pesaro.

La scossa è la più forte dal 1930, data del terremoto di Senigallia di magnitudo 5.8. Lo rileva l’Ingv. Dalla mappa della sismicità dal 1985 ad oggi si nota che in questa area è presente un’attività sismica con eventi e piccole sequenze di magnitudo moderata, come quella del giugno del 2000 con terremoti di magnitudo fino a 3.5.

Terremoto, sciame sismico da almeno 40 scosse

C’è stato poi uno sciame sismico con altre 40 scosse in tre ore: le principali di 3,1, 3,4 e 4,0. Nella zona di Ancona per ora segnalate crepe nelle pareti, la clinica Villa Igea era stata evacuata ma ora è tornata alla regolare attività. Arrivate anche segnalazioni di ascensori bloccati e caduta di calcinacci come nel consiglio regionale delle Marche dove i dipendenti sono rimasti a casa. Intanto molti sono scesi in strada, tanta la paura tra la popolazione.

Stazione di Ancona
Stazione di Ancona (ansa)

Tutte le squadre dei vigili del fuoco, in particolare nel Pesarese, ma anche ad Ancona, sono fuori per verifiche. Si sentono le sirene dei mezzi che circolano in lontananza per i sopralluoghi e per far fronte al gran numero di chiamate di cittadini preoccupati. Sono arrivate finora 10 richieste di verifiche di staticità su edifici in provincia di Pesaro-Urbino e 40 nell’Anconetano.

Ferrovia adriatica bloccata e scuole chiuse

Il traffico ferroviario è stato sospeso in via precauzionale vicino ad Ancona, sulla linea adriatica, per sospetti danni ai binari ma dalle 12 riprenderà. Scuole chiuse in molte città delle Marche, a partire da Pesaro e Ancona.

Stazione di Ancona
Stazione di Ancona (ansa)

Il terremoto è stato sentito anche a RomaFirenzeBologna e nel nord Italia, fino al Trentino e in Friuli Venezia Giulia.

Scuole chiuse anche a Pesaro, Fabriano e Macerata, dove le scosse di terremoto sono state avvertite nettamente, e lungo la costa a San Benedetto del Tronto e a Grottammare (Ascoli Piceno). In molti Comuni sono stati aperti i Coc.

La premier Meloni fa sapere di essere in contatto con la Protezione civile e con il presidente della Regione Marche.

“Il Santo Padre ha chiesto notizie e garantito la Sua vicinanza alla popolazione colpita prima dall’alluvione ed ora dal terremoto”. Così monsignor Nazzareno Marconi, presidente della Conferenza episcopale delle Marche. I vescovi marchigiani si sono sentiti telefonicamente per un primo report sui danni. Al momento si lamentano distacchi di stucchi e lesioni in alcune chiese nella zona di Senigallia e Pesaro.

Curcio: “Non si teme evento tsumani”

Al largo delle coste delle marche “non si attende un evento tsunami” perché con “il valore dell’evento a mare” del livello di quello che si è verificato poco dopo le 7 di oggi “in genere non produce onde tsunami” ma comunque “è partito il sistema allertamento internazionale” con i paesi limitrofi. Così Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile.

https://www.repubblica.it/cronaca/2022/11/09/news/terremoto_centro_italia_scossa_57_61-373674470/