La Guardia di Finanza di Parma ha eseguito martedì mattina un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del tribunale di Parma su richiesta della Procura (pm Francesca Arienti), delle aree di proprietà del Comune di Parma Vicofertile nord ed Ex Althea.

Secondo l’accusa le imprese di costruzione sarebbero state illegittimamente favorite. Al centro ci sarebbe il mancato rispetto delle norme sulla assegnazione dei lavori di costruzione di edifici per finalità sociali che, secondo le accuse, sarebbero stati affidati in via diretta in violazione della normativa.

Le aree sono relative a due lottizzazioni destinate a ospitare circa cinquanta alloggi di edilizia residenziale pubblica, la cui realizzazione era stata affidata alla società ParmAbitare (attualmente in liquidazione) per un esborso pubblico pari di 7,2 milioni di euro.

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Le indagini di polizia giudiziaria, svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Parma sotto la direzione della Procura della Repubblica, svolte anche attravesro intercettazioni telefoniche, hanno messo in luce i ruoli di quattro persone, tra dirigenti comunali e responsabili della società ParmAbitare, alle quali viene contestato il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art.353 bis del codice penale che recita: chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente (2) al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032).

In particolare, spiega la Procura, l’attività investigativa ha permesso di evidenziare come l’affidamento diretto, alla società ParmAbitare, dei lavori di costruzione di circa cinquanta alloggi di edilizia economica e popolare, “sia apparso strumentale in quanto diretto allo scopo di aggirare la normativa sugli appalti pubblici e di affidare ai costruttori privati, soci della medesima società, la realizzazione di opere pubbliche senza limiti temporali e di stanziamenti, riservando ad essi, in esclusiva, una quota di mercato, in violazione di legge”.

ParmAbitare è stata costituita, nel 2003, da Acer Parma e da diversi Comuni del parmense (con una quota complessivamente in mano pubblica pari 88% capitale sociale) e da alcune società private (sei soci costruttori e un socio finanziatore).

Di fatto, la società ParmAbitare non è mai stata operativa in quanto, sin dalla costituzione, non ha mai avuto dipendenti e organi di controllo, basando la sua attività esclusivamente sull’operato di consulenze esterne e sulle attività svolte da Acer Parma.

La posa della prima pietra a Vicofertile

I soci privati erano stati selezionati a seguito di una gara pubblica indetta da Acer Parma, azionista di maggioranza.

Per la costituzione di una società cosiddetta società mista, infatti, è necessario effettuare una gara pubblica unica (gara a doppio oggetto) a fronte della quale è possibile selezionare i partner privati e fissare l’oggetto, le modalità e le tempistiche di esecuzione del servizio.

Tuttavia, per tutelare la libera concorrenza, nella gara a doppio oggetto devono essere definiti puntualmente i lavori/servizi da effettuare e deve essere fissato un limite temporale di operatività societaria.

Dall’esame della documentazione agli atti è “tuttavia emerso come, già all’interno di tale gara pubblica, fosse stata inserita genericamente solo la quantificazione degli immobili da costruire (560 appartamenti) senza che venissero puntualmente definite le opere da realizzare ed i servizi da effettuare, nonché le tempistiche di perseguimento dello scopo sociale”.

Una vicenda che risale al 2009 quando il Comune di Parma affida a ParmAbitare la realizzazione di alcuni complessi residenziali Eep (tra cui appunto Vicofertile nord ed ex Althea).

L’affidamento diretto era avvenuto in forza di patti parasociali, sottoscritti dai soci pubblici e privati di ParmAbitare, sulla base dei quali, peraltro, la realizzazione degli interventi sarebbe spettata a rotazione ai soci privati costruttori.

I patti parasociali, tuttavia, non erano mai stati rinnovati ed erano scaduti nel 2006, così come emerso dall’analisi della documentazione agli atti.

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L’inserimento delle opere nel programma regionale 3.000 case per l’affitto e la proprietà determinava anche l’erogazione di un consistente finanziamento regionale per il Comune di Parma.

ParmAbitare, nel 2010, consegnava in via d’urgenza, a due dei suoi soci costruttori privati, le aree Vicofertile nord ed ex Althea, provvedendo tuttavia alla sospensione dei lavori dopo pochi giorni.

Nel 2013, il Comune di Parma decideva di sospendere la realizzazione degli interventi nelle aree di Vicofertile nord e ex Althea, rinunciando al finanziamento regionale concesso, uscendo di diritto dal richiamato programma regionale.

Peraltro, sempre nel 2013, una modifica della legge Regionale 24/01 aveva eliminato la possibilità di costituire società di scopo, mentre il testo unico sulle società partecipate, nel 2016, aveva imposto la messa in liquidazione delle società prive di operatività e dipendenti.

ParmAbitare doveva pertanto essere messa in liquidazione, in quanto basava le sue facoltà di poter realizzare alloggi pubblici su presupposti normativi ormai abrogati o modificati.

Nel gennaio 2016 il Comune di Parma, sulla base della disponibilità di fondi ministeriali, decideva di riattivare i progetti sospesi di Vicofertile nord ed ex Althea.

Per la realizzazione degli interventi il Comune di Parma, alla fine del 2017, decideva di affidare nuovamente i lavori di realizzazione dei complessi Erp alla società ParmAbitare, nonostante la cosiddetta “gara a doppio oggetto” per la costituzione della società, con tutte le criticità sopra evidenziate, fosse stata esperita, nel lontano 2003, da una diversa stazione appaltante (Acer).

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Maggio 2018 posa della prima pietra in via Budellungo

Inoltre, per giustificare l’affidamento diretto delle attività di progettazione e realizzazione dei lavori, negli atti deliberativi della Giunta vomunale, redatti sulla base dei pareri tecnico-amministrativi dei dirigenti responsabili, la società ParmAbitare viene definita società “in house providing”, assimilabile a un organismo interno all’Amministrazione.

“Tale affermazione, tuttavia, trae spunto da una rappresentazione della realtà risultata non veritiera, tenuto conto che la società in parola, mai di fatto autonoma ed operativa, era una società mista pubblico-privato, la cui legittimazione ad operare appare venuta meno a seguito delle modifiche normative degli anni precedenti”.

Peraltro, nel 2018, dopo la formalizzazione dell’affidamento dei lavori in parola, ParmAbitare è stata posta definitivamente in liquidazione.

Sulla base della complessa ricostruzione normativa e delle attività investigative svolte, l’affidamento dei lavori effettuato del Comune di Parma alla società ParmAbitare – basato sulla fuorviante considerazione di quest’ultima come società in house – è “dunque apparso illegittimo e finalizzato ad evitare l’esperimento di una gara di appalto pubblica, a vantaggio dei soci privati costruttori della società”.

Il Gip di Parma, dopo aver condiviso la ricostruzione giuridica e dei fatti sopra descritta, ha pertanto ordinato il sequestro preventivo delle aree del Comune di Parma destinate alla realizzazione, attualmente in corso, dei complessi residenziali di Vicofertile nord ed ex Althea, al fine di impedire così il protrarsi e l’aggravarsi delle conseguenze del reato di cui all’art. 353 bis c.p. (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente).

Infatti, il Giudice ha ritenuto che l’avanzamento dei lavori, oltre a “prolungare gli effetti di un affidamento illegittimo e illegale, legittimerebbe il Comune di Parma ad avanzare al ministero pretese di pagamento in relazione al finanziamento concesso, risorse che verrebbero destinate a soddisfare le imprese di costruzione illegittimamente favorite”.